A Siena si racconta

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Correre tutti un Palio all'anno?

Messaggio  jabru il Dom Ago 05, 2012 7:22 pm

Fabio Pacciani, Rettore del Magistrato delle Contrade, recentemente intervistato da Antenna Radio Esse sul tema del meccanismo dell'estrazione delle Contrade, si è dimostrato favorevole ad iniziare una discussione che possa portarne ad una sostanziale modifica. Pacciani ha dichiarato che ''Da un lato c'è il fascino della sorte mentre dall'altro c'è la programmazione. E' una decisione importante che va meditata a lungo ma sulla quale a mio avviso merita meditare e riflettere''. Non è la prima volta che nel mondo del Palio viene sollevata questa questione. In particolare è stato affermato che sarebbe opportuno che un' eventuale modifica del sistema attuale preveda che ogni Contrada possa avere la possibilità di correre almeno una Carriera all'anno. Da un lato ci sono Contrade che, venendo estratte frequentemente, si trovano a dover affrontare gli oneri economici che correre un Palio comporta e che magari preferirebbero correre solo una volta all'anno. Dall'altro ci sono invece Contrade che non vincono da molto tempo e che, non venendo estratte spesso, si sentono troppo penalizzate. A questo punto occorre ricordare cosa prevede in merito, attualmente, il Regolamento del Palio . Innanzitutto il Sindaco colloca all'interno un'urna i nomi di tutte le Contrade chiuse in custodie identiche tra loro per poi estrarre le tre (o più in caso di squalifiche) che estrarranno. Successivamente pone in una seconda urna le Contrade non partecipanti di diritto. A questo punto i Capitani designati per estrarre vengono chiamati a turno dal Sindaco per estrarre le Contrade che parteciperanno al Palio. Terminata questa operazione, il Sindaco procede ad estrarre le sette che non correranno e che prenderanno parte di diritto alla Carriera di Luglio o di Agosto dell'anno successivo. Vedremo nell'inverno come si svilupperà il dibattito all'interno delle istituzioni cittadine, personalmente sono a favore del mantenimento del sistema attuale in quanto verrebbe a mancare uno degli aspetti cardine della nostra Festa ossia l'imponderabilità della Dea Bendata.

Francesco Zanibelli da OKSIENA
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Dipinti di Palio consegnati al Magistrato delle Contrade

Messaggio  jabru il Mer Ago 08, 2012 10:58 am

S
IENA. Diciotto dipinti raffiguranti scene di Palio, risalenti alla fine del 1800 e la prima metà del 1900, sono stati concessi dalla Provincia di Siena al Magistrato delle Contrade per la custodia e la conservazione. La consegna si è tenuta questa mattina, martedì 7 agosto, presso la sede del Magistrato in Via di Città, alla presenza del Rettore, Fabio Pacciani, dei Priori delle diciassette Contrade, del presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini e dell’assessore provinciale alla cultura, Marco Saletti. Gli acquarelli di proprietà dell’amministrazione provinciale, custoditi presso i locali dell’ex Apt di Siena, sono identificati come “Paliotti o Cavallini” e rappresentano una testimonianza di un periodo storico del Palio e della città di Siena unica nel loro genere.

“Abbiamo risposto in maniera positiva – ha detto Simone Bezzini, presidente della Provincia di Siena - alla richiesta del Magistrato delle Contrade di ottenere la custodia e la conservazione della collezione, convinti che saprà valorizzare e far conoscere il valore delle opere ai senesi e a tutti coloro che vorranno ammirarle”. “Come autorità che meglio rappresenta in modo unitario la nostra Festa – ha aggiunto l’assessore alla cultura Marco Saletti - nel suo duplice aspetto di evento unico al mondo e di manifestazione di vita, socialità e stimolo per l’arte e la cultura, siamo certi che il Magistrato delle Contrade saprà offrire ai Paliotti la destinazione più idonea per darne risalto e stimolarne la conoscenza. Con questa iniziativa - ha sottolineato Saletti - prosegue e si consolida un rapporto di reciproca collaborazione tra Provincia e Magistrato, che ci vede uniti nella volontà di condividere e valorizzare il patrimonio documentario del Palio, a cui i diciotto acquarelli si vanno ad aggiungere, mettendolo a disposizione di tutte le Contrade e i contradaioli”. Nel suo discorso di saluto, l’assessore alla cultura ha anche ricordato chi materialmente ha contribuito, negli anni, a formare la collezione dei “Paliotti”: Benito Guazzi e Giulio Pepi per l’Azienda Autonoma di Turismo e Luciano Mencaraglia per L’Ente provinciale per il Turismo.
“In qualità di Rettore pro tempore del Magistrato delle Contrade - ha detto oggi il Rettore Fabio Pacciani - esprimo, a nome di tutti i Priori, il compiacimento e l’apprezzamento per la concessione, da parte della Provincia di Siena, della collezione denominata ‘Paliotti’ o ‘Cavallini’, al Magistrato stesso. La raccolta, ceduta in comodato gratuito, sarà esposta nei locali del Magistrato dove troverà collocazione nella Sala delle adunanze, testimone, al contempo, della sensibilità della Provincia nei confronti della tradizione senese e dell’alto spirito di collaborazione fra le due istituzioni”.
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Nella Selva lutto che coinvolge la città

Messaggio  jabru il Mer Ago 08, 2012 12:08 pm

La Selva piange Osvaldo Bonelli: grande personaggio della storia del Palio di Siena. Ha inventato la pista dei barberi

Se ne va un altro grande pezzo della storia del Palio di Siena e della contrada della Selva.
E’ mancato nel pomeriggio di oggi, martedì 7 agosto, Osvaldo Bonelli. Bonelli è stato mangino e priore della Selva oltre che storico costoniano. In tanti lo ricorderanno per essere stato colui che ha inventato la pista dei barberi.
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Un libro sui confini delle Contrade fuori le mura

Messaggio  jabru il Gio Ago 09, 2012 10:50 am

''Siena, lo spazio delle Contrade'', i confini della Contrade nel libro di Francesco Ceccarelli
Più di 15 dispute territoriali, alcune risolte e altre ancora aperte, per rivendicare la giurisdizione su uno dei quartieri sorti fuori dalle mura o per estenderla dentro la città.

E' l'altra faccia del Palio raccontata nel libro "Siena, lo spazio delle Contrade. I confini urbani del Palio, delimitazioni settecentesche e nuove dispute territoriali" (Pacini editore) scritto dal giornalista pisano Francesco Ceccarelli e che torna in libreria proprio alla vigilia del palio dell'Assunta.

Dispute annose che affondano le radici lontano e che magari provano a giocare perfino su qualche ambiguità del bando di Beatrice Violante di Baviera, la governatrice di Siena che nel 1729 congelò i confini delle contrade, ponendo fine, ma solo in teoria, a contese e lotte per estendere la propria supremazia.

Un Palio, insomma, giocato fuori da piazza del Campo con toni solo apparentemente molto più calmi. Il volume, inserito nella collana di Ecostoria diretta da Piero Pierotti, già docente di Storia dell'Urbanistica a Pisa, propone un viaggio nel tempo e nello spazio, permettendo di prendere confidenza con una Siena insolita che regala itinerari e percorsi di grande suggestione e interesse, spesso fuori da quelli classici del turismo 'mordi e fuggi'.
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Tradizionale concerto a Piazza del Campo

Messaggio  jabru il Sab Ago 11, 2012 7:42 pm

La Banda Città del Palio torna ad esibirsi in Piazza del Campo la sera del 14 agosto - ore 22,15 - in un nuovo, originale Concerto.
La Banda di Siena ha saputo raccogliere e sviluppare il patrimonio artistico che i complessi bandistici rappresentano quali interpreti del linguaggio musicale, componente costante ed essenziale della cultura popolare italiana ed europea e, grazie ad una propria scuola di musica, ha visto aumentare la propria presenza in Città, crescere il numero degli strumentisti e con essi la qualità delle proprie esibizioni.
La Banda, infatti, oltre a partecipare alle principali manifestazioni pubbliche, ai cortei delle Contrade e ad allestire la Fanfara che sfila alla testa del Corteo Storico, ha nel tempo ampliato il proprio repertorio ed oggi è in grado di affrontare concerti impegnativi tanto da potersi definire una vera Orchestra a “fiati e percussioni”.
Anche per questo il tradizionale Concerto in Piazza del Campo, presentato da Sofia Rossi, è un appuntamento da non perdere. Quest'anno, inoltre, insieme alla Banda, si esibiranno due giovani rappresentanti dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci, la mezzo soprano Beatrice Fanetti e la soprano Federica Cassati, allieve della prof.ssa Anastasia Tomaszewska Schepis.
Sarà l'occasione per ascoltare, nella splendida cornice di Piazza del Campo con la direzione del maestro Luciano Brigidi, un programma, eseguito con grande professionalità da oltre 50 strumentisti, che spazia dalle composizioni di Dalla, Gerhswin, Lehar, a brani della migliore produzione bandistica di De Hann, Conti e dello stesso Brigidi, per concludere con una trascrizione per Banda della Marcia del Palio.
Assistere al Concerto - gratuito come sono tutte le esibizioni della Banda - è il modo migliore per sostenere questa plurisecolare istituzione cittadina che ha come compito principale quello della diffusione della migliore tradizione di musica popolare verso le nuove generazioni e questo è possibile anche grazie alla diretta live televisiva in streaming su www.free-channel.it.
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Mangia 2012

Messaggio  jabru il Lun Ago 13, 2012 6:09 pm

Premio "Mangia 2012"
13/08/12 - 15:21 Torna il tradizionale appuntamento con il Premio Mangia 2012. Mercoledì, prossimo, 15 agosto, nel giorno dedicato a Maria S.S. Assunta in cielo, Patrona e Regina di Siena e del suo antico Stato, dopo la Messa solenne che si terrà alle 10 in Cattedrale, alle ore 11,30, nel Teatro dei Rinnovati, il Commissario Straordinario Enrico Laudanna consegnerà, come deciso dalla commissione del Concistoro, il Mangia d’oro al Prof. Rodolfo Bracci, per aver contribuito ad accrescere, in maniera significativa, la fama e il prestigio della città di Siena.

Il Premio Mangia, la massima onorificenza senese, a Rodolfo Bracci, su proposta della sua Contrada, la Civetta, per essersi distinto in campo scientifico. Neonatologo di fama internazionale – è stato direttore fino al 2001(anno del pensionamento) dell’Unità di neonatologia del Policlinico dell’Università di Siena – e dalle sue ricerche è stato grande il contributo dato per l’evoluzione ed i successi che hanno interessato questo settore della medicina.

Bracci, autore e co-autore di circa 500 pubblicazioni tra articoli per riviste scientifiche, libri, volumi congressuali, capitoli di trattati. Ha tenuto lezioni, relazioni e conferenze in numerose Università e ospedali nel mondo, tra cui: Amsterdam, Atene, Barcellona, Berkley, Budapest, Charlottesville, Lucerna, Mosca, Montreal, Oslo, Orlando, Stoccolma, Washington. Innumerevoli i riconoscimenti internazionali ricevuti, e gli incarichi ricoperti. Solo per citarne alcuni: Presidente della European Society for Pediatric Research, Direttore dell’Istituto di Clinica Ostetrica Ginecologica, Presidente del corso di Laurea di Medicina e Chirurgia. Dal 2007 è Segretario Generale dell’Accademia dei Fisiocritici per la quale ha curato la Sezione Medica ed il relativo catalogo della mostra per i 250 anni degli Atti di questa importante realtà culturale.

Ai benemeriti della città: Ivano Scalabrelli, Franco Sodi e Laura Vigni, il Commissario Straordinario consegnerà la medaglia d’oro di civica riconoscenza.

Ivano Scalabrelli, proposto dalla sua Contrada: la Lupa, per la dedizione, riservata, con passione e amore, alla conservazione e rafforzamento delle tradizioni e della cultura senese. Priore della Consorteria delle Compagnie Laicali, Presidente del Comitato del Cero e delle Feste dell’Assunta, curatore del cerimoniale per le Feste Cateriniane, per Sant’Ansano e per la Processione del Corpus Domini. Una serie di incarichi che si affiancano al sua creatività poetica. Membro del Laboratorio del sonetto, negli anni, ha arricchito la sua Contrada, e con questa la città, di innumerevoli componimenti.

Franco Sodi, proposto dal Comitato Amici del Palio per il suo pluriennale impegno in ambito paliesco nel ruolo di Maestro di Campo, preziosa e insostituibile figura per la corretta direzione del Corteo Storico che precede la corsa.

Laura Vigni, proposta della contrada di appartenenza, il Nicchio, per aver svolto, per anni, con professionalità il ruolo di responsabile dell’Archivio Storico del Comune di Siena. Una studiosa che ha dedicato la propria attività all’approfondimento e alla valorizzazione del patrimonio documentario cittadino,
curando ricerche, mostre e cicli di conferenze per far conoscere la documentazione riservata. Producendo, soprattutto, strumenti scientifici, quali cataloghi e pubblicazioni, su aspetti importanti della storia senese, affrontata con rigoroso taglio scientifico, così da lasciare una duratura traccia culturale.
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Processione dei Ceri e dei Censi

Messaggio  jabru il Mar Ago 14, 2012 9:15 pm

Si è svolta nel pomeriggio di oggi, martedì 14 agosto, la storica processione dei “Ceri” e dei “Censi” con la partecipazione delle Contrade e delle Autorità.
In Cattedrale è stato portato anche il Palio che è stato benedetto.
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Baby contradaioli, piccoli e orgogliosi

Messaggio  jabru il Mer Ago 15, 2012 2:40 pm

Siena, 15 agosto 2012 - C’È UN PALIO che è roba da grandi. Il Palio delle monte e delle rivalità, dei partiti e delle cose da fare perché tutto funzioni alla perfezione, dalla tranquillità delle stalle alla confusione delle cene e della Piazza. E poi c’è il Palio dei giochi all’aperto nei giardini di società, dei campi solari fuori porta, delle colazioni in Contrada prima della Tratta, del primo orgoglio con il fazzoletto al collo - tolto solo per sventolarlo - e gli abiti preziosi della Festa indossati per la processione del Cero.

Il Palio della meraviglia della Corsa, quando i cavalli sembra che volino, che poi per loro è sempre la più bella Corsa al mondo che si tratti di prove al trotto, in cui si studiano traiettorie ed avversari, o dei tre giri, lanciati al cardiopalma, del giorno dei giorni: il giorno in cui si vince o si perde.
E’ il Palio dei più piccoli, della loro innocenza. Delle loro domande. Sul fantino che monta, sul cavallo migliore e sul tempo che manca: allo scoppio del mortaretto, all’ingresso dei cavalli in Piazza. Ne sanno qualcosa gli addetti ai piccoli, gli adulti che non solo nei giorni del Palio ma per tutto l’anno sono i loro angeli custodi. Elettra Guideri, addetto ai piccoli della Tartuca, ci racconta la libertà dei loro giochi. «L’emozione più grande per i piccoli è entrare in Piazza dietro al cavallo con il resto della Contrada. Con la dirigenza hanno una confidenza diretta. Vivono la Festa con entusiasmo e fierezza. Sono puri». Camilla Ghelardi, 21 anni della Pantera, è alla sua prima esperienza. Un po’ provocatoriamente le chiedo se i genitori si fidano di lei. Con la sicurezza di chi sa da sempre come si vive in Contrada mi tranquillizza: «mi conoscono tutti da quando ero bambina» dice. «Questi bambini sono il lato sano del Palio» spiega con il disincanto di una cinquantenne.

Stefano Rossi della Giraffa è il veterano con i suoi dieci anni di esperienza alle spalle. «E’ una grossa responsabilità – spiega – ma se non mi divertissi, non lo farei. La soddisfazione più grande è sentire che ti considerano un piccolo punto di riferimento». Stefano mi racconta che tre anni fa uno dei suoi cittini durante una prova si è addormentato tra le sue braccia, nonostante la confusione. Un avvenimento più unico che raro, a giudicare almeno dalla quantità di bambini urlanti che vedo fare a gara per chi canta più forte. La sfida Leocorno – Civetta anche sui palchi è all’ultimo grido. Per Chiara Bigerna del Leocorno sono state giornate molto laboriose. I suoi bambini sono i primi ad entrare in Piazza e l’attesa si riempie di perché. «Sui nomi dei fantini – a volte impronunciabili - siamo in difficoltà persino noi, ma loro sono impietosi vogliono sapere tutto».
In questo momento hanno gli occhi puntati sugli addetti al tufo che “fanno pulito” e chiedono impazienti quanto c’è ancora a partire. Per gli spostamenti Chiara si è inventata un piccolo trucco: un cordone arancione che li tiene insieme. Non riesco a capire l’effetto che fa, fino a quando non li incontro tutti nei pressi della Chiesa di San Martino, disposti dentro il cerchio tracciato con il cordone arancione che aspettano il passaggio in Pantaneto del loro unico eroe: il cavallo. Applaudono e la dirigenza si commuove. Non capita tutti i giorni di avere un pubblico così.
Natascia Maesi da La Nazione
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Siena, ombelico di un mondo antico

Messaggio  jabru il Mer Ago 15, 2012 2:44 pm

Siena, 15 agosto 2012 - BRIVIDI NEL BOLLORE. Gli zoccoli affondano nel tufo, botte al cuore, tamburi, carezze ai cavalli, fazzoletti che la sera, quando si alza un po’ di vento, dispiegano i colori. Colori di contrada, pezzi di vita cuciti sotto la pelle. Vedi Siena e non muori. Piuttosto, da qualche parte, rinasci. Nella vitalità antica di una città che spiazza, allontana con uno sguardo e basta, poi ti riabbraccia con un gesto, nella muscolarità di un popolo diviso in diciassette popoli, ruvidi e spicci, eppure densi di emozioni, nella carica senza tempo di un Medioevo moderno.
C’è il Palio a Siena. Settantacinque secondi di corsa. E quattro giorni di festa, mesi di attesa, di cuci e ricuci, di fiaschi di vino e prosciutto, di gole che ruggiscono, di preghiere e gesta profane. Scoppia il Ferragosto, le città sono deserti bruciati. Vive il mare, la Toscana di terra s’addormenta. Dovunque. Qui no. Siena è un ombelico frizzante. Qui c’è il Palio, non si scherza. Non è un gioco, questa è vita. Pura. Il Montone che sogna di sbriciolare un digiuno lungo 22 anni, il Nicchio che sogna una cosa semplicissima, che il sogno degli avversari non si avveri. Spera la Civetta, spera la Tartuca, l’Onda brama il cappotto, l’Istrice fa la voce grossa. Ognuno ha un desiderio, una stella di San Lorenzo posticipata a cui appiccicare sopra un sogno. Perfino chi non corre, come la Lupa, la Torre, l’Oca e tutte le consorelle abbracciano il Campo, tempio sacro. Niente sponsor che non siano quelli della storia. Arrivi qui da fuori, e che tu sia fiorentino o neozelandese sei lo stesso straniero. Arrivi e percepisci un’anomalia storica. I senesi ti scrutano e l’anomalo diventi tu. Hanno ragione loro.
Emanuele Baldi da La Nazione
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Consegnato il Mangia d'oro

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2012 10:31 am

Questa mattina il Teatro Comunale dei Rinnovati ha ospitato la cerimonia del Premio Mangia 2012. A consegnare i prestigiosi riconoscimenti il Commissario Straordinario Enrico Laudanna, che, nel messaggio di saluti introduttivo, ha voluto ribadire il forte legame e il profondo senso di affetto maturato nei confronti della Città, delle Contrade e di tutte le sue istituzioni. “Una cerimonia, questa, celebrata nel giorno dedicato alla festività di Maria S.S. Assunta in cielo, Patrona e Regina di Siena e del suo antico Stato, durante la quale si sottolinea l’ingegno ed i pregi di persone che hanno dimostrato la loro dedizione al lavoro”.
Il Mangia d’oro, la massima onorificenza senese, conferita al professore Rodolfo Bracci, neonatologo di fama internazionale, su proposta della Contrada Priora della Civetta è stata presentata da Mauro Barni (già Sindaco e Rettore dell’Università di Siena, fondatore e Rettore dell’Università per Stranieri).
Come ha detto Barni, insigne esperto di medicina legale, e quindi collega di Bracci, “il Bene onorato e simboleggiato dalla figura del premiato è quello biologico e morale della salute, anche etimologicamente intesa come salvezza dalla morte e come salvaguardia della vita, la cui tutela è tanto più complessa, esaltante e trepida, quanto più fragili ne sono le garanzie naturali e, al contempo, quanto più rispettabili e vulnerabili sono le speranze esistenziali”. “Il professore Rodolfo Bracci – come ha teso ad evidenziare Barni – ha assicurato prestigio alla sua città natale sviluppando una missione anche etimologicamente universitaria, amorevolmente professata, oggettivandola con gli apporti di una inquieta e talvolta bruciante attività scientifica e organizzativa, ansiosa di progresso nelle conoscenze, nelle potestà e nelle garanzie, sensibile alla beneficità, alla solidarietà, alle attese sociali e morali, ma anche al senso di giustizia che esige equità nella erogazione delle risorse, secondo un principio che è troppo facile smarrire”.
Il professor Bracci è stato, fino al pensionamento nel 2001, Direttore dell’Unità operativa senese di Neonatologia. “Tra i migliori pediatri italiani del nostro tempo, nel 1987 ha organizzato a Siena il centro Regionale di Terapia Intensiva Neonatale e sotto la sua direzione i buoni risultati apparvero già dopo quattro anni all’inaugurazione, quando la sopravvivenza dei neonati di peso tra i 1000 e 1500 grammi salì dal 65% al 98%; e quella dei bimbi nati sotto ai 1000 grammi dal 5% al 50%”. Tra i tanti riconoscimenti internazionali ricordiamo la carica di Presidente della European Society for Pediatric Research.
“Editor e apprezzato relatore e conferenziere, sollecitato dalle più accreditate società scientifiche e cliniche, non ha mai rincorso utilità professionali private, e alla neonatologia, intesa come arsenale di scienza e d’amore, Rodolfo Bracci ha offerto un contributo essenziale, vissuto con l’ansia il senso e del dubbio, che connotano la buona medicina”.
Le tre medaglie di civica riconoscenza sono state consegnate a Ivano Scalabrelli, Franco Sodi e Laura Vigni.
Scalabrelli, candidato dalla Contrada della Lupa, è stato presentato da Patrizia Turrini, vicedirettrice dell’Archivio di Stato di Siena. <<Priore della Consorteria delle Compagnie Laicali e Presidente del Comitato del Cero e delle Feste dell’Assunta, un ruolo, che ha permesso di conservare, nel tempo, usi e feste medievali che altrove sono scomparsi, o sono stati ripresi come mere imitazioni>>.
Ma Scalabrelli è anche il “regista” del cerimoniale per le Feste Cateriniane, Sant’Ansano e la Processione del Corpus Domini. <<Poeta, non solo di sonetti in italiano e in vernacolo senese, ma anche in terzine e, soprattutto in ottava rima.
Membro del laboratorio del sonetto nel 2008 è arrivato quinto al concorso nazionale di poesia Città Forte dei Marmi>>. Un senese, dunque, che, sui valori delle tradizioni cittadine ha investito tempo e dedizione, affinché non cadessero nell’oblio troppo spesso dettato dalla contemporaneità.
La seconda medaglia è stata consegnata a Franco Sodi, su indicazione del Comitato Amici del Palio. Un altro concittadino che ha legato la sua vita alle tradizioni di Siena. Sodi, infatti, da venticinque anni <<ineccepibile Maestro di Campo nel Corteo storico che precede la corsa – come ha illustrato Antonio Dami, Bilanciere del Comitato Amici del Palio – per fare qualcosa di bello e importante per la nostra meravigliosa Festa>>. E’ a lui che spetta <<guidare la più bella manifestazione del mondo. Unica e insostituibile figura per il corretto svolgimento della Passeggiata Storica. La medaglia conferitagli come benemerito della città di Siena <<è il giusto riconoscimento per la passione e devozione che hanno dato e danno alla Festa i tempi del suo incedere>>.
Per Laura Vigni, proposta dalla Nobile Contrada del Nicchio, <<la medaglia – come ha illustrato Duccio Balestracci, professore di Storia medievale all’Università di Siena – premia un percorso di coerenza intellettuale e di impegno costante su Siena e il suo territorio. Come altri intellettuali cresciuti nel suo stesso ambiente culturale e ideale, si bilancia costantemente fra la ricerca storica e l’impegno giornalistico e politico>>.
Sarà proprio dal felice incontro fra queste competenze <<che la Vigni terrà sempre la rotta di una rigorosa produzione scientifica accessibile a chiunque>>. <<Quando dal 1997 – ha spiegato Balestracci – assume il ruolo di direttrice dell’Archivio Storico del Comune, questa sua impostazione mentale si dispiega al meglio e il suo impegno di ricerca si rivolge costantemente alla promozione di pubblicazioni, mostre ed eventi che mettano a contatto anche il non specialista con la documentazione e la storia del nostro territorio>>. Attualmente è la Direttrice della sezione di storia dell’Accademia Senese degli Intronati.
Al termine della cerimonia ai premiati sono state consegnate le pergamene a ricordo. Realizzata da Cesare Olmastroni quelle donate al professor Rodolfo Bracci e a Franco Sodi; a firma di Rosanna Donnini quella per Ivano Scalabrelli, e ad opera di Beatrice Pulcinelli per Laura Vigni.
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Cavalli da Palio, meglio prima o ora?

Messaggio  jabru il Lun Ago 20, 2012 6:20 pm

Ho partecipato ad una trasmissione televisiva, a caldo, la sera del 16 agosto, dalla quale ho tratto qualche spunto per una serie di considerazioni. A parte i limiti naturali di trasmissioni simili, dove tanti sono gli ospiti e dove non c’è tutto il tempo necessario per approfondire compiutamente i temi proposti, certe sollecitazioni sono però venute fuori.

Premesso che in tema di Palio ognuno, anche il semplice contradaiolo, può dire la sua e nessuno è depositario della verità rivelata, mi pare che la questione del lotto livellato dei barberi (in basso o in alto non conta, perché sempre livellato è...) sia quella più interessante.

Se, come è documentato da foto e da riprese televisive "private", Moedi si è infortunato prima di piombare in mezzo al mucchio determinato dalla rovinosa caduta del Drago, ecco che viene meno la tesi, portata avanti da chi sosteneva che proprio il livellamento avrebbe provocato le cadute. Insomma tanti cavalli di pari forza entrano insieme a San Martino e ci scappa così l’incidente.

Ho visto oramai tantissime carriere, dal tempo – eravamo agli sgoccioli di quel periodo – dei maremmani, ai primi soggetti provenienti dagli allevamenti sardi, fino all’ibrido che vedeva mischiati mezzosangue ai puri, per giungere poi all’esclusione dei più nevrili e veloci purosangue, e il ritorno al mezzosangue di struttura più solida e robusta.

L’ingruppate a San Martino – ma anche al Casato – ci sono sempre state. Si salvava, a volte, il più forte, il cosiddetto bombolone, ma cadevano gli immediati inseguitori, raccolti in un fazzoletto. Potevano arrivare a stretto contatto i tre quattro barberi più pronti e veloci e c’era spesso chi volava ai materassi o direttamente sul tufo.

Insomma mi pare del tutto confutabile la tesi di chi vorrebbe tornare alla carriera con due o tre punte, un paio di outsider e quattro-cinque brenne dichiarate.

Mi pare che la soluzione prospettata vada contro gli interessi delle Contrade e della Festa.

Non si tratta né di livellare (in alto o in basso, è lo stesso...) né di selezionare le "brenne".

Basterebbe rifarsi alle prove che si svolgevano nel seicento - da Palazzo Diavoli all’Antiporto - per avere fra le mani la logica che guidava la scelta dei dieci cavalli. E’ noto come venisse scartato il primo arrivato, che riceveva però il premio di un bel "testone" per aver vinto la corsa, così come veniva scartato l’ultimo arrivato…troppo scarso per partecipare al Palio.

Insomma, si prendevano – a parte il primissimo – i cavalli più veloci.

Quando poi si è passati alla tratta sul "Campo" si è ripetuta un po’ la medesima logica. Si scartavano, per quanto possibile (la scelta avveniva, quasi sempre, su 15-16 soggetti) i barberi meno veloci, non adatti e imprecisi, per favorire un lotto che desse un po’ a tutti qualche possibilità di successo. Il tutto, in una logica di "carriera", almeno fino a tutti gli anni sessanta del secolo scorso, che impone "di tirare a vincere quando ci sono le condizioni economiche, di monta e di cavallo" senza escludere a priori di rinunciare in partenza alla vittoria, per rendere favori prima conseguiti e – nessuno si scandalizzi – per fare cassa.

Nell’attualità disponiamo di cavalli allenati, formologicamente adatti al Campo, belli a vedersi e – da riscontri effettuati in previste e visite – sani ed idonei al Palio.

Sono montati da autentici professionisti, che possono commettere errori, per carità, ma che sono allenatissimi, forse più dei barberi che montano.

Non siamo alla perfezione, ma non ne siamo nemmeno tanto lontano. Se poi si vuole a tutti i costi evitare il possibile infortunio dell’animale, ebbene allora torno un Senese cinico, appassionato ma mai "baro". Sul Campo, così come succede direi quotidianamente sulle piste, nei concorsi o nei maneggi di tutta Italia, l’incidente ci sta. La differenza? Noi facciamo di tutto per tutelare l’incolumità dei nostri "campioni" e se del caso provvediamo a nostre spese – quando è possibile – a curarli e poi mantenerli al pascolo nell’arcinoto e singolarissimo pensionario equino. E non lo facciamo così, tanto per lavarsi la coscienza, perché noi ai cavalli vogliamo bene davvero a differenza di tutti quegli animalsti - loro sì "bari" - che aspettano il Palio con la malcelata speranza di assistere a qualche malaugurato incidente per partire così lancia in resta e convalidare in qualche maniera una "lega" o una missione – la loro – di cui in pochi al mondo sentono la necessità e l’urgenza…

Roberto Morrocchi da OKSIENA
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