Fantini

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Virginio Zedde

Messaggio  jabru il Mar Gen 14, 2014 8:09 pm


Siena, 14 gennaio 2014 - C'è anche un fantino del Palio di Siena, protagonista anche di altri Palii in giro per l'Italia, tra le persone arrestate dai carabinieri su richiesta del gip di Siena. In tutto quattordici le ordinanze di custodia cautelare. L'inchiesta è nata un anno fa a Siena dopo alcune minacce subite da tre persone per della droga non pagata.

Il fantino coinvolto e adesso agli arresti domiciliari è Virginio Zedde, 37 anni, detto Lo Zedde


L'ipotesi di accusa per tutti gli arrestati è quella non solo di aver allestito un traffico di cocaina tra la Campania e la Toscana ma anche di estorsione a alcuni piccoli imprenditori che non avevano i soldi per pagare la droga stessa. Delle quattordici ordinanze di custodia cautelare, nove sono in carcere e cinque ai domiciliari. Le indagini, durate circa un anno, hanno permesso di individuare il canale di approvvigionamento della cocaina che veniva distribuita attraverso una rete di spacciatori.

Virginio Zedde, che ha esordito in piazza del Campo il 16 agosto 2005 per i colori della contrada della Chiocciola, ha corso l'ultimo Palio a Siena il 2 luglio 2010 nel Bruco. I carabinieri hanno tuttavia precisato che l'operazione "White Iron" non riguarda nello specifico il mondo del Palio di Siena.

Quella degli Zedde è una famiglia molto conosciuta nell'ambito del Palio di Siena. Il padre Antonio, detto Valente e il fratello Giuseppe, il noto Gingillo, hanno infatti entrambi vinto il Palio di Siena.

L'INCHIESTA - Le accuse per i quattordici sono di estorsione aggravata continuata in concorso e traffico di sostanze stupefacenti, nove di loro sono attualmente nelle carceri di Siena, Firenze, Arezzo e Napoli mentre quattro sono agli arresti domiciliari. Sono inoltre 20 gli indagati in Toscana specie nelle province di Siena e Grosseto per detenzione e spaccio. Le indagini, partite un anno fa dalla denuncia di tre consumatori di droga vittime di minacce ed estorsione, hanno permesso di stroncare un traffico di 200-300 grammi di cocaina che settimanalmente viaggiavano da Napoli a Siena per poi essere smistati in tutta la Toscana. La droga era venduta al dettaglio a 60-80 euro al grammo per un volume d'affari di 30-40 mila euro al mese. Alla base dello spaccio due fratelli residenti nel capoluogo campano che trovavano a Siena un basista proprietario di un'azienda di lavorazione del ferro che nel tempo era diventato un paravento per camuffare lo spaccio. Tra le 14 persone interessate da custodia cautelare 13 uomini e una donna di eta' compresa tra i 21 e i 67 anni, piccoli imprenditori, dipendenti di aziende e anche un fantino del Palio di Siena e di altre manifestazioni ippiche.
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Chi è Virginio Zedde

Messaggio  jabru il Mar Gen 14, 2014 8:11 pm

Chi è Virginio Zedde, il fantino del Palio di Siena arrestato
Ha corso diversi Pali in varie città, oltre a quello più famoso

Siena, 14 gennaio 2014 - Questa volta Panico lo ha creato davvero. Anche se quel suo soprannome non gli è riconosciuto ufficialmente (quello che gli fu assegnato per l’esordio in Piazza del Campo infatti nel 2005 è Lo Zedde) da questa mattina Virginio Zedde, 38 anni, ha messo in fibrillazione il mondo del Palio di Siena. C’è anche lui tra i destinatari delle 14 ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere e 5 ai domiciliari) che i carabinieri stanno eseguendo da questa mattina a Siena, ma anche in altre città toscane e campane.

Un’organizzazione criminale specializzata che univa l’attività di traffico di droga a quella di estorsione nei confronti di chi non riusciva, o tardava, a pagare la ‘fornitura’. E proprio tra loro c’è anche Virginio Zedde.
Figlio e fratello d’arte (il padre Antonio, detto Valente, e il fratello Giuseppe, detto Gingillo, hanno vinto due Carriere ciascuno) è molto conosciuto nel mondo dei cavalli.

Pur avendo iniziato la sua attività nelle regolari, ben presto, infatti, è arrivato nell’universo dei Pali e delle corse a pelo. Nella sua carriera Viginio Zedde ha vinto due volte il Palio di Fucecchio (nel 2005 per Porta Bernarda e nel 2010 per San Pierino), una il Palio di Buti (2004, per la Contrada Ascenzione), una il Palio di Ferrara (nel 2007) per Rione Santo Spirito e una a Piancastagnaio nel 2011 per la Contrada Coro. Non ha mai vinto il Palio di Siena, ma vi ha preso parte in sei occasioni (l’ultima nel 2010 con il giubbetto del Bruco montando Elimia). Ha corso anche il Palio di Asti.
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E' morto Mistero

Messaggio  jabru il Mar Gen 21, 2014 1:24 pm

Andrea Chelli, detto Mistero, trovato morto a Pian del Lago
Lunedì 20 Gennaio 2014 20:33 Bookmark and Share
AndreaChelli-mistero
Andrea Chelli detto Mistero (foto ilPalio.org)

Grave lutto nel mondo del Palio di Siena. E' stato infatti trovato morto nella scuderia presso la quale lavorava a Pian del Lago, il fantino Andrea Chelli.

Nato nel 1973 a Grosseto, Andrea Chelli detto Mistero, aveva vinto scosso il Palio del 16 agosto 1993 per la Contrada del Drago montando Vittorio. Tre sono state le sue partecipazioni in Piazza del Campo.

Secondo le prime ricostruzioni, Andrea Chelli si sarebbe tolto la vita impiccandosi.
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Lutto nel mondo del Palio

Messaggio  jabru il Mar Gen 21, 2014 1:44 pm

Lutto nel mondo del Palio: si è impiccato il fantino Andrea Chelli, vinse nel Drago nel 1993

Un grave lutto colpisce il mondo del Palio: Andrea Chelli detto Mistero è stato trovato morto nella scuderia nella quale lavorava a Pian del Lago. Il fantino che trionfò nel 1993 indossando il giubbetto del Drago si sarebbe tolto la vita impiccandosi.
Vanta tre partecipazioni al Palio di Siena ed una vittoria, nell’agosto del 1993, sotto i colori del Drago. Evento curioso: in quel Palio, i primi quattro cavalli arrivarono al traguardo scossi. La corsa di Mistero (e del suo cavallo Vittorio) fu tutta all’inseguimento: riuscito a superare Civetta e Tartuca prima dell’ultima curva di San Martino, cade subito dopo. Vittorio prosegue la sua corsa scosso, passa in testa all’ultima curva del Casato e si aggiudica il Palio dell’Assunta del 1993.
Anche nelle altre due occasioni in cui ha corso il Palio, il suo cavallo è arrivato scosso al traguardo.
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Trovato morto Andrea Chelli

Messaggio  jabru il Mar Gen 21, 2014 1:56 pm

Lutto nel mondo del Palio, trovato morto Andrea Chelli
20/01/14 - 19:36
Il fantino, conosciuto con il soprannome di Mistero, si è ucciso nella scuderia a Pian del Lago dove lavorava

Il mondo del Palio è sotto choc per la tragica scomparsa di Andrea Chelli, detto Mistero. Il fantino, 41enne, è stato trovato morto nel pomeriggio nella scuderia nella quale lavorava, a Pian del Lago. Secondo una prima ricostruzione si sarebbe impiccato con una corda. Prima di farla finita ha lasciato un biglietto alla moglie e al figlio di 9 anni, poche righe in cui chiede scusa del gesto compiuto. In Piazza del Campo Andrea Chelli era arrivato nel 1991, montando nell'Oca su Figaro per una prova, ma il suo esordio avvenne nel 1993, quando il Drago, con il capitano Mario Toti decise di puntare su di lui facendolo fantino di contrada e battezzandolo appunto "Mistero". La prima carriera, quella di Provenzano, su Way to Sky, fu drammatica per l'infortunio del cavallo, ma senza colpe per il fantino. Nel palio di agosto la consacrazione con la vittoria. Una corsa magistrale in rimonta sullo splendido Vittorio, anche se segnata da un errore al terzo San Martino e la caduta, con Vittorio che proseguì scosso fino al bandierino. Ma le sue doti tecniche apparvero chiare a tutti. L'anno successivo, il 1994, fu quello che segnò decisamente la sua carriera e la sua vita: il palio nella Selva su Zucchero ed il gravissimo infortunio alla gamba destra, che lo segnò al punto da non farlo più correre.
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Andrea Chelli

Messaggio  jabru il Mar Gen 21, 2014 8:45 pm

UN LAMPO LUMINOSO NEL FIRMAMENTO DEL PALIO
News 21-01-2014


Un lampo luminoso questo è stato Andrea Chelli detto "Mistero" nel firmamento del Palio, una storia per nulla banale finita in maniera tragica.

Il Palio nel sangue e nella mente di Andrea fece capolino nelle lunghe giornate trascorse all’ippodromo grossetano del Casalone grazie ad un interlocutore d’eccezione: il vecchio e blasonato Primo Arzilli detto "Trecciolo", cinque vittorie e tante battaglie in piazza.

Tanto talento, buoni appoggi ed Andrea debutta in piazza nella prima batteria del luglio 1991 su Nicoleo.

Arriva la vittoria ed i primi giudizi lusinghieri sul fantino e sul cavallo che toccato alla Civetta disputerà un Palio eccellente con Gigi Bruschelli.

L’ottima prestazione frutta ad Andrea il debutto con un giubbetto di una contrada: per la prima prova dell’agosto 1991 l’Oca gli affida il forte Figaro.

L’amicizia con Trecciolino, all’epoca poco più che un giovane promettente con già qualche delusione alle spalle, la possibilità di allenare buoni cavalli permette ad Andrea Chelli di mettersi ancora in mostra e nell’agosto 1992 corre la prima prova nell’Onda su Pinturetta.

Il talento di Andrea è ormai chiaro a tutti e nell’anno successivo Mario Toti, capitano del Drago fresco di vittoria, decide di andare al Palio con il giovane grossetano.

La seconda ghiandina assegna al Drago una purosangue baia di sei anni dal nome tristemente profetico: Way to Sky.

Si arriva al Palio ed Andrea Chelli diventa per tutti Mistero, per via del suo carattere riservato ed in chiave scaramantica ricordando il titolo della canzone di Enrico Ruggeri vittoriosa a Sanremo in quell’anno.

Il Palio è drammatico sin dalle prime battute, con sette barberi debuttanti la mossa è lunga e caotica.

Con l’incombere del buio la rincorsa entra ma per Mistero il Palio finisce dopo poche falcate: Way to Sky stramazza sul tufo tragico prologo della drammatica carambola che al primo San Martino mieterà vittime e speranze di vittoria.

Nonostante l’incidente Mistero continua a trovare la fiducia del Drago e Mario Toti conferma il ventenne di Grosseto anche per il Palio di agosto.

Nel Drago arriva Vittorio un altro debuttante purosangue ma stavolta, già dall’uscita di piazza, si capisce che le speranze di vittoria sono concrete.

Tra l’altro Mistero ben conosce pregi e difetti di Vittorio per averlo preparato tutto l’anno insieme a Gigi Bruschelli.

Le prove sono incoraggianti, le voci di uno scambio con Trecciolino nella Civetta vengono subito smentite ed Andrea arriva al canape con grande fiducia anche se il Palio sembra obiettivamente destinato ad altri.

Dopo due mosse invalidate, con Zucchero impegnato a dispensare morsi a chiunque gli si avvicini, inizia una carriera altamente spettacolare con Mistero che parte in ritardo rispetto al gruppo di testa.

E’ un Palio all’antica con Trecciolino a giostrare di nerbo prima su Bastiano nel Leocorno e poi sul Bufera nella Tartuca, le cadute si susseguono ed in grande progressione Mistero recupera metri e speranze.

Con una traiettoria esterna il Drago passa in testa all’inizio del terzo giro, per Mistero pare fatta ma uno sciagurato ultimo San Martino sembra rimettere tutto in gioco.

Vittorio prosegue la sua corsa da scosso, dietro solo Massimino e Trecciolino restano a cavallo, Etrusco nella Tartuca insegue generosamente ma il Palio finisce in Camporegio per la quarta volta in soli sette anni.

I giornali definiranno questo Palio, dopo l’ecatombe di luglio, la "rivincita dei cavalli", per Mistero, tuttavia, è una vittoria non gustata fino in fondo per la banale caduta all’ultimo San Martino.

Per tutto il Drago, Mario Toti in testa, i meriti del fantino grossetano sono comunque innegabili ed a Mistero vengono tributati tutti gli onori.

Ormai il sogno è realtà e dopo solo due partecipazioni, finite oltre tutto con due cadute, Andrea Chelli è già tra i fantini più ambiti del 1994.

Il Drago non corre e sin dalla prima prova Mistero si accasa nella Selva dove è arrivato il grigio Zucchero che, pur saltando due prove, è nella ristretta rosa dei favoriti.

Durante una mossa estenuante, durata quasi quaranta minuti, Mistero perde lucidità e parte molto male, costretto ad una disperata corsa di recupero cade al secondo San Martino.

Le conseguenze sono drammatiche: la gamba destra maciullata, i soccorsi in ritardo, per Andrea è la fine della carriera e l’inizio di un lungo e doloroso calvario durato quattro anni.

In meno di un anno il destino, attraverso due cadute dagli esiti opposti, cancellano dalla scena il giovane e promettente fantino.

Negli anni seguenti Andrea tornerà in piazza, anche con la speranza di ricorrere il Palio.

Il rientro nella quarta batteria del luglio 1998 è fortemente simbolico e toccante in quanto avvenuto in groppa al "suo" amato Vittorio che poi andrà a vincere alla grande quella carriera.

Poi le ultime soddisfazioni di vestire il giubbetto di una contrada in una prova nell’agosto 2005 nel Montone e due anni dopo nell’Oca.

Una triste parabola incredibilmente simile a quello di un altro fantino Marino Lupi detto "Veleno": anche lui tre partecipazioni in piazza, anche lui una vittoria con lo scossso alla seconda presenza, anche lui un grave infortunio ed anche lui una morte prematura.

Ciao Andrea …

Roberto Filiani da OKSIENA
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Ciao Mistero

Messaggio  jabru il Mer Gen 22, 2014 8:06 pm

Ciao Mistero, prima che fantino un grande uomo Lo vogliamo ricordare mentre cavalca libero fra le nuvole del cielo. Uno che Siena non dimenticherà
RICCARDO PAGLIANTINI 22/Gennaio/2014 -

E’ bello immaginare Mistero cavalcare adesso finalmente libero tra le nuvole del cielo. Lo vogliamo ricordare così Andrea Chelli mentre esce dall’Entrone e si avvicina al canape per vivere quelle emozioni che solo un fantino di Piazza riesce a provare. Mistero amava i cavalli e amava il Palio, un amore incondizionato fatto di gioie ma anche di grandi dolori e delusioni.

Aveva conosciuto la gloria della vittoria con Vittorio nel Drago nell’agosto del 1993 ma un anno a luglio un grave infortunio mentre montava Zucchero nella Selva mise fine alla sua carriera. Commovente il suo ritorno in Piazza nella Tratta di luglio del 1998 con Vittorio che poi andrà a vincere quello stesso Palio. Poi le ultime soddisfazioni di vestire un giubbetto di contrada durante una prova nell’agosto 2005 nel Montone e nell’Oca nel 2007.

Poi l’ultimo capitolo della vita di Mistero che ha deciso andarsene lasciando dietro di se un profondo dolore. Oltre alla contrada del Drago che ha inchinato le sue bandiere in onore di Andrea, davvero in tanti ieri sono voluti andare a trovare il collega e l’amico nelle sale mortuarie dell’obitorio delle Scotte. Tutto il mondo del Palio unito per stare vicino alla moglie e al figlio in questo momento di grande sofferenza e smarrimento. Un dolore reso ancora più insopportabile dal dubbio di non essere riusciti a comprendere fino in fondo il malessere profondo che accompagnava Mistero.

Difficile davvero capire cosa abbia potuto spingere Andrea Chelli, che non aveva problemi economici, verso un gesto così estremo, anche se, come confermato ai carabinieri dalla famiglia, Mistero stava attraversando un periodo di abbattimento.

E forse neppure quelle poche righe lasciate alla moglie e al figlio di nove anni potranno spiegare fino in fondo i motivi che lo hanno portato a questa tragica decisione.

Della sua tecnica e del suo equilibrio si ricordano adesso tutti ma il mondo del Palio è scosso soprattutto a livello umano perché prima di essere un fantino Mistero era un grande uomo.

Un fantino che Siena non dimenticherà
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Il "Grazie" di Ercolino

Messaggio  jabru il Ven Gen 24, 2014 8:46 pm

Il papà di Stella, morta in un incidente: "Siena, grazie per l'affetto"
Adolfo Manzi, Fantino, è il papà della bambina che, a Nettuno, lo scorso 26 dicembre, morì dopo uno scontro tra la macchina guidata dalla madre e quella di un uomo che guidava contromano senza patente

Siena, 24 gennaio 2014 - «Grazie a tutte le contrade e ai contradaioli che mi sono stati vicini. Lo sapevo che Siena non mi avrebbe lasciato solo. E questo per me è di grande conforto». Ventotto giorni dopo il dramma che si è abbattuto su Adolfo Manzi e sulla sua famiglia, il fantino trova la forza di parlare. «Non è facile andare avanti dopo la morte di Stella. Aveva solo 9 anni e me l’hanno ammazzata. Sì, è stato un omicidio perché uno che prende la macchina senza avere la patente e viaggia in contromano è come quello che ha una pistola e si mette a sparare tra la gente. Un miracolo se mia moglie e gli altri miei tre figli sono ancora vivi».

Ercolino parla e ricorda quel 26 dicembre dove in una manciata di minuti le tenebre avvolsero un giorno di festa. «Mia moglie e i miei figli erano a Nettuno. Avevamo pranzato. Era stata fino a quel momento una bellissima giornata. Generalmente durante le feste mia moglie e i ragazzi evitavano di prendere la macchina e si spostavano con il treno, ma lo persero e così decisero di usare l’auto».

Fu in quel tratto di strada tra Nettuno e Capannelle che un giovane romeno senza patente, ubriaco e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti va a scontrarsi frontalmente con la Panda condotta da Giannina Calissano che viaggiava in compagnia dei figli tra cui Stella di 9 anni.

Tutti rimasero feriti, ma la bambina fin dai primi momenti apparve quella più grave tanto che ventiquattro ore dopo il ricovero cessava di vivere. Mamma e fratelli rimasero ricoverati e solo da pochi giorni sono tutti ritornati a casa.

Ercolino e sua moglie decisero di donare gli organi e grazie a questo grande gesto di amore cinque piccoli hanno ricominciato a sperare in una nuova vita. «La mia Stella — afferma ancora Ercolino — era una bambina che non conosceva la cattiveria. Era molto intelligente ed era bella come il sole. Ci manca da morire e il dolore che attanaglia i nostri cuori è in parte alleviato dalla vicinanza dei contradaioli e di tutti i capitani e i priori. Gli sono davvero riconoscente e non mi stancherò mai di dire loro grazie».

Stella frequentava una palestra ed era nonostante l’età una campionessa di karate tanto che il prossimo mese di giugno racconta ancora suo padre «alla fine della stagione i campioni italiani di questa disciplina sportiva si affronteranno in ricordo di mia figlia. Insomma tutti ci sono molto vicini e questo ci aiuta ad andare avanti».
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Tittia

Messaggio  jabru il Lun Gen 27, 2014 7:55 pm

Tittia offre la cena a tutti i barbareschi Il fantino autore del cappotto nei Palii 2013 parla del futuro
Siena, 26 gennaio 2014 - La donazione che è stata fatta alla Lilt dai barbareschi delle 17 Contrade - e consegnata da Tittia - contribuirà all'acquisto di un mammografo. Una cena all'insegna della solidarietà e del divertimento quella dei barbareschi, offerta dal fantino autore del cappotto nei Palii 2013.

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Scompiglio

Messaggio  jabru il Lun Mar 03, 2014 8:16 pm

Lunedì 03 Marzo 2014 | 18:09  
SIENA I nuovi arrivi nella scuderia di Scompiglio Da Giuseppe Virdis ai nuovi cavalli che aspirano alla Piazza, Bartoletti cerca riscatto ALARICO ROSSI
Sarà sicuramente un'annata diversa per Jonatan Bartoletti detto Scompiglio. Il 2013, specialmente nella sua conclusione astigiana, non è stato assolutamente fortunato. Scompiglio sta preparando l'inizio della stagione nella sua scuderia di Strove, dove ha aggiunto anche Giuseppe Virdis, sardo di Oristano che ha un ottimo curriculum nelle regolari e che è approdato in terra senese in cerca di nuove esperienze. Bartoletti ha nella sua scuderia di Strove otto cavalli, che rispondono ai nomi di Novanta, Phatos de Ozieri, Qore de Sedini, Oneglia de Ozieri, Odorico, Palio Impero e dei nuovi arrivati Pasteur e Quarisma. Jonatan Bartoletti ha raccontato la sua preparazione per il 2014 e le sue speranze rinnovate.

Hai otto cavalli per la stagione, ma in passato raramente li hai presentati alla tratta. Quest'anno i tuoi mezzosangue possiamo considerarli per il Palio?

"Lo scorso anno i cavalli non li ho presentati perché non li ritenevo pronti. Novanta ad esempio era la prima volta che girava in Piazza. Non sono favorevole a portare i cavalli alla tratta quando hanno girato poche volte in Piazza. Però quest' anno li vedo più pronti e potranno esserci".

Hai anche un volto nuovo in scuderia... "Sì, Giuseppe Virdis sta preparando qui la sua stagione, si sta comportando bene e vuole provare se è all' altezza di affrontare la prova del Palio".

Cosa ne pensi del protocollo equino rimasto invariato? "Sono contento che sia rimasta la situazione dello scorso anno per il test Elisa. E' una cosa importante perché un proprietario fa di tutto per presentare un cavallo al meglio ed è giusto che le cose che andavano bene lo scorso anno siano rimaste allo stesso modo".
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Brio torna a correre

Messaggio  jabru il Lun Mar 10, 2014 9:47 pm


"Ora ho solo tanta voglia di correre"
10/03/14 - 12:11
Andrea Mari detto Brio al rientro dopo l'infortunio. Ieri era a cavallo a Fucecchio

Giornata di sole per il primo appuntamento con le corse a pelo ieri a Fucecchio, dove hanno gareggiato diversi cavalli che rivedremo nei prossimi mesi impegnati nel circuito provinciale e poi in piazza del Campo. A guidarli, i fantini del Palio e tra tutti l'attenzione è stata su Andrea Mari detto Brio che è tornato a correre dopo l'infortunio che l'ha costretto a riposo per mesi. "Sono contento di come è andata - ha detto il popolare fantino ai nostri microfoni - purtroppo non ho vinto, vorrà dire che vincerò le corse che contano. E' stata una giornata di corse interessante con cavalli ben preparati, nonostante siamo all'inizio della stagione, peccato per l'incidente nel finale, mi dispiace per Alessandro Colombati che spero si rimetta presto". Tornato a cavallo come ti preparerai al Palio. "Durante l'infortunio e la convalescenza mi è pesato non poter correre, quindi ora voglio partecipare a tutte le corse che ci saranno per arrivare in forma all'appuntamento con la piazza".
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Compleanno di Tripolino

Messaggio  jabru il Mar Mar 11, 2014 9:37 pm

Tripolino, fantino gentiluomo, ha spento 101 candeline
Ha vinto sei volte in Piazza del Campo

Siena, 10 marzo 2014 - Inossidabile, il fantino gentiluomo, Tripoli Torrini in arte Tripolino. Che proprio l’8 marzo scorso ha spento ben 101 candeline su cui ha soffiato assaggiando poi la torta deliziosa realizzata per il traguardo raggiunto dopo quelli tagliati in Piazza, dove ha trionfato sei volte, correndo in tutto venti Carriere.

Lo scorso anno per festeggiare il secolo di vita di questo fantino che ha debuttato nel Nicchio — era il 1931 — con Beppina, a Pozzuolo umbro venne organizzata una simpatica cerimonia. Vi parteciparono Nicchio e Chiocciola, Drago e Lupa, unitamente alle autorità locali, per rendere omaggio ad un mito vivente della Festa. Che nonostante l’età conserva eleganza e garbo, anche una sana lucidità. Un’occasione per abbracciare con calore l’uomo che ha alzato il nerbo in groppa a Folco e Ruello. L’utimo successo arrivò nel 1938, nella Chiocciola, montando un cavallino sconosciuto, Scansano. «Del Palio m’è rimasto un taglio nell’anima a forma di sorriso», svela il fantino nel libro «I trenta assassini». Lui, quel taglio, a sua volta l’ha lasciato nella nostra Festa.

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Esordio di Enrico Bruschelli

Messaggio  jabru il Mar Mar 11, 2014 9:40 pm

Esordio del fantino Enrico Bruschelli Per il figlio del mitico Trecciolino, 13 volte vincitore a piazza del Campo, la prima corsa a Fucecchio 11/Marzo/2014 - 13:23

Sveglia alle 4, via di corsa in scuderia, tre ore di allenamento e poi zaino in spalla e a scuola. E il pomeriggio, dopo i compiti, ancora in scuderia a prendersi cura dei cavalli e a curare la sua personale preparazione. Ecco la tabella di marcia di un ragazzo diciottenne da pochi giorni che ha scelto di diventare un fantino. Per anni ha fatto questa vita, la famosa gavetta da cui devono passare tutti i fantini, compreso il figlio d’arte, il figlio del mitico Trecciolino. Disciplina, sacrificio non sono niente di fronte alla passione e all'entusiasmo per questo mestiere che hanno guidato Enrico Bruschelli durante la sua adolescenza. Potrebbe apparire scontato che il figlio del fantino che ha collezionato in piazza del Campo tredici vittorie abbia scelto questa strada. E invece non lo è. Enrico ha sviluppato da solo l'attaccamento ai cavalli e alle corse senza alcuna forzatura del padre, è stato lui stesso a scegliere di diventare un fantino e a segnare il suo cammino professionale.
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Pusceddu, squalifica a vita a Legnano

Messaggio  jabru il Mer Mar 12, 2014 8:53 pm

Caso Pusceddu: il Tar non concede la sospensiva della squalifica a vita dal palio
di Laura Valdesi

Siena, 11 marzo 2014 — La squalifica a vita dal palio di Legnano (per ora) resta. Così ha deciso il Tar della Lombardia  a cui si era rivolto il fantino Valter Pusceddu, attraverso il suo legale Paolo Lorenzini,   per cancellare la pesantissima sanzione   erogata dal Collegio dei Magistrati per  quanto avvenuto con Andrea Coghe nell’area box a margine dell’ultima edizione del Palio.


La camera di consiglio del Tar si è riunita il 6 marzo scorso evidenziando, tra l’altro,  che la mancata partecipazione alla manifestazione di Legnano non costituisce un danno irreparabile per Pusceddu in quanto può legittimamente prendere parte ad altri appuntamenti simili. Anche se, come evidenziato dalla  difesa,  un fantino che monta a pelo è diverso da chi si dedica alle regolari, deve allenarsi di più ed è soggetto a maggiori rischi per non parlare del fatto che i palii in Italia non sono moltissimi.   Al contempo la seconda sezione del tribunale amministrativo ha trasmesso  il fascicolo al presidente  del Tar lombardo affinché valuti l’eventuale assegnazione della causa  alla terza sezione presso cui è pendente il ricorso precedente che, nel merito, verrà discusso a novembre. Insomma, per ora la squalifica a vita rimane anche se la questione deve entrare nel vivo. Uno dei nodi da sciogliere è quello della eventuale carenza di  giurisdizione.
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Tittia

Messaggio  jabru il Sab Mar 22, 2014 8:53 pm

Tittia: "Gruppi di fantini? Semmai intese fra le dirigenze"


Oggi ultimo appuntamento al Ceppo: alle 18 le 5 "stelle" della scuderia Milani
di Laura Valdesi

Siena, 21 marzo 2014 — «Scrivilo pure: tutti danno la caccia a Tittia», dice un volto noto della Festa. «Sì, verissimo, però fino al Palio di Provenzano 2013, poi vinto, in tanti ancora nutrivano dubbi sulle reali potenzialità del fantino». Un’altra voce del Ceppo. Inutile, però, negare: stante la squalifica di Trecciolino a luglio, gli occhi sono puntati tutti sul sardo tedesco.
Allora Tittia, come ci si sente ad essere al centro dell’attenzione?
«Macché, non è vero che aspettano me e solo me... via .... Non esageriamo. Posso dire solo che sto benissimo, sia sotto il profilo fisico che mentale. Spero proprio di arrivare all’appuntamento in questa forma».
L’argomento che tiene banco è quello dei gruppi di fantini che si stanno organizzando per l’appuntamento?
«Ci sono intese fra le dirigenze, semmai. Sempre state. A quelle fra fantini, sinceramente, non ci credo più di tanto».
Fra i cavalli di scuderia su cui puntare c’è ancora Oppio?
«Sta bene, è cresciuto. A me, a dire la verità, piaceva anche lo scorso anno. In scuderia ho i cavalli del 2013, quanto ad Offenzio adesso è da Dino Pes».
Cosa c’è di cambiato in Tittia rispetto allo scorso anno?
«Quando si fanno tanti sacrifici e si ottengono risultati è normale avere maggiore coscienza delle proprie possibilità. A darmi forza in questo momento sono i rapporti creati nel corso degli anni che adesso posso mettere in campo. Tante dirigenze mi dimostrano fiducia, è davvero una bella sensazione».


Oggi al Ceppo ultimo giorno di visite che si apre con l’arrivo dei cavalli della scuderia Bartoletti (ore Cool per chiudersi con quelli di Massimo Milani. Cinque sono da Palio — Pestifero, Porto Alabe, Indianos, Istricedddu e Morosita prima —, da guardare con attenzione la novità Quintiliano.
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Migheli

Messaggio  jabru il Dom Mar 23, 2014 7:10 pm

Migheli: "Sinergie fra fantini? La risposta è nei risultati"


Alessio ha mantenuto un buon rapporto con le Contrade dove ha corso

Siena, 22 marzo 2014 -
Viene giù il diluvio mentre i cavalli di Alessio Migheli attendono il turno della visita. Ma è solo un attimo e i lavori riprendono.

Da chi riparte Migheli quest'anno?

"Dal Migheli, che è concentrato su se stesso. Lavora su se stesso".

Le sinergie fra fantini sono fanta-Palio?

"Credo che ci sia poco di vero... Alla fine questo è uno sport individuale e tutti cerchiamo di fare meglio degli altri nove che corrono".

Insomma, il giochino una volta te, una volta io non funziona?

"Ti sembra di sì? La risposta è nei risultati".

Alessio va avanti per conto suo, dunque

"Mi concentro su Alessio, sì, impegnandomi sia mentalmente che fisicamente"

Novità nell'approccio alla nuova stagione rispetto al 2013?

"Mi sembra di essere anche più maturo a livello mentale comunque mi impegno, se possibile, ancora di più quanto ad allenamento fisico. E poi cerco di farmi trovare prontissimo alle occasioni".

Hai poi un proprietario impegnativo (marchetti, ndr) che ti tiene allenato.

"Certo!"

Le contrade sono le solite?

"I rapporti con le contrade dove ho montato sono rimasti solidi"

Hanno sempre la stessa fiducia?

"Forse di più. Ho incontrato persone serie, io mi sono sempre comportato bene, quindi il rapporto è rimasto stretto".

Cavalli interessanti in scuderia?

"Nottambulo, Qui Logan, Querino, Preziosa".

Ingaggi certi?

"Ferrara, Piancastagnaio, Asti, a Fucecchio dovrei montare".

Laura Valdesi da La Nazione
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Scompiglio

Messaggio  jabru il Dom Mar 23, 2014 7:14 pm

Scompiglio: "Buon rapporto con Bruno, il capitano del Leocorno"


Il fantino confessa di essere ancora arrabbiato per il 2013. E annuncia: "Sarò anche a Fucecchio e a Ferrara"



Siena, 23 marzo 2014 - Leocorno schierato quando arriva al Ceppo Jonatan Bartoletti. Che quest'anno ha in scuderia Giuseppe Virdis, un giovane che intende misurarsi in provincia e, magari, anche in Piazza.

Jonatan, quest'anno corri anche a Fucecchio e a ferrara, cosa che finora avevi sempre evitato.

"Il mio interesse, fino al 2012, era di vincere il secondo Palio. Si sa che è lo scalino più grosso. Non ti dico che sono tranquillo, adesso, comunque più rilassato. Ho il solito impegno e la solita voglia... tanto è inutile che non faccia i paliotti e poi faccia le corse a Monticiano. Il rischio è il solito".

Quando sei arrivato al Ceppo c'erano diversi dirigenti del Leocorno. Il capitano Mazzuoli, appena eletto, disse di non stupirsi nel trovarlo a cena con te.

"Un buon rapporto ce l'ho con tutti. Anche con Bruno, l'ho conosciuto quando ho vinto il primo Palio. Ci sono nato in Pantaneto, non vuol dire però che con loro ho cose in più o in meno. Non è che monto nel Leocorno, si vedrà. Non corre neppure a luglio, salvo estrazione".

Passata l'arrabbiatura del 2013?

"Non va bene rilassarsi, l'arrabbiatura serve in questo mestiere. Quindi faccio quello che ho sempre fatto".

Si parla tanto di gruppi di fantini ma nell'ambiente si dice che Jonathan è un po' solitario

"Fantini che stanno insieme o no...lo dirà il Palio. L'importante è che se ne parli sempre di un fantino, il male è quando non succede più".

Qualcuno parlando di cavalli e dice 'Morosita è troppo forte': si esagera?

"Penso di sì, ci sono i cavalli per fare un bel lotto. Poi, indipendentemente da quello che mi daranno, farò il Palio lo stesso"

Anche perché Jonathan poi parte sempre

"Non è detto che uno ce la faccia sempre, l'importante è onorare il giubbetto, cosa che ti permette di rimontare il Palio a Siena".

Laura Valdesi da La Nazione
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Scompiglio indagato

Messaggio  jabru il Mar Apr 01, 2014 7:30 pm


Scompiglio indagato per maltrattamenti

Asti, il sostituto procuratore gli ha notificato l'avviso di chiusura indagini


01/aprile/2014 - 16:52
Jonatan Bartoletti accusato di maltrattamenti aggravati dal decesso dell'animale per quelle "energiche nerbate" inflitte al cavallo prima che cadesse e morisse, il 15 settembre scorso a Asti.

Il sostituto procuratore Laura Deodato gli ha notificato nei giorni scorsi l'avviso di chiusura indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. "Come fantino del cavallo baio Mamuthones - scrive infatti il pm - senza necessità, per effetto di energiche nerbate all'animale prima che i purosangue fossero tutti pronti per la partenza e prima che si desse avvio alla gara abbassando il canapo, induceva il cavallo, maschio purosangue di sei anni, a lanciarsi in corsa, inciampando sulla corda ancora issata, cadendo al suolo, urtando violentemente la testa con conseguente immediato decesso, così da accettare il rischio, in conseguenza della condotta intempestivamente tenuta, di cagionare la morte del cavallo". Bartoletti (che ha partecipato a 12 pali di Siena e 5 di Asti), assistito dagli avvocati Nicola Gianaria e Marco Moda, si è sempre difeso spiegando che si è trattato di un incidente non dipendente dalla sua volontà: “Era il mio cavallo, era un fedele amico con il quale ho passato mesi di lavoro per portarlo nelle migliori condizioni alla corsa. Siamo caduti entrambi, con la stessa dinamica. Il mio primo dispiacere è per il cavallo”. Ma contro Bartoletti, all’indomani dell'incidente, in procura erano arrivate quattro denunce, dell'Aidaa (associazione italiana difesa animali ed ambiente), della Lav (Lega antivivisezione), dell'Oipa (Organizzazione Internazionale per la Protezione Animali) e dell'Enpa (Ente nazionale protezioni Animali). E una relazione del servizio veterinario dell'Asl di Asti spiegava così l’accaduto: “Dall'esame dei filmati e delle foto emerge chiaramente la responsabilità del fantino che ha spronato il cavallo con violente frustate quando la mossa non era ancora matura, come si usa dire nell'ambiente del palio, cioè quando ancora almeno 4 cavalli su 7 non erano allineati al canapo ma erano arretrati". "L'animale - aggiungono - era tranquillo al suo posto, immediatamente dopo essere stato spronato in modo violento, ha reagito seguendo la sua natura, iniziando lo slancio della corsa senza poter vedere l'ostacolo del canapo ancora alto (aveva anche il para-ombre sul naso usato proprio per impedirgli di guardare in basso).

Durante la caduta il fantino ha continuato a tirare le briglia, facendo ruotare il collo dell’animale su cui si sono scaricati tutti i suoi 500 chili di peso, con la conseguente frattura delle vertebre”.
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Bartoletti

Messaggio  jabru il Mar Apr 01, 2014 7:42 pm


CAVALLO MORTO AD ASTI, BARTOLETTI INDAGATO PER MALTRATTAMENTI SULL'ANIMALE

News 01-04-2014




Jonatan Bartoletti, detto "Scompiglio", fantino di Santa Maria Nuova è stato indagato dalla magistratura astigiana per maltrattamenti su animale. Secondo il magistrato avrebbe causato, con il suo comportamento nell'anello di piazza Alfieri durante l'ultima edizione del Palio di Asti, la caduta mortale del cavallo Mamuthones.

L'inchiesta, condotta dal giudice Laura Deodato, sarebbe giunta a conclusione, dopo la precedente squalifica per dieci anni dello stesso Bartoletti dalla competizione equestre. Il fantino toscano, attraverso i suoi legati, ha confermato che l'incidente si era verificato al canapo indipendentemente dal suo volere. L'inchiesta prosegue mentre l'Assessore al Palio Alberto Pasta valuta di costituire parte civile l'Amministrazione Comunale. "Quando ci sarà il processo afferma - l'Amministrazione Comunale valuterà se costituirsi parte civile contro il fantino: d'altra parte, il danno che "Scompiglio" ha creato nei confronti del Palio di Asti è enorme. Sarà una decisione che prenderemo nel momento in cui verrà instaurato un processo". A quanto ci risulta, è la prima volta che, se la decisione fosse confermata, avviene in Italia per un fatto simile.
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Murtas

Messaggio  jabru il Mar Apr 08, 2014 8:11 pm


Sebastiano Murtas: "Nulla di grave a Fucecchio"
08/04/14 - 10:12


Sarà uno dei protagonisti di oggi a Mociano (nella prima e seconda batteria con Osama Bin e Polonski) ma di sicuro lo è stato domenica scorsa. A Fucecchio Sebastiano Murtas, insieme ad Alberto Ricceri, ha dato vita ad un parapiglia del quale si parla ancora, visto che poi si sono fronteggiati sulla pista anche alcuni addetti ai lavori. "Nulla di grave - spiega il fantino Grandine -: Salasso mi ha attaccato, io mi sono difeso ma non mi sembra che sia un fatto da cronaca nera come qualcuno l'ha definito. Con Alberto non ho mai avuto problemi, credo che tutto possa tornare nella serenità dei nostri rapporti. Nelle corse in provincia ci può stare una situazione come quella di Fucecchio. E' quasi normale". Intanto Murtas prosegue nel quotidiano lavoro in scuderia, per lui (e anche per Ricceri) il Palio di Siena è assolutamente l'obiettivo da raggiungere.
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Enrico Bruschelli

Messaggio  jabru il Gio Mag 22, 2014 8:12 pm


Esordio del fantino Enrico Bruschelli


Sveglia alle 4, via di corsa in scuderia, tre ore di allenamento e poi zaino in spalla e a scuola. E il pomeriggio, ...

Enrico Bruschelli ufficializza un nuovo ingaggio, questa volta a Legnano. Dopo la cerimonia di investitura in Castell'Alfero nel palio di Asti per il prossimo mese di settembre, il giovane fantino è approdato nella contrada della Flora, per cimentarsi nella provaccia di venerdì 30 maggio, il trentesimo Memorial Favari che si corre alle 20 al campo sportivo Mari. Enrico sarà in pista a Legnano, mentre il padre Gigi sarà impegnato a Ferrara nelle stesse ore, dove domenica 1 giugno correrà il palio per Santo Spirito.
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Carlo Carta

Messaggio  jabru il Mar Ago 19, 2014 7:09 pm

Palio, Brigante 'rimproverato' dai suoi figli: "Papà, perché sei caduto? Eri primo"
q Commenti

Il fantino del Valdimontone è stato travolto dai cavalli: incolume


Siena, 17 agosto 2014 - Un volo da brivido. Poi è rotolato sul tufo mentre arrivavano tutti i cavalli. «Eppure sto bene e mi vado a prendere un aperitivo con gli amici». Ride Carlo Sanna, detto Brigante. Perché tutti parlano bene di lui (anche Aceto non fa mancare i complimenti) ora che ha dimostrato di avere la scorza giusta per questa giostra. «Peccato, ci credevo... Ero convinto di vincere. La posizione al canape, l’attimo della mossa colto bene... poi Osvaldo è scivolato. Se giro lì in testa me la gioco, di sicuro sarei stato protagonista», confessa.
Cosa è accaduto con esattezza prima di San Martino?
«E’ scivolato il posteriore, ho fatto un bel volo. Avevo preso un po’ di vantaggio, ho cercato di impostare al meglio la curva per non rallentare in quanto non montando il primo cavallo. Nel palio però ci vuole un po’ di fortuna... Ero consapevole che potesse succedere».
Sei stato travolto dai cavalli?
«Sì, riguardando il video vedo che l’Aquila passa sopra, ho perso anche lo zucchino... me la sono cavata con qualche abrasione».
Per uno che fa anche il rodeo che vuoi che sia.
«Sì, comunque è meglio che non succeda ancora».
Ti è piaciuto il soprannome Brigante?
«Sì, bello. Mi rispecchia. Sono di poche parole però non mi devono sottovalutare».
Con la dirigenza come ti sei lasciato?
«Una Contrada speciale, mi hanno accolto benissimo».
Gingillo ti ha telefonato?
«Dopo il Palio ci siamo sentiti, era contento per il mio debutto. Lui mi ha sempre detto di onorare il giubbetto e l’ho fatto. Abbassato il canape, non avevo da fare servizi a nessuno. E c’ho provato».
Moglie e figli cosa ti hanno detto?
«Erano a vedere la corsa a San Martino. Hanno preso un bello spavento, li ho tranquillizzati. I bambini sono stati splendidi. Il più grande, Daniele, 6 anni, ha chiesto ‘Perchè sei caduto? Eri primo?’».
di Laura Valdesi da La Nazione
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Andrea Mari detto Brio

Messaggio  jabru il Mar Ago 19, 2014 7:14 pm

Era il mese di novembre scorso quando Andrea Mari a bordo di un go kart dimostrò che l’incubo era finito. A quattro mesi dalla caduta, in cui rimase coinvolto nel Palio di Provenzano e in cui riportò la frattura del bacino, fu palese sotto gli occhi di tutti che costanza e convinzione unite a ottime cure e un’adeguata riabilitazione avevano risolto quello che in un primo momento poteva apparire un incidente invalidante.
Era il primo “palio dei go kart” organizzato da Franco Masoni con Legatumori, in cui si sfidavano fantini e dirigenti. Andrea Mari arrivò alla pista di Casetta insieme all’ortopedico che di questa ripresa è l’artefice, colui che l’ha operato e lo ha seguito nel percorso di recupero, Edoardo Crainz. In quella circostanza Brio e suo medico raccontarono come è nato il loro legame che ora, dopo tante sofferenze, passa anche da una profonda amicizia.
“Io ho messo sei viti nei posti giusti, lui ha fatto il resto - le parole di Crainz -. La sua tenacia e la sua voglia di tornare a cavallo sono stati quel valore aggiunto che serve per superare i grandi ostacoli, anche quelli fisici. Andrea ha impiegato la metà del tempo di qualsiasi altro paziente per tornare in piedi, e questo si deve molto al suo carattere”. Andrea Mari scese in pista senza esitazione durante la manifestazione a Casetta: “Nessuna esitazione, mi sentivo di partecipare e di gareggiare sui go kart, sto bene, ho solo messo un cuscino sul sedile per attutire i colpi e un corpetto, ma mi sento in gran forma, ho fatto bene a venire - disse allora Brio - Ora si riprende l’allenamento serio in vista del Palio, insomma via mi sono rimesso in pari con gli altri, diversamente da loro ho saltato le ferie. Ma non tutto il male vien per nuocere, questa esperienza mi ha reso più attento alle cose, più riflessivo. Poco eh!! Non pensate che il Mari non sia più il Mari, ma quel tanto che basta forse per diventare grande”. E il Mari in effetti è sempre il Mari, lo ha dimostrato in Piazza il 16 agosto, con quella stessa determinazione che lo portò a gareggiare nei go kart ad appena 4 mesi dall’intervento, certo di aver superato i postumi di quella rovinosa caduta, dopo aver sfiorato la vittoria con il giubbetto della Lupa. Durante la convalescenza Mari fu accompagnato l’affetto di tante persone e lui non lo ha mai dimenticato: “Certamente tantissima gente mi ha dimostrato un affetto incredibile, anche questa forza mi ha aiutato ad uscire dalla mia condizione iniziale. Pensa che il reparto dove ero ricoverato lo volevano transennare per quanta gente c’era, non posso dimenticarlo”.
Con la quarta vittoria della sua carriera in piazza del Campo Andrea ha sgombrato l’amarezza di tanti mesi di duro lavoro riabilitativo, più brioso che mai.
Gaia Tancredi da Corriere di Siena
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Brio

Messaggio  jabru il Lun Ago 25, 2014 5:34 pm

Siena, 24 agosto 2014 — «Il fioretto? L’ho già fatto, il 17. Andando a montare la mattina presto. E poi mi sono tagliato i capelli». Dopo una notte di festa, insieme alla Civetta, Brio è sbarcato in Sardegna per una settimana di relax. Ma se prima dell’Assunta non voleva guardare al 2015, adesso ha già molte cose chiare in testa: «Provenzano sarà un Palione!».
Andiamo per ordine: quattro Palii vinti. Un numero che ti porta bene?
«In genere i numeri mi affascinano, dietro ci possono essere molte chiavi di lettura. Il 4 è bellissimo, ovviamente, ma preferisco il 13. Sarà perché sono nato questo giorno, sarà perché era il 13esimo anno che correvo in Piazza».
La Tartuca, il cui numero è 13, c’entra niente?
«In linea generale mi piace e ho dei bei ricordi legati ad esso».
Anche vincere quattro Carriere è una soddisfazione.
«Fino a tre è un conto, quando vai oltre il quadro cambia. Mi sento abbastanza maturo e soprattutto pronto per assumermi responsabilità e optare per situazioni impegnative, come del resto ha fatto anche Tittia nella Selva su Istriceddu» .Un anno fa guardavi il Palio in televisione per via dell’infortunio.
«Ero sulla sedia a rotelle e dicevo che Tittia doveva sbrigarsi a vincere il quarto perché quando sarei tornato l’avrei fatto io».
Ti sembra incredibile essere tornato in super-forma?
«E’ stato possibile grazie alle persone che ho avuto intorno. Non mi sono mai sentito messo da parte nè infortunato perché mi rendevano partecipe di cosa succedeva. Anche gli stessi colleghi mi hanno tenuto in considerazione e li ringrazio. Quest’anno però dovevo vincere».
Per quale ragione?
«Perché avevo paura che la gente, magari non gli addetti ai lavori, mi avrebbe messo in discussione. Così poi non monti il cavallo che ti piace, fai un Palio meno bello e via... Vincere è stata adrenalina pura, la droga più bella del mondo».
Convinto di farcela?
«Mentre montavo ero lucido e convintissimo che ce l’avrei fatta. Dopo la corsa guardavo Francesco (il capitano, ndr) e dicevo ‘è toccato a noi’. Il rapporto con lui è splendido, c’è stima e gelosia. Io ho paura di perdere lui e viceversa. Siamo due sempre accelerati».
Parliamo di Occolè.
«Ho trovato riunite in questo cavallo le caratteristiche dei tre barbero con cui ho vinto: la stabilità di Istriceddu, la punta di velocità di Fedora, la resistenza di Choci. E’ una macchina da guerra. Quando lo vidi pensai ‘è piccoletto ma se parte...Una saetta. Bravo, tranquillo, gli piacciono le foto».
Non si potrà scartare per manifesta superiorità?
«Oppio, Morosita, Quit Gold, Occolè: c’è solo da preservarli, poi mettiamoli tutti dentro. Basta un cavallino nuovo, magari, e il lotto è fatto. Ci metto anche Polonski, con lui Scompiglio ha fatto un gran Palio».
Chi temevi di più?
«Gingillo, per me vinceva facile. Veniva da un momento di forza, aveva fatto meglio di me a luglio, il cavallo poteva centrarlo il Palio. E’ stato sfortunato in partenza».
Quattro Palii Mari, 4 Tittia, poi c’è Gigi a 13.
«Abbiamo montato cavalli vincenti, ultimamente. ma non faccio la corsa su Tittia nè su nessuno. Se vince va bene, purché non sia nella mia rivale! Ognuno fa il meglio per se stesso, se poi viene il risultato atteso bene, altrimenti ci rimbocchiamo le maniche».
Trecciolino non ha corso: cosa pensi della sua scelta?
«E’ stato un grande, ha visto che non c’erano grosse occasioni e ha preferito lasciare a cavallo il figlio e Sebastiano. Una scelta da grande fantino, fatta con il cuore. Li poteva scendere entrambi e montare lui. Comunque sarà a cavallo a luglio».
Non c’è dubbio: sarà un bel Palio.
«Un Palione, direi».
Tiriamo la riga sui cavalli: cosa c’è da ripensare?
«A Quit Gold e a Quietness poteva essere concesso un pizzico di tempo in più per maturare, magari facendo esperienza in provincia e - perché no? - anche in qualche paliotto che non guasta. Insomma, direi ai capitani di non ‘bruciare’ i cavalli».
Alla cena della prova generale hai fatto una dichiarazione d’amore al Castellare.
«‘Ho capito di volervi veramente tanto bene’, ho detto. Provo davvero un sentimento forte. Pensa che quando mi sono fatto male in Piazza ho chiesto di andare in Civetta perché qui mi sento a mio agio. Non sto male anche da altre parti, per carità, però nel Castellare ho sempre fatto grossissime prestazioni. Non ci mettiamo mai in discussione, loro si fidano e io lo stesso. Nel Palio è un bel valore aggiunto».
A chi devi dire grazie per questa vittoria, a parte gli addetti ai lavori?
«Al dottor Crainz, a Causarano e ai fisioterapisti e alla mia ‘badante’. E poi alla famiglia: vivo per loro e viceversa. Siamo molto, molto uniti».


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Salasso

Messaggio  jabru il Lun Ago 25, 2014 5:40 pm

Siena, 24 agosto 2014 — «Non sono capace di fare strategie nel Palio, altrimenti mi intrigo da solo. Devo trovare un capitano che abbia fiducia nei miei mezzi. Le trame, poi, le fa lui per vincere. Insomma, mi serve un capitano all’antica», racconta Alberto Ricceri, in arte Salasso.
Sei tornato in Francia subito dopo l’Assunta, la tua Loretta e il figlio Andrea invece sono rientrati ieri.
«Sono rimasti qualche giorno in Italia, dai parenti. A luglio, quando ho vinto, non erano potuti venire a Siena, questa volta c’erano e il successo non è arrivato. Peccato».
Cosa ti ha detto Andrea?
«Si è messo a piangere. Era dispiaciuto! Provava il mio stesso sentimento».
Cos’è mancato questa volta?
«Tra il sesto e il settimo tempo di galoppo la cavalla va giù parecchio e poi riparte. In quel momento ero testa a testa con la Chiocciola: se giro terzo invece di nono è un altro palio, visto che dopo ho sfruttato i varchi interni. E poi bisogna anche riconoscere che c’erano corazzate economiche al canape che hanno fatto sentire tutto il loro peso».
I tuoi detrattori dicono che ad agosto si è vista l’altra faccia di Alberto, quello forse meno concentrato.
«Ma non è vero! Era un’altra corsa per i motivi che ho detto. Anzi, mi sto allenando perché spero alla fine di trovare spazio ad Asti... Lo so che che c’è questa leggenda che Alberto è l’uomo dell’ultimo momento... io però spero sempre che non sia così».
Comunque sia sei arrivato al terzo successo.
«Da dover smettere a vincere, mi sono tolto una bella soddisfazione. Mi dà ancora più coraggio di continuare e di credere nei miei mezzi. Anche la considerazione di cui godo in Francia, dove ultimamente sono riuscito a correggere il vizio di un puledro di valore, rappresenta una bella spinta».
Quindi ti rivedremo in Piazza nel 2015?
«Io faccio come quest’anno: torno a Siena, mi faccio vedere, vado alle corse. Sono trascorsi i primi 20 anni da quando ho calcato il tufo e intendo proseguire ancora per altri 20! Se poi non mi vogliono, peggio per loro».
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Re: Fantini

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