E' Palio!!!!

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Ambrosione: “In certi momenti mi sono sentito impotente”

Messaggio  jabru il Ven Lug 03, 2015 8:51 pm

Serata dura quella di ieri per il mossiere Bartolo Ambrosione, che era pronto ad una mossa difficile, anche se forse non fino a questo punto. “Pensavo che sarebbe stata una serata difficile, siamo arrivati al palio molto bene con una bellissima gestione delle difficoltà da parte di fantini e capitani, ma si sapeva che la carriera sarebbe stata una pagina diversa”. Tanti richiami, un’ora e mezzo prima di partire, innumerevoli volte le contrade sono state chiamate fuori dai canapi, tanto che la Piazza ha anche un po’ rumoreggiato. “Giustamente la piazza vuole lo spettacolo, ma io non avevo tante armi. L’unica cosa che speravo mi potesse aiutare era ridare le carte, sbrogliare una situazione che non riuscivo a ricomporre con quella confusione e ricominciare dall’inizio per cercare una calma che non c’era più”. Mai pensato di usare il pugno duro soprattutto con le due contrade che si ostinavano a non rispettare l’allineamento? “I richiami li ho usati da subito ma mi sono sentito in certi momenti impotente, un po’ tagliato fuori dai giochi”.
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Capelli: “La grande vittoria è del popolo della Torre. Lo confesso, volevo vincere con Andrea”

Messaggio  jabru il Ven Lug 03, 2015 8:53 pm

“Una gioia immensa, me lo sentivo, sono stato convinto fin dal primo giorno”. E’ un fiume in piena il capitano della Torre dopo la splendida vittoria che la galoppata di Brio e Morosita ha regalato alla contrada di Salicotto. “Voglio subito precisare una cosa: questa non è la mia vittoria, innanzitutto è la vittoria di Andrea (Mari ndr) che ha fatto un capolavoro, è la vittoria dello staff della stalla che hanno fatto altrettanto un capolavoro accudendo per quattro giorni la cavalla in maniera impeccabile, ma la vera vittoria è del popolo della Torre. Dopo un periodo difficile che io ho vissuto all’inizio loro mi hanno dato la fiducia, hanno voluto che continuassi, hanno creduto nel mio progetto e nelle mie idee e mi hanno rieletto ancora con più voti, quindi il merito è solo del popolo della Torre. Io li ringrazio di avermi dato la possibilità di essere qui in questo momento. E poi lo confesso, volevo vincere con Andrea, con lui ho un legame particolare. Gli sarò grato per tutta la vita.”
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“Sto vivendo un momento magico. Grazie a tutti quelli che mi stanno vicino”

Messaggio  jabru il Ven Lug 03, 2015 8:54 pm

L’aveva detto nei giorni prima del palio che sarebbero serviti i nervi saldi in questa carriera e non poteva essere più “profetico” Andrea Mari detto Brio, che ieri sera ha trionfato nella Torre. Una mossa estenuante, una corsa per cuori forti, che lui ha interpretato al meglio con una lucidità e una freddezza incredibili. “E’ una vittoria bellissima. Sto vivendo un momento speciale, un momento troppo bello, sono aiutato tanto da tutto quello che mi circonda, è un momento che devo sfruttare al massimo. Dedico la vittoria alla mia fidanzata ad Ilaria, Nicoletta che ormai mi segue da quattro palii, al rapporto incredibile che si è instaurato con Paolo e tutta la dirigenza della Torre, a Francesco Ricci e Fabio Miraldi”.
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“Sto vivendo un momento magico. Grazie a tutti quelli che mi stanno vicino”

Messaggio  jabru il Ven Lug 03, 2015 8:55 pm

L’aveva detto nei giorni prima del palio che sarebbero serviti i nervi saldi in questa carriera e non poteva essere più “profetico” Andrea Mari detto Brio, che ieri sera ha trionfato nella Torre. Una mossa estenuante, una corsa per cuori forti, che lui ha interpretato al meglio con una lucidità e una freddezza incredibili. “E’ una vittoria bellissima. Sto vivendo un momento speciale, un momento troppo bello, sono aiutato tanto da tutto quello che mi circonda, è un momento che devo sfruttare al massimo. Dedico la vittoria alla mia fidanzata ad Ilaria, Nicoletta che ormai mi segue da quattro palii, al rapporto incredibile che si è instaurato con Paolo e tutta la dirigenza della Torre, a Francesco Ricci e Fabio Miraldi”.
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Sospensione d'urgenza per Veleno

Messaggio  jabru il Sab Lug 04, 2015 9:44 am

"Visto il rapporto dei Deputati della Festa consegnato in data odierna, che evidenzia il contegno palesemente e gravemente scorretto tenuto dal fantino della Contrada del Valdimontone durante il primo giro del Palio di ieri , 2 luglio, contravvenendo all’articolo 67 del regolamento del Palio, ai sensi dell’articolo 100 dello stesso regolamento l’assessore delegato ha disposto d’urgenza la sospensione del fantino Massimo Columbu, detto Veleno II, dalla partecipazione al prossimo Palio del 16 agosto e alle relative prove". Così una nota del Comune di Siena.

"Questo provvedimento adottato in via d’urgenza - prosegue la nota - non esaurisce il successivo svolgimento dell’ordinario iter sanzionatorio".
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Tittia: "Ci potevamo nerbare tre giri. Ma vigliaccate no"

Messaggio  jabru il Sab Lug 04, 2015 6:23 pm

Siena, 4 luglio 2015 - "Era l'unico modo per fermarmi. Però farlo così è stato veramente scorretto". Una polveriera carica di rabbia, Tittia. "Ho già ripreso a lavorare, vado avanti creando le situazioni giuste. Il Palio, tanto, è una ruota che gira. Ne sono convinto", sottolinea ripensando a Veleno II che l’ha afferrato per il giubbetto facendolo cadere.

Come si sente Tittia dopo quanto avvenuto in Piazza?

"Fisicamente sto benissimo. Però siamo andati fuori dalla righe. Questo non è Palio e non fa bene alla festa".

Eppure c’è chi sostiene che si è trattato di un ritorno alla tradizione.

"Mi hanno chiamato persone che da 50 anni vedono il Palio dicendomi che queste cose non devono succedere. Spero che il Comune adotti provvedimenti, non solo nei confronti del fantino che esegue quello che gli dice la Contrada. Altrimenti dall’anno prossimo si potrà prendere una persona, che magari non ha più troppa voglia di montare, che si assume il rischio e ferma una Contrada. Sai quante se ne trovano così...".

Cosa pensa Tittia del comportamento fra i canapi tenuto da Columbu?

"Non è la prima volta che si vede un fantino andare a cercare l’avversaria. Ma prendermi dietro, quando già i cavalli era sfilati via. Per me si poteva partire e nerbarsi tre giri senza mai smettere, però la vigliaccata alle spalle... quello no. Non ha niente a che fare con il palio di Siena. Siamo nel 2015...".

Quando si è sentito tirare per il giubbetto?

"D’istinto mi è venuto di afferrare le redini del suo cavallo, potevo tirarlo di sotto. Forse cercava di farmi prendere una maxi-squalifica, ma non ci sono cascato".

Com’è stato tornare nel Nicchio?

"Da brividi, un’emozione unica. Dieci anni fa l’ultimo Palio, è stato un po’ come tornare in famiglia. Una situazione stupenda, ci sarà un’altra occasione".

Andrea Mari ha vinto un grande Palio.

"Tanto di cappello. Dicevamo l’altro giorno che questo Palio l’avrebbe centrato il più forte. C’è riuscito lui, bisogna fargli i complimenti. E basta. Ha attraversato fasi delicate e difficili, dopo l’infortunio, adesso la ruota della fortuna ha ripreso a girare".

Questa vittoria cambia gli equilibri nel Palio?

"No. Io ho le mie Contrade e Andrea le sue. Poi è chiaro che in questo momento lui ha guadagnato tanti punti. Non ci sono problemi. Ci si adegua. Senza demordere. Io ci sono sempre. Per agosto si sta sereni".

Laura Valdesi da La Nazione
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TORRE, IL TEMPO DELLA DAMIGIANA

Messaggio  jabru il Sab Lug 04, 2015 6:32 pm

Ed arrivò solenne anche il momento della damigiana, quando tutto si è già consumato e vissuto e non rimane altro che festeggiare una carriera che ha avuto il sapore di altri tempi...eccola lì, a secernere nettare rosso agli assetati contradaioli. Ovviamente la Contrada della Torre e il Mari festeggiano anche di più, il fantino dagli "occhi fuori dalle orbite" ha colpito ancora e per volontà e caparbietà ci appare superiore a tutti, non ce ne vogliano gli altri bravissimi suoi colleghi. Sembra che i lunghi digiuni per Salicotto siano finiti e anche avere una nemica e 1/2 può dare belle soddisfazioni, in un riaffacciarsi di Palio antico con sentori di vera giostra medioevale e una mossa lunga che ricorda la differenza tra la nostra festa e una banale corsa di cavalli. Certo che dei nostri avi oramai abbiamo ben poco, una placida rassegnazione e un assoggettamento al potere precostituito ci fa capire che non possediamo più la struttura mentale per fare Repubblica per conto nostro e quindi ci facciamo imporre regole paliesche dall'esterno come mai è successo. Ma adesso di tutto questo alla contrada della Torre, che apre i rubinetti e mesce vino rosso, non importa nulla, e tantomeno a chi beve gioiosamente anche alla salute del fotoreporter di turno!!!
OKSIENA
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Palio, trattenute e polemiche. Ma quanti precedenti

Messaggio  jabru il Sab Lug 04, 2015 8:49 pm

Quanto c’è di antico e quanto c’è di inaccettabile in quello che ha fatto il fantino del Montone Massimo Columbu nei confronti dell’avversaria e del collega Giovanni Atzeni? Forse il confine è labile, ma nel Palio di oggi è pesante come un macigno. Lo dimostra il dibattito che da ormai due giorni sta dilagando tra i contradaioli. Ma anche tra gli addetti ai lavori che chiedono di capire come muoversi in futuro. Del resto il modo con cui Veleno II ha disarcionato Tittia è apparso a molti qualcosa di inaccettabile, scorretto e mai avvenuto prima. Cosa che invece non è affatto vero, di precedenti ce ne sono molti. Semmai, la straordinarietà del fatto è tale perchè da oltre 20 anni non avveniva una cosa del genere. Ma rispetto al Palio “che fu”, tante cose sono cambiate. Cosa rischia oggi Massimo Columbu? Per la prima volta potrebbe arrivare addirittura una squalifica a vita perchè Veleno II è recidivo, nel 2006 venne squalificato 10 Palii per aver ostacolato continuamente l'avversaria (Pantera). Oppure potrebbe ricevere 20 Palii come Bucefalo e Spirito. C'è poi la responsabilità oggettiva della contrada che dovrà essere presa in esame. I precedenti specifici non ci sono, ma qualcosa di simile si. E riguarda appunto il 2006 quando per l'infrazione dell'articolo 101, comma 1 e 2, del regolamento la contrada dell'Aquila venne squalificata per 1 Palio. Stesso discorso nel 1997 quando alla Tartuca furono imposti due Palii di stop (per il comportamento scorretto del fantino 1 Palio e uno per via dei tartuchini che invasero la pista per aiutare a scendere il proprio fantino, prima della conclusione della corsa).

Tornando indietro nel tempo, precisamente al 16 agosto 1997, l’allora fantino della Tartuca Maurizio Farnetani detto Bucefalo si presentò alla mossa con il solo obiettivo di far perdere la Chiocciola e ci riuscì perfettamente cambiando continuamente di posto e afferrando il giubbetto del fantino avversario (che era Gigi Bruschelli). Bucefalo venne squalificato per 20 Carriere.

L’anno prima, agosto 1996, il fantino della Pantera Spirito, appena caduto il canape, trattenne Massimino (fantino dell’Aquila) per il giubbetto ed entrambe le Contrade rimasero ferme. Anche Spirito venne squalifcato per 20 Palii. Tra i precedenti c’è pure un altro Nicchio-Montone del 1992, quando il fantino dei Pispini Tonino Cossu detto Cittino a San Martino riuscì a dare una cavallata e ad agguantare il fantino del Montone Giuseppe Pes detto il Pesse gettandolo sul tufo (cadde anche il Cittino). Cossu venne squalificato per due Palii. Sempre Chiocciola e Tartuca protagoniste, il 3 luglio 1991, quando Roberto Falchi detto Falchino nella Chiocciola ostacolò sia alla mossa sia appena partiti il fantino dell’avversaria Tartuca, Salvatore Ladu detto Cianchino, favoritissimi. In quella occasione Falchino riuscì a prendere il giubbetto del Cianca, ma non riuscì a gettarlo a terra. Questo perchè probabilmente con il solo indumento (e senza la protezione come quella di oggi) l’appiglio non fu completo. Per quel “killeraggio” Falchino venne squalificato 2 Palii. Chiocciola e Tartuca inesauribili; anche nel luglio 1978 fu baraonda. Antonio Zedde detto Valente, fantino di San Marco, la sera della prima prova strattonò violentemente il fantino della Tartuca, Canapino, facendolo cadere. Il fatto causò un putiferio con tanto di cazzotti dopo la prova. Nella notte stessa del 29 giugno Valente fu squalificato per 4 Palii.

Nella Carriera di Provenzano del 1966 invece, Arturo Dejana detto Pel di Carota, fantino dell’Istrice riservò un servizio alla Lupa simile a quello del Columbu a Tittia. Andò alla mossa con l’obiettivo di fermare l’avversaria e ci riuscì facendo cadere il fantino Saro Pecoraro detto Tristezza. Fece anche di più perchè prese le briglie di Danubio, cavallo fortissimo anche da scosso, e le rilasciò quando ormai non poteva più raggiungere gli altri. Per Dejana arrivarono 8 Palii di squalifica. Altri fatti curiosi ci portano al 1856 quando il fantino del Drago, Partino disarcionò il fantino della Tartuca, Campanino. Caddero però entrambi e scoppiò una furibonda scazzottata. In quella occasione non fu la rivalità a fare da sfondo alla vicenda bensì una questione patriottica. La Tartuca avendo i colori dell’odiata Austria doveva essere umiliata e per far questo i patrioti italiani offrirono parecchi soldi a chi avesse fatto volare il fantino di Castelvecchio. La verità è che sia il fantino della Tartuca sia il fantino del Drago si misero d’accordo per intascare la somma. L’ultimo esempio tra i numerosi che si sono verificati nei secoli, c’è da ricordare anche quello del Palio straordinario del 18 agosto 1841 (corsa alla tonda) con il fantino della Pantera Adamo Bracali che al primo giro riuscì ad afferrare il fantino della Tartuca Bernardino Brandani facendolo cadere all’altezza di Fonte Gaia e “il chiassolo della Gigia”. Bracali venne poi squalificato.

Le memorie tra il 600 e l’800 ci raccontano di altri fatti e punizioni esemplari, perfino l’esilio. Come nel Palio del 1832, una di quelle Carriere dove il modo più facile per ostacolare gli altri fantini o le avversarie era proprio la "presa" di un braccio o del giubbetto tanto che il famoso Francesco Santini detto Gobbo si riempì di sapone così da far scivolare la "presa" degli altri fantini. In quel Palio alla mossa il fantino dell'Aquila Giuseppe Morandini detto Bugher riuscì a far cadere il fantino della Selva (favorita) Carlo Brandani detto Brutto. Anche il Montone con Vincenzo Cardelli detto Barège agguantò Francesco Bianchini detto Campanino, del Nicchio, facendolo cadere. Il fantino dell'Aquila ("l'ajuto del boja di Firenze") per aver preso per un braccio e gettato a terra il fantino della Selva venne condannato a 8 giorni di carcere e "all'esilio perpetuo dal Vicariato Sanese".

Andrea Bianchi Sugarelli da Corriere di Siena
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La verità di Gigi Bruschelli

Messaggio  jabru il Sab Lug 04, 2015 8:51 pm

Uscita fulminante dai canapi, un giro e mezzo di dominio assoluto e poi il cavallo è calato d’intesità e non ha più risposto allo stesso modo alle sollecitazioni. Svanita per un soffio la possibilità per Gigi Bruschelli di coronare la sua quattordicesima vittoria con il giubbetto della Selva. L’esperienza e la lucidità di un fantino si misurano nei momenti di grande disorientamento. E ieri alla mossa, l’esperienza di Trecciolino ha contato davvero.
Scatto fulmineo e bella galoppata in testa e poi che cosa è successo?
“Quit Gold è un cavallo svelto, lo aveva fatto vedere anche l’anno scorso. Al primo San Martino sono riuscito a rompegli l’azione, a impostarlo e a girare bene, per fare questo tipo di operazione il cavallo ha rallentato, in questo modo si è avvicinata in velocità la Torre. Da quel momento in poi ho dovuto chiedere al cavallo una velocità sostenuta senza staccare e non staccando non è stato più possibile impostare le curve alle stesso modo. Poi al Casato quando mi sono venuti addosso ed ho appoggiato sul palchi, il cavallo ha perso i tempi del galoppo, da lì si è compromesso il Palio”.
Avresti immaginato che Quit Gold potesse dare di più durante la Carriera?
</CF>“Speravo di sì. Ma alla fine il cavallo ha fatto la prestazione dell’anno scorso. Era il quarto cavallo della Piazza e questo ha confermato. Morosita in questo lotto era la più forte, questo è un dato di fatto indiscutibile. Non è escluso che abbia subito anche il peso della mossa lunghissima, può averla curata più di altri”.
Nei quattro giorni è cresciuta l’intesa con il cavallo?
“E’ un cavallo positivo, ha buone doti, facile e intelligente. Le doti ce l’ha, ma ha bisogno di ulteriore esperienza per assestarsi”.
Veniamo all’estenuante dinamica della mossa. A tutti è sembrato che tu abbia dominato la regia di una situazione che più volte ha rischiato di degenerare?
“Apparentemente può sembrare che sia andata così, ma ogni mossa ha la sua storia. La dinamica va valutata al momento. In quella situazione e in quelle circostanze ogni contrada aveva il suo compito e il suo ruolo, credo di aver sfruttato la situazione al meglio, diciamo che mi sono trovato al posto al momento giusto”.
Il mossiere avrebbe potuto intervenire in maniera diversa per trovare la quadratura del cerchio?
“Credo che alla fine si sia vista la professionalità di tutti, da parte dei miei colleghi e da parte del mossiere, tutti hanno cercato in una situazione di difficoltà di svolgere il proprio ruolo, senza usare comportamenti dannosi. In una mossa lunga così, nessuno ha sfruttato il caos per compromettere il Palio ad altri, questa è professionalità”.
Ma in corsa non è andata allo stesso modo, è stata impegnativa per tanti versi visto il duello fra Montone e Nicchio?
“Non è la prima volta che accade, credo che la storia ci riporti eventi analoghi, non c’è più di tanto da stupirsi. Allo stesso tempo capisco i sentimenti delle contrade coinvolte, ma poi passata la rabbia bisogna ragionare. E i senesi possono decidere se continuare a mettere paletti o lasciare che eventi come questi possano accadere, perchè anche questo è Palio. Non sono io a doverlo decidere”.
Se guardi verso agosto che cosa vedi?
“Un altro Palio, un altro scenario, un capitolo nuovo da impostare, aspettando l’estrazione di domenica che avrà il suo peso”.
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UNA RIFLESSIONE SULLE POLEMICHE RIGUARDO AL COMPORTAMENTO DI VELENO II

Messaggio  jabru il Dom Lug 05, 2015 8:32 pm

In questi giorni si sentono e si leggono, soprattutto su Facebook (a proposito, non sarebbe meglio parlare di Palio in Contrada piuttosto che nelle cosiddette “arene virtuali”?) dei commenti molto critici sull'operato di Massimo Columbu detto Veleno II, fantino del Valdimontone, colpevole di aver ostacolato irregolarmente la favoritissima avversaria Nicchio. Si legge che questo non sarebbe Palio e che il fantino originario di Gubbio sarebbe andato troppo “oltre”. Credo che bisognerebbe rivedere un attimo questo “buonismo” e considerare i tanti episodi analoghi avvenuti nella Storia della nostra Festa. E' normale che i contradaioli del Nicchio che si sentano amareggiati per ciò che è successo, chi scrive è un contradaiolo e sa perfettamente di cosa sta parlando essendosi trovato in alcuni casi nella medesima situazione. Nella Carriera del 16 agosto 1970 Capretto, fantino dell'Istrice, afferrò per le briglie Sambrina, cavalla della Torre, che montava Canapetta. Il “duello” fra i fantini proseguì con lo scambio di nerbate e Capretto riuscì nel suo intento di ostacolare la vittoria della Torre; Capretto, fratello di Musino e zio di Alessio Migheli detto Girolamo prese 8 Palii di squalifica. Nel Palio del 2 luglio 1963 Acciuga, fantino dell'Istrice, trattenne per le briglie per un giro intero lo scosso della Lupa Danubio della Crucca. Per questo motivo il fantino si prese 4 Palii di squalifica. Andando avanti negli anni passiamo al Palio del 3 luglio 1991. Falchino, fantino della Chiocciola già dalla mossa, cercò in ogni modo di ostacolare Cianchino nella Tartuca e quando i cavalli partirono Cianchino fu strattonato da Falchino primo al Primo San Martino; la Tartuca poi riuscì comunque a vincere quella Carriera. A parti inverse fu l'ostacolo portato da Ercolino, fantino della Tartuca nei confronti dell'avversaria Chiocciola con Bazzino su Balente anche se in quel caso l'ostacolo fu portato soprattutto alla Mossa. Nella Carriera del 3 luglio 1992 ci fu il famoso scambio di nerbate passato ormai alla storia tra Aceto (fantino dell'Aquila) e Legno (Pantera) mentre al Primo San Martino Cittino, fantino del Nicchio, tirò giù da cavallo Il Pesse, fantino del Valdimontone. Infine, il 16 agosto 1996, Spirito, fantino della Pantera, trattenne per il giubbetto la favorita rivale Aquila con Massimino su Oriolu de Zamaglia. Tutto questo per dire che nella Storia del Palio ci sono stati episodi analoghi e spesso anche più gravi nelle dinamiche dei fatti. il comportamento di Veleno II è giusto che venga sanzionato, è già arrivato peraltro il provvedimento di sospensione per il Palio di Agosto. Sicuramente ci saranno sanzioni anche per la contrada di Via dei Servi ma il Palio è anche questo, è fatto da rivalità che sono il “sale” del Palio e credo sia veramente eccessivo scandalizzarsi se una avversaria si comporta come tale, così come creare dei casi da "prima pagina" che non esistono. Fino a qualche anno fa si sentivano polemiche sul fatto che le rivalità sembravano non esserci più con le contrade rivali che al canape a malapena si guardavano, forse bisognerebbe mettersi un attimo d'accordo ed avere più equilibrio nei giudizi. Il Palio non è un “pranzo di gala” e anzi spesso è molto “aspro e “crudo” nelle passioni che suscita nel popolo senese, anche questo è il suo bello . Se si preferisce non vedere più comportamenti come quello di Veleno II ci sono sempre le corse in ippodromo, lì non ci sono avversarie, si parte dalle gabbie e nessuno ostacola nessuno.

Francesco Zanibelli
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Cambiaggi, capitano del Nicchio, parla dopo il caso Valdimontone: "Aggressione infame"

Messaggio  jabru il Dom Lug 05, 2015 8:48 pm

«Infame aggressione». Il capitano del Nicchio, Stefano Cambiaggi, si è presto un paio di giorni per riflettere prima di dire la sua sul placcaggio di Tittia a opera di Veleno II. «Prendo atto – dice Cambiaggi – che la contrada del Montone e il suo fantino hanno impedito il regolare svolgimento del Palio del 2 luglio 2015, inibendo alla mia Contrada la partecipazione alla corsa con l’infame aggressione messa in atto dopo Fonte Gaia». Il capitano, insomma, come del resto è ipotizzabile gran parte del popolo di Pisipini, giudica in modo netto e deciso il comportamento di Colombu e al pari quello della Valdimontone. Prosegue poi il capitano senza mezzi termini.


«E’ stata un’aggressione inaccettabile, in quanto comporta non solo la certa violazione del regolamento paliesco, ma un vero e proprio disprezzo della festa e dei suoi valori, con grandi rischi per l’ordine pubblico e per l’incolumità del fantino. Viene – va avanti Cambiaggi – così oltraggiato il legame di rispetto e solidarietà, pur nella legittima rivalità, esistente tra le Contrade. Manifesto perciò la più ferma condanna per il comportamento gravemente illegittimo della contrada del Montone e del suo fantino ed esprimo forte preoccupazione per il corretto futuro svolgimento del Palio, nel rispetto dei suoi inderogabili principi». Intanto, prosegue la polemica e il dibattito e spuntano precedenti di comportamenti analoghi. In particolare, quello relativo alla carriera del 3 luglio 1992 quando Tonino Cossu su Pinturetta, nel Nicchio, afferrò per il giubetto al primo San Martino Beppe Pesse che correva nel Montone su Ubertu.
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Carezze e parole sussurrate: lo strettissimo rapporto tra fantino e cavallo

Messaggio  jabru il Dom Lug 05, 2015 8:53 pm

- E' un rapporto fatto di gesti, parole sussurrate, carezze. E' il dialogo continuo, pur senza parole, tra un fantino del palio e il cavallo scelto per la contrada. Il binomio è l'anima del Palio di Siena. Cavallo e fantino sono i protagonisti della contrada, quelli a cui tutti guardano nei momenti precedenti al Palio. Saprà il nostro binomio tenere testa alle contrade? Saprà dare il massimo nel momento della sfida? La contrada della Torre ha gentilmente concesso a La Nazione di poter filmare il momento in cui il fantino passeggia con il cavallo nella sede della contrada. Un cortile lungo una decina di metri in cui il fantino Andrea Mari, Brio appunto, passeggia Morosita. Brio passa al cavallo una carota. Prima era intervenuto il barbaresco a lavare le preziose zampe del cavallo. A rinfrescarlo in questi giorni di grande caldo. Il cavallo sa che un evento importantissimo lo attende. E' calmo, trotta composto quando il ritmo si alza. Intorno a lui i contradaioli lo guardano come se non ci fosse altro al mondo. Lo venerano. E' il loro cavallo, quello su cui hanno riposto tutti i loro sogni.
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Andrea Mari, la forza della tranquillità

Messaggio  jabru il Dom Lug 05, 2015 8:54 pm

Cinque palii vinti, una grande sicurezza. Andrea Mari detto Brio, 37 anni, è il fantino che riporta il Palio alla Torre dopo quella vittoria nel 2005. Un popolo intero lo osanna e innalza canti per lui. Ha vinto e convinto dopo una prova estenuante, dopo una mossa di oltre un'ora in cui mantenere i nervi saldi era già un'impresa di per sé. E invece lui ce l'ha fatta. Ha sbaragliato i concorrenti e ha dato al popolo della Torre la gioia più grande. Andrea Mari ha dimostrato di essere un grande fantino. Dieci anni dopo la Torre può festeggiare. In questi giorni Mari ha sempre ostentato una grande tranquillità, una sicurezza che è risultata fondamentale nel momento clou, quello che ha portato alla vittoria. Portato in trionfo da piazza del Campo a Provenzano, ha stretto mani a non finire. Ha abbracciato tanta gente. Poi in chiesa l'apoteosi.
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La Procura apre un fascicolo sulla condotta di Veleno II

Messaggio  jabru il Lun Lug 06, 2015 9:16 pm

Il reato contestato: violenza privata

SIENA. Il Procuratore della Repubblica di Siena dott. Salvatore Vitello, dopo avere attentamente valutato le immagini pubblicate sulla stampa relative alla condotta tenuta dal Fantino della Contrada Valdimontone in danno del Fantino della Contrada del Nicchio, in occasione del Palio del 2 luglio 2015, nonché le dichiarazioni rese sempre alla stampa da tutti i soggetti che sono intervenuti sulla vicenda, ha disposto l’iscrizione nel registro delle notizie di reato nei confronti di persone note del Fantino della Contrada di Valdimontone, per il reato di violenza privata, reato procedibile d’ufficio, ipotesi per la quale saranno compiuti tutti i necessari accertamenti, riguardanti anche la sussistenza di eventuali cause di giustificazione.
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"Questioni personali fra Veleno e Tittia. Stop alle strumentalizzazioni"

Messaggio  jabru il Lun Lug 06, 2015 9:19 pm

"Anche se fino ad oggi avevo deciso di rimanere in silenzio, viste le ripetute aggressioni mediatiche ricevute negli ultimi giorni, trovo giusto puntualizzare alcuni aspetti. Non accetto che venga definita la monta di Massimo Columbu come un’opera di killeraggio". Esordisce così il capitano del Valdimontone Francesco Palazzi.

"Ho scelto il fantino per la sua esperienza, la freddezza e la determinazione, peraltro dimostrate durante tutti i 75 minuti di mossa, nella quale lo stesso ha gestito il palio secondo i canoni della festa e le indicazioni fornite dalla contrada. Il Valdimontone ha rispettato la festa non solo nei minuti della mossa ma anche nei quattro giorni e nel dopo Palio dove ha avuto un comportamento esemplare. Per questo ringrazio tutto il popolo della Contrada. Successivamente – spiega – sono subentrati alcuni elementi di carattere personale tra il nostro fantino e quello della contrada avversaria, che hanno fatto scaturire l’evento oggi oggetto di attenzione. Questo non poteva essere certamente preventivato ed ognuno deve essere in grado di assumersi le proprie responsabilità. A tal proposito non accetto assolutamente che l’evento trovi strumentalizzazione né da parte della pubblica amministrazione né dalla contrada avversaria. Comprendo che il fantino della nostra contrada abbia violato l’articolo 67 del Regolamento del Palio, ma come successo in altri casi analoghi la valutazione si deve fermare lì. E’ già stato ricordato un analogo episodio che ci vide allora sfortunati protagonisti e mi sembra che da quel momento ad oggi non sia cambiato il regolamento. Pertanto chiedo rispetto nei confronti della Contrada che rappresento e confido nel corretto operato degli organi preposti a giudicarlo".
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“Chi amministra la giustizia deve conoscere il palio ed i suoi meccanismi”

Messaggio  jabru il Mar Lug 07, 2015 8:26 pm

La giustizia ordinaria nel Palio fa paura: il procedimento d’ufficio avviato dalla Procura di Siena dopo il palio di luglio nei confronti del fantino del Valdimontone Massimo Columbu farà esprimere un giudice sul reato di violenza privata, riportando l’episodio ad un fatto penalmente punibile. Può la festa con le sue regole non scritte essere giudicata secondo il codice italiano? Quali rischi si corrono? “Non possiamo più dire che a Siena ‘facciamo come ci pare’ ed è anche giusto, Siena e il Palio non possono ritenersi una zona franca – ha detto stamani ai microfoni di Antenna Radio Esse l’avvocato Roberto Martini intervistato da Cristiana Mastacchi – però chi amministra la giustizia deve avere una conoscenza del Palio, della sua storia, delle sue tradizioni, altrimenti si arriva a situazioni aberranti come nell’ultimo processo a contradaioli dove c’era addirittura l’ipotesi di tentato omicidio. Come ho detto in aula, non credo che il contradaiolo nella rissa pensi di uccidere il rivale, basta guardare come si sono comportati nell’ultimo fronteggiamento Leocorno e Civetta che si sono fermati quando uno di loro è caduto, per capire che non c’è dolo. L’articolo 610 del codice penale, che testualmente punisce “chiunque con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa” andrebbe a questo punto applicato sempre, perchè è di fatto la mission del fantino del palio: ostacolare l’avversaria, impedire all’avversaria di vincere il palio, tanto che è espressamente codificata dal Regolamento del palio. Perciò ogni volta che un fantino ostacola un altro, lo nerba, ci sarebbe sempre il reato di violenza privata. Per questo chi amministra la giustizia deve conoscere i meccanismi ed immergersi nella realtà della città, deve conoscere le regole del palio e tutto quello che ci sta dietro, altrimenti si fa cattiva giustizia”.
Insomma il Palio contemporaneo non può essere più quello ottocentesco. “Sono tempi diversi, non si può riproporre un Palio di un’epoca che non c’è più. E’ tempo di aprire un tavolo di confronto a cui partecipino tutte le componenti della Festa, compresa la magistratura”
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Indrizzi (Valdimontone): «Presentata una memoria a tutela della Contrada»

Messaggio  jabru il Mer Lug 08, 2015 7:08 pm

«CONFERMO di aver depositato una memoria a tutela della Contrada. Ci sono ovviamente degli allegati e altro materiale necessario. Di più non posso dire». Gianfranco Indrizzi, priore del Valdimontone, ieri mattina ha protocollato in Comune il dossier perché scadevano i cinque giorni previsti dal Palio per aggiungere elementi utili alla comprensione di episodi oppure per segnalarne di nuovi che possono essere sfuggiti agli occhi dei Deputati della festa e degli Ispettori di pista. Scrivendo dunque un altro capitolo di una Carriera particolarmente tesa, segnata dal placcaggio in corsa – Veleno II ha afferrato per il giubbetto Tittia tirandolo giù da cavallo – su cui ora indaga anche la magistratura. Non è stata questa l’unica memoria giunta in Comune.

C’è anche quella del Nicchio, certo corredata da allegati che possono essere utili a fare chiarezza e a ‘leggere’ i fatti. Probabile che i contradaioli ne sappiano qualcosa in più stasera quando si svolgerà l’assemblea che prevede, tra l’altro, all’ordine del giorno la relazione Palio del capitano Stefano Cambiaggi. Che sulla vicenda Veleno-Tittia si è già espresso usando parole dure e definendola «un’aggressione inaccettabile». C’è da scommettere che l’assemblea dei Pispini sarà partecipatissima perché il trattamento riservato al loro fantino non è proprio andato giù.

Quanto a Veleno II, sembrava che volesse dare pubblicamente la sua versione dei fatti, ma l’apertura dell’inchiesta l’ha probabilmente indotto (dietro consiglio dei legali) a soprassedere, attendendo le ulteriori mosse della procura della repubblica intenzionata, tra l’altro, ad acquisire filmati prima di entrare nel cuore della vicenda.

La.Valde. da La Nazione
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La Torre si prepara al mega-corteo della vittoria

Messaggio  jabru il Sab Lug 11, 2015 7:46 pm

Siena, 11 luglio 2015 - Sarà un corteo della vittoria memorabile quello della Torre. Si parla di centinaia e centinaia di contradaioli. C'è chi addirittura ipotizza mille persone. Saranno (forse) troppe ma nessuno vuole mancare e tutti stanno preparando scenette per prendere in giro (soprattutto) l'avversaria e ironizzare su Oppio, Tremendo e la sua caduta a San Martino. E così via. Il titolo è noto da giorni, si partirà dalla caduta dell'Infamona per arrivare ai nuovi fasti di Salicotto. Oggi si conosceranno i dettagli.

Intanto i contradaioli, capitano Paolo capelli in testa, si divertono a sfilare alle 19 in città, ogni giorno con un tema nuovo.
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Palio del 2 Luglio: le proposte di sanzione dell’assessore Mazzini

Messaggio  jabru il Gio Ott 29, 2015 7:12 pm

SIENA. L’assessore delegato al Palio, Paolo Mazzini, ha elaborato le seguenti proposte di sanzione relative al Palio del 2 luglio scorso, sulla base di quanto disposto dal Regolamento e della relazione dei Deputati della Festa, della quale fanno parte integrante anche i rapporti scritti dagli ispettori di pista e dal mossiere.

Contrada Priora della Civetta, visti gli articoli 97, 98, 101 e 103 (3° comma) del Regolamento: una deplorazione “per avere, i propri contradaioli, preso parte a un fronteggiamento, nella Piazza del Campo, dopo la terza prova, con i contradaioli della Contrada del Leocorno”.

Contrada del Leocorno, visti gli articoli 97, 98, 101 e 103 (3° comma) del Regolamento: una deplorazione “per avere, i propri contradaioli, preso parte a un fronteggiamento, nella Piazza del Campo, dopo la terza prova, con i contradaioli della Contrada della Civetta”.

Contrada di Valdimontone, visti gli articoli 97, 98, 101 e 103 (3° comma) del Regolamento: una censura “per avere il signor A. T., fiduciario del Capitano secondo quanto indicato nelle memorie presentate dalla Contrada stessa, parlato più volte con il fantino della propria Contrada Massimo Columbu detto Veleno II nelle fasi precedenti la mossa”; l’esclusione da due Palii cui avrebbe avuto diritto partecipare e dalle relative prove “per avere il suo fantino Massimo Columbu detto Veleno II afferrato da dietro per il giubbetto e disarcionato, facendolo cadere a terra, il fantino della Nobile Contrada del Nicchio Giovanni Atzeni detto Tittia”; una deplorazione “per avere, i propri contradaioli, preso parte a un fronteggiamento, nella Piazza del Campo, dopo il Palio, con i contradaioli della Nobile Contrada del Nicchio”.

Nobile Contrada del Nicchio, visti gli articoli 97, 98, 101 e 103 (3° comma) del Regolamento: una censura “per essere il proprio contradaiolo signor F. M. entrato in pista durante la corsa del Palio e averne percorso un tratto fino al Verrocchino prima dello scoppio del mortaretto indicante la fine della corsa”; una deplorazione “per avere il proprio contradaiolo signor F. M. aggredito il signor A. T. durante la corsa del Palio”; una deplorazione “per avere i propri contradaioli, preso parte a un fronteggiamento, nella Piazza del Campo, dopo il Palio, con i contradaioli della Contrada di Valdimontone”.

L’assessore ha proposto, inoltre, di vietare alla Nobile Contrada del Nicchio di far ricoprire incarichi soggetti ad approvazione ai sensi degli articoli 17 e 75 del Regolamento, per n° 20 Palii al contradaiolo F. M. per avere aggredito il signor A. T. in pista durante la corsa”.

Fantino della Contrada di Valdimontone, Massimo Columbu detto Veleno II, visti gli articoli 99 e 103 (3° comma) del Regolamento: l’esclusione per un Palio, “dal montare cavalli di Contrade tanto per le prove quanto per il Palio, per avere, nella fase della mossa, tenuto un comportamento contrario a quanto disposto dal comma 1 dell’articolo 64 del Regolamento del Palio, nonostante i richiami ufficiali disposti dal mossiere”; l’esclusione per quattro Palii, “dal montare cavalli di Contrade tanto per le prove quanto per il Palio, per avere durante la corsa afferrato da dietro per il giubbetto e disarcionato, facendolo cadere a terra, il fantino della Nobile Contrada del Nicchio Giovanni Atzeni detto Tittia, tenendo un comportamento contrario a quanto disposto dal comma 1 dell’articolo 67 del Regolamento del Palio”; un’ammonizione “per essere partito, in occasione del Palio, dall’ottavo posto, anziché dal secondo assegnatogli, tenendo un comportamento contrario a quanto disposto dal comma 1 dell’articolo 64 del Regolamento”.

Fantino della Contrada della Torre, Andrea Mari detto Brio, visti gli articoli 99 e 103 (3° comma) del Regolamento: un’ammonizione “per essere partito, in occasione del Palio, dal quinto posto, anziché dal nono assegnatogli, tenendo un comportamento contrario a quanto disposto dal comma 1 dell’articolo 64 del Regolamento”.

Fantino della Nobile Contrada dell’Oca, Francesco Caria detto Tremendo, visti gli articoli 99 e 103 (3° comma) del Regolamento: un’ammonizione “per essere partito, in occasione del Palio, dal settimo posto, anziché dal quarto assegnatogli, tenendo un comportamento contrario a quanto disposto dal comma 1 dell’articolo 64 del Regolamento”.

Le Contrade e i fantini interessati da tali proposte sanzionatorie hanno dieci giorni di tempo per presentare alla Giunta le proprie memorie difensive.
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Il Nicchio e Tremendo fanno ricorso

Messaggio  jabru il Lun Nov 09, 2015 8:10 pm

Siena, 9 novembre 2015 - I GIOCHI sono (quasi) fatti. La partita dei ricorsi contro le sanzioni del Palio di luglio si è consumata tutta in una settimana, quella appena trascorsa, che ha visto fantini e Contrade impegnati a cercare materiale per difendersi dalle ‘accuse’. Il Valdimontone ha scelto un passaggio in assemblea per rendere partecipe il popolo dei Servi del lavoro svolto dopo la proposta di punizione dell’assessore delegato Paolo Mazzini: 2 Palii di squalifica, 1 deplorazione e una censura rispettivamente per il placcaggio di Veleno II a Tittia, per il fronteggiamento con il Nicchio e per il fatto che un fiduciario ha parlato più volte con il fantino. Oggi si saprà se verrà accettato dai Servi il pacchetto sanzionatorio oppure il Valdimontone depositerà una memoria.

Certo è invece, come annunciato a caldo dal priore del Nicchio Marco Fattorini, che i Pispini non intendono accogliere passivamente le punizioni indicate da Mazzini. La giunta, che probabilmente si riunirà giovedì 12 novembre, troverà sul tavolo il ricorso della Contrada. Che è stata sanzionata con una deplorazione per il fronteggiamento con la rivale, una seconda è arrivata per l’aggressione del nicchiaiolo F.M. ad A.T. «durante la corsa del palio». Contradaiolo che ha calamitato una censura per essere entrato in pista prima dello scoppio del mortaretto. Se le due deplorazioni venissero confermate, i Pispini rischiano di saltare un Palio perché una terza sembra difficilmente evitabile per il fronteggiamento dell’Assunta. Restando sul fronte delle Contrade, Civetta e Leocorno hanno deciso di accettare la punizione proposta «per aver preso parte a un fronteggiamento nella Piazza del Campo dopo la terza prova». «La scelta è stata compiuta nell’ambito della consulta consci degli umori dei civettini – spiega il priore del Castellare Riccardo Cerpi –, concordi con la nostra linea di condotta». Aggiunge poi che tutto rientra nell’ambito di un percorso condiviso, che alla Festa fa bene, compiuto con il collega del Leocorno «con cui, nel corso del biennio, è stato possibile trovare spunti di collaborazione e distensione, ovviamente nel pieno rispetto della rivalità». La Contrada di Pantaneto, infatti, ha accettato la deplorazione («Non c’è altro da aggiungere», conferma il priore Massimo Bari) che si somma a quella già esistente. Di conseguenza, dovrà in futuro evitare di sgarrare per non incappare nel Palio di squalifica.

Sul versante fantini c’è attesa per sapere se Veleno II si difenderà e depositerà un ricorso. Brio non ha avuto esitazioni nell’ammettere che aveva cambiato posto per cui incassa l’ammonizione e salta luglio 2016. Quanto a Francesco Caria, in arte Tremendo, che correva nell’Oca, ha già depositato la sua memoria. «Il mio – ribadisce – non è stato un cambio di posizione volontaria. Anche se dovessero confermare la pena non verrò squalificato, tuttavia dispiace prendere una punizione senza aver fatto nulla».

di Laura Valdesi da La Nazione
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Re: E' Palio!!!!

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