Da Piazza del Campo

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De Mossi alla Rai: "Vi spiego cosa sono i cavalli per i bambini di Siena"

Messaggio  jabru il Mer Ott 24, 2018 8:20 pm

Il sindaco di Siena Luigi De Mossi è intervenuto su Radio1 Rai nella trasmissione di Emanuela Falcetti. "Ho spiegato che Siena è all'avanguardia nella tutela dei cavalli - dice il primo cittadino sulla pagina Facebook - . Siamo pronti a introdurre qualsiasi altra innovazione come è stato fatto nel corso degli anni.
Adesso è ora di raccontare che cosa è il Palio. Non solo una corsa ma amore, emozioni, solidarietà, cultura che ci unisce tutto l'anno. A Siena i bambini prima ancora del calcio scelgono di andare a cavallo. A Siena i bambini e le bambine si innamorano dei cavalli, li accarezzano con affetto nelle stalle, li guardano con amore e rispetto. Non si sognerebbero mai di fare del male ad un animale proprio grazie a questa possibilità che hanno di venire a contatto con loro sin da piccoli, in un mondo che purtroppo vede sempre meno bambini in mezzo agli animali."
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De Mossi: ''Ora basta! Non potete offendere Siena, le nostre tradizioni, la nostra cultura!'

Messaggio  jabru il Mer Ott 24, 2018 8:24 pm

Il testo integrale della conferenza stampa del sindaco di Siena, Luigi De Mossi
luigi_de_mossi_sindaco_siena_conferenza_23_ottobre_2018_42Si è tenuta alle 12 di oggi, presso la clinica veterinaria ''Il Ceppo'', la conferenza stampa con i giornalisti senesi del sindaco di Siena, Luigi De Mossi, a seguito di quanto accaduto nel corso del Palio straordinario, soprattutto in merito alle polemiche e agli accadimenti successivi alla morte del cavallo della Giraffa, Raol.

"Grazie per la vostra presenza. Siamo qui non per giustificarci di qualcosa, perchè Siena, l'Amministrazione comunale, anche quelle precedenti, soprattutto la città di Siena, la nostra municipalità, non ha bisogno di giustificarsi di alcunchè per quanto riguarda la nostra cultura, la nostra tradizione, la nostra Festa" ha esordito il primo cittadino.


"Siamo qui soltanto se qualcuno si vuole davvero documentare, non fare una gazzarra pubblicitaria su qualcosa che non può essere valutato da persone che non conoscono la nostra cultura, non conoscono le nostre tradizioni, si permettono di dare dei giudizi sulla nostra città, sulle nostre Amministrazioni, tutte le nostre Amministrazioni, anche quelle precedenti, che hanno sempre fatto sotto il profilo del Palio quello che potevano fare, e soprattutto siamo leader mondiali per quanto riguarda la prevenzione degli animali, la prevenzione dei cavalli che sono amatissimi in questa città. Siamo qui proprio per dimostrare fattualmente quello che noi facciamo abitualmente.

C'è qui la clinica veterinaria del Ceppo con la quale abbiamo una convenzione dal '93, una bellissima struttura attrezzattissima, una convenzione che tutela tutta la nostra festa, tutela tutti i soggetti che partecipano alla nostra festa.

Come sapete noi abbiamo fatto con un anticipo di venti anni una serie di prevenzioni per quanto riguarda gli amatissimi cavalli. Sapete bene come funziona, non c'è bisogno che lo spieghi a voi - ha detto De Mossi rivolgendosi ai giornalisti della stampa locale - ma lo voglio spiegare a chi evidentemente non si è preso nemmeno la briga di valutare quello che fa Siena, quello che fa l'Amministrazione comunale, tutte le Amministrazioni comunali: voglio sottolineare questo aspetto perchè oggi qui c'è un discrimine tra quelli che vogliono bene a Siena e quelli che a Siena non vogliono bene, e soprattutto il discrimine è legato a un altro fatto: alla verità, e purtroppo qualche volta, non dico sempre, non dico nemmeno spesso, ma la verità urla più di tanta canea urlante che continua a offendere la nostra città. E la verità è una struttura magnifica, con cui abbiamo una convenzione, dei professionisti estremamente capaci, delle associazioni di cavallai molto amorevoli nei confronti degli animali.

Noi abbiamo deciso dal 2000 di non prendere più i purosangue, il motivo è molto semplice: abbiamo cercato di selezionare dei soggetti mezzosangue anglo-arabi che avessero le caratteristiche morfologiche, di altezza al garrese, di misure che fossero adatti non solo per vincere il Palio ma anche per avere una resa, anche dal punto di vista della salute, assolutamete equilibrata.

luigi_de_mossi_sindaco_siena_conferenza_23_ottobre_2018_97I cavalli sono fatti per correre, purtroppo quello che è successo è un dispiacere per tutta la città. Per tutta la città, perchè l'altra sera se qualcuno si fosse degnato di essere qui al Ceppo come c'era primo cittadino subito dopo, avrebbe visto che i contradaioli della Giraffa erano dispiaciutissimi di quello che era successo.

Per cui, di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di pubblicità? Stiamo parlando di un Carosello? Solo per andare nelle televisioni nazionali, solo per andare su delle testate nazionali ed avere una visibilità che altrimenti nessuna altra manifestazione gli può dare.

Se questo è l'obiettivo, bene, ci sono riusciti. Ma non pensino di venire ad aggredire la nostra città. La nostra città è una città compatta, i nostri cittadini sanno perfettamente quello che è stato fatto. Alla clinica vengono fatte le analisi, vengono fatte le radiografie, esiste una convenzione con il Consorzio che ha messo a disposizione un'autoambulanza veterinaria per portare i soggetti, purtroppo quando succede qualcosa, nella clinica.

Il soggetto (riferendosi al cavallo della Giraffa Raol, ndr) è stato prontamente soccorso: è entrata un'autoambulanza in piazza con 30mila persone che erano lì tutte intorno nei tempi tecnici necessari, è stato portato qui assolutamente con velocità. E' dispiaciuto moltissimo, ripeto, c'erano tanti contradaioli della Giraffa che potevano benissimo continuare a guardare la nostra Festa e sono venuti qui! E questo è segno di amore, non certo di cattiveria. Non è che c'è stato un disinterese. Il priore Lombardini mi ha chiamato tre volte per sapere come stavano le cose e anche ieri ci siamo sentiti più volte ed era costernato di questo fatto. Ma non solo il priore Lombardini, tutti i priori!

Quindi, signori miei, quando si parla di Siena, o vi documentate - non sto parlando dei presenti - oppure è meglio che taciate. Perchè dare informazioni sbagliate su una Festa che ha radici profondissime nella nostra cultura, che non è una sagra paesana - con tutto il rispetto per altre manifestazioni - significa non comprendere nulla di quello che è una tradizione secolare. Significa anche confondere il grano con loglio e noi siamo il grano.

Noi abbiamo preso delle iniziative. La famosa circolare Martini copia le nostre iniziative. Noi con vent'anni di anticipo abbiamo dettato delle regole che oggi vengono seguite dai Governi, qualunque Governo. Il che significa che l'attenzione che abbiamo dimostrato nei confronti dei nostri amatissimi cavalli è un'attenzione che ha meritato il rispetto e soprattutto è stata seguita anche dal Governo. Per cui questa storia ognuno è libero di interpretarla come vuole.

Un'altra cosa. Offendere la città di Siena da ora in avanti comporterà delle responsabilità di vario genere e specie con cui mi confronterò con l'ufficio legale del Comune.

Non è tollerabile che persone che non sanno nulla, che non hanno mai visto questa manifestazione dal vero, che non si rendono conto dell'attenzione che c'è nelle stalle e da parte dei veterinari, da parte di questa clinica, che ringrazio per la disponibilità che ci sta dando stamani perchè siamo venuti a fare questa ''incursione'', significa non conoscere nulla delle nostre tradizioni.

E la tradizione e la cultura dovrebbero essere un elemento fondamentale anche per chi dice di voler tutelare la salute degli animali, perchè senza la cultura, la tradizione e la storia non si può nemmeno parlare di quello che è stato un percorso legato al Protocollo, legato ad una visione della realtà assolutamente volta alla tutela degli animali.

Abbiamo il pensionato in cui diversi soggetti vengono ricoverati o a fine carriera o quando l'infortunio, pur rimanendo ovviamente in salute, non sono più adatti alla Carriera. Abbiamo il pensionato di Radicondoli. Molti soggetti sono stati comprati, anche negli anni precedenti a questa Amministrazione, da parte dell'Amministrazione comunale che li ha ricoverati lì.

Se questo significa voler male agli animali allora non vi è possibilità alcuna di far fare alcuna manifestazione sportiva. Perchè noi siamo più avanti degli altri, noi tuteliamo i nostri animali molto di più degli altri e soprattutto io sono qui per dire ora basta, avete avuto la vostra pubblicità, ora basta. Non potete offendere Siena, non potete offendere la nostra città, non potete offendere la nostra cultura. E' l'ora di farla finita!"

luigi_de_mossi_sindaco_siena_conferenza_23_ottobre_2018_106A livello governativo ha avuto qualche contatto, ha avuto qualche indicazione?
"Ho avuto molti messaggi di solidarietà da parte del Governo, da parte di vari soggetti, però non la voglio mettere sul piano politico. Qui siamo al di fuori. Siamo andati oltre. Qui c'è uno scrimine, un crinale in cui si vuole bene a Siena o non si vuole bene a Siena? Uno può pensare tutto il male possibile in termini politici dell'Amministrazione comunale che io rappresento in questo caso, ma oggi qui c'è da fare un fronte comune e il fronte comune è legato esclusivamente della nostra dignità e della nostra cultura. Quindi ringrazio tutti i politici, e non voglio fare nomi per non differenziare nessuno, ma la verità è che non mi interessa assolutamente l'aspetto politico di questa vicenda. Io sono la discontinuità politica per quanto riguarda le amministrazioni precedenti, ma sono la continuità amministrativa per quanto riguarda il ruolo di sindaco e quindi io devo dire che le amministrazioni precedenti, anche loro ovviamente con gli errori che facciamo tutti, non dico che loro hanno sbagliato, noi abbiamo fatto bene o cose del genere... anche loro hanno cercato la tutela di questa Festa. Se siamo arrivati a questo punto è frutto di una tradizione che è proseguita nel tempo.

Sindaco, lei pensa di andare a parlare con il procuratore? Magari potrebbe essere utile se non in questa fase più avanti?
"Io credo questo: che ognuno debba avere il suo ruolo e sapete mi sono già espresso sui fronteggiamenti, mi sono già espresso su tante cose. Lascio lavorare la Procura. Non voglio fare una battaglia difensiva, questa è una battaglia offensiva - non nei confronti della Procura, sia chiaro fino in fondo, per la quale ho il massimo rispetto - questa è una battaglia offensiva nel senso che non voglio offendere nessuno ma voglio evitare che ci offendano, voglio evitare che persone che non sanno di cosa si parla (se gli dite che cos'è il test Elisa forse pensano sia una cantante americana), non sanno che noi escludiamo qualunque soggetto anche se dimostra di avere una minima percentuale di antidolorifico".

Si sa nel fascicolo cosa c'è scritto?
"Non ne ho la più pallida idea. Come sapete c'è il segreto istruttorio e io personalmente, a maggior ragione con il mio ruolo, non intendo assolutamente con un'azione di questo genere. Io credo che, mi sbaglierò, scusatemi ma io di professione faccio l'avvocato penalista, credo che utilizzando le disposizioni di attuazione del Codice penale penso che ci siano degli ampi margini per valutare in un certo modo questa azione. Ma non è di mia competenza. Io difendo la città stamattina, le azioni penali lasciamole fare a chi ha l'obbligo di farle".

Difende la città sindaco pero' oggi come vent'anni fa il Palio di Siena si trova ad affrontare una situazione che è veramente un assedio. Si cerca di scongiurare questo pericolo, c'è la speranza di poterlo scongiurare?
"Intanto venti anni fa non c'erano tutti i social che ci sono oggi, questo è il primo dato. Credo che l'amministrazione comunale, ripeto, abbia fatto tutto il possibile, non solo questa. Ma in vent'anni noi... Fate un'analisi statistica di come sono andati i Palii. Pensate che solo in questa annata paliesca hanno corso sul tufo più di cento cavalli. Va bene, ci dispiace molto che uno si sia fatto male, ma se vi ricordate quello che succedeva vent'anni fa significa che l'attenzione nei confronti dei soggetti che entrano nell'anello di tufo evidentemente c'è stata perchè io credo che ci sia stato un abbassamento percentuale. La vita e la morte sono accidenti della vita, il cavallo è fatto per correre, noi lo tuteliamo, gli vogliamo bene, lo curiamo, ma pensare di non avere mai nessun tipo di problema è un'illusione in qualunque settore della nostra vita, familiare, economico. Questa è una tautologia che io non posso accettare. Ma soprattutto non posso accettare che sulla non conoscenza della nostra cultura ci si facciano pubblicità persone che sarebbe meglio che tacessero.

Il Consorzio ha emanato un comunicato stampa dove invita le persone a non rispondere sui social: lo trova un atteggiamento corretto o un po' anacronistico?
"Questa è una buona domanda. Diciamo questo, io come Amministrazione, come avete visto, non rispondo mai perchè credo che il livello istituzionale, qualunque esso sia, debba avere un atteggiamento di educazione e di del ruolo, non della persona, perchè si sta parlando di ruoli molto importanti. Mi viene in mente una vecchia frase di Oscar Wilde che diceva: non discutere mai con... la gente potrebbe non accorgersi della differenza. Credo che il Consorzio abbia sostanzialmente voluto dare questo tipo di messaggio. Secondo me è un messaggio corretto perchè noi cittadini senesi non ci dobbiamo abbassare a queste polemiche perchè soprattutto, cercare di spiegare a persone che non hanno voglia di approfondire, non hanno voglia di capire che cos'è Siena, la sua cultura, è tempo perso. Poi, sui vari comportamenti, sto facendo fare una raccolta, ma le risposte secondo me saranno diverse, almeno da parte del Comune ma certamente anche da parte del Consorzio con cui abbiamo unità d'intenti.

Come senesi, come contradaioli, ci sentiamo offesi, sentiamo offesa Siena con la sua civiltà, con i suoi mille anni di storia e di cultura. E' pensabile fare qualche azione legale eclatante, come ad esempio una class action, come un costituirsi tutti parte civile e sentirsi tutti offesi, calunniati e anche minacciati. Perchè questa è una campagna di odio anche personale contro i senesi, contro le persone, contro una comunità. Ora non voglio dire contro un'etnia ma contro un'etnia culturale forse sì.
"La class action credo che tecnicamente non sia possibile, non l'ho approfondito. La mia Amministrazione la indirizzo, ma non voglio indirizzare le persone. Avete visto anche, se mi permettete una piccola chiosa, che con me la libertà di espressione è assolutamente garantita a tutti i livelli sempre, perchè credo che la stampa abbia proprio l'obbligo di rilevare le manchevolezze e le lacune che sempre ci sono in qualunque Amministrazione e sicuramente ce n'è nella mia. Che poi i cittadini faranno le loro scelte individuali che io non mi posso permettere... perchè questa è un'amministrazione democratica, questa è un'amministrazione che non si permette di dire ai cittadini quello che devono o non devono fare. Mi piacerebbe certo che anche i cittadini fossero tutti insieme con l'amministrazione comunale contro questo tipo di accuse assolutamente gratuite. A quel punto si puo' costituirsi parte civile e gestire da un punto di vista processuale questa vicenda. Ma non è di questo che sto parlando perchè già questo mi pare quasi uno schema difensivo. Io sto parlando che queste persone non si devono permettere di usari questi toni nei confronti della nostra città. Questo è il punto, e anche i politici locali, e ringrazio tutti quelli che hanno aderito alla difesa della città, ma quelli che non hanno o non vogliono aderire alla difesa della città si devono rendere conto che fanno il male della città a prescindere che io gli possa essere simpatico oppure no. In questo momento siamo oltre. Io in Consiglio comunale ho chiesto a tutti di collaborare per questo Palio Straordinario, andate a sentirvi le registrazioni ma certamente lo sapete, perchè il Palio supere gli aspetti politici.

CLINICA VETERINARIA DEL CEPPO

Il Comune di Siena ha sempre mostrato una particolare sensibilità per la tutela dei cavalli impegnati per correre il Palio. Grande attenzione è stata quindi posta non solo per limitare il numero degli incidenti, ma anche per minimizzarne le conseguenze e consentire il pieno recupero dei cavalli infortunati. Al pari di ogni atleta il cavallo può essere infatti soggetto a traumi che possono essere risolti anche attraverso un pronto e qualificato intervento.
E’ così che fin dal lontano 1993 il Comune di Siena ha in essere una convenzione con la clinica veterinaria “Il Ceppo” che originariamente si trovava in località “S. Piero in Barca”. Successivamente la sede della Clinica si è spostata nel Comune di Monteriggioni, alle porte di Siena; la clinica si è dotata nel tempo delle più moderne attrezzature diagnostiche e naturalmente di una funzionale sala operatoria.
La Clinica Veterinaria “Il Ceppo” è tuttora la struttura di riferimento dell’Amministrazione comunale, velocemente raggiungibile da Piazza del Campo per ospitare i cavalli che necessitano di cure durante i giorni del Palio. Nel caso di infortunio il cavallo viene immediatamente trasferito presso la struttura veterinaria dove viene sottoposto ad approfondimenti diagnostici quali radiografie, ecografie, endoscopie, analisi del sangue e se indispensabile ad intervento chirurgico ed alle successive terapie post-operatorie. La struttura è a disposizione del Comune di Siena non solo durante i giorni del Palio ma anche in occasione delle corse organizzate in provincia durante l’anno alle quali partecipano i cavalli iscritti al Protocollo.

PENSIONARIO
Con una convenzione stipulata nel 1991 tra il Comune di Siena e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il Corpo Forestale dello Stato si occupa dei cavalli del Palio di Siena che giungono al termine della loro carriera o che hanno subito un infortunio e non possono partecipare a corse. Gli animali vengono adottati e ospitati per tutta la durata della loro vita a Radicondoli, un paesino nella campagna senese, presso un pensionato del Corpo dove trovano una struttura che li accoglie, un veterinario e tutte le attenzioni.
Alcuni di questi cavalli sono diventate poi fattrici.
I cavalli infortunati diventano in alcuni casi proprietà del Comune e vengono ospitati al pensionario.

Ambulanza per il trasporto dei cavalli

Siena grazie ad una Convenzione tra il Comune ed il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena ha introdotto una ambulanza destinata al trasporto dei cavalli in occasione dei lavori e delle corse di addestramento, delle Prove e dei Palii. Il tutto nell’ottica di garantire un’ulteriore tutela del benessere dei cavalli. L’ambulanza veterinaria, dotata di adeguate strutture per il pronto intervento e adibita al trasporto cavalli, è di proprietà del Consorzio di Tutela del Palio di Siena.
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•PICCINI: "PALIO DEL 20 OTTOBRE, ANNULLATO UN LAVORO DI ANNI"

Messaggio  jabru il Mer Ott 24, 2018 8:33 pm

"Bisogna aprire una discussione vera, senza propaganda politica"



Con il Palio del 20 ottobre abbiamo, in 50 minuti, annullato un lavoro di anni che le amministrazioni comunali precedenti, i dirigenti di contrada, i popoli hanno messo in campo per far divenire la festa un momento culturale, riconosciuto a livello mondiale, ed elevarlo a evento organizzato e sicuro. Al punto da riuscire anche a prevedere e ad anticipare i pericoli che il Palio poteva correre per via della contemporaneità. Ora è il momento di riflettere, e di discutere, sui motivi di una cattiva gestione da parte dell’amministrazione comunale, senza chiusure, riuscendo a comprendere che, ad esempio, il video della corsa, in alcuni social, è stato visto da centinaia di migliaia di persone. Dire “chi non è di Siena non può capire”, non può essere una risposta alla complessità della comunicazione di questa era. Non ci si può aprire al mondo, facendo del Palio una vetrina, senza sapere come gestire le inevitabili reazioni. De Mossi ha inteso usare il Palio come affermazione personale di prestigio e di potenza, ottenendo un parziale consenso tra le contrade e ora fa i conti con ciò che ha seminato. Qualcosa non è andato per il verso giusto! È semplice prendere la direzione di quello che alla gente piace, occultando l’assenza di programmi o di visione con una chiusura nella tradizioni, in forma ideologizzata. Ma è questo il modo di governare? Sento e leggo commenti nei quali c’è soddisfazione o insoddisfazione per come è finito il Palio straordinario. Ognuno tende a leggere le vicende in base alla propria individuale appartenenza. Tuttavia non possiamo rimanere fermi nella nostra piccola patria: dobbiamo sforzarci di vedere l’insieme di relazioni, di sentimenti, di fatti, di storie di tutte le diciassette Contrade e dei diciassette popoli. Non è il momento di dividerci e non è l'ora di tacere su quello che è successo, per il bene del Palio e per il bene di Siena. Bisogna aprire una discussione vera, senza farne un fatto di propaganda politica. Su questo punto siamo disponibili, a patto che il sindaco e la giunta assumano un atteggiamento diverso.

Pierluigi Piccini da OKSiena
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DE MOSSI: "PRONTI AD AZIONI LEGALI PER TUTELARE LA NOSTRA TRADIZIONE"

Messaggio  jabru il Mer Ott 24, 2018 8:34 pm

"Quando si parla di Siena o vi documentate oppure è meglio tacere"



Queste le parole del Sindaco Luigi De Mossi, alla conferenza stampa di stamani alla clinica "Il Ceppo" sulle polemiche e gli attacchi mediatici al Palio di Siena: "Tutte le amministrazioni comunali, anche quelle precedenti e la città di Siena, non hanno bisogno di giustificarsi. Non permetto a nessuno, tantomeno a persone che non conoscono la nostra cultura, che non hanno mai visto il Palio dal vivo, la nostra tradizione e la nostra festa, di dare giudizi senza prima documentarsi, solo allo scopo di farsi pubblicità. Siena è leader mondiale per la prevenzione dei cavalli, soggetti amati da tutti i cittadini di questa città. Siamo qui alla clinica Il Ceppo proprio per dimostrare quello che facciamo abitualmente: una struttura magnifica, attrezzatissima e all’avanguardia, che ci permette di tutelare tutta la nostra festa. Lo voglio spiegare a tutti quelli che non si sono presi la briga di valutare quello che fa Siena per i cavalli. Oggi qui c’è un discrimine, quelli che vogliono bene a Siena e quelli che non li vogliono bene, ma il discrimine è legato alla verità che urla più di tanta canea urlante che infanga la nostra città. Quando si parla di Siena o vi documentate oppure è meglio tacere, perché dare delle informazioni sbagliate di una festa che ha radici profondissime della nostra cultura, che con tutto il rispetto non è una sagra paesana, significa non comprendere nulla di quello che è una tradizione secolare. Siamo pronti a tutelarci in ogni sede contro tutti quelli che infangano la nostra città. Basta è l’ora di farla finita."

L.C. da OKSiena
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•IN DIFESA E IN ATTACCO DEL PALIO: SELVAGGIA LUCARELLI VS ASSOCIAZIONI ANIMALI

Messaggio  jabru il Mer Ott 24, 2018 8:37 pm

Perché non saranno gli animalisti a farmi cambiare idea sul Palio di Siena:

Partiamo col dire che l’edizione del palio di Siena a cui ho assistito sabato pomeriggio è stata particolarmente serena: un solo fantino rimasto in sella, uno svenuto (ma sano), uno ferito (ma salvo) un volontario ferito (salvo anche lui), Raol, il povero cavalo della Giraffa, abbattuto dopo una brutta caduta e la vittoria della Tartuca con il cavallo scosso. Ci mancava solo che un Airbus in avaria si abbattesse su Piazza del Campo.
Tutto ciò ha provocato l’ira funesta degli animalisti, i quali chiedono l’abolizione della manifestazione, protestano con la Rai che ha trasmesso la diretta e così via. Non solo, siccome anche io ero lì e mi sono permessa di postare delle foto e scrivere che stavo assistendo a qualcosa di incredibile, ora mi ritrovo gli animalisti che insultano me e i miei avi fino al capostipite e mi augurano di reincarnarmi in biada per cavalli. Per carità, comprendo il dispiacere e pure l’assunto di partenza degli animalisti, ci sono però due cose di cui gli animalisti non tengono conto: la prima è che l’abolizione del palio di Siena è probabile quanto la conversione all’omosessualità di Silvio Berlusconi.

La seconda è che la morte del cavallo dispiace più ai senesi che a loro, faccenda che è un controsenso solo per chi non conosce la storia del Palio e non si è mai immerso nella realtà che lo circonda. Il senese ha una tale venerazione per i cavalli che quelli che corrono vengono benedetti direttamente in Chiesa e se non ci fosse quel particolare che di tanto in tanto nitriscono rumorosamente, probabilmente il prete gli farebbe pure celebrare messa. Basta parlare con un qualunque contradaiolo per sentirsi dire che a Siena del fantino non frega nulla a nessuno perché è un mercenario, ma il cavallo è sacro. Il cavallo, nei quattro giorni precedenti la gara, ha un assistente come Valeria Marini che dorme con lui anche la notte, roba che immaginate la povera moglie del Barbaresco: “Tuo marito dov’è?”. “E’ fuori per qualche giorno”. “Dorme fuori con l’azienda?”. “No, dorme con un cavallo”.

Il cavallo, a Siena, è amato, venerato, celebrato. E sabato sera, in tanti piangevano per Raoul. Perché qui i cavalli non fanno parte di un gioco. Fanno parte del loro dna. Così come il palio non è qualcosa che succede due volte l’anno. Il palio è 365 giorni l’anno. “Così come il palio non è morte, è vita”, dicono a Siena, senza neppure troppa voglia di giustificarsi con quelli “di fuori”, perché loro lo sanno bene che oltre la cinta muraria, tutto questo pare una sorta di Black Mirror medievale, una follia collettiva tale che uno si domanda cosa ci mettano dentro la ribollita, ‘sti senesi.
E me lo sono domandata anche io, nei due giorni trascorsi a Siena trascinata con entusiasmo tra prove, benedizioni, cene di contrada e un affaccio privilegiato dalle finestre del comune. Perché di cose incredibili ne ho sentite parecchie, e più ascoltavo i racconti dei contradaioli, più mi pareva di essere in un luogo senza tempo, con regole che valgono solo lì e domande che è meglio fa morire in gola. Per dire, uno di loro mi ha spiegato che quando c’è il palio le classi sociali non esistono. “Mi è capitato di partecipare a qualche scazzottata tra contrade e accanto a me si tiravano su le maniche della camicia notai, avvocati e operai, l’uno accanto all’altro. A me, per dire, m’ha picchiato il mio dentista!”. E le forze dell’ordine, a quanto pare, aspettano 5 minuti prima di intervenire, come in una sorte di fulminea notte del giudizio in cui gli animi si lasciano sfogare. “Prima però ci togliamo anelli e orologi, non si va per farsi troppo male”.

Qualcuno racconta che la rivalità tra contrade è tale che pure a vedere il Siena calcio in trasferta ci si va in 17 autobus, uno per contrada. “Una volta sono stato a vedere la partita fuori casa, durante un tafferuglio sono caduto e me le ha date mica uno della squadra avversaria, ma uno dell’Onda!”, se la ride un contradaiolo della Torre. Ma lo racconta senza rancore, come se tutto questo fosse ineluttabile. E lo è, perché la vita di contrada entra nel sangue, nessuno se la leva di dosso. “L’attaccamento al Palio è bellissimo da bambini, da adolescenti e da anziani perché appassiona e riempie la vita, ma a 20 anni ti tiene imbrigliato alla città, un sacco di ragazzi non se ne vanno da Siena perché fuori hanno nostalgia della vita da contrada”, mi spiega chi da qui non si è mosso mai. Ma di cose assurde, in tempo di Palio, ce ne sono per così. In Italia, per dire, è possibile scommettere su qualunque boiata, dal risultato di Juve- Milan a quanti capelli sono rimasti in testa al principe Harry, ma esiste una LEGGE che vieta alla Sisal di fare scommesse sul Palio.

Qui un posto-finestra sulla piazza, il giorno del Palio, costa quanto un post a pagamento della Ferragni. Qui al fantino nei giorni prima della gara si ritira il cellulare come se stesse andando in seminario.
Qui se sei dell’Oca vuoi vincere, sì, ma più di tutto vuoi fare perdere la Torre. Qui un fantino, per una singola vittoria, pur intascare 200 000 euro, e anche molto di più. Qui quando c’è il Palio cambia la viabilità in città e l’ordine pubblico diventa un concetto elastico.
Qui se sei un turista e ti vedono fare una foto a un cavallo ferito puoi finire al macello al posto del cavallo.
Qui gli animalisti che sbraitano a migliaia sul web, in città si sono avvicinati mezza volta, perché sanno bene che toccare il palio a un senese è come toccare la Boschi a Renzi. E alla fine tengono all’incolumità dei cavalli ma sotto sotto un po’ più alla loro.
Qui se succede qualcosa a un cavallo, attorno all’accaduto si crea una cortina di ferro che manco in Birmania attorno alla questione Rohingya.

Sabato per dire, prima della brutta notizia, sulle sorti del cavallo Raol giravano le ipotesi più svariate: è vivo, è morto, è morto e risorto, è il piatto del giorno all’osteria del centro, è stato scritturato per uno spaghetti western che girano a Poggibonsi, se l’è comprato Putin per la prossima foto in sella a petto nudo, gli sono spuntate su due ali ed è volato via verso la Val D’Orcia come Pegaso. Poi la verità è venuta fuori e nei quartieri di tante contrade, sabato sera, c’era un silenzio spettrale.
Sui siti sono rimbalzate le immagini del cavallo ferito, la polemica ha ricominciato a galoppare veloce, come i cavalli a un passo dal traguardo, dopo la curva del Casato. Ma il Palio- e su questo non ho alcun dubbio- nessuno lo fermerà. Perché è uno spettacolo suggestivo e sovrumano, in cui ad ogni galoppo ci si sente nel 1600. E anche un po’ parte di qualcosa. Di folle, forse, e di spietato, come la storia. “Siete attenti all’orrore di un attimo e non a un amore che dura da secoli. Condannateci pure a morte, ma sappiate che moriremo a cavallo”. Lo ha scritto ieri un’allevatrice senese. Folle, appassionata, infervorata. Come il Palio. Come i senesi.

Selvaggia Lucarelli (Da Il Fatto)

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“Rivoluzione Animalista chiede alle istituzioni preposte di archiviare il Palio di Siena, una manifestazione diventata una vera e propria carneficina di cavalli. Dal 2000 sono addirittura otto i puledri che hanno perso la vita a Piazza del campo, in ultimo il povero Raol, su cui la magistratura ha aperto pure una inchiesta. Un episodio di cronaca che la dice lunga sulla pericolosità di questa kermesse, che appare ogni anno feroce e violenta. Da una parte, dunque, sollecitiamo le autorità a fare chiarezza sulle dinamiche, legate alla morte del cavallo senese, dall'altra ci auguriamo che le stesse autorità si mettano una mano sulla coscienza e cancellino definitivamente il Palio di Siena”.

Così, in una nota, il segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

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Sono 51 i cavalli morti dal 1975 ad oggi, accertati a causa del Palio di Siena. Questa la denuncia della Lav, la Lega Antivivisezione che torna a fare senitire la proptria voce a seguito della recente morte del cavallo Raol, vittima del Palio Straordinario del 20 ottobre scorso. “Un Palio tanto straordinario, quanto violento – afferma la LAV – Non basta dispiacersi a parole o trincerarsi dietro un fantomatico amore per i cavalli che, nei fatti, sembra contraddetto dal bollettino di guerra di 51 cavalli morti a causa del Palio dal 1975 ad oggi”. “Chiediamo – prosegue LAV - al neo Presidente della Rai Marcello Foa di rendere pubblico l’accordo, nella sua presumibile entità economica, per le due dirette televisive e per questo terzo Palio straordinario organizzato in diretta su Raidue per celebrare la fine della Grande Guerra. Evidentemente nel 2018 i cavalli sono ancora in guerra, fino alla morte. Di certo senza il benestare di tanti cittadini e telespettatori indignati per uno spettacolo che ha mandato a morte o ha contribuito a mandare a morte così tanti cavalli.”

Intervista a Nadia Zurlo della Lega Anrti-vivisezione. (NADIA ZURLO)


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Per Siena, mozione anti animalisti: “Palio diventi bene immateriale”

Messaggio  jabru il Mer Ott 24, 2018 8:39 pm

Attraverso il riconoscimento del Mibact
Il Palio deve ottenere il riconoscimento di Bene culturale immateriale dal Ministero dei Beni artistici, culturali, architettonici. Lo richiede a gran forza il movimento Per Siena, che già aveva inserito la proposta nel proprio programma elettorale, e ora rincara la dose presentando una mozione, con questo proposito, in Consiglio comunale. Una condizione giudicata ineludibile, se si vogliono sconfiggere i denigratori del Palio, animalisti in testa.

“La chiusura a riccio non serve, e ancora meno ignorare i social mentre assistiamo a un massacro mediatico”, osserva Pierluigi Piccini, capogruppo in Consiglio del movimento. E ancora meno servono le minacce di querele. Contro chi, poi, centinaia di migliaia di blogger, esponenti di associazioni o gli incitatori all’odio nel web? “La modernità non si combatte chiudendo le porte della città – aggiunge Piccini – ma utilizzando le armi delle tutele normative, dei riconoscimenti internazionali, da cui debbono discendere una strategia di comunicazione, un’analisi approfondita sui contenuti storici, sociali, antropologici, chiedendo aiuto all’Università senese. Solo un lavoro costante e continuo, un città finalmente attiva e non in passiva attesa delle telecamere Rai, può smontare qualsiasi polemica in via preventiva. Certo, correre fuori stagione comporta la possibilità, come è stato, di scegliere solo in un lotto in prevalenza di esordienti. Si tratta di un azzardo che nessuna amministrazione dovrebbe compiere. Ma è inutile recriminare sugli errori madornali e i secondi fini che hanno innescato una difficile situazione. Allo stesso modo, è ridicolo reagire dicendo che tutto il resto del mondo non capisce, e affermare in modo autoreferenziale il presunto valore della Festa. In realtà ci sarebbero tutte le condizioni per porre la nostra “civiltà” al centro di un processo identitario non chiuso su se stesso, ma aperto al mondo. Serve, però, un lavoro culturale che non può essere sminuito e ridotto ad una sterile competizione fra chi ama di più i cavalli. Nella mozione del gruppo consiliare Per Siena si chiede, chiaramente l’impegno del sindaco e della giunta non solo “ad attivarsi affinché il Palio venga identificato come Bene culturale immateriale con il riconoscimento del Mibac”.

Ma anche a definire “una o più convenzioni per lo sviluppo di progetti e iniziative culturali legati al Palio con l’impegno di coinvolgere le Contrade e le istituzioni preposte al controllo e alla tutela”.
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