Palio 2 luglio 2018

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il 26 giugno la presentazione del drappellone

Messaggio  jabru il Mer Giu 20, 2018 7:16 pm

Con il "cencio" di Giannelli sarà presentato anche il masgalano di Damiani

SIENA. Martedì prossimo, 26 giugno, alle ore 19 nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico sarà svelato il drappellone realizzato dall’artista senese Emilio Giannelli per il prossimo Palio del 2 luglio.

Dopo l’intervento del sindaco, ad illustrare l’opera sarà la storica dell’arte Laura Bonelli, e a seguire Matteo Fontani, storico dell’arte, presenterà il Masgalano.

Il premio che verrà dato alla migliore Comparsa che si sarà distinta per eleganza, dignità di portamento e coordinazione durante la sfilata del Corteo Storico delle due Carriere 2018 è stato realizzato da Alessandra Damiani e offerto dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato nella ricorrenza del 50° anniversario della fondazione.

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AD UNA SETTIMANA DALLA TRATTA CON IL DUBBIO: LOTTO ALTO O BASSO?

Messaggio  jabru il Ven Giu 22, 2018 8:12 pm





Con l’inizio delle previsite previsto per domani, il Palio di Provenzano comincia finalmente ad entrare nel vivo, e la tre gironi di controlli veterinari al Ceppo sarà, per dirigenti ed appassionati, un momento importante per poter verificare lo stato di condizione dei cavalli più attesi. Con l’avvicinarsi della tratta inoltre, le chiacchiere sulla composizione del lotto che sarà composto dai capitani il 29 giugno si susseguono con grande intensità. Sin dal momento dell’estrazione delle contrade, l’ ipotesi di un lotto omogeneo ma senza la presenza dei bomboloni sembrerebbe quella più accreditata, vista anche la presenza di ben tre coppie di rivali, anche se i capitani nelle loro recenti interviste alla stampa hanno cercato di smentire tale teoria lasciando aperto qualche spiraglio ai big. Se da qui a venerdì prossimo le voci più insistenti saranno confermate, e se le visite del Ceppo non forniranno sorprese inaspettate, si potrebbe andare così verso un lotto formato per lo più da cavalli esperti ed affidabili, anche se mai vincitori come, ad esempio, Quasimodo di Gallura, Rocco Ro, Renalzos e Solu Tue Due, ai quali potrebbero aggiungersi barberi già visti in Piazza che nei loro precedenti Palii non hanno entusiasmato, ma che in questa primavera di addestramenti sono apparsi decisamente maturati, e che potrebbero pertanto avere un’altra chance (Su Re, Smeraldo Nulese, Querida de Marchesana). Per ciò che riguarda i debuttanti che, con qualsiasi lotto, non dovrebbero mai superare le 2/3 unità, saranno come sempre decisive prove di addestramento mattutine e batterie; i più osservati saranno senz’altro Tale e Quale, Resolza, Rombo de Sedini, Reo Confesso, Queen Winner, soggetti già da tempo nei taccuini dei capitani.

Un discorso a parte va infine fatto per i due cavalli di Scompiglio, Phatos de Ozieri e Quore de Sedini, che pur avendo un’esperienza minima di Palio (e Quore nemmeno quella), hanno mostrato tutte le loro qualità, tanto da essere già paragonati ai bomboloni, e la cui presenza per la tratta, al momento incerta, come ammesso dallo stesso Bartoletti, potrebbe scombussolare i piani dei capitani sulle scelte da fare.

Davide Donnini da OKSiena
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Domani seconda giornata al Ceppo

Messaggio  jabru il Ven Giu 22, 2018 8:24 pm

122 i cavalli iscritti alle previsite, lunedì i nomi di quelli presenti alle prove di notte
Palio del 2 luglio sempre più vicino e questa mattina sono iniziate le previsite alla clinica veterinaria il Ceppo. Primo giorno per i 122 cavalli iscritti. Il via questa mattina dalle 6 fino alle 12, per poi riprendere dalle 17 alle 20. Una partenza con alcuni tra i cavalli più conosciuti come Sarbana e Oppio, ma anche tanti nomi nuovi che potrebbero essere delle novità da inserire nel lotto dei 10.
Le previsite proseguiranno domani con una mattinata ricca di nomi conosciuti: Porto Alabe, Renalzos, Polonski, Solu tue due, Phatos de ozieri, Cuore de sedini, questi alcuni dei nomi dei cavalli che domani saranno al Ceppo. Le ultime previsite poi si svolgeranno nella mattinata di domenica 24.
Per sapere quali cavalli saranno ammessi alle prove di notte dovremo aspettare lunedì 25, martedì 26 verrà invece presentato il drappellone di Emilio Giannelli per entrare definitivemente nel vivo della prossima carriera del 2 luglio.
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estratte le bandiere in Provenzano. La Chiocciola sogna

Messaggio  jabru il Sab Giu 23, 2018 9:33 pm

Abbraccia tutti i ‘suoi’ ragazzi, don Enrico Grassini. Li ha chiamati in Provenzano, ieri alle 17, perché inizia la Novena della Madonna custodita nella basilica a cui è dedicato il palio di luglio. “Grazie agli addetti ai piccoli che vi hanno portato qui perché le tradizioni si conservano se sappiamo il motivo per cui si fanno», spiega quando la chiesa si è riempita di colori e di fazzoletti più grandi delle spalle su cui poggiano.

Il rito è semplice: sono quelle manine a tirare su le ghiandine che determinano la disposizione delle bandiere delle 17 Contrade. E allora via, ecco l’ordine in cui i piccoli le tirano fuori: Nicchio, Drago, Chiocciola, Aquila, Onda, Bruco, Selva, Lupa, Valdimontone, Giraffa, Tartuca, Civetta, Torre, Leocorno, Istrice, Pantera ed Oca.

I ricorsi statistici? Analizzando la posizione in cui si trovavano le bandiere quando la Contrada a vinto, dal 1994 ad oggi emerge che il maggior numero di ricorsi fortunati riguarda la Chiocciola. Si trova al terzo posto dove hanno trionfato l’Oca nel 1998, il Drago nel 2014 e la Lupa nel 2016.

Ma non è l’unico dato favorevole. Perché l’Istrice, per esempio, si trova dove vinse nel 1995 l’Onda e nel 2015 la Torre. E ancora. Il Nicchio è accanto alla Madonna: era in tale posizione la bandiera di Camollia nel 2000 quando ruppe il lungo digiuno. Ma anche la Lupa, all’ottavo posto, si trova dove trionfò nel 2001 il Leocorno. Ricorso favorevole per il Valdimontone che è ‘portiera’, come l’Oca nel 1999.
Il 2 luglio, al calar della sera, sapremo se i corsi e ricorsi storici avranno trovato riscontro.

di LAURA VALDESIda La Nazione
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Palio, estratte le bandiere in Provenzano

Messaggio  jabru il Sab Giu 23, 2018 9:36 pm





22.06.2018 - 23:15


E’ iniziata oggi, 22 giugno 2018, la prima fase del rito del Palio del 2 luglio, che si corre in onore della Madonna di Provenzano.
Proprio nell’insigne Collegiata, in cui si venera la sacra immagine di Maria advocata nostra, come ogni anno, i 'cittini' delle contrade si sono ritrovati per estrarre l’ordine delle 17 bandiere che adorneranno la chiesa fino al giorno della carriera.
E' stato Don Enrico Grassini, parroco di Provenzano, ad accogliere i bambini spiegando loro, come già lo scorso anno, che si trovavano nella casa "della mamma", di Maria, in onore della quale avviene la corsa del Palio, richiamando più volte il senso profondamente religioso della festa.

Procedendo all'estrazione, l'ordine ha visto Nicchio (subito alla destra della Madonna), Drago, Chiocciola, Aquila, Onda, Bruco, Selva, Lupa, Montone (sopra il portone), Giraffa, Tartuca, Civetta, Torre, Leocorno, Istrice, Pantera e Oca (alla sinistra della Madonna.

Con parole semplici, adatte ai piccoli, don Enrico ha raccontato ai giovanissimi contradaioli la storia della Madonna di Provenzano, il suo oltraggio subito ad opera di un soldato forse ubriaco, deluso dalla perdita al gioco di scommesse, che "commise una brutta azione" sparando a Maria, immagine della Pietà, che portava in braccio il corpo del Signore morto.
La Madonna, ferita al cuore da un proiettile e dalla cattiveria umana, rappresenta tutti i dolori della nostra città, i tempi tristi della nostra storia, segnati dalla guerra e dalla decadenza di Siena che, all’epoca, aveva perso la sua grandezza gloriosa, la sua indipendenza. Ma proprio da questa Madonna ferita i "buoni senesi" ripartirono per ricostruire la loro storia. Non risposero alla violenza con la violenza, ma con il bene. L’immagine in terracotta fu restaurata, onorata, l’ immagine rappresenta l’amore dei senesi per la madre celeste, per lei si corre il Palio il 2 luglio, nel giorno della sua solenne celebrazione. E la sera precedente al Palio, ha detto don Enrico ai bambini, invitandoli a partecipare, quando il drappellone viene portato in Provenzano dal popolo e dalle autorità cittadine, con gesto emozionante, i vigili urbani lo mostrano a Lei, a Maria, titolare della festa. Ancora dalla Madonna di Provenzano si recherà dopo la corsa la contrada vincitrice per cantare Maria mater gratiae, un inno che vuol rendere lode a Maria, dispensatrice di grazia, della grazia che costantemente offre a tutti, alle contrade, alla città.
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94 cavalli alle prove regolamentate, 7 direttamente alla tratta

Messaggio  jabru il Lun Giu 25, 2018 6:58 pm

CAVALLI AMMESSI ALLE PROVE REGOLAMENTATE DEL 27 E 28 GIUGNO

E ALLA TRATTA DEL 29



           CAVALLO – PROPRIETARIO

AMIATA – Augusto Posta
BALZANA – Augusto Posta
BOMBARDINO – Mark Harris Getty
BURIANA DA CLODIA – Michela Gori
LADY SPINA – Stefano Trochei
LAURETTA MIA – Camilla Marzi
OPPIO – Caterina Brandini
OSAMA BIN – Mark Harris Getty
PARLEDI – Giuliano Sampieri
PORTOROSE – Paolo Carmignani
QUANTOVALI – Alessandro Chiti
QUARZUS – Maurizio Pacchi
QUE MASCA – Giampaolo Belardi
QUEBECK SAURO – Alfio Barbagallo
QUEEN WINNER – Sandra Rossi
QUERIDA DE MARCHESANA – Camilla Marzi
QUESTURINO – Alessandro Congiu
QUORE DE SEDINI – Salvatore Panebianco
RADESKI – Filippo Belluco
RAOL – Antonio Francesco Mula
REMOREX – Massimo Columbu
REO CONFESSO – Antonio Vallone
RESOLZA – Luca Veneri
RESTA – Giuseppe Zedde
REXY – Nicola Sandroni
RIO MANIGOS – Maurizio Carboni
ROCCO NICE – Ilaria Vallone
RODRIGO BAIO – Massimo Maria Alessi
ROMBO DE SEDINI – Augusto Posta
ROSEDDU – Marco Sampieri
ROTEGAGIU – Roberto Meniconi
SARBANA – Simone Giraldi
SARULESU ISTEDDAU – Francesco Vilia
SAUZER – Luca Sestini
SAVAGE – Paolo Salvini
SCHIETTA –Anna Maoddi
SENNORESA – Alessio Giannetti
SMERALDO NULESE – Mark Harris Getty
SOLEANDROS – Fabio Fioravanti
SOLERO – Mario Savelli
SORIGHITTU – Simone Pistolesi
STALLINEK – Nicola Tondi
SUNTO –Mario Fracassi
SUPERBA DA CLODIA – Luca Francesconi
TABACCO – Antonio Siri
TADAUMPA – Giuseppe Giovanni Solinas
TALE E QUALE – Osvaldo Costa
TEMPESTA DA CLODIA – Giuliano Sampieri
TERESINA MIA – Gabriele Daga
TERRIBILE DA CLODIA – Mark Harris Getty
TIAGO BAIO – Carmen Tiezzi Magi
TIEPOLO – Alessandro Favilli
TONINA – Elisabetta Ferrini
TORNADA – Bachisio Carta
TORNASOL – Mark Harris Getty
TOTTUGODDU – Camilla Marzi
TOUT BEAU – Tommaso Furielli
TRATTU DE ZAMAGLIA – Fabio Romanelli
TRISTEZZA – Enzo Tansini
TURBILLON – Eugenio Catastini
UCALY – Federico Tarquini
UESESE – Federica Luchetti
UGAR – Alessio Bincoletto
UGO RICOTTA – Paolo Boschi
UIRED – Carlo Sanna
UNA PER TUTTI – Massimo Milani
UNAMORE – Stefano Vanni
UNGARO DE BONORVA – Harry Arthur Louis Westerman
UNGAROS – Giordano Dominici
UNIDOS – Carmen Tiezzi Magi
UNNIGHY – Giuseppe Zedde
URANIO BAIO – Danilo Todde
URBINA BELLA – Mark Harris Getty
URCLA – Paola Corda
URIEL RUSPINA – Maria Sole Cubeddu
URMIA – Mario Savelli
URSELLA – Giuseppe Corrias
UTESSE – Egisto Giuseppe Galeazzi
VANKOOK – Giosuè Carboni
VARINA – Antonio Costantino Buzzi
VEGETA – Dario Colagè
VELOCE – Bastiano Sini
VENERE SAURA – Maria Giovanna Mura
VENTIMIGLIA – Andrea Viani
VERANU – Carlo Sanna
VIDA MIA – Dario Colagè
VIEMMIDIETRO – Massimo Milani
VIKITOR – Mark Harris Getty
VINO SANTO – Vittorio Vannini
VIOLENTA DA CLODIA – Theodore William Thomas Westerman
VIRTU’ SENESI – Andrea Sanna
VIZIOSO – Marco Chiavassa
VOLPINO – Dario Colagè
WINNER EASY – Paolo Saracini
CAVALLI AMMESSI DIRETTAMENTE ALLA TRATTA DEL 29 GIUGNO

           CAVALLO – PROPRIETARIO

PORTO ALABE – Fabrizio Brogi

RAKTOU – Maurizio Farnetani
REMISTIRIO – Elias Mannucci
RENALZOS – Marcello Roti
ROCCO RO – Mario Vannini
S’OTHIERESU – Mark Harris Getty
SOLU TUE DUE – Chiara Falciani
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•CONCLUSE LE PREVISITE, CHI CORRERÀ IL PALIO?

Messaggio  jabru il Lun Giu 25, 2018 7:11 pm



CONCLUSE LE PREVISITE, CHI CORRERÀ IL PALIO?
News inserita il 24-06-2018
C'è attesa per conoscere l'elenco dei barberi che hanno superato i controlli veterinari (fotogallery Gianfranco Bernardo)



Si sono concluse questa mattina le previsite ai cavalli in vista del Palio di luglio. Questi i barberi presenti:

Ore 6.00
SARULESU ISTEDDAU
BOMBARDINO
STALLINEK
SOLERO
SAVAGE

Ore 7.00
QUARZUS
QUANTOVALI
UGOLINA
QUESTURINO
VENERE SAURA

Ore 8.00
URIEL RUSPINA
UANITA
PARLEDI
TEMPESTA DA CLODIA
ROSEDDU

Ore 9.00
RADESKI
UNGAROS
URMIA
TERESINA MIA
UIRED
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Presentato il drappellone di Emilio Giannelli

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:21 pm

Esce dagli schemi dell’arte pittorica più tradizionale. Riconoscibilissimo. Nessuna mediazione

SIENA. Il drappellone per il Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, è stato realizzato da Emilio Giannelli. Un senese che ha saputo far convivere, in parallelo, la professione di avvocato con quella di disegnatore e vignettista, una passione, quest’ultima, che lo accompagna da quando era bambino. Conosciuto e apprezzato a livello nazionale per quella sua vena satirica e profondamente toscana, capace di far sorridere e, soprattutto pensare, grazie a pochi, ma sapienti, tratti di china in grado di fare una sintesi dei fatti politici all’attenzione della stampa, è riuscito a regalare a Siena un drappellone che esce dagli schemi dell’arte pittorica più tradizionale. Riconoscibilissimo. Nessuna mediazione. Emilio Giannelli è, giustamente, rimasto l’artista che l’Italia conosce. Con il suo disegno caricaturale ha creato un vero e proprio omaggio ai suoi concittadini.
Il drappo di seta, abilmente trattato con un fondo che lo fa sembrare un foglio di carta, è stato riempito da centinaia di persone. Ognuna con una propria mimica. Un’espressione. Una smorfia. La gioia, il dolore, il pathos, che i senesi vivono, racchiusi nella conchiglia di piazza del Campo, mentre il Palio si materializza con i suoi tre giri di corsa.
Ogni segmento della sua opera racconta una storia per poi unirsi alle altre. E’ un cocktail di umanità. La signora che sviene per il caldo, o forse per la troppa empatia con i colori della sua contrada. Un accenno di rissa. Forse per una frase o un atteggiamento di troppo fra contradaioli rivali. C’è anche un tentativo di furto. C’è tutto quello che può accadere durante quella manciata di secondi che vede Siena dimenticarsi di tutto per inseguire un sogno. E’ un affresco in bianco e nero. Come nello stile Giannelli, ma non per questo meno emozionante.
Giannelli, avendo spazio da mettere a disposizione della sua infinita creatività, è riuscito a materializzare sulla stoffa le sensazioni, anche attingendo alla tavolozza dei colori per i dieci cavalli che danno vita alla Carriera. Sempre a colori i fantini. Tutti di spalle, così da rappresentare sui loro giubbetti l’araldica contradaiola. Una scelta stilistica diversa e di grande effetto visivo. Una corsa sfrenata su quell’anello di tufo che viene per lo più immaginato, giocando sulla proposizione di una sezione del costruito che delimita la Piazza, e dove primeggia il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia.
La tradizione ritorna sulla parte alta del drappo con l’effige della Madonna di Provenzano, ma anche in questo caso Emilio Giannelli affonda la mano nella sua senesità, per arricchire l’immagine sacra con un volo di rondini. Un richiamo, sicuramente, alle attese dell’infanzia, quando il loro garrire scandiva i tempi dello svago e, a Siena, quelli della sua grande Festa.
Frammenti di raso in vari colori contornano il drappellone, quasi a voler materializzare le voci e le grida che immaginiamo uscire da quelle centinaia di bocche spalancate immortalate dall’artista senese. Tra la folla c’è anche lui. Un piccolissimo autoritratto per far parte del tutto, insieme ai suoi concittadini. Uno “sguardo” sul Palio da contradaiolo.

PRESENTAZIONE DEL DRAPPELLONE DI EMILIO GIANNELLI
a cura di Laura Bonelli

Signor Sindaco, autorità, contradaioli,
in questa serata di fine giugno, come consuetudine, il suono delle chiarine ha annunciato la presentazione al Popolo di Siena del drappellone che andrà alla Contrada vincitrice della carriera di Provenzano.
Sono orgogliosa che il suo autore, Emilio Giannelli, mi abbia chiesto di parlarne a tutti voi.
Personaggio autorevole e di chiara fama, Emilio è celebre oltre i confini del nostro Paese come un grande maestro della satira internazionale, e nonostante ciò è sempre rimasto un senese innamorato della sua Città, e non di meno della sua Contrada, il Drago.
Goliardo, uomo di legge e di cultura, Emilio è una persona semplice, schietta e diretta, e il suo drappellone sintetizza al meglio il suo carattere, attraverso la tecnica che gli è cara da tutta la vita: quel particolare tipo di disegno umoristico che si chiama caricatura.
Fin da bambino, Emilio si divertiva a creare figure bizzarre e uno dei primi materiali usati per esprimere la sua passione fu la creta. Così non sorprende che la sua casa sia popolata da piccole statuette in terracotta, plasmate nel corso della lunga carriera, a raffigurare con vitale sarcasmo volti noti della storia e della politica. Alcune di queste statuette si possono vedere in questi giorni a Palazzo Sansedoni e vi invito ad andare a scoprirle, perché permettono di conoscere un lato troppo spesso trascurato del nostro artista.
Emilio, come tutti sanno, deve in realtà la sua fama al disegno e alla caricatura, un giovanile divertimento che col tempo è diventato qualcosa di molto serio ed impegnato: dagli anni Ottanta del secolo scorso, infatti, egli ha cominciato a pubblicare le sue vignette in alcuni dei principali quotidiani e periodici italiani. Scoperto da Giorgio Forattini, iniziò a collaborare con La Repubblica per passare dal 1991 al Corriere della Sera, di cui è ancora il vignettista di punta nella prima pagina del quotidiano. È in virtù di questo che Emilio può essere considerato come uno dei senesi più conosciuti nel mondo, vantando nel suo curriculum anche il Mangia d’oro, assegnatogli con merito nel 1987.
A chi sottovaluti la forma d’arte di cui Emilio è un fuoriclasse, si deve ricordare che già nel mondo antico, gli egizi, i greci e i romani, facevano caricature. Nei secoli più vicini a noi, a partire dalla fine del Quattrocento, furono artisti del calibro di Leonardo e Dürer a dilettarsi nel disegno e nella pittura di teste grottesche e bizzarre, prima che Gianlorenzo Bernini, in pieno Seicento, dedicasse pungenti caricature ad alcuni dei maggiori prelati della corte pontificia: un soggetto tra l’altro molto caro anche al nostro Giannelli. E dopo il barocco di Bernini come non citare le aspre caricature che William Hogarth avrebbe fatto dell’Inghilterra del Settecento, o le irriverenti vignette con cui Honoré Daumier, nella Parigi del re Luigi Filippo, seppe dare avvio al genere della satira politica, di cui Emilio è oggi un maestro.
L’ironia e il sarcasmo però sembrano sparire di fronte al grande rettangolo di seta, finemente disegnato, che abbiamo di fronte agli occhi. Sembrano sparire per le misure e la sacra funzione del drappo, per quanto il nostro autore, ancora una volta, sia rimasto fedelissimo al suo stile, al suo modo di descrivere l’ambiente che lo circonda e di vedere quel Palio che, da sempre, ha vissuto amato e difeso, come tutte le cose belle della vita.
Emilio Giannelli, classe 1936, ha finalmente deciso di dipingere il drappellone, avendo alle spalle molto di vissuto e molto da raccontare. Costretto a misurarsi con qualcosa di nuovo, per soggetto e dimensioni, egli ha scelto di rappresentare il suo Palio, ovvero di illustrare la carriera così come la vede ogni anno. Come molti senesi, l’artista è infatti solito assistere alla corsa sempre dallo stesso posto, non lontano dalla mossa. È da qui che getta lo sguardo nel Campo, descrivendo una veduta a volo d’uccello talmente concentrata, che l’occhio indaga in uno spicchio della piazza quasi senza confini, se non quelli offerti dal drappo di seta, incorniciato con nastri colorati. Non vediamo né steccati, né colonnini a delimitare la folla, e il palco disegnato in basso è semmai una intelaiatura decorativa, utile a rispettare l’esigenza di raffigurare nel Palio gli stemmi della Balzana, del Popolo, della Repubblica e dei Terzi, oltre a quello del Sindaco.
Per il resto Emilio rilegge con il suo personalissimo stile grafico quell’immagine cristallizzata che due volte all’anno, mutando nei dettagli, passa attraverso i suoi occhi durante la corsa, lasciando lo spazio in alto, al di sopra del Palazzo Pubblico e degli altri antichi edifici che delimitano la piazza, ad una visione della Madonna di Provenzano.
La Vergine appare nella sua iconografia tradizionale, racchiusa entro una cornice decorata da festoni, e sospesa in cielo dal volo gioioso e agitato delle rondini. Il nostro occhio, tuttavia, è rapito letteralmente dalla sottostante moltitudine di caricature.
Una massa di personaggi e di facce ultraespressive che non rappresentano altro che il vero protagonista del Palio: la gente, il multiforme popolo di Siena, colto nella sorprendente emozione della carriera. Non manca neppure l’autore: lo si riconosce in basso a sinistra, sorridente, con gli inseparabili occhiali e la nipotina Corinna, ritratta accanto di profilo. E tra i tanti volti, si può star certi che fin da adesso comincerà la caccia a riconoscere se stessi, la persona cara, un amico o una faccia nota. Una caccia impegnativa, perché le figure disegnate nel drappellone sono circa un migliaio, e quasi tutte a bocca aperta: parlano, urlano di rabbia e stupore, cantano, ridono, piangono. In mezzo a questa folla tutti noi ci ritroviamo, non persone famose, ma quelle comuni, che affollano i nostri ricordi d’infanzia o la quotidianità. Sono figure senza tempo, senza mode da ricercare nel vestiario o nelle acconciature. Uomini e donne, bambini e anziani, turisti con la macchina fotografica o con il cellulare, gruppi di giapponesi, qualcuno si para gli occhi, qualcuno sviene. E in alto a sinistra, eccezionalmente con la bocca chiusa, vigila un gruppetto di forze dell’ordine.
Folla e paesaggio sono inevitabilmente in bianco e nero, perché Emilio non poteva che disegnarli con l’incisivo segno grafico che rappresenta il suo marchio di fabbrica. A una visione a distanza, l’effetto è quello di un ricamo decorativo dagli esiti quanto mai affini alla così detta Doodle Art, secondo un approccio che Emilio aveva già adottato, mi si permetta di ricordarlo, nella copertina del numero unico edito dalla Contrada del Drago per la vittoria dell’agosto 1992.
La forma d’arte che prende il nome dall’inglese “doodling”, da tradurre con “scarabocchiare”, allude tuttavia al fatto che l’artista esprime se stesso seguendo la sua fantasia, disegnando senza avere in mente un preciso soggetto o obiettivo. In questo drappellone, al contrario, non c’è nulla di casuale, e il brulichio umano che ne riempie la superficie, con un senso di horror vacui, risolve tanto l’esigenza della forma quanto quella del contenuto. La forma è una trama decorativa fatta dell’incessante ripetersi delle figure; il contenuto riguarda invece l’assoluto ruolo di protagonista che il Popolo di Siena svolge nel Palio.
I colori, oltre che alla sottile incorniciatura, sono riservati all’immagine idealizzata della ripida e furiosa galoppata dei dieci cavalli, montati da fantini che indossano i giubbetti delle dieci Contrade, disposte, dall’alto verso il basso, secondo l’ordine riservato loro alle trifore. Ecco gli altri protagonisti, accese sagome bidimensionali che paiono planare sulla folla e, sono viste di spalle, come uno spettatore li vede dalla mossa, mentre corrono ormai verso San Martino. E anche in questo, il drappellone di Giannelli è l’immagine del suo Palio, un ricordo visivo che scorre nella sua testa, e in cui l’urlo della folla e le Contrade protagoniste contano più di cavalli e fantini, che non si mostrano in volto e restano anonimi.
Un Palio dunque di un Senese, che rende omaggio ai Senesi, e sotto il tratto umoristico nasconde l’augurio che il Popolo di Siena sappia essere fedele alla sua storia e alle sue tradizioni, così da rimanere per sempre l’assoluto protagonista della sua Festa.
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Svelato il Palio di Giannelli, tantissimi applausi

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:26 pm

Applausi scroscianti per il drappellone del Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, realizzato da Emilio Giannelli. Un senese che ha saputo far convivere, in parallelo, la professione di avvocato con quella di disegnatore e vignettista, una passione, quest’ultima, che lo accompagna da quando era bambino. Conosciuto e apprezzato a livello nazionale per quella sua vena satirica e profondamente toscana, capace di far sorridere e, soprattutto pensare, grazie a pochi, ma sapienti, tratti di china in grado di fare una sintesi dei fatti politici all’attenzione della stampa, è riuscito a regalare a Siena un drappellone che esce dagli schemi dell’arte pittorica più tradizionale. Riconoscibilissimo. Nessuna mediazione. Emilio Giannelli è, giustamente, rimasto l’artista che l’Italia conosce. Con il suo disegno caricaturale ha creato un vero e proprio omaggio ai suoi concittadini. Il drappo di seta, abilmente trattato con un fondo che lo fa sembrare un foglio di carta, è stato riempito da centinaia di persone. Ognuna con una propria mimica. Un’espressione. Una smorfia. La gioia, il dolore, il pathos, che i senesi vivono, racchiusi nella conchiglia di piazza del Campo, mentre il Palio si materializza con i suoi tre giri di corsa. Ogni segmento della sua opera racconta una storia per poi unirsi alle altre. E’ un cocktail di umanità. La signora che sviene per il caldo, o forse per la troppa empatia con i colori della sua contrada. Un accenno di rissa. Forse per una frase o un atteggiamento di troppo fra contradaioli rivali. C’è anche un tentativo di furto. C’è tutto quello che può accadere durante quella manciata di secondi che vede Siena dimenticarsi di tutto per inseguire un sogno. E’ un affresco in bianco e nero. Come nello stile Giannelli, ma non per questo meno emozionante. Giannelli, avendo spazio da mettere a disposizione della sua infinita creatività, è riuscito a materializzare sulla stoffa le sensazioni, anche attingendo alla tavolozza dei colori per i dieci cavalli che danno vita alla Carriera. Sempre a colori i fantini. Tutti di spalle, così da rappresentare sui loro giubbetti l’araldica contradaiola. Una scelta stilistica diversa e di grande effetto visivo. Una corsa sfrenata su quell’anello di tufo che viene per lo più immaginato, giocando sulla proposizione di una sezione del costruito che delimita la Piazza, e dove primeggia il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia. La tradizione ritorna sulla parte alta del drappo con l’effige della Madonna di Provenzano, ma anche in questo caso Emilio Giannelli affonda la mano nella sua senesità, per arricchire l’immagine sacra con un volo di rondini. Un richiamo, sicuramente, alle attese dell’infanzia, quando il loro garrire scandiva i tempi dello svago e, a Siena, quelli della sua grande Festa. Frammenti di raso in vari colori contornano il drappellone, quasi a voler materializzare le voci e le grida che immaginiamo uscire da quelle centinaia di bocche spalancate immortalate dall’artista senese. Tra la folla c’è anche lui. Un piccolissimo autoritratto per far parte del tutto, insieme ai suoi concittadini. Uno “sguardo” sul Palio da contradaiolo.
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Discorso di presentazione del Drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2018 di Laura Bonelli

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:30 pm

Signor Sindaco, autorità, contradaioli,
in questa serata di fine giugno, come consuetudine, il suono delle chiarine ha annunciato la presentazione al Popolo di Siena del drappellone che andrà alla Contrada vincitrice della carriera di Provenzano.
Sono orgogliosa che il suo autore, Emilio Giannelli, mi abbia chiesto di parlarne a tutti voi.
Personaggio autorevole e di chiara fama, Emilio è celebre oltre i confini del nostro Paese come un grande maestro della satira internazionale, e nonostante ciò è sempre rimasto un senese innamorato della sua Città, e non di meno della sua Contrada, il Drago.
Goliardo, uomo di legge e di cultura, Emilio è una persona semplice, schietta e diretta, e il suo drappellone sintetizza al meglio il suo carattere, attraverso la tecnica che gli è cara da tutta la vita: quel particolare tipo di disegno umoristico che si chiama caricatura.
Fin da bambino, Emilio si divertiva a creare figure bizzarre e uno dei primi materiali usati per esprimere la sua passione fu la creta. Così non sorprende che la sua casa sia popolata da piccole statuette in terracotta, plasmate nel corso della lunga carriera, a raffigurare con vitale sarcasmo volti noti della storia e della politica. Alcune di queste statuette si possono vedere in questi giorni a Palazzo Sansedoni e vi invito ad andare a scoprirle, perché permettono di conoscere un lato troppo spesso trascurato del nostro artista.
Emilio, come tutti sanno, deve in realtà la sua fama al disegno e alla caricatura, un giovanile divertimento che col tempo è diventato qualcosa di molto serio ed impegnato: dagli anni Ottanta del secolo scorso, infatti, egli ha cominciato a pubblicare le sue vignette in alcuni dei principali quotidiani e periodici italiani. Scoperto da Giorgio Forattini, iniziò a collaborare con La Repubblica per passare dal 1991 al Corriere della Sera, di cui è ancora il vignettista di punta nella prima pagina del quotidiano. È in virtù di questo che Emilio può essere considerato come uno dei senesi più conosciuti nel mondo, vantando nel suo curriculum anche il Mangia d’oro, assegnatogli con merito nel 1987.
drappellone-luglio2018_1024A chi sottovaluti la forma d’arte di cui Emilio è un fuoriclasse, si deve ricordare che già nel mondo antico, gli egizi, i greci e i romani, facevano caricature. Nei secoli più vicini a noi, a partire dalla fine del Quattrocento, furono artisti del calibro di Leonardo e Dürer a dilettarsi nel disegno e nella pittura di teste grottesche e bizzarre, prima che Gianlorenzo Bernini, in pieno Seicento, dedicasse pungenti caricature ad alcuni dei maggiori prelati della corte pontificia: un soggetto tra l’altro molto caro anche al nostro Giannelli. E dopo il barocco di Bernini come non citare le aspre caricature che William Hogarth avrebbe fatto dell’Inghilterra del Settecento, o le irriverenti vignette con cui Honoré Daumier, nella Parigi del re Luigi Filippo, seppe dare avvio al genere della satira politica, di cui Emilio è oggi un maestro.
L’ironia e il sarcasmo però sembrano sparire di fronte al grande rettangolo di seta, finemente disegnato, che abbiamo di fronte agli occhi. Sembrano sparire per le misure e la sacra funzione del drappo, per quanto il nostro autore, ancora una volta, sia rimasto fedelissimo al suo stile, al suo modo di descrivere l’ambiente che lo circonda e di vedere quel Palio che, da sempre, ha vissuto amato e difeso, come tutte le cose belle della vita.
Emilio Giannelli, classe 1936, ha finalmente deciso di dipingere il drappellone, avendo alle spalle molto di vissuto e molto da raccontare. Costretto a misurarsi con qualcosa di nuovo, per soggetto e dimensioni, egli ha scelto di rappresentare il suo Palio, ovvero di illustrare la carriera così come la vede ogni anno. Come molti senesi, l’artista è infatti solito assistere alla corsa sempre dallo stesso posto, non lontano dalla mossa. È da qui che getta lo sguardo nel Campo, descrivendo una veduta a volo d’uccello talmente concentrata, che l’occhio indaga in uno spicchio della piazza quasi senza confini, se non quelli offerti dal drappo di seta, incorniciato con nastri colorati. Non vediamo né steccati, né colonnini a delimitare la folla, e il palco disegnato in basso è semmai una intelaiatura decorativa, utile a rispettare l’esigenza di raffigurare nel Palio gli stemmi della Balzana, del Popolo, della Repubblica e dei Terzi, oltre a quello del Sindaco.
Per il resto Emilio rilegge con il suo personalissimo stile grafico quell’immagine cristallizzata che due volte all’anno, mutando nei dettagli, passa attraverso i suoi occhi durante la corsa, lasciando lo spazio in alto, al di sopra del Palazzo Pubblico e degli altri antichi edifici che delimitano la piazza, ad una visione della Madonna di Provenzano.
La Vergine appare nella sua iconografia tradizionale, racchiusa entro una cornice decorata da festoni, e sospesa in cielo dal volo gioioso e agitato delle rondini. Il nostro occhio, tuttavia, è rapito letteralmente dalla sottostante moltitudine di caricature.
Una massa di personaggi e di facce ultraespressive che non rappresentano altro che il vero protagonista del Palio: la gente, il multiforme popolo di Siena, colto nella sorprendente emozione della carriera. Non manca neppure l’autore: lo si riconosce in basso a sinistra, sorridente, con gli inseparabili occhiali e la nipotina Corinna, ritratta accanto di profilo. E tra i tanti volti, si può star certi che fin da adesso comincerà la caccia a riconoscere se stessi, la persona cara, un amico o una faccia nota. Una caccia impegnativa, perché le figure disegnate nel drappellone sono circa un migliaio, e quasi tutte a bocca aperta: parlano, urlano di rabbia e stupore, cantano, ridono, piangono. In mezzo a questa folla tutti noi ci ritroviamo, non persone famose, ma quelle comuni, che affollano i nostri ricordi d’infanzia o la quotidianità. Sono figure senza tempo, senza mode da ricercare nel vestiario o nelle acconciature. Uomini e donne, bambini e anziani, turisti con la macchina fotografica o con il cellulare, gruppi di giapponesi, qualcuno si para gli occhi, qualcuno sviene. E in alto a sinistra, eccezionalmente con la bocca chiusa, vigila un gruppetto di forze dell’ordine.
Folla e paesaggio sono inevitabilmente in bianco e nero, perché Emilio non poteva che disegnarli con l’incisivo segno grafico che rappresenta il suo marchio di fabbrica. A una visione a distanza, l’effetto è quello di un ricamo decorativo dagli esiti quanto mai affini alla così detta Doodle Art, secondo un approccio che Emilio aveva già adottato, mi si permetta di ricordarlo, nella copertina del numero unico edito dalla Contrada del Drago per la vittoria dell’agosto 1992.
La forma d’arte che prende il nome dall’inglese “doodling”, da tradurre con “scarabocchiare”, allude tuttavia al fatto che l’artista esprime se stesso seguendo la sua fantasia, disegnando senza avere in mente un preciso soggetto o obiettivo. In questo drappellone, al contrario, non c’è nulla di casuale, e il brulichio umano che ne riempie la superficie, con un senso di horror vacui, risolve tanto l’esigenza della forma quanto quella del contenuto. La forma è una trama decorativa fatta dell’incessante ripetersi delle figure; il contenuto riguarda invece l’assoluto ruolo di protagonista che il Popolo di Siena svolge nel Palio.
I colori, oltre che alla sottile incorniciatura, sono riservati all’immagine idealizzata della ripida e furiosa galoppata dei dieci cavalli, montati da fantini che indossano i giubbetti delle dieci Contrade, disposte, dall’alto verso il basso, secondo l’ordine riservato loro alle trifore. Ecco gli altri protagonisti, accese sagome bidimensionali che paiono planare sulla folla e, sono viste di spalle, come uno spettatore li vede dalla mossa, mentre corrono ormai verso San Martino. E anche in questo, il drappellone di Giannelli è l’immagine del suo Palio, un ricordo visivo che scorre nella sua testa, e in cui l’urlo della folla e le Contrade protagoniste contano più di cavalli e fantini, che non si mostrano in volto e restano anonimi.
Un Palio dunque di un Senese, che rende omaggio ai Senesi, e sotto il tratto umoristico nasconde l’augurio che il Popolo di Siena sappia essere fedele alla sua storia e alle sue tradizioni, così da rimanere per sempre l’assoluto protagonista della sua Festa.
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Presentazione del Drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2018 del sindaco Luigi De Mossi

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:33 pm

Onorandi priori, capitani, autorità, senesi contradaioli carissimi

E’ già Palio. Un Palio denso di emozioni e storie di vita che si intrecciano nell’opera di Emilio Giannelli. Un Drappellone che racconta Siena e i senesi nel momento più alto, la Carriera, che è già di per sé metafora di vita.
Quella vita che sempre cambia, si trasforma. Da sempre in mezzo a voi a vivere questo momento che dà il via alla nostra Festa, mentre questa sera sono qui in veste di Sindaco, ma vi assicuro che l'emozione che ho provato sentendo il suono delle chiarine è lo stesso di sempre. Uno squillo che ci ricorda che adesso è arrivato il tempo di vivere la nostra Festa.
E chi altri poteva tradurre su tela questa festa di popolo se non uno dei suoi figli migliori: immagino la passione e l'orgoglio con cui Emilio Giannelli si è avvicinato al drappo per raccontare il vissuto di tutti noi che è anche il suo. E’ un Palio che va visto da vicino, per scoprire chi si nasconde tra le mille facce che lo compongono: l’amico di una vita, il primo amore, il vicino, il parente che insieme a noi assistono alla Carriera. Questo popolo siete voi, siamo tutti noi, in questo si evidenzia l’arte e il vissuto del pittore, nella sua capacità di cogliere anche i particolari con cui il senese vive e respira la Festa: il batticuore, la trepidazione che ci accompagna in ogni istante di questi quattro giorni.
Eccolo: il Palio visto con l’arte di Emilio Giannelli. Un mosaico di emozioni che rappresenta la città, tutta, nell’attimo in cui i cavalli sono lanciati al galoppo.
Emilio Giannelli ha scelto di porli in rilievo, ma anche uniti a quelle persone strette nella
Conchiglia che li incitano per accompagnarli verso la vittoria. Perché il Palio è questo, festa di una città intera e del suo popolo sotto lo sguardo attento della Vergine. Una Madonna moderna e antica insieme, che richiama nell'ovale quelle di Filippino Lippi con uno sguardo
distonico ma diretto, sospesa in cielo e contornata da festoni rivolge il suo sguardo benevolo verso il popolo delle Contrade. Quel popolo che siamo noi e che richiama alcuni graffiti di Keith Haring e certi intarsi di Capogrossi che mostrano l'unità di una città e dei suoi abitanti intrecciati fra loro in un unico abbraccio.
La città, le Contrade e la Contrada che Emilio Giannelli ha sempre vissuto e a cui è sempre rimasto profondamente legato: fin da giovanissimo prestando la sua arte per i numeri unici delle consorelle prima di entrare nelle redazioni dei più prestigiosi quotidiani e settimanali d’Italia con cui ancora oggi collabora stabilmente. Tutti noi ci imbattiamo quotidianamente nel tratto inconfondibile di Emilio Giannelli, sulla prima pagina del Corriere della Sera o nelle vignette che ci hanno raccontato e ci raccontano tanta storia d’Italia e di Siena. Tanti i riconoscimenti e i premi giornalistici che ne hanno accompagnato una carriera che oggi si arricchisce con questo dono alla città: un Drappellone unico per scelte stilistiche che celebra Siena e la sua Festa.
La Piazza del Campo e le Contrade che sono protagoniste anche del Masgalano realizzato da Alessandra Damiani e offerto dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato nella ricorrenza del 50esimo della fondazione, uomini e donne che ringrazio per l'impegno costante sul nostro territorio. Da senese Alessandra Damiani ha saputo interpretare lo spirito del riconoscimento che viene assegnato alla miglior comparsa, legandosi alla tradizione fin dalla scelta dei materiali: ulivo e travertino per riprodurre l'anello di tufo dove le comparse
delle Contrade sfilano nella loro altera e orgogliosa perfezione.
Da questo luogo, che tra poche ore lascerà posto ai cavalli, assoluti protagonisti del Palio, la nostra Festa si apre al mondo con l’augurio che le Contrade, vere custodi della nostra Storia,
sapranno proseguire l’unicità e straordinarietà di Siena.
Questa storia siamo noi, siamo padri, siamo madri e figli e la nostra storia è la storia più bella del mondo."
Luigi De Mossi
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Prove di notte

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:36 pm

il programma delle prove regolamentate (prove di notte)

La prove avranno inizio alle 5.30 mentre i cavalli dovranno arrivare in Piazza del Mercato alle 5.

MERCOLEDI' 27 GIUGNO
(numero, cavallo, fantino)

PRIMA PROVA
1. AMIATA (Bastiano Sini)
2. BOMBARDINO (Ireneo Cabiddu)
3. LADY SPINA (Giosuè Carboni)
4. RAOL (Antonio Francesco Mula)
5. RESTA (Giuseppe Zedde)
6. ROSEDDU (Stefano Piras)
7. SENNORESA (Alessio Giannetti)
8.  SUPERBA DA CLODIA (Rocco Betti)

SECONDA PROVA
1. TADAUMPA (Antonio Francesco Mula)
2. TERRIBILE DA CLODIA (Paolo Arru)
3. TIAGO BAIO (Bastiano Sini)
4. TOUT BEAU (Mattia Chiavassa)
5. UCALY (Jonatan Bartoletti)
6. UGAR (Alessio Bincoletto)
7. UGO RICOTTA (Marco Bitti)
8. UNA PER TUTTI (Federico Arri)

TERZA PROVA
1. TURBILLON (Mattia Chiavassa)
2. UNAMORE (Alberto Ricceri)
3. UNGARO DE BONORVA (Alessio Giannetti)
4. UNGAROS (Sebastiano Murtas)
5. UNIDOS (Bastiano Sini)
6. UNNIGHY (Giovanni Puddu)
7. URBINA BELLA (Stefano Piras)
8. URIEL RUSPINA (Alessio Migheli)

QUARTA PROVA
1. URCLA (Antonio Francesco Mula)
2. URMIA (Sebastiano Murtas)
3. URSELLA (Bastiano Sini)
4. UTESSE (Mattia Chiavassa)
5. VARINA (Federico Guglielmi)
6. VEGETA (Ireneo Cabiddu)
7. VENERE SAURA (Alessandro Congiu)
8. PORTOROSE (Federico Arri)

QUINTA PROVA
1. UESESE (Mattia Chiavassa)
2. UIRED (Carlo Sanna)
3. URANIO BAIO (Danilo Todde)
4. BALZANA (Bastiano Sini)
5. VIDA MIA (Ireneo Cabiddu)
6. VIEMMIDIETRO (Alessio Giannetti)
7. VINO SANTO (Rocco Betti)
8. TIEPOLO (Michel Putzu)

SESTA PROVA
1. VIKITOR (Ireneo Cabiddu)
2. VIOLENTA DA CLODIA (Federico Arri)
3. VIZIOSO (Alessandro Colombati)
4. WINNER EASY  (Federico Guglielmi)
5. BURIANA DA CLODIA (Michel Putzu)
6. VIRTU’ SENESI (Andrea Sanna)
7. VERANU (Carlo Sanna)

SETTIMA PROVA
1. VELOCE (Bastiano Sini)
2. VOLPINO (Ireneo Cabiddu)
3. VENTIMIGLIA (Federico Fabbri)
4. VANKOOK (Giosuè Carboni)
5. TEMPESTA DA CLODIA (Andrea Chessa)
6. ROTEGAGIU (Michel Putzu)
7. REXY (Jonatan Bartoletti)

GIOVEDI' 28 GIUGNO
(numero, cavallo, fantino)

PRIMA PROVA
1. OPPIO (Giuseppe Angioi)
2. OSAMA BIN (Enrico Bruschelli)
3. QUORE DE SEDINI (Jonatan Bartoletti)
4. SARBANA (Antonio Siri)
5. QUERIDA DE MARCHESANA (Andrea Coghe)
6. STALLINEK (Ireneo Cabiddu)
7. RESOLZA (Alessio Giannetti)
8. QUESTURINO (Alessandro Congiu)

SECONDA PROVA
1. SMERALDO NULESE (Enrico Bruschelli)
2. TERESINA MIA (Marco Bitti)
3. TRATTU DE ZAMAGLIA (Giovanni Atzeni)
4. QUEEN WINNER (Francesco Caria)
5. TALE E QUALE (Giosuè Carboni)
6. TABACCO (Antonio Siri)
7. TOTTUGODDU (Andrea Coghe)
8. RADESKI (Alessandro Chiti)

TERZA PROVA
1. TORNASOL (Enrico Bruschelli)
2. SAVAGE (Giuseppe Deriu)
3. PARLEDI (Federico Giobbe)
4. QUANTOVALI (Jacopo Pacini)
5. QUE MASCA (Alberto Ricceri)
6. RIO MANIGOS (Giosuè Carboni)
7. REMOREX (Rocco Betti)
8. REO CONFESSO (Elias Mannucci)

QUARTA PROVA
1. RODRIGO BAIO (Alberto Ricceri)
2. SARULESU ISTEDDAU (Marco Bitti)
3. SCHIETTA (Giosuè Carboni)
4. SOLERO (Sebastiano Murtas)
5. TONINA (Mattia Chiavassa)
6. TORNADA (Alessio Giannetti)
7. LAURETTA MIA (Andrea Coghe)
8. SOLEANDROS (Michel Putzu)

QUINTA PROVA
1. QUEBECK SAURO (Alessandro Cersosimo)
2. ROCCO NICE (Elias Mannucci)
3. ROMBO DE SEDINI (Alberto Ricceri)
4. SAUZER (Michel Putzu)
5. QUARZUS (Maurizio Pacchi)
6. SORIGHITTU (Francesco Caria)
7. SUNTO (Sebastiano Murtas)
8. TRISTEZZA (Stefano Piras)
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•IL DRAPPELLONE DI GIANNELLI È UN OMAGGIO A TUTTI I SENESI

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:40 pm

Il drappellone per il Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, è stato realizzato da Emilio Giannelli. Un senese che ha saputo far convivere, in parallelo, la professione di avvocato con quella di disegnatore e vignettista, una passione, quest’ultima, che lo accompagna da quando era bambino. Conosciuto e apprezzato a livello nazionale per quella sua vena satirica e profondamente toscana, capace di far sorridere e, soprattutto pensare, grazie a pochi, ma sapienti, tratti di china in grado di fare una sintesi dei fatti politici all’attenzione della stampa, è riuscito a regalare a Siena un drappellone che esce dagli schemi dell’arte pittorica più tradizionale. Riconoscibilissimo. Nessuna mediazione. Emilio Giannelli è, giustamente, rimasto l’artista che l’Italia conosce. Con il suo disegno caricaturale ha creato un vero e proprio omaggio ai suoi concittadini.

Il drappo di seta, abilmente trattato con un fondo che lo fa sembrare un foglio di carta, è stato riempito da centinaia di persone. Ognuna con una propria mimica. Un’espressione. Una smorfia. La gioia, il dolore, il pathos, che i senesi vivono, racchiusi nella conchiglia di piazza del Campo, mentre il Palio si materializza con i suoi tre giri di corsa.

Ogni segmento della sua opera racconta una storia per poi unirsi alle altre. E’ un cocktail di umanità. La signora che sviene per il caldo, o forse per la troppa empatia con i colori della sua contrada. Un accenno di rissa. Forse per una frase o un atteggiamento di troppo fra contradaioli rivali. C’è anche un tentativo di furto. C’è tutto quello che può accadere durante quella manciata di secondi che vede Siena dimenticarsi di tutto per inseguire un sogno. E’ un affresco in bianco e nero. Come nello stile Giannelli, ma non per questo meno emozionante.

Giannelli, avendo spazio da mettere a disposizione della sua infinita creatività, è riuscito a materializzare sulla stoffa le sensazioni, anche attingendo alla tavolozza dei colori per i dieci cavalli che danno vita alla Carriera. Sempre a colori i fantini. Tutti di spalle, così da rappresentare sui loro giubbetti l’araldica contradaiola. Una scelta stilistica diversa e di grande effetto visivo. Una corsa sfrenata su quell’anello di tufo che viene per lo più immaginato, giocando sulla proposizione di una sezione del costruito che delimita la Piazza, e dove primeggia il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia.

La tradizione ritorna sulla parte alta del drappo con l’effige della Madonna di Provenzano, ma anche in questo caso Emilio Giannelli affonda la mano nella sua senesità, per arricchire l’immagine sacra con un volo di rondini. Un richiamo, sicuramente, alle attese dell’infanzia, quando il loro garrire scandiva i tempi dello svago e, a Siena, quelli della sua grande Festa.

Frammenti di raso in vari colori contornano il drappellone, quasi a voler materializzare le voci e le grida che immaginiamo uscire da quelle centinaia di bocche spalancate immortalate dall’artista senese. Tra la folla c’è anche lui. Un piccolissimo autoritratto per far parte del tutto, insieme ai suoi concittadini. Uno “sguardo” sul Palio da contradaiolo.
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GIANNELLI HA COLTO NEL SEGNO REALIZZANDO UN MERAVIGLIOSO "SCARABOCCHIO"

Messaggio  jabru il Mar Giu 26, 2018 11:42 pm

Emilio Giannelli ha pensato e realizzato un drappellone che non tradisce l'arte grafica e la maniera di costruire la vignetta di uno dei più grandi disegnatori Italiani che ogni giorno che Dio mette in terra ci parla, facendoci sorridere e/o riflettere dalla prima pagina del Corriere della Sera. Se qualcuno si aspettava un Palio diverso e una pittura che uscisse dal suo timbro grafico si sbagliava alla grossa e forse lo stesso Emilio avrebbe tradito, agendo diversamente, la sua “arte”.
E invece il Giannelli ha colto nel segno realizzando un grandioso “scarabocchio” fatto di mille facce di Senesi e Contradaioli ma anche di turisti, giapponesi, guardie ed un ladruncolo, tutti a bocca aperta, ritratti nel momento del bercio e dell'emozione.
Non vi allarmi il termine “scarabocchio” perchè il ricamo della gente sul Campo richiama la “doodle art” inglese, il “doodling” che sta appunto per il nostro italianissimo scarabocchio. Ma questo diventa sul cencio grandioso, emozionante, meraviglioso. Emilio ha ritratto in un angolo anche se stesso accanto al profilo di sua nipote. Perchè il Palio è memoria e tradizione. Un passaggio ideale fra un nonno che racconta, disegnando la Festa e la Carriera, ed una nipote che guarda, freme e vive la Piazza.
Emilio con il suo pennarello ha poi disegnato uno scorcio di pista sgombra, un bellissimo Palazzo comunale ed una Madonna di Provenzano giovane, bella e sorridente che assiste alla corsa che dieci cavalli e dieci fantini interpretano in mezzo alla conchiglia, sul Campo, fra il popolo entusiasta. E queste sono dieci bellissime macchie di colore sul bianco e nero della vignetta. In corsa ma messi lì seguendo rispettosamente l'ordine con il quale le dieci Contrade entreranno sul Campo per il Corteo Storico.
Insomma c'è poco da interpretare e da scoprire nel drappellone, a meno che ognuno di noi non si voglia sbizzarrire per individuare fra i mile volti qualche personaggio che forse Emilio ha voluto consegnare alla storia del Palio riprendendone i tratti più caratteristici.
Io, lo confesso, mi aspettavo un drappellone tutto in bianco e nero, come una vignetta, e sono rimasto piacevolmente colpito dalla schiera coloratissima delle dieci duellanti. Così come mi ha impressionato la modernissima ed insieme antica rappresentazione della Madonna di Provenzano.
E' un bel Palio. La gente lo ha apprezzato ed ha riconosciuto nel grandioso scarabocchio l'arte e il timbro di uno dei suoi figli migliori. Bravo Emilio. Non potevi fare niente di più e soprattutto di diverso. Sei stato credibile così. Con questo stupendo disegno.

Elegante e per certi versi originale anche il Masgalano opera dsell'orafa Senese Alessandra Damiani ed offerto dall'Associazione Nazionale Polizia di Stato di Siena nella ricorrenza del cinquantenario dalla sua fondazione.
I materiali intanto. Una splendida ed evocativa base in ulivo ed una immaginifica conchiglia divisa in nove settori in travertino rosa che racchiude tracce di tufo e impronte di zoccoli.
Stemmi cesellati in argento ed un'aquila dal ricco piumaggio,coronata, con lo stemma dell'Associazione di Polizia.
Il Masgalano racchiude poi al suo interno un omaggio misterioso che la Contrada che se lo aggiudicherà potrà svelare ed interpretare.
A me pare un'opera davvero interessante, che esce dai canoni consueti e che parla al cuore dei Senesi. E allora dico brava ad Alessandra e bravi ai “poliziotti” che hanno scelto la vena e la finezza interpretativa di questa nostra artista.
Ed ora la parola alle prove di notte...che si disputano di mattina e, da quest'anno, per due intense sessioni. Ai cavalli, ai fantini e alle Contrade. Insomma è tempo di Palio!

Roberto Morrocchi da OKSiena
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Porto Alabe alle previsite. "Sta bene, credo in lui"

Messaggio  jabru il Mer Giu 27, 2018 7:40 pm

Parla Fabrizio Brogi, proprietario del cavallo dell'Onda vincitore ad agosto

"Porto Alabe sta molto bene. Io ci credo in lui". Parola di Fabrizio Brogi, proprietario insieme a Massimo Milani del cavallo dell'Onda che ad agosto ha vinto.

E' stato presentato alla previsita del Ceppo insieme a Sunto e Resolza, altri nomi in età da Piazza. Nutrita la presenza delle Contrade per dare un'occhiata a questi cavalli ma anche a quelli portati da Trecciolino insieme al figlio Bellocchio. Immancabile l'ex capitano dell'Onda Aldemaro Machetti appena rientrato dal Messico.
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Prove di notte, De Mossi cambia subito

Messaggio  jabru il Mer Giu 27, 2018 7:42 pm

Prove di notte, buona la prima. Ottimo il fondo in tufo che ha retto al passaggio di ben 53 cavalli all'alba di mercoledì 27 giugno. Tra le novità la decisione del sindaco De Mossi di chiedere ai veterinari di osservare i cavalli anche da altre angolazioni per una migliore valutazione dei soggetti impegnati in Piazza. Giovedì 28 giugno, sempre alle 5.30, di nuovo sul tufo prima di conoscere la lista dei cavalli che andranno alla Tratta.
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PROVE MATTUTINE, CAVALLI NUOVI SI AFFACCIANO AL PALIO

Messaggio  jabru il Mer Giu 27, 2018 7:46 pm

Presenti sul tufo i quattro anni e alcuni cinque anni, tutti soggetti che sicuramente non parteciperanno alla Carriera di Provenzano



Si sono disputate all'alba, in una mattinata inizialmente piuttosto tiepida, le prove regolamentate. In questa edizione di Palio, i cavalli che hanno superato le previsite sono stati raggruppati in due giorni e oggi hanno provato il tufo i meno esperti. Presenti i quattro anni e alcuni cinque anni, tutti soggetti che sicuramente non parteciperanno alla Carriera di Provenzano. Domattina spazio ai cavalli più conosciuti.
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La presentazione nel cortile del Podestà del cencio e del masgalano

Messaggio  jabru il Gio Giu 28, 2018 8:26 pm

Di seguito la prima presentazione del sindaco Luigi De Mossi.

“Onorandi priori, capitani, autorità, senesi contradaioli carissimi

E’ già Palio. Un Palio denso di emozioni e storie di vita che si intrecciano nell’opera di Emilio Giannelli. Un Drappellone che racconta Siena e i senesi nel momento più alto, la Carriera, che è già di per sé metafora di vita.
Quella vita che sempre cambia, si trasforma. Da sempre in mezzo a voi a vivere questo momento che dà il via alla nostra Festa, mentre questa sera sono qui in veste di sindaco, ma vi assicuro che l’emozione che ho provato sentendo il suono delle chiarine è lo stesso di sempre. Uno squillo che ci ricorda che adesso è arrivato il tempo di vivere la nostra Festa.
E chi altri poteva tradurre su tela questa festa di popolo se non uno dei suoi figli migliori: immagino la passione e l’orgoglio con cui Emilio Giannelli si è avvicinato al drappo per raccontare il vissuto di tutti noi che è anche il suo. E’ un Palio che va visto da vicino, per scoprire chi si nasconde tra le mille facce che lo compongono: l’amico di una vita, il primo amore, il vicino, il parente che insieme a noi assistono alla Carriera. Questo popolo siete voi, siamo tutti noi, in questo si evidenzia l’arte e il vissuto del pittore, nella sua capacità di cogliere anche i particolari con cui il senese vive e respira la Festa: il batticuore, la trepidazione che ci accompagna in ogni istante di questi quattro giorni.
Eccolo: il Palio visto con l’arte di Emilio Giannelli. Un mosaico di emozioni che rappresenta la città, tutta, nell’attimo in cui i cavalli sono lanciati al galoppo.

Emilio Giannelli ha scelto di porli in rilievo, ma anche uniti a quelle persone strette nella
Conchiglia che li incitano per accompagnarli verso la vittoria. Perché il Palio è questo, festa di una città intera e del suo popolo sotto lo sguardo attento della Vergine. Una Madonna moderna e antica insieme, che richiama nell’ovale quelle di Filippino Lippi con uno sguardo
distonico ma diretto, sospesa in cielo e contornata da festoni rivolge il suo sguardo benevolo verso il popolo delle Contrade. Quel popolo che siamo noi e che richiama alcuni graffiti di Keith Haring e certi intarsi di Capogrossi che mostrano l’unità di una città e dei suoi abitanti intrecciati fra loro in un unico abbraccio.
La città, le Contrade e la Contrada che Emilio Giannelli ha sempre vissuto e a cui è sempre rimasto profondamente legato: fin da giovanissimo prestando la sua arte per i numeri unici delle consorelle prima di entrare nelle redazioni dei più prestigiosi quotidiani e settimanali d’Italia con cui ancora oggi collabora stabilmente. Tutti noi ci imbattiamo quotidianamente nel tratto inconfondibile di Emilio Giannelli, sulla prima pagina del Corriere della Sera o nelle vignette che ci hanno raccontato e ci raccontano tanta storia d’Italia e di Siena. Tanti i riconoscimenti e i premi giornalistici che ne hanno accompagnato una carriera che oggi si arricchisce con questo dono alla città: un Drappellone unico per scelte stilistiche che celebra Siena e la sua Festa.
La Piazza del Campo e le Contrade che sono protagoniste anche del Masgalano realizzato da Alessandra Damiani e offerto dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato nella ricorrenza del 50esimo della fondazione, uomini e donne che ringrazio per l’impegno costante sul nostro territorio. Da senese Alessandra Damiani ha saputo interpretare lo spirito del riconoscimento che viene assegnato alla miglior comparsa, legandosi alla tradizione fin dalla scelta dei materiali: ulivo e travertino per riprodurre l’anello di tufo dove le comparse delle Contrade sfilano nella loro altera e orgogliosa perfezione.
Da questo luogo, che tra poche ore lascerà posto ai cavalli, assoluti protagonisti del Palio, la nostra Festa si apre al mondo con l’augurio che le Contrade, vere custodi della nostra Storia,
sapranno proseguire l’unicità e straordinarietà di Siena.
Questa storia siamo noi, siamo padri, siamo madri e figli e la nostra storia è la storia più bella del mondo”.
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Le prove regolamentate del 28 giugno posticipate al pomeriggio

Messaggio  jabru il Gio Giu 28, 2018 8:29 pm

I soggetti facenti parte delle 5 batterie sono convocati in Piazza del Mercato alle 14,30

SIENA. Le prove regolamentate, in programma per questa mattina alle ore 5,30 e successivamente posticipate alle ore 8,30 a causa della pioggia che ha resto impraticabile il tufo, inizieranno alle ore 15,20 del pomeriggio.

I cavalli che parteciperanno alle batterie sono convocati in Piazza del Mercato alle ore 14,30.

A causa del posticipo al pomeriggio delle prove regolamentate di oggi, il Museo Civico e la Torre del Mangia chiudono al pubblico alle 13,30 e le relative biglietterie alle 12,45.

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. Sono 35 i cavalli ammessi alla Tratta che si terrà domani mattina.

Messaggio  jabru il Gio Giu 28, 2018 8:33 pm



    CAVALLO              PROPRIETARIO

LAURETTA MIA – Camilla Marzi
OPPIO – Caterina Brandini
OSAMA BIN – Mark Harris Getty
PORTO ALABE – Fabrizio Brogi
QUANTOVALI – Alessandro Chiti
QUARZUS – Maurizio Pacchi
QUE MASCA – Giampaolo Belardi
QUEBECK SAURO – Alfio Barbagallo
QUERIDA DE MARCHESANA – Camilla Marzi
QUESTURINO – Alessandro Congiu
RADESKI – Filippo Belluco
RAKTOU – Maurizio Farnetani
REMISTIRIO – Elias Mannucci
REMOREX – Massimo Columbu
RENALZOS – Marcello Roti
REO CONFESSO – Antonino Vallone
RESOLZA – Luca Veneri
ROCCO NICE – Ilaria Vallone
ROCCO RO – Mario Vannini
ROMBO DE SEDINI – Augusto Posta
S’OTHIERESU – Mark Harris Getty
SARBANA – Simone Giraldi
SAUZER – Luca Sestini
SMERALDO NULESE – Mark Harris Getty
SOLEANDROS – Fabio Fioravanti
SOLERO – Mario Savelli
SOLU TUE DUE – Chiara Falciani
SORIGHITTU – Simone Pistolesi
SUNTO –Mario Fracassi
TABACCO – Antonio Siri
TALE E QUALE – Osvaldo Costa
TERESINA MIA – Gabriele Daga
TONINA – Elisabetta Ferrini
TRATTU DE ZAMAGLIA – Fabio Romanelli
TRISTEZZA – Enzo Tansini
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svolte le prove regolamentate

Messaggio  jabru il Gio Giu 28, 2018 8:36 pm

Prove di notte al pomeriggio. Non è un ossimoro, ma la realtà. Tra qualche polemica, i cavalli che dovevano provare la mattina del 28 giugno 2018 durante le corse regolamentate, poi posticipate due volte a causa del tufo troppo bagnato e pericolose, hanno svolto le cinque corse in programma in tempi molto rapidi. Nemmeno un'ora è stata sufficiente ai veterinari e ai capitani per vedere all'opera i 40 cavalli che aspirano ad essere ammessi alla Tratta del 29 giugno 2018. Entro le ore 20 sarà ufficializzata la lista degli aspiranti barberi.
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Ipotesi dimonte

Messaggio  jabru il Gio Giu 28, 2018 8:39 pm

A poche ore dall'assegnazione di domani, venerdì 29 giugno, proviamo ad ipotizzare come di consueto le possibili monte delle dieci contrade, con le relative percentuali.

Chiocciola CHIOCCIOLA: Il riferimento di Villani è Jonatan Bartoletti e con un cavallo gradito sarà proprio il fantino di Pistoia ad indossare il giubbetto di San Marco. Prima alternativa, anche dopo l'ottimo palio di agosto 2017, Elias Mannucci. Più defilati Gingillo e Migheli.
SCOMPIGLIO 50%, TURBINE 40% GIROLAMO 10%.

Nicchio NICCHIO: La prima scelta di capitan Cambiaggi è Giovanni Atzeni, ma la concorrenza è alta e con situazioni di palio più “comode”. Possibile il ritorno nei Pispini di Trecciolino, così come l'arrivo di Andrea Coghe, gradito al Tittia.
TRECCIOLINO 50%, TITTIA 30%, TEMPESTA 20%.

Oca OCA: Giovanni Atzeni potrebbe tornare al vecchio amore. In Fontebranda ci sperano e la situazione favorevole, senza la rivale, potrebbe agevolare iul compito di capitan Bernardini. Prima alternativa Gingillo, altrimenti Tempesta.
TITTIA 50%, GINGILLO 30%, TEMPESTA 20%.

Drago DRAGO: Andrea Mari è il maggior indiziato ad indossare il giubbetto di Camporegio. La dirigenza brucaiola vede di buon occhio questa possibilità e con un cavallo buono il matrimonio si farà. In caso contrario spazio ad Alberto Ricceri.
BRIO 80%, SALASSO 20%.

Lupa LUPA: Scompiglio è il preferito di Gragnoli con il cavallo buono, anche se il primo obiettivo di Vallerozzi potrebbe essere quello di provare a non far vincere la rivale. Quindi spazio a Giosuè Carboni, che ha un conto in sospeso (vedi agosto 2017) con la Lupa. Possibilità anche per Giuseppe Zedde e Alessio Migheli.
CARBURO 50%, SCOMPIGLIO 30%, GINGILLO 10%, GIROLAMO 10%.

Istrice ISTRICE: Il palio d'inverno di capitan Franchi è stato impostato molto su Carlo Sanna. Brigante piace e potrebbe approdare in Camollia. Porte aperte anche per Tittia e per Luigi Bruschelli. Ancora non troppo matura, almeno per luglio, la monta di Brio.
BRIGANTE 50%, TITTIA 25%, TRECCIOLINO 25%.

Valdimontone VALDIMONTONE: Scompiglio è la prima scelta, ma dipende ovviamente dal cavallo. Dopo anni potrebbe invece concretizzarsi con la monta il rapporto con Gingillo. In caso di palio in difesa attenzione ad Antonio Siri, mentre è difficile, ma non impossibile, arrivare ad Andrea Mari.
GINGILLO 50%, SCOMPIGLIO 30%, AMSICORA 15%, BRIO 5%.

Tartuca TARTUCA: Capitan Cortecci è chiamato ad una scelta interessante perché oltre a Brigante (possibile) e Tittia (più difficile), potrebbe aprirsi anche la possibilità Andrea Mari. Con il Drago “scarico”, la prima scelta potrebbe essere proprio la Tartuca (forse preferita al Montone per rapporti di alleanza Bruco-Nicchio). E in questo caso sarà interessante vedere la scelta. Valide le ipotesi Murtas-Coghe.
GRANDINE 40%, BRIGANTE 30%, BRIO 20%, TEMPESTA 10%.

Leocorno LEOCORNO: Mazzuoli si gioca una bella possibilità, senza l'avversaria e con una buona rosa di nomi a disposizione. Tittia è il preferito, ma Brigante non è da meno. Aperta anche la pista Scompiglio, mentre in caso di cavallo non troppo competitivo, spazio a Tempesta.
TEMPESTA 40%, TITTIA 30%, BRIGANTE 20%, SCOMPIGLIO 10%.

Giraffa GIRAFFA: Fresco di vittoria, capitan Tondi è in una situazione ottimale. Se Scompiglio sembra destinato ad altri lidi, ci sono invece buone possibilità per Mannucci e Giuseppe Zedde, con un occhio rivolto ad Antonio Siri.
TURBINE 50%, GINGILLO 30%, AMSICORA 15%, SCOMPIGLIO 5%.
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SVOLTE LE PROVE REGOLAMENTATE DEL 28 GIUGNO: TANTA LA GENTE SUI PALCHI

Messaggio  jabru il Gio Giu 28, 2018 8:42 pm

Le prove sono durate circa 1 ora e si sono visti spunti interessanti da parte di alcuni cavalli.



Finalmente si è svolta la seconda giornata della prove regolamentate (le prove di notte), che invece del solito orario mattutino delle 5:30, si sono svolte alle 15.20, dopo due ulteriori rinvii e in un contesto ben diverso dal solito. Tantissime le persone sui palchi (e anche sotto cercando di scrutare ciò che succedeva in Piazza del Campo) ad assistere a queste corse di addestramento.



Dopo le 7 prove di ieri con i cavalli che per la prima volta assaggivano il tufo di Piazza, oggi si sono svolte 5 prove con i soggetti più esperti. Le prove sono durate circa 1 ora e si sono visti spunti interessanti da parte di alcuni cavalli. Da segnalare la caduta alla curva di San Martino del fantino Ireneo Cabiddu da Stallinek.



Di seguito, l'elenco dei cavalli e dei fantini che hanno partecipato alle prove regolamentate di oggi:

PRIMA PROVA
1. OPPIO (Giuseppe Angioi)
2. OSAMA BIN (Enrico Bruschelli)
3. QUORE DE SEDINI (Jonatan Bartoletti)
4. SARBANA (Antonio Siri)
5. QUERIDA DE MARCHESANA (Andrea Coghe)
6. STALLINEK (Ireneo Cabiddu)
7. RESOLZA (Alessio Giannetti)
8. QUESTURINO (Alessandro Congiu)

SECONDA PROVA
1. SMERALDO NULESE (Enrico Bruschelli)
2. TERESINA MIA (Marco Bitti)
3. TRATTU DE ZAMAGLIA (Giovanni Atzeni)
4. QUEEN WINNER (Francesco Caria)
5. TALE E QUALE (Giosuè Carboni)
6. TABACCO (Antonio Siri)
7. TOTTUGODDU (Andrea Coghe)
8. RADESKI (Alessandro Chiti)

TERZA PROVA
1. TORNASOL (Enrico Bruschelli)
2. SAVAGE (Giuseppe Deriu)
3. PARLEDI (Federico Giobbe)
4. QUANTOVALI (Jacopo Pacini)
5. QUE MASCA (Alberto Ricceri)
6. RIO MANIGOS (Giosuè Carboni)
7. REMOREX (Rocco Betti)
8. REO CONFESSO (Elias Mannucci)

QUARTA PROVA
1. RODRIGO BAIO (Alberto Ricceri)
2. SARULESU ISTEDDAU (Marco Bitti)
3. SCHIETTA (Giosuè Carboni)
4. SOLERO (Sebastiano Murtas)
5. TONINA (Mattia Chiavassa)
6. TORNADA (Alessio Giannetti)
7. LAURETTA MIA (Andrea Coghe)
8. SOLEANDROS (Michel Putzu)

QUINTA PROVA
1. QUEBECK SAURO (Alessandro Cersosimo)
2. ROCCO NICE (Elias Mannucci)
3. ROMBO DE SEDINI (Alberto Ricceri)
4. SAUZER (Michel Putzu)
5. QUARZUS (Maurizio Pacchi)
6. SORIGHITTU (Francesco Caria)
7. SUNTO (Sebastiano Murtas)
8. TRISTEZZA (Stefano Piras)



Domani saranno le batterie a darci indicazioni migliori sui possibili cavalli che potrebbero far parte dei dieci che sceglieranno i capitani.

Claudio Bicchi da OKSiena
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la Tratta: concluse le batterie

Messaggio  jabru il Ven Giu 29, 2018 1:53 pm

Si sono svolte a partire dalle 9 di oggi, venerdì 29 luglio, le batterie di selezione per il Palio di Siena del 2 luglio 2018 che si corre in onore della Madonna di Provenzano.

Quattro le batterie corse, più una di recupero. Primi nelle prime quattro batterie: Questurino, Soleandros, Trattu de Zamaglia e Tonina per quanto riguarda le prime quattro batterie.
Al termine delle batterie, i Capitani delle Contrade hanno deciso di fare effettuare una batteria di recupero per valutare ulteriormente 8 cavalli. Nella batteria di recupero, primo al bandierino Stefano Piras su Tristezza.

Adesso l'attesa per la scelta dei dieci cavalli che prenderanno parte al Palio di Siena dell'Assunta e la successiva assegnazione alle Contrade partecipanti: Chiocciola, Nicchio, Oca, Drago, Lupa, Istrice, Valdimontone, Tartuca, Leocorno e Giraffa.

L'assegnazione è prevista attorno alle 13.

LE BATTERIE
(numero, cavallo, fantino)

Prima batteria
N. CAVALLO FANTINO
4 SUNTO Sebastiano Murtas
11 QUEBECK SAURO Alessandro Cersosimo
6 ROMBO DE SEDINI Alberto Ricceri
23 REMOREX Rocco Betti
25 TABACCO Antonio Siri
17 QUESTURINO Alessandro Congiu
22 QUANTOVALI Jacopo Pacini
7 OSAMA BIN Enrico Bruschelli

Seconda batteria
N. CAVALLO FANTINO
9 SOLEANDROS Michel Putzu
8 TRISTEZZA Stefano Piras
12 S’OTHIERESU Enrico Bruschelli
18 REMISTIRIO Elias Mannucci
30 LAURETTA MIA Andrea Coghe
21 RADESKI Alessandro Chiti
27 TERESINA MIA Marco Bitti
1 SOLU TUE DUE Francesco Caria

Terza batteria
N. CAVALLO FANTINO
2 SORIGHITTU Francesco Caria
13 TRATTU DE ZAMAGLIA Alessandro Cersosimo
24 ROCCO RO Rocco Betti
3 QUARZUS Riccardo Sulis
26 SARBANA Antonio Siri
16 OPPIO Giuseppe Angioi
29 TALE E QUALE Giosuè Carboni
14 RENALZOS Enrico Bruschelli

Quarta batteria
N. CAVALLO FANTINO
15 SMERALDO NULESE Enrico Bruschelli
20 RAKTOU Nicolò Farnetani
31 QUERIDA DE MARCHESANA Andrea Coghe
19 ROCCO NICE Elias Mannucci
10 SAUZER Michel Putzu
32 TONINA Mattia Chiavassa
33 SOLERO Sebastiano Murtas
28 QUE MASCA Alberto Ricceri
5 PORTO ALABE Alessio Giannetti

Batteria di recupero
N. CAVALLO FANTINO
25 TABACCO Antonio Siri
8 TRISTEZZA Stefano Piras
12 S’OTHIERESU Enrico Bruschelli
27 TERESINA MIA Marco Bitti
29 TALE E QUALE Giosuè Carboni
19 ROCCO NICE Elias Mannucci
28 QUE MASCA Simone Fenu
6 ROMBO DE SEDINI Alberto Ricceri
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BLOCK NOTES: VERSO UNA TRATTA CON IL SILENZIATORE

Messaggio  jabru il Ven Giu 29, 2018 1:58 pm

E' un venerdì di tratta. Il 29 giugno “gira”, come da antica e consolidata tradizione, la Chiocciola che festeggia i suoi Pietro e Paolo, ma nei rioni siamo tutti in attesa del barbero. Nelle due giornate di prove di addestramento ci siamo convinti che i nostri “cavallai” hanno fatto incetta, a giro per la Sardegna, di buoni soggetti. Interessanti, ben strutturati ma anche tanto inesperti. Un esercito di quattro e cinque anni che ci assicureranno a breve un futuro sereno. I Capitani, però, sono chiamati, ora, a risolvere il rebus della scelta dei barberi che si contenderanno il cencio di Giannelli.
Con sei rivali in Campo tutto lascia prevedere che ci si orienterà verso un livellamento delle forze. Può darsi che non resterà in carriera nemmeno uno dei barberi che hanno trionfato negli anni scorsi in Piazza e che i dieci prescelti saranno sani di fisico e di testa, ben allenati, ma non in grado di far salire la temperatura dell'entusiasmo dei Contradaioli. Scommetto su di una tratta con il silenziatore. Forse nessuno salterà con un minimo di convinzione e decisive saranno le mosse del ristretto novero dei fantini che vanno per la maggiore. Saranno loro a far girare lo “scarabocchio” di Emilio.
In un tale contesto vedremo forse qualche debuttante fra gli equini, mentre sarà molto più difficile che uno dei tanti giovani fantini che si sono messi in luce a Mociano e nelle corse in Provincia possa trovare una monta in un quadro di insieme così articolato e per certi versi complesso.
Ma poi, vedrete, sarà Palio, con le atmosfere di sempre. Emozioni, attese e batticuore. Con la speranza, questo sì, che il meteo sia finalmente clemente e gli acquazzoni si allontanino dalla nostra bella Siena e dalla nostra Festa.


Roberto Morrocchi da OKSiena
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Re: Palio 2 luglio 2018

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