Palio dellAssunta

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La Giraffa vince la provaccia

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 11:53 am

E’ la mossa ad impegnare le contrade nell’ultima prova in piazza del Campo. Tre le partenze invalidate dal mossiere per le forzature di Giraffa, Nicchio e Valdimontone, causate dalle difficoltà nella rincorsa del cavallo della Lupa Porto Alabe. Il quarto tentativo è quello valido e la partenza è buona per la Civetta con Giosuè Carboni su Tabacco, il Leocorno con Carlo Sanna su Osama Bin, subito seguiti da Drago con Andrea Mari su Phatos e Giraffa con Francesco Caria su Queen Winner. Al primo San Martino prende il comando la Giraffa, ma è solo perchè trotterella di più risepetto alle altre che non hanno impegnato i cavalli come di consueto accade per la provaccia. Si alternano al comando Bruschelli e Caria, ma sarà il secondo a raggiungere il per primo il traguardo, portando la vittoria nella Giraffa.
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16 agosto 2018

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:28 pm

E' Lupa
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TRIONFA LA LUPA

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:36 pm

L'ordine di ingresso ai canapi è stato il seguente: Drago, Giraffa, Civetta, Pantera, Tartuca, Nicchio, Valdimontone, Bruco, Leocorno e Lupa di rincorsa

La Contrada della Lupa, che era di rincorsa, ha vinto il Palio di Siena del 16 agosto 2018 corso in onore della Madonna dell'Assunta con Giuseppe Zedde detto Gingillo su Porto Alabe andando così a conquistare il Drappellone realizzato dall'artista belga Charles Szymkowicz.

La corsa è stata preceduta dalla tradizionale carica del drappello dei Carabinieri a cavallo e dal Corteo storico.

La cronaca

Con il seguente ordine di chiamata tra i canapi: Drago, Giraffa, Civetta, Pantera, Tartuca, Nicchio, Valdimontone, Bruco, Leocorno e Lupa di rincorsa di rincorsa; il mossiere Fabio Magni fa uscire per una volta i cavalli dai canapi per tranquillizzarli (come ormai consuetudine) dando così anche il tempo ai fantini di parlare con la rincorsa e fare accordi tra loro (i cosiddetti partiti). Due le coppie di rivali in Piazza: Civetta-Leocorno e Nicchio-Valdimontone che ancora una volta si trovano accanto alla mossa.

Secondo allineamento, con i cavalli piuttosto bassi tra i canapi e qualche piccola scaramuccia tra Nicchio e Montone. All'inizio tutto abbastanza regolare ma un po' alla volta i cavalli iniziano ad innervosirsi e comincia un po' di confusione che consiglia al mossiere di fare uscire nuovamente i cavalli.

Al terzo allineamento, con più calma tra i canapi, anche se il Valdimontone si ostina a stare girato, entra la Lupa (dopo qualche "sollecito" da parte del pubblico), mossa valida e ottimo spunto al via di Civetta e Giraffa. Al primo San Martino passa prima la Lupa che al Casato è in testa davanti a Giraffa, Nicchio e Bruco. Continua in testa la Lupa nel secondo giro sempre davanti alla Giraffa. Al secondo casato cade il fantino del Nicchio. La Lupa continua in testa e va a vincere il Palio con Giuseppe Zedde detto Gingillo su Porto Alabe.


L'ordine di ingresso tra i canapi
del PALIO DI SIENA DEL 16 AGOSTO 2018
(contrada, nome cavallo, manto, sesso, età, proprietario;
nome fantino, soprannome)

Drago DRAGO - PATHOS DE OZIERI - baio C 10 - Giorgio Campanini
Andrea Mari detto Brio
Giraffa GIRAFFA - QUEEN WINNER - baio F 9 - Sandra Rossi
Francesco Caria detto Tremendo
Civetta CIVETTA - TABACCO - sauro C 6 - Antonio Siri
Giosuè Carboni detto Carburo
Pantera PANTERA - REXY - baio oscuro C 8 - Nicola Sandroni
Jonatan Bartoletti detto Scompiglio
Tartuca TARTUCA - RODRIGO BAIO - baio C 8 - Massimo Maria Alessi
Giovanni Atzeni detto Tittia
Nicchio NICCHIO - TALE E QUALE - baio C 6 - Osvaldo Costa
Luigi Bruschelli detto Trecciolino
Valdimontone VALDIMONTONE - SCHIETTA - baio F 7 - Anna Maoddi
Antonio Siri detto Amsicora
Bruco BRUCO - SOLO TUE DUE - sauro C 7 - Chiara Falciani
Sebastiano Murtas detto Grandine
Leocorno LEOCORNO - OSAMA BIN - baio C 11 - Mark Harris Getty
Carlo Sanna detto Brigante
RINCORSA Lupa LUPA - PORTO ALABE - sauro C 10 - Fabrizio Brogi
Giuseppe Zedde detto Gingillo

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IL BORSINO DELLE CONTRADE

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:44 pm

Vado a memoria ma sono sicuro di non sbagliarmi: è la prima volta che al borsino del Palio i titoli – leggi le probabilità delle dieci Contrade – sono tutti in toro, e cioè in rialzo. Sono andate perse due prove ma nelle altre si sono viste cose interessanti da parte dei cinque novizi, ma anche da parte degli altri barberi più scafati.
Bravissimi direi i fantini con un segno più per Bartoletti che anche da posizioni alte ha azzeccato mosse interessanti spingendo poi il suo barbero per capirne fino in fondo le doti, ma un bravo anche a Giosuè Carboni che ha trovato il modo nella Generale di ieri sera di lasciare indietro al canape il rivale Carlo Sanna, per un attimo alle prese con il suo pur ottimo Osama Bin.
Insomma tutti in tiro, cavalli e fantini, e c'è una grande attesa per un Palio che promette davvero tanto, ma che alla fine si scioglierà in peana di gioia per una sola Contrada felice.
La borsa vede un titolo su tutti ed è quello della Pantera in leggerissimo vantaggio su quello del Drago. Jonatan crede, a ragione, nel suo potente 8 anni Rexy, un barbero fortissimo che cresce di giorno in giorno. Ha un limite Rexy? Non certo nella forza, nello scatto e nella potenza, anzi potrebbe essere proprio la “strapotenza” che Scompiglio dovrà tenere a bada. Se ci riesce, e non ho dubbi in proposito, la Pantera la vedo la favorita.
Ad un centesimo di distanza viene il Drago con un Phatos in fotocopia di Rexy, ma forse più attento alle linee guida del Campo. Il Mari l'ha cercato subito, per tentare un “cappotto” anche personale che lo porterebbe nell'empireo dei drivers di Piazza del Campo.
Insomma alla Sapienza hanno tutto per azzeccare il colpo grosso.
In crescita il Leocorno con Osama Bin e l'emergente Brigante. L'indugio di una mossa, quella di ieri sera, non può scalfire un titolo fortissimo. Il barbero è da spolvero e il fantino smania per tornare subito al successo, doppiando quello colto nell'Onda lo scorso agosto.
Chi metto in quarta ruota? Ne metto addirittura tre, con un ordine di preferenza fatto da sfumature che premia la condizione perfetta di Tale e Quale, il cavallo del Nicchio, e la voglia di Gigi Bruschelli di acchiappare per la coda alla soglia dei cinquanta anni il suo personale quattordicesimo successo. Ad un passo vedo la Lupa, con l'esperto Porto Alabe che si concede uno scatto mirabile alla mossa per far vedere che anche sulle zampe è pronto a mettersi subito in moto. E poi si vedrà. Ad un soffio non posso non vedere la Tartuca. Tittia ha scelto di salire in Castelvecchio per trovare il chiacchieratissimo ( ma in positivo...) Rodrigo Baio. Tocca a lui, il Tittia, dimostrare di aver centrato la scelta.
E che dire del Bruco, di Solo Tue Due e Grandine-Murtas? Intanto che si parte sempre in tromba e poi si vedrà, magari da posizioni di testa, quello che accadrà.
Anche la Giraffa con la “misteriosa”, ma matura, Queen Winner ha qualche buona possibilità da buttare sul Campo e il Caria detto Tremendo farà di tutto per brillare.
Restano il Valdimontone e la Civetta. Che Palio faranno? Se indifesa saranno cavoli amari per Nicchio e Leocorno, se all'attacco dovranno chiedere il miracolo al buon Tabacco e alla Schietta, due barberi ancora da sviluppare ma che sul Campo ci stanno benissimo.
Io mi fermo qui. Il Borsino lo valuteremo insieme domani dopo la carriera. Chiudo chiedendo al mossiere di dare almeno una volta nella sua esperienza senese una mossa non dico matura ma almeno valida. Quelle viste in queste giorni erano tutte “giovani-giovani” con il canape che cadeva mentre la rincorsa aveva la testa ancora fuori dal verrocchino. Ecco, ancora non ci siamo...

Roberto Morrocchi da OKSiena
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Il Magistrato delle contrade: “Disorientamento per la mancata benedizione del Cencio”

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:46 pm

Questa mattina l’arcivescovo Antonio Buoncristiani ha confermato la sua posizione relativamente al drappellone di Charles Szymkowicz affermando che la mancata benedizione si deve ad una presunta non conformità rispetto ai canoni dell’iconografia mariana.

I priori delle contrade intervengono sulla decisione dell’arcivescovo Buoncristiani di non benedire il drappellone, con un comunicato del Magistrato delle contrade.

“Con riferimento alla decisione di non benedire il drappellone di Charles Szymkowicz – si legge nel comunicato -, il Magistrato delle Contrade comprende il riferimento dell’Arcivescovo Buoncristiani all’iconografia mariana, aspetto questo direttamente richiamato dall’art. 93 del Regolamento del Palio, che afferma che secondo la tradizione il Drappellone reca, per la corsa del 16 Agosto, l’immagine di Maria Vergine Assunta in cielo. Tuttavia anche in passato alcuni artisti hanno interpretato secondo il loro stile tale dettato, talvolta proponendo iconografie diverse della Vergine, senza alcuna volontà di stravolgere il patrimonio di fede contenuto nella simbologia del Drappellone. La devozione verso la Vergine che comunque questa raffigurazione richiama nei contradaioli non può certamente essere scalfita da una iconografia non in linea con la rappresentazione tramandata da secoli. Per questo i Priori non possono fare a meno di manifestare il proprio disorientamento di fronte a tale decisione che ha colto tutti di sorpresa. La presenza nella nostra Festa di molteplici fattori – passionali, profani, di tradizione popolare, ma anche e soprattutto religiosi, data la presenza delle immagini di Maria Santissima di Provenzano per luglio e, appunto, di Maria Vergine Assunta in cielo per agosto – rende comunque il Palio patrimonio di tutta la comunità senese, quella comunità che l’Arcivescovo Buoncristiani ha benedetto e della quale la Festa e le Contrade sono parti fondamentali ed integranti”.
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Il Magistrato delle contrade: “Disorientamento per la mancata benedizione del Cencio”

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:48 pm

Questa mattina l’arcivescovo Antonio Buoncristiani ha confermato la sua posizione relativamente al drappellone di Charles Szymkowicz affermando che la mancata benedizione si deve ad una presunta non conformità rispetto ai canoni dell’iconografia mariana.

I priori delle contrade intervengono sulla decisione dell’arcivescovo Buoncristiani di non benedire il drappellone, con un comunicato del Magistrato delle contrade.

“Con riferimento alla decisione di non benedire il drappellone di Charles Szymkowicz – si legge nel comunicato -, il Magistrato delle Contrade comprende il riferimento dell’Arcivescovo Buoncristiani all’iconografia mariana, aspetto questo direttamente richiamato dall’art. 93 del Regolamento del Palio, che afferma che secondo la tradizione il Drappellone reca, per la corsa del 16 Agosto, l’immagine di Maria Vergine Assunta in cielo. Tuttavia anche in passato alcuni artisti hanno interpretato secondo il loro stile tale dettato, talvolta proponendo iconografie diverse della Vergine, senza alcuna volontà di stravolgere il patrimonio di fede contenuto nella simbologia del Drappellone. La devozione verso la Vergine che comunque questa raffigurazione richiama nei contradaioli non può certamente essere scalfita da una iconografia non in linea con la rappresentazione tramandata da secoli. Per questo i Priori non possono fare a meno di manifestare il proprio disorientamento di fronte a tale decisione che ha colto tutti di sorpresa. La presenza nella nostra Festa di molteplici fattori – passionali, profani, di tradizione popolare, ma anche e soprattutto religiosi, data la presenza delle immagini di Maria Santissima di Provenzano per luglio e, appunto, di Maria Vergine Assunta in cielo per agosto – rende comunque il Palio patrimonio di tutta la comunità senese, quella comunità che l’Arcivescovo Buoncristiani ha benedetto e della quale la Festa e le Contrade sono parti fondamentali ed integranti”.
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Il sindaco De Mossi: “L’arcivescovo ha sbagliato a non benedire il drappellone”

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:50 pm

“L’arcivescovo ha sbagliato a non benedire il drappellone”. Lo ha detto questa mattina il sindaco di Siena, Luigi De Mossi. “Sarebbe facile per me – ha detto il primo cittadino – evitare le responsabilità e dire che la scelta dell’artista che ha dipinto il Drappellone è stata fatta dalla precedente amministrazione. Me ne potrei avvantaggiare politicamente. Invece penso che, una volta finita la campagna elettorale, il Sindaco rappresenti una comunità intera, anche la propria opposizione e che soprattutto rappresenti la continuità istituzionale con chi lo ha preceduto, anche se bene dissenta su molte iniziative e scelte pregresse. La valutazione del Palio attinge a molti elementi: estetici, culturali, religiosi. E neppure posso pensare che la differente sensibilità religiosa del Maestro che ha dipinto il Palio possa avere influenzato in qualche modo il giudizio di alcuno. Si deve dire che al Sindaco in quanto cittadino, il Palio è piaciuto, ed è legittimo che l’Arcivescovo Buoncristiani possa non essere soddisfatto dell’opera su un piano personale. Tuttavia, quando si assume un ruolo sia religioso che politico, la visione deve abbracciare altre prospettive: quelle di una intera comunità che si riconosce nel Comune e anche nel sentire religioso”.

“Credo che l’Arcivescovo – ha proseguito il sindaco – voglia bene alla città ma credo anche che abbia sbagliato nel non benedire il Drappellone del Maestro Szymkowicz. Soprattutto non ha tenuto un dialogo su questo aspetto con il Comune preavvertendo il Sindaco della sua scelta. Spero e confido che non vi sia problema alcuno per l’omaggio che la Contrada vittoriosa farà in Duomo la sera del Palio. Auspico per il futuro un dialogo costante e continuativo nel rispetto dell’autonomia di entrambe le autorità: religiosa e civile”.
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Consegnato il Mangia d’Oro e le medaglie di civica riconoscenza

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 8:55 pm

Questa mattina, festività di Maria S.S. Assunta in cielo, Patrona e Regina di Siena, il sindaco Luigi De Mossi, durante la solenne cerimonia svoltasi al Teatro dei Rozzi, ha consegnato il “Premio Mangia 2018” a Tommaso Fabbri (candidato dall’Imperiale Contrada della Giraffa); Medaglia di civica riconoscenza a Massimo Biliorsi (candidato dal Gruppo Stampa Autonomo di Siena), e a Lelio Grossi (candidato dalla Contrada della Torre).
“E’ un onore – ha detto il sindaco Luigi De Mossi – poter premiare i nostri concittadini che con umiltà, passione e coraggio si sono distinti nel corso della propria vita tenendo alto il nome e la reputazione di Siena nel mondo. Sono loro che oggi ci fanno sentire orgogliosi di essere senesi>>.

<<Oggi consegniamo il Premio Mangia a Tommaso Fabbri – ha proseguito – perché ha dedicato e continua a dedicare la sua vita ad aiutare il prossimo. Le Medaglie di Civica Riconoscenza vanno quest’anno a due persone che, in ambiti diversi, hanno contribuito in modo impeccabile alla vita culturale e sociale di Siena.

A Massimo Biliorsi perché grazie alla sua passione e alla conoscenza profonda della musica ha portato ad esibirsi a Siena artisti ben noti al pubblico, concerti ricordati ancora oggi in tutto il mondo; e a Lelio Grossi perché è un uomo che ha fatto della legalità e della solidarietà il suo principio di vita”.

La presentazione di Tommaso Fabbri è stata fatta dal giornalista Alessandro Lorenzini che ha ricordato come, da sempre, Fabbri “abbia avuto qualcosa negli occhi, una sorta di energia diversa, accumulata anche in anni non semplici, e distribuita in un percorso di studi che, nello sguardo di chi non lo conosceva così bene, poteva sembrare una montagna insormontabile. Quel corso di Farmacia all’Università di Siena non era però che il primo passo verso quel sogno coltivato e partito proprio da via dei Rossi, dove è nato. Ma a lui non importava vendere aspirine e rimedi per il mal di pancia. I suoi interessi erano altrove. Ad attirarlo erano la geopolitica e le problematiche umanitarie”.

Lorenzini ha ripercorso l’impegno dell’amico iniziato nel 2006 con Medici Senza Frontiere:

Iran, Palestina, Yemen, Pakistan. “Un grande viaggio, da uomo di pace. Partito da quella Piazzetta della Giraffa, arrivato nella piazza più grande di tutte, quella del mondo. E della pace, dell’esaltazione della diversità: di colore della pelle, di vedute. La piazza del confronto e dell’integrazione. Poi le responsabilità in Francia e in Italia”. Dalla prima missione in Malawi per occuparsi della farmacia in un contesto di malati di Aids, all’approvvigionamento di farmaci in una Liberia post conflitto. Poi in Niger, dove il drammatico problema della malnutrizione infantile può essere affrontato con l’aiuto di un panetto da succhiare a base di farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, latte in polvere, sali minerali e vitamine.

<<In Ciad – ha proseguito – arriva la sua prima esperienza come coordinatore di progetto e la prima volta in una situazione di conflitto, quindi: patologie particolari, epidemie. L’impegno da pratico è diventato più strategico. I progetti successivi lo portano in Yemen, Pakistan, Iran. Nel 2014 è capo missione a Gerusalemme, dove Msf opera nella Striscia di

Gaza tra bombardamenti che si susseguono, ospedali saturi di pazienti, sale operatorie attive giorno e notte, e la popolazione terrorizzata per il dover muoversi sotto le bombe per trovare aiuto>>. Ed è con la paura che Tommaso Fabbri si è abituato a convivere, perché quando si lavora in situazioni di conflitto o di alto rischio il rischio zero non esiste mai.

“Perché si deve decidere se un’operazione deve continuare, essere fermata, quando e come intervenire, cercando di stabilire un ambiente di lavoro sicuro, un santuario come definito nella convenzione di Ginevra, dove l’incolumità dei pazienti/beneficiari e degli operatori è la prima priorità. E si devono prendere decisioni molto importanti in tempi brevi e sotto pressione. Non solo. Tommaso ha avuto la forza di incontrare diplomatici e attori influenti, nonché denunciare pubblicamente ciò che testimoniamo con le nostre operazioni>>.

L’80% del personale umanitario molla dopo due, quattro missioni. Tommaso Fabbri sono 12 anni che non molla. Dodici anni consecutivi in mezzo alla sofferenza e alla ricerca della pace.
“L’ultimo incarico è stato quello di capo missione in Italia. Da lui dipendeva l’organizzazione sia di interventi di assistenza sul territorio italiano sia di operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale con le tre navi di Msf. Come responsabile anche del programma di operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale il dramma dei naufragi l’ha vissuto di persona, come quando, fra le tante altre volte, ha partecipato direttamente a un salvataggio: più di 1.100 persone recuperate in poche ore. Un’esperienza incredibile, con i naufraghi che si agitavano e hanno iniziato a buttarsi in acqua, che è la cosa peggiore in queste situazioni. L’impegno più grande era nel calmarli. Non ne è stato perso nessuno.

Ed ancora il Centro di riabilitazione per i sopravvissuti a tortura e per le vittime di trattamenti crudeli e degradanti, aperto a Roma per assistere persone che hanno subito torture, abusi e violenze nei Paesi d’origine o durante il percorso migratorio”.

“Tommaso – ha concluso Lorenzini – è anche il simbolo di una generazione che vive costantemente in un limbo, fra coloro che più anziani l’hanno costruita, con tutti i pregi e i difetti, e coloro che la vogliono cambiare o modificare, e in questo Fabbri ha insegnato. Ha insegnato a esplorare ed esplorarsi, ad aprire il proprio cuore. Farlo in Africa, nelle zone di guerra di tutto il mondo, ma anche qui fra Porta Camollia e Porta Romana. Voglio pensare, anzi sono sicuro, che tanto di questo è cresciuto lì, sotto Piazza Provenzano. Perché quei concetti di solidarietà, comunità, vicinanza e mutuo soccorso Tommaso li porta nel cuore. Per questo o anche per questo è arrivato questo Premio, fortemente voluto dalla Contrada, fortemente voluto dal popolo senese>>.

“E’ difficile – ha aperto il docente dell’Università di Siena Duccio Balestracci – tracciare il profilo di Massimo Biliorsi, nato nel Drago, anzi in Pallaccorda. Il Biliorsi che fa il Biliorsi – è il solo modo di definire la poliedrica personalità intellettuale di quest’uomo, appartato e schivo, che fa della sobrietà locutoria la sua cifra. Quando deve parlare in qualche contesto – di rado e regolarmente con l’aria di chi preferirebbe farne volentieri a meno – i suoi interventi sono sintetici, essenziali, privi di qualsiasi gusto per il fronzolo retorico. Più o meno come quando elabora un filmato (la sintesi è tutto, sostiene giustamente), o quando scrive”. Il suo interesse maggiore è la musica, e fin da giovanissimo segue i più significativi eventi e concerti. “E’ così che acquisisce la competenza nella materia – ha sottolineato Balestracci – e soprattutto acquisisce un metodo che applica ai suoi filmati: partire dalla musica; costruire attraverso essa il filo delle emozioni e rivestire l’una e gli altri di immagini. Nei suoi vagabondaggi musicali conosce Mauro Pagani e quando nel 2001 Massimo Biliorsi sviluppa un’idea di spettacolo particolare, Pagani (che intanto ha lasciato la Premiata Forneria Marconi dal 1977 e ha iniziato un percorso originale di ricerca) lega il suo nome a Siena. Biliorsi, infatti, si inventa un progetto di evento di grande interesse”. medaglia biliorsi

Nasce “La città aromatica” che conterà 11 edizioni e che per due volte vince il riconoscimento di Concerto dell’anno.

Tra le tante attività di Biliorsi c’è anche la radio. <<Entra ventenne ad Antenna Radio Esse e l’anno seguente è già direttore dell’emittente. Nel 1982, l’esperienza con la radio si conclude, e lui esporta la sua idea in uno studio di registrazione autonomo – “Diana recitazione” – che continua a produrre romanzi radiofonici venduti in tutt’Italia, grazie anche alla collaborazione di “fini dicitori” quali Carlo Borgogni, Rita Ceccarelli, Lucia Donati ed altri ancora. Il mondo della comunicazione è il suo mondo: con Riccardo Domenichini cura i video delle cene della vittoria delle Contrade.

Ecco, forse la chiave che ho faticato a individuare per definire il lavoro di Massimo Biliorsi è davvero questa: lui è un narratore di emozioni. Lo fa con la musica, lo fa con le immagini, lo fa con le parole. Lo fa con i format che inventa per il Canale Civico>>.

L’esperienza incrociata di scrittore di testi teatrali e di conoscitore del linguaggio del cinema porta Massimo Biliorsi a cimentarsi con una prova particolarmente ambiziosa: scrivere la sceneggiatura di un film. <<La conoscenza con Luca Verdone gli serve per farsi conoscere nel mondo del cinema e Biliorsi, proprio per la regia di Luca Verdone firma la sceneggiatura del film “La meravigliosa avventura di Antonio Franconi”. L’attore principale è Massimo Ranieri e con lui recitano Elisabetta Rocchetti, Orso Maria Guerrini e Sonia Aquino. E infine, il Massimo Biliorsi comunicatore di emozioni con la scrittura.

Le emozioni del Palio, con il suo “Le stagioni del Palio”.

Le emozioni della storia più inconsueta di Siena, con “1799”. Le emozioni che nascono dal contatto con il mondo dell’irrazionale, del magico, dell’inquietante, calato dentro una Siena inconsueta, raccontata nella cifra fiabesca delle leggende popolari.

Concludo con il Biliorsi giornalista: lui che è stato dal 1988 al 1992 addetto stampa dell’Università per Stranieri e che affianca il mestiere di commentatore culturale a quello di addetto ai preziosi e delicati archivi di Siena Jazz; lui, dicevo, sulle pagine de “La Nazione”, con la quale collabora dal 1985, addita in precisi, sintetici e godibili camei le persone che, in vari campi e a vari livelli, si danno da fare per questa città. Un piccolo famedio di chi, con il suo lavoro e il suo impegno, si sforza quotidianamente di contribuire a fare della nostra città, della nostra piccola patria senese un posto migliore.

Era giusto che questa comunità, questa città nella sua interezza, oggi e in questa occasione, un grande grazie lo dicessero a Massimo Biliorsi per quello che ha fatto e per aver contribuito, lui, ad arricchire Siena>>.

“Lelio Grossi – ha illustrato Massimo Bianchi Presidente ASP Città di Siena – nato nel rione della Torre, fin da giovanissimo si impegna in Contrada, concorrendo a costituire il gruppo “Piccoli Torraioli”, oltre a ricoprire importanti ruoli operativi fino a diventare Priore tra il 1994 e il 1995, e per dieci anni Presidente del Collegio dei maggiorenti”.

Bianchi dopo aver ripercorso le tappe della vita lavorativa di Grossi <<un senese “doc” che ha dato sicuramente, come molti altri, il proprio contributo per mantenere vive le tradizioni e le Istituzioni proprie della città, ma è tuttavia per il suo costante impegno nel sociale, mai troppo esibito o gridato, che il Concistoro del Monte del Mangia gli ha conferito quest’oggi all’unanimità la Medaglia di civica riconoscenza>>.

Come, infatti, ha sottolineato Bianchi: <<Risale al 1996 il suo primo impegno nel volontariato, nello specifico nel servizio di “Microcredito di Solidarietà”, promosso dalla Arciconfraternita di Misericordia di Siena, uno dei primissimi interventi del genere in Italia, ancora oggi operante, che consente di intervenire concretamente a supporto delle persone in difficoltà finanziaria. L’anno successivo Lelio Grossi presenta alla Misericordia di Siena e poi realizza un progetto che, utilizzando le opportunità previste dalla legge 108/96, consente di contrastare il fenomeno del sovra indebitamento e dell’usura. Creare dal nulla una struttura nuova che, sia dal lato organizzativo che amministrativo non poteva avvalersi di precedenti esperienze non fu cosa facile, ma l’iniziativa trovò comunque attuazione, dimostrando da subito tutta la sua validità, testimoniata dall’alto numero delle richieste ricevute già nei primissimi mesi di attività. Fu deciso così di allargare, progressivamente, la competenza territoriale da Siena ad altre provincie toscane cercando e trovando la disponibilità di altre Misericordie locali per la costituzione presso le loro sedi di Centri di Ascolto. Immediato fu anche il supporto delle istituzioni. E’ del 1998 il primo protocollo d’intesa voluto da Lelio Grossi con la Regione Toscana e, quasi determinante, fu il ruolo della Banca MPS che erogò i finanziamenti nel primo anno di attività, regolati da una specifica convenzione che servirà poi da guida per definire l’operatività con tutti gli altri istituti bancari che seguiranno nell’esperienza>>.

Nel 2006, per il notevole volume di interventi richiesti ed effettuati, la Misericordia di Siena, su richiesta di Lelio Grossi, istituisce una specifica onlus in cui far confluire l’attività di prevenzione usura: la Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura onlus, riconosciuta dalla Regione Toscana. Fondazione, amministrata da un cda, è dotata di una struttura di tipo bancario in cui i Centri di Ascolto possono essere assimilabili a delle filiali che interagiscono con la sede di Siena articolata su una segreteria, un settore fidi, un settore legale e uno amministrativo. La Fondazione ha tra i suoi principali scopi quello di assumere iniziative a favore di soggetti in situazione di sovra indebitamento e a rischio usura mediante il rilascio di garanzie a banche convenzionate per permettere la concessione di finanziamenti destinati alla estinzione di passività pregresse. Oggi i Centri di Ascolto sono ormai ben 44 nelle maggiori città della Regione Toscana in cui operano oltre 200 volontari con specifiche professionalità in campo economico finanziario. In venti anni dal 1998 al 2018 si sono rivolti ai Centri di Ascolto oltre 25000 tra famiglie e piccoli imprenditori in difficoltà finanziarie. La Fondazione è inoltre impegnata nel contrasto al gioco d’azzardo, spesso causa e anticamera di usura>>. medaglia grossiJPG

Per questi motivi la Fondazione viene unanimemente considerata come un’eccellenza del volontariato toscano in campo nazionale.

“E’ il valore umano e sociale di questa iniziativa che Lelio Grossi ha creato e ancora dirige – ha rimarcato Bianchi – che occorre sottolineare con forza: in primo luogo perché è una storia che è nata qui, a Siena, e da qui parte per produrre, in breve tempo, fattori di moltiplicazione impensabili. Oggi Lelio Grossi riceve un premio significativo da parte della sua città: quella Medaglia di civica riconoscenza che Siena offre ai suoi figli migliori. Ed è bello considerare questa Medaglia come un riconoscimento ideale a tutti gli uomini e le donne che hanno lavorato e collaborato nei vari anni con lui per costruire nel tempo un meccanismo di indispensabile aiuto anche per tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute, costituendo una fonte di orgoglio e di vanto per la città intera>>.

Le pergamene che hanno accompagnato i riconoscimenti sono state realizzate, a titolo gratuito, da Michela Bacconi e Stefano Pellati.

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Palio sicuro: task force delle forze dell’ordine con droni, tiratori scelti e oltre 500 operatori

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 9:17 pm

Polizia, Carabinieri, Municipale, Scientifica e Guardia di finanza al lavoro per garantire la sorveglianza
Sarà profuso uno sforzo speciale da parte delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza a Siena per il giorno del Palio. Una vera task force con oltre 500 gli operatori impegnati, nel complesso sarà di oltre 1500 unità il personale delle forze dell’ordine che impiegate nell’arco dei 4 giorni.

Le attività preventive a carattere generale e di controllo del territorio, già intensificate nel corso dell’ultimo mese, con particolare riguardo alle zone di confine tra le contrade rivali, sono state incrementate a partire da lunedì 13, in tutto il centro storico ed in periferia, nelle vie di accesso alla città, con attenzione anche alle aree di parcheggio principali. Oltre a garantire il regolare svolgimento del Palio, l’obiettivo di tali attività, che vedono anche l’impiego di personale in abiti civili, è quello di prevenire e reprimere la commissione di reati come scippi e borseggi, e dei furti negli appartamenti, specie nei periodi in cui sono lasciati incustoditi.

Nel centro storico e nell’area circostante a Piazza del Campo, attenzione verrà rivolta, ai varchi d’ingresso, che saranno vigilati e presidiati dalla polizia, carabinieri e dalla guardia di finanza, nonché dal personale della polizia provinciale e Municipale, con la collaborazione degli steward, per il controllo e filtraggio, anche con i metal detector, delle persone che vorranno entrare. Anche dall’alto verrà attuato un servizio specifico, con la supervisione dell’elicottero reparto volo della polizia e l’impiego di tiratori scelti sui tetti.

Le unità cinofile antiesplosivo e gli artificieri antisabotaggio, si occuperanno delle attività di bonifica delle aree delle acque piovane e dei bottini sotterranei. In Piazza i sos dei carabinieri, unità altamente qualificate per la gestione di situazioni critiche, nonché la squadra di specialisti per eventuali problematiche inerenti i droni.

La polizia scientifica sarà impegnata per documentare gli eventi ed eventuali criticità che dovessero insorgere durante le manifestazioni. Sulla Torre del Mangia allestito il centro unificato di coordinamento. Per agevolare i turisti all’ingresso e fornire informazioni utili per la manifestazione, ci saranno alcuni studenti dell’Università per stranieri, conoscenti delle lingue russo e cinese, oltre all’inglese e francese.
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La Lupa vince il Palio dell’Assunta

Messaggio  jabru il Gio Ago 16, 2018 9:18 pm

Straordinario trionfo partendo di rincorsa da parte di Gingillo su Porto Alabe
E’ la contrada della Lupa, con Giuseppe Zedde detto Gingillo su Porto Alabe, a vincere la Carriera del 16 agosto 2018: la contrada di Vallerozzi torna a gioire dopo il cappotto del 2016. Una vittoria straordinaria da parte del duo composto da Zedde e dal potentissimo Porto Alabe, partiti di rincorsa (Drago, Giraffa, Civetta, Pantera, Tartuca, Nicchio, Valdimontone, Bruco, Leocorno e Lupa di rincorsa come detto l’ordine ai canapi): dopo due uscite dai canapi per i barberi la mossa è valida. Ottimo spunto di Civetta e Giraffa, al San Martino prende il comando la Lupa seguita da Giraffa Nicchio e Bruco, che poi stacca tutti al secondo giro. Al Casato cade il Nicchio con la Lupa che si invola e va a trionfare.
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le altre due mosse d’agosto

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 7:46 pm

Di seguito le altre due mosse per il Palio corso ieri,16 agosto.

Nella seconda busta questo l’allineamento tra i canapi: Bruco, Nicchio, Tartuca, Drago, Leocorno, Civetta, Giraffa, Valdimontone, Lupa e Pantera di rincorsa.

La terza possibilità prevedeva: Civetta, Giraffa, Valdimontone, Bruco, Drago, Lupa, Leocorno, Tartuca, Pantera e Nicchio di rincorsa.
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il questore Capuano ringrazia forze dell’ordine e Contrade

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 7:49 pm

Solo due denunce dei Carabinieri per due coltelli a serramanico

SIENA. “Voglio ringraziare tutto il personale delle Forze dell Ordine – ha detto il Questore Costantino Capuano al termine dei servizi – a partire dalla Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, per arrivare alla Polizia Provinciale e alla Polizia Municipale, per l’impegno profuso per garantire la sicurezza della manifestazione.

I miei sentiti ringraziamenti – ha proseguito Capuano- vanno, inoltre, alle dirigenze delle Contrade che hanno collaborato attivamente per consentire che non si registrassero turbative per l’ordine pubblico”.

Tutto è andato per il meglio, quindi, e i controlli sono stati efficaci così come l’azione di prevenzione e di controllo del territorio. Un dato significativo è, infatti, quello che ha fatto risultare l’assenza di denunce per borseggi e reati di microcriminalità.

Nell’ambito dei servizi, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato due coltelli a serramanico, con la conseguente denuncia a carico di un cittadino tunisino di 33 anni e di un italiano di 59 anni per porto di oggetti atti ad offendere.
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il giro della vittoria della Lupa -

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 8:23 pm

Si è tenuto oggi, venerdì 17 agosto, il giro della vittoria della Contrada della Lupa, che ha trionfato al Palio di Siena del 16 agosto 2018, corso in onore della Madonna dell'Assunta, con Giuseppe Zedde detto Gingillo su Porto Alabe.

La Contrada, alla sua 37ª vittoria nella Carriera senese, si è aggiudicata il Drappellone realizzato dall'artista belga Charles Szymkowicz.
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•GINGILLO E PORTO ALABE FANNO ESPLODERE DI GIOIA VALLEROZZI

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 8:28 pm

In Piazza del Campo è un tripudio di bandiere bianche e nere listate di arancio. La Lupa ha vinto la sua 37^ vittoria.

Una corsa strepitosa, quella condotta da Giuseppe Zedde, detto Gingillo, alla sua terza vittoria su Porto Alabe, il bellissimo sauro di 10 anni che per la seconda volta taglia per primo il bandierino.

Il popolo di Vallerozzi ha ricevuto dalle mani del suo Capitano il drappellone dipinto dall’artista belga Charles Szymkowicz, e ora è già in Duomo per ringraziare la Vergine Assunta in cielo alla quale è dedicata la Carriera di mezz’agosto.

La tensione dell’attesa, incastonata dentro questi incredibili quattro giorni, durante i quali tutti i senesi si sono ritrovati a vivere appieno la loro città, è terminata solo quando i dieci barberi sono usciti dall’Entrone di Palazzo Pubblico per allinearsi alla mossa.

Drago, Giraffa, Civetta, Pantera, Tartuca, Nicchio, Valdimontone, Bruco e Leocorno si sono allineate fra i canapi con la Lupa di rincorsa.

Da quel momento in poi tutta la piazza è rimasta sospesa. Migliaia di sguardi si sono focalizzati solo su un punto: la partenza.

A scattare in testa la Civetta e la Giraffa. Alla prima curva di S. Martino la Lupa, dall’interno, supera la Giraffa. E’ prima. La corsa è già finita. Inutili i tentativi della Giraffa che, fino all’ultimo metro di tufo, cerca di superare Gingillo. La Lupa si manterrà sempre in prima posizione con una corsa condotta in maniera magistrale, facendo esplodere di gioia i lupaioli che, solo nel 2016, avevano fatto “cappotto” vincendo sia la Carriera di luglio sia quella di agosto.

Questo è il Palio. Questa è Siena. Qui non siamo a una sagra riesumata solo per far cassa. Questa è la storia di una città che due volte all’anno si presenta, anzi, si ripresenta al mondo con una Festa che è sintesi di una storia gloriosa. Di un’appartenenza che è marca connotativa di una realtà che, per le sue antiche tradizioni, è diventata paradigma a livello internazionale.

Federico Fellini, con poche parole, riuscì a fare la sintesi di questo passato secolare: “Voi a Siena avete questa corsa preziosa, ed è singolare come nel conflitto delle Contrade vi sia la vostra unione. Tutto il mondo si sfalda e voi siete ancora qui con la vivezza di questi riti e con la fedeltà dei secoli. Credo sia l’unico esempio in Italia. C’è un cordone misterioso fra voi e i senesi di tutte le epoche: E’ bello. Molto bello”.

Sì, è veramente bello vedere un’intera collettività vivere, con passione viscerale, tre giri fatti, in una delle piazze tra le più belle del mondo, da 10 cavalli lanciati al galoppo per sintetizzare e, al contempo, far deflagrare sentimenti, passioni. Amore.

Quei magnifici destrieri portano le insegne di rioni, segmenti di una città. Di famiglie. Segmenti di un’umanità che riconosce, e legittima ancora, i valori tramandati dalle generazioni passate. Un’unicità che, in tanti, nel mondo, vorrebbero anche solo assaporare.
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UN GINGILLO DI ORO ZECCHINO CON DIAMANTE, PORTO ALABE

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 8:30 pm


Ebbene sì, nel Palio moderno si può vincere anche partendo dalla posizione della rincorsa in tutti gli anni duemila fortemente penalizzata da mosse costantemente giovani e soprattutto dalla presenza fra i canapi di barberi pronti e scattanti che non lasciavano mai scampo a chi veniva da dietro. Bisogna chiederlo a Giuseppe Zedde detto Gingillo come si fa. Certo ci vuole un pizzico di fortuna, ma cercando subito dal verrocchio un viottolo interno e trovando lo spazio grazie a scelte a volte improvvide degli altri contendenti ci si può fare. E se poi hai un cavallo esperto che sembrava avere un gran passo, ma sempre lo stesso per tre giri, e che invece si ricostruisce scattista tanto da infilare tutti al primo San Martino e poi con assoluta forza e prontezza mettere fra sé e gli altri tre o quattro colonnini di vantaggio che non danno scampo a nessuno.
Insomma tutti gli onori del caso vanno a Gingillo, un fantino che sembrava essersi perso dopo una rovinosa caduta e dopo carriere assolutamente oscure. Ma Lui c'era, Lui lo sapeva e deve alla sua costanza al suo lavoro, alla grinta e direi classe l'essere riuscito a dominare la carriera e tornare con assoluto merito fra i grandi del Campo. Una prova eccezionale, la sua, una prestazione da grande fantino, calmo e sicuro che non ha lasciato il minimo spazio alle smanie e speranze di vittoria di tutti gli altri. Si è dato la rincorsa ed è volato via a vincere per se per il suo barbero, ma anche per quella Lupa di Capitan Gragnoli che gli aveva rinnovato la fiducia e che Lui, Giuseppe figlio dello Zedde, due volte vittorioso sul Campo, ha ripagato con moneta sonante a due anni dal favoloso cappotto.
Una carriera che mette in castigo, direi in un angolo, tutti quei barberi, Phatos, Rexy, Osama Bin, Tale e Quale, per non dire del mai presente Rodrigo Baio, che tutti gli intenditori mettevano nel ristretto novero degli assoluti protagonisti. Anche io nel mio borsino avevo indicato Pantera e Drago fra le punte sicure, ma non avevo fatto i conti con l'espertone Porto Alabe che ora si scopre anche velocissimo nel mettersi subito sulle zampe, quando tutti gli consegnavano solo il terzo giro.
Dalla carriera esce bene la Giraffa, anche se bruciata all'interno al primo San Martino dalla Lupa, ma escono male il Drago e la Pantera che mai sono state davvero in corsa, così come il Leocorno, con Osama francamente non all'altezza e forse non interpretato al meglio dal Sanna.
Brio è uscito dai canapi buon ultimo facendo la fortuna, spostandosi verso il centro pista, della Lupa, Scompiglio ha smanettato, ma senza l'abituale grinta, fino al primo San Martino, affrontato non so se per colpa sua o del barbero male.
Ha cercato di fare il Palio il cinquantenne Trecciolino, sottraendosi con una virata interna dalle nerbate che Antonio Siri detto Amsicora gli aveva assestato dalla mossa fino a sotto palazzo Sansedoni, ma la caduta al primo Casato gli ha tarpato le ali. Bruciando anche le possibilità del Bruco coinvolto anche lui nella caduta.
Anche il Siri è andato a baciare il tufo al primo San Martino, ma Amsicora sulla novella Schietta il suo lavoro, quello di contrastare il Nicchio, l'aveva fatto tutto intero. E si merita comunque un bravo. Di sicuro da parte del Capitano e del popolo dei Servi.
La Civetta si è vista in partenza ma poi è stata coinvolta nel grigiore del gruppo.
Dalla carriera esce male Giovanni Atzeni detto Tittia, che su di un cavallo chiacchieratissimo – forse troppo – ma che Lui aveva battezzato, parlo di Rodrigo Baio – ha messo insieme una serie di strafalcioni che non gli si addicono. Ha remato quasi sempre in ultima posizione, ma il primo San Martino è stato troppo goffo per essere vero.
Insomma dalla carriera dell'Assunta esce vincitrice, dominando tutti, la Lupa, esce trionfatore Giuseppe Zedde detto Gingillo e si consacra fra i grandi barberi di Piazza Porto Alabe.
E il drappellone coloratissimo e con una Madonna poco Madonna ma assolutamente in linea con tantissimi altri drappelloni ed in fondo una opera d'arte di buona stoffa, caro Arcivescovo che hai voluto tirare uno schiaffo alla città negando al cencio la tua benedizione, finisce nelle mani del popolo di Vallerozzi che lo benedice. Eccome, se lo benedice!

Roberto Morrocchi dfa OKSiena
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Gingillo: “Ha vinto un fantino che qualcuno dava per finito”

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 8:46 pm

Giuseppe Zedde ha fatto il capolavoro della carriera correndo un Palio superlativo e andando a vincere il suo terzo Palio su di un Porto Alabe perfetto. “Sinceramente speravo in un posto basso alla mossa, quindi la rincorsa poteva svantaggiare un po’ – ha commentato Gingillo –. Però nei giorni scorsi avevo studiato anche questa possibilità, cercando di capire quello che avrei potuto fare pure in questa evenienza. Volevo buttarmi subito all’interno, cercando quella traiettoria. Ho aspettato il momento giusto, sperando che la strada si aprisse. In corsa, poi, non mi sono mai rilassato, ho dato tutto, non avevo paura di sbagliare. Ho tenuto anche traiettorie abbastanza basse, forse non ce n’era nemmeno così tanto bisogno però io conoscevo e mi fidavo di Porto Alabe e lui si fidava di me. Di critiche in passato ne ho sentite tante, anche alcune troppo pesanti. Il Palio dell’Assunta lo ha vinto un fantino che qualcuno dava per finito e che per altri addirittura a luglio voleva fare il killer ma non era così perché io volevo vincere anche per Provenzano”
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Il capitano della Lupa, Gabriele Gragnoli: “E’ stato un Palio magistrale”

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 8:48 pm

Per Gabriele Gragnoli è il terzo trionfo da capitano della contrada della Lupa in Piazza del Campo dopo il cappotto del 2016. “E’ stato un Palio magistrale – sono state le sue parole nella sera del trionfo –. Tre giri primi non li vedevamo veramente da tanti, tanti anni. Abbiamo vinto di prepotenza. Essere di rincorsa era un’eventualità che ci poteva stare, anche in termini statistici, dato che non accadeva da un po’ di tempo. Avevamo pensato a quello che avremmo potuto fare, e ci è riuscito. Quando Giuseppe ha visto il corridoio è entrato, e poi quella curva magistrale gli ha permesso di uscire primo a San Martino”.
“Giuseppe – ha detto ancora Gragnoli – ha fatto un grandissimo Palio, un San Martino pennellato e una corsa ben amministrata. Oltretutto abbiamo vinto di rincorsa ed è una cosa rarissima. Non eravamo in nessun modo favoriti. Del lotto facevano parte cavalli più potenti del nostro, ma nonostante questo noi abbiamo continuato a crederci perché l’esperienza di Porto Alabe e di Giuseppe Zedde ritenevamo che fosse un valore aggiunto. E abbiamo avuto ragione”.
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Carburo: «‘Tale e quale’ con me non si è mai buttato»

Messaggio  jabru il Ven Ago 17, 2018 8:49 pm

Siena, 21 agosto 2018 - «LE SECONDE linee come me hanno fatto meglio dei big? Abbiamo bisogno di metterci in mostra, sennò restiamo a casa!» Chiaro e forte, Carburo. «Siamo partiti con la Civetta facendo un Palio ‘contro’, non ci dovevamo inventare niente sennò possono succedere le disgrazie. Basta rivedere i vecchi filmati», racconta.

In che senso?

«Lo faccio spesso di guardare le Carriere di un tempo. Ricordiamo l’ultima vinta da Aceto nell’Aquila che cadde la Pantera. Il Palio non è una corsa regolare. Metti che ti succede qualcosa e sei fritto. Meglio essere prudenti. Dalle corse del passato s’impara parecchio».

Cercavi di partire in testa per le prove e l’hai fatto nel Palio.

«Meglio essere davanti all’avversaria. Per bloccarla due nerbate secondo me non servono a niente. Devi ostacolare il cavallo».

Come giudichi Tabacco?

«Lo paragono al Porto Alabe degli esordi. Diventerà un grande barbero da Piazza, dobbiamo considerare che è al secondo Palio. Ha testa, è partente, le caratteristiche giuste. Bisogna avere un attimo di pazienza con i cavalli come con i fantini. Due Carriere e poi vengono posteggiati: così non va».

In Civetta c’era un clima particolare, tutti cantavano.

«Mi hanno accolto quasi come se avessi vinto un Palio, al rientro. Nei quattro giorni nessuna pressione, semmai mi hanno caricato. I ragazzi e i vecchi cantavano. Altre volte capita che c’è un’aria pesa e sembra che stai andando a morire. L’hanno presa bene. Se ti abbatti sembra che la guerra sia persa in partenza».

Tale e quale, il tuo cavallo di scuderia, ha qualità ma problemi di sterzo secondo il capitano del Nicchio.

«Non voglio offendere nessuno però a me non ha mai dato problemi. Forse Trecciolino ha perso un attimo di tempo per aggiustarsi lo zucchino e invece di guidarlo con due mani l’ha fatto con una sola. Puoddarsi che si butti anche con me però lo monterei volentieri per il Palio».

Schietta, l’altra cavalla che alleni, era toccata al Montone.

«Come Tabacco, va aspettata. E’ il primo Palio, svelta in partenza. Poteva anche fare bene».

La giustizia paliesca ha condizionato Carburo?

«No, anzi mi ha fatt la Nazioneo arrabbiare di più. Ad agosto non ho problemi con il cambio di posto come del resto non ne avevo a luglio essendo partito terzo».



di LAURA VALDESI da La Nazione
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Sandra Rossi: "Queen Winner bravissima"

Messaggio  jabru il Gio Ago 23, 2018 7:01 pm

ra i barberi protagonisti del Palio di agosto spicca senza dubbio Queen Winner. La sorella di Preziosa Penelope, che ha dominato l'annata 2016 e poi non è stata più scelta (sono entrambe figlie del medesimo stallone, Approach the Bench), è toccata in sorte alla Giraffa ed è stata capace di lottare fino agli ultimi metri per la vittoria con l'accoppiata della Lupa. Sandra Rossi, una dei suoi proprietari, è molto soddisfatta: "In Piazza ha fatto vedere le sue doti. E' rimasta tranquilla al canape, ha dimostrato di essere veloce e scattante, non ha dato problemi nella stalla. Ha corso una grande Carriera: considerando che questa era la sua prima esperienza, credo che possa solo migliorar
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le proposte di sanzione dell’assessore Tirelli

Messaggio  jabru il Gio Ott 18, 2018 7:20 pm

Ammonizione al fantino di Valdimontone, Amsicora e due censure, una per il Nicchio e una per il Valdimontone

SIENA. Alberto Tirelli, assessore delegato alla Giustizia paliesca, ha predisposto le proposte di sanzione relative allo scorso Palio del 16 agosto, sulla base di quanto disposto dal Regolamento del Palio e dalla relazione dei Deputati della Festa della quale fanno parte integrante i rapporti scritti dagli Ispettori della pista e dal Mossiere, e tutti gli atti o documentazioni acquisiti.

Di sanzionare il fantino della Contrada di Valdimontone Antonio Siri detto Amsicora così come previsto dall’art. 99 del Regolamento del Palio, con una ammonizione per aver cercato in più occasioni, durante la mossa del Palio, di inserirsi tra i fantini della Contrada della Tartuca e della Contrada del Nicchio cercando di infrangere l’art. 87 che richiama il comma 1 dell’art. 64 dove ciascun fantino è obbligato a mantenere il posto assegnatogli dalla sorte.

Per la Nobil Contrada del Nicchio una censura (art. 97 punto a), per avere i propri contradaioli ostacolato, in parte, il regolare deflusso dalla Piazza dopo la corsa del Palio, e provocando un leggero alterco con i contradaioli della Nobile Contrada del Bruco.

Una censura alla Contrada di Valdimontone (art. 97 punto a), per avere il proprio fantino cercato una posizione diversa da quella toccatagli in sorte.

L’applicazione dell’art. 101 comma 2 si rende necessaria al fine di stabilire un principio univoco del Regolamento del Palio e perfettamente scandito dalle parole dell’art. 64 comma 1, là dove stabilisce in maniera perentoria il divieto ai fantini di cambiare il posto assegnato

“L’applicazione indiretta dell’art. 64 alla Contrada di appartenenza – ha evidenziato l’assessore Tirelli – costituisce una novità sanzionatoria dettata dalle esigenze di rendere le fasi della mossa attinenti alla tradizione e alla storia del Palio. Le indicazioni, che dovranno dalle dirigenze di Contrada essere impartite al rispettivo fantino per il comportamento da tenersi in ossequioso rispetto delle norme regolamentari, verranno di volta in volta analizzate”.

Non luogo a procedere nei confronti della Contrada della Pantera e della Nobil Contrada dell’Aquila per alcuni episodi, considerati similari, che hanno visto coinvolti i contradaioli di ambedue le Contrade. Nello specifico si fa riferimento a canti avvenuti all’interno di un locale pubblico nel territorio dell’Aquila gestito da contradaioli della Pantera e, per l’altro accadimento, a parole offensive dirette a familiari del fantino della Pantera che attraversavano il territorio della rivale.

“Appare evidente (cfr. al riguardo le considerazioni emerse nell’ordinanza n. 82 del 6 agosto 2018) – come ha sottolineato l’assessore Tirelli – che gli accordi che intercorrono tra Contrade rivali debbano trovare rigida osservanza. Va altresì evidenziato che il ruolo attivo delle due dirigenze in questione è riuscito ad impedire qualsiasi motivo di attrito tra le due Contrade. Inoltre, non è ritenuto necessario assumere provvedimenti disciplinari nei confronti della Pantera, da ritenersi eventualmente responsabile ai sensi dell’art. 101 co. 2, per canti che avvengono all’interno di un esercizio commerciale, anche perché l’immediato intervento dei dirigenti ha escluso ogni problematica di turbativa dell’ordine pubblico.

Come, del resto, le minacce e/o offese, pur proferite da un dirigente nei confronti dei familiari del fantino, non costituiscono oggetto di motivazioni sanzionatorie.

Se si dovessero, sempre e comunque, sanzionare le offese, dirette e indirette, rivolte a dirigenti di Contrada e/o fantini, specialmente a questi ultimi in occasione delle prove e delle fasi concitate della mossa del Palio, avremo la certezza che lo spirito di profonda passione, lo stesso orgoglio del mondo contradaiolo, verrebbe a subire un’immotivata azione repressiva, e lontana da ogni riferimento della rivalità abituale della Festa.

Si deve altresì osservare che non sono certamente le azioni sanzionatorie, costantemente però ricercate proprio dalle dirigenze di Contrada, a educare il complesso mondo contradaiolo e paliesco”.

Gli interessati avranno dieci giorni di tempo per presentare alla Giunta comunale le loro memorie difensive.
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Re: Palio dellAssunta

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