Palio d'inverno

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Aquila - elezioni

Messaggio  jabru il Lun Gen 18, 2010 5:31 pm

Sandro Nerli E’ il nuovo priore dell’Aquila

E’ Sandro Nerli, 53 anni, montepaschino titolare della filiale di Salceto a Poggibonsi, il nuovo priore della contrada dell’Aquila. E’ stato eletto ieri con una percentuale di poco inferiore all’83%, e sostituirà Alessandro Orlandini, che aveva già concluso i due mandati che l’Aquila concede per statuto ai propri dirigenti. Priore, soddisfatto per il risultato? “Certamente. Hanno votato 221 persone, e le cancellature sono state poche per me e ancora meno per il seggio. Non potrei essere più soddisfatto”. Come è maturata la decisione di prendere in mano la contrada? “L’idea generale era di proseguire nella continuità, tanto che il priore uscente resta nel seggio. In quest’ottica io sono da dodici anni nel seggio e negli ultimi anni sono stato vicario generale, e così la commissione ha ritenuto che fossi il successore naturale”. Una grande responsabilità: l’Aquila ha un’avversaria agguerrita e non vince da diversi anni... “Essere priore è sempre una grande responsabilità perchè rappresenti un popolo. Per il resto la contrada non mette bocca in quello che è Palio, e che è l’ambito di capitan Romei. Il mio compito è metterlo nelle condizioni migliori per lavorare e vincere. In questo momento nell’Aquila si respira tranquillità e unità. Sono certo che la contrada sia pronta ad assaporare questa vittoria”. Cosa ha lasciato Orlandini? “Conti in perfetto stato, una contrada compatta e una situazione immobiliare completata. A me non resta che mettere Romei in condizioni di vincere”. L’avversaria? “Rapporti leali. Franco Pepi mi ha telefonato per congratularsi. E’ una persona che stimo”. Vicario generale è Fiamma Cardini. “E’ l’unica rimasta del gruppo precedente ed è stata eletta con ottime percentuali. Sono nuovi anche i pro vicari, Fabio Semplici e Vittorio Valentini. Un gruppo giovane, con tannta voglia di fare”

Susanna Guarino da Corriere di Siena
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Donne di contrada ai Rozzi

Messaggio  jabru il Mer Gen 20, 2010 10:43 am

Nel weekend ai Rozzi lo spettacolo delle donne 19 gennaio 2010

Conto alla rovescia per il ritorno sul palcoscenico delle presidenti dei gruppi femminili delle contrade.
Il prossimo fine settimana (sabato 23 alle 21 e domenica 24 alle 17) il Teatro dei Rozzi vedrà protagoniste le donne delle Contrade nella commedia “96 ore in convento”, scritta e diretta da Letizia Vannoni.

Dopo il successo dello scorso anno con “Aggiungi un altro popolo – Speriamo che sia femmina”, quest’anno le rappresentanti dei gruppi femminili dei diciassette rioni si esibiranno nel divertente sequel che le vedrà di nuovo insieme in una improbabile (dis)avventura. Ancora loro, le presidenti e le loro collaboratrici, ancora sul palco insieme ognuna a interpretare se stessa (o quasi, quest’anno ci saranno delle sorprese) per un risultato di certo divertente e genuino come ognuna di loro riesce ad essere ritagliandosi un giusto ruolo nel coordinamento di questi ultimi due anni.
Lo scorso anno proprio il gruppo delle presidenti dei gruppi femminili, da sempre dedito alla beneficenza, ebbe l’idea di cambiare qualcosa delle iniziative per reperire fondi: a giudicare dai commenti del pubblico dello scorso anno e dall’immediato successo per i biglietti di questo 2010, l’idea è stata vincente grazie alla complicità e all’affiatamento mostrato da tutte le presidenti di questi ultimi anni. Così, ancora per la regia di Letizia Vannoni e ancora con la collaborazione, tra gli altri, di Roberto Ricci (la sua versione di quest’anno è imperdibile!), le donne tornano protagoniste per fare del bene a chi ha bisogno. Ricordiamo infatti che l’intero ricavato verrà devoluto in beneficenza ad associazioni del territorio (in particolare quelle che si occupano di donne e bambini) così come lo scorso anno la somma ricavata dallo spettacolo fu destinata ai gruppi donatori sangue delle contrade per la vaccinazione gratuita delle ragazze senesi, contro il papilloma virus. Iniziativa, questa, che ha permesso nel corso del 2009 di far vaccinare gratis le giovani nella fasci di età superiore (fino ai 24 anni) a quella prevista dal bonus della Regione Toscana. Siena è stata l’unica città al mondo, grazie all’iniziativa delle donne delle Contrade, a riuscire a farlo.
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Respinto il ricorso delle donne dell'Oca

Messaggio  jabru il Mer Gen 20, 2010 10:45 am

Respinto il ricorso delle donne dell'Oca 19 gennaio 2010

Il Giudice Monocratico del Tribunale di Siena ha respinto il ricorso delle 61 Contradaiole dell’Oca che avevano chiesto il diritto al voto per il proprio rione. Si chiude così una vicenda che da più di un anno teneva con il fiato sospeso Fontebranda. Il Giudice avrebbe motivato la sentenza con il fatto che a presentare il ricorso sia stata solo una piccola parte del popolo femminile dell’Oca.
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No al voto alle donne dell'Oca

Messaggio  jabru il Mer Gen 20, 2010 10:47 am

No al voto alle donne dell'Oca

Le donne dell'Oca non possono votare. La sentenza del giudice del Tribunale di Siena è stata resa pubblica e quindi il caso delle donne di Fontebranda può considerarsi chiuso. Una storia che andava avanti da diverso tempo e che aveva visto anche l'elezione del Capitano coinvolta a pieno titolo nella serie di proteste per sperare di poter ottenere il diritto di voto. La tradizione secolare della Nobil Contrada dell'Oca vuole appunto che le donne non abbiano possibilità di votare per le vicende della Contrada e così, per adesso, continuerà ad essere. Il fatto di aver portato in Tribunale il caso aveva fatto parlare tutta la stampa nazionale, per l'eccezionalità della cosa. Il giudice ha dichiarato, in seguito all'udienza del 27 luglio scorso, inammissibile la richiesta di diverse ocaiole di vedersi riconosciuto il diritto a votare per le vicende della Contrada.


>>19/01/2010 19.25.00(SIENANEWS)
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Le donne dell'Oca non votano

Messaggio  jabru il Mer Gen 20, 2010 6:58 pm

Le donne dell’Oca non possono votare. La causa in tribunale non è servita a sbloccare la contorta situazione che va avanti da anni e che sembra sempre più lontana da una soluzione. Esaminando la sentenza, si deduce che neanche la giustizia è riuscita a fare chiarezza e a dirimere una volta per tutte la querelle. Quindi: punto e a capo. E’ quanto emerge dal verdetto depositato dal giudice Bellini qualche giorno fa, pubblicato ieri e reso noto solo in tarda serata. Un fulmine a ciel sereno? Niente affatto, perchè dal punto di vista del merito la sentenza non soddisfa quanto le ocaiole, che hanno presentato la causa civile, chiedevano sul diritto di voto. Insomma, il giudice non si addentra sulla legittimità o meno del voto femminile in Fontebranda ma si ferma a decidere su una eccezione: vale a dire che un gruppo di donne che chiede ragione di un proprio diritto non può pretendere di estenderlo a tutte le protettrici della stessa contrada.
da Corriere di Siena


Ultima modifica di jabru il Mer Gen 20, 2010 7:02 pm, modificato 1 volta
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Niene voto alle donne dell'Oca

Messaggio  jabru il Mer Gen 20, 2010 7:01 pm

Siena, 20 gennaio 2010 - Diritto di voto alle donne dell’Oca, il primo round se l’è aggiudicato la Contrada. Perché la sentenza del giudice Ugo Bellini, stesa il 7 gennaio e pubblicata ieri dopo giorni di attesa spasmodica per la città, non ha chiarito il dilemma. Non ha detto se ha ragione il gruppo delle ricorrenti (62 a cui in corso d’opera se ne sono aggiunte numerose, più vari ’notabili’ di Fontebranda) oppure la Contrada. O, magari, addirittura le 'altre' ocaiole che criticano soprattutto il metodo usato dalle ricorrenti perché ritengono che la vicenda vada risolta all’interno del rione, "con i nostri mezzi e le nostre forze".



Anche se, ad onor di cronaca va detto che era almeno sei anni che il nodo era sul tavolo ma non si riusciva a scioglierlo. Comunque sia alla fine è stato proprio l’intervento delle 106 donne di Fontebranda con "l’intervento adesivo autonomo" a sostegno delle eccezioni avanzate dalla Contrada a far pendere la bilancia a favore di quest’ultima. Ecco, a caldo, l’elemento che più balza agli occhi di una sentenza inattesa, per certi versi scioccante, primo frutto di una querelle aspra. Che ha creato tensioni indicibili all’interno dell’Oca, fra gli uomini e anche fra le donne. Solo gli anni riusciranno (forse) a sanarle.



Dopo che, si ricorderà, un gruppo 'rosa' aveva cercato (invano) di partecipare alle assemblee del rione iniziando un percorso caratterizzato da riunioni dei vertici e anche da clamorose dimissioni dei Governatori. Da tentativi (sempre falliti) di conciliazione e da forzature. Persino da un referendum interno, il 13 gennaio 2008: il 92% dei contradaioli (fra cui rappresentanti del gentil sesso) disse no al riconoscimento del diritto di voto. Fu contestatissimo.



La sentenza del giudice Bellini parla non a caso di 'sofferto preambolo' della vicenda, peraltro senza esito, davanti agli organi statutari. Su cui nessuna consorella ha mai proferito parola, tantomeno il Magistrato delle Contrade. Silente il Comune. A tratti, poi, le parole del giudice appaiono dure nei confronti delle ricorrenti. Dove evidenzia, per esempio, che l’iniziativa non poteva essere presa da una o più donne della Contrada 'che, semmai, avrebbero potuto impugnare questo o quel deliberato dell’assemblea generale per vedersi riconoscere la lesione della propria posizione individuale'. Va oltre il togato, inserendo un elemento che già ieri sera faceva parlare e discutere il mondo contradaiolo e chi si ritiene fine conoscitore delle regole.



"La domanda — scrive infatti — poteva essere svolta non già da una o più donne protettrici dell’Oca ma dall’organo rappresentativo delle prerogative delle donne all’interno della Contrada e cioè la Società delle donne in Statuto che all’articolo 105 definisce detto ente come quello che riunisce e organizza le donne... Siffatta iniziativa andava assunta all’interno di un tale organo collaterale — prosegue — il quale ha un proprio statuto e propria autonomia organizzativa".



Ancora una sferzata. Si sono fatte portatrici, dice, "in modo inammissibile degli interessi di una collettività indeterminata di soggetti operando una sostituzione processuale non consentita dalla legge". In ultimo il giudice evidenzia infine che troppo tardi era stato corretto il tiro chiedendo di riconoscere il diritto di voto soltanto al gruppo che si era rivolto a lui. Tacciono le donne che hanno presentato il ricorso. Tace il Governatore dell’Oca Giuliano Manganelli. Oggi, forse, i primi commenti ragionati.

Laura Valdesi
da La Nazione
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Oca divisa

Messaggio  jabru il Gio Gen 21, 2010 6:03 pm

Oca divisa In tribunale tutti contro tutti

Davanti alle locandine con le notizie dei quotidiani senesi ci sono capannelli di gente. La mancata concessione, da parte del giudice, del voto alle donne dell’Oca fa più discutere di molte altre notizie. C’è chi scuote la testa e chi si frega le mani, ma gli uni e gli altri sono ugualmente stupiti del pronunciamento del magistrato. La sentenza circola di mano in mano e nei commenti da bar si scorre la lista dei nomi delle donne pro e delle donne contro. Lo stesso sesso, lo stesso amore per la contrada, ma le une contro le altre in una conta che, fuori da Siena nessuno riesce a capire. Perchè la questione delle donne alle quali viene vietato il voto supera i confini senesi e diventa notizia nazionale. “E’ la contrada della cantante Gianna Nannini” dice un lancio Ansa che sicuramente sarà ripreso dai quotidiani maggiori. Pochi, invece, i commenti da parte dei dirigenti della contrada e le istituzioni paliesche e cittadine. Il governatore Giuliano Manganelli risponde al telefono con grande tranquillità, e spiega: “Non posso rilasciare dichiarazioni. Ho letto la sentenza ma è necessario verificare una serie di cose e quindi bisogna rinviare qualsiasi commento ai prossimi giorni”. Da parte sua il capitano Marco Bartali spiega la sua posizione: “Per questa vicenda c’è una sedia che è competente. Io mi occupo di Palio, e rispondo a domande sul Palio”. Non vuole entrare nel merito il sindaco Maurizio Cenni, che richiama comunque al buon senso: “Ho sempre auspicato e continuo ad auspicare che la contrada al suo interno riesca a trovare una soluzione”. Ed è della stessa opinione il Rettore del Magistrato delle Contrade Roberto Martinelli che spiega: “Mi dispiace come rettore che fra le parti interessate non si sia riusciti a trovare una soluzione all’altezza del valore delle tradizioni del Palio”. Non stempera gli animi la nota con la quale, nel tardo pomeriggio, la contrada dell’Oca commenta la questione: “In merito alla recente sentenza emessa in data 7 gennaio dal giudice Ugo Bellini del tribunale civile di Siena, la nobile contrada dell’Oca esprime tutta la sua soddisfazione nel constatare che si possa ritornare a trattare una così delicata questione, all’interno dei propri confini, da sempre l’unica sede deputata delle scelte del popolo della contrada. Per questo oggi, il governatore e la sedia direttiva, sentono la necessità di unirsi a tutti coloro che hanno dimostrato la forza e la dignità di cui è capace la nostra amata contrada, alle nostre donne che hanno voluto ribadire, anche davanti al giudice, la loro esigenza di risolvere internamente il loro travagliato e sofferto sentire e, infine, ai nostri avvocati Luana Garzia e Massimiliano Bellavista che, validissimi professionisti (e questo già lo sapevamo), si sono dimostrati appassionati difensori dell’orgoglio e della dignità della nobile contrada dell’Oca,trascinata in tribunale suo malgrado”

Susanna Guarino da Corriere di Siena
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le Contrade a sostegno di Haiti

Messaggio  jabru il Gio Gen 21, 2010 6:08 pm

Ancora una volta Siena con le sue contrade si mostra sensibile e partecipe alle catastrofi che purtroppo spesso colpiscono il mondo. Tutte le contrade si erano mobilitate in occasione del terribile terremoto in Abruzzo, con centinaia di contradaioli andati direttamente sul posto per cercare di dare una mano e molti altri ancora donando soldi per la ricostruzione. Adesso a distanza di poco tempo il mondo si trova ad affrontare un’ennesima crisi, questa volta ad Haiti, colpita la settimana scorsa da un terribile terremoto di magnitudo 7.0 il cui l’epicentro è stato a 15 chilometri a sud-ovest della capitale, Port-au-Prince. Una situazione drammatica alla quale però migliaia di volontari ancora una volta non si sono sottratti. E così anche da Siena riparte la corsa contro il tempo per portare sostegno, il tutto anche attraverso le contrade che il volontariato lo hanno sempre avuto nel proprio Dna, basti pensare ai gruppi di donatori di sangue, a tutte le attività che vengono svolte volontariamente e tutte le volte che i contradaioli si sono mobilitati per qualche causa umanitaria. La prima iniziativa da segnalare è quella della contrada del Leocorno il cui economato ha deciso di organizzare una cena venerdì 22 gennaio il cui ricavato verrà interamente devoluto a Medici Senza Frontiere, presenti ad Haiti dal 1991, così come ci spiega l’economo Giorgio Lorenzini. Come mai proprio Medici senza Frontiere, come è nato questo legame con la vostra contrada? “Personalmente io sono sostenitore dell’associazione da diversi anni e conosco bene il lavoro che questi volontari svolgono in tutte le parti del mondo. Dopo il terribile terremoto ad Haiti con l’economato abbiamo pensato di organizzare subito una cena per raccogliere più fondi possibili da mandare ad Haiti. Ci tengo a precisare che esistono molte altre associazioni formidabili che stanno operando sul posto e che hanno sicuramente bisogno di aiuto, ecco perchè invito davvero tutte le contrade ad organizzare qualcosa al più presto per cercare di aiutare queste persone che stanno vivendo una situazione drammatica”. I contradaioli come hanno reagito all’iniziativa? “C’è stata sin da subito una reazione positiva. Abbiamo già diverse iscrizioni. Molti contradaioli erano stati all’Aquila per portare personalmente gli aiuti dopo il terremoto, per curare i feriti, dare sollievo ai bambini, cucinare nelle tendopoli e raccogliere fondi. Questa volta non potremmo andare direttamente sul posto e quindi l’unico modo per aiutare è raccogliere i soldi, unica fonte di sostanziamento per questo tipo di associazioni”. L’equipé di MSF era presente ad Haiti già da tempo? “Si dal 1991, avevano costruito anche un’importante ospedale traumatologico di MSF Trinité, una struttura con 60 posti letto e una delle poche strutture chirurgiche gratuite in Port-au-Prince, la capitale haitiana, che però è stato seriamente danneggiato dal terremoto. Continuano a lavorare senza sosta, molti altri volontari di MSF sono giunti sul posto. Ad oggi sono riusciti a curare oltre 3 mila persone effettuando oltre 400 interventi chirurgici“. Un’iniziativa importante dunque organizzata dalla contrada del Leocorno a cui sicuramente faranno seguito anche altre a cui stanno già pensando le altre consorelle. La situazione ad Haiti è davvero drammatica - non ci sono immagini, video o testimonianze che possano davvero rendere l’idea del tipo di castastrofe che si trova ad affrontare oggi il mondo, così come spiega Gianfranco De Maio, Responsabile medico di MSF Italia: “la situazione è sempre più difficile le persone ferite nella città aspettano ancora troppo tempo prima di ricevere cure. Gli ospedali che sono ancora in piedi sono pieni. Nonostante aumenti la capacità chirurgica nella capitale, grazie alla nostra attività e all’arrivo di altre organizzazioni, siamo ancora lontani dal far fronte a un gran numero di pazienti che hanno un grande bisogno di interventi chirurgici. Siamo costretti a concentrarci sulle persone che hanno ferite molto gravi, per le quali l’intervento chirurgico può salvare la vita”

Elena Casi da Corriere di Siena
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la Tartuta al voto

Messaggio  jabru il Ven Gen 22, 2010 5:29 pm

CONTRADA DELLA TARTUCA

Nei giorni Sabato 23 e Domenica 24 Gennaio 2010 si terranno le votazioni per il rinnovo del Seggio Direttivo della Contrada della Tartuca per il biennio 2010/2011.

Le votazioni avranno luogo presso la Sede Museale in Via Tommaso Pendola, con il seguente orario:
Sabato 23 gennaio dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle ore 20,00
Domenica 24 gennaio dalle ore 10,00 alle 13,00

**************************************

"Il giorno venerdi 22 gennaio p.v. alle ore 18,30 presso la sala delle adunanze della Contrada della Tartuca, in Via Tommaso Pendola, 23 si terrà la cerimonia di premiazione della sesta edizione del Premio nazionale di poesia “Alessandro Tanzi”
Grazie per la collaborazione
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Elezioni: la Tartuca elegge Ciotti

Messaggio  jabru il Sab Gen 23, 2010 7:24 pm

Sono otto le contrade ancora alle prese con le elezioni. Oggi e domani è la Tartuca che va alle urne per rinnovare il seggio, e di conseguenza il priore. Alessandro Notari lascia e al suo posto viene “promosso” il vicario generale Simone Ciotti. Un priore giovane, visto che Ciotti ha solo 46 anni, ma con tanta esperienza di gestione contradaiola per i molteplici incarichi rivestiti. Vicario generale sarà Stefano Dragoni. Gianni Monti è il nuovo presidente di Castelsenio e Marzia Minetti la nuova Delegata della Compagnia di Sant'Agata. Sarà poi la volta del Drago, che vota il 6 e 7 febbraio, e che propone la conferma sia del priore Marco Lonzi che il capitano Mario Toti. Nuovo il vicario Laura Bonelli e conferma per il presidente della società di Camporegio Massimo Innocenti. Nelle altre sei contrade, invece, le elezioni non sono state ancora fissare ma ormai sembra quasi tutto definito. Nella Civetta si deve votare per il rinnovo del seggio, e in questo caso la conferma di Carlo Rossi, dopo quella del capitano, sembra scontata. Priore vincente non si cambia. La Pantera ha composto la seconda commissione elettorale per il rinnovo del priore, e, dopo il no di Paolo Viviani, non è escluso che si opti per chiedere nuovamente la disponibilità a Franco Pepi. La Chiocciola è quasi arrivata al capolinea nella scelta del capitano che sostituirà il dimissionario Silvano Focardi, e Roberto Zalaffi è in poule position. La Lupa sembra avviarsi verso una tranquilla conferma del priore Andrea Viviani, mentre nel Valdimontone è stato individuato Gianfranco Indrizzi come sostituto di Anna Carli che ha deciso di lasciare. Quello di Indrizzi è l’ennesimo ritorno, essendo stato priore agli inizi del 2000. Un ritorno potrebbe essere anche quello del capitano del Leocorno. La contrada vedrebbe con favore il ritorno di Marco Gualtieri, che però è ben visto anche come priore, incarico che però potrebbe essere ricoperto da Paolo Leoncini. Per votare ci vorrà ancora qualche settimana

Susanna Guarino da Corriere di Siena
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Tartuca: Simone Ciotti è priore

Messaggio  jabru il Lun Gen 25, 2010 6:38 pm

Simone Ciotti Ha vinto due Palii mentre era vicario

Affluenza da record nella Tartuca per eleggere, a grandissima maggioranza, il nuovo priore Simone Ciotti, “figlio d’arte”, visto che anche il padre Giovanni ha ricoperto anni fa lo stesso incarico. Simone Ciotti non ha neppure 46 anni, ma vanta un’esperienza contradaiola da veterano e quest’anno ha festeggiato il suo secondo Palio vinto nel ruolo di vicario. La Tartuca ha scelto un giovane per condurre la contrada... “Beh, nella storia del Palio ce ne sono stati di più giovani, anche se adesso credo davvero di essere il più giovane. Io vengo da una storia di incarichi di contrada che mi ha visto impegnato fin da dopo il diploma. Ho ricoperto numerosi ruoli che mi hanno permesso di farmi un’idea di tutta la vita di contrada e sono stato vicario di due priori”. Cosa l’ha convinto a rendersi disponibile per questa responsabilità? “Senza dubbio la gente che mi stava vicino e che mi spingeva ad accettare”. Alessandro Notari cosa le ha lasciato? “Un bel rapporto personale e una bella esperienza di relazioni e rapporti con le altre dirigenze. Oltre ad una contrada nella quale da tempo regna unità e confronto sia con il popolo che con i maggiorenti che sono sempre un punto di riferimento e con i quali c’è unità di vedute. La Tartuca è una contrada matura e nella quale è bello lavorare”. E invece il priore uscente cosa le ha lasciato da completare? “Abbiamo iniziato l’ultima trance dei lavori del museo, che sono l’obiettivo di questo biennio. Abbiamo attivato la seconda parte dei fondi della legge speciale, mentre con la precedente abbiamo realizzato il museo sacro che è stato inaugurato in primavera. Sono già iniziati i lavori per la trasformazione dell’ex società in sala delle vittorie e spazi per segreteria e economato. Un lavoro davvero importante. E poi c’è l’obiettivo di rinnovare i costumi del giro. Abbiamo dovuto rinviare per la vittoria, ma adesso provvederemo”. I suoi collaboratori? “Sono coetanei con i quali c’è grande affiatamento. Vicario generale è Stefano Dragoni, che è qualche anno più grande di me. Gli altri vicari sono Marco Butini (vicario ispettore), Giovanni Gigli (vicario procuratore), Gianni Monti (vicario coordinatore e presidente di Castelsenio), tutti contradaioli di grande esperienza”. I rapporti con il capitano? “Massimo è un amico con il quale sono cresciuto. Vantiamo una splendida stima reciproca e tante esperienze di contrada vissute in contemporanea”. Eletta a grandissima maggioranza anche Marzia Minetti a capo delle donne. Confermato Michele Nuti alla testa della Compagnia di Porta all'arco. Tantissimi i giovani che sono stati inseriti in tutti gli incarichi, a dimostrazione della volontà di continuità coniugata ad un rinnovamento che aiuta la contrada a crescere

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Il nuovo capitano della Pantera si è insediato

Messaggio  jabru il Lun Gen 25, 2010 6:39 pm

Franco Ghelardi Ieri mattina l’assemblea di insediamento del nuovo capitano della Pantera

Si è svolta ieri mattina l’assemblea di insediamento del nuovo capitano della Pantera Franco Ghelardi. La decisione di indire immediatamente l’ insediamento è stata presa dal popolo durante l’assemblea che si è svolta giovedì e che ha sancito definitivamente la validità delle votazioni che si erano tenute a metà dicembre. Adesso nella Pantera è al lavoro la seconda commissione per l’elezione del priore, dopo che il candidato individuato dalla commissione precedente, Paolo Viviani, si era ritirato a pochi giorni dalle consultazioni fissate per la vigilia di Natale. Non è escluso che si vada verso una conferma dell’attuale priore Franco Pepi
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Aquila: barbareschi e beneficenza

Messaggio  jabru il Lun Gen 25, 2010 6:42 pm

Barbareschi e beneficenza I fantini per i bimbi terremotati

Barbareschi di ieri e di oggi insieme per la tradizionale cena annuale, organizzata dai barbareschi delle contrade vittoriose (Riccardo Salvini, Matteo Anichini e Giovanni Bernardoni della Tartuca, Mario Papi e Andrea Fiorini della Civetta) e offerta dai fantini che hanno vinto i Palii del 2009, Giuseppe Zedde e Andrea Mari. Presenti il rettore del magistrato delle contrade Roberto Martinelli e, in rappresentanza del sindaco, l’assessore delegato al Palio Fabio Minuti. Gradita e numerosa la delegazione della polizia municipale. Anche quest’anno, come accadde nel 2009, la cena è stata l’occasione per devolvere una parte della cifra a disposizione dei barbareschi a favore di un’associazione che unisca volontariato e amore per i cavalli. Quest’anno la scelta è caduta sulla cooperativa sociale “Vita C” che opera a L’Aquila con il progetto “Equicentro”, rivolto ai bambini diversamente abili con attività di ippoterapia e pet terapy ma anche ai tantissimi bambini che stanno facendo i conti con i traumi del recente terremoto. Cristina e AnnaRita hanno spiegato il loro progetto ed anche portato filmati e fotografie del loro lavoro e del contesto nel quale hanno portato avanti la loro attività nei mesi del dopo terremoto. A loro i barbareschi hanno consegnato 1500 euro. Tanti i barbareschi presenti, dimostrazione di quanto, questo ruolo, sia ancora ambito da chi ama il Palio ed, insieme, si occupa di cavalli. Di “spessore” la rappresentanza dei barbareschi del passato, ancora legati a quello che è stato il loro incarico. Ai barbareschi di oggi, ed anche a quelli di ieri, il messaggio di Enrico Fatucchi della Torre, l’unico capitano che ha voluto così onorare l’evento. “La vostra professionalità - scrive - è la garanzia che a Siena il cavallo è al centro dei nostri pensieri e mai verrebbe maltrattato”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli interventi dell’assessore Minuti e del rettore del magistrato Martinelli

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Donne di contrada "96 ore in convento"

Messaggio  jabru il Lun Gen 25, 2010 6:44 pm

Donne in convento Ma solo per finta

Sono tornate sul palco per beneficenza e hanno di nuovo conquistato il numeroso pubblico che le ha appluadite. Sono le donne delle contrade che, dopo il successo dello scorso anno con “Aggiungi un altro popolo - Speriamo che sia femmina”, quest’anno si sono cimentate nel divertente sequel dal titolo "96 ore in convento", che le ha viste di nuovo insieme in una improbabile avventura. Lo scorso anno proprio il gruppo delle presidenti dei gruppi femminili, da sempre dedito alla beneficenza, ebbe l’idea di cambiare qualcosa delle iniziative per reperire fondi: un’idea che è stata vincente grazie alla complicità e all’affiatamento mostrato da tutte le presidenti di questi ultimi anni
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Mossiere, prima fumata nera

Messaggio  jabru il Mer Gen 27, 2010 8:36 pm

C’era grande attesa per l’esito dell’incontro dei capitani programmato per il pomeriggio di ieri. L’argomento da trattare, praticamente l’unico, era la decisione da prendere sul nome del mossiere. Dopo le polemiche della mossa di luglio e poi quelle ancora più pesanti per la mossa d’agosto, i capitani ancora non avevano affrontato la questione se confermare o no Giorgio Guglielmi di Vulci. E, pare, non hanno neppure sondato se l’eventuale disponibilità di quest’ultimo c’è ancora. Ma la grande attesa di ieri è andata delusa. In realtà si è trattato di un ulteriore incontro interlocutorio, una chiacchierata che per il momento non ha portato a decisioni. Nomi non ne sono stati fatti, così come non è stato ancora deciso quale sarà il destino di Guglielmi di Vulci. Mancano ancora all’appello due capitani da eleggere, Leocorno e Chiocciola, e i colleghi non e la sono sentita di mettersi al lavoro senza essere al completo. Hanno quindi concesso ancora un po’ di tempo alle due contrade impegnate con i rinnovi, programmando una riunione che dovrebbe tenersi a breve. E, nella prossima occasione, non sarà possibile tergiversare ancora. Se il nome di Guglielmi non sarà quello prescelto per il verrocchio, allora sarà formata una commissione per la scelta del suo sostituto. In effetti, quando il marchese tornò a Siena, si parlò della possibilità di avvicendamento con Daniele Masala, in modo, si disse allora, di non trovarsi di nuovo a dover cercare un personaggio completamente a digiuno di quello che è il suo difficile compito. E in quest’ottica, se Masala non fosse disponibile, potrebbe essere chiesta nuovamente la disponibilità a Bartolo Ambrosione. Nonostante il parere favorevole di qualche capitano, la maggior parte considera invece improponibile la scelta di Renato Bircolotti, diventato ormai uno dei più esperti mossieri d’Italia ma escluso da Siena in quanto, invece di possedere un curriculum da olimpionico, è starter alle corse regolari. In realtà, come ogni volta che si parla di nuovi mossieri, girano anche nomi che mai, in precedenza, hanno calpestato il tufo senese o hanno avuto esperienza di partenze al canape. Un rinnovamento sarebbe importante, ma dare la mossa al Palio di Siena è diventato sempre più difficile, e non tutti sono disposti a mettersi in gioco. Specialmente poi se la scelta avviene a poca distanza dal Palio, non permettendo un adeguato, ma comunque sempre difficile, addestramento
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Eppure l'Oca è contrada femminista

Messaggio  jabru il Gio Gen 28, 2010 5:43 pm

Fontebranda Grande battage sul diritto di voto alle donne dell’Oca dopo la recente sentenza del tribunale

Dopo le polemiche insorte appena conosciuta la sentenza del giudice civile sulla domanda presentata da un folto gruppo di donne protettrici della Nobil Contrada dell'Oca per poter votare nelle istanze decisionali e per godere del diritto elettorale attivo e passivo in occasione delle consultazioni indette allo scopo di rinnovare gli organi dirigenti è utile approfondire temi che saranno ancora motivo di accese controversie ed hanno risvolti non trascurabili di carattere generale. Non mi addentro in argomentazioni di taglio strettamente giuridico. È utile almeno richiamarle in breve, se non altro per correggere le grossolane semplificazioni con le quali certa stampa ha confezionato la notizia. Non risponde al vero dire che il giudice ha negato il diritto di voto alle donne. C'è perfino chi ha titolato: "A Siena le donne non votano". Risulta chiaro, anche ad un lettore incompetente, che la sentenza vergata dal giudice Ugo Bellini non ha accolto la domanda perché ritenuta inammissibile a causa della "carenza di interesse e di legittimazione ad agire in relazione alla natura di tutela richiesta". In parole povere, e cercando di tradurre dal "giuridichese" in una lingua d'uso quotidiano, il gruppo delle sessantadue "attrici", poi ampliatosi, avrebbe avanzato una "pretesa collettiva" senza averne il mandato e addirittura senza l'approvazione della Società delle donne. Pretesa collettiva Semmai la richiesta doveva esser formulata - si fa notare - "uti singulae" - nella sentenza si scrive erroneamente "uti singulis" - , cioè da ciascuna in relazione alla lesione di un proprio individuale interesse, ma la riconversione per questa più puntuale portata è stata tardiva, sicché la pronuncia non ne ha tenuto conto. La sentenza è quindi basata su un discorso essenzialmente di impostazione processuale. Non chiude affatto a futuri sviluppi. E anzi si precisa che sarebbe stato del tutto corretto richiedere "una pronuncia di illegittimità per violazione di legge o di statuto" in relazione a atti effettivamente assunti. Ma non è sugli eventuali svolgimenti giurisdizionali che intendo qui soffermarmi. Ci sono passaggi nel testo (assai complicato) che meritano particolare attenzione, perché hanno riflessi che coinvolgono le Contrade in quanto tali. Ad un certo punto si accenna da una delle parti a un "difetto di giurisdizione" e si sottolinea l'"autonomia e separazione dei due ordinamenti", quello della Contrada e quello statale, per dedurne che il principio di parità tra i sessi sancito dalla Costituzione non deve avere di necessità riscontro nell'ambito di organismi governati da secolari, ultra millenarie, tradizioni e consuetudini. Pluralismo giuridico Si intravede in queste tesi un'idea di "pluralismo giuridico" che confinerebbe l'universo contradale in uno spazio separato rispetto ai principi e alle leggi vigenti. Se così fosse, verrebbero vanificate acquisizioni raggiunte dopo un pluridecennale impegno di chiarificazione dottrinaria (Cantucci, Balocchi, Grottanelli de' Santi, Comporti) e pratica legislativa. Le Contrade hanno personalità giuridica pubblica e nella comunità senese manifestano i caratteri di istituzioni incaricate di rilevanti funzioni di interesse universale. Sono sottoposte a controllo da parte del Comune. Sono soggetti riconosciuti in leggi statali. Hanno un'investitura di rappresentatività, non solo in occasione del Palio, che le sottrae al capriccio di norme associative ritagliate sulla volontà di aderenti ad un bizzarro club a finalità particolari. Il popolo Una discriminazione tra aderenti di identica condizione, adottata sulla base di un'antica consuetudine non tradotta in norma scritta e statutaria, come può essere considerata intangibile? La Contrada ha nella cultura senese un orgoglio "statuale", una valenza, appunto, istituzionale e partecipa a pieno titolo dell'ordinamento della Repubblica. Che la Società delle donne sia aperta solo alle donne, o che un club di bocciofili non preveda l'adesione di chi non è dedito alle bocce non è certo imputabile a discriminazioni di sesso, né di altro tipo. Ma una sede nella quale si esprime il popolo, un "popolo" nella sua interezza, come può non ammettere la partecipazione attiva e deliberante di una sua componente? Da questo punto di vista ci si può chiedere se esigere un diritto "erga omnes", valido per tutti gli appartenenti, sia riducibile ad un interesse parziale di singoli, e se la controversia sia circoscrivibile entro le Stanze d'una Contrada. L’immagine Oltre agli aspetti "politici" del problema ci sono poi evidenti elementi che attengono all'immagine che si offre delle Contrade e della città. Francamente la consuetudine che si difende è ormai tanto anacronistica quanto incomprensibile e genera opinioni errate che non convengono a nessuno. Ho abbozzato alcuni elementi di riflessione in totale sincerità senza ricorrere a sottintesi diplomatici e oblique allusioni, nel pieno rispetto dell'incoercibile autonomia d'una Contrada così ricca di storia gloriosa e illustre di tanto care presenze. So bene che la sfida con la quale l'Oca ha fino a oggi inalberato con aspra fedeltà ad una sua severa consuetudine il divieto di cui si discute non ha coinciso affatto e non coincide in alcun modo con intenti di discriminazione e di sottovalutazione. Se c'è un sodalizio nel quale la donna abbia avuto un protagonismo eccezionale e una convinta esaltazione questo porta i colori di Fontebranda. Signoria femminile Chi ha letto le pagine, di recente edite, dedicate al centenario dell'istituzione - per certi versi moderna rifondazione - nell'Oca della "Signoria femminile" sa quanto generosa, e da tutti riconosciuta, sia stata - e sia - la presenza di donne che si sono distinte per energia e carattere. Non c'è bisogno di rammentare la ribellione dell'antenata più celebre: le parole di fuoco dettate da Caterina di Jacopo di Benincasa. Si dirà da parte di certuni che votare conta fino a un certo punto, e anche molte donne si ritengono privilegiate a non doversi immischiare nelle contese elettorali. Ebbene: essere titolari d'un diritto non significa esercitarlo. Chi vuol restare attaccato a una consuetudine oggi illeggibile può farlo. Accordare un diritto a tutte - a tutti - non significa costringere tutte - tutti - a goderne. Resta il fatto che, in sintonia con quanto avvenuto nella società, le donne anche nelle Contrade hanno esercitato un diritto fondamentale, che concorre oltretutto sostanzialmente a dare legittimazione alle funzioni dirigenziali esercitate nei confronti di tutti gli appartenenti. Dodici donne hanno svolto compiti di Capitano, sette di Priore. In nessun'altra Contrada sussiste un indirizzo ormai inaccettabile. Il buonsenso L'Oca - si può metter così - ci ha tenuto a onorare rigidamente un'usanza che viene da lontano. Ha sfidato il buonsenso con l'ironica spavalderia di chi non teme d'essere in disaccordo coi tempi. La sua sfida - se tale voleva essere - l'ha vinta. Sarà l'ultima a "cedere". Ma ora, se non vuol generare equivoci che rischiano di offuscare la sua stessa vicenda, ha il compito di trovare, in autonomia e concordia, la strada migliore per eliminare un'ombra. Volere o no, il diritto al voto riveste anche un significato simbolico. In una città che ai simboli e ai gesti assegna un ruolo decisivo il persistere di un'usanza molto datata si risolve di fatto in un disdoro per tutti spiacevole

Roberto Barzanti da Corriere di Siena
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Oca_ il Magistrato si occupi del voto alle donne

Messaggio  jabru il Ven Feb 05, 2010 6:28 pm

Marco Fedi Sul diritto di voto alle ocaiole

Il dibattito che ha scatenato la sentenza sul voto alle donne dell’Oca non si placa. Gli interventi e i punti di vista in merito alla negazione di un diritto concesso ed universalmente riconosciuto, come quello del voto appunto, si accavallano in queste ore. Anche i rappresentanti dell istituzioni locali si fanno avanti. Lo fa coraggiosamente Marco Fedi rappresentate in consiglio comunale di Toscana riformista, non perchè intenda mettere il naso in un diatriba contradaiola, quanto per affermare con forza il bisogno di non mortificare un sacrosanto diritto che alcune donne del rione rivendicano, superando una consuetudine che non ha più ragione di esistere, in una società in evoluzione sotto molti profili. “Lungi da me intromettermi negli affari di una contrada - afferma Fedi - Intervengo pubblicamente per rilanciare con forza la difesa di un diritto che ormai viene riconosciuto quasi in tutto il mondo, all’universo femminile. La tradizione ha un valore assoluto, ma non regge quando intacca diritti così importanti, soprattutto ai danni delle contradaiole che nell’Oca, come nelle altre sedici consorelle, rappresentano la linfa vitale della comunità e sono oltre che un motore per le numerose attività del rione, anche la componente più produttiva di idee e di capacità decisionale. La sede giusta in cui determinare una soluzione resta ovviamente la contrada, ma l’opinione pubblica non può tacere il fatto che si debba tener conto della necessità di onorare i diritti di ogni essere umano. Da un dialogo interno fruttuoso e pacifico sono certo che la contrada saprà uscire unita e rafforzata”. Le osservazioni di Marco Fedi vanno oltre: “Credo che in questa questione l’organo che avrebbe dovuto esprimersi, fosse proprio il Magistrato delle contrade - afferma - Da tempo però si mantiene fuori da ogni situazione spinosa. Vedi ad esempio la storia della concessione di piazza del Campo alla Civetta, per la cena della vittoria. E in molti, me compreso, continuiamo a chiederci: ma se il Magistrato non prende posizione nelle questioni più dibattute, allora perchè esiste?”

Federica Dalla Casa da Corriere di Siena
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Il nuovo priore del Montone

Messaggio  jabru il Lun Feb 08, 2010 6:19 pm

Gianfranco Indrizzi è stato eletto ieri “nuovo” priore del Valdimontone. In effetti quello di Indrizzi è l’ennesimo ritorno nel panorama contradaiolo di questi anni. Indrizzi infatti ha già ricoperto l’incarico di priore nel 2000. Oltre 450 i contradaioli che si sono recati a votare nei tre giorni in cui i seggi sono rimasti aperti. Priore, com’è andata? “Bene, sono molto contento. L’affluenza è stata molto alta e ottenere i tre quarti dei voti favorevoli, con i tempi che corrono è una bella soddisfazione”. Come è maturata la decisione di tornare a ricoprire questo incarico? “A dire la verità non l’ho deciso io... E’ stata la commissione che mi ha chiesto la disponibilità dopo aver effettuato dei sondaggi. Io ho chiesto un po’ di tempo per valutare meglio, ed ho fatto un po’ di considerazioni su quella che poteva essere la mia disponibilità. Essendo andato in pensione, ho ritenuto di avere abbastanza tempo per dedicarmi alla contrada e alla fine ho accettato”. Novità tra i collaboratori? “Vicario è stato eletto Gianpiero Del Bigo, tra i pro vicari è stato confermato Riccardo Pieri mentre Enzo Cortonesi e Simonetta Petreni sono nuovi”. Cosa resta da completare del mandato di Anna Carli? “Non ci sono problemi immobiliari da risolvere. Da questo punto di vista abbiamo concluso tutto quello che era in cantiere. Per le cose minori aspettiamo il passaggio di consegne che avverrà venerdì prossimo, in occasione dell’insediamento. Comunque la cosa in sospeso che a tutti noi preme di più è la vincita del Palio che attendiamo da troppo tempo”. Il Montone ricompone un’accoppiata già vista... “Quella con il capitano Morandi.... Eravamo insieme anche nel 2000”. Oltre alla vittoria quale altro obiettivo? “Coinvolgere i giovani, perchè la contrada deve crescere e devono maturare i futuri contradaioli e dirigenti. I giovani devono essere attratti e istruiti. Cercheremo di portare avanti questo progetto”
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Lonzi priore del Drago

Messaggio  jabru il Lun Feb 08, 2010 6:23 pm

Lonzi Priore Drago

Marco Lonzi è stato confermato priore del Drago con il 71% dei consensi nelle elezioni che si sono tenute in Camporegio: “Sono molto felice - ha detto Lonzi - anche perchè i numeri sono soddisfacenti. Proseguiamo nel lavoro con grande impegno e volontà” sono state le sue prime parole. Tra gli obiettivi principali c’è la “sistemazione di tutti gli immobili di proprietà ed acquisiti dalla contrada. C’è da studiare un piano di organizzazione riguardanti San Domenico, via del Paradiso e Piazza della Posta - ha proseguito il priore del Drago -. Sicuramente ci impegnerà molto la discussione e pensiamo che la fase di realizzazione possa avvenire entro sette anni. Certo è che si tratta di un progetto molto grande ed ambizioso”. Infine, sul versante Palio, il priore Lonzi non ha dubbi: “Proseguirà ovviamente la grande collaborazione con il capitano, una stima che rimane invariata. Abbiamo lavorato sempre insieme e siamo pronti a portare avanti strategie per un Palio che ci piace e non quello che abbiamo visto negli ultimi anni”. Le elezioni nella contrada del Drago si sono tenute sabato e ieri, ma non ha visto una grandissima affluenza alle urne

A. Bi. da Corriere di Siena
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Il nuovo capitano della Chiocciola

Messaggio  jabru il Lun Feb 08, 2010 6:24 pm

È stato scelto il nuovo capitano della Chiocciola. Il compito di risollevare la contrada da questo momento poco fortunato toccherà a Roberto Zalaffi. Il nuovo capitano, votato all’unaminità, si dice entusiasta di questa opportunità, affermando che farà il possibile per tornare a vincere.
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Drago: riconfermati priore e capitano

Messaggio  jabru il Lun Feb 08, 2010 6:26 pm

Finesettimana di elezioni anche nella contrada del Drago che ha riconfermato con larga maggioranza di voti il Priore Marco Lonzi ed il capitano Mario Toti.
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Ipotesi di mossiere

Messaggio  jabru il Gio Feb 11, 2010 6:26 pm

Bartolo Ambrosione Sarà lui il mossiere nel 2010?

“Del Palio io ho ricordi meravigliosi. Si tratta di una esperienza che ti resta dentro veramente per tutta la vita”. Bartolo Ambrosione usa soltanto belle parole per raccontare la sua esperienza da mossiere, lui che sul verrocchio è salito in due occasioni nelle due Carriere del 2004. Oggi Ambrosione, che sembra in prima fila per ricoprire questo incarico anche nel 2010, ricorda al Corriere di Siena quei momenti vissuti sei anni or sono. Un antefatto: la minicommissione di capitani composta dal decano dei dirigenti Giovanni Falciani del Bruco, Massimo Sportelli della Tartuca e dal neo eletto Roberto Zalaffi della Chiocciola sembra propendere proprio sul ritorno di Ambrosione a sei anni di distanza dal suo primo arrivo a Siena. Ma ci sono altri nomi in ballo e che sono presi in considerazione dalla commissione: Dino Costantini, Daniele Masala, Mauro Checcoli. Ambrosione fu apprezzato per la rapidità con cui scelse le mosse valide ed è proprio questa una delle qualità ricercate oggi dai capitani dopo le lunghissime mosse vissute nell’anno 2009. Ma di lui si ricorda anche un episodio discusso, quando nel 2005 (quindi un anno dopo aver terminato i suoi incarichi a Siena) fu ospite della Tartuca durante la cena della prova generale di luglio. Ambrosione, lo sa che lei è in cima alla lista dei probabili mossieri per quest’anno? “A dire il vero non ne so nulla, io non ho sentito nessuno”. Ovviamente le va rivolta la domanda di rito: tornerebbe a ricoprire questo incarico? “Guardi, io in questo momento non ho motivi nemmeno per pensare ad una simile eventualità in quanto non ho parlato con nessuno che me la potesse paventare. Posso comunque dire che per me quella fu una esperienza favolosa ma da allora non ho più avuto contatti con questo mondo”. Non è più tornato a vedere il Palio? “Sì, quello sì, certo. Sono tornato nel 2006 e anche nel 2007”. E dopo il 2007? “Dopo il 2007 non ho avuto l’opportunità di tornare a Siena ma l’ho sempre visto in televisione. Come ho detto, si tratta di una esperienza che ti resta dentro, nel più profondo dell’animo e non te ne stacchi più”. Conosceva il Palio prima di arrivare sul verrocchio nel 2004? “Lo conoscevo come tutti in Italia e non solo, ma da osservatore esterno. Ricordo anche che da bambino venni a vederlo con la mia famiglia ma all’epoca ero troppo piccolo per capire bene quanto fosse bella questa realtà”. Ha qualche autocritica da fare sul suo operato nel 2004? “Di errori se ne fanno sempre. Sicuramente avrò sbagliato ma voglio dire che tutto il mio operato fu in assoluta buona fede e che se ho commesso qualche errore fu certamente per inesperienza”. Quali furono le maggiori difficoltà che incontrò? “Furono sicuramente la pressione e l’atmosfera molto carica che c’è attorno a questa Festa”. In conclusione, allora lei non scioglie la riserva: le piacerebbe tornare? “Guardi, le ripeto: non mi esprimo su questo perché al momento non c’è motivo per parlarne. Ma a Siena ho trascorso alcuni tra i momenti più belli ed emozionanti di tutta la mia vita”

Gennaro Groppa da Corriere di Siena
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Convenzione ambulanza cavalli

Messaggio  jabru il Gio Feb 11, 2010 6:31 pm

Rinnovata convenzione per ambulanza cavalli 10 febbraio 2010

Rinnovata, su base quinquennale, la Convenzione tra il Comune di Siena ed il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena per l’utilizzo dell’ambulanza destinata al trasporto dei cavalli in occasione dei lavori e delle corse di addestramento, delle Prove e dei Palii. Il tutto nell’ottica di garantire un’ulteriore tutela del benessere dei cavalli.
E’ quanto ha deciso la Giunta del Comune di Siena che si è riunita nella mattinata di oggi, mercoledì 10 febbraio 2010.
L’ambulanza veterinaria, dotata di adeguate strutture per il pronto intervento e adibita al trasporto cavalli, è di proprietà del Consorzio di Tutela del Palio di Siena.
Il rinnovo della Convenzione, che non prevede alcuna spesa a carico dell’amministrazione comunale, conferma il Comune di Siena quale soggetto che gestirà ed utilizzerà il mezzo
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Piccoli contradaioli a teatro in sostegno dell'Abruzzo

Messaggio  jabru il Gio Feb 11, 2010 6:33 pm

Piccoli contradaioli in teatro a sostegno dell'Abruzzo


Sabato 13 alle ore 21 e domenica 14 alle ore 18 presso il teatro dei Rozzi spettacoli degli addetti ai piccoli Ai Rozzi va in scena “Una città da manicomio” per ridere e riflettere sul Palio aiutando l’Abruzzo. La magia del teatro e la solidarietà delle contrade si uniscono per aiutare l’Abruzzo, dopo il terribile terremoto dello scorso aprile. E’ questo lo spirito con il quale sabato 13, alle ore 21, e domenica 14, alle ore 18, presso il Teatro dei Rozzi di Siena, andrà in scena lo spettacolo “Una città da Manicomio”, una commedia scritta da Enrico Ninci e organizzata dal coordinamento dei gruppi piccoli delle contrade. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto per aiutare i bambini della scuola di Tempera, piccola cittadina della provincia de L’Aquila, duramente colpita dal sisma, nella quale, già nei mesi scorsi gli addetti ai piccoli delle contrade si erano recati portando il loro contributo con la distribuzione di materiale essenziali per l’attività scolastica, dalle penne alle matite, fino ai quaderni e ai pennarelli. Accanto all’aspetto della solidarietà c’è quello dello spettacolo che si
preannuncia ricco di spunti in grado di far sorridere e, al contempo, riflettere sulla nostra città, sul Palio e sui suoi cambiamenti.

“Dare vita a uno spettacolo teatrale – afferma Enrico Ninci – è sempre un momento aggregante molto bello. Mettere insieme trenta attori, realizzare le scenografie, i costumi e tutto il resto necessita di una macchina organizzativa notevole che, grazie alle contrade, siamo riusciti a mettere in moto. Lo spettacolo ci farà fare un tuffo nella Siena degli anni Trenta e sarà l’occasione per ironizzare, molto, sul Palio di oggi. L’obiettivo è quello di offrire uno spunto di riflessione e una speranza per il Palio di domani oltre, naturalmente, all’aspetto di solidarietà verso le popolazioni abruzzesi alle quali è devoluto l’intero incasso dei due spettacoli”. Per acquistare i biglietti, il cui costo è di 15 euro per gli adulti e 10 per i bambini, è possibile, entro domani, venerdì 12 febbraio, rivolgersi agli addetti ai piccoli delle contrade, mentre sia sabato che domenica, i biglietti potranno essere acquistati, due ore prima dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro dei Rozzi.

>>11/02/2010 12.23.00(SIENANEWS)
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Mario Toti Capitano del Drago

Messaggio  jabru il Ven Feb 12, 2010 6:00 pm

Un'ampia maggioranza ha riconfermato Mario Toti capitano del Drago, un plebiscito che stimola sicuramente il condottiero di una contrada a ripagare della fiducia magari riportando al più presto il drappellone in Società. Un leader della "vecchia scuola" già capitano vittorioso nel 1989, 1992 e 1993, era stato rieletto nel 2008. Capitano, un segnale importante quello dei contradaioli del drago che hanno riconfermato tutta la dirigenza dello scorso biennio. E' soddisfatto? "Molto. Sopratutto per quanto mi riguarda sono molto soddisfatto dei numeri, avere una maggioranza così larga intorno al 90% dopo due anni non certo andati bene è importante. O i contradaioli non avevano di meglio tra cui scegliere (rid,e ndr) oppure hanno capito che il lavoro svolto nelle due Carriere era volto a vincere il Palio. Cosa che purtroppo non è successa. Spero davvero abbiano capito che io avevo lavorato per quell'obiettivo e che continuerò a fare questo". Due palii che volendo potevano esser molto simili visti dall'esterno. Fedora Saura ancora una volta nella vostra stalla e il Drago ancora una volta di rincorsa. Che cosa non ha funzionato? "Sono state due Carriere nettamente diverse tra di loro. Certo ritrovarsi di rincorsa con lo stesso cavallo è stato un record ma forse non ci ha aiutati. Conoscevamo bene Fedora quando è arrivata nella stalla ad agosto del 2008 avendola già avuta in sorte l'anno precedente. Credevo molto nella forza di questa cavallina e ho deciso di affidarla a Jonatan Bartoletti uno dei fantini che stimo maggiormente. Se non si fosse scivolati al Casato credo che adesso saremo qui a parlare di un nostro capolavoro. Sono convinto che avremmo vinto il Palio". Perchè non ha scelto di nuovo Jonatan vista appunto l'ottima prova dell'anno precedente? "Non nascondo che con Jonatan ho un ottimo rapporto. E' certamente una mia prima scelta però parlando con lui ed il Leocorno abbiamo deciso di comune accordo di prendere strade diverse. Lui giustamente preferiva provare un cavallo diverso, come Elfo che infatti poi ha montato nella Pantera, non ha detto no al Drago solo in quel momento preferiva altri cavalli a Fedora". Lei crede molto nel rapporto diretto con i fantini. Nel seguire da vicino i giovani. Ecco forse anche il perchè della sua scelta di prendere Alessio Migheli come fantino di contrada. Come prosegue il rapporto? "Il rapporto quest'anno è ancora più stretto. L'anno scorso Alessio sapeva che aveva poche possibilità di montare. Oggi sa che ne ha moltissime. Su di lui ho investito molto tempo perchè ci credo fortemente. E' un ragazzo che ha fatto tanta gavetta, è intelligente, sveglio. Spero che quest'anno faccia una bella Provincia e che partecipi ai vari paliotti, deve far vedere che è pronto, allenato, serio e che merita fiducia". Due mosse davvero lunghe nel 2009 di cui si è parlato molto anche durante l'inverno. Voi capitani vi siete riuniti più volte per cercare di risolvere questa problematica. Che soluzioni vede? "Credo sia una questione difficile da risolvere. Basti pensare che anche a Fucecchio dove sicuramente ci sono meno tensioni che a Siena hanno fatto buio. A Casteldelpiano dove sono solo quattro contrade sono partiti dopo un'ora di mossa. E' fisiologico quello che succede se ognuno giustamente fa la sua parte. Sarà sempre difficile trovare il giusto allineamento e sicuramente se la rincorsa vuole vincere aspetterà il momento che gli altri sono magari fuori posizione o di traverso per entrare. Tutto dipenderà dall'abilità del mossiere nel capire quando la mossa è la meno peggio. Anche noi dirigenze dovremo imparare ad accontentarci leggermente. Non possiamo pensare di poter partire tutti in modo perfetto". Iniziano a circolare i primi nomi del futuro mossiere. Avete già trovato un accordo voi capitani? "No, ancora è presto. Comunque credo che i mossieri possano essere tutti bravi o meno bravi. E' davvero fondamentale che noi capitani ci mettiamo d’accordo con lui su come si vuole la mossa. Sicuramente certi atteggiamenti dentro i canapi non devono essere più tollerati. Sia a luglio che ad agosto credo che la mossa sia stata ritardata sopratutto da chi era dentro, non di rincorsa. Alcuni hanno addirittura bloccato la rincorsa, altri andavano a discutere con il mossiere. Si è perso troppo tempo"
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Re: Palio d'inverno

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