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Messaggio  jabru il Gio Nov 26, 2009 11:30 am

50esimo anniversario Banda Città del Palio 25 novembre 2009

L'UNIONE BANDISTICA SENESE BANDA CITTA' DEL PALIO festeggia domenica prossima 29 novembre con un Concerto al Teatro dei Rozzi il cinquantesimo dalla sua costituzione.

La Banda attuale, infatti, deriva dall'accorpamento di due formazioni musicali: la “Banda Cittadina” (o Banda Mascagni) e la “Filarmonica Metropolitana”, formazione musicale quest'ultima presente in Siena fin dal 1827.

La tradizione musicale di origine popolare che le bande ancora oggi interpretano, trova in Siena un forte radicamento che porta la Banda a partecipare a numerose e diverse esibizioni: in primo luogo la Banda fornisce gli elementi e cura l'allestimento della Fanfara del Palio e, in stretta collaborazione con il Comune di Siena e le altre Istituzioni cittadine, è presente a solennizzare i più importanti eventi pubblici. Inoltre alla Banda è riservato un ruolo di rilievo in tutte le feste delle Contrade, che contribuiscono in misura significativa al sostegno dell'istituzione. Infine la Banda organizza apprezzati concerti: tra questi si segnalano quelli “storici” in Piazza del Campo nei giorni del Palio e quello in onore della patrona della musica, S. Cecilia, che vede il complesso musicale impegnato al Teatro in una esibizione di alto livello musicale.

Tutta questa attività, affidata alla guida esperta del M° Luciano Brigidi, è sostenuta da un cospicuo numero di strumentisti, costantemente alimentato dalla Scuola di Musica, interna alla Banda il cui scopo principale è quello di formare giovani elementi da inserire nel complesso musicale. La necessità di rinnovamento, pur conservando le gloriose tradizioni musicali proprie della Banda, ha indotto il Consiglio Direttivo, capeggiato dal Presidente Avv. Giannini, a favorire, attraverso una fattiva collaborazione con le scuole cittadine, l'avvicinamento dei giovani alla musica ed alla Banda.

Quindi, come si legge nel programma pubblicato sul sito internet bandacittadelpalio.it curato dall'Istituto Tecnico Industriale Tito Sarrocchi, domenica al Teatro dei Rozzi alle ore 17,30 (ingresso libero) saranno eseguite musiche di Cimarosa, Cajkovskij, Morricone e Shostakovich ed altri autori per un pubblico di appassionati che la Banda si augura sempre più numeroso.

Le manifestazioni in onore di S. Cecilia prevedono al mattino, ore 11, la presenza della Banda alla S. Messa nella Collegiata di Provenzano e, a conclusione della giornata, gli strumentisti ed i soci si ritroveranno a banchetto al Jolly Hotel.
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restaurato l'Oratorio della Lupa

Messaggio  jabru il Gio Nov 26, 2009 7:31 pm

Inaugurazione Dopo dieci anni di restauri tornano a splendere i dipinti dell’oratorio

La Lupa festeggia la conclusione del restauro dei dipinti dell'Oratorio di San Rocco: un lavoro durato dieci anni che ha riportato la chiesa allo splendore omogeneo con il quale era stata concepita e realizzata. Costruito per volontà della Compagnia di San Rocco agli inizi del Cinquecento, l'Oratorio racchiude le opere degli artisti senesi più rappresentativi del XVII secolo: Rutilio Manetti, Raffaello Vanni, Astolfo Petrazzi, Deifebo Burbarini, Bernardino Mei, Giuseppe Nicola Nasini. Sono nomi noti nel panorama storico artistico cittadino, che si ritrovano in tutti gli Oratori delle Contrade e costituiscono un ingente patrimonio che va ben oltre il valore materiale delle opere. La soddisfazione espressa dal priore Andrea Viviani riguarda anche il superamento delle difficoltà legate ai lavori che si sono svolti in una chiesa che ha continuato comunque ad essere regolarmente officiata: questo ha richiesto l'attivazione di sinergie positive tra la volontà della contrada, il contributo della Banca, la Soprintendenza e Luca Antonelli, che ha materialmente portato a termine i restauri con professionalità e rispetto dei tempi. Il soprintendente Gabriele Borghini ha sottolineato come attraverso il restauro si sia raggiunto uno status di conservazione ottimale e si sia ritrovata la compattezza straordinaria del discorso visivo: una unitarietà data da un accordo cromatico e da una gamma di colori in scuro su cui spicca la grande luce degli ori dell'altare. I restauri sono stati possibili grazie all'illuminato mecenatismo della Banca che, come ha rilevato Giuseppe Mussari nel suo intervento, si è assunta il delicato compito non solo di contribuire a tramandare il patrimonio artistico, storico e culturale delle Contrade alle generazioni future, ma anche quello di provvedere indirettamente a un miglioramento della qualità della vita dei cittadini, in particolare dei giovani, attraverso il contatto con il bello, fattore immateriale importantissimo. È proprio ai giovani che la contrada della Lupa e la Soprintendenza hanno dedicato un incontro speciale, una sorta di anteprima sui restauri, con una lezione che è stata un invito a entrare nella memoria e nella storia attraverso il contatto diretto con le opere d'arte che per essere amate devono essere sentite come proprie. L'operato della Soprintendenza è andata, in questo come in altri casi, oltre la direzione scientifica dei restauri: Gabriele Borghini e Narcisa Fargnoli sono entrati in perfetta sintonia con l'amore e la passione riscontrata nell'operato di ogni contrada, con un coinvolgimento e un entusiasmo che vanno oltre il dovere professionale e contribuiscono all'eccellenza dei risultati
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le contrade festeggiano Sant'Ansano

Messaggio  jabru il Ven Nov 27, 2009 5:31 pm

Le contrade festeggiano Sant'Ansano: il programma 27 novembre 2009

1° DICEMBRE 2009
FESTA DI SANT’ANSANO
Compatrono, Battista e Protomartire
di Siena

Le Contrade, gelose custodi delle tradizioni senesi, celebrano solennemente la FESTA DI SANT’ANSANO che segna l’inizio del nuovo Anno Contradaiolo recandosi in corteo alla Cattedrale dove S.E. Monsignor Arcivescovo concelebrerà, insieme ai Correttori delle Contrade, una Santa Messa alla presenza delle Autorità Cittadine e del Popolo di Siena.

La Cittadinanza è invitata a partecipare.

Ore 17.00 - Partenza del Corteo dal Palazzo Pubblico
Ore 17.30 - Santa Messa in Cattedrale
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Capodanno a Siena

Messaggio  jabru il Ven Nov 27, 2009 5:33 pm

Capodanno. Viaggio nel tempo in Piazza del Campo


Proiezioni in alta definizione che riempono le mura dei palazzi di Piazza del Campo, per un viaggio nel tempo che attraverserà la storia senese e gli anni di gloria del Costituto. Spettacoli di luce e tanta musica, dagli anni ’30 fino ai giorni nostri, dal soul ai Beatles. Fino al momento culminante, ovvero il Palio di mezzanotte, una corsa virtuale attraverserà l’intera cornice di Piazza al passaggio dell’anno. Di questo e di tanto altro si comporrà la notte del 31 dicembre senese che trasformerà la conchiglia più bella al mondo in una gigantesca sala da ballo.
“Questo progetto – ha spiegato il sindaco di Siena Maurizio Cenni – rientra nel quadro dei festeggiamenti della Città del Sì e rappresenta una produzione esclusiva che esce dai canoni tradizionali a cui la nostra città era abituata. Piazza diventerà un grande palcoscenico capace di catturare un vasto pubblico. All’interno dei tradizionali appuntamenti collegati alle festività natalizie la serata di Capodanno raprresenterà la nostra punta di diamante”.
Emozionato e voglioso di raccontare lo spettacolo del 31 il produttore esecutivo della serata del 31 dicembre Alessandro Dal Pra: “Le proiezioni volteggeranno per tutta Piazza come una danza. Ricreare questo lavoro in Piazza del Campo per noi è stata una sfida, si tratta infatti di proiezioni in Full Hd mai realizzate al mondo. Spazio alle immagini della storia, come a quelle del Buongoverno e delle architetture gotiche senesi ma anche al divertimento, con musica rock, jazz e soul. A mezzanotte stupiranno la Piazza dei fuochi piro-musicali virtuali accompagnati da musica di Stravinskij”. Ma il programma della “Città del Sì”per le feste di fine anno non si limita all’evento di Capodanno. Tanti gli eventi di “Si…è Natale”. Dai mercatini di Natale che resteranno allestiti dal 3 dicembre fino al 5 gennaio in piazza Matteotti, piazza Gramsci e viale XXV aprile. Inaugurazione il 5 dicembre ai giardini della Lizza delle pista di pattinaggio e tanto teatro per tutti i senesi. Dall’8 al 10 dicembre al teatro dei Rinnovati dìsarà messo in scena lo spettacolo “Filomena Maturano”; mentre la sera del 22 sempre ai Rinnovati appuntamento con Massimo Ranieri per “Polvere di Bagdag”.


Sara Corti

>>27/11/2009 14.30.00(SIENANEWS)
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Fondazione e Contrade

Messaggio  jabru il Lun Nov 30, 2009 5:16 pm

Fondazione e contrade,rapporto si consolida 30 novembre 2009

Un protocollo di intesa tra Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Magistrato delle Contrade che costituisce un ulteriore riconoscimento del ruolo che le contrade hanno nell’evoluzione storica e sociale della città e testimonianza del forte legame tra la Fondazione Mps e la comunità senese. Il protocollo, sottoscritto questa mattina nella sede di Palazzo Sansedoni dal presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini e dal rettore del Magistrato, Roberto Martinelli, alla presenza dei rappresentanti di tutte le consorelle, è finalizzato alla realizzazione di interventi a sostegno delle contrade per l’anno 2010.
Finora la Fondazione aveva concesso, avvalendosi dell'attività di coordinamento del Magistrato delle Contrade, contributi finalizzati all'acquisizione, ristrutturazione ed altri interventi riguardanti immobili da destinare a sedi sociali, a spazi museali e ad altre attività contradaiole.
Con questo atto il rapporto dunque si consolida e viene formalizzato. Per il prossimo anno, le richieste di contributo arriveranno alla Fondazione tramite specifica domanda avanzata sul bando annuale dal Magistrato delle Contrade, e a tali richieste verrà riservata attenzione prioritaria, nell'ambito naturalmente della valutazione comparativa delle domande pervenute.
La finalità degli interventi ammessi a contributo potrà comprendere: acquisto, conservazione, restauro e manutenzione straordinaria di beni immobili di proprietà delle Contrade, da destinare a sedi delle Contrade stesse, delle Società di Contrada o di musei o delle loro articolazioni funzionali; conservazione, restauro e manutenzione straordinaria degli immobili di loro proprietà adibiti ad uso abitativo, o in comodato d'uso concesso da istituzioni o da enti pubblici; acquisto di aree verdi da adibire a servizio della Contrada o della Società e loro conservazione e sistemazione funzionale anche se concesse in comodato d’uso da istituzioni o enti pubblici; acquisto e restauro di beni strumentali all'attività ordinaria della Contrada o della Società, ivi compreso l’acquisto dei costumi e degli accessori tradizionali per le comparse; quota annua di protettorato per ogni singola contrada e sostegno dell’attività istituzionale del Magistrato delle Contrade nel coordinamento dell’azione comune delle contrade e di tutela del loro interesse collettivo.
A fronte poi del contributo complessivo concesso dalla Fondazione, il Magistrato delle Contrade segnalerà alla Fondazione stessa le richieste delle Contrade meritevoli di partecipare all'assegnazione del contributo, indicando per ciascuna il relativo importo.
Il contributo richiedibile per ogni contrada potrà essere utilizzato anche attraverso la presentazione di più progetti tra loro indipendenti. Potranno inoltre continuare ad essere ammessi al contributo i progetti già presentati e ancora parzialmente finanziati.
La Fondazione comunicherà poi direttamente a ciascuna Contrada la concessione del contributo, richiedendo la documentazione necessaria per l'erogazione.
Nel protocollo si specifica che l’accordo sottoscritto oggi avrà la durata di un anno e che dovrà essere riconcordato tra le parti prima della scadenza. Inoltre annualmente verrà organizzato un evento per sottolineare le iniziative realizzate tramite il contributo assegnato.


Anche la scelta della data in cui siglare l’intesa non è casuale: oggi infatti si chiude l’anno contradaiolo, che si riapre domani con la Festa di Sant’Ansano, patrono della città.
Domani pomeriggio alle 17 il Corteo con le 17 contrade partirà da Palazzo Pubblico per recarsi in Duomo dove, alle 17,30, l’arcivescovo celebrerà la messa
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MPS e Contrade

Messaggio  jabru il Lun Nov 30, 2009 5:18 pm

Fondazione Mps sempre più vicina alle Contrade


Un protocollo di intesa tra Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Magistrato delle Contrade che costituisce un ulteriore riconoscimento del ruolo che le contrade hanno nell’evoluzione storica e sociale della città e testimonianza del forte legame tra la Fondazione Mps e la comunità senese. Il protocollo, sottoscritto questa mattina nella sede di Palazzo Sansedoni dal presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini e dal rettore del Magistrato, Roberto Martinelli, alla presenza dei rappresentanti di tutte le consorelle, è finalizzato alla realizzazione di interventi a sostegno delle contrade per l’anno 2010.

Finora la Fondazione aveva concesso, avvalendosi dell'attività di coordinamento del Magistrato delle Contrade, contributi finalizzati all'acquisizione, ristrutturazione ed altri interventi riguardanti immobili da destinare a sedi sociali, a spazi museali e ad altre attività contradaiole. Con questo atto il rapporto dunque si consolida e viene formalizzato. Per il prossimo anno, le richieste di contributo arriveranno alla Fondazione tramite specifica domanda avanzata sul bando annuale dal Magistrato delle Contrade, e a tali richieste verrà riservata attenzione prioritaria, nell'ambito naturalmente della valutazione comparativa delle domande pervenute.

La finalità degli interventi ammessi a contributo potrà comprendere: acquisto, conservazione, restauro e manutenzione straordinaria di beni immobili di proprietà delle Contrade, da destinare a sedi delle Contrade stesse, delle Società di Contrada o di musei o delle loro articolazioni funzionali; conservazione, restauro e manutenzione straordinaria degli immobili di loro proprietà adibiti ad uso abitativo, o in comodato d'uso concesso da istituzioni o da enti pubblici; acquisto di aree verdi da adibire a servizio della Contrada o della Società e loro conservazione e sistemazione funzionale anche se concesse in comodato d’uso da istituzioni o enti pubblici; acquisto e restauro di beni strumentali all'attività ordinaria della Contrada o della Società, ivi compreso l’acquisto dei costumi e degli accessori tradizionali per le comparse; quota annua di protettorato per ogni singola contrada e sostegno dell’attività istituzionale del Magistrato delle Contrade nel coordinamento dell’azione comune delle contrade e di tutela del loro interesse collettivo. A fronte poi del contributo complessivo concesso dalla Fondazione, il Magistrato delle Contrade segnalerà alla Fondazione stessa le richieste delle Contrade meritevoli di partecipare all'assegnazione del contributo, indicando per ciascuna il relativo importo. Il contributo richiedibile per ogni contrada potrà essere utilizzato anche attraverso la presentazione di più progetti tra loro indipendenti. Potranno inoltre continuare ad essere ammessi al contributo i progetti già presentati e ancora parzialmente finanziati. La Fondazione comunicherà poi direttamente a ciascuna Contrada la concessione del contributo, richiedendo la documentazione necessaria per l'erogazione. Nel protocollo si specifica che l’accordo sottoscritto oggi avrà la durata di un anno e che dovrà essere riconcordato tra le parti prima della scadenza. Inoltre annualmente verrà organizzato un evento per sottolineare le iniziative realizzate tramite il contributo assegnato.


>>30/11/2009 14.49.00(SIENANEWS)
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Patto fra Magistrato e Fondazione

Messaggio  jabru il Mer Dic 02, 2009 10:56 am

Sono rarissime le occasioni, in cui tutti i diciassette priori delle consorelle posano insieme per una causa comune. E’ accaduto ieri mattina a palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi, dove si è siglato il protocollo di intesa con il Magistrato delle contrade, per istituzionalizzare il sostegno economico allo sviluppo e alla conservazione dei tesori dei rioni. Il presidente Gabriello Mancini e dal rettore del Magistrato, Roberto Martinelli, alla presenza di tutti gli onorandi, hanno firmato l’accordo che in via sperimentale per il 2010 mette nero su bianco la “promessa“ della Fondazione di affianciare le contrade nella loro perseveranza nel tutelare, adeguare e restituire alla comunità edifici, locali, spazi ed opere d’arte segnati dal tempo. Negli anni, dal 1996 ad oggi, la Fondazione ha concesso 4 milioni e mezzo di euro al Magistrato e sei milioni e 300mila euro direttamente alle contrade (333mila euro circa per ogni contrada fra il 2000 e il 2008), risorse indispensabili per far fronte a restauri, consolidamenti e acquisto di nuovi volumi. “Abbiamo firmato un atto di grande importanza che accresce un rapporto ormai storico con le contrade - ha commentato il presidente Mancini - Ci muoveremo come sempre sostenendo due filoni di intervento, il primo riguarda le opere strutturali per il recupero del patrimonio storico, artistico e immobiliare di ciascun rione e un secondo verrà erogato in forma di protettorato per l’attività ordinaria del Magistrato. Sinora i contributi venivano assegnati in maniera episodica, garibaldina oserei dire, adesso vogliamo formalizzare l’impegno a favore delle contrade e lo facciamo con un accordo sperimentale per il 2010, certo che possa diventare in futuro una procedura consolidata”. In pratica il prossimo anno, le richieste di contributo arriveranno alla Fondazione tramite specifica domanda avanzata sul bando annuale dal Magistrato delle Contrade, a queste verrà riservata attenzione prioritaria, nell'ambito della valutazione comparativa delle domande pervenute. La finalità degli interventi ammessi a contributo, così come si legge nel protocollo, potrà comprendere: “acquisto, conservazione, restauro e manutenzione straordinaria di beni immobili di proprietà delle contrade, da destinare a sedi delle contrade stesse, delle società di contrada o di musei o delle loro articolazioni funzionali; conservazione, restauro e manutenzione straordinaria degli immobili di loro proprietà adibiti ad uso abitativo, o in comodato d'uso concesso da istituzioni o da enti pubblici; acquisto di aree verdi da adibire a servizio della contrada o della società e loro conservazione e sistemazione funzionale anche se concesse in comodato d’uso da istituzioni o enti pubblici; acquisto e restauro di beni strumentali all'attività ordinaria della contrada o della società, ivi compreso l’acquisto dei costumi e degli accessori tradizionali per le comparse; quota annua di protettorato per ogni singola contrada e sostegno dell’attività istituzionale del Magistrato delle contrade”. “Il sostegno della Fondazione ha un importante valore economico che aiuta le contrade a coniugare il proprio ruolo all’interno della comunità senese. Le contrade sono Palio e molto di più - ha concluso il rettore Martinelli - Abbiamo un’incidenza forte sulla collettività, soprattutto sui giovani, e in questa missione la Fondazione ci è sempre stata accanto”

Gaia Tancredi da Corriere di Siena
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Protocollo d'intesa Fondazione MPS e Contrade

Messaggio  jabru il Mer Dic 02, 2009 11:00 am

Siena, 1 dicembre 2009 - "Facciamo un salto di qualità. E trasformiano oggi un rapporto privilegiato, di stima, affetto e collaborazione, in un protocollo d’intesa. Il legame con le 17 Contrade, dunque, si consolida e viene formalizzato", annuncia il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini. L’accordo, che vale in via sperimentale per il 2010 "ma — aggiunge — potrebbe in seguito avere cadenza pluriennale, fissa un traguardo raggiunto ed è al contempo un momento di partenza".



Ad ascoltarlo ci sono i priori della Contrade, dopo che il rettore del Magistrato Roberto Martinelli ha firmato il Protocollo definendo il legame con la Fondazione Mps "di cordialità costruttiva". Perché rappresenta un tassello fondamentale nella conservazione del patrimonio storico artistico di quelle che tutti considerano il fiore all’occhiello della città. Di essa sono dna e tessuto connettivo. Per continuare però a svolgere tale ruolo — "le Contrade non sono soltanto il Palio", ammonisce infatti Martinelli — occorre rifare il tetto delle Società. Oppure effettuare la manutenzione degli immobili a servizio delle varie consorelle, acquisire aree verdi nelle quali valorizzare la socialità propria di ciascun popolo.



Di qui l’importanza della formalizzazione di una collaborazione economica che, il presidente Mancini ha fornito qualche cifra, "ha visto Palazzo Sansedoni erogare dal ’96 ad oggi 4,5 milioni di euro, compresa la somma per il rinnovo dei costumi. Questi sono transitati attraverso il Magistrato mentre ben 6,3 milioni sono stati dati direttamente alle 17 consorelle. E ciascuna, nel periodo 2000-2008, ha avuto circa 333.909 euro".



Un rapporto storico, dunque, che è in perfetta sintonia con la mission della Fondazione Mps nella parte dello Statuto in cui si parla dello sviluppo del territorio di riferimento. La valorizzazione integrale dell’arte e della cultura a Siena non può prescindere dal mondo contradaiolo. "Un onore tale rapporto", continua il presidente Mancini sottolineando come le erogazioni negli anni si siano indirizzate essenzialmente su due filoni. Da un lato la sistemazione e l’ampliamento dei locali, l’acquisto, la conservazione, il restauro e la manutenzione di beni immobili di proprietà delle Contrade da destinare a sedi delle stesse, a Società oppure a museo.



L’altra grande branca è stato il pagamento del protettorato, una quota annua che veniva data ad ognuna delle 17 consorelle. "Tutto ciò — osserva ancora Mancini — è avvenuto un pochino alla garibaldina, come una prassi. Adesso, invece, d’intesa con il Magistrato, trasformiamo una consuetudine in qualcosa di strutturato". Lancia poi un’idea per il futuro che i priori accolgono di buon grado. "Istituzionalizziamo il 30 novembre di ogni anno questo incontro con gli onorandi per scambiarsi gli auguri in occasione dell’inaugurazione dell’anno contradaiolo. Vi è inoltre la disponibilità, da parte mia e dei deputati, ad andare nelle Contrade per spiegare cosa è la Fondazione Mps poiché ho la sensazione che il suo ruolo non sia compreso appieno".



"Su tale aspetto ci accorderemo successivamente per le date", risponde il rettore Martinelli quando prende la parola. "Quanto all’intesa odierna essa riveste un’importanza economica unica oltre a rappresentare il segno tangibile di un atteggiamento di aiuto alle Contrade affinché — rimarca — possano svolgere appieno il loro ruolo nell’ambito della comunità senese". Bene che ci sia un documento firmato. Bene la parte introduttiva del Protocollo nella quale "c’è il riconoscimento di ciò che intendiamo essere. La Contrada non è soltanto Palio, lo ripeto. E’ molto di più. Qualche volta veniamo tirati di qua e di là, in realtà noi puntiamo a costruire la solidarietà e contribuiamo a solidificare l’identità fra i giovani. La Fondazione Mps con il suo intervento ci sostiene nel proseguire in questa direzione". Adesso è tutto nero su bianco. E’ tutto firmato. "Quando le cose sono stabilizzate — conclude Martinelli — hanno l’ancoraggio che prima non avevano".

Laura Valdesi
da La Nazione
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Siena celebra Sant'Ansano

Messaggio  jabru il Mer Dic 02, 2009 11:01 am

Siena celebra Sant'Ansano 01 dicembre 2009

Siena celebra oggi Sant’Ansano, protettore della città. Una festa molto sentita, che ha un forte valore religioso e segna inoltre l'inizio del nuovo Anno Contradaiolo. Con la tradizionale processione che partirà da Piazza del Campo alle ore 17, le contrade si recheranno in Duomo dove l'Arcivescovo Buoncristiani celebrerà la Santa Messa. In mattinata invece i Priori delle 17 contrade saranno accolti nella sede della Banca Monte dei Paschi, alle 12, dal presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni. Poi, all’hotel Continental, il pranzo con il sindaco Cenni, quindi il trasferimento a Palazzo Pubblico da dove appunto partirà il corteo.

ON LINE IL SINDACO MAURIZIO CENNI

Di seguito pubblichiamo il testo dell'omelia che pronuncerà l'arcivescovo Buoncristiani

"Celebriamo la festa patronale del Martire S. Ansano che la nostra tradizione considera come "pietra miliare" posta agli inizi della Chiesa di Siena. Martire è parola d’origine greca equivalente a «testimone», perché nella fede la prova più convincente di adesione totale è quella di essere capaci a “metterci in gioco” la propria stessa vita, sino a rischiare di perderla.
È per questo che le Chiese, oltre alla successione apostolica, hanno sempre considerato con orgoglio di poter vantare come le proprie radici siano state irrorate dal sangue dei Martiri nei quali vedevano una raffigurazione concreta della Passione di Cristo e della sua Risurrezione.

Trascorsi i primi secoli di persecuzione ricorrente, ci si rese conto che non potevano essere considerati “modelli di vita di fede e intercessori presso Dio” solo la Vergine Maria, gli Apostoli e i Martiri.
Sant’Agostino (Disc. 304) così lo sottolineava: «Lo hanno seguito i martiri, ma non essi soli, infatti, dopo che essi passarono, non fu interrotto il ponte; né si è inaridita la sorgente, dopo che essi hanno bevuto. […] Nessuna categoria di persone deve dubitare della propria chiamata: Cristo ha sofferto per tutti».
Il ponte ininterrotto e la sorgente sempre zampillante è la Chiesa che, nel pensiero di Dio, è santa perché animata dal suo Spirito e rivestita di bellezza trascendente, nelle verità divine che annuncia e custodisce, nei suoi sacramenti, nella sua preghiera e nella sua legge che guida sui sentieri del Vangelo. Ma a questa santità costitutiva, che è solo dono della Grazia, deve corrispondere la santità praticata dai suoi membri con la disponibilità a lasciarsi "invadere" da Dio con la collaborazione della nostra libertà.

La Chiesa è santa per se stessa, ma coloro che le appartengono devono dimostrarla tale con la propria vita. Da qui scaturisce il fatto per cui, nel trascorrere dei secoli, la Comunità cristiana ha sentito il bisogno di poter riconoscere la propria continuità di testimonianza al Vangelo attraverso l’esempio di coloro che, in ogni tempo e nelle più diverse condizioni di vita, hanno dimostrato di aver cercato di viverlo autenticamente.

È in questo contesto che la nostra Chiesa alla commemorazione del martirio del “Battista Senese” ha voluto unire il rendimento di grazie e la lode a Dio che è stato particolarmente generoso nell’offrirci tanti suoi Testimoni in tutta la nostra storia, ma particolarmente in quella «stagione d’oro» che la nostra Città sta ricordando con il VII centenario della volgarizzazione del Costituto Senese, illustrato dalle celebri allegorie de "gli effetti del buono e del cattivo governo" dipinte magistralmente da Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico.

Non può considerarsi un caso fortuito come quel tempo fosse caratterizzato, assieme al benessere economico portato dal commercio, anche da una singolare fecondità di istituzioni culturali, di fondazioni e di opere di carità.
L’attività dei grandi artisti che hanno saputo creare lo splendore dei nostri monumenti si è coniugata con quella di innumerevoli figure di santità che hanno preceduto le più note di Caterina e Bernardino. Per provarlo è sufficiente percorrere l’anagrafe dei nostri Santi e Beati per renderci conto come sia parallela a quella degli artisti che hanno reso famosa la Scuola Senese.

Siena, per la sua prosperità ed il numero di abitanti, era allora tra le più significative città d’Europa. Socialmente soffriva i mali di ogni tempo: una grande disparità economica, le prepotenze del potere con conseguenti ingiustizie, discordie e lotte fratricide, l’immoralità (allora solo più nascosta), ma la sua coscienza civile era permeata da condivisi valori evangelici che, nonostante tutto, riuscirono a produrre una significativa civiltà cristiana.
Dal 1251, anno della morte del B. Andrea Gallerani, al 1347 quando nacque Caterina Benincasa, la nostra città ha annoverato la presenza di almeno 11 Beati suddivisi in due distinti modelli di perfezione evangelica: la santità ricercata nell’esercizio delle opere di misericordia a favore dei più poveri ed abbandonati, o il modello ascetico e contemplativo della vita eremitica o monastica.

Tra questi ultimi emerge la personalità di Bernardo Tolomei che nel 1313, assieme ad Ambrogio Piccolomini e a Patrizio Patrizi (ugualmente membri della nobiltà cittadina), suoi confratelli nella Compagnia dei Disciplinati in S. Maria della Scala, decise di ritirarsi a fare vita eremitica tra le crete senesi.
Inizialmente la loro fu una vita penitente di preghiera, lavoro manuale e silenzio, ma con l’accrescersi della comunità, nacque l’esigenza dell’istituzione di un vero e proprio Monastero che poi si estese come Congregazione benedettina di Monte Oliveto. Si trattò di un prolifico innesto di giovinezza nell’albero oramai invecchiato del monachesimo.
Bernardo Tolomei è indissolubilmente legato a Siena anche per essere stato la vittima più illustre della «peste nera» che colpì tragicamente anche la nostra città, poi ridotta ad appena un quarto dei suoi abitanti. Nonostante l’età avanzata egli non aveva esitato ad essere accanto ai suoi confratelli nel Monastero di S. Benedetto ai Tufi che aveva fondato nel 1322.
Il Papa Benedetto XVI lo ha annoverato nel numero dei Santi lo scorso 26 aprile e noi questa sera conteremo con gioia e fierezza il «Te Deum» di ringraziamento.

Il tempo limitato di una omelia non è sufficiente per le tante considerazioni che si dovrebbero fare e per questo mi limito a quella che ritengo più importante per il discernimento anche del nostro tempo.
Ho fatto un breve cenno alla situazione sociale in cui sono vissuti a Siena Bernardo (per più di 40 anni) e i suoi compagni, sottolineando la loro originaria appartenenza ad una Confraternita laicale dove è sicuramente maturata la loro scelta di vita. Recenti studi l’hanno descritta come "l’anima" della coscienza cristiana cittadina, con stretti legami alla spiritualità dell’Eremo Agostiniano di Lecceto e al Convento Domenicano. Di essa hanno fatto parte tante personalità rilevanti per santità di vita tra le quali emerge anche il B. Giovanni Colombini.
Auspichiamo di poterne approfondire la conoscenza in un Convegno di Studi che ha l’intento di analizzare proprio i rapporti tra l’attività delle Confraternite e la società politica ed economica cittadina.

È da notare come in quel tempo triste dell’esilio avignonese l’istituzione ecclesiastica, nella sua Gerarchia, appariva latitante senza che per questo venisse meno una profonda spiritualità cristiana alimentata dagli Ordini Mendicanti (anche Francescani, Servi di Maria e Carmelitani) e da un rinnovato Monachesimo che erano di sostegno a Confraternite laicali dedite alla preghiera, alla penitenza e alla carità.
Certamente questa è una prova della vitalità e santità della Chiesa, "corpo di Cristo" nel mondo e nella storia, ben al di là delle sue varie componenti spesso legate alla fragilità umana.

Portare l’attenzione sulla santità nella Chiesa, ci conduce a trovare risposta all’interrogativo: a cosa serve la Chiesa. In certe situazioni, sotto l’aspetto di utilità pratica, potrebbe sembrare che la Chiesa non faccia nulla di quanto serve alla vita reale. Ma Gesù ci ha detto: «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,14), precisando anche che «il suo regno non è di questo mondo» (cf. Gv 18,36). Essere luce, in senso assoluto, significa custodire un messaggio di verità e di saggezza che dà significato alla vita terrena, accendendo la coscienza dell’uomo nello svelargli la sua vera identità.
La coscienza che la Chiesa fa sorgere nell’umanità non è tanto una sapienza razionale ma una coscienza operante, un’inquietudine, un fermento, una vocazione, una responsabilità, un fine da raggiungere. Essa aiuta a ricavare un uomo nuovo dal vecchio, un obiettivo da raggiungere, una nuova vita da iniziare qui per goderne oltre il tempo la pienezza. Nessun umanesimo, come quello che la Chiesa annuncia ed instaura, immette tante idee, tante energie, tante speranze nel cuore dell’uomo, quanto la Chiesa. «Realmente e intimamente solidale col genere umano e con la sua storia» (GS 1), sente sua la missione di educare l’uomo per aiutarlo a raggiungere la perfezione, nonostante sappia bene come egli sia un essere implicito e per giunta radicalmente ferito dal peccato originale. (cf. Paolo VI, 13.07.66)
Tutto questo, assieme e prima ancora delle parole, ha bisogno della testimonianza autentica di persone nelle quali la Grazia ha già potuto operare un cambiamento, rendendole esemplari nel distacco dai beni del mondo, nell’amore alla persona di Cristo e nel desiderio di servirlo nell’amore dei fratelli. La molla della santità è il "desiderio di Dio".
Solo la sanità rende credibile la possibilità della risposta dell’uomo. Senza di essa il cristianesimo si ridurrebbe ad un insegnamento morale, ma non dimostrerebbe in alcun modo la continuazione della presenza di Cristo nel mondo.

Quando se ne parla è sempre necessario dissipare l’equivoco che la santità sia cosa di pochi privilegiati dei tempi passati, caratterizzata da penitenze, miracoli e fenomeni straordinari. In realtà tutti i cristiani sono diventati tali per il Battesimo, prendendo l’impegno di farsi imitatori di Dio. Si tratta dunque di una posizione da mantenere restando in grazia di Dio, abbandonandoci alla sua Volontà.
La Chiesa e il mondo di oggi hanno sommamente bisogno di tali uomini e donne, di ogni condizione e stato di vita, sacerdoti, religiosi e laici, perché solo persone di tale statura e di tale santità saranno capaci di cambiare il nostro mondo tormentato e di ridargli, insieme alla pace, quell’orientamento spirituale e veramente cristiano a cui ogni uomo aspira intimamente (talvolta senza rendersene conto) e di cui tutti abbiamo tanto bisogno. (cf. Paolo VI).

Come ha detto recentemente Benedetto XVI: «Sono le minoranze creative che determinano il futuro». Specie dove la secolarizzazione è più forte, la Chiesa «deve interpretarsi come minoranza creativa, poiché ha una eredità di valori che non sono cose del passato, ma una realtà viva e attuale». Anche nella nostra Chiesa, nella fedeltà alla sua gloriosa tradizione, c’è bisogno di persone credenti e credibili pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la propria azione.

È un invito a ogni cattolico, alla consapevolezza e alla presenza. Come «piccolo gregge» - se oramai è questa la condizione – ma senza soggezioni e titubanze, «pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi»
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Contrade in festa per sant'Ansano

Messaggio  jabru il Mer Dic 02, 2009 11:03 am

Contrade in festa per Sant'Ansano


Si sono tenute ieri pomeriggio le celebrazioni in occasione della Festa di Sant'Ansano patrono della città. Contrade e istituzioni hanno celebrato nella cattedrale del Duomo l’inizio del nuovo Anno Contradaiolo consacrato dalla funzione religiosa dell'Arcivescovo, monsignor Antonio Buoncristiani. Nella mattinata di ieri i Priori delle contrade sono stati accolti dal presidente della Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni nella Sala Strozzi di piazza Salimbeni, per il consueto brindisi di buon auspicio dedicato all'inizio dell'anno contradaiolo.


"Confermiamo ancora una volta in questo giorno così importante per tutta la città la nostra vicinanza alle contrade che la compongono - ha spiegato il presidente Mussari - molte le opere compiute per ridare luce al patrimonio artistico e culturale delle società di contrada nonostante il duro periodo di crisi economica che sta investendo tutto il paese. Spero vivamente che questo possa essere un anno contradaiolo ricco di soddisfazioni e serenità per tutti".

"Il rapporto tra contrade e Banca Mps cresce anno dopo anno - ha aggiunto il Magistrato delle Contrade Roberto Martinelli - ricordo che il primo importante aiuto che la Banca dette al mondo del Palio fu nel 1955 qundo finanziò l'intreo rinnovo dei costumi del corteo storico".

Sara Corti

>>02/12/2009 0.07.00(SIENANEWS)
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Gli Onorandi e il Mecenate

Messaggio  jabru il Mer Dic 02, 2009 5:45 pm

Cincin sulla rocca fra i diciassette priori e il presidente e il direttore generale della Banca Monte dei Paschi: un appuntamento consueto nel giorno di Sant'Ansano, chiusura e apertura dell'anno contradaiolo. Si archivia per ricominciare, si chiude il capitolo Palio 2009 e si riapre immediatamente il successivo. La continuità, il tempo che scorre, il divenire, sono elementi essenziali del Palio che scandisce il calendario della vita cittadina. E così, una vigorosa stretta di mano e un brindisi strappato alla faticosa giornata finanziaria di Mussari e Vigni, bastano e avanzano a rinsaldare, anzi, a sottolineare, un sodalizio che per la Festa di Siena e le contrade è linfa vitale. "Ringrazio tutti - ha esordito il presidente Mps - perché anche quest'anno insieme abbiamo realizzato buone cose, abbiamo completato un progetto importante per i restauri del patrimonio artistico delle contrade, e la Banca è onorata di contribuire a fare in modo che non si perda nell'oblio tanta ricchezza. Da parte nostra - ha proseguito Mussari - l'impegno, anche di fronte ai mercati non brillanti, non verrà meno. Vi auguro un anno contradaiolo assolutamente sereno". Dunque, il business si ferma e trova il tempo per il Palio, per una parentesi rituale significativa. Guai a cancellare certe piccole abitudini. "Il rapporto con la banca che negli anni si è consolidato in consapevolezza - ha detto il rettore del Magistrato Roberto Martinelli - lo possiamo far risalire al 1955 quando la banca, per la prima volta, visto che le contrade erano in ristrettezze economiche, finanziò il rinnovo dei costumi. L'intervento poi si è ripetuto nel 1981 e successivamente. Inutile sottolineare dunque quanto sia importante questo rapporto per le contrade, ho citato il rinnovo dei costumi perché è l'intervento più costoso, ma la lista è lunga". Dopo, il brindisi. La festa del patrono non rallenta l'operatività della Banca, e c'è tanto da fare. E' un periodo difficile, per tutti. Anche se quei diciassette onorandi rappresentano le sentinelle di un mondo che ci permette di vedere la vita sempre rosa

Sonia Maggi da Corriere di Siena
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Donne dell'Oca

Messaggio  jabru il Gio Dic 03, 2009 5:18 pm

Donne dell’Oca Gli ultimi atti della vertenza

Diritto al voto delle donne dell’Oca: ieri l’ultimo atto in tribunale prima della sentenza. Dopo il deposito delle comparse conclusionale degli avvocati fissato per lo scorso 12 novembre, ieri mattina gli stessi avvocati hanno depositato in cancelleria le repliche, seguendo il calendario disposto dal giudice Bellini. Quello di ieri mattina dunque è stato l’ultimo passaggio prima della sentenza che è attesa per i mesi di gennaio o febbraio. Dopo l’esame degli atti infatti il giudice Bellini emetterà il verdetto di questa causa civile molto attesa, e non solo dai contradaioli di Fontebranda. Le ragioni giuridiche per cui le donne dell’Oca hanno deciso di far valere il diritto di voto all’interno della contrada sono state ben spiegate dall’avvocato difensore Marco Comporti secondo il quale “Le donne, protettori dell'Oca, hanno per Statuto pienezza di tutti i diritti e doveri, come gli uomini, nella contrada, ma tali diritti vanno affermati, esercitati e tutelati. Dal punto di vista giuridico è evidente l’illegittimità della discriminazione che viene operata contro il principio di eguaglianza affermato dall'articolo 3 della Costituzione repubblicana italiana del 1948, e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (articoli II, 20, 21, 23, quest'ultimo proprio sulla parità fra uomini e donne). E' anche nota l'ampiezza con cui il principio di eguaglianza è stato affermato dalla Corte costituzionale italiana per quanto concerne sia le leggi preesistenti alla entrata in vigore della Costituzione, sia le leggi successive”. “Né potrebbe essere invocata una prassi o consuetudine o tradizione storica - aggiunge l’avvocato Comporti - perché le consuetudini, se contrarie alla legge, e, nel caso, se addirittura contrarie ai principi fondamentali della Costituzione, sono illegittime e non più praticabili” da Corriere di Siena
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Tabernacoli

Messaggio  jabru il Mer Dic 09, 2009 10:58 am

Tabernacoli. Premiati i "cittini" senesi


Nel giorno dell'Immacolata Concezione i bimbi di Siena autori dei Tabernacoli 2009 sono stati premiati all'interno del palazzo pubblico di Siena. Ad aggiudicarsi la Festa dei Tabernacoli l'8 settembre scorso è stata la contrada dell'Aquila che è stata scelta dalla commissione composta dal Magistrato delle Contrade, Comitato Amici del Palio, Soprintendenza ai Beni Artistici, Curia, Camera di Commercio, Provveditorato agli Studi, giornali locali e Apt.

>>08/12/2009 18.56.00(SIENANEWS)
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Tabernacoli: grande festa per i bambini

Messaggio  jabru il Mer Dic 09, 2009 5:32 pm

Siena, 9 dicembre 2009 - Non delude le aspettative la cerimonia di premiazione del concorso dei Tabernacoli 2009, grazie ad una Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico capace di offrire un colpo d’occhio davvero suggestivo per la presenza di un nutrito numero di bambini. Fiorenza Guerranti, direttrice dell’Agenzia per il Turismo di Siena, organizzatrice della manifestazione, ha tenuto a sottolineare come il livello qualitativo degli allestimenti sia ogni anno superiore tanto da "mettere in seria difficoltà la commissione giudicatrice, costringendola ad un lavoro tutt’altro che semplice".



Prima di entrare nel vivo della premiazione hanno preso la parola anche le altre autorità cittadine intervenute. L’assessore allo sport del Comune, Massimo Bianchi, chiamato a fare gli onori di casa, ha precisato che i bambini sono stati ricevuti "nella stanza d’ingresso di Palazzo Pubblico, proprio come avviene con le persone importanti, visto che i giovani rappresentano il futuro della città".



Un plauso particolare agli addetti ai piccoli delle varie Contrade, "artefici di una fondamentale opera di formazione", è stato rivolto dal Rettore del Magistrato, Roberto Martinelli. All’intervento del Soprintendente per i Beni Artistici e Storici, Gabriele Borghini, ha fatto seguito la consegna dei premi alle 17 Contrade. Ogni bambino è stato omaggiato con un segnalibro, ideato dall’Apt, e tre guide dedicate alle riserve naturali presenti nella provincia senese, con la precisa finalità di divulgare la conoscenza delle bellezze del territorio e sensibilizzare i ragazzi al rispetto dell’inestimabile patrimonio offerto dalla natura. Le prime cinque classificate hanno ritirato anche il premio in denaro offerto loro dall’Apt e ricavato dalla sponsorizzazione che ogni anno il Monte dei Paschi destina alle attività turistiche.



Ad aggiudicarsi l’edizione 2009, svoltasi l’8 settembre scorso, in occasione della natività della Madonna, è stata l’aquila, grazie alla riproduzione degli ultimi otto Palii vinti, con l’aggiunta, ai piedi del tabernacolo, di un futuro Drappellone scaturito dalla fantasia dei ragazzi. Seconda classificata la Giraffa, artefice di un colorato cammino all’interno del rione, con tanto di impronte dei piedi dei bambini. La Tartuca, raffigurando su un letto di ghirlande i volti delle Madonne degli ultimi Cenci vinti, e l’Istrice, paragonando le 17 Consorelle alle meraviglie di un bosco da fiaba, hanno conquistato rispettivamente terzo e quarto posto. Quinto classificato l’allestimento dell’Onda, dove attorno al tabernacolo, ideale simbolo di Piazza del Campo, è stata assemblata una policroma mappa della città, con la suddivisione dei territori contradaioli.



Alla Nobile Contrada dell’Aquila, vincitrice del concorso, il professore dell’Istituto d’Arte di Siena "Duccio di Buoninsegna", Fabio Mazzieri, ha poi consegnato una pergamena appositamente realizzata dalle studentesse Camilla Moretti e Lisa Bianchi. Il primo premio della sezione extra moenia è andato, invece, all’associazione "Il Laboratorio", capace di conquistare l’unanime consenso della commissione con l’idea davvero toccante di far spuntare 17 fiori colorati, simbolo delle Contrade, dalle macerie del terremoto, per sottolineare il concreto aiuto che la città di Siena ha saputo portare alla popolazione abruzzese colpita dal sisma.



La festosa mattinata si è chiusa nel Cortile del Podestà con una colazione a base di prodotti tipici del territorio (salumi, formaggi, marmellate), offerta a tutti i presenti dall’Agenzia per il Turismo, in collaborazione con le associazioni di categoria Cia e Coldiretti.

Giacomo Luchini da La Nazione
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Legge per le Contrade

Messaggio  jabru il Gio Dic 31, 2009 6:14 pm

L’Udc e l’associazione Pietraserena tornano alla carica, dopo quattro anni, rilanciando il testo di una legge speciale per le contrade di Siena. Era il 30 settembre del 2005 quando, nell’ambito di un convegno al Continental, fu svelata per la prima volta la proposta legislativa, con il fine di tutelare l’identità delle contrade e metterle a riparo da qualsiasi attacco, non solo di tipo tributario. Il comitato promotore (fra gli altri Gianni Giacopelli, Francesco Marchetti, Sandro Senni e Romolo Semplici) e il comitato scientifico che allora si interessò della stesura (il notaio Giovanni Ginanneschi, il commercialista Mauro Petreni, gli avvocati Marco Comporti e Luigi De Mossi) tornano ad offrire alla città l’occasione di un confronto sulla natura delle contrade, per tentare un cammino quanto più possibile condiviso, da tutti i soggetti che fanno capo alla vita sociale e politica senese. La sfida è ardua, ma non impossibile, come sostiene Gianni Giacopelli. “Vogliamo rilanciare l’idea, perchè abbiamo buttato via quattro anni. Altre iniziative emerse su questo fronte sono state un fallimento, anche l’emendamento promosso dall’onorevole Ceccuzzi non è la soluzione ideale, ma come si dice a Siena, in tempi di carestia va bene anche il pan di veccia - ha commentato l’esponente dell’Udc - Non è una legge per il Palio quella che proponiamo, ma per le contrade, per salvaguardare la loro unicità. L’emendamento che è stato approvato recentemente ha fatto salire sul carro del vincitore altre seicento manifestazioni del Paese che niente hanno a che fare con noi. In più ci risulta che proprio questo emendamento non sia stato rifinanziato, per quanto a Roma, in questo momento, si tenti di salvarlo. Tutto ciò ci dice che ogni anno dovrà essere rinegoziato, senza alcuna certezza. Vogliamo una legge che resti nel tempo e che riconosca le contrade come entità non riproducibili e pertanto degne di essere sostenute e salvaguardate. E’ tempo di rilanciare un dialogo in città, sulla difesa di un patrimonio comune. Ma non si tratta di arrivare primi al bandierino, affermando un primato politico. Ci rivolgiamo a tutti i senesi, bianchi o neri, di destra o di sinistra, ai contradaioli insomma, che non abbiano bisogno di mettere in campo interessi personali o di carriera”. E’ tempo anche di fare autocritica per tutte le contrade e secondo Romolo Semplici (associazione Pietraserena) questa è l’occasione per favorire un confronto che aiuti a ritrovare i migliori punti di riferimenti, per l’integrazione delle contrade con il resto del tessuto sociale cittadino, in cui da qualche tempo prevalgono moti di insofferenza e di distacco. Per Francesco Marchetti una legge ad hoc potrà mettere in salvo la Festa da “atti in commedia come quello recente del sottosegretario Francesca Martini che ci ha accusato di presunti maltrattamenti agli animali. Si deve evitare che domani qualcuno si svegli e dica, per esempio, che nell’impegno di un quattordicenne che serve la pastasciutta in contrada, si configura il reato di sfruttamento di minore”

Gaia Tancredi da Corriere di Siena
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Istrice e la via del commercio

Messaggio  jabru il Lun Gen 25, 2010 10:56 am

Via del Pignattello Strada “intatta”

SIENA- Quello che cercheremo di fare a partire da oggi e nei giorni a venire è un viaggio alla scoperta dei 17 rioni di Siena. Ogni via, ogni piazza e ogni angolo della contrada riesce a raccontare la storia e l’evoluzione di una città intera. Confini Capirne le trasformazioni significa coglierne l’essenza, sia di un quartiere che di chi lo abita. Il nostro viaggio comincia a nord, dal rione della contrada Sovrana dell’Istrice, e quindi da Porta Camollia fino al vicolo dello Sportello. A Siena i territori delle contrade hanno confini ben precisi: fu Violante di Baviera, nel 1730, a pubblicare un bando nel quale si delimitava il territorio di ciascun rione contradaiolo: “Dalla porta Camollia per la strada maestra da ambe le parti fino alla dirittura della piaggia che porta alla Lizza e poggio Malavolti, dalla casa de signori Francesconi e di lì salga da man destra solamente alla squola di cavallerizza e non compreso il palazzo Malavolti occupi la Lizza tutta colla fortezza, siccome le case della piaggia che va a Santa Petronilla, la strada tutta di Campansi e Pignattello, come quelle che portano a fonte Giusta“. Un territorio molto vasto quello di Camollia che tante trasformazioni ha subito nel tempo. Via di Camollia, insieme a Banchi di Sopra e a Banchi di Sotto da sempre ha rappresentato una delle tre vie commerciali più frequentate della città. Commercio Camminando lungo la strada principale però ci accorgiamo che molti negozi ormai da tempo, sono chiusi. Di vecchie botteghe artigiane con la saracinesca abbassata per via di Camollia se ne vedono molte. La parte commerciale più attiva, e anche quella più vissuta dai contradaioli, resta quella alta, vicino alla Porta. Quasi intatte invece, da trent’anni a questa parte, le vie più nascoste e anche più caratteristiche del rione, come via del Pignattello, via Malta e via di Fontegiusta. Per coloro che vi abitano non mancano esercizi commerciali e pubblici di riferimento quali negozi di alimentari, fruttivendoli, macellerie, farmacie e addirittura una sede della circoscrizione comunale, molto comoda per le persone più anziane che arrivando da fuori le mura non debbono necessariamente recarsi in centro. Rumori Qui i rumori della città, e soprattutto del traffico che molto va a concentrarsi da Piazza Gramsci a Piazza Chigi Saracini, davanti all’antico mercato rionale, sembrano sparire e il verde dei giardini interni alle abitazioni fa capolino tra un muretto e l’altro. Quello di Camollia può essere tranquillamente definito come un essenziale punto di collegamento con il resto della città. Illuminazione Quello che manca forse, e ce ne accorgiamo al calar del sole, è un po’ più di illuminazione pubblica, specie nella zona dei giardini accanto al mercato rionale e lungo la centrale via di Camollia. Fa parte di questo rione così vasto anche tutta l’area della Lizza e della Fortezza Medicea, altri punti chiave della città, specie per il commercio e per il consueto mercato settimanale che si svolge attorno alle mura. Traffico Cerchiamo ora di affrontare il problema legato alle macchine. Un rione piuttosto trafficato quello di Camollia, specie da mezzi pesanti. E spesso, a causa di questi, c’è la necessità di fare interventi di manutenzione sulle lastre consumate della pietraserena. La sosta delle auto si concentra attorno a Costa Paparoni e non mancano certo le lamentele di alcuni residenti che spesso si trovano chiusi in casa a causa di parcheggi un po’ maldestri. Difficile trovare una via, come è possibile notare anche dalle foto sovrastanti, senza auto o motorini parcheggiati ai lati della strada, questo forse l’elemento di contrasto più evidente rispetto al passato. Un passato che dalla chiesa della Magione fino al mercato rionale sembra affacciarsi da ogni angolo

Sara Corti Corriere di Siena
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Bruco

Messaggio  jabru il Ven Feb 05, 2010 6:23 pm

Porta Ovile E’ il luogo in cui si concentra la massima presenza di auto, gli abitanti sono stufi delle nuove disposizioni viarie

Fra i rioni più centrali e popolari della città di Siena vi è la contrada del Bruco. Fulcro principale di questo quartiere, visto che dall'Arco dei Rossi fino a piazza San Francesco molte sono le divisioni territoriali da spartire con la contrada della Giraffa, sono via del Comune, via di Mezzo e via degli Orti. Confini Per quanto riguarda invece la divisione storica dettata dall'editto del 1700, è considerato Bruco: "Dalla porta Ovile a sinistra occupi quel piano fino alla chiesa di San Biagio inclusive, ed abbracciando da tutte le parti le tre coste che portano alla fonte di San Francesco occupi mezza la piazza avanti a detta chiesa, compresa solamente la compagnia di San Gherardo, e di lì retrocedendo si attenga pell'arco a man destra, prenda la fonte ed a man destra si porti per retta strada all'arco de Rossi, di dove per la strada di Camollìa, abbracciando solo le case a man destra salga in Dogana, e tenendo solo la parte di Depositeria col Monte Pio e Paschi scenda nella piazza dell'Abbadia, comprenda la chiesa e convento de Padri Carmelitani, via degli Orbachi e ritorni a San Biagio." Vitalità Il rione d'Ovile è certamente stato negli anni uno dei più popolati. Adesso un po' di famiglie, specie di brucaioli, si sono trasferite fuori dalle mura, ma non per questo il quartiere ha perso la sua vitalità. Passaggio Questo è avvenuto anche grazie alla "ripopolazione" avvenuta con l'arrivo degli studenti. In qualsiasi ora del giorno, vista la presenza dell'Università e delle scuole elementari e dell'infanzia in piazza San Francesco, molti sono i giovani che da via dei Rossi si dirigono verso il centro. Commercio A sfregarsi le mani di questo continuo transito di potenziali clienti sono soprattutto i commercianti, che oltre alla ormai fissa clientela composta dalla gente del rione godono anche di molto turismo. Traffico Di auto non se ne vedono troppe da via degli Orti a via dei Rossi; forse ad avere un po' troppi accessi al cuore delle città sono i motorini, che sfrecciano su per via degli Orti ad ogni ora del giorno. L'unico punto del rione in cui la sosta delle macchine diventa selvaggia è quello che da Porta Ovile che si collega a Vallerozzi. Qui molte auto, approfittando delle saracinesche abbassatesi ormai da tempo su molti negozi, parcheggiano in divieto, anche davanti ai portoni di casa. Sosta caotica dunque e transito in aumento nella parte bassa del rione, specie da quando è stata chiusa via Beccafumi. I cittadini sono già stufi. Anche perchè lo smog ora si fa sentire e vedere. Pulizia Tra le particolarità da sottolineare in questo rione vi è sicuramente la manutenzione e la pulizia delle strade. Una particolare mensione di merito va senza dubbio a via del Comune. La "tenuta" della via è sicuramente tra le più impeccabili di tutta Siena. Difficile trovare per terra anche un mozzicone di sigaretta. Di sacchetti della spazzatura lasciati incustoditi davanti ai portoni poi non se ne parla nemmeno. Tutto sembra curato nei minimi particolari e nonostante la fatica della salita imposta dall'andamento della strada i vasi di fiori sopra i davanzali di una "Siena preservata" sono davvero un gran bel vedere. Convivenza Di famiglie senesi doc ne sono rimaste abbastanza. Il Bruco infatti è stato per molti anni uno dei rioni più popolati di Siena. Basti pensare che nell'arco di venti metri, in via dei Rossi, c'erano un tempo 5 negozi di alimentari e 3 fruttivendoli. Una popolazione piuttosto densa quella del passato che ora sta subendo un ricambio generazionale non proprio nostrano. Molti sono infatti gli studenti che vivono in affitto tra Piazza San Francesco e via del Comune. Non per questo però il rione è stato abbandonato e soprattutto d'estate, molti sono i giovani, senesi e non, che si trovano a "convivere" insieme nell’armonia più assoluta

Sara Corti da cCorriere di Siena
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Fonte Gaia

Messaggio  jabru il Dom Feb 07, 2010 10:57 am

Siena, 5 febbraio 2010 - Si alza il velo e spuntano gli angeli. Delicati e leggiadri anche se il marmo della Montagnola, con cui Fonte Gaia fu forgiata da Jacopo della Quercia, ne ha sbriciolato i tratti. "E’ meno resistente di quello di Carrara — spiega Alessandro Bagnoli della Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico di Siena e Grosseto — ma certo più a portata di mano». Si prova un brivido ad entrare nel ventre del Santa Maria della Scala. A fare un tuffo nel passato carpendo i segreti del laboratorio dove tre restauratori dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, sotto l’occhio vigile dei tecnici, lavorano con il laser «per togliere dalle componenti della Fonte le parti di sporco accumulate nel tempo, senza tuttavia eliminare quelle macchie gialle — spiega Bagnoli — residuo dei trattamenti subiti, magari dei colori".



Tre stanze accolgono il puzzle di frammenti di marmo con figure e fregi che nessuno finora aveva potuto ammirare. E che si trovavano nella Loggia della Mercanzia del Comune, alcuni anche lungo le scale di palazzo pubblico. "Devono infatti essere ricomposti — osserva mostrandoci alcuni fra i più belli il conservatore del Santa Maria Enrico Toti — in vista di un’esposizione che contiamo di allestire già in estate seguendo un criterio didattico. La nostra idea è di mettere al centro, qui nel Fienile del complesso museale dove sono già esposte le parti recuperate, l’originale. Ai suoi lati da una parte il calco che venne fatto quando la Fonte a metà ’800 fu smontata, dall’altra parte il modello in gesso di Tito Sarrocchi con la sua interpretazione purista".




"L’intervento con il laser è particolarmente delicato, la difficoltà maggiore è calibrarlo, trovare il giusto metodo di pulitura", si inserisce Bagnoli mentre fa da guida a due giovani che svolgono il tirocinio presso la Soprintendenza, Valentino Anselmi e la studentessa Erasmus Anja Bieg. A loro si unisce Filippo Benappi, uno studente del nostro Ateneo. Un centinaio i pezzi custoditi nel laboratorio che aspettano di raccontare l’arte di Jacopo ma anche la "lettura" innovativa del Sarrocchi. "E tante parti, secondo quanto riportato nei testi — commenta Bagnoli — si dice siano state usate in passato per riempire la zona sotto San Domenico. Non c’era attenzione per la conservazione dei beni del patrimonio artistico".



Fra quelli esposti, invece, una figura femminile a cui venne strappato un braccio da un contradaiolo che, il 2 luglio 1743, in occasione della vittoria nel Palio, vi si aggrappò. "Cedette e morì, rovinando anche l’arto che è stato restaurato", conferma il Conservatore Toti. "Nessuno ha visto gli originali restaurati — evidenzia Tatiana Campioni, direttore del Santa Maria —, accostati a gessi e calco. Il progetto dell’originale allestimento già approvato dal Comune". Stanziati 200mila euro dal Comune, attraverso la Fondazione Mps.

Laura Valdesi da La Nazione
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Il palio in TV

Messaggio  jabru il Gio Feb 18, 2010 5:46 pm

Documentario sul palio in onda lunedì su MTV 18 febbraio 2010

Lunedì 22 Febbraio 2010, alle ore 21,00, sul Canale internazionale MTV (Music Television) va in onda un Documentario sul Palio di Siena nell’ambito della trasmissione “IL TESTIMONE” curata da Pierfrancesco Diliberto (il popolare PIF delle Iene). Il filmato è stato girato in occasione del Palio di luglio del 2009 ed affronta i temi tipici della nostra Festa con un linguaggio televisivo moderno e rispettoso delle nostre tradizioni.
Il Consorzio Tutela Palio, con l’apporto di alcune Contrade, seguì attentamente il lavoro di PIF in considerazione del taglio che solitamente viene dato a quella rubrica.
da Antenna Radio Esse
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Il palio di Pif è piaciuto ai senesi

Messaggio  jabru il Lun Mar 01, 2010 5:32 pm

C’era grande attesa per il servizio sul Palio girato da Pif, ex Iena che si è cimentata con la scoperta della festa senese. La puntata del “Testimone”, andata in onda lunedì scorso, ha ricevuto commenti unanimi e positivi. La Iena, attentamente seguita dal Consorzio per la Tutela del Palio, è riuscita a cogliere aspetti che in pochi, tra i tanti che si sono cimentati in servizi su Siena, hanno saputo raccontare nella giusta maniera. Sulla pagina Facebook di Pif, che ha scelto Piazza del Campo per la sua foto del profilo, sono tanti i senesi che hanno espresso la loro soddisfazione per il programma. Annalisa Roncarelli commenta: “Puntata de "Il Testimone" sul Palio di Siena veramente centrata. Io ci ho studiato per 5 anni e sei riuscito a rendere perfettamente l'atmosfera, come sempre... Il tuo programma è una gemma rara nel panorama televisivo, spero che siano in molti ad accorgersene. Amo queste idee, piccole ma sviluppate alla perfezione”. Anche Francesca De Zio fa i complimenti a Pif: “Sei un grande. Mai avrei creduto che una persona riuscisse a fare un bel servizio sul Palio, per di più nel giorni del Palio , come hai fatto te. Grazie per aver descritto la nostra Festa così”. Il Gaudente Pippo Binella scrive sulla pagina di Facebook. “Grande Pif, bello il tuo servizio sul Palio, uno dei pochi meno formali e di conseguenza più veri. Ce ne fossero di turisti come te che sono pronti a comprendere quello che per noi è il Palio e la contrada”. Eleonora Ceccarelli dice: “Sei stato veramente bravo perchè hai cercato di capire la nostra Festa e soprattutto noi senesi che possiamo sembrare davvero matti in certe situazioni. Non sei stato invadente, eri sinceramente interessato e anche se logicamente non capivi tutto fino in fondo, alla fine ti sei calato nel clima che si vive in contrada! Davvero complimenti! E ti assicuro che non è facile che noi si apprezzi un servizio sul Palio. E’ una cosa più unica che rara!”. Ginevra Machetti fa i complimenti: “E fu così che tutta Siena scrisse sulla tua bacheca. Complimenti, bellissimo servizio. Non avresti mai potuto dirlo meglio... Il Palio è una cosa straordinaria”. Gaia Grossi è sulla stessa lunghezza d’onda degli altri senesi: “Bellissimo speciale, finalmente qualcuno che riesce a capire cosa proviamo noi in quei giorni e non la considera una stupida corsa di cavalli”. Dario Castagno scrive: “Complimenti per il bel pezzo sul Palio di Siena. A giudicare dalla foto mi pare che Siena ti sia rimasta nel cuore”. Infine Niccolò Mocenni scherza con Pif per aver bevuto un po’ troppo quando mostra di aver partecipato ad una cena del Drago: “Bella sbornia hai preso. Sei stato bravissimo complimenti per il servizio!”
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La Giraffa vince il torneo di burraco

Messaggio  jabru il Mar Mar 02, 2010 7:03 pm

La Giraffa vince il Torneo di Burraco tra contrade 02 marzo 2010

Si è svolto domenica 28 febbraio, il Nono Torneo femminile di Burraco tra Consorelle organizzato dalla Società delle donne dell'Oca. Al Torneo, terminato con un ricco buffet alla Trieste, hanno partecipato quindici Contrade, ognuna rappresentata da quattro giocatrici, divise in due squadre. Si è aggiudicata il primo premio la coppia Niccolai-Galgani della Giraffa. Sul secondo gradino del podio il Valdimontone con il duo Pecciarelli-Mulinacci. Terza classificata la coppia Batoni-Bigerna del Leocorno.
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Donne: valore aggiunto in contrada

Messaggio  jabru il Sab Mar 06, 2010 6:49 pm

Cosa significa essere donne a Siena, in una contrada, nel 2010? Con l’avvicinarsi dell’8 marzo, festa della donna, le riflessioni in questo senso si allargano e diventano spunto per capire meglio ciò che realmente rappresentano oggi non solo all’interno del rione, ma anche e soprattutto nel contesto cittadino. Isabella Becchi, avvocato affermato, è stata priore vittorioso della Selva. Qual è il valore delle donna oggi, soprattutto nelle contrade. “Quello della donna, nella nostra società, è un valore "aggiunto". La donna porta un modo diverso e complementare di guardare alle cose. Valorizza aspetti scarsamente tenuti in considerazione dagli uomini quali l'intuito, che favorisce le decisioni rapide anche in assenza di dati, l'empatia, che è figlia dell'intelligenza emotiva ed aiuta la comunicazione, la flessibilità, sempre alla base di ogni cambiamento. E' proprio attraverso la flessibilità, poi, che la donna oggi riesce a coniugare famiglia ed impegni esterni. Ciò vale per la società in cui viviamo ma vale anche per la contrada, una unità socio-politica con radici storiche molto profonde che, però, costituisce una precisa rappresentazione della realtà che stiamo vivendo”. Come ha vissuto la sua esperienza di priore donna non solo nella sua contrada, ma nei rapporti con i colleghi onorandi delle consorelle? “Nella Selva avevamo già avuto due grandi dirigenti donne, Ginevra Chigi Zondadari, primo priore donna nella storia del Palio, e Vittoria Bonelli Barabino, capitano due volte vittorioso. Certamente fare il priore non è stato una passeggiata ma le difficoltà che io ho trovato sono state quelle che le donne trovano nella vita di tutti i giorni, nel mondo lavorativo come nella vita di relazione. Mi sono rimboccata le maniche e, sicuramente, mi sono impegnata più di quanto avrei fatto se fossi stata un uomo. Così, sempre, dobbiamo fare noi donne, senza dare mai per scontata la cosiddetta parità. Altrimenti rischiamo di perdere tutto ciò che abbiamo raggiunto negli ultimi quarant'anni. Con il lavoro ed il grande impegno, in contrada, mi sono guadagnata sei anni bellissimi, grandi soddisfazioni e due palii vinti. Ho cercato di non piegarmi mai alle logiche di politica contradaiola, sia nell'ambito della mia contrada che in seno al Magistrato delle Contrade dove i rapporti con gli altri priori sono stati sempre molto buoni, arrivando anche a ricoprire, prima donna nella storia, la carica di pro rettore”. Inevitabilmente, con l'avvicinarsi della festa della donna, la situazione nella contrada dell'Oca permette una riflessione. Cosa ne pensa lei? “Mai come quest'anno l'argomento del ruolo delle donne in contrada è stato d'attualità. A Siena ci sono state dodici donne capitano e sette donne priore. Io sono stata una di queste e vorrei che a tutte le donne di contrada venisse data una tale opportunità. In nome di una tradizione, ormai non più accettabile, alle donne dell'Oca non è permesso di votare e questa enorme ingiustizia merita una particolare attenzione, non solo per la festa della donna ma "a tutto tondo". Le contrade hanno personalità giuridica pubblica e svolgono all'interno della città funzioni sociali con interessi "universalmente riconosciuti". E' incomprensibile, quindi, come in una delle diciassette contrade non venga permesso alle donne che lo richiedono di esercitare un diritto "universalmente riconosciuto" quale è il diritto di voto. Diritto valido "erga omnes" che nessuno si può permettere di impedire”. Pensa che il dibattito debba rimanere circoscritto al rione oppure coinvolgere tutte le contrade? “Purtroppo il dibattito è rimasto già troppo tempo circoscritto all'interno del rione dell'Oca, e di questo tutte noi donne di contrada dobbiamo farcene una colpa. Per anni abbiamo quasi ignorato il problema e poche sono state le voci che si sono fatte sentire. Lo stesso deve dirsi per le istituzioni cittadine e statali cui spetterebbe il compito di tutelare il cittadino da discriminazioni e intolleranze. E se gli organi istituzionali sono rimasti indifferenti, non volendo intervenire, tutte noi donne di contrada dobbiamo fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per "sfondare" questo muro di indifferenza. Una volta per tutte, tutte assieme, indipendente dalla contrada cui apparteniamo, dobbiamo avere il coraggio di "urlare": ’Io sono una donna dell'Oca e voglio votare’”. Lei è un avvocato molti stimato e con esperienza. Non crede che la questione dell'Oca riguardi principalmente una tradizione anzichè una questione giuridica? “La tradizione di non far votare le donne era presente in tutte e diciassette le contrade. In sessanta anni di storia le cose sono pian piano cambiate e tutte le consorelle, eccetto l'Oca, si sono adeguate ai nuovi modelli sociali. Nella Selva, per esempio, le donne votano dal 1948. Spacciandola per tradizione, si insiste nel negare alle donne l'elettorato attivo e passivo senza, peraltro, che ciò sia previsto nello statuto della contrada. E non si dica che esiste una società delle donne dove le iscritte possono esprimersi. Non c'è bisogno di essere giuristi o esperti di leggi per capire che una tradizione non può essere imposta se è contraria alla legge e, comunque, se non è condivisa ed accettata da tutti gli interessati. Se anche solo una donna dell'Oca chiede di votare, il voto non le può essere negato, tantomeno impedito. Chi, poi, volesse rimanere affezionato alla sedicente tradizione, potrà farlo astenendosi dall'andare a votare e rinunziando, così, ad un diritto-dovere ormai, lo ripeto, universalmente riconosciuto”. Una provocazione: le donne monturate in Piazza per il Corteo storico. Sarebbe d'accordo? “Assolutamente no. Nella passeggiata storica si rievocano figure che rappresentavano istituzioni cittadine i cui ruoli erano, nei secoli passati, ricoperti da uomini. Il capitano del popolo, la biccherna, i componenti delle compagnie militari, gli uomini d'arme, erano e devono rimanere uomini. Il corteo storico è una rievocazione storica ed a una rievocazione storica non si possono apportare rinnovamenti”. Insomma, la contrada è maschio o femmina? “La contrada è soprattutto cuore ed il cuore è sempre lo stesso. Può trovarsi in un corpo femminile o in un corpo maschile, quello che conta è ciò che prova, e se i sentimenti sono passione, amore per i propri colori, forza e desiderio di appartenenza, ecco che abbiamo la contrada”
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L'Oca risponde alla Selva

Messaggio  jabru il Dom Mar 07, 2010 6:01 pm

Adesso basta! Dopo l'ultimo intervento dell'avvocato Becchi, apparso come intervista, sul giornale di ieri, la misura è colma. E' infatti inaccettabile questa continua intrusione in vicende così interne alla Nobile Contrada dell'Oca, di cui mi fregio essere la presidente della Società delle Donne, da persone che nel nome di nobili principi si contengono in tutt'altro modo, dimostrando nei fatti l'arroganza di voler risolvere in prima persona, questioni che non gli riguardano, dimostrando una sensibilità non certo al femminile. Se, poi, queste lezioni di civiltà vengono compiute da ex dirigenti di contrada, questi bene farebbero ad osservare la regola aurea che mantiene da sempre l'equilibrio tra le diciassette consorelle, ovvero che non si invadono mai, per nessun motivo, gli altrui confini! Parlando adesso di cose serie, colgo l'occasione per ringraziare il governatore e la sedia direttiva che nell'ultima assemblea del 2 marzo hanno voluto ribadire la prosecuzione del percorso condiviso con le donne che hanno difeso, in causa, l'onore della nostra contrada e con tutte coloro che vorranno, trovando la compatta approvazione della contrada intervenuta. Onoriamo, quindi, l'8 marzo per dedicarsi ai problemi veri di discriminazione, per chi magari subisce quotidianamente abusi e sevizie, chi ancora si ostina a fare proclami di uguaglianza utilizzando le donne dell'Oca vuol dire che nella migliore delle ipotesi è poco informato: esiste già una volontà condivisa e approvata, proprio nella citata assemblea del 2 marzo, di trovare una soluzione interna, dimostrando una volta di più quella compattezza che da sempre è la nostra forza. Per chiunque volesse poi, per qualsiasi motivo, fregiarsi dell'appartenenza alla Nobile Contrada dell'Oca, non va sottaciuta la necessaria tacita accettazione alla tradizionale riservatezza che ci ha fatto grandi, e se quindi volesse urlare……………vada allo stadio! *Eleonora Bertini è presidente della Società delle Donne dell’Oca

Eleonora Bertini* da Corriere di Siena
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Il mercato in piazza del Campo

Messaggio  jabru il Lun Mar 08, 2010 5:49 pm

Il Campo di Siena si trasforma nel Mercato come nel Trecento

A Siena, nella storica Piazza del Campo, torna a vivere il Mercato. Il 13 marzo, infatti, il Campo tornerà, dopo il primo appuntamento del 14 novembre, ad essere area di commercio e di relazioni sociali, e lo farà in occasione de “La Città del Sì”, il festival voluto dal Comune di Siena dedicato ai 700 anni dalla traduzione in volgare del Costituto Senese.

Grazie al grande successo registrato lo scorso 14 novembre, che ha portato ad un notevole aumento di richieste di partecipazione, il Comune di Siena ha deciso di rendere la rievocazione del luogo ancora più suggestiva, ampliando il numero dei banchi da 120 a 152.

Saranno ben 32 banchi in più quindi, divisi in proporzione tra artigianato e agroalimentare che, dalle ore 8.00 alle 20.00, negli stessi luoghi e negli stessi spazi dei tempi del Costituto, metteranno in mostra i migliori prodotti tipici di oggi per dare vita ad un appuntamento unico, sulle tracce di quanto avveniva 700 anni fa. Una vera e propria ricostruzione delle vecchie aree che componevano il “mercato grande”, allestito nel Campo una volta alla settimana. Sarà questo lo spettacolo che si aprirà agli occhi dei visitatori che potranno addentrarsi, girare, parlare e soprattutto fare acquisti.

Protagonisti i prodotti tipici odierni dell’agricoltura, dell’artigianato e della manifattura, nella stessa collocazione in cui venivano scambiati ai tempi del Costituto. Sarà possibile trovare dal tradizionale salume di Cinta Senese, alla Pasta Fresca, al tartufo Marzuolo, all’olio, al miele, allo zafferano, ai formaggi, ai dolci tipici come i ricciarelli e il panforte, il cioccolato alle mandorle, erbe aromatiche, frutta e verdura di stagione e molti altri prodotti della tradizione senese innaffiati dalle eccellenze enologiche del territorio. Per gli appassionati di arte e di antiquariato, inoltre, la parte della manifattura riserva degli oggetti esclusivi come i libri rari usati sull’arte e la storia locale, i manufatti di cartotecnica, oggettistica in vetro fusione, complementi in ferro battuto, bigiotteria in pietre dure e argento, ceramiche artistiche dipinte a mano, insieme ai caratteristici fazzoletti delle Contrade del Palio di Siena, cuciti a mano e agli accessori in cuoio per i cavalli. Sarà curioso, inoltre, vedere gli artigiani lavorare a mano nella rilegatura dei libri, nella lavorazione della lana, nella tessitura con gli antichi telai piuttosto che nel restauro di mobili.

Gli esercizi commerciali intorno alla piazza esporranno, all’esterno i loro prodotti, offrendo anche cibi e bevande con alimenti antichi rivisitati in chiave moderna.

Mentre la parte sinistra di Piazza del Campo sarà allestita a mercato, lo spazio a destra sarà animato da giochi ed iniziative di intrattenimento rivolte anche ai più piccini, proprio come succedeva ai tempi del Costituto.

Sarà divertente, inoltre, confrontare i due momenti, a distanza di 700 anni, grazie a mappe e materiale informativo dove saranno ricostruiti gli spazi e le attività di vendita del tempo corredate da specifiche didascalie.

“Il mercato nel Campo” vale anche uno speciale annullo filatelico autorizzato da Poste Italiane. Dalle ore 11.00 alle ore 17.00, appassionati e semplici cittadini potranno validare la propria cartolina, con il timbro realizzato per l’occasione, presso un’apposita collocazione, accanto ad un punto informazioni sulle diverse iniziative collaterali programmate, allo stand del Comune di Siena e all’Associazione Guide Turistiche.

Oltre a curiosare tra i vari banchi allestiti nella Piazza, sarà possibile partecipare a visite guidate accompagnati da guide turistiche, attraverso il centro storico di Siena, alla scoperta dei luoghi di consumazione e vendita che andavano di moda all’epoca

“Il Mercato nel Campo” del 13 marzo è un’iniziativa del Comune di Siena, in collaborazione con Confesercenti, Confcommercio, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Unione Agricoltori e Ccn, Centro Commerciale Naturale. Fa parte del cartellone eventi de “La città del Sì”, che prosegue fino a maggio, con un ricco calendario: tutti i weekend (dal venerdì alla domenica), convivono appuntamenti ed eventi che si rivolgono sia ai turisti che ai senesi, per i quali l’intera città si mobilita attraverso mostre, spettacoli, musica e cinema per rivivere gli splendori di un tempo.

In allegato un'immagine di Piazza del Campo allestita di inizio XX°secolo, fonte Archivio Foto Colombini.

Per maggiori informazioni e per consultare l’intero programma del festival è possibile consultare il sito internet http://lacittadelsi.comunesiena.it

>>08/03/2010 12.52.00(SIENANEWS)
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Oca- Voto alle donne

Messaggio  jabru il Mar Mar 09, 2010 6:41 pm

Il dibattito continua Il Corriere di Siena apre le sue pagine alla discussione sul voto alle donne dell’Oca

Seguo ormai da molto tempo il dibattito sul voto alle donne nella Contrada dell' Oca. Non sono solito scrivere ai giornali e sicuramente è un mio limite e me ne scuso, mentre ringrazio il Corriere di Siena per l' ospitalità che mi viene offerta. Proprio per il tema che intendo trattare credo che sia opportuno dichiarare le proprie origini per evitare di essere accusato di intromissione in cose che non mi riguardano e di cui non si ha il diritto di entrare: ebbene sì, sono nato "sulle lastre", come si dice a Siena, con precisione in Via del Paradiso 21, praticamente nella società di Camporegio, nella Contrada del Drago. Il dibattito sul voto alle donne in una contrada di Siena può lasciare a dir poco sorpresi chi non è di Siena, tanto da essere citati nel corso di trasmissioni radiofoniche di largo seguito, come Zapping su Radiouno o Prima pagina, su Radiotre. Non credo ce ne faccia onore. E' vero che i senesi come minimo sono visti come gente strana quando si parla di Palio ed è forse questo che ci ha resi famosi in tutto il mondo. Ma adesso siamo allo sconcerto. Sconcerto per il tono usato dalla signora Bertini, presidente della società delle donne dell' Oca, che arriva a gridare "basta" contro chi ha tutti i diritti di esprimere una propria opinione verso comportamenti che negano il diritto di rivendicare la legittimità di un diritto, mi si scusi la ripetizione, che dichiarare universale è quantomeno ovvio. Ci si scandalizza delle intromissioni nella vita di una contrada, si scomodano categorie come quella dell'onore per giustificare ancora un altro diritto "quello di lavare in casa propria i panni". Ma il concetto a cui ci si appella con più forza è quello di "Tradizione". Non voglio essere tedioso e accusato di spocchia intellettuale se ricordo che il termine "tradizione" deriva dal latino "tradere" che significa "consegnare", "trasmettere". Quale tradizione vogliamo trasmettere ai nostri figli? Credo che sia inutile ripetere che l' universalità del diritto di voto, indipendentemente dal sesso, dalla condizione sociale, dai livelli culturali, sia un diritto universalmente riconosciuto, almeno a livello occidentale, anche se il ritenerlo inviolabile appare ultimamente non proprio così certo. Diritto collegato al concetto di appartenenza ad un gruppo tanto da sollecitare un dibattito sull' opportunità di concederlo agli immigrati. Poter votare significa poter condividere decisioni, eleggere coloro che eserciteranno un potere su di noi, non capisco come si possa sentire come proprie decisioni cui non si è contribuito ad elaborare, esprimendo la propria volontà. Sono cose talmente ovvie da ritenere inutile parlarle ma evidentemente non è così. Troppo spesso si è dichiarato, come l' assenso di molti, che la tradizione del Palio è tale da avere il diritto di godere di una sorta di legittimità a violare quello che alla maggioranza non è concesso, una sorta di etica paliesca che prescinde da tutto. Vedi dibattito sulla violenza nel Palio, per fortuna superato. Ma quello che mi domando è: può una consuetudine o meglio una tradizione, termine che si carica di valore storico, di una ricchezza che finisce per rappresentare la continuità di un'intera comunità, rifiutare di confrontarsi con il portato di quello che è il nuovo o la cosiddetta modernità? Sembra assurdo, ma il nuovo è il diritto di voto alle donne? E' naturale che tutto il nuovo non sia necessariamente buono o utile, ma la forza di una tradizione, e sta proprio lì la sua forza, è il suo saper dialogare proprio con il nuovo, saperne cogliere gli aspetti dinamici e positivi, la difesa della tradizione fine a se stessa è alla fine arroccamento ed espressione di paura e debolezza. Troppo spesso nel mondo in nome della tradizione, sono state commesse azioni quanto meno disdicevoli o non giustificate dalla nostra cultura: che dire della tradizione dell' infibulazione, che perdura in molti paesi del sahel africano, e a cui ho avuto la ventura di assistere, proprio perché molte donne non la rifiutano in nome della tradizione che in caso contrario le escluderebbe dalla comunità, o del velo nei paesi islamici, che viene accettato non tanto perché dettato dal Corano, ma in quanto espressione di una cultura maschile che strutturalmente elimina ogni autonomia femminile? A Siena quello che è tradizione (ma chi decide ciò che è tradizionale o no?) è giusto, nuovo è sbagliato. Se è vero che la difesa dei valori comuni, patrimonio di una elaborazione millenaria, è profondamente giusta, l'incapacità di saper leggere il nuovo, di metabolizzarlo e di integrarlo nella tradizione è profondamente sbagliato e alla lunga risulta dannoso alla stessa comunità. Di esempi se ne potrebbero fare molti. I recenti e meno recenti episodi di violenza in città, il caso "Pantaneto" non sono altro che il manifestarsi con evidenza della trascuratezza con cui i senesi vivono la propria città, il rinchiudersi nel proprio "particolare" in cui la difesa della tradizione rischia di essere un alibi. Riappropriamoci delle nostre strade, delle nostre piazze, viviamo con gioia la nostra città, partecipiamo di più e la città tornerà a vivere con serenità, senza bisogno di ronde o di videocamere. Quello che traspare dal dibattito è che finiamo rinchiusi nelle nostre case e nelle società di contrada a dibattere sulle fortune del fantino di turno e non ci accorgiamo che il mondo si sta appropriando di quello che per tradizione è nostro ma che dobbiamo riconquistare giorno per giorno pena la perdita di senso. Una delle conseguenze è l'impoverimento della vita culturale della città, o della vita della città in senso lato. Chiusura di negozi "tradizionali", quelli che hanno fatto la storia e il "look" della città, fino a giungere all'apertura di una "incredibile" rivendita di grembiuli "globalizzati" da cuoco alla Croce del Travaglio, i cinema chiudono e non sembra che la cosa sconvolga più di tanto, eventi come quello di Avatar hanno spinto i senesi a Poggibonsi, dove il Politeama offre non solo una moderna tecnologia in 3D e un ambiente comodo ed accogliente, ma iniziative culturali di tutto rispetto, (vedi le giornate su comunicazione e scienza e i periodici incontri sul fumetto) le cui ricadute sull'economia indotta sono evidenti, vedi pomeriggi in pizzeria, acquisti nei negozi e così via. Quello che deve esser chiaro è che la rendita di bellezza e di cultura che ci è stata consegnata dai nostri avi si sta consumando. Siena, a dispetto dei depliants destinati ai turisti di due ore, è diventata una città silente, anestetizzata, paurosa, così come non io, ma voci ben più sensibili di me, stanno constatando. Una città spopolata, vuota di sera, triste. Gioire del passato non deve far dimenticare il presente che sarà passato domani. Se dobbiamo gioire di iniziative che hanno riportato il mercato in Piazza del Campo, ci si dovrebbe sorprendere del fatto che questo non avvenga ogni settimana, magari con eventi come un possibile mercato dei fiori, dell'antiquariato o simili, che attirerebbero un turismo ben più qualificato di quello attuale, e che consentirebbero a Siena di far rinascere una tradizione che la facevano essere una delle città più belle del mondo. Invia il tuo commento a corrsiena@edib.it

Maurizio Gigli da Corriere di Siena
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