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Mostra di Berbardo Tolomei nel Museo della Civetta

Messaggio  jabru il Mar Mar 09, 2010 6:46 pm

Da Asciano, ex Fonti lavatoi a Siena, sede storica delle contrada della Civetta, la mostra d'arte contemporanea sulla Santificazione del Beato Bernardo Tolomei. Come annunciato, immediatamente dopo il grande successo riportato dalla collettiva dei 25 maestri fra pittori e scultori, organizzata dall'Associazione dei "Cateriniani nel Mondo in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Asciano, tenuta a novembre, nei nuovi spazi espositivi degli ex lavatoi comunali della cittadina scialenga, ecco approdare a Siena la mostra in onore di San Bernardo Tolomei, nel cuore di quella che fu la sua contrada di nascita: la Civetta. La contrada del Castellare, vuole rendere omaggio al suo Santo protettore, Bernardo della Nobile famiglia dei Tolomei. Quasi sicuramente sabato 27 marzo l'inaugurazione, che dovrebbe coincidere con il turno di apertura del museo della contrada. Una mostra che dovrebbe restare aperta 15 giorni consecutivi a cavallo con le festività pasquali
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Restaurati i lavatoi in Pispini

Messaggio  jabru il Ven Mar 12, 2010 6:52 pm

Sono stati presentati ieri in piazza Cioni i lavori di restauro e consolidamento dei lavatoi di Porta Pispini e della torretta del Centro Anziani "La lunga gioventù" in via dei Pispini 162. L'intervento, presentato dal sindaco Maurizio Cenni e dal vicesindaco Mauro Marzucchi, alla presenza del priore della contrada del Nicchio Paolo Neri è costato all'amministrazione comunale di Siena circa 390mila euro ed è stato finanziato per circa la metà dell'importo dai fondi della Legge Speciale per Siena. Il progetto ha consentito di mantenere le caratteristiche originarie dei lavatoi e ha reso di nuovo accessibile ed utilizzabile la torretta dell'ex Monastero di Vita Eterna, che oggi ospita l'associazione "La lunga gioventù", il centro diurno per anziani "La mimosa" e il "Museo per bambini". "Questo è un luogo dove intere generazioni hanno lavato i panni - ha sottolineato il vicesindaco Marzucchi - un luogo dove si sono sviluppati rapporti e creati momenti di socializzazione. Oggi potranno servire alla contrada come luogo d'incontro e di cultura". "L'inaugurazione dei lavatoi aggiunge un altro tassello importante al nuovo rapporto che si sta cercando di creare con le contrade - ha aggiunto il sindaco di Siena Maurizio Cenni - quello che l'amministrazione comunale ha cercato di fare negli anni, nella piena valorizzazione della nostra cultura, è di riconoscere il potenziale delle 17 consorelle come ricchezza aggiunta per tutta Siena". I lavori per il recupero degli antichi lavatoi, che si trovano nello slargo sottostante la Porta dei Pispini, nel cosidetto "Giardino dei profumi" che si affaccia sulla Val di Pania, hanno richiesto l'inserimento di alcuni elementi strutturali per il consolidamento statico. Le colonne in ghisa che reggevano la copertura, per esempio, sono state sostituite, secondo le indicazioni della Soprintendenza, da colonne in acciaio con interno in cemento che richiamano le originali nella base e nel capitello. Le colonne smontate, invece, sono state restaurate e trasformate in lampioni per l'illuminazione pubblica del giardino intorno al lavatoio. Anche i fontini, rivestiti con tessere a mosaico che riprendono motivi ravennati, sono stati completamente recuperati

Sara Corti da Corriere di Siena
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Palio di solidarietà nel Nicchio

Messaggio  jabru il Ven Mar 19, 2010 5:33 pm

il palio della solidarietà del Nicchio 19 marzo 2010

Dal 22 marzo tre detenuti della Casa Circondariale di Santo Spirito saranno impiegati nei lavori di ristrutturazione dei locali della Società "La Pania". Grazie alla collaborazione tra la contrada del Nicchio e la direzione del carcere, si è riusciti a tradurre nella pratica, e in maniera decisamente innovativa per Siena, l'articolo 21 della legge penitenziaria, che prevede e regola l'assegnazione dei carcerati al lavoro esterno. La direttrice del carcere Anna Maria Visone

Nelle contrade certo non manca lo spirito di solidarietà, questa è storicamente la loro grande forza, come ha spiegato ai nostri microfoni il priore del Nicchio Paolo Neri
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multe ai van

Messaggio  jabru il Dom Mar 28, 2010 7:38 pm

Guido Corsi, autotrasportatore, prende le distanze da chi ha presentato un esposto sulle irregolarità nel trasporto dei cavalli con i van. Sono fioccate multe nei giorni scorsi, al Ceppo e a Mociano, ai danni di proprietari e fantini. E i controlli proseguiranno per tutta la stagione. Una vicenda che sembra toccare il Palio solo marginalmente, ma che al contrario coinvolge numerosi primi attori di questo mondo e comunque tutti coloro che lavorano 365 giorni all’anno, perchè la Festa, nei giorni canonici, renda i suoi frutti migliori. Guido Corsi rifiuta l’idea che tutta la categoria degli autotrasportatori venga indicata come quella che ha indotto i controlli a tappeto della polizia stradale e della Usl dei giorni scorsi: “Non mi sarei mai permesso di presentare un esposto - puntualizza Corsi - io sono per il libero mercato e per il quieto vivere. Si deve sapere che l’esposto viene da un solo autotrasportatore che opera nel nostro territorio. Tutta questa faccenda è un vigliaccata, colpisce i proprietari dei cavalli e quindi colpisce il Palio. Mi sorprende molto che il Comune di Siena ignori la vicenda e che non prenda alcuna posizione. Il mondo che ruota attorno alla Festa è sottoposto a continui balzelli che in questo caso sono inutili e senza alcun fondamento. Io stesso sono stato costretto a lasciare il mio camion al Ceppo, perchè mi hanno considerato non in regola e con me molti altri sono stati dannegiati ingiustamente. Il Comune non può rimanere in silenzio di fronte a questo attacco diretto alle dinamiche paliesche”

G.T. da Corriere di Siena
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La Giraffa piange il mitico Gratta

Messaggio  jabru il Mar Mar 30, 2010 4:33 pm

La Giraffa è in lutto per la scomparsa di Mario Pianigiani, stroncato da una malattia che lo tormentava ormai da vari anni. Uno degli ultimi "barbereschi" del Palio di Siena, giraffino a denominazione di origine controllata, Mario Pianigiani, da tutti conosciuto con il soprannome de "Il Gratta", era nato nel 1940 nella sua amata Siena. Mario incarnava la figura mitica del barbaresco di contrada, genuino e sanguigno, impegnato ogni giorno nella vita quotidiana della contrada e rinchiuso poi, nei quattro giorni della Festa, all'interno della stalla. Ha vissuto a trecentosessanta gradi la vita in Giraffa, scandita dai lunghi inverni e dalle estati di palio, ha condotto in Piazza ed accudito cavalli vittoriosi e non per tanti anni, ma per tutti i senesi non era solo un "semplice" barberesco, era "Il gratta della Giraffa". "Dismessi" i panni di barberesco, Mario Pianigiani ha continuato a frequentare i locali della Contrada. Mario abitava in via delle Vergini, infatti, proprio di fronte alla Società della Giraffa e, soprattutto nei quattro giorni di Palio, era diventato un punto di riferimento per aneddoti, racconti ed episodi del "Palio che fu" e della Festa. Seduto in società o sul portone di casa, Mario, salute permettendo, deliziava i più giovani con i suoi racconti coloriti e ironici, eppure così puntuali e ricchi di particolari. Amava scendere le scale della sua abitazione nelle lunghe notti d'estate, magari "richiamato" dai cori e dai canti dei più giovani, per unirsi a loro e iniziare a raccontare le sue avventure paliesche, dentro e fuori dall'Entrone. Una figura diventata mitica anche grazie ai racconti televisivi di "Tambus", al secolo Bruno Tanganelli. Da alcune settimane Pianigiani era ricoverato all'ospedale delle Scotte per l'aggravarsi della sua malattia, ieri mattina si è spento. La salma è stata trasportata nel pomeriggio di ieri nella Chiesa dell'Oratorio della Giraffa, oggi alle 14,30 si terranno i funerali e quindi il trasporto al cimitero del Laterino. La Giraffa darà così il suo saluto al "Gratta", l'ultimo barberesco

Alessandro Lorenzini da Corriere di Siena
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L'Oca si allarga negli ex Macelli

Messaggio  jabru il Ven Apr 02, 2010 4:48 pm

Siena Artefice, un gioiello poco valorizzato. Un vero peccato, lo abbiamo detto e ridetto. Un recupero tanto gradevole e accogliente, quanto scomodo e poco amato dai senesi. Uno spazio che ha assoluto bisogno di essere rivitalizzato. Di essere animato, reso operoso e creativo. E ora pare una spintarella in questa direzione possa arrivare dalla contrada dell’Oca che avrebbe preso in affitto alcuni dei numerosi fondi disabitati da tempo. Fra questi anche il locale bar che rappresenterà una soluzione logistica per le cene all’aperto della contrada. Insomma, la società Trieste si allarga nella piazzetta di Siena Artefice e almeno durante l’estate, ma anche d’inverno, la zona sarà animalata nelle ore serali, in quella fascia in cui il piccolo complesso resta tradizionalmente deserto. Non che di giorno la situazione sia migliore, quanto a vitalità! Il progetto iniziale di trasformare questa zona in un piccolo villaggio artigiano non è mai decollata, di fatto. Inizialmente il prezzo degli affitti, ma soprattutto la collocazione dei laboratori in uno spazio chiuso e non accessibile con la macchina, ha selezionato un bel po’ di clienti. E successivamente anche i commercianti di artigianato artistico che hanno impiantato qui la loro attività contando su una sorta di shopping alternativo, sono rimasti delusi perchè di fatto la zona resta fuori dal circuito della passeggiata senese. La collocazione poi, a metà di una ripida salita, affossa del tutto le possibilità dell’accesso. Di analisi ne sono state azzardate tante, poi però di fatto una vera e propria diagnosi di mercato non è mai stata fatta. Gli ambienti restaurati degli ex macelli sono di proprietà del Comune, ma la gestione spetta a Fontebranda srl che dopo l’esperimento iniziale ha successivamente diversificato i criteri di affitto dei locali, aprendo l’accesso anche ai non artigiani. Ora arriva la contrada dell’Oca in piazzatta, mentre il bar dovrebbe spostarsi ai piedi della rampa della risalita dove il passaggio di pubblico è maggiore. La contrada si allarga in uno spazio inserito nel proprio territorio, pur frazionando i locali della società. Ma la scelta potrebbe riaprire un vecchio contenzioso, mai risolto peraltro, con la contrada della Selva che reclama la base del Costone come zona all’interno dei propri confini. Da sempre quando si parla dei macelli di Fontebranda si parla di Oca, ma il passato ci consegna dispute e controversie per pochi metri di terreno. Le zone di confine pongono sempre dei dubbi e in questo caso Siena Artefice potrebbe riaprire vecchie questioni, a valle e a monte. Il lato che si appoggia sulla parete del Costone, sebbene distaccato da questa da uno spazio largo quanto una piccola strada, resta zona d’ombra. Finchè la zona era “abitata” da animali in macellazione il problema era relativo, ora che gli ambienti sono diventati pertinenza degli esseri umani le cose cambiano

Sonia Maggi da Corriere di Siena
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La contrada e il suo territorio

Messaggio  jabru il Ven Apr 02, 2010 4:49 pm

Palio e futuro La società cambia e con essa anche la vita di contrada. La Selva propone la riflessione

Il gruppo di lavoro, appositamente costituito dalla Selva per preparare l'evento per il 16 aprile, proseguendo nel solco di quanto già avviato dalla consorella Bruco, fra i vari temi sul tappeto ha scelto d'incentrare la serata di dibattito su un argomento che si è ritenuto essere centrale nel percorso di riflessione che si sta cercando di avviare: la contrada ed il suo territorio Maleducazione E' oramai evidente, infatti, che anche a Siena, come in ogni altra parte della società italiana, si assiste al diffondersi di una marcata maleducazione nei comportamenti dei singoli e dei gruppi, che porta ad atti d'inciviltà sempre più diffusi e che, in modo crescente, finiscono per coinvolgere anche le attività delle contrade, specie in occasione di festeggiamenti che, aumentati in numero e durata specie nei mesi estivi, vengono vissuti sempre più con disagio ed insofferenza da chi vive o lavora nella città murata. Alcol Si parla sempre più spesso dell'abuso di alcool, specie da parte dei giovani, di rumorosità diffusa a tutte le ore della notte, di atti d'inciviltà per le strade, di risse e, per ora in maniera ancora sussurrata, di circolazione di droga. Ma queste a ben guardare sono le degenerazioni del nostro tempo, che la contrada come struttura sociale organizzata subisce piuttosto che generare, cerca di contenere piuttosto che di alimentare. E' il mondo che sta rapidamente cambiando e, senza un'azione forte e consapevole, sarà sempre più difficile contenerne le contaminazioni negative. Sicurezza Anche il tanto discusso problema della sicurezza in realtà è soprattutto un disagio legato ai fenomeni d'inciviltà suddetti, che ingigantiscono il senso di perdita di un contesto che, con i suoi ritmi e dimensioni, offriva accoglienza ed ospitalità rafforzando il senso di identità. Morale D'altronde la perdita di forza "morale" dei rituali contradaioli - specie quelli religiosi - e lo svilupparsi di nuove mode mutuate dai rituali del consumismo imperante, contribuisce a rendere sempre più precario il senso di appartenenza a comunità, che vogliono proporsi ancora come un modello di "grande famiglia" in un tempo in cui, fra l'altro, proprio l'istituto della famiglia mostra ampi segnali di cedimento. Prepotenza Su tutti questi fenomeni il benessere diffuso degli ultimi decenni ha innestato con prepotenza nella vita delle contrade la necessità di attivare dei flussi economici crescenti, finalizzati sia alla gestione di un Palio sempre più dispendioso che a rispondere ai bisogni di accoglienza direttamente rapportati alla crescita delle presenze in occasione dei grandi eventi. Questo genera il nascere di attività sempre più complesse e lo sviluppo e gestione di un patrimonio immobiliare importante, che stanno erodendo il modello solidale e volontaristico proprio della vita di contrada, senza che si veda la nascita di un nuovo modello. Si assiste così allo svilupparsi di una spirale d'impegni e comportamenti, che nessuno sa come fermare né, tanto meno, si ha il coraggio di tentarne un effettivo ridimensionamento e questo accresce, fra l'altro, un progressivo ridursi del numero dei contradaioli disponibili a fare "lavori di fatica". Il ruolo Il quadro, insomma è estremamente complesso e richiede una riflessione più ampia e approfondita di quanto è stato fatto finora ma, soprattutto, richiede che si provi a costruire fatti concreti che, fuori dall'emotività generata da singoli episodi critici, segnino l'avvio di un percorso di riaffermazione del ruolo delle contrade come strutture portanti di un modello agito di civitas. Prima di passare a delineare i confini entro cui vorremmo che s'incardinasse il dibattito della serata, riteniamo utile svolgere qualche breve considerazione su cosa vuol dire per noi "essere senese", provando a focalizzare l'attenzione su alcuni elementi che, tutti noi sentiamo dentro, ma quasi sempre in modo indistinto. Essere senese Nel bene come nel male la vita di ogni contesto sociale è caratterizzata dall'adesione dei propri membri a valori relazionali e comportamentali, che sono tanto più forti quanto più sono espressi attraverso simboli, che vengono riconosciuti dagli individui come caratterizzanti un loro modo di essere e di "apparire". Il senso di appartenenza è un sentimento che fa parte del vissuto delle persone e che si fonda su elementi simbolici considerati oggettivi, ma in realtà tali simboli sono essenzialmente dei valori soggettivi, che però producono un attaccamento tanto più forte e duraturo quanto più sono collegati ad elementi di riconoscimento sociale. E' il caso di un territorio con le sue forme, colori, odori e frequentazioni, nel quale ognuno cerca di essere riconosciuto per il suo fare e saper fare. E' il caso di una bandiera, nella quale colori e simboli riassumono tutto il vissuto di un gruppo e di ciascuno dei suoi aderenti con i propri ricordi, emozioni ed aspirazioni. Valori sociali Se questo è il senso delle cose, le contrade e, pertanto la città di Siena, sono l'espressione più alta di questi fenomeni, mostrando come i valori sociali e di solidarietà, che la comunità ha saputo costruirsi attraverso lo scorrere dei secoli - riconoscibili in una ricca simbologia che li semplifica e li esalta - sono riusciti a contenere le naturali spinte individualistiche ed egoistiche dei suoi appartenenti. In questo modo è stato possibile che prendesse vita un grande paradosso, in base al quale la ritualizzazione di forti contrapposizioni legate alla corsa del Palio ha generato al contempo lo sviluppo di un diffuso e vissuto sentimento: l'orgoglio di far parte di un contesto cittadino originale, anzi unico ed irripetibile. Cambiamenti L'ampiezza e la velocità dei cambiamenti che oggi sono in atto nella società, però, fa si che questi valori e rituali simbolici, che si sono evoluti nel tempo adattandosi ai mutamenti generali, siano messi a dura prova e se non vengono ripensati in termini dinamici e sostenuti con comportamenti coerenti, per le contrade c'è il rischio di subire non tanto un processo di profonda trasformazione, che è cosa naturale e sana, ma la perdita del proprio senso di essere. Senza scadere in mitologie per un passato che fu, dove il confine fra sogno e realtà diventa spesso molto labile, occorre dunque avere presente dove siamo e che cosa vogliamo essere in futuro, e lo possiamo fare solo se dialoghiamo tutte insieme attivando le nostre forze migliori
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Contrade e città: basta nascondersi

Messaggio  jabru il Sab Apr 03, 2010 5:10 pm

Affronta temi importanti il documento “Contrade, 500 anni di storia... e domani?”, preparatorio alla serata di dibattito che si svolgerà il prossimo 16 aprile nella contrada della Selva. Se tutte le componenti del mondo paliesco apprezzassero il primo passo fatto dalla commissione e dalla contrada della Selva, allora davvero le parole potrebbero tradursi in fatti, in azioni positive. Altrimenti, se si tornerà ad incontrare la tipica resistenza contradaiola a tutto quello che assomiglia ad un obiettivo esame di coscienza, si continuerà ad andare avanti facendo finta di non vedere e sottovalutando le problematiche. Fino a quando qualcuno, probabilmente la stessa legge italiana, interverrà incurante delle tradizioni e delle nostre belle parole. Ad aderire alla proposta e a fare il primo passo dovrebbero essere proprio i priori, che poi dovrebbero sensibilizzare i popoli. Certo, tra quelli affrontati molti sono temi che non portano consensi. Si parla di educazione, di partecipazione lavorativa alla contrada, di eccessi di alcol e musica. E così ci si scontra con quei dirigenti che, prima di tutto, cercano consensi per mantenere il loro incarico, e che quindi preferiscono evitare discussioni e problemi, ed ancor di più prese di posizione. Tra i relatori della serata è previsto anche il Rettore del Magistrato Roberto Martinelli. “Ancora non ho letto il documento - spiega Martinelli - ma comunque si tratta di cose di cui il Magistrato delle contrade ha già iniziato a parlare. Abbiamo predisposto degli incontri a tema, con presidenti di società e altri ruoli di contrada. I problemi affrontati dal documento si sanno, sono sempre quelli, e, come ho detto, si è cominciato anche a parlare, ma bisogna vedere con quale ampiezza lo si vuole fare”. Non è previsto, invece, l’intervento del presidente del Comitato Amici del Palio Francesco Boschi. “C’è stato un incontro con Rinaldi ed i componenti della commissione - spiega Boschi - ma prima di prevedere un intervento è necessario parlare con tutti i componenti del Comitato. E quindi non posso esprimermi fino al prossimo 12 aprile”

Susanna Guarino da Corriere di Siena
p.s. il dibattito avrà luogo su un documento elaborato da: Bruco, Nicchio, Selva e Giraffa
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I temi del dibattito

Messaggio  jabru il Sab Apr 03, 2010 5:16 pm

Dopo la pubblicazione integrale del documento preparatorio, riproponiamo i temi fondamentali sui quali sarà possibile aprire un dibattito. Maleducazione E' oramai evidente, infatti, che anche a Siena, come in ogni altra parte della società italiana, si assiste al diffondersi di una marcata maleducazione nei comportamenti dei singoli e dei gruppi, che porta ad atti d'inciviltà sempre più diffusi e che, in modo crescente, finiscono per coinvolgere anche le attività delle contrade, specie in occasione di festeggiamenti che, aumentati in numero e durata specie nei mesi estivi, vengono vissuti sempre più con disagio ed insofferenza da chi vive o lavora nella città murata. Abuso di alcool Si parla sempre più spesso dell'abuso di alcool, specie da parte dei giovani, di rumorosità diffusa a tutte le ore della notte, di atti d'inciviltà per le strade, di risse e, per ora in maniera ancora sussurrata, di circolazione di droga. Ma queste a ben guardare sono le degenerazioni del nostro tempo, che la contrada come struttura sociale organizzata subisce piuttosto che generare, cerca di contenere piuttosto che di alimentare. E' il mondo che sta rapidamente cambiando e, senza un'azione forte e consapevole, sarà sempre più difficile contenerne le contaminazioni negative. Inciviltà Anche il tanto discusso problema della sicurezza in realtà è soprattutto un disagio legato ai fenomeni d'inciviltà suddetti, che ingigantiscono il senso di perdita di un contesto che, con i suoi ritmi e dimensioni, offriva accoglienza ed ospitalità rafforzando il senso di identità. Rituali D'altronde la perdita di forza "morale" dei rituali contradaioli- specie quelli religiosi - e lo svilupparsi di nuove mode mutuate dai rituali del consumismo imperante, contribuisce a rendere sempre più precario il senso di appartenenza a comunità, che vogliono proporsi ancora come un modello di"grande famiglia" in un tempo in cui, fra l'altro, proprio l'istituto della famiglia mostra ampi segnali di cedimento. Incassi Su tutti questi fenomeni il benessere diffuso degli ultimi decenni ha innestato con prepotenza nella vita delle contrade la necessità di attivare dei flussi economici crescenti, finalizzati sia alla gestione di un Palio sempre più dispendioso che a rispondere ai bisogni di accoglienza direttamente rapportati alla crescita delle presenze in occasione dei grandi eventi. Questo genera il nascere di attività sempre più complesse e lo sviluppo e gestione di un patrimonio immobiliare importante, che stanno erodendo il modello solidale e volontaristico proprio della vita di contrada, senza che si veda la nascita di un nuovo modello. Si assiste così allo svilupparsi di una spirale d'impegni e comportamenti, che nessuno sa come fermare né, tanto meno, si ha il coraggio di tentarne un effettivo ridimensionamento e questo accresce,fra l'altro, un progressivo ridursi del numero dei contradaioli disponibili a fare "lavori di fatica"
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A un anno dal sisma: tutte le contrade si sono mobilitate

Messaggio  jabru il Mer Apr 07, 2010 4:41 pm

Più di 400 volontari senesi si sono avvicendati negli ultimi 365 giorni all’Aquila e nella sua provincia per cercare di dare un po’ di conforto alla popolazione locale, terribilmente colpita dal terremoto del 6 aprile di un anno fa. Una presenza importante, consistente e palpabile, quella dei cittadini senesi, in uno scenario macabro dove il destino (ma non soltanto questo, dato che la magistratura sta indagando su quelle che sono da considerarsi le responsabilità degli uomini) ha portato alla morte di oltre 300 persone. Trenta tragici secondi hanno cambiato il volto e la storia di una città, lasciando al suolo macerie ancora da portare via, lontano da una città che è stata una località fantasma per mesi e mesi, e soprattutto centinaia di persone che a quell’ora della notte stavano dormendo e riposandosi in vista di una nuova giornata lavorativa. In molti si sono salvati perché alle prime forti scosse di quella tragica notte decisero di lasciare le proprie abitazioni e di andarsene a dormire lontano, alcuni persino in macchina. Nonostante le rassicurazioni che arrivavano da più parti secondo le quali quelle scosse non avrebbero portato ad un forte terremoto c’era chi continuava ad avere paura, ricordando anche come l’Abruzzo più volte nel corso della sua storia è stato colpito e falcidiato da eventi tellurici che sono costati la vita a migliaia di persone. Immediata assistenza “Ricordo che nelle prime ore del mattino del 6 aprile 2009 arrivarono all’Aquila 12mila volontari - ci dice Rocco Lerose, coordinatore provinciale della Protezione Civile - C’erano 7mila vigili del fuoco e 4-5mila persone di tutte le associazioni di volontariato presenti nel territorio nazionale. Tanti si misero subito al lavoro ma di fronte all’offerta di aiuto e assistenza arrivata immediatamente da tutta Italia fu detto a molti altri di attendere perché l’emergenza sarebbe durata ancora a lungo e ci sarebbe stato bisogno di tutti per far tornare ad una vita normale le decine di migliaia di persone colpite dal sisma”. L’aiuto da Siena La pagina bella di questa tragica storia sta proprio in questo, vale a dire nella risposta data da tutti gli italiani di fronte a questa tragedia. Per una volta non ci sono stati campanilismi, tutti sono accorsi all’Aquila per offrire il proprio aiuto. E noi possiamo essere orgogliosi del contributo di Siena con il proprio Comitato Terre di Siena per l’Abruzzo (“Nessuna città ha creato un ente di questo tipo, con tutte le istituzioni del territorio che hanno fatto qualcosa e si sono assunti precise responsabilità”, commenta Lerose) ma anche con i tanti uomini e donne giunti in Abruzzo con le associazioni di volontariato. “L’ultima persona estratta viva sotto le macerie, 42 ore dopo il sisma, è stata salvata anche grazie al lavoro dei volontari della Misericordia di Siena - ricorda ancora il coordinatore provinciale della Protezione Civile -. Era una ragazza di Rimini che si trovava in una abitazione adiacente alla Casa dello Studente. In un primo momento, all’inizio di aprile, il nostro compito era esclusivamente sanitario e quello di localizzare ed estrarre le vittime o quei pochi individui che si erano miracolosamente salvati sotto le macerie. Con il passare dei giorni la priorità divenne l’assistenza a quanti erano stati sistemati e ormai vivevano nei campi allestiti in tutta la provincia aquilana”. Dalle contrade E anche in questa seconda fase Siena ha dato il proprio contributo. Sono stati più di 400, come scritto, i volontari che da maggio ad ottobre si sono avvicendati nelle tendopoli dell’aquilano, da Bazzano a Sant’Eusanio fino a San Demetrio. Tra di loro anche tanti contradaioli arrivati in Abruzzo per preparare i pasti ai terremotati: “Non molti hanno l’esperienza e la capacità di cucinare per 400 o 500 persone - spiega Lerose - Ma chi prepara i pasti di contrada sa e può farlo. Il rettore del Magistrato delle Contrade Martinelli si dimostrò subito entusiasta della possibilità di far arrivare all’Aquila i cuochi delle contrade per un fine tanto nobile”. E così fu, 86 “cuochi” dei rioni cittadini hanno vissuto e lavorato nelle tendopoli aquilane da maggio ad ottobre, alternandosi fra loro. Nell’animo della popolazione aquilana è oggi vivo il ricordo di quanto Siena ha saputo dare per far fronte a questa tragedia, e insieme riconoscenza e gratitudine. “Sono nate anche tante belle amicizie tra senesi ed aquilani - racconta Lerose -. Non solo noi della Protezione Civile siamo ancora in contatto con tantissimi cittadini abruzzesi, ma lo stesso è successo con molte famiglie senesi che oggi hanno splendidi rapporti con famiglie aquilane conosciute proprio nei mesi successivi al terremoto. Per la prima volta così tanti contradaioli sono stati parte del sistema della Protezione Civile. La Misericordia ha voluto ringraziarli con una cena organizzata a marzo. A tavola eravamo in 140 con la presenza di persone di tutte e diciassette le contrade. Non so quante altre volte sia successo che contradaioli di tutti i rioni abbiano superato le loro rivalità cittadine e abbiano lavorato insieme per un fine tanto nobile”

Gennaro Groppa da Corriere di Siena
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Incontro fra Priori e Presidenti di Società

Messaggio  jabru il Mar Apr 13, 2010 5:51 pm

Un incontro per discutere dei temi scottanti che riguardano le contrade, quelli che fanno discutere, come l’uso di alcool soprattutto tra i giovani, le feste delle contrade con orari da rivedere. E’ quello che si svolgerà oggi pomeriggio tra i priori dei 17 rioni e i presidenti di società.
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Alcol e contrade: c'è intesa

Messaggio  jabru il Mer Apr 14, 2010 4:29 pm

Una riunione proficua quella che si è svolta ieri sera tra la deputazione del Magistrato delle contrade e i presidenti delle società. All’ordine del giorno temi importantissimi come la distribuzione di alcol, le feste all’aperto, il volume della musica. Aspetti molto sentiti dai contradaioli che ormai da mesi sono al centro del dibattito cittadino, non solo all’interno dei rioni. Per questo la riunione era attesa con grande fermento e visti i temi delicati si è protratta per oltre due ore in cui il dibattito sentitissimo è stato affrontato in tutte le sue sfaccettature e peculiarità. Decisioni vere e proprie non sono state prese, ci vorrà un’ulteriore riunione per fissare regole e punti fermi, in ogni modo i risultati sono stati di grande apertura e dialogo, quindi proficui per giungere al più presto ad una soluzione condivisa, che accontenti tutti e che possa trovare un equilibrio positivo. Priori e presidenti hanno parlato a lungo sulle serate musicali all'aperto che dovrà fare ciascuna contrada, una discussione per fissare un massimo di eventi che poi dovranno essere rispettato. Il tema del volume della musica è stato un altro problema che ha tenuta desta l’attenzione. Un argomento nato dopo alcuni episodi accaduti la scorsa estate. La legge dice che non si può andare oltre la mezzanotte, ma il problema potrebbe essere superato proprio abbassando il volume, anche se sarà necessario porre un limite dopo il quale disporre lo stop totale. Il tema più spinoso è stato senz’altro quello degli alcolici. Un argomento che ha visto una discussione molto ampia dal momento che le correnti di pensiero erano diverse, dal divieto totale a limiti parziali. Anche in questo caso decisioni finali non sono state prese, ma la volontà di equilibrare la distribuzione di bevande alcoliche è emersa in maggioranza. Come detto, adesso servirà un nuovo incontro in cui saranno fissate le regole che ogni contrada dovrà seguire in modo scrupoloso così. Una intesa che già in parte è stata trovata nel rendez-vous di ieri sera. Una cosa è certa, le contrade vogliono dare l’esempio e non essere più tacciate di anarchia. Le prossime decisioni cambieranno molte abitudini, ovviamente in positivo

T.Mi. da Corriere di Siena
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Fontebranda - voto alle donne

Messaggio  jabru il Mer Apr 14, 2010 4:36 pm

Ci sono tutte le premesse perchè in Fontebranda vincano la diplomazia e il buonsenso. E’ destinato a risolversi con il confronto e il dialogo fra le parti il lungo braccio di ferro sulla concessione del voto alla componente femminile della contrada. L’esito dell’incontro fra una rappresentanza delle ocaiole, firmatarie della citazione, e il loro legale Marco Comporti, ha portato alla decisione di sospendere, per il momento, qualsiasi nuova azione legale, con l’intento di lanciare un messaggio preciso alla contrada anche alla componente più oltranzista. E soprattutto coltivare quella disponibilità che sembra emergere da qualche tempo, da parte della dirigenza, per trovare un percorso possibile, affinchè venga superato il vincolo della consuetudine che impedisce alle donne di accedere al voto e quindi essere parte integrante della vita politica della contrada. Dopo le elezioni che si svolgeranno sabato e domenica, per il rinnovo di parte della Sedia, alle quali le firmatarie hanno deciso di non presentarsi per non creare alcuna turbativa, sarà inviata una lettera al governatore Giuliano Manganelli e ai legali della controparte che manifesterà questa disponibilità espressa dalle donne, con il fine di dare seguito ad un confronto diretto e ad un percorso quanto più possibile condiviso. Sarà fissato però il termine ultimo, entro il quale sarà auspicabile un incontro fra le parti, per un primo approccio che consenta di procedere verso la soluzione degli attriti. Le firmatarie si aspettano così un segnale positivo da parte della dirigenza che superi le divisioni e che eviti in futuro un nuovo ricorso al giudice, qualora le loro motivazioni vengano ancora ignorate
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Ondeon - 19° edizione

Messaggio  jabru il Gio Apr 15, 2010 5:06 pm

Tanta fantasia Anche un divertimento indimenticabile

Spontaneità, allegria e determinazione, oltre a una simpatia e ad un'efficacia comunicativa straordinarie. Sono agguerritissimi i cittini di Ondeon che si esibiranno sul palcoscenico in questa 19a edizione in scena ai Rozzi nel pomeriggio del 17 e 18 aprile. Teatro esaurito, corsa ai biglietti di genitori, nonni e zii: tutti - dirigenze di Contrada comprese - ad applaudire i cittini per i quali poter dichiarare "Ho fatto Ondeon" diventa un piccolo vanto, una conferma in più dell'appartenenza contradaiola. Ondeon è un'idea per i piccoli che è ormai diventata grande, che negli anni è diventata una tradizione dell'Onda, di tutti i piccoli contradaioli, degli addetti che vi si dedicano, della Città. Protagonisti assoluti sono i cittini, che nella loro prima esperienza di teatro vero mettono in scena emozioni non virtuali, all'interno di un'iniziativa - la prima e per ora l'unica a Siena - che dal 1978 al 1983 con cadenza annuale, e successivamente con cadenza biennale, porta in scena dieci-venti bambini per Contrada. Come di consueto molte persone, in particolare tutti gli Addetti ai Piccoli delle 17 Consorelle hanno lavorato tenacemente per realizzare Ondeon. Non di rado gli Addetti si trovano nel ruolo di ex attori di Ondeon, che diviene l'occasione per un flashback, per tornare alle emozioni mai perdute dell'infanzia: quest'anno una mostra fotografica di vecchie edizioni della manifestazione aggiungerà ricordi ed interesse a quella attuale. Vanno in scena, così, ai Rozzi, le emozioni dei bambini (e quelle dei grandi), il loro impegno, il loro entusiasmo, insieme ad una serie di testi che parlano tutti di Siena, della Contrada, del Palio, filtrati attraverso gli occhi, la percezione e i sogni dei piccoli. Va in scena anche un modo di vedere la Contrada - quello dei cittini - che parla di affetti veri e di una passione già forte. Ondeon ha portato alla creazione di nuovi copioni di teatro vernacolo, di una sigla per molti anni sempre diversa composta da Angelo Giallombardo, di nuove canzoni che sono in molti casi cantate anche dagli adulti. È interessante sottolineare che negli anni si è creato un vero e proprio archivio di testi di teatro Contradaiolo per i piccoli, anche se non sempre reperibili, che l'Onda sta pensando di mettere insieme. Di sicuro Ondeon non vuole essere un'iniziativa da talent scout: tuttavia emergono naturalmente talenti e inclinazioni all'arte, grinta e simpatia. Soprattutto, Ondeon, con le sue prove e i suoi copioni, è un diversivo per i nostri cittini, un modo per far passare due pomeriggi diversi dal solito per questi ragazzi sempre di corsa tra la scuola, le palestre, la fascinazione del virtuale, con un tempo sempre meno libero. In una società ormai "schiava" della televisione e della playstation, Ondeon si pone come esperienza socializzante, autentica, non virtuale. Impegnati in qualcosa di creativo in grado di farli essere protagonisti di una favola che la Contrada offre loro l'opportunità di raccontare. Sul palcoscenico di Ondeon il mondo dei ragazzi si ribalta: quando "i cittini fanno spettacolo" sono i grandi a guardarli e ad applaudirli. E sicuramente saranno perdonati tutti coloro che avranno la voce un po' più bassa delle altre, o che per l'emozione non si ricorderanno la battuta
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Una pista dei barberi al parco?

Messaggio  jabru il Gio Apr 15, 2010 5:08 pm

L’ex tiro a segno Ci sono giochi moderni, perchè non inserirne anche uno antico?

Sentire il rumore dei barberi che rotolano, e le urla dei bambini che incitano la propria contrada. Potrebbe essere questo il tocco in più da dare al nuovo parco urbano. E sarebbe sicuramente un successo, come quello che il parco urbano sta riscuotendo ancor prima della sua inaugurazione ufficiale. Nonostante l’area sia ancora abbastanza brulla sono davvero tante le persone che ogni giorno frequentano l’ex tiro a segno. Molti vanno a correre e utilizzano gli attrezzi da palestra che corredano l’area, ma la maggior parte dei visitatori del parco urbano sono bambini, accompagnati da genitori o da nonni. A loro potrebbe essere rivolta la pista dei barberi, così come è accaduto nel parco della Rimembranza, dietro la fontana di San Prospero. Quella pista fu quasi una scommessa, ed invece ancora oggi, a distanza di oltre dieci anni, in primavera è necessario fare la fila per poter giocare. Installare una pista dei barberi nel nuovo parco urbano sarebbe un segnale, bello e chiaro, di educazione alle tradizioni senesi e contradaiole per i più piccini. La possibilità che fosse posizionata una pista dei barberi in ogni giardino pubblico era stata auspicata, nel 2000, da Ranuccio Neri e Roberto Rossi sulle colonne del “Carroccio”: “Di legno, di ferro, di pietra, non importa. Vanno tutte bene. Basta che i barberi ci possano rotolare tra le grida di incitamento ai colori della propria contrada”. Il nuovo parco urbano potrebbe essere davvero il luogo ideale dove collocare una di queste piste. Proviamo quindi a lanciare un’idea: troviamo chi sia disposto a realizzare e offrire poi al Comune, una pista dei barbari per far giocare i bambini. Come hanno spiegato Ranuccio Neri e Roberto Rossi, che potrebbero essere degli ottimi consulenti alla realizzazione, “Non crediamo che un'operazione del genere avrebbe costi proibitivi, ma siamo convinti che il risultato sarebbe eccezionale”. Anche noi. E sarebbe un bellissimo gesto se ad accogliere l’invito, e a proporsi per realizzare la nuova pista, fosse qualcuna di quelle entità legate al Palio e al mantenimento delle sue tradizioni. Invia il tuo commento a corrsiena@edib.il

Susanna Guarino da Corriere di Siena
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Oca - polemica assemblea delle elette

Messaggio  jabru il Gio Apr 15, 2010 5:10 pm

Oca Polemica all’assemblea delle elette alla discussione sulle donne in contrada

Quando si parla della situazione nell’Oca e soprattutto se si è in compagnia di donne la conversazione si scalda immediatamente. E’ successo anche ieri pomeriggio quando nel corso della riunione dell’assemblea delle elette tenutasi a Palazzo Berlinghieri, alla presenza dell’assessore alle Pari opportunità Maria Teresa Fabbri, ha preso la parola la consigliera della circoscrizione 1 Giulia Puccini, tra l’altro ocaiola: “Questo non vuole essere un processo ma anche nel nostro consesso dovremmo analizzare tutte le situazioni cittadine nelle quali le donne finiscono per essere penalizzate - ha detto la Puccini -. Credo che la situazione che caratterizza la contrada dell’Oca non vada considerata come una problematica di un singolo rione ma che invece riguardi l’intera città. Dobbiamo a mio avviso qui riflettere quanto le contrade possano essere una sorta di bunker rispetto a normative civili riconosciute ormai ovunque. Credo che in questo caso noi siamo di fronte ad una violazione dei diritti che fuoriesce dalla vita contradaiola. E parlando con donne di altri rioni posso oggi affermare che il genere femminile arranca non soltanto nell’Oca ma in tante altre contrade”. Tre sono le ocaiole presenti nell’assemblea delle elette, con Anna Bandini e Lucia Aprea che hanno dato ancor più forza alle parole della Puccini: “Quella che subiamo nella nostra contrada è una vera e propria violenza”. L’intento delle tre era quello di far prendere posizione anche all’assessore Fabbri che ha invece replicato di non aver mai commentato la vicenda perché “bloccata” dal suo ruolo istituzionale: “Le contrade hanno una loro autonomia e dei loro statuti - ha affermato la Fabbri -. Se iniziamo a mischiare la vita politica con quella contradaiola corriamo il rischio di entrare in un ginepraio dal quale poi è difficile uscire. Per questo motivo né io e nemmeno il sindaco Cenni siamo mai entrati nella questione Oca”

Gennaro Groppa da Corriere di Siena
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Oca - il nonvoto alle donne è una violenza

Messaggio  jabru il Gio Apr 15, 2010 5:15 pm

"Oca, il non voto alle donne è una violenza"

Grande polemica durante l'assemblea delle elette quando il consesso ha affrontato il quinto punto all'ordine del giorno, vale a dire la situazione delle donne dell'Oca. A prendere la parola è stata Giulia Puccini, consigliera nella circoscrizione 1 nonché contradaiola dell'Oca: "Anche nella nostra assemblea dovremmo analizzare tutte le situazioni cittadine nelle quali le donne finiscono per essere penalizzate - ha detto -. Credo che la situazione che caratterizza la contrada dell’Oca non vada considerata come una problematica di un singolo rione ma che invece riguardi l’intera città. Dobbiamo a mio avviso qui riflettere quanto le contrade possano essere una sorta di bunker rispetto a normative civili riconosciute ormai ovunque. Credo che in questo caso noi siamo di fronte ad una violazione dei diritti che fuoriesce dalla vita contradaiola. E parlando con donne di altri rioni posso oggi affermare che il genere femminile arranca non soltanto nell’Oca ma in tante altre contrade".
A dar forza alle parole della Puccini sono intervenute anche Anna Bandini e Lucia Aprea, le altre due ocaiole presenti nella commissione: "Quella che subiamo nella nostra contrada è una vera e propria violenza". Sulla questione non è voluta intervenire l'assessore comunale alle Pari opportunità Maria Teresa Fabbri: "Se iniziamo a mischiare la vita politica con quella contradaiola corriamo il rischio di entrare in un ginepraio dal quale poi è difficile uscire. Per questo motivo né io e nemmeno il sindaco Cenni siamo mai entrati nella questione Oca".
Gennaro Groppa

>>15/04/2010 12.02.00(SIENANEWS)
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Palio e contrade: parliamone

Messaggio  jabru il Ven Apr 16, 2010 4:45 pm

E’ Palio La contrada da vivere tutto l’anno, e non solo nei giorni fatidici

Un convegno per individuare nuovi binari da percorrere, tutti insieme, per salvaguardare il Palio e le sue tradizioni, per affrontare i problemi e, possibilmente, trovare soluzioni condivise. L’ha organizzato la Selva, collaborando con consorelle particolarmente sensibili a questa problematica, e si svolgerà oggi alle 17,30 proprio nella sede della contrada di Vallepiatta. Non sarà solo un convegno da “ascoltare”, ma un luogo dove potrà svilupparsi un dibattito al quale partecipino tutti i presenti. All’incontro parteciperanno alcuni relatori che, dal loro specifico angolo di osservazione, affronteranno con brevi interventi i temi suddetti. Ci saranno il Prefetto Gerarda Maria Pantalone, l’assessore con delega alla Polizia Urbana e Traffico, Daniela Bindi, il Rettore del Magistrato delle Contrade, Roberto Martinelli, il Rettore del Bruco, Fabio Pacciani, il direttore de "Il Carroccio di Siena", Senio Sensi e una giovane contradaiola della Giraffa, Silvia Corbelli. Il gruppo di lavoro, appositamente costituito dalla Selva per preparare l'evento, proseguendo nel solco di quanto già avviato dal Bruco, fra i vari temi sul tappeto ha scelto d'incentrare la serata di dibattito su un argomento ritenuto essere centrale nel percorso di riflessione che si sta cercando di avviare: la contrada ed il suo territorio. Nel documento preparatorio sono state tracciate le linee principali. “E' oramai evidente, infatti, che anche a Siena, come in ogni altra parte della società italiana, si assiste al diffondersi di una marcata maleducazione nei comportamenti dei singoli e dei gruppi, che porta ad atti d'inciviltà sempre più diffusi e che, in modo crescente, finiscono per coinvolgere anche le attività delle contrade, specie in occasione di festeggiamenti che, aumentati in numero e durata specie nei mesi estivi, vengono vissuti sempre più con disagio ed insofferenza da chi vive o lavora nella città murata. Si parla sempre più spesso dell'abuso di alcool, specie da parte dei giovani, di rumorosità diffusa a tutte le ore della notte, di atti d'inciviltà per le strade, di risse e, per ora in maniera ancora sussurrata, di circolazione di droga. Ma queste a ben guardare sono le degenerazioni del nostro tempo, che la contrada come struttura sociale organizzata subisce piuttosto che generare, cerca di contenere piuttosto che di alimentare. Anche il tanto discusso problema della sicurezza in realtà è soprattutto un disagio legato ai fenomeni d'inciviltà, che ingigantiscono il senso di perdita di un contesto che, con i suoi ritmi e dimensioni, offriva accoglienza ed ospitalità rafforzando il senso di identità. D'altronde la perdita di forza "morale" dei rituali contradaioli- specie quelli religiosi - e lo svilupparsi di nuove mode mutuate dai rituali del consumismo imperante, contribuisce a rendere sempre più precario il senso di appartenenza a comunità, che vogliono proporsi ancora come un modello di"grande famiglia" in un tempo in cui, fra l'altro, proprio l'istituto della famiglia mostra ampi segnali di cedimento. Su tutti questi fenomeni il benessere diffuso degli ultimi decenni ha innestato con prepotenza nella vita delle contrade la necessità di attivare dei flussi economici crescenti, finalizzati sia alla gestione di un Palio sempre più dispendioso che a rispondere ai bisogni di accoglienza direttamente rapportati alla crescita delle presenze in occasione dei grandi eventi. Questo genera il nascere di attività sempre più complesse e lo sviluppo e gestione di un patrimonio immobiliare importante, che stanno erodendo il modello solidale e volontaristico proprio della vita di contrada”. Il quadro, insomma è estremamente complesso e richiede una riflessione più ampia e approfondita di quanto è stato fatto finora ma, soprattutto, richiede che si provi a costruire fatti concreti che, fuori dall'emotività generata da singoli episodi critici, segnino l'avvio di un percorso di riaffermazione del ruolo delle contrade come strutture portanti di un modello agito di civitas
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Dibattito: tornare a vivere la città

Messaggio  jabru il Sab Apr 17, 2010 5:25 pm

Sala museale della contrada della Selva gremita ieri pomeriggio anche da numerosi giovani, segno che l'iniziativa ed i suoi temi affrontati stanno molto a cuore di tutti i cittadini senesi: "Sono molto soddisfatto di come ha preso il via questa iniziativa - spiega il priore della Contrada della Selva Velio Cini - Un'iniziativa nata sulle orme del progetto della contrada del Bruco di alcuni mesi fa che ci ha interessato molto. Abbiamo così deciso - prosegue Cini - di promuovere il convegno con lo scopo di poter parlare tutti insieme delle problematiche che in questi ultimi anni le contrade si trovano a dover affrontare. Con il nostro dibattito non vogliamo interferire con i soggetti preposti ovvero il Comune ed il Magistrato delle contrade, vogliamo invece che questo sia un contributo per aprire un dibattito che mi auguro possa proseguire nel tempo all'interno di tutte le contrade, con la speranza viva di riuscire in questo nostro intento”. In questi mesi la contrada della Selva ha istituito una commissione, presieduta dal vicario generale Francesco Rinaldi con lo scopo primario di stilare un documento dal quale prendere spunto per le riflessioni del convegno. Uno dei punti fondamentali su cui si è più discusso nel corso del convegno è stato il rapporto tra le contrade ed il territorio: "Un rapporto che si è leggermente deteriorato in questi ultimi anni - spiega Velio Cini - per vari motivi che dobbiamo appunto analizzare tutti insieme per poter trovare delle soluzioni. Dobbiamo ricordare sempre il rispetto che ci deve essere all'interno di una Contrada, per i nostri anziani, per le tradizioni, per l'amministrazione comunale e per la cittadinanza tutta. Le contrade sono le principali artefici della nostra Festa, a tal proposito oggi vorrei ricordare le parole di un nostro grande Priore, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto, Valdo Ferrini, che nelle sere d'inverno in società amava ricordare ’Noi non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo di poterci godere di questa Festa. Va ricordato che il Palio senza le contrade non sarebbe potuto esistere. Ricordate sempre che il contrario non è mai stato nel passato e non potrà mai esserlo nel futuro’". Migrazione Il rettore del Magistrato delle contrade non starà a guardare: "Il Magistrato delle contrade ha già iniziato ad esaminare alcune delle problematiche emerse questa sera e sta già lavorando al fine di trovare le giuste soluzioni - ha detto il rettore Roberto Martinelli - Non credo affatto che le contrade non sappiano adeguarsi alle novità del nostro tempo o che non siano più in grado di proseguire le proprie funzioni. E' essenziale riflettere sull'ente contrada come è oggi. E' importante chiedersi, aldilà della loro partecipazione al Palio, come si pongono nei confronti del comune e della città in generale. Le Contrade non sono enti associativi nati solo per fare il Palio che è importantissimo ma non deve essere tutto come ci ricordava il grande senese Giulio Pepi. Le contrade devono essere un luogo di incontro, di incontro intersociale ed intergenerazionale, un luogo dove tramandare le regole scritte e non scritte da seguire in contrada. La contrada se viene fatta propria diventa un filo invisibile che lega al proprio rione ovunque uno di trovi. Mi piace notare con piacere che sempre di più le contrade continuino a curare i propri immobili, il proprio partrimonio artistico e culturale attraverso un colloquio costante con il Comune. Le contrade hanno reagito ed hanno cercato di ridurre il fenomeno della migrazione verso la periferia. Basti pensare ai molteplici interventi edilizi, restauro degli edifici abitativi per poi affittarli ai contradaioli”. I prezzi E’ intervenuta anche Daniela Bindi assessore comunale: “Porto anche il saluto del sindaco e di tutta la giunta. Questa iniziativa ci interessa davvero molto e anche noi speriamo che abbia continuità con il resto delle consorelle. I temi affrontati questa sera riguardano tutta la città, i cittadini e le iniziative politiche dell'amministrazione comunale. Uno degli argomenti più sentiti da tutta la popolazione è il problema dei flussi migratori. E' vero molti senesi nel tempo si sono spostati a vivere in periferia. Ma non bisogna mitizzare un periodo aureo della nostra città che però in realtà aureo non era. Il progresso ha dei flussi discontinui con alti e bassi, ma pur sempre di progresso si tratta. Molti senesi nel passato sono andati a vivere in periferia dove hanno trovato alloggi migliori di quelli che avevano. Ora stiamo lavorando perchè il percorso sia il contrario, tenendo però sempre conto delle diverse esigenze dei cittadini. Questo processo di risanamento del centro storico l'amministrazione comunale lo ha già iniziato e lo sta portando avanti. Proprio qui in Vallepiatta sono state recuperate numerose abitazioni dove sono potuti tornare a vivere anche tanti contradaioli, così come in San Marco. I prezzi elevati degli immobili a Siena dimostrano il pregio della nostra città e ci rendono orgogliosi. Ovviamente però continueremo a mettere in pratica gli strumenti per aiutare i cittadini a tornare a vivere in centro, come gli affitti agevolati per le giovani coppie e gli anziani”. Mugugni Qualche mugugno si è levato dalla platea da parte di chi non ha gradito queste valutazioni dell’assessore. “Trovo però scomode le polemiche di questi giorni che riguarda il centro commerciale al vecchio cinema Fiamma e quello che verrà costruito dove ora si trovano il cinema Moderno - ha aggiunto Bindi - Credo che per riportare le famiglie senesi a vivere nel centro storico bisogna anche offrirli questi tipi di servizi a cui sono ormai abituati. Trovando ovviamente il giusto compenso con i piccoli commerciati. Non trovo giusta la polemica sulla ztl che è invece utile a mantenere il pregio del centro. Poco costruttive sono anche le polemiche sul traffico dei mezzi commerciali in alcune ore della mattinata. Le Contrade in tutto questo devono continuare a preservare la tradizione aggiornandola però alle nuove esigenze”. Il buio "In questi giorni leggiamo di alcuni avvenimenti davvero spiacevoli che accadono all'interno delle mura - ha continuato - Eventi spiacevoli che l'amministrazione cercherà di contrastare con alcuni progetti importanti come un piano per l'illuminazione e l'aumento dei controlli da parte della polizia municipale. Nonostante queste notizie le statistiche ci indicano però che la criminalità a Siena è in diminuzione. I veri problemi delle altre città come la prostituzione lo spaccio di droga nel nostro centro storico non esistono. Questo anche grazie al lavoro di tutela da parte delle Contrade. Per quanto riguarda l'eccessivo consumo di alcool non credo che l'alcool test possa risolvere il problema se la contrada, la famiglia e la scuola non collaborano insieme per arginare il fenomeno"

Elena Casi da Corriere di Siena
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I giovani fra nuove abitudini e vecchie tradizioni

Messaggio  jabru il Sab Apr 17, 2010 5:30 pm

I giovani sono il futuro delle contrade e sono coloro che nel tempo dovranno portare avanti le tradizioni secolari che distinguono i senesi nel mondo. Giovani che come è emerso dal convegno stanno vivendo sempre meno la vita del rione. Non tutti hanno la fortuna di vivere nel rione o la fortuna di avere dei genitori disposti a portarli in contrada. Come detto dal Rettore Martinelli sono proprio coloro che vivono costantemente la contrada che devono aiutare coloro che non possono farlo ad apprendere le tradizioni e portarle avanti. Sicuramente importante è il ruolo degli anziani, coloro che la contrada la hanno vissuta da più tempo e l'hanno vista crescere. Il pericolo emerso nel corso della serata è però che i giovani tendano sempre di meno ad interagire con gli anziani: "Credo che noi giovani tendiamo a dare tutto ciò che riguarda la contrada per scontato - ha detto la giraffina Silvia Corbelli - la contrada si è evoluta così come ha fatto la società. La nostra generazione si trova ad interagire con nuovi strumenti - prosegue Silvia - come Facebook e messenger. Troppo spesso invece che scendere in contrada parliamo con i nostri amici comodamenti seduti dal divano di casa. Tutto questo mina il rapporto umano e tende ovviamente a farci confrontare solo tra coetanei. Le Società dovrebbero proporre maggiori iniziative per coinvolgere i ragazzi, ma i ragazzi dovrebbero parlare di più con i vecchi di Contrada, farsi spiegare bene come vivevano loro il rione e come invece vivono questi cambiamenti. Io sono fortunata - prosegue Silvia - perchè nonostante non viva all'interno del rione ho sempre avuto genitori pronti a portarmi in Contrada. Ogni volta che scendo le scale di Società mi sento davvero a casa. Se per tutti fosse così, credo che molti problemi su cui abbiamo dibattuto oggi non esisterebbero. Ho parlato con alcuni miei coetanei di diverse contrade, insieme abbiamo deciso di proporre ai vari gruppi piccoli e giovani di coinvolgere anche gli anziani nelle numerose attività durante l'anno. Crediamo sia l'inizio per un dialogo essenziale tra generazioni, solo gli anziani possono insegnarci come vivere e rispettare la nostra contrada". Ampio il dibattito che si è svolto nella contrada della Selva. Un dibattito che dovrà proseguire nel tempo e che certo non avrebbe potuto trovare soluzioni definitive ai problemi individuati, in un solo pomeriggio. Molti gli interventi da parte del pubblico presente, alcuni forse troppo pessimisti, altri propositivi. Il tema centrale che sta a cuore a tutti è sicuramente far tornare i senesi a vivere il centro storico ma anche dare l'opportunità agli studenti fuori sede e a tutti coloro anche non di Siena che vivono in centro di imparare a conoscere le nostre tradizioni, a coinvolgerli nelle varie iniziative di contrada per far si che sentano proprio il territorio in cui vivono. Questa secondo molti dei contradaioli potrebbe essere una delle soluzioni. Un no deciso è arrivato unanime per quanto riguarda l'idea delle ronde di contrada. Non è ciò che i senesi vogliono o chiedono. La commissione della Contrada della Selva si riunirà nei prossimi giorni per stilare le conclusioni emerse nel corso del convegno
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Dibattito- Siena fra passato e futuro

Messaggio  jabru il Sab Apr 17, 2010 5:33 pm

Siena, 17 aprile 2010 - L’iniziativa è senz’altro da lodare. Aprire un dibattito sulla contrada, sulla sua funzione sociale, sul suo presente e — cosa fondamentale — sul futuro che la aspetta, adesso che abbiamo entrambi i piedi dentro il terzo millennio, denota attenzione, spirito critico e voglia di impegnarsi in prima persona. Ampliare tale dibattito, coinvolgendo istituzioni e cittadini, i cosiddetti ‘contradaioli semplici’, dimostra una volontà di fare concretamente, al di là delle analisi e delle letture sociologiche. E’ conseguenza logica avere indieto, da Siena, una risposta positiva e partecipata.



Ne è specchio una sala del museo della Selva gremita, autorità militari e cittadine, ma soprattutto centinaia di persone che hanno voluto partecipare al convegno organizzato, ieri pomeriggio, proprio sul presente e sul futuro delle contrade. Molti gli interventi istituzionali, qualcuno fin troppo ‘istituzionalizzato’ e forse poco coerente con lo spirito libero dell’iniziativa, acceso il dibattito con la promessa di rivedersi, presto. Sul tavolo, i pilastri della discussione: il rapporto tra il territorio e le contrade e quello delle contrade con se stesse, come piccoli specchi dei mutamenti sociali.



A fare gli onori di casa, ovviamente, il priore della Selva. "Lo scopo di questo incontro — esordisce Velio Cini — è parlare insieme di problemi cha da anni sono sulla bocca di tutti. Questa iniziativa non vuole interferire con l’attività di chi è preposto a lavorare sul Palio, Comune e Magistrato delle Contrade, ma piuttosto vuole contribuire all’apertura del dibattito in un momento particolare per la nostra comunità".



E’ proprio Cini a lanciare — sulla falsa riga del documento programmatico che la Commissione aveva preparato in vista dell’appuntamento — le linee guida fondamentali: recuperare il rapporto con il territorio; contenere l’esasperazione degli atteggiamenti che sempre più spesso accompagna la vita contradaiola; recuperare il rispetto, all’interno della Contrada e, all’esterno, nei confronti della città e della Festa; delineare nuovi confini nel rapporto tra le Contrade e il Palio, inteso proprio come battaglia sul Campo.



"Tali temi riguardano non solo i rioni — interviene l’assessore comunale, Daniela Bindi — ma hanno una valenza generale anche per l’amministrazione comunale e per tutte le istituzioni. Le Contrade hanno oggi il compito di preservare le tradizioni adattandole alle nuove esigenze; devono autoregolamentarsi per prevenire gli eccessi, perché in certi casi la protesta a tali eccessi può sfociare in proibizionismo. E perché se, invece dell’autoregolamentazione, si dovessero applicare le norme di legge, la vita contradaiola potrebbe diventare difficile".



"E’ necessario riflettere su cosa sia l’ente contrada oggi, come le contrade devono porsi e operare nei confronti della città" afferma il Rettore del Magistrato, Roberto Martinelli. "Il Magistrato è ancora all’inizio della propria discussione interna, ma personalmente credo che da nessuna parte sia scritto quale sia lo ‘scopo sociale’ dei rioni; certamente non è quello di rispondere ai problemi dovuti ai cambiamenti sociali. L’elencazione delle criticità è corretta ed è giusto iniziare a discuterne in prospettiva concreta, ma allo stesso tempo non è giusto attribuire alle contrade e alle loro iniziative il presunto degrado e la minore vivibilità della città".



Ad esempio maleducazione, inciviltà, musica e schiamazzi fino a tarda notte, ubriacature moleste che spesso sfociano nel degrado del centro storico. "La nostra prima volontà — aggiunge il Rettore del Bruco, Fabio Pacciani — deve essere quella di riportare la contrada oltre il Palio, diventato oggi il suo unico catalizzatore, cambiarne le forme di aggregazione". Recuperare, quindi, un sano stare insieme, nell’ormai vecchio conecetto di ‘famiglia allargata’. Cercare un confronto intergenerazionale e non limitato ai piccoli gruppi di coetanei, come chiede la più giovane dei relatori, la contradaiola giraffina Silvia Corbelli. Che, a dire il vero, porta una ventata di aria diversa: se un difetto ce l’ha, il convegno di ieri, è proprio la bassa partecipazione dei giovani, in chiara minoranza. E pensare che il futuro delle contrade passa, banalmente, proprio da loro.



Gli animi si accendono nel dibattito pubblico: i temi sono noti, quelli di cui ogni giorno si discute in contrada, per strada, a cena, ma che da tempo non vengono affrontati in modo organizzato. Ed è evidente la voglia di parlarne, di confrontarsi anche in modo diretto e senza tanti giri di parole. Dopo oltre due ore di discussione, di cose da dire ce ne sarebbero ancora molte e se ne accorgono tutti. Innazitutto Paolo Neri e Laura Dinelli, priori rispettivamente del Nicchio e della Giraffa, che annunciano a fine serata di essere, volentieri, i nuovi protagonisti della staffetta immaginaria rappresentata da questo confronto. Il dibattito si accese qualche mese fa nel Bruco; la Selva lo ha portato avanti con la riuscita iniziativa di ieri. Adesso si impegneranno — presumibilmente dopo l’estate paliesca — il Nicchio e la Giraffa. In attesa di altre proposte.

Giulia Maestrini da La Nazione
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Barberi: pista sì, ma vigiliamo

Messaggio  jabru il Dom Apr 18, 2010 5:14 pm

Una pista per i barberi nel parco urbano che sta nascendo nell’area dell’ex tiro a segno. La proposta del Corriere di Siena ha scatenato anche il popolo di Facebook che, nella visitatissima bacheca del quotidiano ha lasciato commenti. Eccoli alcuni. Claudio Agnelli Certo che sì, basta che sia usata e non rovinata dai vandali......speriamo che la zona sia ben vigilata e sia tenuta in buono stato dai frequentatori, mi sembra molto bella. Valentina Carli Concordo in pieno il pensiero di Claudio! Gregorio Palmas Ma se invece ci mettessero degli alberi? Giuliano Cadelo Va benissimo la pista dei barberi e concordo pienamente con Claudio e Gregorio! Maria Laura Bardi Concordo pienamente, sarebbe bella, ma efettivamente oggi non c'e' più rispetto per niente, solamente il vero senese sara' capace di rispettarla e mantenerla. Filippo Giuggioli Carissimo Corriere di Siena. Sì è bello mantenere le tradizioni paliesche, Ma ti sei domandato chi oggi di questi cittini gioca con i barberi? In primis dovremmo riportare i senesi dentro siena e poi forse si potrebbero attuare tante belle cose. Io con i barberi, tappini con dentro gli adesivini delle contrade, gli zucchini, ci sono cresciuto nel vicolo delle Carrozze, è lì si che si respirava il Palio, come in tutti gli altri rioni, e si giocava a barberi anche con amici di altre contrade. Vorrei tornare in quei tempi. Claudio Ciofi Nonostante i tempi che cambiano, il Palio resta probabilmente la tradizione più viva al mondo, ancora oggi (per fortuna). Bene quindi portare certi simboli nei parchi. Giacomo Paradiso E' molto anacronistica, lo dico con un immenso senso di tristezza. Invia il tuo commento a corrsiena@edib.it
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Monteroni: alcoltest ai fantini

Messaggio  jabru il Dom Apr 18, 2010 5:16 pm

Per la prima volta i fantini sono stati sottoposti all'etilometro in corse del protocollo comunale, come previsto dalle nuove regole dell’Ordinanza Martini. Fra la quarta e la quinta corsa gli organizzatori hanno infatti deciso che sarebbe stato fatto il test e dunque Ygor Argomenni, Alberto Bianchina, Riccardo Tuffu, Giosué Carboni, Pietro Porcu e Dario Colagé hanno attraversato la pista e si sono recati negli spogliatoi della squadra di calcio, dove erano stati allestiti tutti i particolari tecnici per lo scopo. Per tutti un bel soffio sull'etilometro e alcol test brillantemente superato. Nessuno aveva fatto colazione con vino o altri alcolici, neppure un caffè corretto. Questo procedimento diventerà abitudine in tutte le corse organizzate nell'ambito del protocollo di addestramento del comune ed in tutte le altre occasioni in giro per l'Italia dove si svolgeranno corse di cavalli. Per il resto lo steccato nuovo messo nel lato esterno della dirittura non ha provocato alcun problema ai protagonisti, anzi, è apparso come un buon passo verso il miglioramento della sicurezza. Controllo molto precisi sono stati effettuati anche sui documenti di riconoscimento dei cavalli, anche se per le corse del comune questa non era affatto una novità. Controllo accurati anche per i fantini ed i requisiti che devono avere. In poche parole l'ingresso del così detto "Decreto Martini" non ha portato ad alcuna modifica di quanto da sempre viene fatto. Soltanto qualche piccolo passaggio in più che non ha rallentato, modificato o condizionato il regolare svolgimento della manifestazione
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Contrade: la riflessione continua

Messaggio  jabru il Mar Apr 20, 2010 5:44 pm

Continua a ricevere telefonate ed email da moltissimi contradaioli Franceco Rinaldi, vicario generale della contrada della Selva e coordinatore dell'iniziativa "Contrade 500 anni di storia e...domani? Il convegno promosso dalla Selva per parlare tutti insieme delle problematiche che le Contrade si trovano ad affrontare nel 2010. "Non mi aspettavo tutto questo consenso - spiega Rinaldi - continuo a ricevere email e telefonate di contradaioli che mi ringraziano e mi raccontano delle problematiche che stanno affrontando. Giusto oggi - prosegue il vicario della Selva - mi ha telefonato un signore di 82 anni felice dell'iniziativa che abbiamo intrapreso. Mi ha parlato a lungo di come vede lui le problematiche del bando di Violante di Baviera, dei litigi sui confini, su come e dove esporre le bandiere. Questo è un segnale positivo: credo che finalmente il senese, contradaiolo vero si stia muovendo e cerchi di esprimere i propri punti di vista su ciò che fa vivere le contrade." Vicario, soddisfazione dunque per questa iniziativa che, come ha spiegato la sera del convegno, vuole essere solo l'inizio di un lungo percorso insieme alle altre consorelle? "La serata è andata al di là di ogni più ottimistica aspettativa. La sala era stracolma, si è respirato il bisogno reale di parlare insieme di contrade e territorio. Come ha detto nel corso del dibattito un contradaiolo della Giraffa era dal 1978 che si aspettava un evento come questo. Nel 1978 infatti, l'amministrazione comunale diede il via a tre giorni di incontri e dibattiti proprio sul tema delle contrade e territorio. Doveva essere, come era scritto sull'invito, il primo di una serie di incontri. Purtroppo però la cosa finì li. Era stato un dibattito molto impegnato, assembleare, tipico degli anni 70. Io invece ho cercato di dare vita a qualcosa di nuovo, più vicino ai nostri tempi, dove si è parlato anche del ruolo di internet e della comunicazione che inevitabilmente è cambiata. I temi affrontati sono stati di estrema attualità. Sono voluti intervenire in molti dal pubblico. Nel corso della cena poi, preparata appositamente a buffet per permettere alle persone di parlare tra di loro, è proseguito il dibattito perché si sono fermati tantissimi contradaioli e quasi tutti i priori" E come da suo auspicio questo non resterà solo un evento singolo, ma proseguirà nei prossimi mesi. Molte altre contrade si sono infatti rese disponibili a proseguire con questi incontri. "Sì, questo era uno degli obiettivi principali. La Selva non vuole certo essere l'attrice principale ed unica di questi dibattiti, da sola non potrebbe certo risolvere nulla. Ecco perché sin da subito abbiamo chiesto la partecipazione delle altre contrade. Il Nicchio e la Giraffa si sono subito rese disponibili ed a breve inizieremo a lavorare con loro. Si stanno già formando le nuove commissioni interne di contrada e la vecchia commissione della Selva collaborerà con loro anche per dare continuità alla ricchezza dei rapporti umani che si sono venuti a creare lavorando a questo progetto": Anche dal Magistrato delle contrade è arrivato il plauso per questa iniziativa. E' possibile una collaborazione futura? "Sì, il Magistrato ha apprezzato l'iniziativa e spero di poter avere il loro sostegno e proseguire un pezzo di percorso insieme. Vorrei inoltre coinvolgere ulteriormente il Comitato Amici del Palio. Ci hanno aiutato tantissimo pubblicando le varie notizie ed i miei articoli sul loro sito internet ma credo che insieme potremmo portare avanti anche qualche altra idea. Vorrei poi davvero ringraziare i ragazzi di Siena Tv. Si sono dimostrati oltre che dei bravi operatori anche dei veri contradaioli. A titolo completamente gratuito hanno collaborato con noi per tutto il percorso. Hanno inoltre ripreso integralmente la serata. Riprese che saranno a disposizione nostra per preparare gli atti del convegno e di tutte le altre consorelle per preparare i prossimi incontri. Incontri ovviamente nei quali continuerà la partecipazione di questa vera tv senese, anche perché stiamo lavorando alla possibilità di creare con loro una vera e propria videoteca. Ringrazio anche la stampa che si è dimostrata molto vicina alla nostra iniziativa dandoci sempre molto spazio". La realtà di Siena è sotto gli occhi di tutti e facile obiettivo di critica dal mondo esterno che poco o niente capisce della nostra festa. Il vostro obiettivo è anche quello di rendere i contradaioli consapevoli del fatto che bisogna restare uniti e lavorare insieme per difendere Siena da questi attacchi? "Indubbiamente. Bisogna renderci conto che non si può parlare solo ed esclusivamente di Palio. Nel resto dell'anno bisogna far crescere tutti insieme le contrade. Abbiamo gli occhi sempre puntati addosso, maggiormente adesso che a breve ci saranno le elezioni comunali. Il Palio troppo spesso è utilizzato come strumento per cercare di mettere in difficoltà, agli occhi del resto d'Italia, la nostra città. E' assurdo come, ogni volta che in televisione parlano di maltrattamenti ai cavalli, utilizzino le immagini di vecchi Palii. Mai una volta che facciano vedere quanto Siena ha speso e spende, unica realtà in Italia, proprio per la tutela e salvaguardia dei cavalli. Bisogna essere dunque noi senesi a tirare fuori le forze, unirle e combattere questo continuo attacco a Siena. Ai tempi di internet la visibilità sul Palio non si può certo ridurre. Dopo tre minuti sul web si possono già scaricare le immagini di quello che è successo in Piazza. Siamo talmente visibili che se non restiamo uniti saremo troppo attaccabili". Una delle possibili soluzioni a questo problema emersa durante il convegno è quella di far apprezzare Siena al resto del mondo proprio per la sua specificità "Dobbiamo fare di tutto con varie iniziative per farci conoscere ed apprezzare fino in fondo per quello che siamo. Far conoscere le contrade non solo nei giorni del Palio ma anche nel resto dell'anno". Non si è parlato solo degli attacchi dall'esterno ma anche di problematiche strettamente senesi che le contrade si stanno trovando a dover affrontare. Qualche esempio? "Uno dei principali problemi è senz'altro la perdita di contatto tra le diverse generazioni. I linguaggi sono cambiati e gli anziani ed i giovani parlano oggi lingue diverse. Come può un sessantenne, che ha difficoltà ad aprire una email, a comprendere il linguaggio dei nostri giovani attaccatissimi alle nuove tecnologie? E' opportuno intraprendere delle iniziative per riprendere a comunicare. Non è semplice ma sono certo che insieme troveremo il collante per potenziare questo dialogo.". I giovani però, anche perché spesso non vivono nel centro storico, tendono a frequentare sempre di meno la contrada. "Questo infatti è un altro problema che sta molto a cuore ai senesi. Il centro ormai è un luogo dove si va per fare qualche acquisto, una giratina. Non lo si vive più, raramente ci si lavora. Lo si vede come un punto di approdo. I senesi devono assolutamente, anche se vivono fuori dalle mura, tornare a sentirsi residenti del centro. Aiutare tenere pulito il proprio territorio, la propria contrada. Rispettare i territori delle altre consorelle. Purtroppo troppo spesso alcuni giovanissimi il sabato sera escono a bere, si ubriacano e poi fanno i propri bisogni nei vicoli del centro, magari rispondendo anche male all'anziano che dalla finestra li sgrida. E' assolutamente improponibile continuare così. Dobbiamo trovare il modo di far sentire i giovani responsabili del proprio territorio. Chi va in contrada la deve anche tenere pulita, sentirla casa sua.". I senesi dunque sempre più lontani dal centro storico che culturalmente sta cambiando notevolmente "In centro non ci sono solo più gli studenti fuori sede, ai quali già a volte è stato difficile spiegare le nostre tradizioni. Adesso nel centro vivono diverse realtà culturali alle quali è ancora più complicato spiegare le nostre tradizioni. I senesi poi, preferiscono vivere in periferia ed affittano agli stranieri le case del centro dove in alcune zone si rischia che si creino delle vere e proprie enclavi etniche. Per una Contrada che si trova in questa situazione non è semplice. Io credo che ci vorranno almeno quattro generazioni per far sì che queste realtà culturali possano iniziare a sentirsi parte del nostro territorio". Nonostante tutte queste difficoltà la sento però molto ottimista "Sono ottimista di natura. Ogni volta che comincio una cosa la porto fino in fondo. Più che il risultato a me interessa l'azione da compiere. Inoltre incontro sempre tantissima gente grazie alla quale mi riempio di una ricchezza fondamentale. Sono soddisfatto che le risposte avute sin ora siano state più che valide e che il progetto vada avanti"

Elena Casi da Corriere di Siena
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Riflessioni sulle contrade

Messaggio  jabru il Mar Apr 20, 2010 5:49 pm

Siena, 20 aprile 2010 - Passato qualche giorno, a mente fredda, è possibile fare un’analisi più equilibrata del convegno sul presente e sul futuro delle contrade, andato in scena venerdì nel museo della Selva. Facciamo il punto con Francesco Rinaldi, vicario generale del rione di Vallepiatta e coordinatore del progetto.

Un commento sulla serata…
«Senza dubbio, un successo oltre le più rosee aspettative. La sfida più difficile era intercettare nel modo giusto un sentimento che si sta sviluppando nelle contrade; le chiacchiere, le discussioni che noi tutti sentiamo e facciamo nei nostri rioni andavano istituzionalizzate, dando organicità e visibilità. Credo che ci siamo riusciti».

Il lavoro è partito a novembre scorso.
«La parte più complessa è stata stilare il documento preparatorio; serviva un’analisi da ampliare, poi, coinvolgendo le contrade. Questa non è un’idea della Selva che ha solo trovato una soluzione pubblica per approfondire un dibattito partito nel Bruco, cui si sono aggiunte Nicchio e Giraffa. Dovevamo dare continuità a un confronto che riscuote attenzione e interesse».

A questo punto, altre Contrade si aggregheranno?
«L’iniziativa non vuole scavalcare il Magistrato. Vogliamo solo dare voce ai popoli, per poi offrire un contributo alla riflessione. Intanto, Nicchio e Giraffa, attraverso i rispettivi priori Neri e Dinelli, si sono rese disponibili per andare avanti. Tutti gli altri non sono esclusi, anzi: se si fanno avanti, la porta è spalancata. Le consorelle possono creare, di concerto con il priore, un gruppo di lavoro che agisca all’interno della contrada e che possa rappresentarla di fronte alle altre».

Che cosa succede ora?
«La commissione tenterà di redigere gli atti del convegno e una sorta di proposta operativa che saranno solo un punto di partenza per una nuova discussione. Dall’altra parte, personalmente, continuerò il dibattito nella Selva, per coinvolgere maggiormente il popolo».

Temi come quelli affrontati – urbanistica, maleducazione, abuso di alcol – sono facili da strumentalizzare politicamente. Come si argina il rischio?
«Non lavorando in difesa, ma passando all’attacco. Quanto più le contrade riusciranno a esprimere coesione e partecipazione, tanto più sarà difficile interferire. Concretamente, noi stiamo facendo politica, una politica di contrada, di senso civico che niente ha a che vedere con quella dei partiti».

Contrada e territorio: i temi del futuro prossimo?
«Il rapporto tra contrada e territorio è un vaso di Pandora, la discussione potrebbe impegnarci per anni! Il Nicchio seguirà una strada simile, la Giraffa si concentrerà sulla comunicazione; l’importanza della parola, del confronto aperto, dello scambio di opinioni anche grazie ai nuovi mezzi tecnologici».

di GIULIA MAESTRINI da La Nazione
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