da Siena

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La Padania attacca Hassoun

Messaggio  jabru il Ven Giu 11, 2010 9:24 am

Poteva mancare la polemica della Lega Nord alla notizia che un pittore musulmano avrebbe dipinto il Palio di Siena? No, ovviamente non poteva mancare e infatti ieri mattina il quotidiano “La Padania” ha sparato in prima pagina la notizia. L’articolo, a firma Marco Gargini, ha un titolo inequivocabile sulle intenzioni del giornalista: “Le mani dei musulmani anche sul Palio di Siena”. Ali Hassoun, il pittore libanese che ha dipinto il drappellone per la Carriera di Provenzano, ci scherza su e preferisce non alimentare la polemica: “Ho scoperto tutto mentre guardavo in televisione la rassegna stampa di Sky. Almeno mi hanno fatto un po’ di pubblicità”. Hassoun ride ma l’argomento è serissimo perché ancora una volta torna in ballo il dibattutissimo argomento del confronto (o secondo altri si deve parlare di scontro) tra civiltà e religioni. Hassoun, nell’articolo del quotidiano La Padania leggiamo che “anche il Palio è stato colonizzato dai musulmani”. Cosa vuole replicare? “Conosco benissimo la linea politica della Lega Nord. Francamente non voglio rispondere, la mia intenzione non è quella di alimentare una nuova polemica. Provo una gioia immensa nell’essere stato scelto per dipingere il Palio, è uno dei momenti più belli della mia vita e non voglio rovinare tutto con delle polemiche”. Il giornalista leghista la rimprovera perché lei parla di un dialogo possibile tra le due religioni. Secondo la Lega il dialogo è impossibile. “Non è vero che il dialogo, così come l’integrazione, sia impossibile. Prenda il mio caso: io sono nato in Libano ma a 19 anni sono arrivato in Italia e qui adesso lavoro e ho ottenuto anche la cittadinanza. Siena mi ha aperto le braccia e qui io mi sento a casa, anche se adesso lavoro a Milano. Ovviamente capisco che esistono delle dinamiche molto più grandi di me ma io credo nella politica dei piccoli passi”. Cosa pensa quando sente parlare di scontro tra civiltà? “Io penso che negli ultimi anni si sia verificato un peggioramento di alcuni estremismi che hanno mantenuto alta la tensione. Ma al tempo stesso nei Paesi arabi ci sono tante persone che non vogliono investire nella paura ma invece credono nella forza della cultura e del dialogo. Per migliorare i rapporti serve un processo reciproco alla base del quale ci sia la fiducia”. Non crede che questa intenzione manchi ai livelli più alti? “Sì, può darsi. Ma io sono un pittore e voglio partire dal basso portando il mio granellino nel lavoro che compio quotidianamente e dimostrando che musulmani e cristiani possono stare insieme e convivere pacificamente. Io ho vissuto a Siena per 15 anni, ho fatto per alcuni anni le Feriae matricularum, mi sono adattato e ho amato e apprezzato la cultura italiana e della città senese”. Quindi lei non si sente, come scrive la Padania, un musulmano che viene a colonizzare il Palio... “No, assolutamente. Anzi, sono io che al limite mi sono fatto colonizzare dal Palio e da Siena (e ride, ndr)”. Resta comunque il dato di fatto che lei è il primo essere umano di fede musulmana che dipinge il Palio. Ci pensa mai? “Sì è vero, io sono di fede musulmana ma prima di tutto io sono un artista. Preferisco non puntare l’accento sulle divisioni, alla fine credo che tutte le religioni portano a rivolgere amore per il prossimo”. Ecco, adesso sta toccando una questione centrale. Su questo tema il giornalista della Padania potrebbe dirle: guardi che nel Corano leggiamo il termine jihad... “La jihad non significa solamente guerra santa ma anche sforzo. E questo sforzo può essere inteso in un senso militare ma anche in un senso di miglioramento interiore di una persona. Il mio sforzo, ad esempio, è quello di migliorarmi ogni giorno come uomo”. Quante difficoltà ha oggi un musulmano in Italia? “A Siena non ho mai avuto alcun tipo di difficoltà, dico davvero. Ero anche più giovane e poi ancora non c’era stato l’11 settembre”. Lei crede che gli italiani oggi abbiano paura degli islamici? “Non lo so. Oggi c’è una certa violenza nel mondo musulmano che qui fa paura ma io dico che non tutto il mondo musulmano è fatto di quello. E’ sbagliato dipingere tanti Paesi arabi parlando solo di ciò. In Italia convivono la paura di alcuni e l’apertura di altri nei confronti del mondo musulmano. Capisco che c’è chi soffia sul sentimento della paura per motivi elettorali, ma potremmo parlare dei tantissimi casi di integrazione, come il mio ad esempio”. Resta il fatto che in alcuni Paesi arabi è oggi impossibile costruire chiese. “Io sono libanese e nel mio Paese c’è la totale libertà religiosa. So tuttavia che in altri Paesi non è così. Il mondo arabo deve migliorarsi in alcuni aspetti”. Come ad esempio nella condizione delle donne, non crede? “In Europa c’è stata quasi duecentocinquanta anni fa la rivoluzione francese che ha cambiato tutto, nei Paesi arabi ci sono ancora i re. Chi crede nel dialogo deve avere pazienza. Io ho una figlia di 8 anni e spero che vivrà in un mondo migliore rispetto a quello di oggi. Comunque stiamo parlando di due culture che hanno tradizioni e sensibilità differenti, non possiamo paragonarle. Le donne della mia famiglia non portano veli, ma io ho il massimo rispetto di chi sceglie di portarlo perché porta avanti una tradizione in cui crede”

Gennaro Groppa
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Il Sindaci Cenni risponde a La Padania

Messaggio  jabru il Ven Giu 11, 2010 9:30 am

Cenni risponde alla Lega Nord su Hassoun 10 giugno 2010

“È una polemica inutile che vuole fare solo strumentalizzazioni e che porta con sé aspetti di una cultura che non è la nostra, non è quella di Siena e dei suoi cittadini”.
Risponde così il sindaco di Siena, Maurizio Cenni al caso sollevato in questi giorni dalla Lega Nord sull'incarico di dipingere il Drappellone del Palio del 2 luglio 2010 affidato al pittore Ali Hassoun.
“Hassoun – continua il sindaco di Siena – è un artista bravo e come tale è stato scelto per realizzare il Palio del 2 luglio per le qualità che ha dimostrato nella sua carriera. Trovo del tutto inopportuno che un soggetto politico metta bocca anche in una questione che con la politica non ha niente a che vedere. Qui si tratta di riconoscere le qualità di un artista, cristiano o islamico che sia, cosa che evidentemente la Lega non ha le competenze e le conoscenza per fare. Come sindaco di Siena e come molti miei concittadini sono convinto che il dialogo e il confronto siano le basi della democrazia, del vivere civile e della pace. Chi si preoccupa perchè il Drappellone del 2 luglio sarà dipinto da un uomo di religione islamica dimostra di avere un'insensata paura dell'altro, paura che è generata dal non conoscere una cultura diversa dalla nostra, ma non per questo nemica”.
“In questo senso, sono convinto che l’incontro con un artista di una religione diversa da quella cristiana, che tra l’altro ha vissuto a lungo a Siena, che è nostro concittadino e che qui ha conseguito la cittadinanza italiana, sarà motivo di grande arricchimento. Lo sarà per tutti, per i senesi e per quanti vorranno interessarsi di questo Palio, anche per chi come la Lega non sa riconoscere nell'arte un veicolo di dialogo ed umanità”.
“Il mio Palio – assicura Ali Hassoun – sarà prima di tutto all'insegna dell'arte. È questo che sono abituato a fare e certamente non voglio entrare nel merito di quella che credo essere solo una strumentalizzazione politica fine a se stessa. Come è logico tutte le linee guida che mi sono state date dall'amministrazione comunale saranno rispettate, così come hanno sempre fatto gli artisti che mi hanno preceduto e che come me hanno messo a disposizione della città di Siena la propria arte e sensibilità per dipingere il Cencio. Il mio sarà prima di tutto un Palio di dialogo e di amore per la Festa e per la città di Siena, che conosco bene e sento anche mia essendoci cresciuto”.
“Spero – conclude il sindaco Cenni – che chi oggi critica la scelta di Hassoun per dipingere il Drappellone del Palio di luglio abbia almeno la voglia e l'onestà intellettuale di venire di persona a vedere la presentazione del Cencio il prossimo 26 giugno nel Cortile del Podestà in Piazza del Campo. Potrebbe essere un modo per iniziare a conoscere ed imparare qualcosa e, magari, anche l'occasione per iniziare a parlare con cognizione di causa”.
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Cenni replica alla Lega Nord

Messaggio  jabru il Ven Giu 11, 2010 9:34 am

Cenni: "Polemica inutile della Lega contro il Drappellone" per il Palio del 2 luglio

"È una polemica inutile che vuole fare solo strumentalizzazioni e che porta con sé aspetti di una cultura che non è la nostra, non è quella di Siena e dei suoi cittadini".

Risponde così il sindaco di Siena, Maurizio Cenni al caso sollevato in questi giorni dalla Lega Nord sull'incarico di dipingere il Drappellone del Palio del 2 luglio 2010 affidato al pittore Ali Hassoun.

"Hassoun ? continua il sindaco di Siena ? è un artista bravo e come tale è stato scelto per realizzare il Palio del 2 luglio per le qualità che ha dimostrato nella sua carriera. Trovo del tutto inopportuno che un soggetto politico metta bocca anche in una questione che con la politica non ha niente a che vedere. Qui si tratta di riconoscere le qualità di un artista, cristiano o islamico che sia, cosa che evidentemente la Lega non ha le competenze e le conoscenza per fare. Come sindaco di Siena e come molti miei concittadini sono convinto che il dialogo e il confronto siano le basi della democrazia, del vivere civile e della pace. Chi si preoccupa perchè il Drappellone del 2 luglio sarà dipinto da un uomo di religione islamica dimostra di avere un'insensata paura dell'altro, paura che è generata dal non conoscere una cultura diversa dalla nostra, ma non per questo nemica".

In questo senso, sono convinto che l'incontro con un artista di una religione diversa da quella cristiana, che tra l?altro ha vissuto a lungo a Siena, che è nostro concittadino e che qui ha conseguito la cittadinanza italiana, sarà motivo di grande arricchimento. Lo sarà per tutti, per i senesi e per quanti vorranno interessarsi di questo Palio, anche per chi come la Lega non sa riconoscere nell'arte un veicolo di dialogo ed umanità?.
"Il mio Palio ?- assicura Ali Hassoun - sarà prima di tutto all'insegna dell'arte. È questo che sono abituato a fare e certamente non voglio entrare nel merito di quella che credo essere solo una strumentalizzazione politica fine a se stessa. Come è logico tutte le linee guida che mi sono state date dall'amministrazione comunale saranno rispettate, così come hanno sempre fatto gli artisti che mi hanno preceduto e che come me hanno messo a disposizione della città di Siena la propria arte e sensibilità per dipingere il Cencio. Il mio sarà prima di tutto un Palio di dialogo e di amore per la Festa e per la città di Siena, che conosco bene e sento anche mia essendoci cresciuto".

"Spero - conclude il sindaco Cenni - che chi oggi critica la scelta di Hassoun per dipingere il Drappellone del Palio di luglio abbia almeno la voglia e l'onestà intellettuale di venire di persona a vedere la presentazione del Cencio il prossimo 26 giugno nel Cortile del Podestà in Piazza del Campo. Potrebbe essere un modo per iniziare a conoscere ed imparare qualcosa e, magari, anche l'occasione per iniziare a parlare con cognizione di causa".




>>10/06/2010 19.00.00(SIENANEWS)
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Ex-Macekki: la Selva tende la mano all'Oca

Messaggio  jabru il Ven Giu 11, 2010 4:25 pm

La contrada della Selva tende la mano alla contrada dell'Oca, nella speranza di trovare un accordo in merito alla controversa questione della zona degli ex Macelli di Fontebranda che, in questi ultimi anni ha fatto notevolmente deteriorare i rapporti tra le due consorelle. Però, anche la voglia di far conoscere alla città quella che per la Selva è una realtà importante, rafforzata adesso maggiormente da una serie di documenti studiati e raccolti da un'apposita Commissione voluta ed eletta dal popolo selvaiolo nel 2008. Un dossier ricco di documenti storici, approvato ed inviato all'Amministrazione comunale ed al Magistrato delle contrade nel marzo del 2009. Il popolo della Selva si è dimostrato sempre compatto sulla linea da seguire in merito a questa vicenda, testimoniato dal fatto che alla presentazione del documento erano presenti tutti i massimi dirigenti della contrada e tutti i priori selvaioli che dagli anni ’80 ad oggi si sono dovuti occupare di questa vicenda: Osvaldo Bonelli, Flavio Mocenni, Francesco Pletto, Maria Isabella Becchi e l'attuale priore Velio Cini. Un documento che come ha spiegato appunto Cini "vuole dare informazioni certe in merito a questa vicenda anche a quei giovani contradaioli della Selva e dell'Oca che non conoscono la cronistoria degli avvenimenti. Vogliamo inoltre - prosegue il priore - far conoscere alla città una volta per tutte, quella che per la Selva è una realtà storica, dando un elemento strutturato da opporre ai tanti "ricordi" e "sentito dire" che circolano in merito all'argomento". Una chiara e comune riapertura al dialogo con l'Oca è dunque emersa nel corso della presentazione: "L'obiettivo primario - spiega Velio Cini - è cercare una ripresa del dialogo ormai interrotto dopo gli ultimi avvenimenti, noi siamo sempre stati disponibili. Con l'Oca abbiamo sempre avuto rapporti di buon vicinato e non vediamo perchè non debba essere più così. Certo - prosegue Cini - il territorio è una questione importante, diamo atto alle tradizioni, sappiamo che ai macelli sono cresciute diverse generazioni di ocaioli ma non per questo possiamo accettare che non ci venga riconosciuto ciò che i documenti dimostrano essere territorio selvaiolo. Da oggi vorremmo - prosegue il priore - tornare a collaborare con la contrada dell'Oca, nell'ambito della chiarezza e del rispetto reciproco, per trovare insieme una soluzione. La vera spaccatura si è avuta in questi ultimi due anni. Prima riuscivamo con le altre dirigenze, grazie alla volontà comune di non far mai degenerare le cose, a lavorare insieme per trovare una soluzione. Negli ultimi tempi ci è stato impossibile. Abbiamo più volte davanti al sindaco, sottoscritto degli accordi comuni che però poi non sono stati mantenuti dalla dirigenza dell'Oca". Una contrada, quella della Selva che vorrebbe, senza però rinunciare a quello che considera come suo territorio, trovare un accordo anche per valorizzare questa zona: "Se l'Oca ha delle idee per la valorizzazione degli ex macelli saremo felici di ascoltarle e prenderle in considerazione, proprio per il bene comune di tutta la città". Un atteggiamento in linea con i convincimenti manifestati anche nel recente dibattito su "Contrade e territorio". "Non smetteremo di dimostrare che quell'area fa parte del nostro territorio - spiega Cini - ma con il dovuto senso della misura perchè nella vita i drammi sono ben altri. Il Palio viene sempre più spesso attaccato dall'esterno e non vogliamo certo dare adito a maggiori attacchi, così come non vogliamo cercare lo scontro con l'Oca"

Elena Casi da Corriere di Siena
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Ultima fonte a Pian d'Ovile

Messaggio  jabru il Gio Giu 17, 2010 9:21 am

Lupa: "L'ultima fonte: da Fonte Nova a Ovile" 16 giugno 2010

Sabato 19 giugno alle ore 16 conferenza dell'architetto Andrea Brogi dal titolo “L'ultima fonte: da Fonte Nova a Ovile”con successiva visita alla Fonte Nuova e alla Fonte d'Ovile. Il ritrovo è fissato presso la fontanina della Contrada della Lupa in Pian d'Ovile. A conclusione della serata verrà offerto un aperitivo sulla terrazza del museo che sarà aperto per l'occasione a tutti i partecipanti. L'iniziativa è promossa dalla Circoscrizione 5.
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Palio e Mondiali

Messaggio  jabru il Gio Giu 17, 2010 9:23 am

Palio e Mondiali: se vince la Germania, Giraffa e Montone sperano

Tra le prime sedici partite, la squadra che più ha impressionato per gioco e gol è stata la Germania, con un perentorio 4-0 rifilato all'Australia. Guardando le combinazioni che vogliono i tedeschi alzare la Coppa del Mondo, ci si accorge dell'influsso positivo della nazionale una volta divisa in est e ovest su Giraffa e Valdimontone.
Ad Italia '90 vinsero la Giraffa di luglio e il Montone d’agosto, con una storica carambola fortunata. Quello italiano era il terzo trofeo mondiale alzato dai tedeschi, che si erano ripetuti nel ‘74 e nel ‘54. Al Mondiale svizzero del ‘54 corrisposero alla vittoria della Germania anche quelle di Onda, Giraffa e Leocorno, tutte e tre con Gaudenzia. Nel 1974 il Valdimontone vinse il 2 luglio, mentre il Palio d’agosto se lo aggiudicò Selva.


ar

>>16/06/2010 16.31.00(SIENANEWS)
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La Madonna di Provenzano

Messaggio  jabru il Gio Giu 17, 2010 9:28 am

Il fantasma della Pietà. La Madonna di Provenzano tra leggenda e realtà

Alla vigilia del Palio di luglio, con i preparativi già in pieno fermento ecco che esce un libro dedicato alla figura più rappresentativa di questo evento annuale: la Madonna di Provenzano. Sarà presentato, infatti, lunedì 21 giugno presso la Sala delle Lupe alle ore 17:30 il volume intitolato Il fantasma della Pietà. La Madonna di Provenzano tra leggenda e realtà di Giulia Parri ed edito dalla Protagon Editori. Durante questo appuntamento del volume ne discuteranno insieme all’autrice Michele Bacci, docente di iconografia e iconologia all’università di Siena, Duccio Balestracci, docente di storia medievale all’università di Siena e Maurizio Boldrini, direttore editoriale della Protagon.
Come può una “statuetta” di terracotta, alta poco più di un palmo, diventare moto propulsore per la nascita e lo sviluppo di un culto che ha dato vita ad una tradizione plurisecolare come il Palio? La Madonna di Provenzano, oggi come in origine, è un’immagine oggetto di gratitudine e riconoscenza per la Contrada che la sera del 2 Luglio corre nella “sua” chiesa con il Drappellone appena vinto. Le vicende storiche e cultuali che l’hanno accompagnata nei secoli ed il curioso iter iconografico del simulacro sono argomento di questo affascinante e avventuroso studio. Il volume, al cui interno si trova un ricco apparato iconografico, è un vi-aggio nel cuore della città di Siena, per scoprire la nascita e lo sviluppo del culto mariologico rivolto all’icona miracolosa che si custodisce sopra l’altar maggiore della Chiesa di Santa Maria in Provenzano. Attraverso un percorso a ritroso, si è dato ordine e una linea verosimile alla quantità di informazioni relative alla originaria collocazione dell’immagine e alle leggende narrate intorno alla sua attività taumaturgica, rimaste fino ad ora confuse, superficiali e talvolta poco attendibili. Una piccola terracotta che nasconde fatti e aneddoti di storia civica senese, raccolti in un volume che vuole essere non solo un contributo scientifico, ma anche un omaggio a Colei che ha dato vita ad un fenomeno socio-antropologico unico e irripetibile: il Palio.


>>16/06/2010 16.03.00(SIENANEWS)
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Torre e web

Messaggio  jabru il Gio Giu 17, 2010 4:26 pm

Dall'Uruguay "Arriba la Torre". Ci scrivono su www.siena2019.eu

Giorni fa sul sito web www.siena2019.eu, dedicato a Siena capitale della cultura europea nel 2019, siamo stati contattati da una signora che ci ha scritto dall'Uruguay. E' stata una forte emozione capire che uno strumento semplice come un indirizzo web può essere utile non solo per esserci nella Rete e avere visibilità, ma anche per dare la possibilità a tutti i cittadini del mondo di poter dialogare fra loro. La signora Veronica Dals ci ha scritto: “Me pueden enviar mas información sobre la Torre soy uruguaya casada con un italiano mi suegro era de la Torre nacio en la hermosa ciudad de Siena y no queremos perder el contacto. Arriba la Torre....Torre. Mi suegro se llamaba Mario Moscatelli Cresti fecha de nacimiento 4 de junio de 1933. Mi marido y mi hijo estan inscriptos como ciudadanos Italianos en el Muncipio di Siena. Gracias por todo”.
Traduciamo, anche se la lingua è molto comprensibile: “Potete inviarmi maggiori informazioni sulla contrada della Torre, sono una uruguaiana sposata con un italiano e mio suocero era della contrada della Torre. Mio suocero si chiamava Mario Moscatelli Cresti nato il 4 giugno del 1933. Mio marito e mio figlio sono iscritti come cittadini italiani al Comune di Siena”.
Dopo questo veloce scambio di e-mail, il cognato della signora, Daniel Moscatelli si è messo in contatto con noi. Vi riportiamo la sua e-mail, perchè anche se scritta in italiano non corretto, attraverso le sue parole meglio si esprime la gioia e la sorpresa della facilità con cui siamo riusciti a metterci in contatto.
Daniel Moscatelli: “Io sono il fratello del marito di Veronica, figlio di Mario Moscatelli Cresti e Brunetta Soriani Fiorelli. lei mi ha detto che ti aveva contattato. I miei genitori erano italiani che sono venuti molto giovani all'Uruguay dopo la seconda guerra con i suoi respettivi genitori e famiglie, in ricerca di lavoro e pace nel 1949 e 1953. Il mio nonno (padre del mio babbo) era artigiano e doratore, e il padre della mia mamma era bronzista. Si sono trovati in Uruguay e si sono sposati. Il mio babbo è nato in Siena (in Salicotto), ed è stato un fan della Contrada della Torre tutta la sua vita, tutto un torraiolo. La mia mamma è nata in Firenze (ha patito i bombardamenti delli alleati) e amava anche Siena. i nostri genitori ci hanno iscritto nel comune di Siena appena siamo nati (siamo due fratelli) e dopo noi abbiamo fatto lo stesso con i nostri figli. Mi piacerebbe molto mandarti la storia completa della nostra famiglia (sono in grado di inviarti piú dettagli e fotografie), una storia piena di nostalgia, di forza e di perseveranz e pubblicarla nel vostro giornale come un omaggio ai miei genitori giá defunti, dimmi che cose hai bisogno. Resto in contatto con voi. Tanti saluti da Montevideo, Uruguay”.
Il web ci ha fatto scoprire una famiglia torraiola che sta molto lontano. Un filo lega Salicotto a Montevideo. Chissà che non diventino protettori della contrada della Torre?


Rosalba Botta

>>17/06/2010 13.30.00(SIENANEWS)
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Palio e mondiali negli anni 2000

Messaggio  jabru il Ven Giu 18, 2010 4:27 pm

Rimonte di luglio, Palio in nove d'agosto. L'accoppiata tra la Festa e i Mondiali di calcio negli anni duemila ha avuto queste caratteristiche. Potrà sembrare strano, ma a rivedere le Carriere del 2002 e del 2006 ci si accorge di "Palii in fotocopia". La vittoria dell'Italia ai Mondiali porta sfortuna alla Torre: così nel 2006 d'agosto un infortunio a Desmon proibì la presenza di Salicotto sul tufo. I Mondiali europei (la sede era in Germania) portarono fortuna invece a Pantera e Selva, che vinsero rispettivamente di luglio con Andrea Mari detto Brio e Choci e Caro Amico e Alberto Ricceri detto Salasso. La storica vittoria di Stalloreggi del luglio 2006 fu appellata, non a caso, "il Palio del secolo". Tre giri con l'Aquila in testa e il sorpasso, proprio al fotofinish, di Brio e Choci ai danni della rivale. Il Palio dell'Assunta fu invece una delle classiche vittorie a sorpresa. Salasso, che era di rincorsa nella Selva, si prese gioco di tutti fintando un ingresso a cui abboccò Luigi Bruschelli che correva su Elisir di Logudoro nella Tartuca. La Selva trovò un corridoio fortunato all'esterno di tutti e sfruttando la freschezza di Caro Amico riuscì a superare le altre otto e a vincere un Palio che in pochissimi pronosticavano in Vallepiatta alla vigilia. Riavvolgendo il nastro della memoria, nel 2002, anno del Mondiale nippo-coreano, ci si accorge che le dinamiche dei due Palii sono state molto simili. A luglio del 2002 l'outsider di turno Alberto Ricceri, che correva nell'Onda su Zilata Usa, superò nerbando Trecciolino nel Bruco prima del terzo San Martino. Arrivato al Casato, il fantino di Malborghetto sfiorò il colonnino e Luca Minisini detto Dè su Ugo Sachez, che apparentemente sembrava intenzionato solo a controllare la situazione, trovò il varco felice per infilare Salasso e portare il cencio in Camollia. Alla rimonta di luglio, corrispose il Palio in nove di agosto. Stavolta l'infortunio fu al canape e non nei giorni del Palio. Brento, al suo potenziale esordio nella Selva, prese un calcio al canape e dovette abbandonare anzitempo i canapi. Il Palio si corse in nove e vinse la Tartuca con Berio (al suo esordio) e Trecciolino, in un Palio tutto di testa. In Castelvecchio andò il cencio di Botero, guarda caso pittore straniero come Hassoun, che fu presentato al teatro dei Rinnovati per i violenti acquazzoni che si abbatterono sulla città nei giorni precedenti il Palio. La tratta fu posticipata al 14 agosto proprio a causa del maltempo. Altre coincidenze fra Palio e campionati mondiali nel primo decennio del nuovo millennio sono i Palii con quattro verdi per l'Assunta e il fatto che di luglio ha sempre vinto una contrada che correva d'obbligo ed una estratta di agosto

Alarico Rossi da Corriere di Siena
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Alì Hassoun

Messaggio  jabru il Ven Giu 18, 2010 4:29 pm

Alì Hassoun

Anche l’Osservatore Romano riprende la notizia della realizzazione da parte di Ali Hassoun, del drappellone del Palio, primo artista musulmano chiamato a questo incarico. Tante le domande poste all’artista, tra le quali se ha timore di suscitare critiche con una “orientalizzazione” della battaglia di Monteaperti alla quale il drappellone è dedicato. “Sinceramente no - risponde il pittore. - Penso umanamente a come accoglieranno i senesi la mia opera il giorno 26 giugno al cortile del Podestà, se la applaudiranno o la fischieranno, ma questo fa parte del gioco e il mio lavoro porta a mettermi sempre in discussione. Sono certo che i senesi sapranno apprezzare il mio impegno al di là delle forme esteriori che comunque, nel caso del mio drappellone, sono nel rispetto della tradizione e dell'iconografia del Palio. Per quanto riguarda la battaglia di Montaperti, avevo già letto molte fonti storiche documentate. Non è un caso che chi svelerà il "cencio" e lo presenterà ai senesi sarà lo storico del Palio e mio amico Giovanni Mazzini”. E sulle critiche di aver affidato ad un musulmano l’incarico di dipingere il drappellone, ribatte: “La considero una strumentalizzazione fine a se stessa. Il mio palio sarà prima di tutto all'insegna dell'arte, un palio di dialogo, di pace, un atto d'amore per la festa e verso la città di Siena, che conosco bene essendoci cresciuto. È uno dei momenti più belli della mia vita”
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Palio e mondiali negli anni '90

Messaggio  jabru il Sab Giu 19, 2010 5:11 pm

1994 e 1998: Brasile in finale e Dario Colagè protagonista. Il viaggio ricordando Palii e Mondiali passa dal cuore degli anni '90, quando l'universo del pallone vide nascere il fenomeno del soccer americano e i primi campionati a 32 squadre in Francia. Ed in entrambi gli anni, Il Bufera portò a casa i due Cenci passando a cavallo il bandierino della sua carriera di fantino di Piazza (il primo Palio vinto dal fantino fu nel luglio 1989 con Vipera scossa nella Lupa). Il Mondiale americano, nel 1994, giocato a temperature torride che vide l'Italia perdere ai rigori con il Brasile, coincise con la vittorie di Pantera e Tartuca. Nel Palio di luglio Massimo Coghe detto Massimino vinse con Uberto un Palio che per i panterini significò la "rivincita" alla beffa del 1992 (sempre di luglio), quando Aceto vinse su Galleggiante nell'Aquila. Infatti Andrea De Gortes correva nel luglio del 1994 proprio nell'Aquila su Oriolu de Zamaglia. La Carriera dell'Assunta vide invece la vittoria, in un Palio molto bello e combattuto, della Tartuca con Il Bufera e Delfort Song. Fu un Palio in cui vennero estratte quattro contrade per sopperire alla squalifica della Torre, in cui la Chiocciola fu sfortunata protagonista, essendo con Imperatore e Massimino di rincorsa. La corsa del Palio fu molto bella, con diverse contrade che presero la testa, fino a che il motore di Delfort Song non fece il vuoto dietro di sé, nonostante un arrivo molto emozionante. Nel 1998, nell'anno della consacrazione calcistica della Francia e di Zinedine Zidane, i due Palii furono vinti di luglio dall'Oca e di agosto dal Nicchio. Il 1998 fu l'anno in cui la rivalità tra Cianchino e Il Pesse venne fuori in tutte le sfaccettature. Cianchino corse su Votta Votta e La Fanfara nella Torre in entrambi i Palii; Il Pesse, reduce dal cappotto giraffino, nell'Onda sia di luglio che di agosto prima su Careca e poi su Penna Bianca. A Provenzano l'Onda si trovò di rincorsa e la Torre al nono: nel mezzo alle scaramucce tra Onda e Torre ne approfittò Trecciolino, che correva nell'Oca su Vittorio (Queen's Victor), che bruciò sul tempo tutti e vinse un Palio di gran carriera, rintuzzando gli attacchi de Il Bufera e Re Artù nel Bruco. La stessa accoppiata che insidiò Trecciolino di luglio fu riproposta nel Nicchio per il Palio di agosto. Il Nicchio di rincorsa riuscì ad ottenere una vittoria rimontando tutti con traiettorie molto precise. La Pantera con Boris Pinna prese la testa e il fantino di Stalloreggi cadde da Arianna al secondo Casato; nella lotta tra Aquila e Nicchio ebbe la meglio proprio la contrada dei Pispini, che sfatò così l'idea del Montone fortunato nell'anno dei Mondiali. Fu un Palio drammatico, con incidenti ai cavalli di Onda e Bruco, l'ultimo Palio con i materassi vecchi prima della riforma del 1999. Nel luglio 1998 furono estratte ben 6 contrade, ad agosto 4. Mossiere del 1994 fu Amos Cisi, che passò il proprio testimone a partire dal 1998 a Mario Turner

Alarico Rossi da Corriere di Siena


Ultima modifica di jabru il Sab Giu 19, 2010 5:28 pm, modificato 1 volta
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La strana storia del mossieri richiamati

Messaggio  jabru il Sab Giu 19, 2010 5:27 pm

La strana storia dei Mossieri richiamati. Tra dieci giorni è Palio

Il primo ad essere nominato dal Comune, nel 1894, fu tale Tito Sarrocchi, probabilmente semplice omonimo del Maestro. Nel 1966 fu la volta di un vigile urbano, Wilson Pesciatini, che in un'atmosfera surreale fu costretto a sostituire il Mossiere Cappelli. Poi ci sono stati Norberto Capozzella, “eliminato” dopo un solo Palio (luglio 2003), e Claudio Bodio, che i rintocchi del Campanone neanche li ha sentiti, dopo un'infausta prima prova nel luglio del 2007.
Lo strano destino dei Mossieri del 2000 è quello di arrivare a Siena, prestare servizio alla Festa, andare via e poi essere richiamati. Bartolo Ambrosione, che salirà sul Verrocchio nel prossimo Palio di Provenzano, sostituisce Giorgio Guglielmi di Vulci ma non è al suo esordio. Ambrosione è però il Mossiere più di “primo pelo” di quelli che hanno dato la Mossa nel Duemila. Il suo esordio infatti è datato 2 luglio 2004 (a cui seguì la presenza nella Carriera dell'Assunta dello stesso anno), ma da allora mai più nessun Mossiere ha esordito sul verrocchio, Claudio Bodio a parte (che però come detto al Palio non ci arrivò). Guglielmi di Vulci aveva già dato la mossa prima dello scorso anno, Masala aveva precedenti negli anni '80, Dino Costantini tornò nell'agosto del 2007 dopo dieci anni esatti dalla sua ultima apparizione con il piede sul pedale del canape.
Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto otto avvicendamenti tra cinque diversi mossieri, di cui soltanto tre hanno esordito nel nuovo millennio. Bartolo Ambrosione è stato il quarantaduesimo mossiere nella storia del Palio, ma tra il suo ultimo mandato del 2004 e oggi ci sono stati tre mossieri differenti (Masala, Guglielmi di Vulci, Dino Costantini e poi ancora Guglielmi di Vulci) in quattro periodi. Segnale di quanto sia difficile costruirsi un nuovo mossiere, che possa dare garanzie di un incarico a lungo periodo.

>>18/06/2010 11.13.00(SIENANEWS)
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Palio e mondiali '86 e '90

Messaggio  jabru il Dom Giu 20, 2010 5:36 pm

Giraffa, Montone e Maradona. Tra il 1986 e il 1990 il Pibe de oro, che oggi siede sulla panchina dell'Argentina, trascinò la sua nazionale prima al trionfo in Messico e poi alla finale in Italia, persa contro la Germania. A Siena si corsero tre Palii nel 1986 e due nel 1990: quattro (tutti tranne il luglio 1986) furono equamente spartiti tra Giraffa e Valdimontone. Quelli del 1986 furono tre Palii che hanno segnato la storia della Festa. A luglio 1986 Roberto Falchi detto Falchino trovò lo spazio giusto nell'ultimo centimetro disponibile con la non eccelsa Ogiva nel Drago per raggiungere la vittoria. Fu un Palio segnato dall'infortunio al canape di Aceto nella Civetta, che costrinse la contrada a non correre il Palio. Il Drago, con la vittoria del luglio 1986, interruppe un digiuno di venti anni. Ad agosto altra sorpresa: il cavallo simile a un pony Fenosu riuscì con Mario Cottone detto Truciolo nella Giraffa a rintuzzare gli attacchi dei fortissimi Vipera e Cianchino nella Torre. Fu un Palio di testa vinto a sorpresa dalla Giraffa, con la Torre e la Lupa (storica la caduta di Aceto da Brandano al colonnino della mossa) che lottarono invano per la prima posizione. Quel Palio si corse in otto, a causa dell'infortunio al cavallo del Valdimontone Olimpia Mancini e all'infortunio alla mossa di Massimo Coghe, che montava nel Nicchio. Lo straordinario del 13 settembre fu una carriera epocale, con Giuseppe Pes su Brandano nel Montone inseguì, nerbò e sorpassò Silvano Vigni detto Bastiano su Figaro nel Nicchio. Anche quel Palio non si corse in dieci: l'infortunio del cavallo Emiro Benni costrinse la Lupa ad astenersi dalla corsa. Quattro anni dopo, nel 1990, fu ancora la volta di Giraffa e Valdimontone, contrade che entrambe non vincevano dal 1986. Di luglio la cavalcata di Bastiano su Galleggiante portò il Cencio in Provenzano, dopo che il fantino aspettava da ben sette anni di riassaporare la vittoria. Quella volta furono estratte quattro contrade a causa della squalifica dell'Onda. Ad agosto la carambola vittoriosa al terzo Casato di Cianchino nel Valdimontone su Pitheos regalò ai contradaioli dei Servi una vittoria totalmente inaspettata prima del terzo giro al Casato. Massimino su Galleggiante nella Selva resse testa per tre giri, prima di trovare la scossa Adonea subito dietro la curva del Casato e rovinare, insieme a Lupa e Leocorno in una maxi caduta dalla quale uscì indenne e vittorioso Cianchino su Pitheos

Alarico Rossi da Corriere di Siena
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Palio e RAI

Messaggio  jabru il Dom Giu 20, 2010 5:40 pm

Il lavoro pr realizzare il servizio che andrà in onda il giorno del Palio sui teleschermi Rai inizia molto prima che in città si respiri aria di festa. E così Emilio Ravel e Riccardo Domenichini da settimane sono impegnati a creare, intervistare e poi tagliare e cucire un servizio che riesca a raccontare il Palio nel miglior modo possibile. Emilio come procede il lavoro? “Molto bene, adesso restano da fare solo poche cose, ma alcune potrebbero essere anche molto importanti e suggestive”. Quale sarà il filo conduttore della trasmissione che verrà trasmessa quest’anno in occasione del Palio di luglio? “Si parlerà di Palio sentito dai senesi, anzi, saranno proprio i senesi a parlare del loro Palio. Saranno loro a raccontarlo, molto meglio di quanto potrei fare io”. Come avete scelto le persone? “Hanno tutte una grande capacità di divulgare, sia che abbiano qualche ruolo in città sia che si tratti di semplici contradaioli”. E quanti saranno questi volti? “Una decina. Quasi tutte le interviste le abbiamo già realizzate, altre le faremo nei prossimi giorni. E la grande disponibilità trovata è la dimostrazione che Siena si spiega se le viene chiesto. I senesi amano parlare della propria città e della propria festa, e lo fanno con slancio e con passione”. Ci saranno anche altri momenti all’interno della trasmissione? “Su un progetto ci stiamo lavorando. E spero che possa realizzarsi”. E chi sarà ai microfoni durante la lunghissima diretta? “Ho due ospiti davvero brillanti. Nella prima parte sarà con me Emilio Giannelli, la cui penna è conosciuta come Emgia. Nella seconda parte invece mi farà compagnia Bastiano, al secolo Silvano Vigni. E’ un fantino che conosce perfettamente la festa in tutti i suoi aspetti, è molto misurato e allo stesso tempo brillante nella conversazione. Credo proprio che riusciremo a fare un’ottima trasmissione”

Susanna Guarino da Corriere di Siena
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Hassoun

Messaggio  jabru il Dom Giu 20, 2010 5:43 pm

Non ci tiene a essere etichettato come artista sufi, perché sa che un'opera d'invenzione non è spiegabile con i principi ideologici o i dettami religiosi dai quali si trae spunto. Quando è compiuta quell'opera ha una sua autonomia: avrà incorporato certamente taluni tratti tipici della visione spirituale di chi l'ha concepita, ma, una volta offerta alla pubblica attenzione, è destinata alle interpretazioni più varie e ognuno, osservandola, vi scoprirà temi e valori secondo la sua sensibilità. Ali Hassoun non fa mistero della sua convinta adesione al sufismo, fenomeno trasversale del complicato arcipelago dell'Islam caratterizzato da un forte slancio mistico, ma non vuole che la sua pittura sia letta alla stregua di un manifesto. Il sufismo richiede un cammino personale e interiore verso la conoscenza diretta di Dio che liberi dalle tensioni mondane, e sollecita una ricerca di segno esoterico, che evidenzia molti elementi di affinità con il neoplatonismo: "Sufismo - ha detto uno dei Maestri - consiste nel ristabilirsi nello stato di equilibrio di prima che si entrasse nell'esistenza". Per capire la poetica che nutre il lavoro di questo libanese quarantaseienne, italiano e senese d'adozione, non giova tanto intrattenersi su questioni di dottrina, quanto analizzare il suo mondo figurativo. Che si situa tra Occidente e Oriente e intreccia la ripresa di luoghi classici della celebre tradizione del Rinascimento italiano con la rappresentazione, puntuale fino a effetti iper-realistici, di figure e momenti di una solare quotidianità araba. Il bello è che questa spinta a ritrovare la spiritualità dell'Islam Ali dice di averla avvertita proprio nella sua esperienza di esule inquieto. In un'intervista all'"Osservatore romano" si è lasciato andare ad una confessione che non ha bisogno di commenti e dovrebbe consigliare prudenza a chi è pronto ad improvvisar crociate e erigere muraglie a difesa di presunte ortodossie: "Ho scoperto la spiritualità dell'Islam proprio in Italia, nell'Occidente in cui vivo e interagisco da molto tempo. Qui ho ritrovato la serenità per affrontare un percorso interiore alla ricerca della mia anima. Mi sono avvicinato alla cultura sufi e ho riscoperto in essa valori universali di umanità, di solidarietà e di avvicinamento all'Essenza. La mia pittura è un viaggio per immagini attraverso le tappe del percorso di riflessione sul mondo e sui suoi molteplici aspetti. Grazie alla pittura ho imparato a ricondurre il molteplice all'Archetipo, all'Uno che è presente nel Tutto e che racchiude in Sé tutte le forme. Sono grato alla cultura islamica e alla mia famiglia per ciò che mi ha insegnato riguardo valori universali come la giustizia, la fedeltà e l'impegno per una umanità migliore e più solidale". Preparare il drappellone per il Palio del prossimo luglio, dedicato come sempre alla Madonna di Provenzano e celebrativo del 750° anniversario della gloria ghibellina di Montaperti, significa misurarsi con tematiche che toccano da vicino anche i nostri giorni. In alto l'icona di una radicata devozione popolare e sotto la memoria di un avvenimento eroico e sanguinoso: quasi due universi in opposizione, da condensare in simboli che parlino con efficacia e immediatezza. Su Montaperti Ali ha già elaborato quadri di grande presa: battaglia tumultuose impaginate in un geometrico intrico a armi e armati, al modo di Paolo Uccello. E monumentali guerrieri al modo di Andrea del Castagno e Andrea Mantegna. E la Madonna di Provenzano? Come se la caverà un musulmano con una presenza così legata alla "pietas" cattolica. La risposta che Hassoun ha dato all'intervistare dell'organo della Santa Sede è di una disarmante semplicità: "La sura 19 del Corano tratta Maria (Maryam in arabo) con affettuoso rispetto, racconta la sua storia e i suoi patimenti per aver accettato la volontà divina, specialmente il suo sconforto al momento del parto. Ho preso spunto da questo passo per rappresentare l'umanità della Madonna intesa come madre affettuosa, una delle tante donne che portano in grembo i loro figli allevandoli con amore e dolcezza". Sembra, dunque, di capire che Hassoun abbia optato non per citare la statuetta nella sua mutila rigidità di reliquia, ma di scioglierla piuttosto in fattezze di domestica familiarità. Ispirandosi all'eco che della vicenda di Maria si rinviene in tanti luoghi della letteratura islamica, bersagliati dal lavoro degli esegeti. Nella sura 19 l'annunciazione è messa in scena sulla falsariga dei Vangeli apocrifi ancor più che secondo il racconto più noto. La ragazzina palestinese, sorpresa dalla visita di un bellissimo angelo e dalla notizia della sua prossima maternità, esclama sgomenta: "Signore, come potrò avere un figlio se non mi ha toccata nessun uomo?". Sul privilegio eccezionale toccato in sorte alla donna le chiose non si contano. Tanto più che la castità volontaria è invisa al Corano. Sicché la sua condizione è stata da alcuni commentatori assimilata a quella d'una donna che abbia perso il marito, a quello di una vedova pudica e solitaria

Roberto Barzanti da Corriere di Siena
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Palio e mondiali

Messaggio  jabru il Lun Giu 21, 2010 4:39 pm

Le magie di Pablito fecero il pari con Piazza del Campo. Il 1982 viene ricordato per la vittoria italiana più bella nella storia del nostro calcio, sicuramente inaspettata per come arrivò. L'urlo di Tardelli e i gol di Paolo Rossi sono ancora impresse nella mente, così come a Siena ci si ricorda l'urlo del Pesse su Cuana nel Montone e la vittoria fantascienifica di Panezio e Bazzino nella Chiocciola. A luglio il giovane Giuseppe Michele Pes viene scelto nel Montone per montare Cuana, una cavalla non certo favorita. La Torre sembra dover sbaragliare la concorrenza: l'allora Capitano Artemio Franchi sembra avere tutte le carte in regola per portare il Cencio in Salicotto dopo tanto tempo, avendo montato su Rimini, sicuramente il miglior cavallo del lotto, uno dei fantini più in voga del momento, Silvano Vigni detto Bastiano. La sorte, di fronte a quello che sembrava un vero calcio di rigore, volle che il cavallo Rimini dopo la segnatura dei fantini fosse trovato infortunato nella stalla. La Torre non corse il Palio, in uno dei drammi palieschi più grandi della storia. Così nove rioni riprendono a sperare e Giuseppe Pes, al suo primo Palio, confeziona una vittoria splendida sull'altrettanto esordiente Cuana, rintuzzando gli attacchi della coppia che era a quel punto favorita composta da Aceto e Panezio nella Selva. Ad agosto ancora Panezio protagonista, con i colori della Chiocciola. La grande sorpresa della vittoria di San Marco viene dal fatto che a montare il cavallo più vittorioso nella storia del Palio sia Massimo Alessandri detto Bazzino, fantino considerato non certo un big. Otto anni dopo l'ultimo successo, il figlio di Bazza ritrovò il successo non godendo alla vigilia degli onori del pronostico. Anche quel Palio si corse in nove, per l'infortunio a Claudia IV, barbero della Giraffa. E quella fu anche l'ultima passeggiata storica che ha visto sfilare gli zoccoli di un cavallo su un vassoio d’argento, essendo stata Claudia IV abbattuta la notte prima del Palio

Alarico Rossi da Corriere di Siena
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Il Masgalano di Olla

Messaggio  jabru il Dom Giu 27, 2010 11:45 am

SIENA. Il Masgalano 2010, presentato da Gabriele Borghini, è stato offerto dall’Associazione Volontari Ospedalieri –A.V.O. Onlus.
Una splendida opera di Luigi Olla. Il Piatto in argento martellato lucido, ritrae un uomo intento a soccorrere un bisognoso che giace al suolo, il cavallo in secondo piano nell’azione è un chiaro riferimento al Palio. I personaggi sono in rilievo rispetto al piatto al fine di enfatizzare il gesto del buon samaritano. La pietas dell’uomo richiama la passione, la volontà e l’abnegazione che tutti i volontari dedicano al prossimo, le figure plastiche e dotate di un realismo vigoroso proiettano l’osservatore nella scena rendendolo partecipe di questo gesto di carità e d’amore; una scena che sembra sprigionarsi dall’opera per entrare a far parte del mondo reale. In alto svetta il logo dell’AVO.
Il Masgalano riflette perfettamente il principio cardine del volontariato, l’amore, l’altruismo e la passione che rendono migliore la vita alleviando le sofferenze.

Giacomo Zanibelli da Il Cittadino Online
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Un aneddoto

Messaggio  jabru il Dom Giu 27, 2010 11:48 am

SIENA. Insolito episodio, tutto in chiave paliesca nel corso della presentazione del drappellone. Non appena è stato presentato si è sentita nitidamente un’invettiva nei confronti del pittore Ali Hassoun con un “speriamo tu moia te”.
Un’isolata azione di qualche kamikaze leghista? Niente di tutto questo.
A contestare un ragazzo del Drago che vedendo ai piedi del guerriero la figura di un demone ucciso lo ha scambiato per un drago. “Per me lo è”,si è giustificato anche se si è preso un mucchio di rimbrotti perché in quella sede ufficiale non sono cose che si fanno in maniera cosi plateale.
“Mi è venuto di dirlo tanto più che sono io che devo andare a prendere il cavallo alla tratta”. Poi si è presentato ad Alì Hassoun e si è scusato per la sua frase indubbiamente forte. Tutto si è concluso con un abbraccio tra i due.
Ma in fondo un dubbio nella mente al ragazzo deve essere rimasto.
Augusto Mattioli da Il Cittadino Online
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Giorni di palio: come parcheggiare

Messaggio  jabru il Lun Giu 28, 2010 4:26 pm

Palio, ecco come parcheggiare a Siena

Parcheggi aperti 24 ore su 24, informazioni aggiornate in tempo reale per indirizzare gli automobilisti e scale mobili sempre in funzione. Sono questi i punti principali temi del sistema della sosta nei giorni del Palio varato dalla Siena Parcheggi, che come ogni anno propone la guida al parcheggio e una serie di servizi aggiuntivi per gestire l'aumento dei flussi auto verso il centro storico nei giorni della festa.

L’attenzione da parte della Siena Parcheggi è rivolta particolarmente all’informazione, infatti è considerato necessario informare l'automobilista al momento in cui si avvicina alla città così che possa indirizzarsi verso il parcheggio libero già dalla periferia. Grazie alla centrale di controllo automatico, gli operatori di Siena Parcheggi aggiorneranno in tempo reale i pannelli a messaggio variabile presenti nelle strade di congiungimento con la tangenziale e l'informativa sarà leggibile anche sul display delle autoradio sintonizzate su Antenna Radio Esse.

Garantita inoltre l'apertura 24 ore su 24 di tutti i parcheggi e delle scale mobili di riferimento. Le tariffe rimarranno invariate e per i possessori della minipay sarà possibile usufruire delle consuete agevolazioni. Il giorno del Palio solo nel Parcheggio Stadio/Fortezza sarà applicata la tariffa unica giornaliera di 20 euro, ridotta a 8 euro per i possessori della minipay Siena card. Quest'ultimo provvedimento, assunto in accordo con l'amministrazione comunale, viene adottato da anni per gestire al meglio il flusso di auto in un'area di facile congestionamento.



Parcheggio San Francesco: dislocato in via Baldassarre Peruzzi, ha una capienza di 270 posti, è facilmente raggiungibile da viale Toselli o da viale Sardegna ed è collegato al centro storico dalla scala mobile che sbocca in piazza San Francesco. Particolarmente adatto per chi vuole raggiungere piazza del Campo ma anche per i contradaioli diretti nei rioni di Giraffa, Bruco, Lupa, Civetta, Leocorno.



Parcheggio Santa Caterina: a ridosso di Fontebranda, l'area di sosta conta circa 500 posti auto. Si raggiunge da Pescaia ed è a poche centinaia di metri dalla tangenziale. Punto di attracco per turisti e senesi diretti in piazza del Campo o nelle contrade vicine come Oca, Selva, Drago. In prossimità del parcheggio, nell'area degli ex Macelli di Fontebranda è aperta la scala mobile che collega la zona con il Costone e quindi l’area del Duomo.



Parcheggio Il Duomo: situato dentro Porta San Marco, il parcheggio ha una capienza di 210 posti auto. E' giusta meta per chi ha voglia di passeggiare per il centro storico scoprendo un angolo particolare di Siena e per i contradaioli di Chiocciola, Selva, Tartuca, Pantera.



Parcheggio Il Campo: E' il più vicino a piazza del Campo, conta su 570 posti auto ed è facilmente raggiungibile da via Massetana direzione porta Tufi. Per la sua collocazione è l'area di sosta di riferimento per i contradaioli di Tartuca, Onda, Aquila, Torre essendo vicino a questi rioni.



Parcheggio Stadio/Fortezza: situato vicino a piazza Matteotti, con una capacità di 780 posti auto, è il parcheggio scelto da chi è diretto nella zona nord del centro: vicino ai rioni di Drago, Istrice, Lupa, Oca.

Il giorno del Palio, come negli anni scorsi per questa area di sosta, sarà applicata la tariffa unica di 20 euro per l'intera giornata, ridotta ad 8 euro per i possessori della minipay Siena card.



Parcheggio La Stazione: situato nel piazzale Rosselli, con una capienza di 500 posti, si trova nell'immediata periferia. Da qui si può raggiungere il centro percorrendo a piedi viale Mazzini e via Garibaldi oppure utilizzando i mezzi pubblici.



Parcheggio di via Roma: si tratta dei posti auto lungo la via in prossimità di porta Romana ed è particolarmente indicato per i contradaioli del Valdimontone. In questa area di sosta il pagamento è possibile con le monete o la tessera minipay presso i parcometri.



Parcheggi di viale Fruschelli /Pannilunghi : situati nella zona di San Prospero sono un'ulteriore alternativa per gli automobilisti diretti nella zona nord del centro storico. In queste aree di sosta il pagamento è possibile con le monete o la tessera minipay presso i parcometri.



Parcheggi di via Bastianini/Mascagni: sono i posti auto dislocati lungo le due vie nella zona dentro Porta San Marco. In queste aree di sosta il pagamento è possibile con le monete o la tessera minipay presso i parcometri.



>>28/06/2010 14.55.00(SIENANEWS)

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3 documenti storici su RAI STORIA

Messaggio  jabru il Mar Giu 29, 2010 9:08 am

Il Palio, tre documentari storici sul canale Rai Storia

"Il Palio è una delle chiavi che vogliamo usare per raccontare la storia del nostro paese. Non è solo una corsa di cavalli o una rivalità tra contrade, ma un’allegoria in cui si ritrovano tante passioni che ci animano". Con queste parole Piero Corsini, senese e capo progetto de La Storia Siamo Noi - Rai, ha presentato la serie di tre documentari sul Palio di Siena cui il canale Rai Storia dedicherà una programmazione speciale per venerdì 2 luglio, giorno della corsa. I documentari sono un montaggio cronologico senza voci fuori campo di filmati tratti dagli archivi della tv di stato. Della durata di un’ora ciascuno, saranno trasmessi alle 15, alle 17 - subito prima della diretta della corsa su Rai Due - e alle 23 rispettivamente per i periodi 1954-67, 1968-77 e 1978-82, secondo la divisione adottata dal canale per la rubrica "Come eravamo".



>>28/06/2010 17.37.00(SIENANEWS)

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Perchè benedire il cavallo

Messaggio  jabru il Gio Lug 01, 2010 9:21 am

SIENA. La nostra cultura classica, antropocentrica, ha sempre visto collocare l’uomo al centro del mondo e gli animali in posizione inferiore. Per l’uomo biblico invece - e di conseguenza per il cristiano - uomini e animali sono creati da Dio, partecipi alla stessa convivenza, destinati a vivere insieme (condividendo lo stesso spazio terrestre) e insieme a morire dopo una vita di relazioni. Più chiaramente, uomo e animali non nascono per caso ma la Parola di Dio diventa evento, genera la vita ad ogni essere e all’uomo e agli animali Dio da la benedizione e lo stesso comando: “Siate fecondi, riempite la terra”. Per questo l’uomo gli apprezza, entra in relazione con loro, li distingue (chiamandoli ciascuno con il proprio nome), li ritiene amati da Dio “che provvede loro il cibo” (salmo).
L’uomo dunque deve riconoscere negli animali i “compagni di viaggio”, un “aiuto” specie per i poveri e indifesi, dei collaboratori nel lavoro e nelle difficoltà: si pensi ai buoi che un tempo aravano la terra, ai cani guida per i ciechi, al loro olfatto prezioso in occasione di valanghe o terremoti.
E’ vero non parlano come noi, non esprimono il pensiero, il loro corpo è una macchina perfetta come il nostro ma sono privi di razionalità, non potranno mai progredire, oltrepassare i loro istinti ne esprimere atti di volontà. Si dubita che possiedano una “loro” anima quanto è incerto che il percorso che porta all‘”uomo sapiens” passi attraverso gli ominidi.
Nelle favole abbiamo fatto parlare gli animali con la nostra voce e i nostri dialetti e li abbiamo associati ai nostri vizi e alle nostre logiche con il tentativo di renderli più vicini. Addirittura la Bibbia raffigura Dio al mitico ed enorme Leviatano, quando nel libro di Giobbe (41, 3-26) si esprime così : nessuno sulla terra è pari a Lui …. Egli è il più superbo di tutte le fiere. Per queste ed altre considerazioni, la Chiesa Cattolica da antica consuetudine ha sempre benedetto gli animali e i loro elementi come facciamo del resto ogni anno nella festa di Sant’Antonio Abate. Ma i cavalli del Palio oltre che rivestire la dignità degli animali sopra descritta rappresentano ciascuno un popolo di contrada, ( del resto vincono anche senza fantino, da scossi): che si riconosce in essi travasando nel proprio cavallo le passioni, le speranze e l’euforia della Festa.
In onore di Maria Madre di Dio prendono il via le celebrazioni liturgiche in Provenzano (Luglio) e al Duomo (Agosto), che in realtà non si concludono, ma nel Palio proseguono come unica Festa di Chiesa e di popolo, che dall’altare inizia e all’altare termina con il canto di ringraziamento ( Te Deum) .
Quest’anno nella mia contrada nel giorno di Sant’Antonio abbiamo benedetto anche la “Stalla”, servendosi del nuovo Benedizionale della Chiesa: (raccolta ufficiale di formulari e di espressioni che riguardano tutti gli aspetti della vita dell’uomo, specie il rapporto globale uomo-creazione) intendendo benedire tutti i cavalli che ci saranno consegnati in sorte.
Concludendo, la benedizione del cavallo e del fantino nell’Oratorio di ciascuna contrada diviene un comando augurale (eulogico) “ Vai e torna vincitore”, e una richiesta di aiuto a Dio per l’incolumità del fantino e del cavallo.
Terminata la benedizione, nella Chiesa esplode un forte grido di incitazione al nome della contrada e anche noi usciamo benedetti per affrontare momenti di trepidazione, di lacrime, di gioia o di pianto.
Don Tito Rovai
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Pronta la TV

Messaggio  jabru il Gio Lug 01, 2010 9:25 am

SIENA. Tutto pronto per il palio in Tv. La RAI farà la diretta, così come Canale 3, il canale civico e siena Tv mentre in differita andranno Tf1 delle V di stato francese, Rai 3 toscana, Italia 7, Teleidea di Chianciano, Zveda Tv di stato russa, la canadese Tv evasion, Moviement hd.
Altre emittenti trasmetteranno in Streaming.
Ovviamente il pezzo forte sarà la trasmissione della Rai che inizierà, come è stato detto questa mattina (30 giugno) nella conferenza stampa del Consorzio della Tutela del Palio, sul secondo canale con un racconto della battaglia di Montaperti per poi passare ai servizi vari che consentiranno di arrivare alla corsa di cui sarà cronista il vicedirettore del discusso TG1 Susanna Petruni da anni in questo ruolo di cronista paliesco.
Filo conduttore della trasmissione, di cui Emilio Ravel sarà conduttore e che avrà la collaborazione di Maurizio Bianchini e di Demo Mura, come i senesi vedono e spiegano il palio.
In studio ci saranno anche Silvano Vigni detto Bastiano ed Emilio Giannelli e le sue immancabili vignette. Nel caso la mossa si prolungasse al Tg delle 20,30 gli uomini della Rai hanno assicurato che la trasmissione continuerà su altri canali.
Augusto Mattioli da Il Cittadino Online
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éiù soldi dallo Stato per il Palio

Messaggio  jabru il Gio Lug 01, 2010 6:23 pm

Soldi dallo Stato italiano per Il Palio Aggiornatevi sulla festa nel canale PalioNews

Più soldi dallo Stato per i Giochi storici, primo fra tutti il Palio di Siena che domani vivrà il primo dei suoi due attesissimi appuntamenti annuali con la corsa dedicata alla Madonna di Provenzano. La proposta di legge, che vede come primo firmatario il deputato del Pd Ermete Realacci, è stata sottoscritta da una cinquantina di parlamentari di maggioranza e opposizione, e prevede l’istituzione di un Fondo da finanziare con il 30% delle vincite non riscosse del lotto e delle lotterie nazionali, ed un ulteriore sostegno da erogazioni liberali opportunamente ’alleggerite’ da agevolazioni fiscali.

>>01/07/2010 17.03.00(SIENANEWS)
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L'Arcivescovo sul Drappellone

Messaggio  jabru il Gio Lug 01, 2010 6:24 pm

L’Arcivescovo sul drappellone di Alì Hassoun

Il “Drappellone”, ambito premio del Palio di Siena, dipinto quest’anno dal pittore di fede musulmana Hassoun, ha suscitato un ampio dibattito.
L’Arcivescovo, monsignor Antonio Buoncristiani (che interverrà ufficialmente sull’argomento soltanto al termine della festa senese) ha sempre ricordato che ciò che è essenziale nella realizzazione del “Palio” è che sia rispettata l’iconografia tradizionale, a garanzia della possibilità per i fedeli di riconoscere la Madonna nell’immagine dipinta. Per questo sarebbe opportuno che l’Arcidiocesi fosse resa partecipe del confronto con l’artista cui è affidata la realizzazione del “drappellone”, dato che esso è premio anche in quanto oggetto di devozione che viene esposto in chiesa e benedetto.
L’opera di Hassoun , ad un rapido sguardo, richiama con immediatezza l’effigie della Madonna di Provenzano e il guerriero sottostante può essere facilmente identificato a San Giorgio che uccide il drago – satana, riallacciandosi al ruolo di Maria quale personaggio chiave nella vittoria sul male. Più problematico è l’inserimento sulla corona della Vergine della Mezzaluna, Simbolo dell’Islam, e della Stella di Davide, effigie dell’Ebraismo. Anche l’inserimento di una citazione del Corano si presta a discussione, in quanto per i musulmani Maria è semplicemente madre di un profeta, e non Madre di Dio.
L’opera di Hassoun è permeata da un profondo afflato religioso, che si richiama a diverse tradizioni. In passate occasioni, ci si è trovati di fronte a “palii” nei quali il senso religioso era pressoché assente, testimoniando piuttosto quella secolarizzazione che svuota simboli e immagini religiose di ogni significato.
Si auspica perciò che la discussione suscitata da questo “drappellone” origini un ripensamento sulle origini, sulla natura e sui valori della Festa del Palio, permettendo di ritornare all’autentica tradizione religiosa cattolica in cui la Festa è nata e si è sviluppata.


>>01/07/2010 15.46.00(SIENANEWS)


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Polemica sul drappellone

Messaggio  jabru il Mer Lug 07, 2010 4:28 pm

Monsignor Buoncristiani: "La Vergine di Hassoun non rispetta la Madonna di Provenzano"

A pochi giorni dalla carriera del 2 luglio l'Arcivescovo di Siena , monsignor Antonio Buoncristiani torna sulla questione del drappellone di Hassoun e sulle immagini sacre non del tutto confomi alle regole della cristianità.

“In continuità con la tradizione, il Regolamento (1998) del Palio di Siena prescrive che nel Drappellone, quale ne sia il contenuto pittorico affidato alla Committenza e alla fantasia dell’Artista, sia sempre posta in alto l’immagine di Maria Santissima che si venera nella Chiesa di Provenzano (2 luglio) o quella dell’Assunta (16 agosto), proprio a sottolineare l’inscindibile secolare legame di Siena alla Vergine Maria.
A tale proposito ricordo come, già al mio arrivo a Siena nel giugno 2001, i Correttori delle Contrade e molti altri Senesi mi avevano esposto dure critiche per alcune raffigurazioni mariane del passato, interpretate troppo liberamente e senza alcun spirito religioso.
Una dura polemica è poi sorta nel 2002 in seguito ad uno sgradito Drappellone dipinto da Luigi Ontani che, se non si fosse rimediato con una correzione all’ultimo momento, sarebbe stato addirittura volgare e blasfemo. A causa di tale spiacevole esperienza, su precisa domanda, in una intervista di «Canale 3 Toscana» il 16 agosto successivo, rivendicai il diritto dell’Arcivescovo a non accogliere in Chiesa opere non rispettose dell’immagine mariana. Anche allora ne scaturì una diatriba nazionale quasi non avessi ancora il debito riguardo alle tradizioni del Palio. L’ironia della sorte ha voluto ora che con il Drappellone "interreligioso" di Alì Hassoun da più parti sia capitato quasi il contrario.
Per spiegare la reale situazione a qualche Senese e anzitutto ai non Senesi che mi hanno "inondato" di lettere rivolte a chiedermi una «guerra santa» come "uomo virile e non timoroso" (S. Caterina al Papa), è necessario precisare una volta per tutte :
- Il Drappellone è un dipinto su seta offerto dal Comune di Siena come ambito premio alla Contrada che vince la corsa. A norma del Regolamento è commissionato dall’Amministrazione Comunale che liberamente si serve di una Commissione giudicatrice che dovrebbe fare riferimento ai destinatari che è il Popolo delle Contrade, l’unico a poter aver voce a proposito.
- Dunque si tratta di un oggetto profano che viene trasportato nelle rispettive Chiese dove viene esposto assieme a tutte le bandiere delle Contrade, come segno di una festa che ha ancora profonde radici religiose. Non trattandosi di un’Immagine sacra esposta alla venerazione dei fedeli, la più recente (almeno credo) tradizione di “benedirlo” è da intendersi piuttosto come invocazione della Benedizione di Dio, per intercessione della Vergine Maria, sull’intero Popolo delle Contrade che celebrano le loro festività mariane, confermando di considerarsi ancora come «Sena vetus, Civitas Virginis», città della Vergine.
Venendo all’oggetto della recente disputa, preciso subito che il mio personale giudizio, anche se non è stato entusiasta come aveva riportato subito la stampa locale, ne ha riconosciuto immediatamente la gradevolezza del colore e della composizione, apprezzando in particolare il volto della Vergine Maria, "compassionevole" come si deve all’interpretazione della Madonna di Provenzano che è il venerato residuo di una Pietà semidistrutta. Non ero stato in grado di vedere i simboli delle tre Religioni monoteiste sulla corona, e non avevo dato peso alla scritta in arabo avendo letto in precedenza una lunga intervista (credo non casuale) dell’autorevole «Osservatore Romano» in cui Hassoun precisava come l’arte "possa diventare strumento privilegiato per far convivere nel medesimo spazio culture ed espressioni diverse", dunque "un palio di dialogo, di pace, un atto d’amore per la festa e verso la città di Siena".
Solo successivamente ho potuto riflettere sull’equivocità del messaggio religioso che, pur al di là della buona intenzione dell’artista, ne poteva derivare per una comprensione relativista della fede. La Vergine Maria era ebrea ed è oggetto di venerazione anche per l’Islam, ma solo per noi Cristiani è Madre di Dio, avendo dato alla luce, per opera dello Spirito Santo, Gesù Cristo, il Figlio di Dio che con la sua morte e risurrezione ci ha salvato e redento, rivelandoci il volto del Padre, innalzandoci alla natura divina, facendoci suo Corpo vivente nella storia, in attesa dell’eternità che ci riempie di speranza.
Questa è una verità di fede che, pur restando un mistero, non può essere oggetto di dialogo interreligioso, dato che per i Cristiani è fondamento di significato della stessa vita umana. «Il fatto che il relativismo si presenti, all’insegna dell’incontro con le culture, come la vera filosofia dell’umanità, in grado di garantire la tolleranza e la democrazia, conduce a marginalizzare ulteriormente chi si ostina nella difesa dell’identità cristiana e nella sua pretesa di diffondere la verità universale e salvifica di Gesù Cristo» (card. Ratzinger).
Dopo queste considerazioni, mi dispiace concludere che l’effigie posta sul Drappellone di Hassoun, per i simboli aggiunti che la qualificano altrimenti, non rappresenta realmente la Madonna di Provenzano oggetto della devozione secolare senese, anche se è una significativa testimonianza di riverenza alla Vergine Maria, madre del Profeta Gesù, come citata nella sura 19 del Corano.
In tal senso mi permetto di suggerire rispettosamente alla Committenza di servirsi per il futuro di una consulenza adeguata ad evitare spiacevoli equivoci e polemiche dannose all’immagine di Siena e del Palio, nel rispetto dei contenuti della fede cristiana e della religiosità popolare che è la componente che ha permesso alla nostra festa di mantenersi sempre giovane evitando di ridursi ad un fatto folcloristico o ad un mero evento agonistico tra Contrade”.




>>07/07/2010 14.15.00(SIENANEWS)
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