Dopo Palio

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Dopo Palio

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:16 am

Siena, 4 luglio 2011 - Non era così che immaginava il suo Palio. Non prova neppure a nascondere la delusione il capitano della Lupa Marco Giannini.

Quella Istrice-Lupa era l'unica rivalità rimasta al canape. E si sono riviste le nerbate.

«Era normale attendersele, c'è stato un comportamento fra rivali che, in verità, si è già verificato in passato. Una volta va bene a noi, un'altra a loro. Nessun clamore, direi piuttosto la normalità».

Cosa dire sulla corsa?

«Le caratteristiche del nostro cavallo imponevano una partenza di un certo tipo. Sapevamo che se fossimo partiti da dietro sarebbe stato tutto complicato».

Elfo di Montalbo al momento dell'abbassamento del canape si è impennato.

«Non sono biciclette i cavalli. Eravamo dritti, al nostro posto: non sappiamo spiegare neppure noi quel comportamento. Certo è che se non fossimo stati penalizzati in partenza, sarebbe stato tutto più complicato ma per gli altri. E' al momento del via che c'è stata la svolta nel nostro Palio».

Cosa ha detto Vittorio?

«Che il Palio è stato compromesso alla partenza».

Troppi i cavalli nuovi?

«Può succedere. Se i capitani hanno deciso questo credo sia giusto rispettare le loro scelte».

La Lupa riparte da Vittorio?

«A 24 ore da un Palio corso è presto per dirlo. Ci saranno valutazioni da fare, vediamo come si mettono le cose e le Contrade che escono a sorte domenica. Dobbiamo preoccuparci di un organizzare un Palio a vincere essendo il più competitivi possibile».

I cavalli si buttano per via delle camicie vuote?

«Quest'anno c'è stata minore possibilità di vederli correre, potrebbe essere un motivo. Difficile dare una spiegazione tecnica così specifica. Magari in futuro serve una riflessione».

Laura Valdesi da La Nazione

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Bighino accolto in Camollia da un applauso

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:20 am

Siena, 4 luglio 2011 - Come se non avesse fatto nulla. Come se fosse un giorno qualsiasi per Valter Pusceddu in arte Bighino. «Dopo essere rimasto a cena nell'Istrice, sono andato a casa. E stamani (ieri, ndr) ero presto a lavoro con i cavalli a Grosseto. La vita prosegue, sono uno che lavora duro», sottolinea il fantino.

Dopo essere stato lasciato a piedi per alcune Carriere, ecco di nuovo Bighino con un giubbetto. E una missione compiuta.

«Ho fatto quello che mi hanno chiesto. In passato ho corso Palii anche molto belli ma, non parlo ovviamente dell'Istrice, sono stato criticato. A volte basta fare poco per uscirne alla grande».

In realtà hai impedito alla Lupa di andare a vincere.

«Durante le prove ho visto che 'curava' la mia pressione. Quando sono partito ho cercato di andare via e allo stesso tempo di tenere alta l'avversaria. Le nerbate? Sì, ci sono state, prima e dopo San Martino. Poi mi sono trovato intruppato e sono scivolato, facendo un tuffo a pesce, sul cavallo della Civetta davanti al palco delle comparse. Qui è finita la corsa, mi volevano portare via in ambulanza ma io stavo bene e ho rifiutato i soccorsi».

Come ti hanno accolto in Camollia?

«Bene, con la Contrada ho un ottimo feeling da anni. Sapevo cosa dovevo fare ma sono stati quattro giorni intensi perché, fino a che non hai terminato il compito, non sai mai come va a finire. Avevo studiato le mosse in dettaglio».

Vero che ti hanno applaudito?

«Eccome, dai bambini agli anziani. Semmai vorrei ringraziare il proprietario del cavallo. Moedi è bello e bravo, spero abbia fortuna nel Palio. E a chi ha detto che gira largo vorrei rispondere che in quel momento io guardavo cosa succedeva a Tittia che era volato, c'era lo scosso, non sapevo cosa era accaduto per cui ad un certo punto non lo guidavo più di tanto».

Laura Valdesi da La Nazione

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Berrettini: abbiamo fatto un palio all'antica

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:24 am


Siena, 4 luglio 2011 - La paura è passata: la Lupa non ha vinto. Era questo l'obiettivo dichiarato dell'Istrice che ha incassato il risultato grazie all' «opera» di Bighino su Moedi. Il capitano di Camollia Stefano Berrettini è decisamente più rilassato.

Temevate l'accoppiata della rivale costituita da Vittorio su Elfo?

«Faceva paura. Il cavallo l'avevamo avuto lo scorso anno, era stato montato da Caria. Nel lotto dei cavalli di luglio lo ritenevamo il migliore e il più esperto, anche se non ha mai vinto. Potenzialmente però si conoscevano le qualità».

Avevano fatto il giro della città le tue parole alla cena della prova generale, rivolte a Bighino: nerbalo, fermalo e paralo.

«E' stato bravo, ha eseguito tutti e tre gli ordini. Ha ripagato la fiducia che la Contrada gli aveva dato. Da subito avevamo impostato il Palio sull'avversaria puntando a fermarla».

Anche di recente c'erano state nerbate fra Istrice e Lupa.

«Lo ripeto. Abbiamo fatto quello che volevamo mantenendo un Palio all'antica, rispettando le regole scritte e non scritte del Palio».

Dopo aver alzato la Lupa una volta partiti, dopo lo scambio di nerbate, cosa è accaduto.

«Prima Bighino ha trovato un altro intruppamento alla cappella, poi il cavallo della Civetta: impossibile evitare il volo in terra».

Bighino ieri era già a lavoro.

«Un ragazzo serio, c'è sempre stato un bel rapporto con noi».

Questa Carriera potrebbe riaprirgli la porta del Palio dopo un breve stop?

«Onestà, sacrificio e lealtà alla fine ripagano. Potrebbe riaprirgliela perché se lo merita».

Troppi cavalli nuovi?

«Il nostro era in perfette condizioni, complimenti al proprietario. Ha vinto un cavallo nuovo, aspettiamo a fare altre valutazioni».

Laura Valdesi da La Nazione

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Drago, Lampante scossa mi sbarrava la strada

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:31 am

Siena, 4 luglio 2011 - Promosso pienamente Alessio «Girolamo» Migheli, che per il Palio ha indossato il giubbetto del Drago sul grigio Indianos. Racconta questa Carriera...

«Ero contentissimo quando è arrivato Indianos nella stalla e ci ho creduto fin da subito. Nonostante le poche prove, sono riuscito a fidarmi ciecamente di lui che mi rispondeva con un sempre maggiore feeling, sia in partenza che in curva».

Poi è arrivata la sera del Palio...

«In sesta posizione, un po' alto considerando che poi sotto avevo il Bruco e il Montone che temevo e, non lo nego, anche la Tartuca che durante le prove era sempre scappata svelta dai canapi e sapevo che non ce l'avrei fatta, così. Partiti, ho pensato che era meglio riprendere il cavallo per impostare un San Martino più esterno e riprendere poi una traiettorie interna ma la Tartuca e la Civetta sono arrivate veloci e sfilate prima di me. Sono poi riuscito, comunque, a rientrare più stretto e mi sono trovato subito terzo ma a quel punto ho sempre avuto Lampante davanti, scossa, per cui quando riuscivo a recuperare lei mi tagliava la strada rallentando in curva. E' andata così, poteva andare meglio, magari se non avessi trovato tutti quegli intoppi».

Si diceva infatti che nei giorni fosse cresciuto il feeling con Indianos...

«L'ho detto, sono stato contento da subito, ero convinto non tanto di vincere che nel Palio non si può mai dire ma di fare una grande corsa, ci credevo».

Al tuo rientro nel Drago?

«Erano contenti del mio lavoro. E anche io sono sereno, ho sempre dato il massimo».

Cosa pensi dell'ipotesi che le nuove camicie di sicurezza possano portare i cavalli a «vedere il vuoto» e quindi a girare prima?

«In effetti ci sono state tante, troppe coincidenze simili però non parliamo di verità scientifiche. Credo vada fatta una riflessione in merito».

Katiuscia Vaselli da La Nazione

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Dedicato a questa splendida Contrada

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:35 am

Emozionato e felice Giovanni Atzeni, il fantino vittorioso dell'Oca
"E' stato un sogno, per me e per questa contrada, che mi è stata sempre vicina". E' il primo commento a caldo di Giovanni Atzeni, fantino vittorioso del palio di luglio. Una bellissima galoppata con Mississippi, cavallo esordiente di sicura qualità, che però, come tutti gli esordienti, può dare qualche problema di adattabilità. E nessuno meglio di Tittia lo sa, dopo la botta battuta al Casato nella quarta prova. Una 'lezione' che però gli è servita "per essere più lucido e non farmi sorprendere" - ha detto. E' partito non tra i primi, ma ha infilato un primo San Martino da manuale e poi è stato bravo a cogliere l'attimo quando il Bruco è caduto al primo Casato. Di lì in avanti la galoppata in testa, senza nessun disturbo e con Mississippi che ha risposto benissimo alle sue sollecitazioni.
"Ho 26 anni, ho corso 14 palii, le ultime prove, non bellissime, mi avevano fatto perdere punti nei confronti dei miei colleghi - ha aggiunto Tittia - questa era una conferma che ci voleva proprio".
"Dedico questa vittoria a tutta la contrada, che mi ha dato tanto, anche nei momenti meno postivi. A tutti quelli che ci sono adesso ed anche a tutti quelli che non ci sono più: è grazie ai loro consigli se sono arrivato a fare quello che ho fatto".
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Ravel: sbagliando si impara

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:40 am

Ci hanno sempre insegnato che per apprendere qualcosa bisogna farsi un grande “mazzo” e soprattutto piegarsi con pazienza sui libri.

Ed invece si fa molto prima quando la vita ci obbliga ad imparare con durezza. Chi ha imparato sbagliando è il simpatico Tittia e il sorprendente cavallino Mississippi. In quella maledetta corsa di prova in cui ha perso la vita “Messi” gettando un’ombra di lutto su Siena si è registrata un’altra caduta, che di fronte al dramma della Chiocciola è passata in secondo piano, e invece anche questa storia, anche questo errore merita di essere ricordato.

Alla curva del Casato Tittia e il suo cavallo sono andati a sbattere sullo spigolo e i colori dell’Oca sono finiti sul tufo. Tittia si è rialzato zoppicante al punto che si pensavano sfumate le speranze. Che invece con tenacia tutta sarda il ragazzo ha tirato fuori, mentre il cavallo - si dice abbia una memoria di ferro -, aveva già mandato a mente tutta la lezione.

L’Oca ha giocato il suo Palio prima con grande strategia e poi al momento opportuno è riuscita a passare in testa ed ha affondato l’accelleratore. Lì si è visto che la paura di sbagliare era finita e l’esperienza dolorosa della prova si era trasformata in precisione e determinazione.
Tittia e Mississippi hanno defilato l’uno dopo l’altro le curve con una precisione e velocità che qualcuno ha esclamato:“Sembra una cucitrice elettrica!”

La Sardegna ancora una volta, come ai tempi di Aceto ha fatto felice l’Oca ed ha dato una dimostrazione di meravigliosa testardaggine. Complimenti!

SienaFree


Ultima modifica di jabru il Mar Lug 05, 2011 4:37 pm, modificato 1 volta
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Promossi e bocciati in Piazza del Campo

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 9:45 am

Giovanni Atzeni detto Tittia VOTO 10: Dopo quattro anni di delusioni, Tittia si riprende il palcoscenico e lo fa con una corsa magistrale. Il primo S.Martino è da incorniciare, il resto della corsa è gestito con grande esperienza. La freddezza con cui il fantino dell'Oca ha approcciato questa carriera è impressionante: la caduta nella quarta prova, il fiato sul collo dello scosso del Bruco ed il cavallo della Civetta rimasto indietro di un giro non lo hanno condizionato minimamente.
Walter Pusceddu detto Bighino VOTO 9: Capitan Berrettini lo aveva spedito in Piazza per fermare la Lupa senza usare poco il fioretto e mettendo in conto di poter rimediare anche delle sanzioni importanti. Bighino è andato oltre ogni possibile aspettativa, interrompendo la corsa del Fais senza ricorrere a scorrettezze. L'ordine di chiamata fra i canapi non lo ha agevolato ma il fantino sardo è stato bravo ad usare la testa. Trecciolino gli ha lasciato spazio ed ecco che Pusceddu ha avuto il modo per mirare la Lupa dopo la partenza. Ovvio che se Vittorio fosse buscito meglio dai canapi, probabilmente la pagella del fantino di Camollia sarebbe ben altra.
Alessio Migheli detto Girolamo VOTO 6,5: L'accoppiata del Drago era visibilmente cresciuta durante i quattro giorni e per il Palio ha confermato queste buone impressioni. Girolamo esce da questo Provenzano con una certezza: la sua carriera in Piazza prosegue. Certo, nella sua corsa ci sono luci ed ombre. Bravo nell'uscita dai canapi ed apprezzabile per non aver mai smesso di spingere Indianos. Da rivedere in curva: al primo S.Martino si fa infilare da due contrade, dopo non riesce a superare Lampante, che , essendo scossa, disegnava traiettorie annunciate.
Giuseppe Zedde detto Gingillo VOTO 6: Tutto lascia immaginare che il Team Bruschelli avesse disegnato il Palio per lui. Trecciolino gli ha lasciato lo spazio e lui è uscito splendidamenta dai canapi quando Brio ha deciso di entrare. Buono il primo S.Martino, da analizzare il primo Casato. L'errore umano è evidente, ma non si può non concedere a Gingillo l'alibi di essere in groppa ad un soggetto dalle falcate eccessivamente lunghe e probabilmente non adatto a girare in Piazza, nonostante abbia un grande motore. Per essere un cavallo da Palio non basta semplicemente possedere le misure volute dal Protocollo.
Anrdrea Mari detto Brio VOTO 6-: Sfortunato nel finire di rincorsa, parte del suo Palio finisce lì. Dopo aver dato la mossa, Mari è stato bravo a prendere il famoso corridoio interno denunciando una grande esperienza in Piazza. Il meno, che sciupa la sufficienza del fantino di Rosia, è da imputare ad un primo S.Martino non certo impeccabile, che compromette la sua corsa in modo definitivo.
Jonatan Bartoletti detto Scompiglio VOTO 5: L'insufficienza del fantino pistoiese è dovuta maggiormente alla sue scelte a terra piuttosto che alla prestazione a cavallo. Bartoletti farebbe bene a lasciare da parte un pò le strategie paliesche ed andare semplicemente a cercare il soggetto che più si confaccia alle sue caratteristiche. Lo Specialista gli ha permesso di uscire ottimamente dai canapi ma niente di più. La collissione con Andrea Mari al primo S.Martino è solo una parziale scusante del suo Palio incolore, passato a battagliare nelle retrovie.
Giosuè Carboni detto Carburo VOTO 4,5: Dopo una vita trascorsa a fare la gavetta nei paliotti in Provincia, libero dagli impegni di guardare l'avversaria e con un soggetto partente come Ivanov, Carboni ha buttato al vento l'occasione della vita. I sogni di gloria s'infrangono molto presto, Carburo assaggia il tufo già al primo S.Martino.
Gianluca Fais detto Vittorio VOTO 3: La sua prestazione non è all'altezza delle qualità di Elfo di Montalbo e delle speranze del popolo di Vallerozzi. L' insufficienza è netta e la cavallata di Bighino non puà rappresentare un attenuante. Al contrario, è un'aggravante perché al fantino della Lupa sarebbe bastato poco per non farsi trovare all'appuntamento con la rivale.
Luigi Bruschelli detto Trecciolino N.G.: Il palio dell'Imperatore è difficilmente accomunabile ad un voto, buono o cattivo che questo possa essere. Se Trecciolino si è fatto realmente sorprendere dalla rincorsa la sua prova è da ritenersi insufficiente, ma se, al contrario, sapendo che la Civetta non gli avrebbe dato la mossa, si è messo in seconda fila volontariamente per permettere a Gingillo di partire bene ed a Bighino di avere lo spazio necessario per andare a prendere la Lupa, il voto cambia. Anche in quest'ultimo caso si dovrebbe parlare di un insufficienza, ma sarebbe come se il primo della classe consegnasse un compito in bianco dopo aver passato le risposte esatte ai compagni di banco.

Matteo Mandriani da OkSiena

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Gingillo si è fatto veramente male

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 10:05 am

Lesioni al femore e alle due spalle per Gingillo
Lesioni a entrambe le spalle e al femore. Un volo pauroso al primo Casato, dopo una mossa che lo aveva visto grande protagonista. Gingillo era partito benissimo in sella a Lampante, dimostrando la bontà dell’accoppiata e dando ragione alle tante persone che avevano creduto che il Bruco potesse disputare una grande Carriera. E invece è stato così soltanto per poco più di metà giro, fino appunto al primo Casato.
Il volo fatto da Giuseppe Zedde dopo aver sbattuto addosso al Casato ed aver addirittura divelto il bandierino ha ricordato veramente tanto quello fatto appena un giorno e mezzo prima da Tittia in sella a Mississippi. Ma le conseguenze per Gingillo, che dopo la caduta è stato calpestato sia dal suo barbero che da altri che arrivavano dietro di lui a tutta velocità, sono state peggiori. A fine corsa la delusione del popolo di Barbicone si è in un istante tramutata in apprensione per il fantino molto amato in contrada.
E tanta paura è stata provata non solamente dai contradaioli del Bruco ma da tutti i senesi nell’assistere a quel terribile attimo che ha tenuto un’intera città con il fiato sospeso per alcuni lunghissimi secondi. Immediati sono stati i soccorsi ma la difficoltà nel portare il fantino fuori dalla pista ha costretto i soccorritori ad attendere un intero altro giro, e quindi il passaggio dell’Oca e delle altre contrade dopo il secondo Casato, per potere allontanarsi dal Campo.
Le condizioni di Gingillo sono apparse subito non felici. Trasportato fuori dalla Piazza su una barella, è apparsa evidente la smorfia di dolore presente sul suo volto. Un segno comunque importante, dato che dimostrava che Giuseppe Zedde non aveva perso i sensi ed era quindi cosciente. Immediatamente è stato trasportato al pronto soccorso del policlinico delle Scotte. Qui sono stati effettuati i primi esami radiologici per valutare le sue condizioni. Subito è apparsa una lesione ad una gamba. Ma Gingillo provava forte dolore anche al busto e soprattutto alle spalle. L’esito degli esami ha rintracciato più di una lesione sia al femore che ad entrambe le spalle. Attorno alle 22,20 poi il fantino è stato trasferito all’ospedale di Campostaggia, a Poggibonsi. Nel corso della serata gli sono subito stati effettuati nuovi esami per valutare se si debba parlare della frattura di qualche arto.

Gennaro Groppa SIENANEWS

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Le altre due mosse

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 5:57 pm

Le altre due mosse della Carriera di Provenzano
04/07/11 - 13:16La seconda “mossa” prevedeva: TARTUCA, BRUCO, OCA, LUPA, CIVETTA, PANTERA, VALDIMONTONE, (CHIOCCIOLA), DRAGO, ISTRICE.
Con la terza l’allineamento fra i canapi sarebbe, invece, stato il seguente: LUPA, ISTRICE, DRAGO, CIVETTA, TARTUCA, (CHIOCCIOLA), PANTERA, VALDIMONTONE, OCA, BRUCO
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La corsa di Valter Pusceddu

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 5:57 pm

“Sono contento che la contrada dell’Istrice sia soddisfatta del mio operato – dice Valter Pusceddu – Quando mi viene dato un impegno cerco sempre di onorarlo fino in fondo”.

Un Palio per fermare la nemica?

“Sì, questo era lo scopo dell’Istrice. E’ dal 1999 che questa contrada mi segue e mi sta vicina. Quando ha potuto mi ha dato l’opportunità di montare. In questa occasione puntavano a fare un Palio per fermare la rivale ed hanno pensato a me. Non mi sono mai nascosto. Ho sempre ammesso che avrei montato anche in una contrada con la rivale e che, nel rispetto del regolamento avrei fatto tutto per fermarla. Ecco ad esmpio perchè non l’ho contrastata alla mossa. E’ contro il regolamento e poi ha poco senso. In corsa è più difficile ma molto meglio”.

Soddisfatto di come hai fermato la Lupa?

“Sì, la parata più importante l’ho fatta alla fonte. Ho fermato l’azione di elfo che è un cavallo veloce e poteva girare tra i primi a San Martino. Così ha girato ottavo ed il Palio per la Lupa era finito. E’ stata una battaglia vera, senza esclusione di colpi ma nel rispetto della Festa”.

Rimpianti?

“Solo di aver trovato lo scosso della Civetta al Casato ed averci impattato. Così ho fatto un giro scarso. Avrei voluto fare tre giri anche perchè Moedi se li meritava. E’ un cavallino potente che farà strada. Mi spiace che non abbia potuto dimostrare le sue qualità”.

Questa corsa ti aiuterà a trovare una monta per agosto?

“Spero di sì. Credo seriamente che se non fossi stato al canape il 2 luglio, sarei finito nel dimenticatoio. Così invece almeno mi hanno rivisto tutti. E non posso che ringraziare questa grande contrada che mi ha riposto la sua sua fiducia. Sono felice per i complimenti ricevuti ma non nego che la soddisfazione di vincere adesso vorrei togliermela anche io”.

El.Ca. da SIENANEWS

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Il racconto di Alessio Migheli

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 6:01 pm

Alessio Migheli ci ha messo un gran cuore in questo Palio. Uno dei pochi – con Pusceddu e Tittia – che hanno corso ed onorato il proprio giubetto.

Alessio, come è andata la corsa?

“Siamo partiti bene ma avevo il posto alto quindi non ero affatto facilitato. Ho cercato subito di prendere la traiettoria interna ma sono arrivate la Tartuca e la Civetta e quindi non sono potuto entrare. Ho dovuto in tutti i modi aspettare l’uscita a San Martino per recuperare le posizioni. A quel punto ero terzo ma con lo scosso del Bruco mi bloccava le traiettorie. I cavalli scossi prendono sempre delle traiettorie strane e ti mettono in difficoltà. Riuscivo sempre a recuperarlo, ero pronto a superarlo ma nulla si metteva sempre nella mia traiettoria. Indianos è un gran cavallo. Anche se non l’ho potuto provare molto viste le poche prove ho sentito subito che ha un gran motore. E’ preciso e come me ci ha messo il cuore.

Un cavallino che rimonteresti volentieri?

“Sì, a occhi chiusi ovunque”.

Nel Drago come ti hanno accolto?

“Ottimamente. Certo l’amarezza c’è. Quando uno perde, perde e basta. Noi eravamo li solo per vincere e quindi si è perso. Mi scoccia che ho fatto tutto il possibile e non sono riuscito a vincere. Ma più di quello che ho fatto sinceramente non avrei potuto fare”.

Pensi già ad agosto?

“Da ieri sera penso ad agosto. Con questa esperinza ho imparato cose nuove, sono più maturo ma adesso è ora di vincere e basta”.

Elena Casi da SIENANEWS

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Andrea Mari racconta la sua corsa

Messaggio  jabru il Lun Lug 04, 2011 6:04 pm

Ha dato una mossa velocissima che in pochi possono criticargli. Andrea Mari sta recuperando dalla botta subita ieri nella caduta, ma con la testa è già al Palio d’Agosto: “Ho chiamato in Civetta – dice il Mari – e ho detto ormai è Palio d’agosto!”.

Alla mossa l’unico a restare al canape è stato Luigi Bruschelli: “Non è stato sicuramente voluto il fatto di lasciare Gigi al canape – spiega Andrea – Ho semplicemente pensato a me ed alla Civetta. Avevo in testa esattamente tutto ciò che avrei voluto fare in corsa, i cavalli strizzavano verso il basso lasciandomi il varco per entrare. Sarebbe stato stupido aspettare. Ho studiato con lo staff Palio la traiettoria e quella ho preso. Non si deve mica per forza aspettare sempre un’ora per partire. Certo – prosegue Brio – mi spiace che la Pantera sia stata sacrificata ma in quel momento pensavo seriamente a ciò che dovevo fare io”.

Ci descrivi la tua corsa?

“Ho dato la mossa in modo tale da permettermi di trovare un varco interno. Sono stato sfortunato perchè se il Montone avesse girato a San Martino un attimo prima e non ci avessi impattato potevo benissimo trovarmi terzo dopo San Martino. Cosa non semplice quando parti di rincorsa e ormai nel Palio si gioca quasi tutto al primo San Martino. La fortuna non mi ha decisamente baciato, ma sono ancora più motivato per agosto”.

Grande vittoria di Giovanni Atzeni concordi?

“Sì, Giovanni è un bravo fantino che ha passato un periodo no ma si è saputo alzare subito. Siamo un gruppo di professionisti che quando hanno l’occasione per centrare la vittoria la sanno cogliere al volo”.

Elena Casi da SIENANEWS

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Il primo San Martino ha condizionato Lo Specialista

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 9:57 am

Siena, 5 luglio 2011 - Era uno dei barberi che alla vigilia del Palio venivano considerati da tutti tra i possibili favoriti per la vittoria. Dopo la formazione dell'accoppiata e la monta di Jonathan Bartoletti detto Scompiglio, le sue quotazioni sono salite, ma Lo Specialista non ha mantenuto le attese ed il suo Palio e di conseguenza quello del Montone, sono finiti mestamente al primo San Martino, quando Marrocula e Brio hanno tamponato il barbero dei Servi, impedendogli di giocarsi la vittoria.

E' di questo stesso avviso anche Fabio Fioravanti, proprietario del cavallino che il 2 sera ha corso il suo secondo Palio dopo quello dell'Agosto 2010 nell'Onda (sempre montato da Scompiglio): «Pensavo che potesse fare di più - commenta Fioravanti - visto che nel periodo precedente al Palio aveva lavorato veramente molto bene».

Come mai non ha rispettato le attese?

«Il primo San Martino ne ha condizionato tutto il Palio, che praticamente per lui è finito lì. Ha preso una botta dalla Civetta ed inoltre al Casato ha trovato anche Gingillo a terra dopo la caduta. Al terzo giro praticamente non ha più galoppato».

Come sta adesso il cavallo?

«E' tornato acciaccato e con alcuni tagli ma nulla di assolutamente grave. Credo proprio che questo abbia influito nella sua corsa perché si può pensare che durante la Carriera può aver accusato dolore. Adesso sta benino. Dovrà riposarsi un po' e smaltire i piccoli acciacchi».

Ad agosto lo vedremo di nuovo sul tufo?

«Adesso è troppo presto per dirlo. Prima dovrà smaltire tutti gli acciacchi. Se, come credo, riuscirà a rimettersi ed a tornare in forma, credo proprio che lo rivedremo per il prossimo Palio di agosto».

Gabriele Voltolini da La Nazione
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Se Marrocula fosse stata più avanti......

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 10:00 am

Siena, 5 luglio 2011 - Entrambi erano al loro primo Palio, ma l'esordio non ha sorriso nè a Marrocula, nè ad Ivanov. La cavallina di Francesco Saccone, toccata in sorte alla Civetta e montata da Andrea Mari, era stata accreditata come una delle sorprese del lotto, ma lo scontro con il Montone al primo San Martino ne ha precluso le speranze di vittoria. «E' stata un po' sfortunata - commenta il proprietario Francesco Saccone - perché se a quel primo San Martino il Montone fosse stato 5 metri più avanti o più indietro avrebbe fatto un altro Palio. Andrea Mari aveva trovato una grande corridoio interno, ma lo scontro con Lo Specialista ha praticamente messo fine al suo Palio. La cavallina è tornata bene dalla stalla della Civetta (con qualche piccolissima sbucciatura per la caduta, ndr) e siamo molto contenti perché comunque è stata scelta nei 10, ha passato 4 giorni molto positivi e perché ha ben figurato. Ad agosto sicuramente la ripresenteremo».

Un po' di delusione, invece, per Alessandro Chiti, proprietario di Ivanov, l'altro esordiente andato in sorte alla Tartuca e montato da Giosuè Carboni detto Carburo, anche lui all'esordio: «E' tornato bene nella stalla - commenta Chiti - perché praticamente è come se non avesse corso visto che ha fatto solo 100 metri. Era partito anche piuttosto bene, ma poi la Civetta ha trovato il varco in cui forse si sarebbe dovuto infilare lui e poi c'e stata la caduta e la fine del Palio. Si fa male a dare un giudizio sia sulla corsa di Ivanov che sulla monta. La Tartuca ha fatto le sue scelte e forse entrambi, sia il cavallo che il fantino, hanno pagato un po' di inesperienza. Dispiace perché comunque il cavallo era cresciuto nei 4 giorni. Adesso lo terrò a riposo per una settimana e poi cominceremo il lavoro e la preparazione in vista del Palio di agosto».

Gabriele Voltolini La Nazione

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Lampante non è finita contro il colonnino

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 10:04 am

Siena, 5 luglio 2011 - Gingillo è finito in ospedale e, probabilmente, verrà operato sabato (anziché oggi, ndr) a Campostaggia dal dottor Riccardo Coppini per sistemare la frattura del femore. Lampante, la cavallina che montava, invece, è uscita benissimo dal Palio che ha continuato a lottare fino in fondo, anche se era scossa. «Ha soltanto qualche graffio per le nerbate di Scompiglio ma sta davvero benissimo - racconta il suo allenatore Massimo Donatini detto Stoppa - , tanto è vero che l'ho messa fuori oggi (ieri, ndr) e ha iniziato a galoppare e a muoversi come un puledro. Ha un carattere eccezionale, non si demoralizza mai. E l'ha dimostrato».

Ha sbattuto nel colonnino?

«No, Lampante non ci ha picchiato, ha battuto invece Gingillo. Se non ci fosse stato questo intoppo credo che avrebbe vinto facilmente».

Come ha interpretato Stoppa quanto avvenuto al Casato?

«Gli si è un po' buttata, forse anche il fantino, quando si è girato e ha visto il vuoto dietro, si è leggermente rilassato. I cavalli lo sentono e, per così dire, ti puniscono. Era successo anche a me quando mi feci male su Istemma».

Trecciolino e anche altri addetti ai lavori sostengono che i nuovi cuscini, un po' troppoo scuri, vengano percepiti come zone d'ombra dai cavalli che tentano di passarci sopra.

«Può essere. Credono che sia tufo, non hanno la stessa visibilità di un uomo, a loro sembra tutto uguale e si buttano. Mi piace anche l'idea che è stata lanciata di 'riempire' il vuoto delle camicie a Casato e San Martino. Come non lo so però sarebbe importante».

In che modo intervenire sui cuscini di cuoio?

«Magari dipingendoli di un altro colore. Bianco, per esempio. Troppo colorati sarebbe d'impatto sulla Piazza. Il bianco lo riconoscono».

Lampante sarà in Piazza ad agosto?

«Sta benissimo, ci sarà».

Laura Valdesi da La Nazione

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Mossa, proteste di Ghelardi

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 10:12 am

Mossa. Ghelardi: "Come contrada non mi sono sentito tutelato"
04/07/11 - 19:17Mentre l'Oca si gode la vittoria del Palio del 2 luglio, continua a tenere banco l'argomento "mossa", con la contrada della Pantera non soddisfatta di quanto accaduto in piazza del Campo alla partenza. Sulla questione è intervenuto ai nostri microfoni il capitano Franco Ghelardi che ha dichiarato: "Palesemente siamo in una posizione non atta alla partenza, per cui - senza mettere in discussione l'operato del mossiere Ambrosione - come contrada non mi sono sentito tutelato. Poi ci sono da verificare - prosegue - certe dinamiche circa quel rispetto che non si è evidenziato tra contrade e fantini stessi".
AntennaRadioEsse
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Il Palio sottovoce: ha vinto ancora un sardo

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 10:16 am

Ancora una volta ha vinto un sardo nella gloriosa carriera del Palio. Non è la prima volta lo sappiamo... però è un’occasione per ribadire come possano nascere buoni frutti quando due popoli si sforzano di convivere.

Siamo grati a Tittia per l’ultima impresa dell’Oca. Non possiamo dimenticare che proprio questa Contrada aprì le porte alla Sardegna e al più grande fantino del Novecento: Aceto.
Lo chiamano ancora il "Re del Palio", ma al di là della retorica si deve scrivere che a lui si deve l’invenzione del grande fantino moderno. Carattere altero e generoso alla spagnolesca. Si dice che abbia distribuito soldi a quasi tutti i suoi colleghi più per avere amici intorno che servi pronti ad eseguire.

Un fatto. Prima dell’arrivo di Aceto nella contrada che vinceva il Palio si permetteva al fantino un extra un po’ umiliante: fare una specie di questua tra coloro che erano contenti della vittoria. Antica usanza. C’era anche chi si dotava di una sporta da donna "per fare borsone" come si dice, cioè arraffare il più possibile. Quando toccò la vittoria ad Aceto, qualcuno gli suggerì di fare il giro di questua. Ma il sardo rispose con sobrietà: "Niente accattonaggio, io sono un professionista".


La vittoria di Aceto nel Palio di Luglio del 1985 (foto IlPalio.org)
E da quel giorno in poi nessuno ebbe più il coraggio di girare dopo la vittoria per farsi pagare l’obolo. Caso mai, aveva detto Aceto, i patti si fanno prima della corsa. Ed infatti oggi i fantini vengono pagati direttamente e di più, anche troppo dice qualcuno.

Nel frattempo i sardi non sono venuti soltanto a correre il Palio. Quella è stata una delle prime migrazioni interne nell’Italia moderna: contadini e pastori lasciarono l’isola e si misero a sgobbare forte. Un segno: nelle Crete senesi riprese in tromba la produzione casearia ed in effetti il famoso cacio delle Crete ha oggi un sapore ancora migliore di quello tradizionale. Proprio per la bravura dei pastori sardi, che hanno fondato ditte ormai famose.

Insomma due popoli di forte personalità, pur con le inevitabili difficoltà si sono fusi: i toscani e i sardi. A loro modo l’Unità d’Italia l’hanno fatta davvero.

Maurizio Ravel da SienaFree
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Come la Misericordia difende la Festa

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 10:23 am

Intervista al Direttore Sanitario della Misericordia di Siena Dott. Simone Lunghini sui soccorsi ai fantini durante il Palio.

Il dott. Lunghini si occupa da più di quindici anni della formazione dei soccorritori della Misericordia di Siena che quotidianamente svolgono servizio sui mezzi di soccorso dell’Istituzione. Specialista in anestesia e rianimazione dal 2007, dopo aver lavorato nel corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, è attualmente in servizio presso il 118 di Empoli come medico dell’emergenza sanitaria territoriale e docente presso l’Agenzia della Formazione di Empoli – Università degli Studi di Firenze per i corsi di formazione dei medici dell’emergenza sanitaria.



In questi giorni il soccorso ai fantini è stato portato al centro dell’attenzione. Come è organizzato il soccorso durante la corsa?

In un contesto di pericolo evolutivo imminente (il Palio è una manifestazione in cui non sono previste interruzioni per alcun motivo) è estremamente difficile applicare le ordinarie tecniche di soccorso dedicate al paziente politraumatizzato, per cui operiamo con manovre “d’emergenza” che garantiscano la maggiore immobilità possibile all’infortunato. L’esiguità dei secondi a disposizione, dove devi decidere se intervenire o purtroppo lasciare passare i cavalli, ci porta ad avere come obiettivo primario nel soccorso la salvaguardia della vita del fantino da ulteriori e più gravi danni che potrebbero derivare da un successivo passaggio dei cavalli. Ritengo comunque opportuno precisare che il nostro operato durante tutte le fasi del Palio si attiene scrupolosamente ad un protocollo condiviso con l’Amministrazione Comunale e il 118 di Siena.


Quali sono i rischi maggiori per un fantino appena caduto?

La priorità va data all’immobilizzazione della colonna vertebrale realizzando per quanto possibile il posizionamento dell’infortunato sull’apposita barella “spinale”. Le altre problematiche, a causa dei tempi strettissimi di intervento, devono essere poste in secondo piano. Questa è l’unica filosofia di soccorso applicabile in questo contesto.

I soccorritori volontari della Misericordia di Siena che avete visto in azione durante la corsa sono gli stessi che quotidianamente intervengono su incidenti stradali ed emergenze di ogni tipo, mettendo “in sicurezza” il luogo dell’evento e trattando in modo completo l’infortunato. Ciò durante il Palio non si può fare.





Cosa avrebbe da dire a chi è intervenuto sull’argomento?

Che dovrebbe volere più bene a Siena e al Palio.

Lo dico da Contradaiolo e da Senese. I frequenti attacchi al nostro operato fanno solo male alla Festa. I nostri soccorritori cercano di dare il massimo ed in maniera totalmente gratuita come del resto le altre Associazioni in quei momenti difficilmente gestibili. Criticarne l’operato significa dare voce a tutti coloro che non percepiscono il significato vero della nostra Festa, già sottoposta da tempo ad attacchi mediatici.



Vi sentite supportati nella vostra azione dalle altre Istituzioni della Festa?

E’ stato fondamentale il confronto con le altre figure Istituzionali del Palio.

Ritengo opportuno ringraziare il 118 di Siena, l’Amministrazione Comunale e il Magistrato delle Contrade per l’attenzione che hanno rivolto nei confronti delle problematiche del soccorso durante il Palio e i Guardia Fantino per la fondamentale collaborazione.

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Susanna Cenni

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 10:30 am

Susanna Cenni: ‘Sulla candidatura Unesco del Palio vigileremo in parlamento’
“Mentre la Contrada dell’Oca festeggia con gioia la sua vittoria e ci si avvia al prossimo Palio, non si può tacere sulle polemiche, molte delle quali strumentali, che hanno seguito l’incidente che purtroppo si è verificato al cavallo Messi della Chiocciola”. Con queste parole Susanna Cenni, parlamentare toscana del Pd interviene dopo le pesanti critiche che, in questi ultimi giorni, hanno colpito la festa senese.

“Da anni – continua Cenni – accompagno amministratori, imprenditori e colleghi di altre regioni e Paesi, ad assistere al Palio di Siena. L’ho fatto in veste di assessore regionale, in modo particolare quando mi sono occupata di turismo e di agricoltura, lo faccio adesso che sono parlamentare. Nel tempo, ho imparato a conoscere meglio le sfumature e la magia di quella che per i senesi è considerata “la corsa della vita”. Una tradizione che appartiene e Siena e al suo territorio a cui ho sempre guardato con gli occhi di chi, anche se non vive nella città, rispetta la sua identità, la passione con cui i contradaioli vivono la festa e tutti gli sforzi che negli anni il Comune ha messo in campo a tutela dei cavalli e per la salvaguardia di una delle manifestazioni più importanti in Italia”.

“E´ questo l’atteggiamento – spiega Cenni – che consiglio anche all´onorevole Michela Vittoria Brambilla. Bisogna capire, comprendere, conoscere e farlo anche con un po´ di umiltà, prima di parlare a sproposito e strumentalizzando un dolore che appartiene prima di tutto alla città. La morte del cavallino Messi è stata vissuta con enorme tristezza dai contradaioli della Chiocciola e da tutti i senesi. Le procedure dovute accerteranno i fatti, ma è indubbio che il Comune e le Contrada hanno portato avanti da anni, con impegno e dedizione, azioni e correttivi che hanno prodotto risultati importanti in termini di sicurezza e salute dei cavalli. Alla luce di tutto questo le parole usate dal ministro sono ancora più fuori luogo, incaute e inopportune”.
“Sono vicina – conclude Cenni – al sindaco Franco Ceccuzzi e alla giunta che, a mio parere, hanno gestito con grande responsabilità, pacatezza e determinazione gli attacchi alla Festa. Supporterò, inoltre, ogni atto necessario al sostegno del riconoscimento Unesco al Palio e vigilerò in Parlamento affinché non siano le personali opinioni della signora Brambilla, ma le oggettive e reali ragioni a permettere di valutare l’iter della candidatura della Festa”.

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L'esordio di Carboni

Messaggio  jabru il Mar Lug 05, 2011 4:43 pm

Forse dal suo esordio ci si sarebbe aspettati qualcosina in più ma la fortuna non è decisamente stata a favore di Giosuè Carboni detto Carburo. La grinta e l’impegno non sono mancati ma con Ivanov non ha trovato il varco giusto al primo San Martino interrompendo subito la sua corsa.
Che sensazioni hai provato a correre il tuo primo Palio?

“Fantastiche. Mi sono emozionato moltissimo durante la benedizione del cavallo. Nella Tartuca mi sono trovato davvero bene ed anche quando ancora non era successa la disgrazia alla Chiocciola, non mi hanno messo pressioni”.

Che cavallino è Ivanov?

“Insomma, un pò di problemini li aveva. Il fatto che si siano corse sole tre prove poi non ci ha certo aiutati. La sera della prima prova l’ho trovato brillante in partenza poi, non so perchè ma il cavallo ha fatto dei passi indietro e non partiva più come all’inizio”.

Ci racconti la tua corsa?

“Sono partito deciso ma la Civetta mi ha tagliato la strada. Nonostante non ci sia stato impatto Ivanov ha avuto paura ed è andato dritto buttandomi a terra. Se non trovavo la Civetta giravo secondo”.

El.Ca. da SIENANEWS
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Tittia: non sono l'erede di Aceto o di Trecciolino

Messaggio  jabru il Mer Lug 06, 2011 10:16 am

Siena, 6 luglio 2011 - «Com’è bello lu primm ammore ma il secondo è più bello assai». Vale anche per il Palio che Tittia ha vinto sabato su Mississippi. «Bello, bello, ci voleva proprio in questo momento. Il primo, nel 2007, è stato favoloso ma direi che l’attuale non è da meno. Soprattutto non è venuto per caso, l’ho cercato con tutte le mie forze negli ultimi quattro anni. Sono stato male fisicamente perché non arrivava, colpa anche del mio carattere», racconta il sardo di Nurri dai modi gentili, Giovanni Atzeni in arte Tittia.


Hai telefonato a Gingillo che si è fratturato e ne avrà per diversi mesi?
«Gli ho scritto un messaggio».
E’ stato un Palio in fibrillazione, con tanti episodi che hanno creato tensione.
«L’ho affrontato in modo tranquillo, restando concentrato».
Dicevi di avere un brutto carattere: cosa vuol dire.
«Per come faccio e vivo il mio lavoro. Ad altri sembra che tutto riesca facile, io arrivavo al dunque e i conti non tornavano. Era proprio una fase brutta. Del tipo: o la va o la spacca».
Dovevi vincere.
«Esatto. Lo pretendevano gli altri da me ma ero prima di tutto io a volerlo».
Cosa hai urlato quando sei arrivato al bandierino?
«Non ricordo (ride, ndr)».
Come sei riuscito a vincere?
«Grazie alla Contrada e alla mia determinazione».
All’Oca cosa devi?
«Il Palio lo sanno fare, sono bravi. Perfetti nei quattro giorni, sembrano telecomandati, dall’anziano al bambino. Vedi il caso della prova in cui ho sbattuto con Mississippi. Potevano dirmi ’sei caduto, ora non ti far prendere dalla paura’. Invece nulla, nessuno ha messo in dubbio Giovanni anche se, poi, magari in cuor loro ci avranno pensato. Sentire la fiducia è fondamentale».
Come spieghi lo scarto di Mississippi?
«Sulle prime ho detto: cosa ha visto? S’è distratto, non pensava più alla corsa e a ciò che faceva. Quando si è ricollegato ha seguito il cavallo dell’Istrice che era davanti».
Dopo il volo al Casato cosa hai pensato?
«Che non mi ero fatto neppure un graffio. Ho anche rifiutato l’ambulanza».
Mississippi ti piaceva?
«Sì, è un buon galoppatore ma avrei preferito nomi più esperti come Lo Specialista, Lampante, Indianos ed Elfo».
Quando sei tornato in Piazza per la provaccia avevi timore?
«No. L’ho catalogata come un episodio quella botta».
Tua moglie Ilaria dov’era a vedere il Palio?
«A casa dei suoi genitori con Mattia. Mi aveva detto che sarebbe venuta a salutarmi in Provenzano se avessi vinto. Così è stato».
Erano arrivati dalla Sardegna anche i tuoi genitori?
«Sì con mia sorella Gina, la più giovane. C’era anche nel 2007. Da ora in avanti non dovrà più mancare!».
Sei stato festeggiato a Nurri?
«Mia sorella ha un circolo, c’erano tante persone. Ha festeggiato tutto il paese».
In ginocchio, in Provenzano, hai pregato: sei religioso?
«Non vado in chiesa ma non dico neppure bestemmie. Lo vivo a modo mio. Ho ringraziato per la salute di tutte le persone che ho vicino, la cosa più importante».
La telefonata extra-Oca che più ti ha fatto piacere?
«Una persona mi ha scritto un messaggio unico. Non so neppurese è giusto dirlo ma è stato Luigi Fumi Cambi Gado, ex capitano del Leocorno. Bellissimo il contenuto».
Hai fatto voti?
«Nessuno».
Cosa ti regalerai?
«Ho un podere molto grande da sistemare, il regalo sarà continuare a conservarlo».
Tuo figlio Mattia ha compreso che papà aveva vinto?
«A forza di stare con me a guardare le corse vuole la frusta davanti alla televisione, fa il Palio con il nonno. Dice ’la mossa è valida’, sono cascato’. Ma in Provenzano era abbastanza spaventato dalla marea di persone. Credo però che abbia capito che ho vinto».
Quando riprendi l’allenamento per l’Assunta?
«Già fatto».
Molti diranno: perché montare Tittia, impossibile che vinca il prossimo Palio.
«Chi mi conosce e mi è stato vicino in questi anni sa come sono fatto».
Ad agosto si tornerà a prendere qualche cavallo più esperto?
«Forse sì. Anche se a luglio ha vinto un esordiente».
Sei l’erede di Aceto o di Trecciolino?
«Di nessuno dei due. Siamo un gruppo di fantini che, in base a come gira la ruota, riesce a vincere».

di Laura Valdesi da La Nazione

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Parla il Capitano del Valdimontone

Messaggio  jabru il Mer Lug 06, 2011 10:29 am

Lo Specialista e Jonatan Bartoletti erano i candidati alla vittoria del Palio del 2 luglio 2011. Il popolo dei Servi attende la vittoria dal 1990 e, vista l’accoppiata di luglio, sperava davvero di interrompere il digiuno.

La corsa di Joatan però, si è praticamente interrotta al primo San Martino.

“Speravamo di essere in terza quarta posizione – spiega il capitano del Montone, Franco Morandi – però ci è capitato un cavallo più competivo del nostro. Jonatan è uscito primo e tutto sommato la reattività del cavallo che è più un barbero da passista che scattista, di questo quindi bisogna dare bisogna dare atto a Jonatan che parte sempre bene. Alla Fonte era davanti con il Bruco il cui cavallo però andava più veloce e a San Martino ci ha messo fuori gioco. C’è stato poi l’impatto al Casato – prosegue Morandi – quando si perdono tre o quattro colonnini di distanza dal primo è impossibile fare dei grossi recuperi”.

Sulla scelta di montare Bartoletti Morandi spiega che: “A mio avviso Scompiglio presentava, al di là del rapporto instaurato con lui nel tempo, quel tipo di caratteristiche che avrebbero colamato il gap d differenza tra Lo Specialista ed altri cavalli, a mio avviso superiori, del lotto. Pensavamo – prosegue il capitano – che avendo già montato questo cavallo al Palio d’agosto Scompiglio fosse la monta ideale”:

El.Ca. da SIENANEWS

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Si scusa Trecciolino

Messaggio  jabru il Gio Lug 07, 2011 9:44 am

Parla Trecciolino: “Ho sbagliato, Pantera scusami”.

Bruschelli chiede scusa alla Pantera
E’ dispiaciuto Luigi Bruschelli per la Pantera. Le cose non sono andate esattamente come avrebbe immaginato e sperato. In una lunga intervista rilasciata al Corriere di Siena spiega come era nata la scelta di andare a montare il suo Miguel:”La Pantera era una delle tre contrade aperte dove avevo dei discorsi avviati. Miguel lo conoscevo bene ed anche se era tra i più inesperti – spiega al Corriere di Siena Bruschelli – non avendo mai corso una volta a Monticiano sapevo che era un cavallo con un buon tempo di galoppo”. Da buon professionista si prende tutte le responsabilità per non essere partito subito una volta entrata la rincorsa: “Mi prendo tutte le mie responsabilità perché ero l’unico fuori dall’allineamento, ho sottovalutato certe cose. Mi dispiace molto nei confronti della Pantera e dei dirigenti, non si meritavano una mossa di questo tipo”.

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Re: Dopo Palio

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