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Civetta - seguitano le discussioni

Messaggio  jabru il Ven Set 11, 2009 10:09 am

La Civetta in Piazza del Campo fa discutere

E’ una decisione storica e pertanto fa discutere. Piazza del Campo alla Civetta è qualcosa di più di un atto amministrativo: è una pagina di storia che viene scritta per la prima volta. La Cena di inizio ottobre sotto le stelle di Piazza del Campo sarà un evento che nel suo tipo non ha precedenti.
La Civetta, che non vinceva dal 1979, ha richiesto di poter utilizzare le strade del proprio rione per festeggiare il Palio conquistato il 16 agosto scorso. Quello del Castellare non solo è il rione più piccolo per estensione, ma anche quello con più esercizi commerciali e quindi più trafficato. La richiesta della Contrada prevedeva Piazza Tolomei e la parte di Banchi di Sopra che va dall’Arco de’ Rossi alla Croce del Travaglio. Tra tempi previsti per l’addobbo e la Festa, la chiusura della zona, parziale e non continuata, sarebbe potuta durare ben 15 giorni, riducibili a otto. Le considerazioni sulla richiesta sono state molteplici, tra cui anche i problemi riguardanti le impalcature di cartongesso che avrebbero ostacolato sia l’esercizio dei negozi che la sicurezza del centro storico.
Il lunghissimo Consiglio Comunale di martedì 8 settembre ha quindi stabilito che invece che nella vie del centro, la Civetta potrà usufruire di Piazza del Campo per la Cena della Vittoria. Una decisione che non ha precedenti nella storia e che anzi crea una situazione che potrà essere ripetibile nel tempo. Se varrà l’esclusiva per la Contrada del Castellare, la motivazione sarà soltanto quella di un contatto del proprio territorio con la Piazza che per il Bando di Violante di Baviera è neutra e al tempo stesso di tutte le diciassette Contrade. Il territorio della Civetta va dalla Costarella al Chiasso Largo, ma nel 2005 a un’altra Contrada con territorio direttamente accessibile da Piazza del Campo, la Torre, fu negata la stessa richiesta.
Dopo la concessione di Piazza del Campo alla Civetta, sono piovuti i commenti, sia positivi che negativi. Le polemiche più insolite sono cadute sul Magistrato delle Contrade, che però ha subito chiarito con un comunicato stampa. La decisione di concedere Il Campo alla Civetta è puramente amministrativa e non riguarda il Magistrato delle Contrade. C’è sì stato un colloquio informale tra il Sindaco, il rettore del Magistrato e il Priore della Civetta, ma il valore del giudizio era puramente indicativo e non decisivo. Una decisione presa dal Consiglio Comunale non è, per Regolamento del Palio e Statuto del Magistrato, di pertinenza dell’organo collegiale contradaiolo. Si può essere concordi o meno sulla Cena della Vittoria civettina “in trasferta”, resta il fatto che l’evento sarà di tutto rispetto. Con la storia del Palio che inevitabilmente è già cambiata.

>>10/09/2009 16.39.00(SIENANEWS)
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Cena della Civetta

Messaggio  jabru il Ven Set 11, 2009 5:22 pm

Lorenzo Rosso Attacca il Magistrato e chiede le dimissioni del rettore. Si chiede se in futuro si debba concedere l’anello della Piazza o la nicchia

Il silenzio del Magistrato delle contrade rispetto alla decisione di concedere l’uso di piazza del campo per la cena della vittoria della Civetta, ha scatenato un gran frastuono che ora sfocia nella richiesta di dimissioni del rettore Roberto Martinelli, da parte del consigliere provinciale Pdl Lorenzo Rosso. Molti consiglieri comunali durante la seduta fiume, in cui è stata deliberata la deroga al regolamento, hanno puntato il dito contro l’organismo preposto a rappresentare le istanze della contrade e tutelarne gli interessi collettivi, ora Rosso rompe di indugi e chiede direttamente al suo massimo rappresentante di rassegnare le dimissioni. Lei assume una posizione drastica e molto severa nei confronti del Magistrato delle contrade, come ha maturato questa decisione? “Credo che il silenzio del Magistrato delle contrade sia stato assordante in questa vicenda - specifica Lorenzo Rosso dirigente del Pdl e neo eletto nella commissione controllo della Provincia di Siena - Pertanto chiedo che il rettore Martinelli si dimetta. Non ho assolutamente niente da imputare alla persona che stimo molto, ma credo che l’organismo che rappresenta abbia dimostrato di non saper svolgere i compiti, a cui è preposto, ovvero attivarsi di fronte ai problemi che toccano tutte le contrade. Non si trattava di prendere una decisione, ma di assumere una posizione che è cosa molto diversa ed era necessario farlo prima che il consiglio comunale si riunisse, dal momento che la condizione della Civetta era nota a tutti già da diversi giorni, sicuramente anche ai priori di tutte le consorelle”. Quindi il Magistrato della contrade non avrebbe dovuto attendere di essere interpellato in questa vicenda, a suo parere? “Certamente no, doveva prendere una posizione autonomamente. Ma non è la prima volta che il Magistrato è silente rispetto ai grandi temi che toccano i nostri rioni. La posizione del Magistrato rimane sempre a rimorchio delle istituzioni e questo non fa bene nè al Palio nè alla città. Anche quando mi sono occupato della legge per la detassazione delle società di contrada, non ho avuto alcun aiuto dal Magistrato come se l’argomento non interessasse a nessuno. Successivamente, il deputato Franco Ceccuzzi, sebbene il suo intervento avesse cambiato forma rispetto al mio, allo stesso modo non ha ricevuto alcun sostegno nella sua battaglia. Basta considerare il fatto che, su un argomento un argomento che provoca divisioni così laceranti come quello del voto alle donne in contrada, il Magistrato non si è mai pronunciato”. Veniamo dunque alla decisione di far svolgere la cena in piazza del Campo alla sua contrada, la Civetta. A suo parere si sta creando un precedente su cui la città sarà costretta a tornare a discutere in un prossimo futuro? “Per la Civetta è stata una scelta obbligata, il suo territorio non permette di allestire una cena di queste proporzioni. D’altronde la Civetta confina con piazza del Campo, tutti avranno visto alla Costarella che le bandiere sono rivolte verso piazza del Campo. Se dibattito futuro ci sarà, dovrà risguardare a mio parere le cinque contrade ch si affacciano sulla Piazza, per valutare se e come concedere ancora l’uso del nostro salotto buono. Se ci si debba limitare al tratto che confina direttamente con il rione o se invece si possa fare all’interno della nicchia”

Gaia Tancredi Corriere di Siena
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Cena della Civetta - parla il Priore

Messaggio  jabru il Sab Set 12, 2009 10:32 am

Civetta. Rossi: "Concordi con il Magistrato" 11 settembre 2009

La Contrada Priora della Civetta informa di aver ampiamente condiviso il comunicato emesso il 9 Settembre u.s. dal Rettore del Magistrato delle Contrade avv. Roberto Martinelli in merito al dibattito e alla decisione del Consiglio Comunale di Siena di concedere la deroga al Regolamento sull’uso della Piazza del Campo per lo svolgimento della cena della Vittoria.

Nell’intervento, non solo vengono ripercorsi con la massima fedeltà i fatti per come si sono svolti, ma si ribadisce con puntualità il ruolo del Magistrato relativamente alla vicenda.

“Pareri di tono diverso espressi sull’argomento da contradaioli della Civetta – sottolinea il Priore Carlo Rossi – pur legittimi, sono da considerare a puro titolo personale. Formulo al Rettore Martinelli viva gratitudine per il suo impegno e – per quanto superfluo – gli ribadisco grande stima ed amicizia”.
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Volo su Siena della Civetta

Messaggio  jabru il Sab Set 12, 2009 5:08 pm

Siena, 12 settembre 2009 - «Ma cos’è quell’elicottero? Sarà mica Pegaso? No, l’elisoccorso che va all’ospedale è di colore giallo», prima spiegazione. «Allora faranno le riprese di qualche film», azzardavano alcuni ieri pomeriggio in città. «Della Polizia e dei carabinieri non sembra proprio», facevano eco altri. Nessuno però c’ha azzeccato. Non potevano immaginare che l’elicottero bianco che più volte ha sorvolato la città, insistendo sul centro storico, era della Civetta.

«Nel senso che ho mantenuto una promessa fatta durante il Palio — spiega il capitano del Castellare Paolo Betti —; avevo detto che se le cose fossero andate in un certo modo, com’è poi avvenuto, avremmo volato su Siena». Il campo di partenza e di atterraggio? Ovviamente casa Mari a Vescovado di Murlo, nel campo sottostante la scuderia. Si presta benissimo alle operazioni che hanno visto coinvolti non soltanto i dirigenti. Il giro d’onore è toccato al fantino e alla fidanzata Sara, c’erano i mangini e anche altri civettini ben disposti a quel volo turistico celebrativo della vittoria. «Un voto che avevo fatto? No, quello lo riservo al prossimo Palio— chiosa Betti —, soltanto una promessa mantenuta. Lo ripeto. E’ stato bello e divertente». I contradaioli sembrano ora assaporare appieno il successo nell’Assunta che si concluderà con la cena nel Campo.

Per quanto riguarda la festa nel rione, quest’anno le Contrade vittoriose si sovrappongono. Nel senso che si svolgerà sabato 26 settembre quella del Castellare, in concomitanza con la cena della vittoria della Tartuca perché la Civetta temeva che andando troppo in là con la data ci fosse il rischio maltempo. Com’è noto, poi, quando la Civetta svolgerà la cena della vittoria di agosto in Piazza si terrà la festa nel rione della Tartuca, sabato 3 ottobre. A proposito di festa: la serata si è conclusa ieri con un cenino per centinaia di contradaioli alla scuderia di Brio.

La.Valde
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Magistrato così non va

Messaggio  jabru il Dom Set 13, 2009 10:26 am

La mia richiesta di dimissioni del rettore del Magistrato delle contrade Roberto Martinelli, va letta come richiesta non più rinunciabile di un dibattito intorno a vicende che interessano da vicino il mondo del Palio ed alcuni tematiche mai risolte nel corso degli anni. Ed anche del ruolo e della funzione del Magistrato delle contrade, organismo che appare con percorso incerto o addirittura inesistente. Inutile nasconderlo: ci sono problemi nel mondo delle contrade che non vengono affrontati e risolti in maniera adeguata. Le polemiche degli ultimi giorni sull'uso della Piazza del Campo sono solo le ultime in ordine di tempo cui nessuno pare dare risposte convincenti e certe. Il Magistrato delle Contrade è un organismo che, così com'è, non ha più senso. Le contrade, sempre più numerose e presenti nel tessuto sociale della città, hanno bisogno di un organismo di rappresentanza reale, non di un orpello fine a se stesso. Le ultime vicende mettono in luce con tutta evidenza, l'impellenza di una riflessione su alte forme di intervento soprattutto riguardo al meccanismo di individuazione ed elezione di un cosiddetto "decisore" in affari di Palio, che affianchi validamente l'amministrazione comunale. Una sorta di "Onu" dove tutti i popoli delle contrade, attraverso i priori e le loro dirigenze, possano dare risposte convincenti alle istanze di partecipazione diretta in materia di Palio. Andare dunque "oltre" all'attuale Magistrato delle contrade, che si è fatto sentire pochissimo e male rispetto a temi di cui posso provare a fare un primo, limitato, elenco. Legge sulle contrade La mia esperienza personale è stata del tutto autonoma e dettata dal solo amore per Siena e le sue Contrade. Con l'On. Riccardo Migliori abbiamo girato il Parlamento in lungo ed in largo, cercando consensi e trovandoli in molte fasi di riunione nelle Commissioni Parlamentari e con il Ministero delle Finanze. Poi il termine delle legislatura, vanificò il lavoro svolto. Mai sentito -nè il sottoscritto, né Migliori- in quella fase il Magistrato delle contrade se non per generiche "pacche sulla spalla".Il successivo lavoro portato avanti da altri soggetti, noin ha visto mai momenti di confronto su "vecchia" e nuova legge. Tanto lavoro andato in fumo; Voto alle donne Da tempo ormai la problematica è esplosa in tutta la sua importanza e modernità. Un argomento che sta creando divisioni inedite e laceranti per le nostri popoli. Anche in questo caso, dibattito ridotto a zero e nessuna presa di posizione da parte del Magistrato delle contrade con il risultato che le decisioni sarnno prese dai giudici di un tribunale. I confini Anche su questo argomento poco o nulla è stato fatto, lasciando irrisolti molti temi emersi negli anni. Basti vedere, a titolo di esempio, i portabandiera con bandiere ufficiali della Lupa e del Bruco fuori porta Ovile sino sotto il Ponte di Ravacciano per comprendere il problema, o territori attigui al centro come San Prospero, annessi di fatto o per consuetudine alle contrade confinanti. E ancora, la diatriba mai risolta sul territorio degli ex macelli in Fontebranda, dove appaiono a fasi alterne la bandiera dell'Oca o della Selva. Insomma, in questo tema nessuno prende decisoni nette e condivise. Per non parlare del tema dell'allargamento dei confini oltre le mura. Se ne era vagamente discusso anni fa, poi più niente. Chi deve porre all'ordine del giorno delle contrade una questione di così ampia, importante e moderna rilevanza se non un organismo in cui siano presenti tutte le Consorelle? Il regolamento Da tempo erano state promesse Commissioni in seno al Comune per una non più rinviabile revisione dei regolamnti. Nulla è stato posto in essere e dal magistrato nulla si è mosso in tal senso. Vita e nuovi modelli Nuovi e attuali questioni si sono affacciate negli ultimi anni. Dall'uso e abuso dell'alcol in contrada al divieto dell'alcol ai giovanissimi, alla chiusura delle strade per lungo tempo in occasione di feste ed eventi. Lunghezza in termini di giorni per le sagre e festival organizzati dalla contrade. Nell'assenza di regole ognuno, in linea di massima, fa ciò che vuole e come vuole. Che ha detto e che dice il Magistrato delle Contrade su questa materia? Niente, come al solito. Uso della Piazza Ultimo degli argomenti in ordine di tempo. Anche su questo argomento non esistono "leggi paliesche" o regole dettate dalla Contrade, solo consuetudini, usi, o alfine, l'uso del suolo pubblico, derivante dal regolamento comunale, come se si trattasse dei tavolini di un bar, di una bancarella di souvenir o di un concerto dei Pooh. Troppo poco, veramente troppo poco. Urge dibattito e decisioni certe. La Piazza è territorio neutrale? Lo è la sola conchiglia od anche l'anello esterno dove si affacciano cinque contrade? Queste cinque detengono qualche diritto in più? Il dibattito mai è esistito e nessuno si è mai pronunciato. Come si vede non c'è da banalizzare molto. E' invece il caso di affrontare finalmente e di approfondire questioni che hanno diritto di essere proposte all'opinione pubblica cittadina non ammantate dai velo dell'ipocrisia. Ringrazio il priore della mia Contrada Carlo Rossi che credo abbia compreso che i contorni delle vicende da me proposti andavano ben al di là del contingente. Come non gli ho mai risparmiato niente dai banchi del consiglio comunale, sono ora a riconoscergli una conduzione molto sobria ed elegante dei temi sul tappeto. Rilanciare e rifondare il Magistrato delle Contrade è un dovere ed è doveroso farlo bene, sapendo esattamente dove si vuole arrivare e per fare che cosa, evitando gli antichi errori, con la consapevolezza di dare al Palio un governo necessario ed all'amministrazione comunale uno strumento agile, autorevole ed al passo con i tempi

Lorenzo Rosso consigliere provinciale Popolo delle Libertà da Corriere di Siena
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Civetta concorde con il Magistrato

Messaggio  jabru il Dom Set 13, 2009 10:33 am

Civetta. Rossi: "Concordi con il Magistrato" 11 settembre 2009

La Contrada Priora della Civetta informa di aver ampiamente condiviso il comunicato emesso il 9 Settembre u.s. dal Rettore del Magistrato delle Contrade avv. Roberto Martinelli in merito al dibattito e alla decisione del Consiglio Comunale di Siena di concedere la deroga al Regolamento sull’uso della Piazza del Campo per lo svolgimento della cena della Vittoria.

Nell’intervento, non solo vengono ripercorsi con la massima fedeltà i fatti per come si sono svolti, ma si ribadisce con puntualità il ruolo del Magistrato relativamente alla vicenda.

“Pareri di tono diverso espressi sull’argomento da contradaioli della Civetta – sottolinea il Priore Carlo Rossi – pur legittimi, sono da considerare a puro titolo personale. Formulo al Rettore Martinelli viva gratitudine per il suo impegno e – per quanto superfluo – gli ribadisco grande stima ed amicizia”.
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Continua la polemica sulla festa civettina

Messaggio  jabru il Lun Set 14, 2009 5:47 pm

L'intervento del signor Lorenzo Rosso in merito alla richiesta di dimissioni del Rettore del Magistrato delle Contrade, illustrato da una foto in cui si vede lo stesso abbracciato al Priore della Civetta, ci fatto inizialmente credere che fosse stato nominato portavoce della contrada e che in tale veste stesse parlando. La nota stampa della contrada pubblicata il giorno successivo chiariva invece che l'intervento del signor Lorenzo Rosso aveva la sola valenza della posizione legittima di un semplice contradaiolo. In data odierna il medesimo signor Rosso interviene nuovamente sullo stesso argomento, questa volta come consigliere provinciale del Pdl. E' da ricordare, anche se è cosa nota a tutti o quasi, che i consiglieri provinciali non hanno competenza in materia di Palio e che tale materia compete istituzionalmente solo il comune di Siena, al cui consiglio comunale è pur vero che nelle ultime elezioni amministrative lo stesso Rosso fu candidato nelle liste di An, classificandosi purtroppo solo secondo dei non eletti. Oggi il signor Lorenzo Rosso è consigliere al comune di Castelnuovo Berardenga, dove peraltro risiede ed ha competenza istituzionale per intervenire sulla festa del Luca Cava e su qualunque altra manifestazione il comune di Castelnuovo Berardenga intenda organizzare. Per quanto riguarda invece la posizione in materia del Pdl è opportuno limitarsi a quelle assunte dai consiglieri del comune di Siena in occasione dell'ultimo consiglio comunale dell'8 settembre

Agostino Milani Consigliere Comunale Pdl da Corriere di Siena
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Chiocciola cerca il Capitano

Messaggio  jabru il Mar Set 15, 2009 5:45 pm

Dopo le dimissioni di Silvano Focardi, la contrada della Chiocciola è chiamata ad eleggere il nuovo capitano ed il fiduciario del popolo che resteranno in carica fino al 2010, naturale scadenza del mandato della precedente dirigenza. In tal senso, il popolo di San Marco ha nominato venerdì sera la commissione incaricata a trovare il successore di Focardi. Operazione già iniziata e che nelle intenzioni della contrada dovrà concludersi in breve tempo per dar modo al nuovo staff Palio di cominciare a lavorare in vista dei prossimi appuntamenti palieschi del 2010. Al momento è impossibile fare nomi certi dei “papabili” alla poltrona di capitano anche perchè la commissione ha iniziato solo da pochi giorni a riflettere e confrontarsi. Persone a disposizione ce ne sono nonostante il momento poco fortunato, caratterizzato in modo particolare dalla vittoria dell’avversaria Tartuca nella Carriera del 2 luglio scorso e il digiuno che dura da dieci anni. Il clima nel rione è comunque sereno e c’è molta voglia di riscatto, un viatico in più per arrivare a colmare il vuoto dirigenziale il più presto possibile. In questo senso, le indiscrezioni sono tantissime così come le ipotesi sui nomi che potrebbero vedere o il ritorno di ex capitani e tenenti oppure persone alla prima esperienza. Come detto, però, non ci sono conferme e certezze, ma solo chiacchiere che potrebbero lasciare il tempo che trovano. In ogni modo, tra gli ex, si parla molto di Francesco Cialdini (mangino di Focardi), il bancario Enzo Bernardi (già tenente in due precedenti dirigenze), l’imprenditore Alessandro Maggi (mangino vittorioso nel 1999) e il popolare Massimo Lotti che da capitano, dieci anni fa, vinse l’ultimo Palio della Chiocciola. Per quanto riguarda i neofiti, invece, circolano insistentemente i nomi del veterinario Francesco Bruni, del commercialista Carlo Cagnacci (attuale pro vicario del priore Roberto Martinelli) e Roberto Morrocchi, giornalista e volto molto noto in città, ex dirigente del Monte dei Paschi ed ex presidente della Mens Sana basket e della Biblioteca degli Intronati. Tra questi nomi è molto probabile che ci sia il nuovo capitano. Altre ipotesi sarebbero da scartare

L.G. da Corriere di Siena
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Civetta - polemiche

Messaggio  jabru il Mar Set 15, 2009 5:52 pm

Leggo la lettera al direttore di Milani Agostino a proposito di alcune mie dichiarazioni su Siena e sul mondo del Palio che, a dire di Milani, non mi competerebbero in quanto eletto nel consiglio provinciale di Siena. Mi preme a tal proposito ricordare, che, proprio nella qualità istituzionale e amministrativa prima ricordata, e come senese nato nelle lastre da una delle più antiche famiglie cittadine, ho naturalmente tutto il diritto di dire la mia su questo e su altri argomenti, non solo riguardanti Siena, ma, appunto come amministratore pubblico eletto in Provincia, dell’intero territorio provinciale. Ricordo che lo stesso consigliere comunale di Siena è intervenuto tante volte su questioni inerenti problematiche provinciali, come a Sovicille, dove, per quel paese ha speso parole, sudore e sangue. Mi è gradito comunque invitare il Milani alla grande festa che stiamo organizzando nella Civetta, sarà l’occasione per ricordargli a voce i diritti di ogni eletto, con tanti voti come nel mio caso, di poter intervenire sulle tematiche locali.
Lorenzo Rosso consigliere provinciale Pdl
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una contradaiola del Bruco miss Grand Prix

Messaggio  jabru il Mer Set 16, 2009 6:00 pm

Mariana Venturini Oggi e domani gareggia a Roseto per “Miss Grand Prix”

Una senese proverà oggi e domani a conquistare l’ambito titolo di “Miss Grand Prix”, per importanza il secondo premio di bellezza in Italia dietro unicamente al classico “Miss Italia”. Stasera si svolgerà la prefinale con la scrematura delle concorrenti che da 100 rimarranno in 30, domani sera la finale. Il tutto al “Roses Hotel” di Roseto degli Abruzzi. La ragazza in questione si chiama Mariana Venturini, ha 22 anni, è del Bruco e studia Chimica alla Università cittadina. Frequenta il terzo anno e dice di sperare di entrare nel mondo della ricerca. “Potrei andare a vivere e lavorare anche fuori dall’Italia - dice Mariana -. Io d’altro canto sono di padre senese e madre canadese e so bene che in Italia adesso ci sono tanti problemi nel contesto universitario”. Insomma, Mariana potrebbe in futuro essere uno dei tanti cervelli che fuggono dal Belpaese per cercare un lavoro ed una retribuzione migliori. Ma per il momento la giovane senese tenta questa altra strada, quella del mondo dello spettacolo. Mariana, come stai vivendo questa esperienza? “La vivo in modo tranquillo. Vado lì per divertirmi e per conoscere persone nuove. Se una concorrente arriva per vincere magari poi può rimanere delusa dal risultato. Io invece voglio divertirmi”. Rappresenterai Siena in questo concorso, ti senti sei orgogliosa? “Certo, sono molto orgogliosa. Venerdì a Marina di Cecina sono stata eletta ‘Miss Moto’ e mi hanno dato persino una corona (e ride divertita, ndr). So di essere l’unica ragazza di Siena dato che saranno presenti dieci ragazze in rappresentanza delle dieci province toscane. Spero di farmi onore”. Ci parli un po’ di te? “Come ti ho detto sto studiando Chimica. E’ un settore che mi piace molto, mi piacerebbe entrare nella ricerca. Ma dentro di me c’è sempre stato anche il sogno di fare qualcosa nel mondo dello spettacolo. Da quando ero una bambina ho studiato canto, danza e pianoforte e amo moltissimo tutte queste cose”. Al concorso di “Miss Grand Prix” ti daranno anche la possibilità di esibirti? “Credo che nella finalissima di domani ogni ragazza debba fare qualcosa oltre che sfilare. Mi piacerebbe molto esibirmi”. E, facendo gli scongiuri, se non andasse bene cosa faresti? “Beh, continuerei a studiare fino alla laurea. Ma il sogno dello spettacolo è sempre dentro di me e probabilmente dopo il titolo universitario andrò a ‘tentarla’ a Roma”. Cosa ti piacerebbe fare? “Non la velina o la valletta. A me piacerebbe fare la presentatrice”

Gennaro Groppa da Corriere di Siena
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riflessioni sulla polemica di Piazza del Campo

Messaggio  jabru il Ven Set 18, 2009 5:36 pm

La cena in Piazza Non si placa la discussione sull’utilizzo del Campo per la serata della vittoria civettina

La concessione della Piazza alla contrada della Civetta, per i festeggiamenti della vittoria, ha rivelato posizioni e convinzioni che meritano un approfondimento. Non tanto sulla giustezza o meno della decisione: anche se è difficile sottovalutare i problemi posti dalla inagibilità del corso. Né stupisce la vivacità e il clamore suscitato dalla scelta. Anzi sono certo che qualsiasi indirizzo fosse stato preso le polemiche non sarebbero mancate, magari in entrambi i casi sostenute dagli stessi attori. Quello che invece sorprende è il crescente numero di persone che considerano la tradizione del Palio come la ripetizione monotona e sempre uguale di atti, regole e comportamenti: per loro il Palio e le contrade hanno da sempre la forma che conosciamo. E' chiaro che una simile interpretazione provoca reazioni indignate ogni qualvolta si assiste a qualcosa di diverso. Ciò che non è mai accaduto rompe la tradizione: per i più catastrofici è la fine del Palio.Un simile riflesso è reso possibile da un vezzo antico di noi senesi. La mitizzazione del passato. Utile a mantenere salde le ambizioni, nei periodi difficili che la nostra città ha attraversato nella sua storia, un po' meno, in quanto mito e non realtà, per interpretare il presente. Una visione miope frutto anche del grande successo delle contrade, che negli anni 80 ebbero un aumento considerevole di aderenti, molti dei quali più che una storia, che non avevano vissuto, recarono con sé l'aneddotica e gli stereotipi di cui il Palio era ricco: curiosi quanto falsi. Questi coriacei tradizionalisti intervengono su tutti con una certezza invidiabile. Prima le cose non erano così, ed erano meglio. I fantini non comandavano e davano retta alle contrade. Il Palio costava meno e i soldi li prendevano le contrade. I cazzotti erano meno violenti. Il canape si abbassava rapidamente. I cavalli partivano tutti e nessuno rimaneva fermo. La terra reggeva meglio. I cavalli si infortunavano meno e via dicendo. E poi la certezza più inviolabile: i comportamenti generali di tutti erano attenti alla tradizione che era una e da tutti riconosciuta, condivisa e osservata. Ma è davvero così? Probabilmente no. Nel tempo regole e trasgressioni hanno convissuto, e mai sempre uguali ed immobili. Anzi al contrario di ciò che si crede, mai come oggi la codificazione, i controlli, la regolamentazione è attenta. Forse fin troppo. Ed è il segno dei tempi in cui molti comportamenti non sono più tollerati e interpretati drammaticamente dal comune sentire. Compresi episodi che appena 30/40 anni fa, o anche più recentemente, non solo accadevano, ma al massimo andavano ad alimentare le chiacchiere dell' inverno successivo. E questa tendenza si manifesta da sempre. Le contrade (e il Palio) hanno avuto nel tempo un'evoluzione darwiniana, che le ha adattate ai tempi, proprio attraverso mutazioni (cambiamenti, novità) che sono state la loro vera fortuna. Oggi al di fuori del Palio organizzano prevalentemente il tempo libero, il ruolo che gli ha assegnato oggi lo sviluppo della società. La contrada nel passato è stata comunità religiosa, attiva nello spirito risorgimentale e poi nel mutuo soccorso. Tutte memorie ben riposte nel dna, come si conviene a chi ha una storia vera, ma che oggi, da sole, non sarebbero in grado di tenere insieme la comunità dei contradaioli. Quindi sono stati i cambiamenti (certo non tutti, ma quelli che hanno consentito un adattamento migliore) a favorire la persistenza delle contrade. Lo stesso vale per il Palio. Quello che corriamo oggi è frutto di aggiustamenti che lo hanno reso unico ed adattato alle diverse condizioni tecniche e sociali. Si pensi a ciò che è stato introdotto, solo negli ultimi anni, in ossequio alle maggiori sensibilità nei confronti degli animali. Materassi che cambiano (e curve che si allargano) barriere più alte a protezione, previsite, protocollo, regolamentazione delle prove di notte. Quelle a suo tempo frequentate da tutti gli attuali tradizionalisti, molti dei quali suppongo nascosti dietro i palchi, visto che in genere, almeno fino agli anni 80, erano presenti sulla pista non più di 30 o 40 persone per volta. Se questo è vero dovremmo essere meno preoccupati di infrangere una tradizione che non ha mai trovato la sua codificazione nella forma, e sforzarci invece di tutelare la vera essenza della cultura senese che è, come aveva capito Mario Luzi, lo spirito di amore e di attaccamento alla Città, alle sue Istituzioni, alla sua Festa, al passato inserito nel presente, forza e guida per un futuro al passo con i tempi da vivere senza il capo volto all'indietro. I mercanti, i banchieri, e i popolani che di un avamposto dell'esercito imperiale fecero una delle più grandi città d'Europa, pensavano in grande e guardavano al futuro, pur conservando con una coerenza esemplare, le radici politiche e culturali della loro tradizione. I veri rischi del presente sono altri e sono nemici ben più insidiosi: la globalizzazione, la massificazione culturale, l'allentarsi dello spirito civico, l'esasperazione con la quale si vive oggi ogni vicenda e conflitto, e magari la mediocre speculazione politica di chi ritiene di poter guadagnare visibilità e consenso. Il dibattito sul film girato a Siena, dell'agente 007 è, al proposito, illuminante. Conservare le nostre tradizioni significa innanzitutto riappropriarsi del civismo che ha caratterizzato Siena nel corso della storia. Senza idealizzare il passato che non è solo questo, né solo bene, ma anche senza piegarsi ad un deludente cinismo che invade e avvelena pian piano la nostra comunità: comprese le contrade, rendendo fragile la loro stabilità e il loro ruolo di custodi morali, e testimoni disinteressate, della "Faziosa Armonia"

Mauro Marzucchi da Corriere di Siena
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Tartuca

Messaggio  jabru il Ven Set 18, 2009 5:42 pm

CONTRADA DELLA TARTUCA

La Contrada della Tartuca, unita al dolore della città intera e nel rispetto del lutto per i militari caduti a Kabul, comunica che il giro ai Tufi organizzato per domenica 20 settembre nell'ambito dei festeggiamenti ufficiali della vittoria del 2 luglio, non verrà effettuato.
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Bandiere listate a lutto

Messaggio  jabru il Sab Set 19, 2009 6:09 pm

Bandiere listate a lutto nel giorno dei funerali 19 settembre

Lunedì prossimo 21 settembre, in occasione dei solenni funerali di Stato che si svolgeranno a Roma per le vittime dell’attentato di Kabul, è stato proclamato il lutto cittadino.
Si invitano pertanto le Contrade, quale segno di partecipazione, ad esporre in quella giornata la bandiera a lutto alla propria sede.

Il Rettore del Magistrato delle Contrade
da Antenna Radio Esse
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A Kabul sventolano le bandiere di contrada

Messaggio  jabru il Gio Set 24, 2009 4:32 pm

Eleonora Salvatori E’ giovanissima ma determinata a intraprendere la difficile carriera militare. E’ partita per Kabul a maggio e tornerà a fine ottobre. L’apprensione della famiglia e delle tante amiche

Le bandiere di Lupa e Chiocciola idealmente sventolano a Kabul. Tra i paracadutisti che operano in terra afgana i giovani senesi, quelli che in tempo di Palio indossano il fazzoletto della propria contrada, non sono pochi. Quest’anno, quando i cavalli erano in piazza, loro erano lontani, impegnati in una missione iniziata a maggio e che si concluderà solo ad ottobre, A Kabul c’è Eleonora Salvatori. Ha 26 anni, ed è una lupaiola doc, con la fortuna di abitare in Vallerozzi. Quando torna dalle missioni festeggia con le amiche di sempre, tacchi alti e minigonna, ma dal mese di maggio indossa la divisa e condivide i pericoli dei colleghi. A Siena ha i genitori (il padre lavora in polizia) e la sorella minore, in apprensione per qualsiasi notizia arrivi dall’Afghanistan. Dopo l’attentato nel quale sono morti sei suoi colleghi, Eleonora ha telefonato per tranquillizzare la famiglia. Il dolore per quanto accaduto è stato grande, ma anche Eleonora è pronta a portare a conclusione la missione. Il rientro è previsto a fine ottobre. E’ della Lupa anche un giovane sergente che fa parte degli incursori. Appartiene ad un corpo selezionato e per ragioni di sicurezza non è possibile pubblicare il suo nome. Il suo è un lavoro difficile, e particolarmente pericoloso, come è pericoloso il ruolo di Riccardo Di Prospero. Anche lui è della Lupa, ha 24 anni ed è entrato nei paracadutisti subito dopo aver concluso l’indirizzo di informatica al Sarrocchi. Riccardo è uno di quei militari che, durante i pattugliamenti, si trovano sulla ralla, la torretta con mitragliatrice che sporge dal Lince. Uno dei ruoli più rischiosi. Quando è arrivata in Italia la notizia del terribile attentato, la sua famiglia ha trascorso momenti di grande apprensione. Il padre di Riccardo è paracadutista in pensione, con esperienza di tantissime missioni, e quindi conosce bene il lavoro ed i rischi. Solo quando ha sentito la voce di Riccardo ha avuto la certezza che fosse davvero tutto a posto. Della Lupa è anche Vincenzo Simpatia. Suo padre Abramo, morto alcuni anni fa, era maresciallo dei paracadutisti e quando è scomparso era tornato da poco tempo dalla missione in Somalia. Paracadutista come il padre, Vincenzo è stato tra i militari rimasti a presidiare la caserma senese. Tommaso Vittori invece è della Chiocciola. Ha 28 anni ed è sposato con una ragazza senese. E’ tra i soldati impegnati nei pattugliamenti esterni, quelli che rischiano la vita ogni giorno. Assicura che, anche dopo quanto accaduto una settimana fa, l’atmosfera tra i soldati del 186° è tranquilla, pur nella consapevolezza dei rischi che la terra afgana riserva. L’apprensione nella quale vive la famiglia è comunque tanta. Basta che in Italia arrivi la notizia che a Kabul si è verificato un attacco ai soldati italiani, e subito i parenti di Tommaso chiamano sul telefono cellulare. E quando è impegnato e non può rispondere immediatamente, a Siena si vivono momenti di grande apprensione. Per tutti quanti il ritorno è previsto nel mese di ottobre. Non tutti insieme, ma a gruppi, per un passaggio di consegne graduale. I primi arriveranno a Siena intorno al 7 ottobre, e così ogni settimana fino a fine mese. Sarà un rientro diverso dal solito, atteso con ansia dalle famiglie ma con il dolore nel cuore per chi manca all’appello

Susanna Guarino da Corriere di Siena
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Cena della Civetta

Messaggio  jabru il Mar Set 29, 2009 5:17 pm

Cena della Civetta. Esercenti di Piazza entusiasti


Ha fatto discutere contradaioli e cittadini senesi per molte settimane ma di sicuro ha messo d'accordo tutti gli esercenti di Piazza. Protagonista della vicenda la cena della vittoria della Civetta che per volontà dell'amministrazione comunale si svolgerà sabato in Piazza del Campo.
"Non posso ancora dire come verrà ma sono favorevole all'iniziativa - spiega Dimitri, responsabile del ristorante pizzeria La Speranza - credo che per noi possa essere solo un fatto positivo avere più turisti interessati dalla situazione che si verrà a creare".

Dello stesso parere Hans, titolare del Caffè Fonte Gaia : "Qualsiasi cosa facciano in Piazza a noi va bene, specie se è una cena di contrada, cosa che affascina molto i turisti. Un'avvenimento del genere alla fine non è una festa solo per la Civetta ma per l'intera città".

"Cosa ne penso della cena della Civetta? - aggiunge Ela, titolare dell' Osteria Bigelli - magari tutte le contrade le facessero qua. almeno ravviviamo un po' il dopo cena di Piazza. Non la considero assolutamente una cosa invasiva nei confronti di nessuno".

Sara Corti


>>29/09/2009 12.52.00(SIENANEWS)
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