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Messaggio  jabru il Lun Ago 17, 2009 10:31 am

La cuffia passa alla Lupa

E' la fine di un periodo nero. Dal 1979 ad oggi la Civetta ne aveva viste di tutti i colori: sette vittorie di fila della rivale senza poter mai controbattere. Adesso la grande gioia per un rione che attendeva da trent'anni di poter avere il Palio. Ed è un segno del destino: il Palio di San Bernardo Tolomei finisce proprio a casa, nella sua Civetta. Ora la cuffia passa alla Lupa, che non vince dal 1989.
Per Paolo betti è la vittoria all'esordio perchè di luglio la Contrada non aveva corso, una vittoria nel segno della continuità visto che a prendere il cavalo ci era andato Roberto Papei, proprio l'ex Capitano che aveva passato il testimone a Betti. Per Andrea Mari è il secondo sigillo dopo la vittoria nella Pantera nel 2006, per Istriceddu il primo trionfo.
La vittoria della Civetta si pone come un evento: il 4 luglio del 1979 Francesco Congiu detto Tremoto portò l'ultima vittoria nel Castellare prima di oggi. Adesso dunque la cuffia è della Lupa, a seguire ci sono il Valdimontone, l'Aquila e l'Onda.
>>16/08/2009 20.59.00(SIENANEWS)
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La Civetta getta la cuffia

Messaggio  jabru il Lun Ago 17, 2009 5:46 pm

Siena, 17 agosto 2009 - La solita mossa infinita (70 minuti), piatta ed estenuante come un film di Kurosawa. Poi, quando il buio della sera si era oramai adagiato su Piazza del Campo, ricoprendola d’ombra, e la gente iniziava a levare i suoi buuu di protesta, il botto: un minuto e 15 secondi di adrenalina pura. Urla (stavolta di gradimento), emozioni concentrate ed esplosioni di palpito. Alla fine, per le vie di Siena fino al Duomo ad esultare e a levare inni di ringraziamento al Cielo, c’è andato il popolo della Civetta. A ragione. La Civetta, infatti, era la "nonna" del Palio. Dal 4 luglio del 1979 , e dunque da più di 30 anni, la contrada del Castellare non riusciva a spuntarla sul tufo. Per farla tornare a vincere 11.001 giorni dopo, c’è voluta una mossa snervante (talmente snervante da suscitare perfino le ire del sottosegretario Francesca Martini: "Un’ora e venti di stress per i cavalli per i fantini: dobbiamo riflettere"); i troppi errori di un mossiere, Giorgio Guglielmi di Vulci, che non è riuscito a gestirla; e un fantino che, invece, non ha sbagliato nulla.

No, Andrea Mari, detto Brio, senese di 32 anni, non ha sbagliato proprio niente. Chiamato a montare Istriceddu, un castrone baio di 6 anni, Brio è rimasto lucido per tutto il tempo infinito della mossa. Non si è rilassato un attimo. E quando Sgaibarre, chiamato a difendere i colori della Chiocciola, dopo 70 minuti di immobilismo renitente (e tre false partenze) ha finalmente deciso di entrare nei canapi di rincorsa, lui non ha fatto come l’Onda e la Pantera, rimaste sorprese e dunque fuorigioco da subito. No: Brio ha fatto scattare Istriceddu come una palla di obice trovandosi subito al comando. Tre giri di pista a testa alta, con la consapevolezza della propria forza e della propria fame di vittoria. Solo l’Aquila, con Luca Minisini detto Dè, ha provato a fermare la sua marcia trionfale. A metà del secondo giro sembrava quasi che il sorpasso fosse possibile. Ma un errore alla curva di San Martino ha fatto sbalzare di sella il De, lasciando il suo cavallo scosso a intralciare la corsa della Lupa, fin lì terza. A quel punto per la Civetta il gioco è stato fatto. Il ruolo di "Nonna" passa ora alla Lupa, che da 20 anni non trionfa sul bandierino. Auguri, ce n’è bisogno.

Al gran ballo dei debuttanti, dunque, l’ha spuntata un fantino al suo secondo palio vinto su 14 disputati, e un cavallo che di carriere a Siena ne aveva già corse due senza mai vincere. Già, il Gran Ballo dei Cavalli Debuttanti. Il Palio di Siena è una carriera anomala. Una corsa dove alla vigilia non ci deve essere un favorito certo. Qualcosa a metà fra lo spirito decoubertiano e l’ugualitarismo intransigente di Pol Pot. Se un cavallo negli anni dimostra di avere una marcia in più, invece di essere premiato, finisce a casa a vedersi la corsa in poltrona su Canale 3. E su ciò non si guarda in faccia a nessuno. Nemmeno se il proprietario dell’animale è il presidente del Monte dei Paschi. Il Palio è zona franca dalle raccomandazioni e dai potentati. Così, quest’anno, a godersi il pensionamento anticipato per manifesta superiorità, sono stati proprio il cavallo vincitore a luglio 2008 e 2009 Già del Menhir (di proprietà appunto del leader Mps Giuseppe Mussari) e Fedora Saura, esclusi alla vigilia dalla corsa perchè nettamente i più forti del campo. Sul tufo, alle 19 della sera di ieri, i cavalli esordienti erano dunque ben sei e gli altro quattro, compreso appunto Istriceddu, non avevano mai vinto una carriera.

Anche fra i fantini c’era del nuovo, con due esordi in Piazza: quello di Filuferro coi colori del Leocorno e quello del 21 enne Tremendo nella Torre. Per entrambi, un esordio senza infamia ma neppure lode. Se ne riparlerà.
Perchè il Palio è storia di cavalli e di fantini, di uomini e delle loro storie. E’ gara pura, è vita, non è spettacolo. Non a caso a nessuno qui importa granchè di chi viene a vedere la corsa
. Son passate inosservate le telecamere di James Bond, figurarsi se ieri qualcuno poteva scomporsi per Giuliano Amato, Guglielmo Epifani o per il regista Marco Bellocchio (che con Kurosawa a suo modo se la gioca). Con loro, fra gli ospiti c’era anche il principe olandese, Friso Van Oranje Nassau, che ha rinunciato all’asse ereditario, con tanto di moglie. Idem come sopra. Nessuno invece ha visto George Clooney con la di lui momentanea fidanzatina Elisabetta Canalis. Un boatos li avrebbe voluti in piazza nel pomeriggio. Nada de nada. Probabilmente sono rimasti dalle parti del lago di Como, fra bagni in piscina, notti galanti, gite in moto ai santuari e querele ai paparazzi. Tant’è.

Il Palio è festa toscana e, dunque, di antichi dissapori e antichissimi rancori. Così radicati al punto che il sindaco di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bosi, alla vigilia di ferragosto aveva proposto di festeggiare i 750 anni della battaglia di Montaperti (quella in cui le truppe ghibelline di Siena massacrarono quelle guelfe di Firenze) con un palio straordinario nel 2010. "Di farne uno speciale non se ne parla neppure — ha tagliato corto il sindaco Cenni — Alla battaglia di Montaperti verrà però dedicato uno dei due palii del 2010". A dire: niente di straordinario, ma la memoria di quello schiaffo ai fiorentini non verrà certo dimenticato. Il culto della senesità contro lo spirito fiorentino. Non stupisca, dunque, se il giorno della presentazione del drappellone dipinto da Giuliano Ghelli, qualcuno abbia storto la bocca. Poteva piacere in una città che fa festa per Montaperti, un palio dipinto dal fiorentino Ghelli? Benedetti senesi, benedetti fiorentini, benedetti toscani. Benedetto Palio.

Stefano Cecchi da La Nazione
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Siena è rossa nera e bianca

Messaggio  jabru il Lun Ago 17, 2009 5:50 pm

Sarà la Contrada meno popolosa, quella con il territorio più piccolo, ma oggi è la padrona di Siena. La Civett canta a gloria per un trionfo che mancava dal 4 luglio 1979, quando Francesco Congiu detto Tremoto e Quebel portarono il Palio nel Castellare. Ieri è toccato al cavallo Istriceddu e al fantino Andrea mari detto Brio regalare ai civettini la gioia dopo tantissimi anni e dare la cuffia alla Lupa.
Dalle ore 9,30 i monturati della Civetta, quasi cento, con il popolo al seguito, stanno sfilando per le strade della città. Tra i cartelli "bevo solo con Brio" e i poster dell'arrivo c'è spazio per tutto: il giorno della baldoria e della trasgressione è questo. A fianco del Capitano Paolo Betti e del Priore Carlo Rossi, con il giubbetto della Contrada e jeans c'è Andrea Mari, che sta ricevendo i complimenti di tutti.
Presente anche il cavallo Istriceddu, con cappello da barbaresco annesso, per il Giro che dà più soddisfazione ad un proprietario di cavalli.
Un'altra pagina di storia del Palio è stata scritta, oggi è il giorno delle delusioni per quindici rioni e della gioia per uno in particolare: quello della famiglia Tolomei e di Cecco Angiolieri, la più piccola che è diventata la più grande. E non è uno scherzo del destino, ma la regola del Palio.
>>17/08/2009 14.53.00(SIENANEWS)
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Esulta il Capitano della Civetta

Messaggio  jabru il Lun Ago 17, 2009 5:52 pm

Betti: "Sono sempre stato convinto di vincere"

Esulta il Castellare, esultano il Capitano Paolo Betti insieme al suo predecessore Roberto Papei, che stamani dietro alla Comparsa indossa lo zucchino della vittoria. Perchè ieri sera il Capitano Betti ha calato il drappellone proprio a Papei, segno evidente della grande armonia ritrovata di una Contrada che non vinceva da trenta anni. E che dal 1979 ad oggi ne aveva viste di tutti i colori: nel 1980 la "scuffiata" del Leocorno oltre ad altre sei vittorie della rivale. Dopo l'infortunio di Iesael di luglio tutti avevano pensato ad una sfortuna nera che perseguitava la Contrada di Cecco e di... Bernardo Tolomei. Proprio il Priore Carlo Rossi è stato il primo a ricordare l'operazione di nomina a co-patrono di Bernardo Tolomei insieme a Sant'Antonio: "Era un Palio pieno di segni, in primis il Palio di Bernardo è arrivato a casa. E' la vittoria di un grande popolo che ha saputo superare tantissime difficoltà".
Esulta anche il Capitano Paolo Betti, che non fa altro che elogiare il proprio fantino: "la nostra scelta è stata sempre e soltanto Andrea Mari. Ero convinto di questo ed ero convinto di vincere, come ho ribadito alla Cena della Prova Generale. Adesso Brio vorrei che restasse con noi come fantino di Contrada".
Dello stesso parere anche Andrea Mari: "La vittoria la dedico a me stesso, perchè tutti avete visto il nuovo Andrea. Mi piacerebbe restare come fantino della Civetta".
E adesso, con Cecco Angiolieri da lassù in festa, è nato anche un connubio, quello tra Brio e la Civetta, che ha tutti i connotati di una bellissima storia d'amore. Lottata e sudata sul Campo.
>>17/08/2009 11.36.00(SIENANEWS)
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Pesanti accuse del Leocorno

Messaggio  jabru il Mar Ago 18, 2009 9:50 am

Pesanti accuse del Leocorno.

SIENA18.08.2009


“Il mossiere ha sbagliato tutto ed ha penalizzato il Leocorno. Non è una giustificazione, ma la realtà”. Usa parole di fuoco Gianluca Mureddu, fantino di Pantaneto e ribattezzato Filuferru. “Voglio dirlo chiaramente, mi sono attenuto agli ordini della mia dirigenza rimanendo sempre nel rispetto delle regole nell’ostacolare l’avversaria. Non voglio prendere dieci anni di squalifica perchè il mio obiettivo è affermarmi in piazza del Campo. Fino a quando è stato possibile ho guardato l’avversaria, l’ho ostacolata. Il mossiere non ha saputo gestire le fasi della mossa ed ha dato buona quella che, a mio avviso, era da annullare. Per me la seconda era quella migliore e quando ha visto che era troppo buio doveva rimandare la Carriera al giorno dopo. Sempre il mossiere non ha avuto polso nel dirigere le fasi della mossa, ha sempre richiamato il Leocorno e mai la Civetta. Poi c’è stata la nerbata vergognosa di Mari nell’occhio del mio cavallo. Da quel momento Lampante non è stata più lei, aveva paura ad entrare in mezzo agli altri cavalli oltre ad essere stressata”.
da Corriere di Siena
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I Capitani criticano il mossiere

Messaggio  jabru il Mar Ago 18, 2009 4:16 pm

Siena, 18 agosto 2009 - LA MOSSA DI LUGLIO aveva lasciato molto perplessi i capitani, sia per la gestione del mossiere Guglielmi sia per la pochissima autorità dello stesso nei confronti dei fantini. Se la speranza era quella di un miglioramento, si può dire che l’esperimento è fallito. La mossa è durata addirittura più che a luglio con una partenza che ha visto diverse contrade fuori posto e l’Onda rigirata.

IL GIUDIZIO dei capitani è quasi unanime, Guglielmi di Vulci non può essere promosso.
«Comportamento e gestione sono stati negativi e direi che per me è una bocciatura» commenta Mandriani, capitano dell’Aquila.
«Dopo cinque minuti tra i canapi si sono create delle problematiche ed il mossiere non è riuscito a risolverle, nonostante le raccomandazione fatte da noi capitani il 13 mattina davanti al Sindaco. Gli strumenti a disposizione li aveva, ma non li ha usati e questa è un aggravante».

CONCORDA con Mandriani Marco Giannini, capitano della Lupa: «E’ evidente che così non va — osserva — . Comunque credo che le caratteristiche del mossiere si conoscevano anche in passato, quindi oggi non dobbiamo stupirci. Ci voleva maggiore decisione da parte sua, invece c’erano contrade non al loro posto e si è verificato uno schiacciamento verso il basso. La mossa è stata lunghissima e quando siamo partiti c’erano molte contrade fuori posto, una rigirata e una è rimasta ferma».

SULLA STESSA LUNGHEZZA d’onda anche Andrea Franchi dell’Istrice e Silvano Focardi della Chiocciola: «L’operato del mossiere non è stato all’altezza della sua esperienza pluriennale sul verrocchio — commenta Franchi — perché la mossa è stata lunga e piena di difficoltà Gli fa eco Focardi: «Se valutiamo la mossa valida, con due contrade e mezzo rimaste tra i canapi, potevano essere buone anche le altre».

PAOLO GIANNINI, capitano della Pantera, evidenzia anche altre responsabilità oltre a quelle del mossiere: «La responsabilità è sua, ma anche delle contrade, dei fantini e di chi non esercita un potere sanzionatorio adeguato. Credo che il sistema di sanzioni che passa dal mossiere al comune sia un sistema barocco».

CERTAMENTE non positiva anche la valutazione di Vanni e Fatucchi, capitani di Giraffa e Torre, che auspicano un confronto da fare in inverno. «La mossa di agosto è figlia di quella di luglio — commentano all’unisono i due capitani — e questo nonostante il confronto avuto con il mossiere dopo il Palio di luglio. Sicuramente c’e qualcosa da rivedere e ci aspetta un inverno di riflessione nel quale sarà necessario valutare attentamente e con serenità la situazione».
Sintetico il commento di Paolo Betti, capitano vittorioso della Civetta: Per il mossiere parlano i fatti, la mossa di ieri l’abbiamo vista tutti. Ne parleremo con calma in inverno».

Gabriele Voltolini da La Nazione
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Le altre buste

Messaggio  jabru il Mar Ago 18, 2009 4:18 pm

Mossa, con le altre due buste di rincorsa la Torre o la Lupa

Sarebbe stata la Torre con Francesco Caria detto Tremendo su Guschione a entrare di ricorsa se la sera del Palio fosse stata cambiata la busta. Questa ipotesi avrebbe visto la Pantera allo steccato, seguita da Onda, Istrice, Civetta, Aquila, Chiocciola, Lupa, Giraffa e Leocorno.
Con il terzo ordine di mossa invece sarebbe stata la Lupa con Gianluca Fais detto Vittorio su Gammede. In questo caso sarebbero state chiamate tra i canapi Onda, Giraffa, Aquila, Pantera, Torre, Leocorno, Chiocciola, Istrice, Civetta.

>>17/08/2009 14.33.00(SIENANEWS)
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Parla Reitano

Messaggio  jabru il Mer Ago 19, 2009 4:31 pm

Siena, 19 agosto 2009 - "Se i cavalli scelti in questa Carriera non dovessero essere ritenuti idonei al Palio, la commissione veterinaria meglio di così non sa fare. Lancio pertanto una provocazione: dovrebbe essere avvicendata". Il colonnello Marco Reitano, che ormai da dieci anni segue i barberi della Festa, traccia un bilancio positivo dell’Assunta. "Mi riferisco agli aspetti di nostra competenza — sottolinea —, anche se è stato un Palio un po’ sofferto da parte di tutti per la mossa particolare. Sicuramente complessa anche per l’agitazione che, a mio avviso, non dipendeva certo dai cavalli. Sono particolarmente soddisfatto sotto l’aspetto clinico-veterinario se si pensa che Indira bella dell’Aquila ha fatto grande fatica nella fase fra i canapi effettuando poi una corsa bellissima, dimostrando capacità atletica fuori dal comune. Quanto al cavallo della Pantera è andato al Ceppo solo per un controllo, l’abbiamo visto tutti correre e rientrare in Contrada regolarmente".


Vi è piaciuta la scelta dei capitani?
"Perfetta. Hanno deciso che Fedora e Già, stante la loro esperienza, se fossero stati inseriti avrebbero sbilanciato il lotto. Così si sono visti diversi debuttanti, scoprendo anche nomi nuovi".


Come si può correggere una mossa così lunga?
"Il nostro compito non è questo, attiene alla tutela del cavallo. Ma una fase di partenza così prolungata dimostra che esiste una piccola falla nel meccanismo. Tutto è andato bene perché sono scesi sul tufo soggetti adeguatamente preparati, tuttavia aumenta il rischio anche in corsa. Non credo dunque che la mossa lunga dipenda tanto dall’uomo quanto dal meccanismo. Visto che il Comune e la città hanno compiuto passi in avanti enormi per la salvaguardia del cavallo, non corriamo il rischio che qualche frustata di troppo e l’esasperazione causata dalla lunghezza della partenza possano non essere capite dagli osservatori esterni".


Eliminare la diretta Rai potrebbe essere una soluzione?
"Momentaneamente può aiutare, forse, ma il meccanismo della mossa va sicuramente rivisto. I problemi tanto vale affrontarli subito piuttosto che rimandarli dando una risposta preventiva ad eventuali critiche o denunce. Ho vissuto la partenza a un metro dai cavalli rilevando un trend che è bene cambiare subito".


E’ solo colpa di chi sta sul verrocchio?
"Guglielmi rischia di essere un altro capro espiatorio, eppure è bravissimo nell’abbassare il canape al momento giusto. Credo che vada risvegliata la coscienza dei dirigenti e dei fantini. Se iniziamo a dare sanzioni pesanti a questi ultimi, che sono coloro che hanno i maggiori interessi, le cose possono cambiare. E poi secondo me non va usato il nerbo durante la mossa: una partenza così lunga ma senza la nerbata avrebbe cambiato molto. Le regole entrano in gioco quando l’uomo non sa gestirsi".


Il mossiere deve avere più poteri?
"Più poteri coercitivi nei confronti dei fantini. Manca soltanto questo anello".


La commissione resta?
"Lo scorso Palio abbiamo avuto molte perplessità, ora mi sembra che con i capitani sia tornato il sereno. Abbiamo iniziato il percorso con il sindaco Cenni, vorremmo concluderlo insieme. Se la prossima amministrazione avesse poi bisogno della nostra esperienza e memoria storica, disponibili".

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Mossa

Messaggio  jabru il Mer Ago 19, 2009 4:35 pm

mossa e mossiere, si continua a discutere 19 agosto 2009

Si continua a discutere – e la sensazione è che lo si farà a lungo – sulla mossa, o meglio sulle estenuanti mosse, dei palii di luglio ed agosto, che evidentemente hanno palesato un problema di gestione. Ma se è vero che il mossiere Guglielmi di Vulci poteva usare un po’ più di polso, è vero anche che va risvegliata la coscienza dei dirigenti e soprattutto dei fantini. A sottolinearlo è Roberto Barzanti, ex sindaco e profondo conoscitore del palio, che evidenzia anche la negatività di aver ipotizzato un rinvio del palio per le difficoltà al canape.
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Civetta: il corteo della vittoria

Messaggio  jabru il Dom Ago 23, 2009 6:45 pm

Stasera il Corteo della Civetta


trent'anni di digiuno sono lunghi, troppo lunghi. Così si corre il rischio che quando arriva il grande giorno non si sappia davvero cosa fare. E' successo a caldo a qualche civettino, ed è il bello del gioco. Ma stasera, tutto il Castellare in festa saprà esattamente cosa dovrà fare. E' il giorno, o meglio la sera, del Corteo della Vittoria. Un corteo atipico ma non il primo di notte, che però richiama esattamente la storia di questo Palio. La Contrada della Notte, la Civetta, ha vinto al buio, dopo 75 e passa minuti di mossa: impossibile non pensare ad un Corteo notturno.
Così stasera, a partire dalle ore 21 circa, il centro città si riempirà con i colori e le allegorie della Civetta, che non dimentichiamoci che si è anche "scuffiata". Dopo trent'anni di sconfitte e di delusioni, con il Leocorno che in questo periodo ha festeggiato ben sette Carriere, oggi è la sera della rivincita. Quella sera che sarà illuminata dalla gioia di chi ha vissuto una gioventù o anche una vita intera con il sogno di vedere Istriceddu e Brio trionfare e che domenica scorsa ha visto i propri desideri realizzarsi.

>>23/08/2009 12.57.00(SIENANEWS)
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Scintille fra Civetta e Leocorno

Messaggio  jabru il Mar Ago 25, 2009 3:57 pm

Siena, 25 agosto 2009 - NESSUNO se lo aspettava. Nessuno credeva che la serata del corteo, dell’addio alla cuffia e del brindisi in piazza Tolomei sarebbe finita con una scaramuccia memorabile in via Sallustio Bandini fra contradaioli del Leocorno e della Civetta che, giustamente, si godevano la «loro» serata. Ieri mattina se ne faceva un gran parlare in città, sia per la tempistica, sia perché nulla lasciava presagire che sarebbe accaduto poiché quando la rivale vince è tradizione che l’avversaria vada a letto, come riconosce infatti il priore di Pantaneto Lorenzo Sampieri. La società del Cavallino, inoltre, era aperta anche se la domenica sera, tradizionalmente, è chiusa e non viene previsto neppure il servizio. Ovviamente va messo in conto che il Castellare ha alle spalle 30 anni di sfottò e Pantaneto, dal canto suo, viene da sette successi conseguiti nello stesso arco di tempo. Gli ingredienti, volendo, c’erano perché potesse scoccare qualche scintilla che fa parte della Festa e del suo tessuto connettivo. Ma non così.

TUTTO sarebbe iniziato intorno alle 2 in cima a San Vigilio, al confine fra le due rivali, quando ancora la cena-brindisi appendice del corteo notturno della vittoria era in corso. Basta una parola per scaldare gli animi e far scoccare la scintilla. Si è favoleggiato, ieri, sull’accaduto, sullo «scambio di vedute» fino a metà discesa e oltre, verso piazzetta Grassi. Fino a che la dirigenza della Civetta non è intervenuta rapidamente riportando la calma, come si addice alle Contrade e alla tradizione. Nel frattempo qualcuno che forse non riusciva a dormire per via dell’inevitabile baccano ha chiamato le forze dell’ordine. Sono arrivati volante della questura e carabinieri ma tutto era finito, i bollenti spiriti ghiacciati. Definitivamente.

«MI E’ DISPIACIUTO dell’accaduto, se non succedeva era meglio. Continueremo comunque a festeggiare all’insegna della tradizione e faremo il possibile affinchè non si ripetano scaramucce un po’ sopra alle righe. Si tratta di esempi da non imitare, insomma, deve finire qui», rimarca il priore del Castellare Carlo Rossi. Che prosegue: «Era una serata di grande festa per noi, vorrei che venisse ricordata per questo motivo. L’invito è di continuare a divertirsi in maniera sobria perché l’occasione è unica, dopo tanti anni di attesa». Annuncia l’intenzione di sentirsi con il priore del Leocorno Lorenzo Sampieri che, da parte sua, non lesina parole dure. «La mia Contrada rispetta la vittoria dell’avversaria che ha diritto di divertirsi e godere del successo rispettando naturalmente il nostro territorio e venendo rispettata dai nostri contradaioli. Ciò premesso aggiungo che la Contrada non c’entra con l’episodio, nel senso che mi rifiuto di farcela entrare per dare copertura e ’nobiltà’ a comportamenti che esulano dalla tradizione e dal normale vivere civile. Tantomeno sono giustificabili sotto il profilo contradaiolo: la mia è una condanna ferma. Non ho mai condiviso certe scaramucce quando vinceva il Leocorno, figuriamoci quando ha vinto la Civetta. E noi, intendo del Leocorno, dobbiamo andare a letto come ogni Contrada a cui ha vinto la rivale. Le inimicizie finiscono con il Palio, che non dura e non può durare 365 giorni all’anno». Sampieri non esclude l’assunzione di provvedimenti interni «sebbene sia prematuro parlarne. Mi sentirò però con Rossi, anche solo per ringraziarlo. Loro c’erano a calmare gli animi e noi no, partendo dall’assunto che non ci dovevamo essere per il motivo illustrato sopra. Ribadisco che la Contrada non avalla certi comportamenti».

LAURA VALDESI da La Nazione
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Seguitano le polemiche sulla mossa

Messaggio  jabru il Mer Ago 26, 2009 4:45 pm

sulla mossa il parere di Daniele Masala 26 agosto 2009

Non si è ancora placata l’eco della polemica sollevata dalla lunghissima mossa del palio di agosto, che poi non ha fatto altro che rinfocolare quella suscitata dalla mossa della carriera di Provenzano. I capitani delle contrade sembrano intenzionati a “bocciare” Giorgio Guglielmi di Vulci e già si pensa ad un sostituto. Nei giorni scorsi è tornato a circolare anche il nome di Daniele Masala, che è stato mossiere nei palii del 2005 e 2006
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Piazza del Campo - per la Civetta cambia il Regolamento

Messaggio  jabru il Mar Set 08, 2009 4:29 pm

Dopo la corsa Anche la cena in piazza del Campo

La cena della Civetta si farà nella nicchia di piazza del Campo. Una deroga temporanea al regolamento municipale sull’uso del salotto buono, consentirà alla contrada che ha trionfato nel Palio dell’Assunta, di svolgere in spazi sufficientemente adeguati, la rituale cena e la festa della vittoria. Tramontata, per ragioni di sicurezza, la possibilità di festeggiare in via Banchi di Sopra e considerando che il rione non dispone di luoghi sufficienti per allestire l’evento, la dirigenza del Castellare ha avanzano all’amministrazione comunale la richiesta di poter accedere nel luogo prediletto da tutti i contradaioli: là dove si è materializzato un sogno e dove è bello poterlo celebrare. La modifica al regolamento passa al vaglio del consiglio comunale nella seduta che si svolgerà questa mattina, non è escluso che qualche consigliere assuma posizioni contrarie a questo indirizzo, ma l’orientamente sembra comunque sostanzialmente condiviso dalla maggioranza. Si parte dalla considerazione che la Civetta si trova in una condizione di reale difficoltà, mancando, come detto, di aree adeguate allo svolgimento della cena della vittoria. E’ vero anche, come affermano alcuni, che altre contrade in passato hanno avanzato richieste analoghe al Comune di Siena che sono state respinte, ma è anche vero che le contrade in questione potevano contare comunque su una configurazione rionale più consona all’allestimento di una cena, sebbene molto numerosa. Potrebbe anche accadere, (e questa sembra la volontà di molti amministratori), che la deroga che in qualche modo costituisce un precedente, possa offrire lo spunto per aprire un dibattito all’interno del consiglio comunale che porti a modificare definitivamente il regolamento, stabilendo che anche le feste delle contrade possano essere accolte in piazza del Campo, naturalmente attenendosi a vincoli prestabiliti e condivisi. Non è escluso quindi che la Civetta apra la strada a un uso meno restrittivo della piazza, del resto in passato alcune contrade hanno celebrato la loro festa nel Campo, l’Oca per esempio lo ha fatto nel 1977 e nel 1984. Dunque la parola passa al consiglio comunale. Nei giorni scorsi si era pensato anche di affidare il provvedimento temporaneo ad una ordinanza del sindaco, idea poi accantonata per lasciare spazio al pronunciamento diretto del massimo consesso cittadino e per aprire un dibattito che appunto potrebbe portare a modifiche definitive

Gaia Tancredi da Corriere di Siena
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Re: dopo Palio

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