Fantini

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Massimo Coghe

Messaggio  jabru il Lun Set 19, 2011 5:33 pm

Coghe: "Se a Siena fossero stati un po' più lungimiranti....."
19/09/11 - 13:47Con la vittoria di Asti il fantino chiude la carriera
E' un rammarico che non lo abbandona, nemmeno nell'euforia della vittoria del palio di Asti. Massimo Coghe proprio non digerisce di essere stato messo da parte a Siena quando poteva dare il meglio. Quando non era ancora un fantino finito, come lo hanno etichettato. E quando lui non si sentiva affatto finito. Ad Asti, quella di ieri, è stata la quinta vittoria ed è stato anche il modo migliore per chiudere la carriera. "Che smetto di correre potete starne certi - ha detto stamani ai microfoni di Antenna Radio Esse - e sono contento di farlo in questa maniera. Avrei voluto fare così anche a Siena, ma non ci sono riuscito".
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Migheli e il Drago si separano

Messaggio  jabru il Mer Set 21, 2011 4:13 pm

Alessio Migheli e il Drago si separano
21/09/11 - 10:46Il fantino senese libero professionista del Palio
La voce circolava già da alcuni giorni ma adesso è ufficiale: Alessio Migheli e il Drago si separano e il fantino senese torna ad essere un libero professionista del Palio. In diretta radiofonica, Girolamo racconta le sue sensazioni e le aspettative per la stagione paliesca 2012

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Massimo Coghe si racconta

Messaggio  jabru il Gio Set 22, 2011 5:26 pm

Uno dei momenti più belli della sua vita, ma anche uno dei peggiori. Lo descrive così Massimo Coghe, questo periodo, in cui ufficialmente ha detto addio alle corse.

Massimo, un giorno importante per te questo. Una vittoria strepitosa ad Asti, ma anche l’addio alle corse. Come ce lo descrivi?

“Diciamo che oggi ho un gran mal di schiena!(sorride..n.d.r.). Oggi è decisamente uno dei giorni più belli della mia vita e soprattutto della mia carriera. Ho vinto ad Asti, così come avevo dichiarato che avrei fatto. Dicono che le cose dichiarate valgano doppio! E’ un giorno bellissimo perché riesco a chiudere la mia carriera con una vittoria bellissima e credo questo sia un sogno che tutte le persone ambiziose come me abbiano. Ho portato la vittoria ad una contrada che non aveva mai vinto il palio ed è una maggiore soddisfazione.

Inoltre, ad Asti, ho sentito molto affetto intorno a me e non credo sia stato solo per la vittoria. Credo di esser riuscito a lasciare un segno importante a questo mondo. Credo di aver fatto una buona impressione sia come fantino che come uomo e questo non può che inorgoglirmi”.

Però anche uno dei giorni più brutti…Come mai?

“E’ un giorno brutto perché lascio davvero questo mio mestiere che amo con tutto me stesso. Mi mancherà decisamente moltissimo. L’adrenalina, quelle scosse fortissime, che provo quando salgo a cavallo per gareggiare saranno difficili da ritrovare e mi mancheranno moltissimo”.

Decisione definitiva quella di smettere?

“Sì, è una decisone maturata con il tempo. Avevo dichiarato di smettere già altre volte ma il richiamo della foresta è stato sempre più forte. Non sono mai riuscito a smettere davvero. Avevo bisogno di uscire di scena con una grande vittoria e credo adesso di esserci finalmente riuscito”.

Il Palio di Asti ti ha visto anche gareggiare contro tuo figlio Andrea che sempre di più sta crescendo e imparando da te. Una sorta di passaggio del testimone?

“E’ stato un altro tassello importante della mia carriera fare in modo di correre e vincere nel giorno in cui mio figlio faceva il suo debutto in un palio importante. Mi dispiace molto non averlo avuto con me in finale. Purtroppo ad Andrea è andato tutto storto in questo palio. Il sogno più grande ancora sarebbe stato proprio quello di averlo in finale”.

Cosa farai adesso?

“Ancora non ho deciso cosa farò da grande…sono sincero! Sicuramente dovrò inventarmi qualcosa che mi continui a dare emozioni forti. Decisamente resterò in questo mondo”.

Aiuterai quindi anche Andrea a crescere sempre di più e a farlo diventare un grande fantino?

“Certamente, questo mi sembra più che doveroso e lui se lo merita davvero”.

Avrai anche più tempo per fare il nonno. La nascita della tua nipotina ti ha reso davvero felice e riempito la vita.

“Decisamente sì. Domenica me l’hanno portata nei box e mi sono emozionato così tanto che è riuscita lei a farmi piangere dalla commozione. Non avevo mai pianto per un palio”.

Più tempo anche per preparare al meglio i tuoi cavalli. A tal proposito, Già tornerà davvero in Piazza?

“E’ presto per dirlo. Lasciategli vivere in serenità la sua riabilitazione prima di stabire se tornerà o meno. Ad ogni modo sarà solo lui a decidere se vorrà tornare a correre o meno. Nessun altro”.

Questo è decisamente uno degli aspetti che più sono da apprezzare di te. Riesci ad entrare in piena sintonia con i cavalli, letteralmente parli con loro. Questo è il segreto del successo?

“Esatto. Io spero di essere anche stato d’esempio per i ragazzi che stanno intraprendendo questo mestiere. Con la forza non si ottiene nulla dai cavalli, anzi. Magari una volta ti ascoltano ma la volta dopo te la fanno pagare. Il cavallo va capito, va capita ed accettata la sua natura e mentalità. Ecco perchè io, seguendo il metodo gentile, ho sempre avuto cavalli sereni e tranquilli. Ci tengo anche a ribadire un concetto, con le troppe nerbate si va da poche parti. Il cavallo non corre di più perchè sente il nerbo, anzi, magari corre anche più piano e peggio. Il cavallo va ascoltato, guidato ed accompagnato e lui ti seguirà. La legge della forza con i cavalli non funzionerà mai!”:

Elena Casi da SIENANEWS

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Brio si racconta

Messaggio  jabru il Ven Set 23, 2011 6:07 pm

E’ davvero finita la stagione paliesca ed anche il fresco vincitore della Carriera di agosto, Andrea Mari, inizia a godersi le sue meritate ferie.

Andrea, finito anche il Palio di Asti. Adesso che farai?

“Finalmente andrò un po’ in ferie. Ovviamente sarò anche nella Giraffa a festeggiare con questo stupendo popolo la vittoria d’agosto”.

Quando riprenderai ad allenarti in vista della prossima stagione di corse?

“Verso metà novembre. Il lavoro da fare è molto. Ho circa dieci cavalli in scuderia, però adesso voglio davvero rilassarmi per un po”.

A proposito di cavalli, da te è arrivata dalla Sardegna una bellissima cavallina di nome Pallottola. Un buon soggetto?

“Credo proprio di sì. Ha già fatto alcune corse e l’aveva vista Simone Mereu che ce ne ha parlato molto bene. Siamo andati a vederla, ci è piaciuta moltissimo e l’abbiamo comprata. Ha tre anni, quindi non farà certo il Palio il prossimo anno ma avrà il tempo per fare esperienza ed allenarsi al meglio grazie alle corse in provincia.

Un regalo che ti sei concesso vista la vittoria?

“Se ogni volta che vinco dovessi comprarmi un cavallo sarebbe un guaio! No, era tanto che non compravo un cavallino per il Palio, prendevo solo dei soggetti per allenarmi. Pallottola mi è piaciuta e non me la sono fatta sfuggire”.

Si parla di cambiamenti imminenti nel protocollo. Sei fiducioso?

“Sì, moltissimo. L’amministrazione ha dimostrato di aver capito i problemi e mi sembra si stia muovendo al meglio. Sono molto fiducioso, credo che la prossima annata le cose saranno a posto. Anche perchè peggio non può andare! Comunque, si parla di sicurezza, giuste le misure preventive, ma credo davvero che non sia la Piazza il problema. Il problema è stato che i cavalli quest’anno non hanno avuto modo di correre. Non ci sono state le corse adeguate e nelle piste adeguate. Un conto è correre a Fucecchio un altro in Piazza. I cavalli non hanno avuto la possibilità di fare esperienza e questo ha portato ai problemi che si sono verificati a luglio e agosto”.

Proseguono gli ottimi rapporti con la Giraffa?

“Decisamente sì. Sono persone fantastiche, come una famiglia. Mi hanno dato l’opportunità di vincere questo Palio, hanno creduto in me e nel mio lavoro. Non posso che ringraziarli.

Forte anche il tuo avvicinamento alla contrada della Chiocciola. C’è la possibilità che tu possa diventare fantino di contrada?

“No, ma perchè io al momento non ho intenzione di legarmi ad una contrada come fantino. Con la Chiocciola ho ottimi rapporti che si sono intensificati quest’anno. E’ una contrada che stimo e non sarebbe certo un problema fare il loro fantino di contrada, solo che davvero non voglio oggi legarmi a nessuno”.

Elena Casi da SIENANEWS

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Aceto e Oca fanno pace

Messaggio  jabru il Gio Set 29, 2011 5:31 pm

Hanno fatto insieme la storia del Palio di Siena, Aceto e la contrada dell’Oca.

Andrea de Gortes ha esordito in Fontebranda il 16 agosto 1967 su Danubio, per poi vincere l’anno successivo montando la cavallina Livietta in una Carriera quanto mai rocamnolesca dove la vittoria sembrava tutta per il Leocorno. Da quell’anno una serie di successi, di modi di fare il Palio che ancora oggi restano indelebili nelle menti dei contradaioli e sono frutto di racconti nelle varie contrade.

Poi, la brusca interruzione dei rapporti, con Aceto che diventa fantino della Tartuca e il 2 luglio 1996 va a correre il suo ultimo Palio nella Torre. Decisone mal digerita da molti ocaioli tanto che le strade che portano in Fontebranda e quelle di De Gortes si separano definitivamente.

I successi, i momenti di felicità però spesso riescono a rinsaldare anche i legami più difficili ed infatti, dopo oltre 10 anni, Aceto è stato invitato alla cena della vittoria che si è svolta domenica sera alle Fonti di Fontebranda.

Aceto, emozionante tornare in quella che per molti anni è stata la tua seconda casa?

“Sì, moltissimo. Mi ha fatto molto piacere tornare nell’Oca. Dopotutto abbiamo lavorato insieme per oltre venti anni ed abbiamo fatto delle ottime cose insieme. Abbiamo scritto una pagina di storia del Palio è la realtà dei fatti questa. Non c’è stato nulla da riconoscere perchè la nostra storia è sempre stata sotto gli occhi di tutti”.

Per tanti anni però non eri certo il benvenuto?

“E’ vero. Infatti mi ha fatto piacere domenica parlare con tanta gente che prima non mi rivolgeva più la parola. Io non mi sono mai venduto e non ho mai nascosto ciò che provo per gli ocaioli, i rapporti si sono deteriorati per dei malintesi.

Sicuramente però, l’aver corso nella Torre non ha però aiutato i tuoi rapporti con Fontebranda?

“Sicuramente quella scelta non ha fatto piacere ma io non ero più il fantino dell’Oca, ero il fantino della Tartuca. La rottura con l’Oca c’era già stata ed ancora non avevamo chiarito”.

Emozionante vedere tuo figlio al concone?

“Sì, perchè Antonio è un ragazzo davvero in gamba che si merita tutto questo bene”.

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Massimino

Messaggio  jabru il Lun Ott 10, 2011 9:02 pm

La carriera di Massimo Coghe detto Massimino è arrivata al capolinea. Una carriera infinita, fatta di gioe e dolori, di delusioni cocenti e di rivincite coraggiose. Nel Palio, come nella vita, non conta quante volte cadi ma come riesci ad alzarti ogni volta. Per talento, esperienza, fortuna o determinazione, Massimino è sempre riuscito ad uscire dai momenti difficili a nerbo alzato, zittendo chi non perdeva occasione per darlo per finito. Del Palio di Siena dice: "Non ci ho capito niente, con un talento come il mio tre vittorie sono poche..." Massimino si confessa ad Ok Siena nel suo piccolo museo, una stanza ricca di foto e cimeli dei suoi trionfi a Siena ed in Italia, un luogo capace di dare la sensazione immediata di cosa significhi “realizzare un sogno”. Un sogno partito da Norbello, paesino nel centro della Sardegna, molti anni fa.
Cosa c'era nella vita di Massimino prima di arrivare a Siena?
"Da piccolo lavoravo nell'azienda agricola di mio padre: avevamo cavalli, mucche e pecore. La mia passione per i cavalli iniziò molto presto e all'età di soli dodici anni scappai di casa per fare una corsa a pelo in un paese vicino al mio. Non so come feci, forse perché pesavo solo trenta chili, ma riuscii a bagnare il mio giovane esordio con una vittoria ed in quel preciso momento iniziò la mia vita da fantino. Dopo quattro mesi corsi ancora, e dopo solo un anno presi parte a tutte le corse ed i paliotti della Sardegna. Alla prima vittoria, ne feci seguire molte altre ed il mio soprannome “Massimino”, venivo chiamato così per la mia stazza fisica non proprio imponente, fu ben presto sulla bocca di tutti. Alcuni di questi successi li ottenni con soggetti che poi si sarebbero fatti conoscere anche in Piazza del Campo, come Caronte e Baiardo."
Come sei arrivato nella Città del Palio?
"Dopo che vinse il Palio nel Nicchio nel 1984, Cianchino venne a fare un paliotto a Nuoro in cui correvo anch' io. Mi si avvicinò e mi disse che una contrada di Siena, il Nicchio appunto, lo aveva incaricato di trovare in Sardegna un ragazzo “sveglio” per fare il fantino di contrada. Aggiunse che si era rivolto a me perché nell'ambiente si diceva che ero il più figlio di buona donna di tutti. Appena mi domandò cosa ne pensavo, risposi prontamente: quando devo partire?"
Primo Palio, Luglio del 1986, nei Pispini arriva un Brandano già vittorioso l'anno prima nell'Oca. Come fu il tuo esordio in Piazza?
"Nonostante la mia poca esperienza, capii fin da subito che nel Palio di Siena due cose insieme non si possono fare ed allora, dato che il Nicchio era fresco di vittoria, mi concentrai ad ostacolare un Montone la cui accoppiata Pes – Baiardo dava non poche preoccupazioni."
Passano due anni ed il Nicchio ti affida un' altro cavallo da leggenda: Benito. Si dice che nei quattro giorni antecedenti la carriera fra i contradaioli regnasse un qual certo malumore; sia perché il Capitano aveva deciso di affidare ad un fantino inesperto il tre volte vittorioso Benito, sia perché te avresti potuto favorire la vittoria di quel Salvatore Ladu, tra i favoriti nell' Onda su Vipera, che ti aveva “portato” a Siena..
"Con l'incoscienza dei miei ventiquattro anni non mi accorsi che l'ambiente in contrada era teso fino a quando la mattina del 2 Luglio un mangino venne a parlarmi di questa situazione, spiegandomi che se per le prove mi fossi messo più in mostra sarebbe stato diverso. In effetti, io non sono mai stato un fantino da prove. Nei quattro giorni, ho sempre cercato di pensare ad accrescere il feeling con il cavallo senza perdermi in galoppate forsennate ed inutili, buone solo per strappare applausi dal palco. Per quanto riguarda Cianchino, covavo un forte desiderio di vendicare uno sgarbo che mi aveva fatto in una corsa a Nizza Monferrato e dunque non avrei mai potuto fare il Palio per lui. La mia dirigenza lo sapeva bene ed era sicura che nella mia testa ci fosse spazio solo per un forte desiderio di vittoria."
Dopo un anno esatto dalla prima vittoria sul tufo, monti ancora Benito, stavolta nell' Oca..
"Per me fu un palio drammatico. In Fontebranda mi lasciarono totalmente fuori dalla gestione del cavallo e per le prove trovai un Benito molto differente rispetto a quello che avevo montato l'anno prima nel Nicchio. Cominciai ad essere preoccupato ma non chiesi spiegazioni ai dirigenti sul perché mi tenessero lontano dalla stalla, pensando che nell'Oca si usasse fare così. Il giorno del Palio, all'uscita dall'Entrone, Benito mi scartò verso S.Martino in modo alquanto brusco rischiando anche di investire un vigile. Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso, arrivai al canape con troppi grilli nella testa e questo mi fece perdere il Palio. Benito corse fortissimo, nei tre giri mi resi conto che i miei dubbi su come fosse stato preparato il cavallo erano infondati ma ormai era troppo tardi. Nel Palio la testa di un fantino fa la differenza e in quell'occasione la mia la fece in modo negativo."
Siamo all'agosto del '90, Capitan Rugani ti porta in Vallepiatta per montare Galleggiante, che un mese e mezzo prima aveva trionfato nella Giraffa. Tre giri alla grande, poi il patatrac. Cosa pensasti quando vedesti la cavalla al Casato?
"Fino all'istante prima di cadere, credevo di poter passare all'esterno della cavalla. Questo perché dopo la cappella mi accorsi che lo scosso non stava venendo in contromano ma stava attraversando la pista andando dai palchi verso lo steccato. La cavalla capì troppo tardi cosa stava succedendo dietro di lei e quando entrai completamente nel suo campo visivo si fermò di colpo; poi, per scappare, anche a causa di una zoppia ad un anteriore, fece un movimento inconsueto caricando tutto il suo peso sul treno posteriore ed io la presi in pieno."
Come fu il dopo corsa?
"La contrada mi fu molto vicina, il Capitano in modo particolare. Nonostante non avessi vinto, il Dottor Rugani mi diede lo stesso un ingaggio considerevole dicendomi che per lui era come se l'impatto con quella cavalla non ci fosse mai stato."
Nei primi anni novanta arriva la decisione di interrompere il rapporto di fiducia con il Nicchio. Quale fu il motivo che portò al divorzio?
"Nel Luglio del '92, dopo l'Assegnazione mi chiamò una contrada a cui era andato in sorte un cavallo che io volevo montare. Il Capitano del Nicchio non mi ci fece andare dicendomi che mi aveva chiuso quella contrada durante l'inverno. Rimasi molto amareggiato di essere rimasto all'oscuro delle strategie della mia dirigenza ed il Settembre seguente, finita la stagione paliesca, comunicai al Capitano le mie intenzioni per l'anno che stava per venire, lui reagì sbattendomi la porta in faccia. Ecco come si è conclusa la mia storia con la contrada dei Pispini."
E dopo..
"Dopo mi trovai solo in un mondo che, in fin dei conti, avevo visto esclusivamente dalla palla di vetro in cui mi tenevano nel Nicchio. Quando sei fantino di contrada, hai il vantaggio o lo svantaggio, a seconda di come la si pensi al riguardo, di fare solo il Palio “a cavallo” perché a quello “a terra” hai chi pensa a farlo per te. Nell'inverno del '93 non sapevo veramente dove mettere le mani e fu in quella situazione che si fece avanti il Capitano della Selva. Mese dopo mese, l'intesa fra di noi crebbe a forza di cene assieme e nell' Agosto di quello stesso anno si concretizzò con la mia monta su Figaro proprio nella Selva. "
Come andò?
"Non andò molto bene. Figaro era all' ultima spiaggia e decisi di montarlo solo per il lavoro invernale fatto con Vallepiatta. Il veterinario poi era un po' strano, era un omeopata. Per carità, io non ho niente contro l'omeopatia ma credo che in quei giorni così stressanti i cavalli abbiamo bisogno di ben altro. La curiosità sta nel fatto che il veterinario cercò di curare un dolore alla cervicale che avevo in quel periodo con gli stessi metodi che usava per Figaro. Le prove passavano e sia io che Figaro stavamo sempre peggio. Feci un bruttissimo Palio, sono il primo a riconoscerlo, ma dopo, quel capitano, con cui tanto mi ero trovato bene durante l'inverno, mi girò le spalle."
Cioè?
"Cioè che mi voleva pagare quanto si da a chi vince una corsa a Monteroni. Per dignità personale non accettai quei soldi ed andai a chiedere al Dottor Rugani - che non era più il Capitano della Selva (N.d.R.) - se lui sapesse il perché il Capitano attuale si comportasse in quel modo. Venne fuori che credeva che mi fossi venduto ad un'altra contrada ed io ci rimasi malissimo. Da una persona con la quale mi ero confidato tutto l'anno e che io consideravo un vero amico non mi aspettavo tutto questo. In quel periodo avevo anche bisogno di soldi dal momento che avevo diversi mutui da pagare. La situazione precipitò: decisi di interrompere i rapporti con tutti, anche con il Dottor Rugani."
Un periodo difficile, da cui uscisti con la vittoria nella Pantera su Uberto...
"Nell'inverno fra il '93 ed il '94 bussarono alla mia porta i dirigenti della Pantera con una proposta economica interessante. Data la situazione contingente, ero appena uscito dalla diatriba con la Selva , risposi che avrei accettato solo se l'offerta economica fosse raddoppiata. Il Capitano della contrada di Stalloreggi mi disse che era una cifra spropositata e che anche uno come Bastiano si sarebbe accontentato di un terzo. Io rimasi fermo sulla mia posizione ed aggiunsi che se, a carriera finita, ci fosse stato anche solo un contradaiolo scontento non avrei voluto nulla. Per mia fortuna alla Pantera capitò Uberto e riuscii a vincere il mio secondo Palio, un palio non certo semplice dato che nell'avversaria c'era la temibile accoppiata Aceto - Oriolu de Zamaglia. Un cavallo che allenavo e di cui conoscevo pregi e difetti, situazione che mi permetteva di avere un vantaggio sull'Aquila."
Quell' Oriolu de Zamaglia che rimontasti due anni dopo proprio nell'Aquila formando l'accoppiata favorita , almeno sulla carta. Fra te e la vittoria però, si frapposero la Pantera e Franco Casu...
"Nonostante avessi vinto solo due anni prima nella Pantera, nell'Agosto del '96 non ci pensai più di tanto ed andai a montare nell'Aquila convinto di poter vincere sul mio cavallo. Alla Pantera poi, toccò in sorte Re Artù, un soggetto che avevo montato l'anno precedente nella Lupa e che non mi era piaciuto affatto. Appena arrivato nel Casato, fui informato che Franco Casu mi aveva cercato a casa, ovviamente provai subito a mettermi in contatto con lui, ma ormai era troppo tardi, era già in Stalloreggi. In quel Palio volevo vincere ed ho perso, semplice. Non ero d'accordo con il Bruco, se guardate bene io sono sempre rimasto fuori dai grandi “mucchi” di soldi. In quell'occasione ero l'antagonista di Cianchino e sia nel 2000 che nel 2005, quando vinsero Istrice e Torre, ero addirittura a piedi."
Altro palio, altro ottimo cavallo: nel '97 eri su Quarnero nella Civetta..
"Come ho già detto prima, la testa e lo stato d'animo di un fantino sono molto importanti. In quella carriera avevo forse troppa voglia di rifarmi della delusione del palio precedente ed al secondo Casato provai a passare da dentro Piazza pur di raggiungere la testa della corsa. Purtroppo da dentro Piazza non si può passare e centrai in pieno il colonnino finendo in terra."
L'Agosto dello stesso anno decidesti di ritornare in quella Selva che ti aveva fatto tanto penare quattro anni prima. Come mai?
"Non avevo molta scelta e decisi di tornare nella Selva per il buon rapporto interpersonale che avevo instaurato con il Capitano Del Porro. Per di più, mi trovai a montare una cavalla che in curva si “buttava” sempre: La Fanfara. Tempo prima l' avevo provata a Pian delle Fornaci ed ero andato addosso ad un irrigatore, ribaltandolo. Tonino Cossu, durante una prova del Luglio dello stesso anno, c' era caduto rovinosamente, rimanendo a terra svenuto. Insomma, per farla breve, avevo più di una remore a montarla ma sia per le Prove che per il Palio mi sorprese positivamente. Si dimostrò una bicicletta, non credo di aver più rimontato un soggetto così preciso nel curvare."
Oggi ci si domanda se sia giusto cambiare qualcosa nella curva del Casato. Dopo le cadute del Palio di Luglio c'è chi sostiene che i cavalli vedano lo spazio all'interno della camicia e si “buttino”. Te che ne pensi, è davvero un problema strutturale della curva del Casato oppure i fantini di oggi hanno meno mestiere?
"Che i fantini abbiano meno mestiere ci può anche stare ma io mi meraviglio di come si faccia ad essere sicuri dell'una o dell'altra cosa. Io sono franco e ti dico che non so dare una risposta precisa su tale questione."
Torniamo alla tua carriera, sembrava volgersi al termine ed invece nell'Agosto del 1999 arrivò il terzo successo personale. Vincesti nella Chiocciola, portando prima al bandierino Votta Votta, cavalla che fino a quel momento aveva fatto grandi palii senza mai riuscire a spuntarla..
"Non aveva mai vinto ma a me era sempre piaciuta. Dopo che a Luglio nella Chiocciola avevo fatto un brutto palio su Uir, dissi al Capitano Lotti che avrei montato solo Votta Votta e Lupo del Cimino. La sorte mandò in S.Marco la purosangue di Augusto Posta e l'accoppiata si formò di conseguenza. In contrada però il clima era veramente pesante e nel silenzio della cena della Prova Generale ricordo ancora che un contradaiolo si alzò dicendo: ” Lotti, se prima eravamo una contrada divisa, adesso siamo tutti d'accordo, siamo tutti contro di te “. Oramai avevo maturato l'esperienza necessaria per gestire una simile situazione, mi misi il paraorecchie ed andai per la mia strada. Non ascoltai nemmeno Augusto quando mi disse che alla cavalla servivano molte nerbate per andare forte. Per le prove misi in conto di dargliene solo tre e così feci il giorno del Palio. Alla fine, ebbi ragione io."
Nella Chiocciola tornasti dopo due anni per montare Ugo Sanchez, cavallo che un mese prima era giunto da scosso primo al bandierino per i colori del Leocorno. Cosa andò storto quella volta?
"Nonostante avesse vinto, a me Ugo Sanchez non piaceva per niente ed infatti chiesi anche di scartarlo al Capitano della Chiocciola. Quando monti su un cavallo in cui non credi è difficile fare bene."
Prima di smettere, nel Luglio del 2006, fai in tempo a correre su due buoni soggetti a cui solo la sfortuna ha negato la vittoria: Zilata Usa e Vai Go..
"Due grandi cavalli. Vai Go avrei voluto montarlo anche in altre situazioni ma non me n'è stata data la possibilità. Senza dubbio il cavallo più affidabile con cui ho corso il Palio."
Dopo il 2006, hai avuto occasione di rimontare?
"Promesse tante, ma poche situazioni concrete. Ero diventato un vecchietto dal dente troppo avvelenato ed il “sistema” mi ha fatto fuori."
A cosa ti riferisci quando parli di “sistema”?
"Quando arrivi ad una certa età, ed è tanto che non vinci, è normale essere considerato meno dalle dirigenze. La cosa anormale è che quelle poche strade aperte, che ti rimangono a fine carriera, ti vengano chiuse da un “qualcuno” che impone a quelle contrade di montare Tizio piuttosto che Caio."
Quale Palio vorresti ricorrere?
"Ne vorrei ricorrere due: quello del 1989 nell'Oca su Benito e quello del 1997 nella Selva su La Fanfara."
Quali sono le contrade con cui ti sei lasciato meglio?
"Se mi mettessi a ricordare le mie esperienze nelle quindici contrade in cui ho avuto la fortuna di montare, sono certo che mi verrebbero alla mente sia i ricordi belli che quelli brutti. In vent'anni di Palio, più che alle contrade resti legato alle persone che ti hanno fatto del bene. Allo stesso modo è inevitabile scordare chi si è comportato male nei tuoi confronti."
Usciamo dalle mura senesi, con l'ultima vittoria, ad Asti sei diventato una leggenda?
"Dei cinque che ho vinto, l'ultimo è quello che mi ha dato le sensazioni più forti, anche se non lo ho dato più di tanto a vedere. Non lo so spiegare molto bene ma è come se fosse stato scritto tutto in una sceneggiatura, come in un film: uno che ha detto “vinco e smetto”, e lo ha fatto davvero, non c' è mai stato, sono stato il primo nonno vittorioso nella corsa piemontese, sono riuscito a correre insieme a mio figlio e sono stato capace di portare il Palio in un Comune, quello di S.Damiano, che non aveva mai vinto. E' stato fantastico."
Il partecipare alla tua ultima corsa assieme a tuo figlio può essere interpretato come un passaggio di consegne. Semplificando, tuo figlio può diventare un fantino vincente almeno quanto lo sei stato tu?
"Andrea è un ragazzo che si sta impegnando molto e, obiettivamente, lo ritengo capace di diventare un fantino fuori dal comune, altrimenti non lo seguirei con tutta questa attenzione. Se in questi anni non avessi intravisto il lui la stoffa del vincente gli avrei consigliato senza troppa esitazione di andare a lavorare in fabbrica. Ha la grande qualità di rimanere lucido durante le corse, questa è una base solida su cui costruire una buona carriera."
Hai corso e vinto in tutti i paliotti d'Italia. Per un fantino che corre in Piazza del Campo con regolarità, quanto è importante la "Provincia"?
"Ogni corsa, anche la più insignificante, può darti una forte scarica di adrenalina, che poi non è altro che benzina per andare avanti durante l'anno. Dato che ho appeso il nerbo al chiodo non so dove troverò queste forti emozioni in futuro, e questo un po' mi inquieta."
Cosa farai da grande?
"Rimarrò senza ombra di dubbio nel mondo dei cavalli perché è il mio mondo. Farò l'allenatore, sperando di plasmare nuovi Già del Manhir, ed aiuterò mio figlio a fare il salto di qualità che gli manca per affermarsi nella sua professione."
E' il 29 Giugno del 2012 e la contrada X ti chiama per montare Già. Che fai?
"Non ci casco – sorride (N.d.R.) -. La mia decisione è definitiva, non correrò più. In questi anni ho provato in tutti modi a montare il mio cavallo in Piazza, ma hanno sempre preferito farci vincere gli altri. Poi chi ha detto che Già sarà della corsa il prossimo Provenzano. Sulle condizioni del cavallo si sono diffuse voci fra le più disparate. La verità è che Già sta recuperando, ma lo sta facendo come un soggetto della sua età, e questo potrebbe non bastare per il Palo di Siena. Anche perché, se lo riporterò, non lo farò per fargli fare la comparsa."


Matteo Mandriani da OKSIENA
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Gingillo a cavallo!!!

Messaggio  jabru il Sab Nov 19, 2011 8:02 pm

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Alessio Migheli

Messaggio  jabru il Mer Nov 23, 2011 5:23 pm

Alessio Migheli sa bene che il 2012 sarà un anno fondamentale per la sua carriera di fantino del Palio. Ha deciso di fare il libero professionista, sciogliendo il suo legame con il Drago, con cui però i rapporti sono rimasti ottimi. Adesso è in fase di cambiamenti, oltre ad allenarsi duramente in scuderia da Fabio Fioravanti, deve imparare a gestire tutti i tipi di rapporti con le dirigenze che sino ad oggi sono stati gestiti dal Drago:” Sì, questo è il primo inverno da single – sorride Alessio – ho preso questa separazione consensuale come stimolo per migliorarmi, non solo a cavallo, ma anche nei rapporti con le contrade che sino ad oggi giustamente venivano gestiti per me dalla dirigenza del Drago. E’ ora che inizi a prendermi da solo gli oneri e i doveri e piu responsabilità – prosegue Alessio – Dovrò darmi da fare”.

Il 2012 sarà un anno importante per te. Dovrai dimostrare molto. Ti mette ansia?

“No anzi, mi stimola a dare il meglio. So benissimo che sarà un anno fondamentale, spero della svolta. Sarà importante per me raggiungere subito il mio unico e massimo obiettivo: la vittoria. Non ho altro in testa”.

L’allenamento più intenso in vista del Palio inizierà dopo le feste natalizie, ma tu sei già a cavallo.

“Certo, in scuderia c’è sempre molto lavoro da fare. Sto allenando Nanneddu, un cavallino da ippodromo. Lo porto a correre alle corse mezzosangue a Grosseto e sta facendo bene”.

Hai acquistato in Sardegna anche un bel cavallino da Palio, Ozzastru. Ce ne parli?

“Si, l’ho preso ad agosto in Sardegna. E’ un buon cavallo, ovviamente dovrà imparare. Ha tanto da apprendere. Ma è pronto per la prossima stagione in Provincia”.

Molto probabilmente cambieranno molte cose in merito al protocollo equino ed ai contributi. Questo però non ti ha frenato nel comprare il cavallo nonostante ancora non si sappiano le misure richieste.

“Mi sono basato, come altri proprietari di Siena, sulle misure dello scorso anno. Non potranno poi cambiare di molto.

Credo che tutti abbiano fatto riferimento agli standard degli scorsi anni, non si può certo aspettare gennaio per acquistare un cavallo che per Aprile deve essere pronto. Spero di non aver sbagliato!”.

In sardegna solo a fare acquisti?

“No, più che altro per piacere. Sono stato a trovare i miei nonni, zii e cugini. A rilassarmi un pò”.

Eri in Sardegna proprio nel periodo più critico del contagio di numerosi cavalli dal virus della “Febbre del Nilo”. Come era la situazione?

“Era caotica. Si conosceva poco o niente di questo virus. Oltretutto, nonostante fosse ottobre, era decisamente caldo e le zanzare, portatrici del virus, erano ancora numerose. Adesso con il freddo l’allarme è rientrato”.

Come passerai il Natale?

“Con i parenti senesi a casa. Io sono per le cose semplici ed adoro restare in famiglia”.

Follie allora solo per l’ultimo dell’anno?

“No, macchè follie! Resterò come sempre a casa. Spesso mi addormento prima delle undici e a mezzanotte mi svegliano per il brindisi!”.





Elena Casi da SIENANEWS

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Strappo

Messaggio  jabru il Dom Feb 26, 2012 10:55 am

Siena, 25 febbraio 2012 - Una scuderia tutta sua. Un piccolo sogno che si avvera per il fantino Federico Ghiani, detto Strappo per quella memorabile presa durante la Tratta ai danni di Girolamo. Lo scorso anno il giovane, 27 anni, che è legato all’Aquila, si era appoggiato con i cavalli da Jonatan Bartoletti. Nel 2012 il passo avanti. “Mi sono trasferito vicino a Belcaro dove ci sono dei box e una pista dove muovere i cavalli — racconta il fantino —, di caso abito a San Rocco”.
Quali nomi prepari adesso?
“Ho Nottambulo e Mississipi, due soggetti molto positivi che hanno ben figurato lo scorso anno. Hanno svernato in modo ottimo, mi sembrano ulteriormente migliorati. Poi c’è la 4 anni Poetas di Gallura ed una puledra di 3 che si chiama Quiz de Ozieri“.
Già ripreso l’allenamento?
“Sì, da una quindicina di giorni. E da venti sono tornato a Siena dalla Sardegna dove ho lavorato con i cavalli che ho a casa“.
Una scuderia, dunque, aquilina quella che avete messo su.
“Sono legato alla Contrada anche per il 2012. C’è un buon rapporto“
Qualche contatto per i paliotti?
“Ci sono ma finora nessuna intesa definitiva“.
Il carattere è sempre impetuoso?
“Beh, sì. Quello certo non si cambia”.
Nel 2012 speri di tornare a indossare un giubbetto.
(Ride, ndr) E’ per questo motivo che sono a Siena. Mi farò vedere, finalmente si corre anche a Monticiano“.
Dirigenze in circolazione dalle parti di Belcaro?
“Ad ora nessuno, ma a questo pensa la Contrada”.

Laura Valdesi da La Nazione

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Bruschelli

Messaggio  jabru il Mar Mar 13, 2012 6:16 pm

"Vincere non viene mai a noia"
13/03/12 - 10:27Gigi Bruschelli commenta l'inizio della stagione di corse
E' un Bruschelli sereno e rilassato, quello che stamattina ha parlato ad Antenna Radio Esse. La stagione delle corse è appena iniziata e Trecciolino si prepara a viverla da protagonista. Da Legnano (dove ha vinto il suo allievo Sebastiano Murtas) al Palio di Siena, passando per un commento sul nuovo mossiere, il fantino senese ci spiega che ha ancora tanta voglia di successi, perchè -come ha detto- "vincere non viene mai a noia". Gigi Bruschelli, che nel fine settimana sarà impegnato con le visite primaverili dei cavalli, si presta a qualche battuta: "In questi giorni si parla della partenza delle corse ma a me interessa di più l'arrivo..."

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Gingillo è tornato!

Messaggio  jabru il Lun Mar 19, 2012 5:21 pm

Gingillo torna ed è fra i protagonosti delle corse a Fucecchio
19/03/12 - 10:11Il fantino ha pienamente recuperato dall'infortunio
Domenica di corse a Fucecchio, in una delle prime uscite stagionali per cavalli e fantini. Tanti senesi presenti fra gli spettatori, molto i protagonisti del Palio che si sono messi in evidenza. Fra questi anche Giuseppe Zedde detto Gingillo, tornato in forma dopo il brutto infortunio dello scorso anno, vincitore di una bella batteria in groppa a Nespolo de Bonorva. IL fantino è pienamente ristabilito, come ha raccontato ai microfoni di Antenna Radio Esse.

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Grave ex fantino colpito da un cavallo

Messaggio  jabru il Gio Mar 29, 2012 4:56 pm

E' stato colpito alla testa da un violento calcio di un cavallo. Per questo l'ex fantino del Palio Alessandro Cesario (aveva corso qualche prova in Piazza) è stato portato d'urgenza al policlinico delle Scotte dove si trova tutt'ora in condizioni piuttosto gravi. Al momento dell'incidente il 45enne si trovava a Murlo nella sua tenuta di fattoria Casabianca.
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Andrea Chessa

Messaggio  jabru il Mar Apr 10, 2012 5:12 pm

Andrea Chessa vince il Gran Premio a Fucecchio
10/04/12 - 10:25 Cavalli di nuovo in pista oggi a Monticiano
E' stata una bella affermazione, quella di Andrea Chessa a Fucecchio, nel Gran Premio che si è disputato ieri. Il fantino Nappa II, che ha parlato in diretta radiofonica, ha anche presentato l'appuntamento odierno alla pista del Tamburo: i cavalli tornano a correre a Monticiano e Chessa monterà Lo Specialista e Marrocula, due barberi già protagonisti in Piazza del Campo.

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Colombati: ho cambiato scuderia

Messaggio  jabru il Dom Mag 06, 2012 6:31 pm

Siena, 5 maggio 2012 — Ad allenare Lampante sarà un giovanissimo. Un fantino-ragioniere, Alessandro Colombati da Ronciglione. “Prima di dedicarmi a tempo pieno alla mia passione per i cavalli ho preso il diploma”, racconta con un pizzico di orgoglio. Male non fa: per emergere in Piazza servono umiltà, impegno e serietà. Più, ovviamente, doti naturali. Ma anche un pizzico di preparazione a tutto tondo non guasta.


A far parlare è stato il suo cambio di scuderia: Colombati è infatti passato da quella, gettonatissima dalle dirigenze, di Andrea Mari, ai box (altrettanto ben riforniti di mezzosangue da Piazza) di Massimo Donatini. “Quando è arrivata la telefonata di Massimo, Andrea ha capito che non potevo dire no. Perché era un ritorno a casa. Qui sono infatti arrivato nel 2009 muovendo i primi passi. Mi avevano dato una grossa opportunità», spiega il fantino che ha corso il palio a Bomarzo.
Avevi iniziato la stagione da Mari, però...
“Certo. A settembre sono andato da lui. E’ stato un toccasana. Mi ha dato tanti consigli, trattandomi come un fratello. Sono più allenato e preparato anche se di strada da fare ne ho ancora tanta”.
Adesso hai 21 anni: dove vuoi arrivare?
“A vincere il Palio, sennò che ci sto a fare a Siena! Per ora imparo, resto con i piedi per terra. Cerco di migliorare. Devo continuare come oggi (si riferisce alla rimonta con Pazzoso, ndr), mettendomi in mostra”.
Hai una grossa responsabilità: monterai Lampante. Che finora non ha troppo brillato.
"E’ vero, inutile nasconderlo. Ma è in fase di crescita. Non serve che sia al top in questo scorcio di stagione. Il 2 luglio sarà lì a combattere il Palio. Adesso si prepara per Ferrara, ha già l’ingaggio”.
E Colombati, invece, com’è messo con i paliotti?
“Di sicuro corro a Bientina per Guerrazzi”.
Laura Valdesi La Nazione

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Velluto

Messaggio  jabru il Mar Mag 08, 2012 9:42 am

Siena, 6 maggio 2012 — Vittorie in casa e fuori casa. Di professione non fa il calciatore, però, ma il fantino. Dino Pes (in arte Velluto) questa stagione sta bene. E’ determinato e, oseremo dire, rigenerato. Non ha mai mollato, anche nei momenti più delicati dopo otto Palii corsi (4 nella Giraffa, 2 nel Bruco, uno nel Valdimontone e nella Pantera). Lui c’è sempre stato, con serietà e passione. E un gruppo di ‘amici’ - i proprietari dei cavalli che allena in scuderia - sono stati capaci di dargli la carica.

Tutti chiedono cosa è successo a Dino Pes: sentiamo il diretto interessato.
“(Ride, ndr) Niente di particolare, solo che avere dietro le spalle una contrada, San Domenico, fa bene. Uno stimolo in più. E poi ho montato i cavalli giusti”.

Modesto, come al solito. Adesso stai a vedere che è solo colpa dei cavalli e non di chi li monta se figurano.
"Diciamo che è un momento di forma per l’intera scuderia”
Occolè, ad esempio, ha fatto le scarpe a Magic tiglio e al titolato Istriceddu.
“Nel cavallo ci abbiamo sempre creduto, dunque nessuna rivelazione. Ci stava anche di perdere con i due nomi che erano al canape”.
La famiglia è stata un supporto importante.
“Eccezionale. Eleonora sta dietro a tutti. Intendo ai miei due figli di 8 e 6 anni, e a anche a me”.
A Fucecchio gira il tuo nome: ci sarai?
“Alla tratta sicuramente. Ma di sicurezze ho solo a Legnano, poi vedremo Bientina. Un passo per volta”.
Qualche dirigenza in più si è vista?
“Stanno venendo a trovarmi alcuni dirigenti. S’interessano, non è poco... ma, ripeto, meglio fare un passo per volta. Comunque, se è questo che vuoi sapere, sono contento“.
Trenta anni a dicembre: Pes ha tutto il tempo per rientrare in gioco.
“La cosa importante è la salute, il resto viene da sè”.
Continui a dribblare la domanda. Andiamo avanti: quale è stata la ricetta più importante ai fini di questa rinascita?
“Importantissimo il sostegno della contrada di Legnano che si è presa una grossa responsabilità a rimettermi in gioco. E poi i proprietari che mi hanno portato nuovi cavalli. Un bel gruppo, sia quelli fedeli da sempre che i nuovi. Ho undici cavalli, mi aiutano due ragazzi sardi che montano la mattina ma per ora niente provincia“.
Con i tuoi colleghi come va?
“Bene con tutti, penso di essermi comportato correttamente. Non devo dare udienza particolare a nessuno perché quello che ho fatto è solo frutto del lavoro di Dino. Insomma, non ho da fare piacere, né qualcuno è farmeli”.
Insomma, giochi per te e basta.
“Questo è poco ma sicuro”.
Dino Pes, mai lanciato come adesso. Dove vuole arrivare?
“Ora si vede...”.
Laura Valdesi da La Nazione



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Siri colpito dal fuoco di sant'Antonio

Messaggio  jabru il Dom Mag 27, 2012 8:52 pm

Siena, 27 maggio 2012 - La voce è quella di chi ha provato una grossissima delusione. E' arrabbiato ma anche consapevole che non c'era via di uscita. "Sto meglio, ma ho avuto un mal di testa terrificante. E un dolore altrettanto forte al torace. Impossibile correre", racconta dall'ospedale di Legnano Antonio Siri.

Sfortunato il fantino legato alla Contrada del Drago che avrebbe dovuto difendere oggi i colori della Flora nella competizione che si svolge in terra lombarda. A sostituirlo sarà Alessio Corda, ingaggiato inizialmente per il palio degli scudieri. "Sì, è herpes o fuoco di Sant'Antonio che dir si voglia, quello che mi ha fermato. Sono ricoverato da venerdì e spero proprio che, salvo sorprese, domani i medici mi dimettano", aggiunge.

Questo stop del tutto imprevisto (accanto a lui la compagna Daniela che non l'ha mollato un attimo) non pregiudica certo la stagione paliesca. "Spero almeno - chiosa - che il Drago stasera venga estratto a sorte per luglio".

Laura Valdesi da La Nazione

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Fantini al lavoro prima del Palio

Messaggio  jabru il Mar Lug 31, 2012 10:18 am

Siena, 30 luglio 2012 - Ospite d’onore era Aceto. Presenti però sabato scorso a Pattada anche tanti fantini di Piazza, vedi Dario Colagè, in occasione del palio dei Comuni del Monte Acuto in Sardegna che ha visto trionfare Oscarin, mezzosangue preparato da Valter Pusceddu e montato da Giuseppe Piccinnu. Non è iscritto all’albo ma si è messo in grande evidenza: partito in testa, è arrivato primo. Alle sue spalle è giunto Gianluca Fais su Montiglio, nome che ha raccolto una raffica di successi in carriera. Al canape della manifestazione anche Lamdor guidato da Ireneo Cabiddu, uno dei volti nuovi della scuderia Bruschelli, c’era poi la vecchia conoscenza di Piazza Leo Lui, montato da Gianluca Mureddu e Alberto Bianchina con Parledi.

Sono intanto partite le grandi manovre per il palio di Feltre che si corre domenica prossima. A far parlare è soprattutto la presenza di Nadir de Mores, uno dei cavalli più interessanti della provincia. Difenderà infatti i colori del Duomo con Pusceddu che, annuncia, non la iscriverà alla previsita. Dunque, un altro nome chiacchierato dalle dirigenze per l’Assunta che scompare di scena. L’altro cavallo, Akcent, sarà montato da Sandro Chiti, di riserva Nino’s. Il Castello si è affidato a Giosuè Carboni e Alessio Corda che montano Melantò e Nassim, Port’Oria mette sul piatto Andrea Farris e Andrea Coghe su Intiveddau e Narcisco, mentre a fianco di Martin Ballesteros su Nottifrimmesmai ci dovrebbe essere Antonio Villella su Noioso. Mossiere è Gennaro Milone.
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Intervista a Tristezza

Messaggio  jabru il Mar Lug 31, 2012 10:45 am

“Il Palio è diventato troppo lineare”, intervista a Rosario Pecoraro detto Tristezza

foto tratta da www.ilpalio.org
Con cinque vittorie su quarantuno Palii disputati, Rosario Pecoraro detto Tristezza è uno dei più vittoriosi fantini del XX secolo. Ha regalato la gioia del successo ad Aquila, Selva, Istrice, Giraffa e Lupa. Ha corso almeno una volta per tutte le contrade, eccezion fatta per Drago, Oca ed Onda. E’ per il Palio del 2 luglio 1955 che Tristezza fa il suo esordio in Piazza del Campo: la dirigenza della Pantera gli affida il cavallo Rondello. La prima vittoria arriva dopo soli quattro anni dal debutto, il 2 luglio 1959 per i colori dell’Aquila su Salomè de Mores. Altro sigillo importante dopo solo un anno, il 2 luglio 1960 nella Selva va in sorte la forte Tanaquilla già due volte vittoriosa e la contrada di Vallepiatta sceglie Tristezza per puntare alla vittoria che arriva impeccabilmente.
Altra vittoria il 2 luglio 1961 per l’Istrice, strafavorito soprattutto per il fatto che la cavallina arrivata nella stalla – Uberta – ha vinto gli ultimi tre Palii consecutivi. La strepitosa cavalla non delude le aspettative neanche stavolta: Tristezza pare lanciato verso prossime vittorie, ma i periodi a seguire non saranno facili. Enorme la delusione al successivo Palio dell’Assunta, quando la Tartuca, che ha ricevuto in sorte Uberta, gli riaffida la monta della cavalla. In effetti alla mossa Tristezza scatta in testa e conduce in sicurezza fino al terzo San Martino: qui però cade e lascia via libera alla Torre, con Vittorino su Salomè, che vincono il Palio. Dopo ben sei anni dall’ultima vittoria, Tristezza torna a sorridere in occasione del Palio straordinario del 24 settembre 1967, indetto in occasione del LIX Congresso della Società Italiana per il Progresso delle Scienze. Il fantino siciliano corre per la Giraffae le chances di vittoria ci sono tutte, data la potenza del barbero da montare: Topolone. L’ormai indubbia classe di Tristezza non sortisce però nuove vittorie per molti anni. Il 2 luglio 1972 ha luogo una nuova grossa delusione. Tristezza corre per il Montone sul forte Orbello, ma deve fare i conti con l’altra grande favorita, la Tartuca, con Aceto su Mirabella. La lotta tra i due fantini è accesissima, finché al secondo giro Tristezza prende il comando. Sembra fatta, ma all’ultimo San Martino Orbello non curva, lasciando via libera ad Aceto. Tristezza non si arrende e l’anno dopo vince una gran Carriera, 2 luglio 1973, con Panezio per i colori della Lupa. Un successo indimenticabile che Tristezza ancora oggi porta nel cuore: “E’ impossibile dimenticare le vittorie al Palio – racconta Rosario Pecoraro – Io li ricordo tutti con grande passione anche perchè le mie vittorie me le sono sudate non sono state dettate solo dalla fortuna come invece è capitato ad altri”.
Lei adesso allena i suoi cavalli a Livorno. E’ rimasto in contatto con i senesi ed il Palio?
“Certamente, Siena è stata la mia casa per moltissimi anni. Continuo a seguire il Palio e spesso vado a fare anche due chiacchiere nella Lupa e nella Selva. Due contrade alle quali sono molto legato”.
Quanto è cambiato il Palio rispetto a quando correva lei?
“Molte cose sono diverse a partire dalle prove di notte. Oggi vengono fatte la mattina alle 5, sono regolamentate con tanto di vigili urbani, veterinari e addetti al tufo. Ai miei tempi si portavano i cavalli in Piazza alle 2 del mattino alla luce dei lampioni. Veniva sempre pochissima gente a vedere. Ad ogni modo anche se le cose sono cambiate la terra di Piazza è sempre la stessa e i palchi anche. Il Palio è sempre il Palio insomma”.
Molta la differenza rispetto a quando correvate solo con i purosangue?
“Sì la differenza è notevole. I mezzosangue sono decisamente più indicati ed adatti al tipo di corsa che prevede il Palio. Ai miei tempi c’erano pochissimi mezzosangue e visto l’incremento attuale si può dire che il Comune di Siena ha fatto bene a intraprendere questa strada. Ai miei tempi in generale i cavalli erano pochissimi, mica come oggi che c’è l’imbarazzo vero della scelta”:
Oggi il Palio è più equilirato dunque?
“Sì, i cavalli bene o male si equivalgono abbastanza e quasi tutte le contrade possono provare a vincere. Ai miei tempi c’erano due o tre soggetti forti a Palio come Guadenzia, Tanaquilla e Belfiore. Quindi solo due o tre contrade potevano ambire alla vittoria le altre facevano davvero solo numero”.
Tristezza come Trecciolino che poteva scegliere il cavallo migliore?
“Bhè diciamo che me la cavavo. Negli anni 60′ eravamo io, Vittorino e Gentili a essere cercati per primi dalle contrade quindi sì, ho avuto la possibilità di scelta in alcune occasioni. Salomè ed Uberta ad esempio, e con loro ci ho anche vinto”.
Ma la differenza più lampante che nota oggi rispetto ad allora quale è?
“Diciamo che al giorno d’oggi il Palio è più regolamentato in tutto. Le regole sono più ferree. Ai miei tempi volano più cazzotti tra le rivali ma non venivano poi squalificate. Al canape, tra fantini, ci davamo più noia. Disturbavamo di più la nemica. Oggi raramente si assiste a nerbate in corsa. E’ diventato tutto un po’ più lineare. La mossa è rapida, hanno tutti fretta di partire”:
Secondo lei perchè cavalli esperti come Istriceddu non vengono scelti dai capitani?
“Perchè se effettivamente un cavallo è più forte e si disttingue in questo dagli altri, se venisse preso solo una contrada su dieci potrebbe provare a vincere. Credo che i capitani preferiscano avere più possibilità di lottare per il Palio e non giocarsi tutto al momento dell’assegnazione”.
Trecciolino batterà il record di Aceto?
“Sì, credo che ce la possa fare. E’ ancora un ragazzo valido e in gamba”.
Trecciolino come Aceto?
“Ogni campione ha il suo tempo.Diciamo che oggi va di moda lui, domani andrà di moda un altro. Così come è successo a me e agli altri che han corso con me”.
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Trecciolino testimonial della LEGATUMORI

Messaggio  jabru il Mar Ago 07, 2012 12:40 pm

Trecciolino testimonial della Legatumori

Gigi Bruschelli si impegna nel sociale e sostiene la campagna di Legatumori che mira alla diffusione della cultura della prevenzione, unica arma davvero efficace per sconfiggere il male del secolo. Il fantino è diventato da ieri ufficialmente un amico speciale di Legatumori, impegnandosi in prima persona a promuovere nella nostra città i servizi che il centro di Massetana Romana può offrire soprattutto nel settore dell’endoscopia digestiva: “Il mio impegno sarà massimo per Legatumori – ha detto Bruschelli – ho conosciuto da vicino il centro e ho compreso che la missione che svolge ogni giorno in questa città e molto preziosa, anche per salvare vite umane. La mia collaborazione non finisce qui andrà avanti per tutte quelle iniziative in cui la Legatumori riterrà che il mio contributo possa essere utile alla causa”. I tumori del colon rappresentano, insieme a quelli del polmone, della prostata e del seno uno dei quattro big killer responsabili della maggiore mortalità per cancro. L’arma migliore per combatterli con successo è la prevenzione, cioè la possibilità di diagnosticarli il più precocemente possibile, Legatumori senese sta potenziando il proprio servizio di Endoscopia Digestiva diretto dal gastroenterologo dottor Giorgio Frosini.
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Trecciolino VS Aceto

Messaggio  jabru il Mer Ago 15, 2012 10:55 am

ACETO VS TRECCIOLINO
News 15-08-2012


Prima c'era il Re, poi è arrivato l' Imperatore. Andrea De Gortes detto “Aceto” e Luigi Bruschelli detto “Trecciolino” hanno dominato il Palio del loro tempo e lo hanno fatto in modi cosi' diversi da sembrare persino simili. In questa sede, non ci poniamo l'ambizioso intento di confrontare questi due grandi protagonisti della nostra Festa per decretare chi sia meglio dell'altro. E' un paragone impossibile da fare dato che Aceto e Trecciolino hanno vissuto epoche paliesche lontane anni luce anche se, curiosamente, l'Impero è nato proprio quando il Re è “morto”: quel luglio del 1996 in cui il Bruschelli nell'Oca superò a nerbate Aceto nella Torre; per “il nuovo” fu il primo sigillo, per “il vecchio” l'ultima carriera. Una volta c'era Andrea, poi è arrivato Gigi. Prima si amava Aceto, poi Trecciolino, si odiava “il De Gortes”, poi “il Bruschelli”. Ed allora, adesso che Trecciolino con la vittoria nell'Onda è arrivato ad un solo trionfo dal record del grande Aceto, pur non volendo cadere in confronti da bar, o più correttamente “da società”, può essere interessante metterli l'uno di fronte all'altro per analizzare a specchio le loro folgoranti carriere sul tufo.

GLI ESORDI

Andrea De Gortes arriva dalla Sardegna, è un ragazzo povero che sa a malapena scrivere ma ha una voglia matta di affermarsi nel Palio di Siena, non comprende ancora cosa sia esattamente ma gli basta sapere che con questa corsa di cavalli si può avere fama e ricchezza. Il giovane Aceto brucia le tappe: a ventun' anni indossa il primo giubetto, quello del Bruco, al secondo Palio, ancora in Via del Comune, gli affidano il “bombolone” Topolone e alla terza apparizione in Piazza, sempre con Topolone, arriva a nerbo alzato nell'Aquila.

Luigi Bruschelli è invece un figlio di Siena, viene da una nota famiglia contradaiola e conosce ogni virgola della Festa più importante della sua terra. L' approccio con la professione di fantino da Palio è però frustrante e sulle lastre è assai noto l'aneddoto che lo avrebbe voluto a lavoro alla Whirpoll qualora non fosse arrivato il primo successo nel luglio del 1996. Comunque, Trecciolino debutta a ventidue anni non ancora compiuti per i colori della Civetta che, credendo fortemente nelle sue doti, lo arruola come fantino di contrada ma la sorte si accanisce contro il fantino senese. Nel Castellare arriva una sequela sconcertante di “brenne”: Adonea, Nicoleo, Brandauer, Bambina, Usilia, Rass de Ozieri e Naomi. L' unica volta in cui alla Civetta viene assegnato un cavallo competitivo, Oriolu de Zamaglia nel luglio del 1993, Trecciolino è squalificato e deve lasciare il posto a Bazzino. Nessuno però, potrà mai scordare “quel” Trecciolino: sempre davanti, sempre grintoso, lottando alla morte sino a quando il cavallo non aveva più birra. Il 2 Luglio del 1996, l'incubo finisce e inizia un sogno. Luigi Bruschelli arriva a nerbo alzato per la prima volta e scende da cavallo per andare in contro ai contradaioli festanti di Fontebranda, una scena che impressiona se la si mette a confronto con gli ultimi arrivi del “Bruschelli Imperatore”.

1° VITTORIA

2 Luglio 1965. Topolone, cavallo potente e già vittorioso nel '63 nella Pantera, va in sorte all'Aquila che decide di montare l'inesperto Aceto. Il fantino sardo, come tutti i giovani che si vogliono mettere in mostra, spinge il cavallo al massimo durante le prime due prove fino a quando, la sera della terza, non succede il guaio. Aceto cade rovinosamente da Topolone che ne esce talmente malconcio da essere esentato sino alla carriera. La sera del 2, l'Aquila è comunque sul tufo e, con la seconda busta, finisce di rincorsa. Abbassati i canapi, Peppinello nella Pantera cerca invano di ostacolare Aceto che scappa quarto dietro Onda, Istrice e Montone. Giove, che correva per i colori di Malborghetto, cade da Selvaggia al primo Casato. Tristezza nell'Istrice non riesce ad evitare l'incidente e Aceto, impegnandosi in una rischiosa traiettoria, prende la testa della corsa seminando il vuoto alle sue spalle. (età:22 anni - Palio corso:3° – cavallo: già vittorioso -nemica:presente - posto al canape:rincorsa – giubbetti vittoriosi:1 - giubbetti indossati:2)

2 Luglio 1996. Dopo la tratta e il valzer di monte, appare chiaro a tutti che l'accoppiata da battere è quella che si è formata nei Servi: Il Pesse e Bella Speranza, già vittoriosi nel Leocorno l'anno precedente. Entrata la rincorsa, sono Torre, con Aceto e Musetto, e Bruco, con Stoppa e Trastullo, a balzare avanti a tutti. Al primo S.Martino però, il Bruco va ai materassi e il favorito Montone prende agilmente la testa. Nelle retrovie, rinviene forte l'Oca, un arrembante Trecciolino spinge alla grande un Quarnero in forma strepitosa: al 1° Casato infilano la Torre dando vita ad un acceso scambio di nerbate, al secondo S.Martino superano lo scosso Trastullo e al terzo S. Martino, con una poderosa azione all'esterno condita da ulteriori nerbate, passano i battistrada e si aggiudicano il meritato trionfo. (età:28 – Palio corso:10° - cavallo:al primo successo – nemica:presente – posto al canape:9° - giubbetti vittoriosi:1 - giubbetti indossati:4)

2° VITTORIA

16 Agosto 1968. Aceto vince il suo secondo Palio, il primo per i colori dell'Oca, in modo singolare. Una corsa rocambolesca, che vede partire in testa proprio il rione di Fontebranda. Aceto, in groppa a Livietta, argina bene i tentativi di rimonta degli inseguitori: Istrice, Torre, Onda, Chiocciola e Leocorno. Al secondo S.Martino, il colpo di scena: Livietta si rifiuta di curvare e la carriera di Aceto sembra proprio finita. Fra scambi di nerbate, come quelli fra Onda e Torre, e cavalli che non hanno più benzina, Beatrice dell'Istrice, ecco il Leco sbucare davanti a tutti. All' ultimo casato, Guanto sembra aver portato Ercole al successo ma l'accoppiata di Pantaneto va inspiegabilmente “a dritto” verso i palchi. Come una mandria, gli altri cavalli seguono il capobranco e Aceto, al quale va dato comunque il merito di non aver gettato la spugna, è il primo a girare la curva. Al suo arrivo al bandierino, nonostante il triplice scoppio di mortaretto, Aceto non si accorge di aver vinto e cerca di giustificarsi con gli ocaioli festanti che, invece, lo voglio portare in trionfo. (età:25 – Palio:10° - cavallo:esordiente - nemica:presente – posto:2° - giubbetti vittoriosi/indossati: 2/6)

2 Luglio 1998. Votta Votta, cavallina con cui in Salicotto avevano sfiorato la vittoria “scaccia-cuffia” l'Agosto precedente, il Palio del Capotto della Giraffa per capirsi, ritorna nella Torre. Careca, altro soggetto interessante, va nell'Onda dove, con Beppe Pes, forma una grande accoppiata. Il trittico delle favorite si chiude curiosamente, se si considera le inimicizie, con l'Oca: Trecciolino, fantino di contrada, viene confermato su Vittorio, cavallo che vantava già una vittoria, per di più da scosso. L' Onda finisce di rincorsa, la Torre al nono posto. La forte antipatia fra Cianchino e Il Pesse è la causa ulteriore di una mossa estenuante, che si protrae per più di un ora. Quando il mossiere Mario Turner abbassa i canapi, è l'accoppiata di Fontebranda la più veloce. Trecciolino vince il suo secondo Palio con una corsa tutta di testa ma, messa così, la carriera sembra sia stata sin troppo facile. L'outsider Bruco invece, con il binomio Bufera-Re Artù, che dopo un mese e mezzo farà la fortuna del Nicchio, incalza l'Oca per tutti e tre i giri sferrando, all'altezza di Fonte Gaia, un terribile attacco che solo Trecciolino, con una rinserrata magistrale, riesce a neutralizzare. (età:30 – Palio:14° – cavallo:già vittorioso – nemica:presente – posto:5° - giubbetti vittoriosi/indossati:1/6)

3° VITTORIA

21 Settembre 1969. Palio senza storia quello dello straordinario dedicato allo sbarco dell'uomo sulla Luna, Topolone finisce in Fontebranda e forma con Aceto una coppia troppo forte per le altre presenti in Piazza. La sera del Palio, l'Oca va di rincorsa e il fantino di Olbia ne approfitta per tenere a candire gli altri cavalli, sfinendoli con una attesa infinita. Data la mossa, Aceto prende subito la testa seminando il vuoto, solo la Civetta riamane in scia dei battistrada sino al bandierino ed è una notizia dato che il suo cavallo, Ercole, non aveva mai girato tutte le curve senza fermarsi. Per Aceto è la terza vittoria, addirittura la sesta per Topolone. (età:26 – Palio:13° - cavallo:già vittorioso – nemica:assente – posto:rincorsa – giubbetti v./i.:2/Cool

2 Luglio 1999. La terza vittoria in quattro anni di Trecciolino è ancora per i colori baianco-verdi e rossi di Fontebranda. Sulla carta, l'Oca, forse perché gli è toccato in sorte l'esordiente Giove, non è la favorita della carriera di Provenzano. Un riconoscimento che spetta all' unanimità all'accoppiata Bufera e Re Artù, di nuovo assieme, stavolta nella Pantera. Alla mossa, si verifica un fatto curioso. In principio, il mossiere Turner chiama fino all'ottava contrada e poi manda tutti fuori lasciando il dubbio su chi, fra Oca e Civetta, dovesse andare di rincorsa. Alla fine ci va il rione del Castellare che entra quando il giovane Bighino, nel Leocorno, è girato. Trecciolino riesce a mettersi davanti al Bufera, ostacolato dall'Aquila nella parte bassa del canape. Sembra la copia della corsa del Luglio precedente ma il fantino della Pantera cade malamente al casato consegnando la vittoria al Bruschelli. (età:31 – Palio:16° - cavallo:esordiente – nemica:assente – posto:9° - giubbetti v./i.:1/6)

4°VITTORIA

2 Luglio 1972. Nel Palio del passaggio di consegne fra due storici cavalli, Topolone nella Pantera, alla sua ultima carriera, e Panezio nell'Oca, alla prima, Aceto vince il quarto Palio nella Tartuca in groppa a Mirabella. Dopo una mossa turbolenta, durante la quale Aceto assaggia anche il tufo per un mancato abbassamento dei canapi da parte del mossiere, è proprio il vecchio leone a scappare davanti a tutti. Topolone mette la testa avanti facendo sognare i panterini ma è la Civetta, con Frasca e Musella, ad arrivare a S.Martino per prima. Al Casato però, Frasca cade e Aceto prende il comando anche se la carriera è ancora ben lontana dal suo epilogo. All'inseguimento della Tartuca c'è infatti il Montone, Tristezza guida il forte Orbello con una veemenza tale da portarlo in testa, dopo un furioso scambio di nerbate con Aceto. Al terzo S.Martino, quando per la Tartuca tutto sembra perduto, Orbello si rifiuta di curvare. Aceto si ritrova nuovamente primo e questa volta ci rimane fino al bandierino nonostante debba fare gli straordinari arginando la furente rimonta di Canapino e Pelé nella Lupa. (età:29 – Palio:18° - cavallo:già vittorioso – nemica:assente – posto:4° - giubbetti v./i.:3/9)

2 Luglio 2000. Trecciolino fa poker. La sua quarta vittoria arriva nell'Istrice al termine di una corsa strepitosa, vinta con bravura, fortuna e tanto, troppo cuore. In Camollia, dopo venticinque anni di digiuno, non hanno voglia di aspettare il “cavallo bono” e provano a vincere anche con il poco quotato Gangelies affidandolo al nuovo big della Piazza: Luigi Bruschelli appunto. A parte Votta Votta, andata in sorte al Bruco, il lotto è composto da soggetti inesperti; tra i fantini invece, sono fuori, causa squalifica, Massimino, Cianchino e Dé. Durante le prove, piacciono sia Braccio di Ferro, nell'Oca con Mamassino, e Zoarco, nella Pantera con il Bufera. La sera del Palio, un lampo illumina la Piazza: Braccio di Ferro, di rincorsa, brucia tutti all'esterno e gira S.Martino in testa, dietro di lui Pantera e Istrice. Al secondo S.Martino, il purosangue di Fontebranda va talmente forte che finisce per scivolare, l'immediato inseguitore, il Bufera, fa dipingere a Zoarco una traiettoria incomprensibile, rasente i materassi. Salutato da un boato impressionante, l'Istrice passa in testa. Gangelies ha finito la birra da un pezzo ma sopra di sé ha un uomo in trance. Luigi Bruschelli spinge il barbero di Camollia con una foga mai vista sull'anello di tufo, il nerbo sembra quasi un prolungamento del suo braccio destro. Zenubbia, la cavallina saura della Torre, è scossa ma riviene agilmente dalle retrovie e al terzo S. Martino si presenta talmente all'interno dell'Istrice da obbligare Trecciolino a una scelta ardua: far passare Zenubbia o battere la gamba destra nel colonnino. Il fantino senese decide con il cuore e con un ginocchio malconcio, visibile anche dal pantalone strappato, riporta il “cencio” in Camollia dopo un quarto di secolo. (età:32 – Palio:18° - cavallo: esordiente – nemica:assente – posto:9° - giubbetti v./i.:2/6)

5° VITTORIA

17 Settembre 1972. Dopo soli 2 mesi e mezzo, Aceto e Mirabella tornano alla vittoria per la contrada dell'Istrice. Andrea De Gortes realizza questo storico cappotto personale nel Palio straordinario, corso in occasione delle ricorrenza dei cinquecento anni dalla fondazione del Monte dei Paschi. Causa maltempo, non vengono disputate nessuna delle sei prove in programma. Il 17 Settembre si corre e Rubacuori, ex-fantino di Piazza chiamato sul verrocchio, ha discrete difficoltà a trovare l'allineamento giusto fra i canapi, anche perché la favorita assoluta, l'Istrice, è finita accanto alla rivale, la Lupa. Tristezza, con il giubbetto di Vallerozzi, fa il suo dovere e costringe Aceto ad una partenza attardata. L'accoppiata della contrada dai quattro colori rimonta con facilità ma la Torre ha preso troppo vantaggio. Canapetta e Pitagora fanno il vuoto, Aceto tiene con grinta la seconda posizione confidando nel risaputo vizietto del grigio di Salicotto e ha ragione. Come al solito infatti, al secondo S.Martino, Pitagora rifiuta la curva e l'Istrice si invola verso l'auspicata vittoria. (età:29 – Palio:20° - cavallo:già vittorioso – nemica:presente – posto:4° - giubbetti v./i.:4/9)

2 Luglio 2001. Trecciolino vince ancora e, questa volta, la fa in modo alquanto bizzarro. Durante un incredibile valzer di monte, Luigi Bruschelli, partito dall'Aquila, contrada di cui comunque non era fantino ufficiale, finisce nel Leocorno. In Pantaneto il clima è strano, il cavallo esordiente Hugo Sanchez piace molto, tuttavia la contrada ha vinto undici mesi prima e la rivale Civetta è in Piazza con la temibile accoppiata Cianchino-Alanis. Il primo posto alla mossa consente al Bruschelli di balzare in testa ma a S.Martino viene infilato subito dal Bufera nel Nicchio. Al Casato, anche Dino Pes, nella Giraffa, supera Trecciolino spalmandolo sui palchi e facendolo cadere in modo rovinoso. La carriera sembra decisa ma al secondo Casato Zullina va giù con gli anteriori, il galoppo non è più fluido e un lungimirante Bufera decide saggiamente di fermare la cavalla. Velluto e la Giraffa prendono il comando, l'inesperto fantino di Via delle Vergini però, non mantiene il sangue freddo e nerba il suo Attilax in modo scomposto. Al terzo Casato il colpo di scena: lo scosso Hugo Sanchez entra all'interno della Giraffa, che va alta verso i palchi, dando il là ad un arrivo in volata con la
rivale Civetta. Cianchino, autore di una grande corsa, si fa sotto allo steccato ma, per un niente, non riesce a superare lo scosso del Leco. (età:33 – Palio:20° - cavallo: esordiente – nemica:presente – posto:1° - giubbetti v./i.:3/Cool

6° VITTORIA

16 Agosto 1974. Nella Tartuca torna Mirabella, Orbello va nella Torre, Marco Polo nell'Onda e Panezio nella Selva. Per le prove, si verificano frequenti cambi di monta e alla fine l'Oca manda il suo Aceto in Vallepiatta per formare con Panezio un'accoppiata veramente imbattibile. Liscio in S.Agostino, Spillo in Salicotto, Ercolino in Malborghetto. La sera del 16, Aceto non parte benissimo ma dopo il primo S.Martino è già primo e, se si esclude un blando attacco finale dell'Onda, la carriera non ha proprio storia. Aceto alza il nerbo per la sesta volta, raggiungendo Bazza fra i fantini più vittoriosi in attività. (età:31 – Palio:24° - cavallo:già vittorioso – nemica:inesistente – posto:7° - giubbetti v./i.:5/10)

2 Luglio 2002. Fra i tanti cavalli esordienti scelti dai capitani, Trecciolino mette gli occhi addosso al migliore, quel Berio assieme al quale scriverà pagine importanti di storia del Palio del terzo millennio. Berio e il Bruschelli riportano il successo in Castel Vecchio dopo otto anni e lo fanno da assoluti dominatori. Dopo una mossa caotica, durante la quale la Selva è costretta a rinunciare alla carriera per l'infortunio al cavallo Brento, è la Tartuca ad arrivare per prima a S.Martino, nonostante partisse dall' ottava posizione. Il Palio finisce in questo momento, il vantaggio della coppia al comando diventa incolmabile per tutti gli inseguitori: con una grande prestazione, Luca Minisini prende un po' di metri a Trecciolino senza però impensierirlo mai. (età:34 – Palio:22° - cavallo: esordiente – nemica:assente – posto:8° - giubbetti v./i.:4/10)

7° VITTORIA

16 Agosto 1975. Dopo aver fatto il bis con Mirabella, Aceto si ripete con Panezio nel Palio che segna la fine dell'alleanza fra l'Oca e la Tartuca. Per Fontebranda non si tratta di una novità visto che nel '72 aveva già rotto con la Lupa consegnando il fenomenale fantino di Olbia all'Istrice. Per gli ocaioli è prioritario gestire Aceto per vincere e non far vincere la Torre: questo significa lasciarlo partire quando il barbero nella stalla non è competitivo. Le fasi della mossa sono così convulse da richiedere l'apertura della seconda busta e Aceto va di rincorsa. Quando la Chiocciola si decide a entrare, sono il Montone, l'altra grande favorita con Canapino e Rimini, e il Bruco, con Ercolino e Rucola, a partire davanti. Al primo S.Martino, Aceto è già terzo, ma così rimane quasi fino alla fine. All'ultimo Casato, Ercolino entra all'interno di Canapino, i due si ostacolano a vicenda, lasciando ad Aceto il viottolo per arrivare primo al bandierino. Con la settima meraviglia, Aceto diventa Re della Piazza, nessuno fra i suoi colleghi ha vinto tanto. (età:32 – Palio:26° - cavallo:già vittorioso – nemica:assente – posto:rincorsa - giubbetti v./i.:6/11)

16 Agosto 2003. Luigi Bruschelli si lega a Via del Comune e poco dopo arriva il primo dei due Palii da lui vinti con il giubbetto del Bruco. La sorte gli manda nella stalla Berio e Trecciolino lo porta nuovamente al successo. Il Palio è molto complesso sin da dopo l'assegnazione dei cavalli che decreta Giraffa, Urban II, Civetta, Zodiach, e proprio il Bruco con Berio come le tre favorite assolute. In Via delle Vergine si punta su Beppe Pes, l'uomo del cappotto, mentre nel Castellare il “bombolone” viene affidato al giovane Gingillo. Le tre accoppiate sono protagoniste fin dalla mossa e, di fatti, quando Giuseppe Zedde si decide ad entrare, fino a S. Martino, prende vita un accesso duello che vede la Giraffa prevalere e girare in testa la prima curva. Trecciolino sa di aver un cavallo migliore e con pazienza aspetta il momento migliore per passare l'ex rivale, che arriva al secondo giro davanti al palco delle comparse. Urban e il Pesse vengono superati anche dalla Civetta che però non arriverà mai a impensierire Bruschelli e Berio, complice uno sciagurato casato in cui Gingillo assaggia la durezza del colonnino sbattendoci il ginocchio. Per Trecciolino è la settima vittoria, la seconda con Berio. (età:35 – Palio:25° - cavallo: già vittorioso – nemica:inesistente – posto:9° - giubbetti v./i.:5/11)

8°VITTORIA

18 Agosto 1976. Passa un anno ed Aceto si ripete ancora, con lo stesso cavallo, Panezio, dalla stessa posizione, la rincorsa, stavolta per la Civetta. Dopo due giorni di pioggia finalmente il 18 si corre. Il Leocorno, al nono posto, con Liscio e Rucola, è intenzionato più che mai a ostacolare la nemica di rincorsa. Dopo molte esitazioni, Aceto entra e in testa vanno la Tartuca, con Canapino e Quadrivio, seguita dal Bruco con Marasma e Rimini. Liscio nerba Aceto relegandolo alle retrovie, Canapino cade al primo S.Martino, al secondo Quadrivio si rifiuta di curvare. Il giovane Marasma si ritrova in testa ma non regge la pressione e cade, Rimini si ferma all'ultimo S.Martino e per Aceto è un gioco da ragazzi centrare l'ottava vittoria. (età:33 – Palio:28° - cavallo:già vittorioso – nemica:presente – posto:rincorsa - giubbetti v./i.:7/12)

16 Agosto 2004. In una sera di mezz'agosto, quando tutta la Piazza si aspetta una vittoria scontata, come quella di Zodiach nella Selva assieme a Sgaibarre o Berio nel Drago con il Dé, Luigi Bruschelli detto Trecciolino viene proclamato “Imperatore” vincendo nella Tartuca un Palio di assoluta potenza in groppa alla poco quotata Alesandra. Durante le fasi della mossa, Trecciolino impone tutta la sua leadership ai suoi colleghi non facendo parlare nessuno oltre a lui con Giovanni Atzeni detto Tittia, andato di rincorsa con il giubbetto del Nicchio. Potenza strategica prima, potenza in corsa dopo. Con una cavalla modesta come Alesandra, Bruschelli disegna tre giri impeccabili. Nessun errore e tanta grinta permettono a Trecciolino di respingere gli attacchi della Selva e alzare il nerbo per l'ottava volta, il suo Impero ha inizio. (età:36 – Palio:26° - cavallo:al primo successo – nemica:assente – posto:7° - giubbetti v./i.:5/11)

9° VITTORIA

16 Agosto 1977. Rimini va in Fontebranda ed Aceto non si muove da lì. Gli altri favoriti sono l'Aquila, che dopo aver perso Provenzano all'ultimo S.Martino conferma Spillo su Panezio, e la Civetta con Marasma su Quebel. Outsider di lusso è la Chiocciola con l'esordiente Urbino montato da Valente. Quebel finisce di rincorsa, Panezio sembra un altro cavallo, Urbino parte primo per una mossa falsa e poi sparisce. Aceto, partendo dal primo posto, spinge Rimini alla grande lasciando il deserto dietro di sé. Per Aceto è il nono sigillo, il quarto consecutivo d'Agosto, il terzo nell'Oca. (età:34 – Palio:30° - cavallo:già vittorioso – nemica:presente – posto:1° - giubbetti v./i.:7/12)

2 Luglio 2005. Di nuovo Bruschelli, di nuovo Berio, di nuovo Bruco. Le tre B si ricompongono per la seconda volta e per la seconda volta in Via del Comune esultano per il successo con il proprio fantino di contrada. A cavalli dati, il Palio è molto schematico: Bruco favoritissimo, Aquila, con Dé e Zilata Usa, un gradino sotto e Nicchio outsider, con Tittia e Brento. Per il Palio, l'Aquila va di rincorsa, mentre Bruco e Nicchio si contendono la vittoria fino al S.Martino, quando Tittia assaggia il tufo dopo aver coraggiosamente cercato di attaccare l'Imperatore all'esterno. (età:37 – Palio:27° - cavallo:già vittorioso – nemica:inesistente – posto:4° - giubbetti v./i.:5/12)

10°VITTORIA

16 Agosto 1979. La vittoria della stella arriva per Aceto con la contrada con cui aveva alzato il nerbo per la prima volta: l'Aquila. L'Oca non intende sacrificare il suo fantino su Waterloo e lo dirotta nel Casato per montare Urbino. La Civetta, dopo averci vinto a Luglio, riabbraccia Quebel e spera nel cappotto. Durante la mossa, estenuante, succede di tutto: il barbaresco dell'Oca aggredisce il non impeccabile mossiere Palieri, Aceto da vita ad un inedito spogliarello e si cambia i pantaloni zuppi di sudore. Quando Legno, nella Tartuca, si decide ad entrare, anche dopo espliciti sollecitazioni dello stesso Aceto, è ormai buio. In testa va la Civetta, ad inseguire la Torre e poi l'Aquila. Aceto passa Spillo a S.Martino e fra i due c'è un furibondo scambio di nerbate. Al secondo S.Martino, Quebel si fa male e Aceto vola verso la vittoria in groppa al potente Urbino. (età:36 – Palio:33° - cavallo:già vittorioso – nemica:assente – posto:9° - giubbetti v./i.:7/12)

16 Agosto 2005. Luigi Bruschelli, in barba al suo passato ocaiolo, va a montare nella Torre il cavallo di cui è follemente innamorato, Berio. In Salicotto sanno che è il Palio della vita e Trecciolino ha sulle spalle tutta la pesantezza di un digiuno lungo più di quattro decadi. Brento, nella Lupa, è l'unico barbero che può mettere in difficoltà la plurivittoriosa accoppiata torraiola, peccato che il vecchio Beppe Pes, dopo averlo portato in testa al primo S.Martino, gli chiuda l'occhio destro nel tentativo di alzarlo. Per la Lupa la carriera finisce qui, per la Torre, che nel frattempo ha retto alle nerbate dell'Onda ed ha superato Selva e Montone con una curva strepitosa, inizia un sogno, che solo la Chiocciola, con Zilata Usa e Lo Zedde provano invano a rovinare. Trecciolino toglie la cuffia alla Torre, compie un personalissimo cappotto e coglie la sua quarta vittoria negli ultimi quattro Palii: Agosto 2003 (Luglio 2004 non corre), Agosto 2004, Luglio e Agosto 2005. (età:37 – Palio:28° - cavallo:già vittorioso – nemica:presente – posto:6° - giubbetti v./i.:6/13)

11°VITTORIA

17 Agosto 1980. Dopo 366 giorni, Andrea De Gortes torna alla vittoria e la ottiene con il giubbetto del Leocorno, contrada che aveva la cuffia a causa di un astinenza dalla vittoria di ventisei anni. La sorte manda in Pantaneto Uana de Lechereo, un barbero di cui si parlava bene ma deve ancora vincere un Palio. L'antagonista del Leco è il Bruco che, sulla neovittoriosa Miura, monta Cianchino. Alla mossa è il caos: la Giraffa di rincorsa guarda il Bruco e non ne vuole sapere di entrare, la Civetta è accanto al Leco e lo disturba, l'Onda è accanto alla Torre e la prende direttamente a “cavallate”. Quando la Giraffa entra, Bruco e Torre rimangono penalizzate e in testa vanno Chiocciola e Nicchio. Aceto però, al primo Casato passa già primo e si avvia verso un successo caratterizzato da un inusuale lancio di seggiolini in pista. (età:37 – Palio:34° - cavallo:al primo successo – nemica:presente – posto:6° - giubbetti v./i.:8/13)

2 Luglio 2008. In un lotto di cavalli esordienti, Luigi Bruschelli dimostra ancora la sua capacità datalent scout andando a montare nell'Istrice quel Già del Menhir capace di vincere due carriere sulle appena tre corse. Altra favorita è la Torre. In Salicotto è arrivato l'unico cavallo esperto e la Capitana Misciattelli decide di mettergli sulla groppa Alberto Ricceri detto Salasso, ondaiolo di nascita e di famiglia. Di rincorsa va l'Aquila che entra cercando di cogliere di sorpresa la rivale Pantera. Trecciolino, con molto spazio per partire, prende immediatamente la testa per poi non lasciarla più. Ricceri però, si rende protagonista di una corsa delle sua: capo in cassetta e pedalare. Uscito dai canapi per secondo, dimostra un grande cuore andando però in terra all'ultimo Casato, nel tentativo disperato di acciuffare la vittoria. (età:40 – Palio:33° - cavallo:esordiente – nemica:assente – posto:5° - giubbetti v./i.:6/13)

12°VITTORIA

2 Luglio 1984. Dopo aver sfruttato l'inesperienza di Rino, giovane fantino della Torre che si lascia sfuggire goffamente la possibilità di rinserrare Aceto nelle fasi immediatamente successive alla mossa, l'Oca si porta velocemente al secondo posto a poche lunghezze dalla Civetta, temporaneamente al comando con Spillo e Sharon. Il primo Casato è decisivo: Spillo lo gira malamente uscendo largo, Aceto lo pennella e va all'interno della Civetta, prendendo la testa pochi metri dopo. E' il dodicesimo sigillo. (età:41 – Palio:42° - cavallo:al primo successo – nemica:presente – posto:4° - giubbetti v./i.:8/13)

16 Agosto 2010. Dopo averci perso nel Nicchio appena un mese e mezzo prima, Trecciolino torna a montare Istriceddu e lo fa in quella che considera casa sua: la Tartuca. Sulla carta, l'accoppiata da battere è proprio quella che si forma in Castel Vecchio anche se nei Servi si dichiarano pronti a dar battaglia, avendo affidato la plurivittoriosa Fedora Saura a Silvano Mulas. Fra i canapi però, il Montone si perde in una lotta di nervi con il Nicchio, al Palio con Caria e Mocambo. Luigi Bruschelli al contrario, se ne sta tranquillo al primo posto dettando i tempi della mossa a Gingillo, di rincorsa nel Bruco. L'ennesima corsa di testa di Trecciolino è insidiata prima dal Drago, con Migheli e Mortimer, e poi dalla Civetta, Con Mari e Ilon, ma il fantino di Valiano è insuperabile. (età:42 – Palio:38° - cavallo:già vittorioso – nemica:assente – posto:1° - giubbetti v./i.:6/13)

13°VITTORIA

2 Luglio 1985. Aceto vince il suo tredicesimo Palio, il quinto con l'Oca, eguagliando il record del ventesimo secolo che apparteneva ad Angelo Meloni detto Picino. Dopo l'assegnazione, in Fontebranda non sono molto contenti e sottovalutano Brandano, considerato inferiore sia a Benito, nel Leco con il Pes che a Bayardo, nella Giraffa con Moretto. Il Pes cade alla mossa assieme a Bucefalo nell'Aquila, la Giraffa va di rincorsa. Pronti via, Aceto prende il comando della corsa e fa il vuoto. (età:42 – Palio:44° - cavallo:al primo successo – nemica:presente – posto:5° - giubbetti v./i.:8/13)

2 Luglio 2012. La tredicesima vittoria di Trecciolino arriva nell'Onda, contrada in cui non aveva mai montato. In groppa a Ivanov, Luigi Bruschelli mette fine al digiuno di diciassette anni del rione di Malborghetto e lo fa a suo modo, da dominatore. Ancora il primo posto, ancora Gingillo di rincorsa: per l'Imperatore uscire dai canapi avanti a tutti è una sciocchezza. Prima del primo S.Martino, Giovanni Atzeni su Missisippi prova a superare l'Onda all'esterno ma Trecciolino lo alza facendolo girare eccessivamente largo. La seconda posizione la prende così Andrea Mari nella Giraffa senza però arrivare mai a contestare il successo a Trecciolino e Ivanov. (età:44 – Palio:41° - cavallo:alla prima vittoria – nemica:assente – posto:1° - giubbetti v./i.:7/14)

14° VITTORIA

3 Luglio 1992. Passano i Palii, gli anni e la luce della stella di Aceto si affievolisce. Qualcuno dice che è finito, altri che è solo sfortuna e che prima o poi il fantino di Olbia centrerà il quattordicesimo successo, quello che lo farebbe diventare il Re assoluto del novecento superando il Meloni. Nel 1991 la storia pare definitivamente scritta, Aceto rimane a piedi per entrambe le carriere dell'anno ma continua a sperare nel sogno. In una calda giornata di fine giugno, alla veneranda età, per un fantino ovvio, di quarantanove anni, Andrea De Gortes riceve una telefonata; dall'altro capo del telefono c'è Renato Romei, Capitano dell'Aquila che da poco è stata baciata dalla fortuna ricevendo nella stalla Galleggiante, barbero già vittorioso nella Giraffa. Aceto non sta più nella pelle, sente che è l'ultima chance per diventare “leggenda”, non vede l'ora di indossare giubbetto e zucchino ed andare fra i canapi, ma ci sono alcune incognite. Galleggiante da molte garanzie ma non è il cavallo da battere perché nel Montone c'è Uberto, considerato superiore sulla carta. Poi, in Piazza c'è anche la Pantera, fresca vincitrice dell'ultimo Palio corso e pronta a dare battaglia alla rivale, con l'accoppiata Legno-Zucchero. Da qui in avanti, si succedono una serie di situazioni talmente particolari da far pensare che gli interpreti in campo stiano recitando un copione già scritto, una sceneggiatura avvincente. Il Montone è basso al canape, l'Aquila va accanto alla Pantera, di rincorsa il Nicchio. La Piazza rumoreggia, si andrà per le lunghe. Legno infastidisce il Re della Piazza sin dalle prime battute ma Aceto è un uomo in missione, niente lo può fermare. Legno insiste, Aceto passa all'attacco e per tenere la Pantera a distanza di sicurezza sferra una nerbata sul muso di Zucchero. E' la scintilla che accende il Deledda. Fra i due vecchi leoni ha inizio un memorabile scambio di nerbate che infiamma la Piazza. Il mossiere abbassa i canapi, Aceto ne ha ancora e rincorre il Deledda per affrontarlo nuovamente. Alla fine, dopo una mossa estenuante, il Nicchio oltrepassa il verrocchio. Legno con grande mestiere ostacola Aceto, facendolo partire ultimo, poi prende il corridoio interno, arrivando a S.Martino addirittura primo, è un capolavoro. Si arriva al Casato. Pantera prima, scosso del Nicchio a inseguire e terzo? Terzo è Aceto, ha fatto il diavolo a quattro per rimontare e non vuole mollare. Inizia il secondo giro, Legno si gira e non riesce a credere ai suoi occhi: dopo averlo nerbato, trattenuto e fatto partire dietro a tutti non può essere Aceto quello quello che ha alle sue spalle. Al secondo S.Martino si decide il Palio. Legno, non reggendo la pressione, cade goffamente. Aceto vola al comando, alza il nerbo per la quattordicesima volta ma non ha ancora finito. Ai contradaioli festanti dell'Aquila che lo vogliono portare in trionfo, il Re, di nuovo sul suo trono, urla più volte: “ah ora si, eh?.” Con queste parole, Aceto risponde a tutti. Agli aquilini che volevano montare altro. A chi lo aveva dato per “morto”. A chi lo aveva lasciato a piedi. Fuori è un vulcano, dentro è appagato: adesso è finalmente “Leggenda”. (età:49 – Palio:55° - cavallo:già vittorioso – nemica:presente – posto:7° - giubbetti v./i.:8/14)

? . Trecciolino non ha ancora vinto il suo quattordicesimo Palio, ma, certamente, non è una bestemmia affermare che, molto probabilmente, lo farà. Una parte di senesi, gli inguaribili romantici, vorrebbero che il Bruschelli vinca una Palio da favola, come Aceto prima di lui, magari proprio facendo cappotto con l'Onda in questa Assunta. I contradaioli del rione in cui vincerà, comunque, saranno ampiamente contenti di come l'Imperatore gli darà questa grande gioia e faranno a meno degli effetti speciali senza curarsene troppo. Aceto e Trecciolino non devono e non possono essere paragonati, mai, non importa quanti Palii avrà vinto il secondo quando appenderà il nerbo al chiodo. “Lasciamo a Cesare quello che è di Cesare”, senza perdersi in confronti impossibili e fuori luogo: ad Aceto il Regno del novecento, a Trecciolino l'Impero del nuovo millennio.

BILANCIO

Età: Aceto vince il primo Palio a 22 anni, Trecciolino a 28. Sei anni di differenza che vengono quasi colmati nel corso della carriera del fantino senese e infatti, il tredicesimo successo di Aceto arriva a 42 anni mentre quello del Bruschelli a 44. Difficile comunque, pensare che Trecciolino vinca il prossimo Palio a 49 anni, come ha fatto Andrea De Gortes. Questo perché, complice il professionismo sfrenato che caratterizza i fantini del Palio di oggi, Trecciolino appare in una forma fisica invidiabile; oltre al fatto che, a causa di una concorrenza non certo sfrenata, il potere politico dell'Imperatore non sembra poter finire prima che lui stesso decida di scendere da cavallo. Al contrario di quanto successe ad Aceto, il cui Regno, nel finale di carriera, era fortemente insidiato da alcuni coetanei, come Bastiano, e da giovani terribili come il Pes e Cianchino.

Numero di Palii corsi: Aceto vince il suo primo Palio al 3° tentativo e l'ultimo al 55° costruendo quindi il suo Regno in 53 carriere. Se Trecciolino vincesse in questo Agosto, quello del 2012, realizzando lo storico cappotto con l'Onda, avrebbe concentrato il suo Impero in “sole” 33 carriere, ben 20 in meno del suo illustre predecessore.

Cavalli: Aceto vince 10 Palii con un barbero già vittorioso, 1 con un esordiente e 3 con uno al primo successo. Trecciolino alza 5 volte il nerbo in groppa a un soggetto già vittorioso, 5 con un esordiente e 3 con uno al primo successo. Il fatto che Luigi Bruschelli abbia vinto con 5 esordienti vuol dire, certamente, che è un grande conoscitore di cavalli ma occorre specificare che nel Palio del nuovo millennio di soggetti all'esordio ce ne sono sempre di più perché la carriera dei cavalli è molto più breve rispetto al passato, dove i Topolone e i Panezio rimanevano sul tufo per decenni interi.

Posto al canape: Aceto vince per ben 4 volte dalla posizione che nel Palio è considerata la più penalizzante se l'intento è solo quello di vincere: la rincorsa. Trecciolino non vince mai dalla rincorsa, ma per ben 4 carriere alza il nerbo partendo dalla 9° posizione. Entrambi sono affezionati ad altre due posizioni: il Re al 4° posto, che occupa al canape per 3 volte, l'Imperatore al 1° per lo stesso numero di volte.

Giubbetti indossati e quelli vittoriosi: Aceto monta in 14 contrade e ne fa vincere 8. Fra queste, è ovviamente con Fontebranda che ottiene più successi, ben 5. Fortunato anche il rapporto del Re della Piazza con l'Aquila, nella quale vince il 1°, il 10° e l'ultimo Palio. Anche Trecciolino indossa 14 giubbetti, portandone, fino ad ora, 7 alla vittoria. I rioni in cui l'Imperatore vince di più sono l'Oca e la Tartuca, 3 vittorie con ciascuna e con l'Istrice e il Bruco, 2 vittorie ciascuna. Curioso che entrambi non abbiano mai montato nella Giraffa, oltre all'Onda e al Nicchio per Aceto e alla Lupa e alla Selva per Trecciolino.

Matteo Mandriani da OKSIENA
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Bucefalo, a 54 anni lascia le corse dopo la vittoria di Asti

Messaggio  jabru il Lun Set 17, 2012 4:14 pm

Maurizio Farnetani detto Bucefalo re di Asti
17/09/12 - 10:14
Il fantino ha vinto l'ultimo Palio dell'anno

Ieri ha vinto l'ultimo Palio dell'anno e ora, a 54 anni, ha deciso di chiudere la carriera di fantino. Ad Asti ha trionfato ancora Maurizio Farnetani detto Bucefalo, per il borgo San Martino San Rocco. Una cavalcata solitaria, in testa dall'inizio alla fine, dopo ben otto false partenze ed un'ora di mossa. Una vittoria sofferta ma meritata, l'ultima della sua lunga carriera, come Bucefalo ha dichiarato ai microfoni di Antenna Radio Esse.
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Murtas

Messaggio  jabru il Sab Dic 01, 2012 7:05 pm

Siena, 29 novembre 2012 - GLI E’ bastato prendere una casa e andare a vivere qualche chilometro lontano da Valiano, la scuderia di Gigi Bruschelli, per indurre il mondo paliesco a chiedersi se Sebastiano Murtas, ragazzo su cui il vincitore di 13 Carriere ha investito e crede, si era messo in ‘proprio’. Ossia se aveva realizzato il sogno di tanti giovani che, dopo aver lavorato con Trecciolino e imparato molto, sono riusciti a camminare con le loro gambe.
Allora Sebastiano, solo voci?
«(Ride, ndr) Unicamente chiacchiere. Nel senso che ho preso una casa alle Tolfe, qui vivo da solo e poi vado a montare i cavalli di Gigi. Non credevo di suscitare tante attenzioni, diverse persone dell’ambiente mi hanno telefonato per chiedere spiegazioni».
Per quest’anno, dunque, resti a lavorare a Valiano.
«Certo, come no. Ho finito proprio 10 minuti fa... Semmai ho fatto un piccolo passo, forse il primo, verso il sogno di tutti, quello appunto di avere dei box miei e una piccola scuderia assumendomi in prima persona le responsabilità. Sono venuto qui per imparare una professione, la fretta non è una buona consigliera».
Qualcuno pensava ad un tuo legame più stretto con il Leocorno dopo il debutto.
«Certo che le voci... è rimasto un buon rapporto. Tutto qui».
Hai già qualche ingaggio?
«Per il momento a Legnano nella contrada di San Martino».
Dove correrà la provaccia, tra l’altro, Enrico, il figlio di Gigi. Per lui un’occasione importante. Forse il battesimo della futura carriera.
«Esatto. Ma è un’occasione importante anche per me. La presentazione è stata fatta a metà novembre».
Laura Valdesi da La Nazione
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Tittia non è più il fantino dell'Oca

Messaggio  jabru il Lun Dic 03, 2012 8:43 pm

TITTIA NON È PIÙ IL FANTINO DELL'OCA
News 03-12-2012


Giovanni Atzeni non è più il fantino dell'Oca. La decisione è maturata ragionando insieme al nuovo capitano, Claudio Cocchia, anche se il rapporto tra Tittia e la contrada di Fontebranda rimane comunque ottimo, tenuto conto dei due successi ottenuti in Piazza del Campo: a luglio 2007 con Fedora Saura e a luglio 2011 con Mississippi. "Adesso sono libero a 360° gradi - ha detto il fantino in diretta radiofonica - e cerco di avere a disposizione più situazioni 'vincenti' possibile".
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Dal tufo alle lastre: la cena dei fantini

Messaggio  jabru il Mar Dic 04, 2012 6:07 pm

"Dalle lastre al tufo", i fantini del Palio si ritrovano a cena
04/12/12 - 10:22L'occasione è stato il tradizionale incontro che ha riunito tutti gli addetti ai lavori del Palio: per una sera i fantini si sono riuniti, in allegria, per una cena-convegno nella quale non soono mancate le riflessioni sulla festa senese. "Dalle lastre al tufo", questo il titolo dell'iniziativa organizzata dal Corriere di Siena, ha riunito ieri sera tanti protagonisti di Piazza del Campo: Bruschelli, Bartoletti, Mari, Atzeni, Caria, Chiti, Giuseppe Zedde; i più apprezzati proprietari di cavalli; i nuovi capitani: Palazzi (Valdimontone) e Cocchia (Oca); dirigenti ed ex dirigenti delle 17 contrade. In un clima rilassato, privo delle tensioni dei giorni del Palio, battute ironiche e commenti hanno caratterizzato un evento sicuramente da ripetere.
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Bruschelli

Messaggio  jabru il Mar Dic 11, 2012 7:57 pm

Bruschelli: "Ho ancora un obiettivo da raggiungere..."
11/12/12 - 10:13
Trecciolino ospite stamani nello studio di ARE a Porta Siena

Gradito ospite di Antenna Radio Esse, negli studi di Porta Siena, Luigi Bruschelli detto Trecciolino ha parlato a ruota libera di Palio, cavalli, fantini e...dei regali di Natale. Bruschelli, tifoso della Montepaschi Mens sana, ha raccontato come procede il lavoro invernale nella sua scuderia, ha rievocato le vittorie più belle in Piazza del Campo e ha rivelato di avere ancora un obiettivo da raggiungere prima di chiudere la carriera paliesca. Resta da capire se il traguardo è "solo" il record di successi o il debutto del figlio Enrico, che ha 17 anni e si prepara a seguire le orme del padre. Se son rose...
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Re: Fantini

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