Palio d'inverno

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Palio d'inverno

Messaggio  jabru il Mer Ago 22, 2012 7:29 pm

Sarà un nuovo inverno di votazioni per diverse contrade che hanno in scadenza le poltrone della contrada e quelle del Palio. Nell’Aquila dovranno essere eletti i nuovo organi della contrada così come nel Bruco, nella Chiocciola, nella Lupa, nel Nicchio, nella Selva. Per quanto riguarda gli staff Palio c’è molta carne al fuoco sia per le elezioni sia per alcune strategie di cui si sente parlare abbastanza più spesso. Sul fronte dirigenziale, sono in scadenza i capitani del Bruco, della Chiocciola, Nicchio, Oca, Tartuca, Selva e Valdimontone. Sole le contrade di Vallepiatta e Castelvecchio sembrano poter proseguire con gli attuali condottieri Michele Rugani e Vinicio Capitani, prolungando di altri due anni il mandato mentre le altre contrade dovrebbero rinnovare i propri staff. Dopo un decennio potrebbe lasciare Gianni Falciani così come il fresco capitano vittorioso del Montone Franco Morandi. Lasceranno pure Roberto Zalaffi e Mario Corbelli rispettivamente della Chiocciola e del Nicchio. La Chiocciola, addirittura, sembra voler accelerare i tempi e già a metà settembre potrebbe eleggere la commissione del capitano. Il 1 di dicembre, come da tradizione, verrà eletto il capitano dell’Oca e con tutta probabilità anche Marco Bartali dovrebbe lasciare. Sul fronte delle strategie, la Torre sarebbe intenzionata ad accordarsi con Silvano Mulas così come la Lupa con Tittia o Andrea Mari, entrambi molto ambiti anche da altre contrade. Ad esempio l’Oca strizza l’occhio a Brio che però, prima attende l’elezione del nuovo capitano. Tittia, invece, avrebbe trovato nella Tartuca l’ambiente ideale così come Bartoletti nel Valdimontone. Sicuramente sarà un inverno di grandi manovre verso i fantini, come ha anticipato nei giorni scorsi il Corriere di Siena, con Chiocciola e Nicchio soprattutto intenzionati a dare seguito agli obiettivi rappresentati rispettivamente da Andrea Mari e da Giovanni Atzeni. E poi attenzione ai nomi nuovi come Sebastiano Murtas a cui molte contrade sembrano strizzare gli occhi dopo l’esordio di agosto.
Andrea Bianchi da SienaNews
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Costa: a luglio Mississippi lo porto

Messaggio  jabru il Gio Ago 23, 2012 11:17 am

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Palio di Siena, 16 agosto 2012: vince il Montone
Siena, 23 agosto 2012 — «Avevo detto, prima del Palio, che sarei stato contento se Mississippi fosse arrivato secondo perché i capitani me l’avrebbero ripreso di sicuro», dice con amara ironia il proprietario Osvaldo Costa. Vedremo dunque se a luglio le dirigenze saranno sempre dello stesso avviso. «Il cavallo ha le carte in regola per essere uno dei protagonisti del 2013 dopo una stagione sfortunata — sottolinea Costa — e un’Assunta in cui poteva vincere. Ma il Palio non è una corsa regolare e bisogna accettarlo».
Come sta Mississippi? Ha preso una botta dal Leocorno all’ultimo Casato.
«Tutto bene, giusto qualche risentimento ma è già a Fucecchio dall’altro proprietario Catastini nel parco con il box dove trascorrerà i mesi fino a gennaio, quando tornerà da Gingillo per la preparazione».
Il prossimo anno corrono sia Oca che Torre: il cavallo ci sarà?
«Non sono uno di quei proprietari che tiene i cavalli per farci i giochi o non portarli in Piazza. Ad oggi dico che ci sarà, oltretutto il mio socio non è neppure senese. L’ho detto e ridetto che, per filosofia personale, farei correre anche Istriceddu. E’ brutto che un cavallo che ha vinto due Palii venga ostracizzato anche se adatto alla Piazza».
Cosa speri per il futuro?
«Che Mississippi abbia l’opportunità di dimostrare fino in fondo le sue capacità e potenzialità. L’anno scorso ha vinto in una situazione particolare, il 2012 è stato sfortunato: a luglio non si è visto, ad agosto chi ha occhi buoni ha capito cosa sa fare, che è maneggevole e prende buone traiettorie. Però gli manca la situazione giusta per mostrare appieno quanto vale».
Altri cavalli in arrivo?
«A settembre vado in Sardegna a prendere Quark ed un altro cavallo».


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E' già tempo di strategie

Messaggio  jabru il Gio Ago 23, 2012 11:19 am

Siena, 22 agosto 2012 -Fantini che inizieranno a camminare con le loro gambe - Grandine potrebbe anche lasciare la scuderia Bruschelli come accaduto ad altri suoi colleghi quando hanno corso il Palio -, ci sono poi legami di Contrada che dipendono dal risultato delle elezioni.

Dopo le dichiarazioni d’amore reciproche fra Tittia e la Tartuca, ad esempio, sono in tanti a chiedersi se proseguirà il peraltro ottimo (e proficuo) rapporto con l’Oca. Interrogativi legittimi che accompagnano i giorni del dopo Palio, quando le emozioni della Carriera si placano e si legge quanto è accaduto, guardando al futuro.
Che si traccia tenendo conto di un’annata dove Trecciolino ha confermato che non è tempo di andare in pensione ma, anzi, il fantino pensa a perseguire un obiettivo tutto personale. Non solo i 14 Palii. Brio ha avuto la conferma di poter contare su un gruppo di Contrade che gli sono (e restano) fedeli, dimostrando di essere scafato abbastanza per il Palio a terra.
E nel 2013 diventa uno dei fantini ‘appettibili’ per la Lupa. Annata in cui Gingillo, con o senza il giubbetto del Bruco, dovrà riscattarsi dopo una stagione senza acuti. Su di lui intanto si continua ad investire. Voglia si è aperto nuove strade, di sicuro quella della Pantera, Scompiglio riparte dal Valdimontone e a luglio potrà scegliere.
Una cosa è certa: in questo Palio si è visto che Brio e Trecciolino hanno ciascuno le proprie Contrade nelle quali non c’è alcuna interscambiabilità fra i fantini. Ma a tenere nelle chiacchiere post-Assunta è anche un’altra considerazione: nell’anno della crisi hanno vinto due Contrade, Onda e Valdimontone, che venivano da un lungo digiuno. E per questo economicamente più potenti. Ci si domanda allora se tale trend proseguirà anche nel 2013. Nel caso, la Lupa è in pole, insieme all’Aquila che corre di diritto ad agosto.
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Mostra dei bozzetti per il drappellona

Messaggio  jabru il Mer Set 12, 2012 10:35 am

Ai Magazzini del Sale in mostra i bozzetti degli “artisti per un Palio”

Un lungo e intenso allestimento, composto dai 135 bozzetti presentati dagli artisti che hanno partecipato al concorso pubblico per la realizzazione del Drappellone del Palio del 2 luglio scorso, dedicato alla figura di San Francesco e alla sua prima venuta a Siena, nel 1212.
Venerdì 14 settembre, alle ore 18, nei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico, si terrà l’inaugurazione della mostra “Artisti per un Palio – Il concorso per il Drappellone del 2 luglio”, promossa dal Comune di Siena e corredata di uno specifico catalogo. <<Una pubblicazione – afferma il Commissario Straordinario del Comune di Siena, Prefetto Enrico Laudanna – che testimonia la grande responsabilità e l’impegno con i quali la Commissione giudicatrice ha dovuto affrontare la selezione e la scelta dell’artista da incaricare per la Carriera di luglio. Ancora una volta, ho potuto verificare come l’amore e la partecipazione della gente, espressa anche attraverso il numero e la qualità dei bozzetti pervenuti, rendano la tradizione del Palio diversa da ogni altra>>.
Il bozzetto di Claudio Carli fu scelto per <<l’evidente elevata qualità pittorica e la forte padronanza delle tecniche, unitamente ad un’idea molto pregnante ed originale del tema francescano>>. Un Drappellone in cui Carli, come ebbe occasione di affermare Ezio Genovesi in occasione della presentazione alla cittadinanza del 25 giugno scorso, <<ha saputo interpretare la storia del Palio e quella di Francesco, facendone scaturire un lavoro molto persuasivo, pieno di poesia, evitando il rischio della retorica>>.
<<Con la realizzazione di quest’opera ho concretizzato un antico sogno, ancora di più perché è dedicato a San Francesco al quale mi sento molto legato>>, le parole dell’artista umbro nel momento in cui fu svelato “il cencio”.
La mostra, a ingresso libero, resterà aperta al pubblico fino al 30 settembre prossimo, in orario 10/18.
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Protocollo 2013

Messaggio  jabru il Mar Ott 02, 2012 10:17 am

Siena, 2 ottobre 2012 —
“Lotar de Bonorva non figurava già nella lista dei cavalli che avevano superato l’addestramento. Se arrivasse la comunicazione che è stato messo a chiusura? Ci ho già pensato io perché ce l’ha un ragazzo per fare le passeggiate”, conferma Jonatan Bartoletti.

Si respira un’aria di grande attesa in queste ore nelle scuderie per conoscere i nomi dei mezzosangue che, a giudizio della commissione tecnica, non sono ritenuti più utili (per motivi caratteriali, sanitari o di altro genere) per la prossima stagione paliesca. Lo scorso anno ci furono esclusioni clamorose — uno su tutti, Fantastic Light, che aveva appena corso il Palio nel Nicchio — mentre quest’anno, scorrendo la lista dei soggetti, appare difficile attendersi colpi di scena. I nomi ambiti per la Piazza resteranno saldamente dentro la rosa dei papabili, se i proprietari decideranno di segnarli al protocollo 2013. Oltre ai nomi, anche i numeri non dovrebbero essere importanti. Potrebbero bastare le dita di una mano.
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Storia del palio, 16 agosto 1952

Messaggio  jabru il Mar Ott 09, 2012 6:12 pm

STORIA DEL PALIO: L'INCREDIBILE CARRIERA DEL 16 AGOSTO 1952
News 09-10-2012


Inizia oggi una serie di articoli sugli episodi più curiosi accaduti in ambito paliesco. Parliamo di un episodio forse non molto conosciuto e cioè quello relativo alla Carriera del 16 agosto 1952. A quel Palio (vinto dall'Oca con Niduzza e Rompighiaccio) partecipavano anche la Chiocciola con Bruna e Falchetto ed il favorito Bruco con Miramare e Amaranto. Accadde che durante le fasi della mossa il fantino del Bruco cadde infortunandosi seriamente. A quel tempo il Regolamento del Palio non prevedeva l'ultimo comma dell'articolo 58 che vieta espressamente alle Contrade di cambiare fantino dopo la segnatura. Mentre i brucaioli minacciavano di invadere la pista, il capitano della Chiocciola Emilio Beccarini Crescenzi offrì al Bruco il proprio fantino Falchetto (padre di Imolino e cognato di Baino) provocando le proteste da parte di altri capitani e dei Deputati della Festa. Nonostante le rimostranze, Falchetto indossò il giubbetto del Bruco con i pantaloni della Chiocciola che montò Ganascia il quale si trovava come spettatore alla Mossa. Si tratta di un episodio probabilmente unico nella Storia del Palio ed è rimasta celebre la frase che avrebbe pronunciato il Commissario di Pubblica Sicurezza ''Il fantino della lumaca monti sul baco da seta e lei -rivolto a Ganascia- vada a correre per la lumaca''.

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Minimasgalano

Messaggio  jabru il Ven Ott 12, 2012 7:13 pm

Siena, 11 ottobre 2012 — “Anche se non ho origini senesi, ringrazio chi mi ha consentito di scoprire questo mondo. Non ho mai vissuto in questa città sebbene, frequentando l’istituto d’arte Duccio di Buoninsegna, senta un po’ di appartenere a Siena”. Per nulla emozionata Lara Mumenthaler alla presentazione della prima opera importante, il Minimasgalano offerto dall’associazione “L’Oratorio” che è stato presentato nel museo della Torre, Contrada organizzatrice della manifestazione giunta alla sua 37° edizione.
Le baby-comparse delle 17 Contrade (leggi i nomi di tutti i ragazzi nel giornale oggi in edicola) si sfideranno domani in Piazza del Campo. Ieri sera il priore di Salicotto Luca Bruni ha svelato la realizzazione sottolineando, non solo l’affetto nutrito per essa (“anche i miei figli vi hanno partecipato”) ma soprattutto l’idea che fosse una giovane a realizzare un premio per i giovani. “Sono momenti che consentono di riscoprire i valori più alti della Contrada. Giovani che hanno bisogno di stimoli e di opportunità, specialmente in un momento storico difficile come quello attuale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Aldo Gessani, responsabile gruppo piccoli torraioli, “orgoglioso di aver contribuito a far emergere, attraverso il concorso, il lavoro di un gruppo di ragazzi che meritano di essere messi in luce in una fase nella quale mancano opportunità e c’è disoccupazione”.

Ad offrire l’opera è stata come detto l’associazione “L’Oratorio”. Per voce di Antonio Basili ha sottolineato che offrire il Minimasgalano e le 5 borse di studio è un modo per lasciare alle giovani generazioni senesi un segno tangibile della nostra riconoscenza all’Oratorio di via del Sole, che grazie ai padri vincenziani e alle Figlie della carità tanto ha fatto per generazioni di contradaioli”.

Lara Mumenthaler ha spiegato così la sua opera: “Un cerchio di rame con nove spicchi da cui escono le bandiere, c’è lo stemma dell’oratorio, al centro la balzana di Siena. Racchiude in sè alcuni valori incarnati dalle Contrade: quello dell’amicizia, la passione per la propria Contrada e la condivisione della Piazza del campo. Il gioco di volumi e tagli su rame e ottone intende dare vita, rendere vibrante una scultura in cui tutte le Contrade, risolte con colori e segni stilizzati, fanno un girotondo simbolico e abbracciano i nove spicchi del Campo che a loro volta si aprono trasformandosi in svolazzanti bandiere”.
Nel museo della Torre sono stati esposti anche gli altri bozzetti realizzati dagli studenti dell’istituto d’arte che hanno partecipato al concorso.
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Minimasgalano - sale la febbre

Messaggio  jabru il Ven Ott 12, 2012 7:15 pm

Minimasgalano 2012, sale la febbre fra i piccoli contradaioli
11/10/12 - 18:56
Torre


Si rinnova l’appuntamento con il minimasgalano. La presentazione della XXXVII edizione della Manifestazione per giovani alfieri e tamburini, organizzata come ogni anno dalla Contrada delle Torre e offerta per questa edizione dall’associazione “L’Oratorio”, è avvenuta giovedì sera, 11 ottobre, presso il museo della Contrada della Torre, alla presenza di Antonio Basili, dell’Associazione “L’Oratorio”, Luca Bruni, Priore della Contrada della Torre, Aldo Gessani, presidente del Gruppo Piccoli della Contrada della Torre e Lara Mumenthaler, autrice dell’opera in premio. La manifestazione si terrà sabato 13 ottobre in piazza del Campo e saranno i commissari del Comitato Amici del Palio a decretare i migliori giovani alfieri e tamburini tra tutte e 17 le consorelle. Ai vincitori andrà in premio l’opera di Lara Mumenthaler, studentessa del liceo artistico statale “Duccio di Buoninsegna”.
Per quest’anno, infatti, l’associazione l’Oratorio e la Contrada della Torre hanno deciso di realizzare il premio bandendo un concorso tra gli studenti dell’istituto senese “Duccio di Buoninsegna” affinché fosse un’opera fatta dai giovani per i giovani. Una commissione giudicatrice, composta da membri della Contrada e dell’associazione, ha valutato i bozzetti degli studenti assegnando, oltre alla commissione dell’opera, alla vincitrice, ben 5 borse di studio. Proprio per poter apprezzare tutti i bozzetti in concorso, in occasione della presentazione del “minimasgalano”, è stata allestita una piccola mostra con i lavori degli studenti.
Nel segno dei giovani senesi è stato anche il commento di Antonio Basili dell’associazione “L’Oratorio”: «Per noi “Ragazzi dell’Oratorio” è un grande piacere e un grande onore offrire le borse di studio e il Masgalano poiché questa volontà nasce dal nostro desiderio, spontaneo e disinteressato, di lasciare alle giovani generazioni ed a Siena un ulteriore segno tangibile, della nostra riconoscenza per questa benefica Istituzione, l’Oratorio di Via del Sole, che grazie ai Padri Vincenziani ed alle Figlie della Carità, tanto ha fatto per generazioni di giovani senesi».
L’Onorando Priore della Torre Luca Bruni ha tenuto a ricordare come anche per la Contrada il futuro dei giovani sia tra i valori fondamentali: «Sono momenti come questo – pensato per i giovani e partecipato dai giovani – che ci danno la possibilità di riscoprire i valori più alti della vita di Contrada. Giovani che hanno bisogno di stimoli ed opportunità, specialmente in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo. È, quindi, con orgoglio e felicità, che ringrazio l’associazione “L’Oratorio”, faccio i più vivi complimenti alla giovane Lara Mumenthaler e agli studenti che hanno presentato i bozzetti al concorso” e auguro un grandissimo in bocca al lupo ai giovani alfieri e tamburini di tutte 17 le consorelle».
Anche il presidente del gruppo piccoli torraioli, Aldo Gessani, mette in luce il valore che l’iniziativa ha avuto per i giovani studenti del Liceo artistico senese: «Il gruppo piccoli è molto felice di aver contribuito alla realizzazione di questa iniziativa che nel suo piccolo, oltre a presentare un’opera di alta qualità, ha permesso, grazie a “L’Oratorio” e all’istituto “Duccio di Buoninsegna”, di far emergere, attraverso il concorso, il lavoro di un gruppo di ragazzi che meritano di essere messi in luce in un momento in cui i giovani sono i più colpiti dalla disoccupazione e dalla mancanza di opportunità».
A descrivere l’opera in premio per la XXXVII edizione della manifestazione per giovani alfieri e tamburini è stata la stessa giovane artista Lara Mumenthaler:
«L’opera che ho realizzato vuole racchiudere in sé alcuni dei valori incarnati dalle Contrade e dal Palio: il valore dell’amicizia, la passione per la propria Contrada e la condivisione della Piazza del Campo. Il gioco di volumi e tagli su rame e ottone intende dare vita, rendere vibrante una scultura in cui tutte le Contrade, risolte con colori e segni stilizzati, fanno un girotondo simbolico e abbracciano i nove spicchi del Campo che a loro volta si aprono trasformandosi in svolazzanti bandiere».
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Minimasgalano rinviato per lutto

Messaggio  jabru il Ven Ott 12, 2012 7:17 pm

La Torre rinvia il Minimasgalano in segno di lutto
12/10/12 - 18:02 Per rispettare il grave lutto che ha colpito l’Imperiale Contrada della Giraffa, la Contrada della Torre ha deciso di non effettuare la Manifestazione per giovani alfieri e tamburini che si sarebbe dovuta svolgere domani, sabato 13 ottobre, in piazza del Campo.
Con il sofferto silenzio delle proprie attività, La Contrada della Torre esprime il più sincero cordoglio ai familiari della giovane senese.
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Storia del Palio: lo scambio dei cavalli

Messaggio  jabru il Dom Ott 14, 2012 6:49 pm

STORIA DEL PALIO: SCAMBIO DI CAVALLI TRA TARTUCA E ISTRICE DOPO L'ASSEGNAZIONE
News 13-10-2012


Nel 1766, durante la Tratta della Carriera di luglio, avvenne un episodio insolito e probabilmente unico nella storia del Palio. Erano rimasti da assegnare due cavalli: un ''bombolone'' (morello della Scala) e una ''brenna'' (sauro del Sestigiani). Fu detto che il cavallo buono era stato assegnato alla Tartuca mentre in realtà sembrava che questo fosse toccato in sorte all'Istrice. Ne nacque una discussione tra le due Contrade e alla fine il barbaresco della Tartuca prese il cavallo buono e lo portò nella stalla in Via delle Murella. Gli istriciaioli, desiderosi di far valere le proprie ragioni, sollecitarono il Provveditore della Reale Biccherna Belisario Bulgarini (anch'egli istriciaiolo) affinché facesse presente la questione al Generale Auditore. Questi ordinò ai ''birri'' di recarsi all'abitazione del barbaresco della Tartuca in modo che procedessero allo scambio dei cavalli; scambio che poi avvenne. Esiste però un'altra versione dei fatti narrata dal Comucci. Pare infatti che il cavallo assegnato all'Istrice non andasse bene al Provveditore Bulgarini che, grazie ai suoi buoni uffici con il Generale Auditore, riuscì ad ottenere lo scambio dei cavalli facendo credere che ci fosse stato un errore nell'assegnazione. Non sappiamo quale delle due versioni sia veritiera, il dato certo è che quel Palio fu vinto proprio dall'Istrice con Mattia Mancini detto Bastiancino.

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minimasgalano: vince l'Istrice

Messaggio  jabru il Lun Ott 22, 2012 9:50 am

S
IENA. Nel corso della XXXVII edizione della Manifestazione per giovani alfieri e tamburini la Contrada che si è più distinta è la Sovrana Contrada dell’Istrice con gli Alfieri Jacopo Barellini e Marco Ceccatelli e con il tamburino Francesco Galardi.
Alle giovani comparse delle Sovrana Contrada dell’Istrice è andata in premio l’opera realizzata dalla diciassettenne Lara Mumenthaler e offerta, per quest’anno, dall’associazione “L’Oratorio”. La Contrada della Torre ringrazia sentitamente la commissione giudicante, composta dai membri del Comitato Amici del Palio, la giovane Lara Mumenthaler e l’associazione “L’Oratorio” che, oltre all’opera in premio, ha offerto 5 borse di studio ai ragazzi del Liceo artistico “Duccio di Buoninsegna” che hanno partecipato al concorso indetto per la realizzazione del premio in palio .
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All'Istrice il Minimasgalano

Messaggio  jabru il Lun Ott 22, 2012 9:54 am

Siena, 21 ottobre 2012 - E’ STATA ancora una volta la comparsa della Contrada Sovrana dell’Istrice ad aggiudicarsi la XXXVII° edizione del Minimasgalano, la manifestazione per giovani alfieri e tamburini organizzata ieri pomeriggio in Piazza del Campo dalla Contrada della Torre e posticipata di una settimana rispetto alla data iniziale del 13 ottobre, per la scomparsa della giovanissima contradaiola della Giraffa. Davanti ad un pubblico molto numeroso, accorso nella conchiglia di Piazza nonostante il clima estivo, la comparsa di Camollia ha concesso il tris, aggiudicandosi per la terza volta consecutiva il prestigioso riconoscimento, realizzato da Lara Mumenthaler dell’Istituto d’Arte Duccio Boninsegna di Siena e offerto dai ragazzi dell’Oratorio di via del Sole.
Nella cerimonia di premiazione, tenutasi nella piazzetta Arrigo Pecchioli, adiacente al museo della Torre, il priore Luca Bruni ha ringraziato tutte le autorità intervenute, i priori, la commissione giudicante, i ragazzi delle 17 contrade e ha voluto ricordare anche lo storico correttore di Salicotto Don Renato Pennesi, venuto a mancare proprio nella tarda mattinata di ieri, correttore che ha benedetto il cavallo nelle ultime 2 vittorie riportate dalla Torre, nel 1961 e nel 2005. Il presidente del gruppo piccoli della contrada Aldo Gessani, ha premiato tutti i partecipanti, consegnando l’ambito premio alla comparsa dell’Istrice, formata dal tamburino Francesco Galardi, al suo primo successo, e alla coppia di alfieri tre volte vittoriosa formata da Marco Ceccatelli e Jacopo Barellini.
Gabriele Voltolini da La Nazione
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STORIA DEL PALIO: L'ULTIMA, ASSURDA, CARRIERA DI FRANCESCO GRAZZI DETTO STECCO

Messaggio  jabru il Sab Ott 27, 2012 6:02 pm

News 26-10-2012


Il fantino Francesco Grazzi detto Stecco, che corse 14 Palii vincendone uno nel Leocorno il 2 luglio 1827, si rese protagonista di un curioso episodio durante il Palio nel 2 luglio 1835. In quel Palio Stecco non aveva trovato nessuna Contrada disposta a montarlo. Triste ed abbattuto, il fantino originario di Sinalunga si fermò il giorno del Palio in molte bettole di Siena a bere per smaltire la delusione per non aver trovato una monta. Andò poi ad assistere alla corsa dentro Piazza del Campo, nei pressi di S.Martino. In preda ai fumi dell'alcol, quando vide cadere il fantino della Civetta Massimiliano Garuglieri detto Storto, Stecco scavalcò lo steccato, raggiunse lo scosso della Civetta e ci montò. Fece poi un giro insieme agli altri fantini ma, arrivato a S.Martino, cadde così rovinosamente da non dare segni di vita. Stecco fu portato all'Ospedale dove fortunatamente si riprese. Due giorni dopo fu poi condotto in carcere dove ricevette il divieto tassativo di non farsi mai più vedere a Siena dal 20 giugno al 20 agosto. Nonostante ciò, Stecco nel 1840 fu condannato a 3 giorni di carcere in quanto fu sorpreso a passeggiare per Piazza del Campo.

Francesco Zanibelli


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Storia del Palio: le squalifiche di Vittorino e Valente

Messaggio  jabru il Mer Ott 31, 2012 5:42 pm

STORIA DEL PALIO: LE MEMORABILI SQUALIFICHE DI VITTORINO E VALENTE
News 31-10-2012


La Carriera del 16 agosto 1959 si era presentata fin da subito in maniera ''scoppiettante''. Il lotto dei 10 cavalli scelti dai Capitani si presentava omogeneo e molte Contrade avevano concrete possibilità di vittoria; fra queste vi erano le grandi rivali Oca e Torre che avevano avuto in sorte rispettivamente Uberta de Mores e Tanaquilla. Fontebranda scelse la monta di Ciancone mentre la dirigenza della Torre optò invece per Giorgio Terni detto Vittorino. Durante la terza prova accadde che Vittorino scese da cavallo in prossimità di Fonte Gaia non concludendo i tre giri. In quel momento stava passando l'Oca che urtò accidentalmente con il cavallo della Torre. Subito dopo la prova, fu convocata d'urgenza una riunione al Palazzo Comunale nella quale il Sor Ettore Fontani, nonostante le proteste della dirigenza di Salicotto, riuscì ad ottenere la squalifica di Vittorino. La Torre rimase così senza fantino e fu costretta a montare Umberto Castiglionesi detto Biba, mandato dall'Istrice. La beffa finale per la contrada di Salicotto in quel Palio fu poi la vittoria dell'Oca. In tutta la storia del Palio, solo in un'altra occasione un fantino fu squalificato in seguito a fatti avvenuti durante le prove. Fu esattamente la sera della prima prova della Carriera del 3 luglio 1978 quando Antonio Zedde detto Valente, fantino della Chiocciola, strattonò violentemente il fantino della Tartuca, Canapino, facendolo cadere. Il fatto causò grandi incidenti dopo la prova e in nottata Valente fu poi squalificato per 4 Palii.

Francesco Zanibelli da OKSIENA
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Intervista a Tittia dopo il voto nell'Oca

Messaggio  jabru il Gio Nov 01, 2012 6:18 pm

Intervista a Giovanni Atzeni – Tittia: “Con il nuovo capitano dell’Oca, Claudio Cocchia, ho un rapporto fantastico e valuteremo insieme il nostro futuro”

Ha ripreso attivamente la preparazione in vista del 2013, Giovanni Atzeni, detto Tittia che ha portato in scuderia tre nuovi cavalli da Palio acquistati quest’estate in Sardegna.
Giovanni, come va? Come procede la preparazione?
“Benissimo, ho ripreso il lavoro in scuderia e mi alleno come sempre”.
I rapporti con l’Oca come sono? Sarai il fantino di contrada anche nel 2013?
“Io sì sono sempre il fantino di contrada dell’Oca. I rapporti sono ottimi. Con il nuovo capitano, Claudio Cocchia ,sicuramente ci metteremo a tavolino per valutare tutte le situazioni. Con lui ho un rapporto fantastico e con l’Oca anche ho vissuto in questa contrada tre anni davvero alla grande!”.
In scuderia ci sono tre nuovi arrivi, ce ne parli?
“Sì, gli ho presi in Sardegna, si chiamano Quasas, Querida De Marchesana e Offensio. Gli iscriverò al Protocollo. Sono perfetti per la Piazza con le misure adatte. Adesso gli sto preparando”.
Con loro c’è anche Guess. Avete deciso se farlo tornare in Piazza anche nel 2013?
“Si Guess è ancora al prato a breve lo rimetto a lavoro. Sicuramente nel 2013 ci sarà. E’ davvero un buon cavallo da Palio che purtroppo è stato sfortunato. Con il proprietario abbiamo deciso di dargli un’altra chance nella speranza che abbia più fortuna. Ha 11 anni quindi sarà l’ultima annata da Palio per lui e si merita qualcosa di grande”.
Archiviato il 2012. Che anno è stato?
“E’ stata un’annata importante. Ad agosto ho rischiato anche di vincere. E’ un’annata dalla quale ripartire per fare meglio. Stringere i denti, allenarsi e prepararsi per essere nuovamente protagonista nel 2013”.
Elena Casi da SienaNews
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Assemblea straordinaria del Comitato Amici del Palio

Messaggio  jabru il Mer Nov 07, 2012 6:26 pm

SPECIALE PALIO DI SIENA
Assemblea straordinaria del Comitato Amici del Palio


Mercoledì 07 Novembre 2012 15:10
.
E’ convocata l’Assemblea Straordinaria del Comitato Amici del Palio per Giovedì 22 novembre p.v. alle ore 21,15 in prima convocazione e alle ore 21,30 in seconda, nella sala delle Lupe del Palazzo Comunale con il seguente ordine del giorno:
- Comunicazioni del Presidente.
- Varie ed eventuali

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STORIA DEL PALIO: PEL DI CAROTA E LA PROMESSA DI FERMARE LA LUPA

Messaggio  jabru il Mer Nov 07, 2012 6:29 pm



STORIA DEL PALIO: PEL DI CAROTA E LA PROMESSA DI FERMARE LA LUPA



News 06-11-2012

Nella Carriera del 2 luglio 1966, la Lupa, con l'accoppiata formata da Bruno Deriu detto Bozzolo e Danubio della Crucca - vincitore il 16 agosto 1964 con i colori della Chiocciola - nutriva legittime speranze di vittoria. L'Istrice, che aveva avuto in sorte il modesto Bolero, guardava con seria preoccupazione all'accoppiata di Vallerozzi. La dirigenza di Camollia, dopo aver montato durante le prove Peppinello e Parti e Vai, optò per Arturo Dejana detto Pel di Carota, reputato più idoneo per fare un Palio ''difensivo''. Già a partire dalle prove, Pel di Carota iniziò ad infastidire Bozzolo alla Mossa. Dejana era stato avvertito di stare molto attento anche in caso di caduta di Bozzolo visto che Danubio nella Chiocciola aveva dimostrato di andare molto bene anche da scosso. Si arrivò così al Palio e al momento della partenza Pel di Carota ostacolò subito la Lupa che cadde a Fonte Gaia. Ricordatosi di ciò che gli era stato detto, il fantino dell'Istrice trattenne Danubio per le briglie fino a S.Martino, quando le posizioni di testa erano già delineate. Per la cronaca fu il Drago a vincere con Bazza e Topolona. In seguito a quel fatto, Pel di Carota fu squalificato per ben 8 Palii e corse soltanto in un'altra occasione nella Selva 6 anni più tardi.

Francesco Zanibelli -
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I Priori raccontano la Contrada. Il Rettore Pacciano racconta il Bruco

Messaggio  jabru il Mar Nov 13, 2012 9:26 pm

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Bruco - Lunedì 12 Novembre 2012 09:36 di Gabriele Voltolini -
Il Rettore della Nobile Contrada del Bruco, Fabio Pacciani, svela la Contrada di via del Comune

La quarta puntata del nostro speciale sulle 17 contrade ci guida alla scoperta della Nobile Contrada del Bruco. Il cammino insieme al Rettore Fabio Pacciani inizia a metà di Via del Comune, da un portone adiacente all’oratorio e a pochi passi dall’ingresso della società l’Alba.

LA STRUTTURA Salendo delle scale arriviamo nella sala in cui vengono effettuate le riunioni della Sedia e da qui comincia la nostra chiacchierata con il Rettore: “Gli organi direttivi della nostra contrada – racconta Pacciani - sono la Sedia, il Consiglio di Seggio, il Consiglio Grande e Generale e l’Assemblea. La Sedia è formata da 13 persone e comprende, tra gli altri, il rettore, il vicario, 3 provicari, il presidente della società l’Alba, il capitano e figure come economo e cancelliere. Il Consiglio di Seggio, invece, è composto da circa 100 persone, compresi i maggiorenti, mentre il Consiglio Grande e Generale, che non ha potere decisionale, è formato da circa 300 contradaioli che pagano una quota di protettorato più alta. Tutte le cariche direttive restano in vigore 2 anni, per me si tratta del terzo mandato da rettore, con il 2012 vado in scadenza ed attualmente c’è una commissione che sta lavorando al rinnovo delle cariche. Per quanto riguarda il capitano, invece, è il Consiglio di Seggio che individua un nome e lo porta in assemblea. Se dall’assemblea esce un altro nome, allora viene eletta una commissione apposita che ha il compito di individuare il capitano”.

IL POPOLO “Il popolo del Bruco – dice Pacciani – ha una grande tradizione popolare. E’ un popolo umile e in passato anche povero per la tipologia del rione. Le caratteristiche maggiori sono la spontaneità, la generosità, ma direi anche la bontà. In passato era visto come un popolo rissoso e prepotente, ma anche buono, vicino ai propri dirigenti e con uno spiccato senso di appartenenza. La povertà, infatti, univa e ai giorni nostri si è trasformata in aggregazione. Attualmente i protettori del Bruco si aggirano intorno ai 2800/2900 e grazie alla gestione degli ultimi anni, al protettorato e ai 14 appartamenti di proprietà che diamo in affitto ai contradaioli (in Via del Comune e in Vicolo degli Orbachi), il nostro patrimonio è cresciuto e puntiamo a crescere ancora. L’assegnazione degli appartamenti ai piccoli nuclei famigliari mi ha dato una grandissima soddisfazione personale e vedere i bambini uscire dai portoni e scendere in una strada libera da macchine come è Via del Comune, è una sensazione veramente piacevole”. Parlando di tradizioni e aggregazione non si può non citare il Bao Bello Chef, una delle feste di contrada maggiormente conosciuta a Siena: “Da alcuni anni – commenta Fabio Pacciani - del Bao Bello se ne occupa la contrada, con un’apposita commissione eletta all’inizio del biennio. Questo perché la società ha già molto da fare e non era giusto gravarla anche dell’organizzazione di un evento così importante sotto tutti i punti di vista. Si tratta di una festa dai grandi ritmi, con una preparazione intensa che inizia almeno 10 giorni prima, la cui organizzazione non è semplice perché potrebbe rischiare di scadere in una festa solamente a sfondo gastronomico. Per questo abbiamo associato alle serate, eventi culturali particolari e stiamo molto attenti ai comportamenti, agli orari, al rapporto qualità-prezzo e alla somministrazione di alcolici. E’ un momento importante per la nostra contrada, ricordo alcuni anni fa, negli anni ’70, quando alcuni ragazzi di Ravacciano che frequentavano poco il Bruco, iniziarono a venire in contrada proprio grazie al Bao Bello”.

IL MUSEO E L’ORATORIO Finito il racconto della struttura direttiva e la descrizione del popolo, iniziamo il viaggio all’interno del museo e dell’oratorio, partendo proprio dalla sala in cui ci troviamo (sala nobile dedicata a incontri con i maggiorenti e nella quale vengono ricevute le contrade a palio vinto), dedicata a Roy Moskowitz. Si trattava di un americano benestante, professore di Arte, arrivato a Siena negli anni ’60, che alloggiava all’Albergo Moderno e che assistendo alla benedizione del cavallo del Bruco divenne poi un grande contradaiolo. Trasferitosi a Siena per lunghi periodi, alla sua morte ha lasciato una sostanziosa eredità alla contrada, che alla sua memoria ha voluto intitolare una borsa di studio annuale, per suo volere dedicata “a Silvia”. Arriviamo nella sala adiacente, molto cara ai brucaioli perché dedicata a Barbicone, dove alloggiano le monture rinnovate nel 2012 e alcune teche con oggetti di valore. Scendiamo delle scale, dove in alto troviamo il palio strappato al Drago nel 1945, che ci portano su un terrazzino che sovrasta dall’alto il museo. Qui vediamo un ex voto dedicato alla Madonna, portato a Bologna per una mostra negli anni 80: “Si tratta di un museo recente – racconta il rettore – e per questo forse uno dei più belli per la sua conformazione. E’ stato restaurato nel 2006, ha degli spazi piuttosto stretti, ma il nostro vanto è che ce lo siamo fatto tutto da soli. Troviamo una bella commistione tra legno e acciaio che lo rendono affascinante. Scendendo le scale, arriviamo nella sala più grande dove sono custoditi i palii, qui si svolgono le assemblee ordinarie, mentre quelle più affollate e sentite le facciamo nella terrazza coperta della società, che è proprio qui accanto, uscendo dalla parte laterale del museo” Risaliamo e ci rechiamo nell’oratorio del Bruco, costruito nel 1680 e dedicato al Santissimo Nome di Gesù: “Si tratta di una chiesa piccola, con una grande tela raffigurante la Vergine, realizzata da Luca di Tomè e con alcuni affreschi del 600. La benedizione del cavallo la effettuiamo all’interno dell’oratorio, ma con un numero ristretto di persone. Partecipa, infatti, solamente la comparsa, la dirigenza e poche altre persone”.

IL TERRITORIO Usciamo dall’oratorio e il nostro viaggio si sposta nel territorio del Bruco. Passando dalle stanze della contrada, direttamente collegate con quelle della società l’Alba, aperta anche di pomeriggio e frequentata nelle ore del giorno da diversi contradaioli, soprattutto quelli un po’ più anziani, usciamo nuovamente in una Via del Comune libera da macchine e veramente bella alla vista, grazie anche all’opera attenta del custode della contrada, il signor Enzo, che è un autentico fac-totum nel Bruco. Insieme a lui e al priore visitiamo la stanza dell’economato, dove ci sono le monture del giro, i tamburi e le bandiere: “Il nostro territorio – prosegue Fabio Pacciani – è piuttosto difficile da usare, considerato il pendio e il fatto che non abbiamo piazze ad esclusione della piazzetta di Ovile, diventata ormai un parcheggio e di una piccolissima parte di Piazza San Francesco. Per questo la società e i giardini sono delle ricchezze per il Bruco. Prima del 1980 questi ultimi erano più piccoli, poi abbiamo acquistato una parte di vallata che arriva fino a sotto S.Francesco. Per noi si tratta di uno spazio molto importante, dove effettuiamo tutte le cene, compresa quella della prova generale. Direi che non rimpiangiamo le pietre, perché questo spazio per noi è diventato vitale ed è qui che si svolge la vita del rione”. Una contrada che fino a qualche anno fa, proprio per ragioni territoriali, viveva un’inimicizia molto sentita, e poi cessata, con la Giraffa: “Non è una cosa comune – dice Pacciani - l’interruzione di una rivalità. Noi e la Giraffa ci siamo riusciti, non senza fatica, ma con estrema soddisfazione reciproca. E’ un fatto che è accaduto a metà anni ’90, nel Bruco rimane il ricordo della rivalità, ma più volte abbiamo ribadito la fine della stessa. I rapporti adesso sono sereni e spero che nel medio lungo periodo lo siano ancora di più, visto che comunque non c’erano assolutamente dei buoni motivi per mantenere in vita questa inimicizia. Non tutti i contradaioli hanno accettato questa cosa, ma le dirigenze, invece, hanno sempre mantenuto gli accordi presi e devo dire che è un grande traguardo”. Continuiamo a risalire Via del Comune e sulla parte sinistra troviamo una cosa divenuta ormai più unica che rara, una cantina adibita a falegnameria da parte di un pensionato che effettua dei piccoli lavoretti. Si tratta di un signore che non è brucaiolo, ma che frequenta anche la società l’Alba e che in caso di bisogno si rende disponibile per piccoli lavori con il legno per la contrada. Arriviamo poi davanti alla fontanina del Bruco, per la quale esiste già un progetto di restauro per una nuova illuminazione, e concludiamo il nostro percorso nel vicolo degli Orbachi, dove si trova la stalla. “Qui c’è la nostra stalla – conclude Pacciani - e di fronte troviamo i giardini di proprietà comunale, per i quali abbiamo in ponte un progetto molto importante per renderli usufruibili alla cittadinanza tutta. Io personalmente ritengo molto importante lo sfruttamento degli spazi verdi all’interno delle mura”.

Lunedì prossimo, nella quinta puntata del nostro speciale, andremo a conoscere le bellezze della Contrada della Torre insieme al priore di Salicotto Luca Bruni.
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Storia del Palio - agosto '66: cerffoni, cazzotti e 2 arresti

Messaggio  jabru il Gio Nov 15, 2012 8:15 pm

STORIA DEL PALIO: "CALDO" AGOSTO 1966. CEFFONI, INVASIONI DI PISTA E 2 ARRESTI
News 14-11-2012


Il Palio del 17 agosto 1966 fu caratterizzato da una serie di avvenimenti imprevisti grazie ai quali, a distanza di anni, viene ricordato come uno dei Palii più ''accesi'' della Storia. Ma andiamo con ordine. Il nuovo Mossiere Mario Cappelli era sembrato inadatto al ruolo già a partire dalle prove. Durante la terza prova, Cappelli abbassò in ritardo il canape provocando la caduta alla mossa del fantino del Valdimontone Guanto. A quel punto si scatenò la rabbia dei contradaioli dei Servi che inseguirono il Mossiere e due di loro furono addirittura arrestati. Il Mossiere Cappelli fu sostituito da Wilson Pesciatini. La sera della Prova Generale il Valdimontone, con l'adesione di tutte le altre Contrade, organizzò in Piazza del Campo una manifestazione chiedendo la liberazione dei due arrestati e la prova non fu corsa. I due montonaioli furono liberati e la situazione tornò così alla normalità, almeno apparentemente. La mattina del Palio l'Onda, che durante le prove aveva alternato Secondo Cardaioli e Giuseppe Vivenzio detto Peppinello, si presentò tra i canapi con Ciancone che ritornava sul tufo dopo un'assenza di ben 5 anni. Prima della Provaccia, dentro l'Entrone, il barbaresco dell'Oca, memore della famosa ''Rigirata'' del 16 agosto 1961, dette due ceffoni a Ciancone. Questo fatto provocò dei tafferugli tra Oca e Onda e la rottura della loro alleanza che durava dal Seicento. Si arrivò così al Palio con una grande carica di tensione. Dopo una prima mossa falsa, le Contrade rientrarono nell'Entrone e fu cambiata la busta. Quando l'Onda entrò di rincorsa, scattarono Oca, Torre e Tartuca. Al Primo Casato cadde il fantino della Torre Morino e il cavallo dell'Oca Ercole andò a dritto; si arrivò quindi all'inizio del secondo giro con la Torre scossa in testa, seguita dall'Onda che nel frattempo aveva guadagnato posizioni. A questo punto, inspiegabilmente, il Mossiere fece scoppiare il mortaretto invalidando la mossa. I torraioli decisero così di invadere la pista togliendo steccati e materassi e il Palio venne rinviato al giorno successivo. La busta fu cambiata un'altra volta e in questa situazione di caos totale ne fece le spese il Drago che dovette rinunciare a correre a causa dell'infortunio al fantino Bazza. Alla fine, dopo una mossa estenuante, si partì e vinse la Chiocciola con Beatrice e Canapetta dopo un epico duello tra quest'ultimo e il fantino dell'Onda Ciancone. I fatti avvenuti nei giorni precedenti non furono privi di conseguenze per le Contrade coinvolte infatti intervenne per la prima volta la giustizia paliesca e il Valdimontone fu così squalificato per un Palio per i disordini creati dopo la terza prova mentre la Torre fu sanzionata con due Palii di squalifica per l'invasione di pista.

Francesco Zanibelli da OKSIENA
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QUARNERO STA MALE

Messaggio  jabru il Gio Nov 22, 2012 6:12 pm

QUARNERO STA MALE, LA GIRAFFA IN SOCCORSO DEL BARBERO VITTORIOSO
News 22-11-2012




La Contrada Imperiale della Giraffa ha deciso di contribuire alle cure di Quarnero, cavallo che ha corso 6 Palii dal 1994 al 1999, vincendone due: nell'Oca con Trecciolino a luglio 1996 e nella Giraffa con Il Pesse ad agosto 1997, realizzando lo storico cappotto della contrada di Via delle Vergini. Quarnero, che ha 23 anni e ha debuttato in Piazza nell'agosto 1994 (corse per l'Aquila montato da Imolino), è di proprietà di Giuliano Brandini e si trova adesso ricoverato nella clinica veterinaria.
Data Contrada Fantino
2 luglio 1994 - - non prescelto
1. 16 agosto 1994 AQUILA Imolino
2. 2 luglio 1995 DRAGO Stoppa
3. 2 luglio 1996 OCA Trecciolino
16 agosto 1995 - - non prescelto
4. 16 agosto 1996 OCA Trecciolino
5. 3 luglio 1997 CIVETTA Massimino II
6. 16 agosto 1997 GIRAFFA Il Pesse
9 settembre 2000 - - non prescelto


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STORIA DEL PALIO: IL FANTINO BUBBOLO FERITO DA UNA COLTELLATA

Messaggio  jabru il Ven Nov 23, 2012 6:49 pm

STORIA DEL PALIO: IL FANTINO BUBBOLO FERITO DA UNA COLTELLATA
News 23-11-2012




Oggi parliamo di un episodio che è stato tramandato dai nostri nonni e che forse non è molto conosciuto tra le giovani generazioni. Il Palio del 16 agosto 1919 vedeva come grandi favorite la Tartuca e la Selva che avevano avuto in sorte rispettivamente Stellina e Scodata, due cavalli all'epoca molto quotati. La Selva cercò di montare Aldo Mantovani detto Bubbolo che aveva già indossato il giubbetto di Vallepiatta nella Carriera del 2 luglio ma il fantino preferì andare nella Tartuca. C'è da dire che Bubbolo e la Selva non si erano lasciati bene dopo il Palio di luglio a causa di alcuni screzi con il barbaresco della Selva Galvani e il fatto che Bubbolo avesse preferito andare nella Tartuca fece aumentare ancora di più il risentimento della Contrada verso il fantino senese. La dirigenza di Vallepiatta, essendo rimasta senza monta, alternò durante le prove Chiccone e Nappa. Si arrivò così alla Provaccia con la Selva che alla fine decise di montare Randellone, mandato dalla Pantera. Al canape Randellone andò immediatamente a provocare Bubbolo e al terzo Casato i due scesero da cavallo e iniziarono a darsele di santa ragione. Ovviamente la rissa tra i due fantini degenerò coinvolgendo anche Selva e Tartuca. Bubbolo e Randellone furono squalificati e quindi la Selva e la Tartuca si ritrovarono senza fantino a poche ore dal Palio. La Selva scelse Domenico Leoni detto Moro (padre di Ganascia) mentre la Tartuca optò per il grande Picino che era stato lasciato a piedi dall'Oca. Il pomeriggio del 16 agosto Bubbolo, arrabbiatissimo per la beffa subita, si recò nella Selva con alcuni congiunti in cerca di vendetta con Randellone che però non si trovava. In breve si scatenò una violenta rissa con bastoni e coltelli tra i selvaioli e ''l' entourage'' di Bubbolo che venne colpito da una coltellata. La Selva vinse poi quel Palio ma la festa fu rovinata dall'arrivo dei Carabinieri che arrestarono il barbaresco Galvani, sospettato di essere l'autore materiale della coltellata. In realtà non si riuscì mai a scoprire chi avesse commesso il fatto e fortunatamente Bubbolo riuscì a riprendersi tanto che l'anno seguente montò di nuovo in Piazza. Fino a qualche tempo fa era costume diffuso tra i vecchi contradaioli dire al proprio fantino ''Occhio, perché se non fai il tuo dovere, ti si fa quello che fecero i selvaioli a Bubbolo nel ’19, ti si mettono le budella in mano".

Francesco Zanibelli

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I Priori raccontano la Contrada: Selva

Messaggio  jabru il Dom Nov 25, 2012 7:18 pm

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'', su SienaFree.it la Contrada della Selva
Domenica 25 Novembre 2012 16:04

Nuovo appuntamento domani, lunedì 26 novembre, con il viaggio di SienaFree.it alla scoperta delle 17 Contrade di Siena.

La penna di Gabriele Voltolini e la macchina fotografica di Giuseppe Pirastru, continuano a raccontare attraverso parole e immagini, il territorio, i luoghi significativi, il popolo e le tradizioni dei diciassette rioni di Siena.

Un percorso itinerante, realizzato grazie alla fattiva collaborazione dei Priori delle Contrade, che sono i protagonisti raccontandoci e guidandoci nei luoghi “sacri” e talvolta sconosciuti della Contrada, come l’oratorio, il museo, la società e le stanze della contrada.

L’appuntamento, a cadenza settimanale ogni lunedì, vedrà protagonista domani la Contrada della Selva raccontata dal Priore Francesco Rinaldi

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I Priori raccontano la Contrada: Torre

Messaggio  jabru il Dom Nov 25, 2012 7:20 pm

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Torre - FOTOGALLERY
Lunedì 19 Novembre 2012 10:21 di Gabriele Voltolini -

Il Priore della Contrada della Torre, Luca Bruni, svela la Contrada di Salicotto

Siamo arrivati alla quinta puntata del nostro speciale sulle contrade e oggi andremo a conoscere il popolo, il museo, l’oratorio e il territorio della Contrada della Torre, guidati nella nostra visita dal priore di Salicotto Luca Bruni.

LA STRUTTURA L’appuntamento è davanti alla sede, in Via Salicotto 76, da dove parte il nostro percorso insieme all’Onorando priore. Scendiamo delle scale, dove ai lati troviamo opere di Alessandro e Laura Brocchi (un barbero e una bellissima spennacchiera), un affresco raffigurante un palazzo medievale e un’opera di Vita Di Benedetto, e arriviamo alla sala principale del museo, dove si svolgono le assemblee e le riunioni del seggio. Da qui parte la nostra chiacchierata: “Gli organismi della contrada – racconta Luca Bruni – sono l’Assemblea Generale, il Consiglio Generale, il Consiglio dei Maggiorenti e il Seggio, che è formato da circa 65 persone ed è il governo della contrada. All’interno del seggio c’è una deputazione formata dal priore, 3 vicari, il presidente della società l’Elefante, che è un vicario aggiunto, il capitano, il presidente del collegio dei maggiorenti e 5 membri eletti nella prima riunione dopo l’insediamento del seggio. La deputazione è un organismo politico, quello che prende le decisioni importanti per la contrada ed essendo formato da poche persone permette una maggiore snellezza operativa. Il seggio rimane in carica 2 anni, mentre il capitano 3. Per il rinnovo delle cariche vengono elette 2 commissioni distinte, quella per il priore formata da 5 membri nominati dall’assemblea, per il capitano invece, 3 persone nominate dall’assemblea e 2 dal seggio. Personalmente sono al primo mandato da priore, che scadrà nel 2013. Sono stato mangino nel 1996, poi bilanciere, 2 anni vicario e in seggio per circa 30 anni”.

IL POPOLO Un priore nato e vissuto nella sua contrada, della quale conosce pregi e difetti: “Sono un priore di popolo – conferma Bruni – nato in una casa enorme insieme a mia sorella in Via San Martino 32, con le finestre sul Vicolo dell’Oro. Ricordo gli aneddoti di mio nonno, postino di mestiere, ma calzolaio per necessità, che risuolava le scarpe agli abitanti del ghetto che gliele passavano dalle finestre” Insomma un priore che conosce a menadito la sua contrada, giovane e molto attiva, e che l’ha vista crescere e modificarsi negli anni: “I protettori della Torre sono circa 3500 – racconta il priore – dei quali 400 ultrasettantenni, 550 piccoli fino a 14 anni e 160 giovani dai 14 ai 16. Abbiamo un gruppo piccoli molto attivo, guidato da Aldo Gessani, e anche un gruppo giovani che lavora tanto e bene del quale è presidente Francesco Voltan. Il gruppo donne, inoltre, è un vanto per la nostra contrada, con oltre 100 anni di storia. Le chiamiamo “le donne della stanzina”, perché si ritrovano in una stanza in Piazzetta Pecchioli. E’ un gruppo veramente attivo, con circa 500 iscritte ed ha un ruolo fondamentale. Le nostre donne, infatti, organizzano i rinfreschi, hanno un gruppo di bandieraie e uno di pittura. Una delle ultime iniziative, sicuramente lodevole e molto apprezzata, è il regalo che abbiamo deciso di fare ai nuovi nati, ovvero un fazzoletto a triangolo ricavato dagli avanzi della stoffa delle bandiere, dipinto dal gruppo pittura e ricamato dalle bandieraie”. Un rione vivo, quindi, molto frequentato sia dai giovani che dalle generazioni più esperte: “Siamo una contrada talvolta anche troppo attiva – prosegue Bruni – un popolo che vive qui nella strada, attorno alla società. Organizziamo tante serate, ci sono moltissimi giovani, ma anche persone più anziane ed esiste un bel confronto tra i torraioli. Credo infatti che il dialogo, aldilà delle diversità, sia il percorso giusto per la maturazione della contrada ed è fondamentale stare in un ambiente così, dove vige il rispetto reciproco. Davanti alla società o alla fontanina, progettata da Berrettini nel 1984, c’è sempre qualcuno. In estate stiamo qui fuori, ci sono le mamme con i bambini che giocano nel piazzale della fontanina, qualche volta ci spostiamo nella “chicca del sole”, in Via del Sole, ma spesso e volentieri dopo cena tutte le persone tornano di nuovo qui in Salicotto perché il cuore del rione è questo”.

IL MUSEO E L’ORATORIO Dalla sala principale, dove si trovano tutti i palii vinti dalla Torre e i masgalani, iniziamo la nostra visita al resto del museo, che si apre con un pregevole affresco del Sodoma raffigurante il calvario, un paliotto del 1500 di tessuto prezioso e con la cisterna per la raccolta delle acque di epoca romana e rinvenuta nei primi lavori effettuati nel 1933: “Il nostro è un museo dal fascino molto particolare – commenta Luca Bruni – in cui troviamo delle cose uniche che non sono presenti da nessuna altra parte, con il gioiello assoluto rappresentato da una tomba etrusca. Dalla sala delle assemblee ci spostiamo in quella del “mangano”, che in origine era un macchinario per la lavorazione di seta e lana. Troviamo le monture di epoca garibaldina, costeggiamo le antiche mura senesi del 1200 che ci portano fino alla tomba etrusca e alla prima cisterna per la raccolta del grano di origine quattrocentesca. Possiamo ammirare anche il più antico masgalano, risalente al 1700 e alcune teche con molti oggetti preziosi e tutte le monture della Torre, dalle più antiche a quelle attuali. Questa parte di museo, vista l’umidità esistente, abbiamo dovuto sistemarla facendo dei lavori e investendo molto per il recupero. Abbiamo inoltre installato un impianto di condizionamento per permettere ai nostri costumi di rimanere intatti”. Risaliamo le scale, usciamo nuovamente in Via Salicotto e visitiamo l’oratorio, dedicato a San Giacomo Maggiore e a Sant’Anna, la cui pietra di fondazione risale al 1531, in ringraziamento alla Vergine per la vittoria nella battaglia di Porta Camollia del 1526: “Da circa 10 anni non effettuiamo più la benedizione del cavallo dentro la chiesa – racconta Bruni - sia per l’elevato numero dei contradaioli presenti sia per salvaguardare la bellissima pavimentazione. Benediciamo il cavallo all’esterno, in un altare che viene allestito davanti alla Madonna dell’archino. Il nostro oratorio è stato costruito nel tempo dai contradaioli, ci sono opere importanti di Rutilio Manetti, come la Crocefissione e il Martirio di San Giacomo, oltre a un ex voto risalente al 1800 e a me molto caro perché donato alla contrada dalla nonna di mia moglie. Oltre all’altare principale è presente anche un secondo altare dedicato alle 40 ore”.

IL TERRITORIO Usciti dall’oratorio, passiamo per la sala delle colonne, che collega le stanze della contrada alla società l’Elefante e andiamo a visitare l’archivio della Torre, situato a metà scalinata che porta in Via Del Sole, uno dei più forniti di Siena, dove all’interno è presente un plastico del 1929 che si trovava in un magazzino comunale, ritrovato da alcuni contradaioli e restaurato nel 1999. Si tratta di un oggetto molto importante per la contrada, raffigurante l’originale conformazione della nostra città e in particolare di Salicotto: “Nel plastico si vedono tutti i vicoli cari alla Torre – afferma Luca Bruni - da ragazzi erano frequentati anche luoghi come San Martino, San Giusto (che adesso non esiste più), il ghetto davanti alla stalla e il Vicolo del Rialto, oppure lo spazio sopra ai fontini di Via del Sole, dove giocavamo a calcio da bambini. Adesso invece la vita, come ho detto prima, si svolge in Salicotto e qualche volta alla chicca del Sole. Li organizziamo delle cena con la brace, alcune serate di musica, ma la maggior parte degli eventi si svolgono in Salicotto, come la cena della prova generale o il “Mangia e Bevi”. Purtroppo la via è molto trafficata e questo non aiuta. Per fortuna, però, nonostante questo, la società è frequentata, è giovane e piena di iniziative con un presidente altrettanto giovane. Cerchiamo di controllare più possibile i nostri ragazzi e di insegnargli i valori della contrada perché sono loro il futuro. Devono avere il senso della contrada, sapere gli obblighi che hanno nei confronti della stessa, delle persone e delle cose. Credo anche che le nostre istituzioni cittadine dovrebbero capire come poter sfruttare la contrada stessa per una sorta di controllo del territorio”.
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I Priori raccontano la Conmtrada: Selva

Messaggio  jabru il Lun Nov 26, 2012 5:58 pm

''Le Contrade di Siena raccontate dai Priori'': Selva - FOTOGALLERY
Lunedì 26 Novembre 2012 10:22 di Gabriele Voltolini - foto©Pirastru


Il Priore della Contrada della Selva, Francesco Rinaldi, svela la Contrada di Vallepiatta


Il Priore della Contrada della Selva, Francesco Rinaldi

Il sesto appuntamento con il nostro speciale sulle contrade ci porta a conoscere la Contrada della Selva, insieme al priore di Vallepiatta Francesco Rinaldi.

LA STRUTTURA - L’Onorando ci attende in piazzetta della Selva, davanti all’oratorio. Da una porta laterale entriamo dentro alla sacrestia e il nostro colloquio si svolge proprio all’interno della chiesa della contrada: “La Selva è organizzata secondo il modello utilizzato da molte altre consorelle – racconta Rinaldi – ovvero c’è il priore che è alla testa del seggio, formato da 34 persone, e da varie commissioni di lavoro, che cerchiamo di accrescere in base alle necessità/opportunità che si presentano. L’ultima nata, per esempio, è la commissione solidarietà, che abbiamo fortemente voluto. E’ stata realizzata anche grazie ai preziosi consigli del priore del Nicchio Paolo Neri, con il quale ho un ottimo rapporto, che ci ha aiutato ad impostare le linee guida, sul modello della loro commissione già esistente e guidata dalla brava Ombretta Sanelli, sulle quali noi abbiamo inserito delle varianti. Il seggio della Selva si occupa di tutte le attività consuete, ovvero finanze, economato piccoli ecc. Il mandato dura 2 anni, attualmente c’è una commissione incaricata al rinnovo delle cariche, sia del priore che del capitano. Se verrò rieletto, per me sarà il secondo mandato da priore, arrivato dopo 2 anni in cui sono stato vicario generale”.

IL POPOLO - Una contrada piccola numericamente, ma molto attiva e frequentata come ci racconta Rinaldi: “Siamo uno dei rioni più piccoli, con circa 750-800 protettori. La cosa positiva, però, è che abbiamo un nucleo stabile di circa 200 persone che frequenta la società e che permette alla contrada di andare avanti, grazie a moltissime attività.. Fortunatamente nella Selva non c’e mai un periodo morto e cerchiamo di inserire le tante iniziative dei contradaioli in una logica di coinvolgimento del maggior numero di persone possibile. In questo senso, abbiamo notato che qualcosa si sta muovendo e che c’è una buona predisposizione. Circa 40-50 persone che prima non frequentavano, adesso stanno iniziando a venire in contrada. Da noi non esiste il gruppo donne, ma queste sono un elemento fondamentale della vita della contrada e sono sempre molto attive su tutti i fronti. Il mio Vicario all’Organizzazione, fra l’altro è Gabriella Liccardo, una persona estremamente dinamica che coinvolge tutti in sempre nuove iniziative, mi vengono in mente, per esempio, i mercatini di Natale che organizzeremo il prossimo 1 dicembre nel Vicolo delle Carrozze. Abbiamo anche diversi giovani e piccoli selvaioli ed un gruppo di addetti che li segue costantemente e che è in continua crescita, e stiamo incominciando a pensare di organizzare anche un gruppo di bandieraie, un’attività bella ed importante, che nella Selva ancora manca”. Una contrada attiva ed in continuo movimento, dunque, che sta anche cercando di riportare in vita le abitudini contradaiole di un tempo: “Abbiamo rifatto il caratteristico presepe selvaiolo – racconta Rinaldi – mentre una bella iniziativa che abbiamo ripristinato è la Novena di Natale. Prima vi partecipavano al massimo 5-6 persone, invece da 2 anni l’abbiamo rifondata, cercando di coinvolgere tutti, soprattutto i giovani. In contrada siamo andati alla ricerca di giovani musicisti che hanno coinvolto alcuni loro amici, per lo più della scuola Rinaldo Franci, e grazie alla loro collaborazione abbiamo organizzato 9 serate con pezzi musicali alle quali hanno partecipato molte persone. Personalmente credo molto in queste iniziative perché dobbiamo ridare vita a tutti i processi ed ai ritmi che hanno consentito alla contrada di vivere attraverso i secoli, perché se non diamo forza a queste radici immateriali alla fine la contrada rischia di perdere la propria anima. La Selva vuole rappresentare un elemento dinamico per accrescere la capacità di tutte le contrade di essere elemento vitale per la città. Tutti devono dare un contributo alla rinascita di Siena, soprattutto in questo momento e credo che rinchiudendosi ognuno nel suo, alla fine si rischia di rimanere schiacciati dal contesto. Un’altra lodevole iniziativa, passata forse un po’ sotto traccia, è stata la presentazione del rituale religioso contradaiolo. Insieme al nostro correttore Don Acampa e a quello della Civetta Don Grassini, notammo come mancasse un rituale contradaiolo ufficiale e dopo un lavoro durato 1 anno e mezzo, il 1 dicembre 2011 durante le celebrazioni di Sant’Ansano, è stato presentato il 1° rituale religioso contradaiolo”.

IL MUSEO E L’ORATORIO - Terminata la prima parte della nostra chiacchierata, ci alziamo per visitare l’oratorio e il museo della Selva: “La chiesa in cui ci troviamo risale alla fine del ‘600 – commenta il priore – ed è arrivata ad essere l’oratorio di contrada grazie alla riorganizzazione del Santa Maria della Scala. Ha una struttura a croce greca, proprio come il museo che si trova qui sotto i nostri piedi, ed i suoi affreschi riprendono un tema che è inserito nelle tarsie del pavimento del Duomo, vale a dire quello delle Sibille. E’ una chiesa grande e di ampio respiro, che cerchiamo di curare più possibile e che ha bisogno di manutenzione continua. Nel passato sono stati effettuati interventi grazie alla Banca e alla Fondazione Monte dei Paschi, ma da adesso in poi dovremo trovare nuove modalità e per le contrade medio-piccole diventerà sempre più difficile reperire i finanziamenti necessari. Qui effettuiamo la benedizione del cavallo per il palio, ma organizziamo anche altre iniziative, come la Novena di cui parlavo prima. Una bellissima cerimonia è stata fatta questa estate quando, grazie a Don Enrico Grassini, parroco di Provenzano, abbiamo riportato a casa un ex voto che per la domenica in albis del 1950 le donne della Selva avevano offerto alla Vergine di Provenzano per chiedere la grazia a vittoria di palio che tardava da oramai 30 anni. L’abbiamo ripulita, ristrutturata e riconsacrata, riportandola nella nostra chiesa”. Dall’oratorio prendiamo delle scale interne e scendiamo nel museo della Selva, che prima era la cripta della chiesa. Scendendo, troviamo subito una cosa singolare, ovvero la “sindone” del palio del 16 agosto del 1970, ovvero la contro-immagine che l’olio del dipinto ha lasciato sul vetro della bacheca che conteneva il drappellone: “Il museo ripropone la struttura a croce greca dell’oratorio – dice Rinaldi - e prima qui c’era la società di contrada. Nel 2000 sono terminati i lavori di ristrutturazione, durati circa 7 anni e da società l’abbiamo trasformata in museo. Devo dire che ha un impatto particolarmente suggestivo e molte persone di una certa età sono rimaste legate a questo luogo, che era il cuore della vita contradaiola. Qui vengono fatte le assemblee e le riunioni del seggio. Il museo è organizzato come una grande esposizione in successione storica dei drappelloni vinti. Tra quelli più particolari troviamo il cencio del 1974, da tutti i selvaioli ricordato come il palio della predizione di Don Vittorio (che durante la cena della prova generale aveva annunciato la vittoria della Selva), oppure il drappellone del 1978 con all’interno la terra di piazza. Troviamo, inoltre, le monture di piazza e delle teche con i vecchi zucchini, verbali dell’800 e le monete consegnate dopo ogni vittoria”.

IL TERRITORIO - Terminato il nostro cammino all’interno del’oratorio e del museo, usciamo nuovamente in piazzetta della Selva, passando dalla sala adiacente alla chiesa in cui troviamo gli arredi sacri. “Il cuore pulsante del nostro territorio – prosegue Francesco Rinaldi – è da anni l’asse piazzetta della Selva/Via Vallepiatta. Per molto tempo, difficoltà tecniche ed economiche non ci hanno permesso di sviluppare pienamente l’altro asse di vita territoriale della Selva, vale a dire il Vicolo delle Carrozze. Nel 2011, dopo 8 anni, siamo riusciti finalmente a fare dei lavori nei locali ex ENEL oggi di nostra proprietà, e li nel futuro contiamo di rafforzare la nostra presenza sociale. Le Carrozze sono un punto di riferimento importante per il rione. Li, infatti, c’è un appartamentino dove si ritrovano i bambini e in futuro speriamo anche le bandieraie, c’è la stalla della Selva e il tabernacolo della contrada. Abbiamo, inoltre, dei progetti per la riorganizzazione degli spazi verdi presenti nel vicolo. In questo senso, abbiamo stipulato un accordo con l’Istituto Agrario di Siena per la creazione di giardini sui terrazzamenti e di un orto a coltivazione biodinamica. Abbiamo un gruppo di 6-7 contradaioli che affianca i ragazzi della scuola aiutandoli in questo progetto. Credo che il recupero del verde urbano sia fondamentale e in questo senso le contrade giocano un ruolo importantissimo. Penso che sarebbe anche opportuno estendere questo tipo di collaborazioni con altre istituzioni cittadine. Ridare vita al territorio è assolutamente necessario, anche attraverso il dialogo con i commercianti e gli abitanti”.

Lunedì prossimo il nostro viaggio proseguirà nell’Imperiale Contrada della Giraffa, dove insieme al priore Laura Dinelli visiteremo il museo, l’oratorio e il territorio del rione di Provenzano.



Immagini © Giuseppe Pirastru



CONTRADA DELLA SELVA
Stemma d'argento, un rinoceronte al piede d'una querce fogliata al cui tronco figurano trofei di caccia, sormontata da un sole radioso d'oro, recante l'iniziale U (Umberto I) in campo azzurro

Colori: Verde e arancio con liste bianche

Motto: Prima Selvalta in Campo

Simboleggia: Potenza

Antiche Compagnie Militari: Vallepiatta, San Giovanni, Porta Salaia

Arte o mestiere: Tessitori

Terzo: Terzo di Città

Sede: Piazzetta della Selva, 5

Società di Contrada: "Società Rinoceronte"

Santo Patrono: Assunzione della Beata Vergine

Festa Titolare: 15 agosto. Si festeggia la quarta domenica di agosto

Oratorio: La Chiesa cinquecentesca di San Sebastiano, già delle monache Gesuate in Via Franciosa

Fontanina Battesimale: Opera di Vinicio Guastatori (1965), è sormontata da un rinoceronte. Reca il motto della Contrada. Si trova in Piazza della Selva davanti alla Sede

Contrade Alleate: Chiocciola, Tartuca

Vittorie ufficiali: per la Contrada 37 - per il Comune 37

Ultima vittoria: 2 Luglio 2010 - Silvano Mulas detto Voglia su Fedora Saura

Priore: Francesco Rinaldi

Capitano: Michele Rugani

Sito internet: www.contradadellaselva.it
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Capodanno contradaiolo

Messaggio  jabru il Sab Dic 01, 2012 7:02 pm

S
IENA. In occasione dell'inizio dell'Anno Contradaiolo, alla vigilia della festa del patrono della città, Sant'Ansano, presso Palazzo Sansedoni, si è rinnovato oggi il tradizionale incontro tra la Fondazione Mps e i rappresentanti delle diciassette Contrade, del Magistrato delle Contrade e del Comitato Amici del Palio. Un momento per ribadire il legame esistente tra la Fondazione e le diciassette consorelle e confermare un'attenzione che anche in un momento difficile e di crisi come quello attuale, non è destinata certo ad interrompersi. Lo hanno sottolineato per la Fondazione il presidente Gabriello Mancini ed il direttore generale (provveditore) Claudio Pieri, nella consapevolezza dell'importanza rivestita dalle Contrade per la comunità senese e del valore storico, culturale e sociale degli interventi effettuati via via negli anni per l'acquisto, la conservazione, il restauro e la manutenzione dei beni immobili, destinati a sedi delle Contrade stesse, delle Società o dei musei, od anche a finalità abitative, il rinnovo dei costumi e degli accessori tradizionali per le comparse.
Con il protocollo a scadenza triennale firmato con il Magistrato delle Contrade nel 2010, dopo il primo protocollo sperimentale della durata di un anno firmato nel 2009, “il rapporto – ha rilevato il presidente Mancini – si è rafforzato ulteriormente anche se la crisi economica e le necessità di tutelare il patrimonio della Fondazione Mps, dopo l’indebitamento per l’adesione all'aumento di capitale varato da Banca Mps, hanno costretto a sospendere le consuete erogazioni attraverso il bando annuale a causa della carenza di fondi. Questo incontro testimonia come anche la più recente delle istituzioni senesi si sia integrata con il territorio e le sue tradizioni. Il momento è difficile, ma siamo sicuri che sarà superato. Dobbiamo fare tutti la propria parte e la Fondazione sta studiando anche nuovi modi per sostenere la comunità”.
Riprendendo il tema delle difficoltà che la Fondazione sta attraversando in un contesto nazionale e internazionale difficile, il provveditore Claudio Pieri ha ripercorso in breve i motivi alla base dei problemi che hanno costretto la Fondazione a non emettere anche quest’anno il bando per i contributi, rilevando come la concentrazione del proprio investimento in Banca Mps leghi al ritorno della redditualità di essa, il superamento delle attuali carenze di risorse della Fondazione. “I rischi di qualche mese fa sono superati - ha osservato Pieri –, ma non scongiurati del tutto. Comunque rinegoziando il debito con le banche abbiamo preso tempo e abbiamo iniziato ad attivarci attraverso anche nuove modalità d’intervento per tornare ad essere di sostegno al territorio senese e alle sue componenti. Non ci scoraggiamo e guardiamo dunque con fiducia al futuro”.
Da parte sua il rettore del Magistrato delle Contrade, Fabio Pacciani, ha osservato come il legame tra Fondazione e Contrade si sia fortemente consolidato negli anni. "Noi tutti - ha aggiunto - dobbiamo ringraziare la Fondazione Mps che ha appoggiato il mondo contradaiolo e ringrazio anche per le parole e i chiarimenti di oggi che ci hanno dato un’indicazione in più su quali sono le prospettive. La Fondazione ha sempre mostrato grande attenzione al sistema Contrade consentendo di accrescerne il patrimonio artistico e immobiliare, arricchendo e sviluppando così il contesto urbanistico di Siena. E’ indubbio che le attuali difficoltà hanno avuto riflessi pesanti anche per noi, ma non siamo certo qui per chiedere soldi, ma per testimoniare quello che è stato e quello che è attualmente il rapporto Fondazione-Contrade e ci auguriamo che il nuovo anno che sta per aprirsi sia un anno migliore per tutti”.
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Re: Palio d'inverno

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