Se ne parla a Siena

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A Siena Arte in vetrina ospita “Palio” personale di Paolo Fresu

Messaggio  jabru il Gio Mag 05, 2016 7:17 pm

Il Palio visto con gli occhi di uno straordinario interprete della pittura contemporanea. A Siena prende il via il prossimo mercoledì 11 maggio “Palio”, la mostra personale di Paolo Fresu, artista astigiano, classe 1950, famoso anche per la sua attività di scenografo teatrale e cinematografico.

Ed è proprio la teatralità della Festa senese a colpire la fantasia di Fresu che propone due particolari serie pittoriche, dedicate alle 17 Contrade del Palio.

Nella prima compaiono gli originali ritratti di 17 “fantini” a cavallo, la seconda presenta invece altrettanti paggi. Tutti i personaggi vengono raffigurati in abiti che liberamente si ispirano a quelle del ricco corteo storico senese.

La mostra nasce per iniziativa della Galleria Beaux Arts di Siena con la collaborazione di Banca Monte dei Paschi che ospita una parte dell’allestimento presso i locali della sua Filiale in Piazza Tolomei, la nuovissima agenzia tecnologica che già ospita prestigiose opere d’arte del Novecento.

L’altra parte della personale di Paolo Fresu sarà invece visibile presso la stessa Galleria Beaux Arts nella vicina via Montanini, 38.

“Palio” di Paolo Fresu fa parte di Arte in vetrina, rassegna che proseguirà a Siena fino al prossimo luglio alternando interventi di otto protagonisti dell’arte italiana e non solo.

Il progetto è della Galleria Beaux Arts piccolo, prezioso “laboratorio” creativo nel cuore del centro storico senese, dove artigiani specializzati, da oltre 40 anni realizzano cornici, seguendo le antiche regole della doratura a guazzo e proponendo anche quanto di più moderno viene prodotto in questo settore. In questi anni di attività la bottega ha sempre riservato uno spazio alla produzione e alla ricerca artistica contemporanea, offrendo al pubblico momenti di incontro con l’arte del ‘900.
Qui si susseguiranno mostre che saranno allestite in un contesto che unisce saperi e ricerche differenti. Il visitatore potrà così entrare (ad ingresso gratuito) in una vera e propria bottega d’arte dove, come accadeva secoli fa, l’operato di pittori, scultori, incisori e ceramisti sarà in mostra accanto a quello degli artigiani che lavorano a servizio dell’arte.
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Il nuovo mossiere a Monticiano

Messaggio  jabru il Sab Mag 07, 2016 8:00 pm

Monticiano, 7 maggio 2016 - Debutto del nuovo mossiere Fabio magni a Monticiano. Non abbasserà il canape ma prenderà confidenza con il meccanismo. Cinque le corse in programma a cui assisterà, a partire dalle 9,30. Poi il pranzo con i capitani, il sindaco e l'Ufficio Palio.

Ecco il programma

Prima corsa (ore 9.30)

Sognadora (Angioi) Reynard King (Murtas) Contestetou (E. Bruschelli) Sintenzia di Gallura (Columbu) Raktou (Migheli) Rombo de Sedini (G. Zedde) Que Masca (Carrus)

Seconda corsa (ore 10)

Savage (Colombati) Laramy (Paddeu) Remorex (Columbu) Solu Tue Due (Caria) S'Othieresu (E. Bruschelli) Rodrigo Baio (Alessi) Quebeck Sauro (Guglielmi)

Terza corsa (ore 10,30)

Querida Moura (Chessa) Rocco Ro (Rocco Betti) Rocco Nice (Alessio Migheli) Remo Secondo (G. Zedde) Quarzus (Pacchi) Oppio (Angioi) Questurino (Congiu)

Quarta corsa (ore 11,15)

Quentu (Caria), Radeski (Coghe), Soraya Brillante (Columbu), Remistirio (Mannucci), Querida de Marchesana (Cersosimo), Polonski (E. Bruschelli), Phatos de Ozieri (Betti)

Quinta corsa (ore 11,45)

Soldatino (Carboni) Simonella (Cersosimo) Parledi (Chessa) Superbia de Sedini (E. Bruschelli) Rexy (Rocco Betti) Ondina Prima (Pes) Qulpa di Gallura (Coghe)

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Il nuovo mossiere parte con il piede giusto

Messaggio  jabru il Dom Mag 08, 2016 8:05 pm

Prima volta alle corse per Fabio Magni Prima volta alle corse per Fabio Magni


Siena, 8 maggio 2016 - PARTE con il piede giusto il nuovo mossiere. Qualche stretta di mano, cortese con tutti. Ma è venuto per testare i suoi tempi di reazione con quelli di Enzo Giorgi che sarà la sua ombra. E il suo consigliere. Perciò non si concede distrazioni. Chiede spiegazioni, mentre assiste alle corse dal verrocchio. E se ne torna a casa con i dvd del Consorzio tutela del palio da studiare dove si illustrano i vari tipi di mossa. Ha già imparato molto – i colori delle Contrade, ad esempio, anche l’importanza dei richiami se fra i canapi nessuno dà retta – ma la strada per arrivare al 29 preparato è ancora lunga. «Freddezza, concentrazione e un pizzico di fortuna, ecco cosa mi ha detto Bartolo Ambrosione con cui ci siamo sentiti», racconta Fabio Magni. Che era accompagnato dalla moglie con cui condivide la passione per i cavalli.
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Il Palio nel cinema: ''Bianco rosso celeste''

Messaggio  jabru il Dom Mag 08, 2016 8:09 pm

"Bianco rosso celeste. Cronaca dei giorni del Palio di Siena" è il titolo del documentario che verrà proiettato nei locali della Contrada della Torre martedì 10 maggio, come terzo appuntamento del ciclo mensile "Il Palio nel cinema e nel piccolo schermo".

Diretta da Luciano Emmer con la collaborazione di Giancarlo Ravasio, la pellicola, uscita nel 1963, racconta le fasi della carriera dell'agosto 1962, con interviste ai fantini, al mossiere e ad altre figure dell'epoca.

A presentare il documentario sarà Roberto Testi, appassionato e studioso di cinema, che, nella sua breve introduzione, lo contestualizzerà storicamente evidenziando le differenze tra questa proiezione e le due che lo hanno preceduto nel ciclo: "Palio" di Blasetti e "La Ragazza del Palio", entrambi seguiti con nutrita partecipazione e interesse da parte dei contradaioli presenti.

"Bianco rosso e celeste abbraccia i quattro giorni di Palio nella loro totalità, partendo dalla tratta - anticipa Testi - al suo interno troviamo interviste fatte a diverse personalità del Palio stesso, non solo fantini, il mossiere, e alla grande figura che fu Ettore Bastianini, ma anche a persone comuni, di diversa estrazione sociale che fanno parte di questa nostra fantastica tradizione. Quello che salta all'occhio è il contrasto tra le figure istituzionali e le figure del popolo, ed è qui che si trova la bellezza del documentario. Si parla di quella che è l'essenza stessa del Palio: non ci sono più differenze tra persona e persona, sono giorni in cui Siena e tutto il suo popolo respira e vive come se fosse un'unica entità".
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Re: Se ne parla a Siena

Messaggio  jabru il Mer Mag 11, 2016 7:43 pm

Il Palio visto con gli occhi di uno straordinario interprete della pittura contemporanea. A Siena prende il via il prossimo mercoledì 11 maggio “Palio”, la mostra personale di Paolo Fresu, artista astigiano, classe 1950, famoso anche per la sua attività di scenografo teatrale e cinematografico.

Ed è proprio la teatralità della Festa senese a colpire la fantasia di Fresu che propone due particolari serie pittoriche, dedicate alle 17 Contrade del Palio.

Nella prima compaiono gli originali ritratti di 17 “fantini” a cavallo, la seconda presenta invece altrettanti paggi. Tutti i personaggi vengono raffigurati in abiti che liberamente si ispirano a quelle del ricco corteo storico senese.

La mostra nasce per iniziativa della Galleria Beaux Arts di Siena con la collaborazione di Banca Monte dei Paschi che ospita una parte dell’allestimento presso i locali della sua Filiale in Piazza Tolomei, la nuovissima agenzia tecnologica che già ospita prestigiose opere d’arte del Novecento.

L’altra parte della personale di Paolo Fresu sarà invece visibile presso la stessa Galleria Beaux Arts nella vicina via Montanini, 38.

“Palio” di Paolo Fresu fa parte di Arte in vetrina, rassegna che proseguirà a Siena fino al prossimo luglio alternando interventi di otto protagonisti dell’arte italiana e non solo.

Il progetto è della Galleria Beaux Arts piccolo, prezioso “laboratorio” creativo nel cuore del centro storico senese, dove artigiani specializzati, da oltre 40 anni realizzano cornici, seguendo le antiche regole della doratura a guazzo e proponendo anche quanto di più moderno viene prodotto in questo settore. In questi anni di attività la bottega ha sempre riservato uno spazio alla produzione e alla ricerca artistica contemporanea, offrendo al pubblico momenti di incontro con l’arte del ‘900. fresu drago

Qui si susseguiranno mostre che saranno allestite in un contesto che unisce saperi e ricerche differenti. Il visitatore potrà così entrare (ad ingresso gratuito) in una vera e propria bottega d’arte dove, come accadeva secoli fa, l’operato di pittori, scultori, incisori e ceramisti sarà in mostra accanto a quello degli artigiani che lavorano a servizio dell’arte.

ARTE IN VETRINA presenta “Palio” di Paolo Fresu

Ingresso gratuito

sedi espositive

Banca Monte dei Paschi di Siena, Agenzia 12 (Piazza Tolomei)

Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 16

sabato 14 e domenica 15 maggio apertura straordinaria dalle ore 16 alle ore 19

Galleria Beaux Arts (via Montanini, 38 Siena).

Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19,30

dal martedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30

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Una maxi piadina in Piazza, è polemica, foto subito ritirata

Messaggio  jabru il Ven Mag 13, 2016 9:01 pm

C'è chi si impegna in lunghe contrattazioni, che magari non vanno a buon fine, e c'è chi la Piazza del Campo se la prende con... Photoshop! È uscita in queste ore sui social network, infatti, la pubblicità di un gruppo di fast food, specializzato in piadine, pronto ad aprire una propria sede in franchising proprio a Siena: ecco che, allora, l'immagine di lancio è proprio la Piazza del Campo "vestita da Palio", con un'immensa piadina farcita posizionata al posto della conchiglia, mentre tutto intorno sta galoppando la carica dei Carabinieri a cavallo. Dettaglio non da poco: non ci sono le Contrade ed è, questo, un particolare che potrebbe legare le mani al Consorzio per la Tutela del Palio. In ogni caso, nel dibattito sull'identità della Piazza, la sacralità del luogo, la differenza tra cultura e turismo e tutti gli altri temi che stanno animando la città in questi giorni, ecco che un altro spunto di riflessione ci viene servito, è proprio il caso di dirlo, su un piatto d'argento.

Anche se, stavolta, tanto la nascita quanto il controllo della questione sembrano essere saldamente in mani esterne alla città. In un lampo la notizia si è diffusa in città, rimbalzata come sempre accade in questi casi dai social network. Così, lo stesso profilo Facebook del franchising, un gruppo con base in Umbria, è stato bersaglio di parecchi commenti, più o meno eleganti, che spesso richiamavano l'attenzione proprio sull'uso qui considerato scorretto o quanto meno poco sensibile dell'immagine della Piazza.

Tanto è bastato all'azienda - pronta, appunto, ad aprire in città una nuova sede - per capire di avere urtato qualche suscettibilità di troppo e fare marcia indietro, dichiarando che sostituirà l'immagine di lancio. "Ammiriamo moltissimo il grande ardore passionale che lega i senesi alla città - si legge nel profilo ufficiale del gruppo alimentare - e per questo, non volendo urtare la sensibilità di nessuno provvederemo alla sostituzione dell'immagine. Teniamo a precisare che nostra unica intenzione è stata quella di creare curiosità ed esaltare le bellezze ed il valore del contesto in cui andremo presto ad essere presenti. Vi promettiamo che il nostro l'avvento nella meravigliosa città di Siena non avverrà calando una gigantesca piadina nella stupenda Piazza del Campo".

Gi.Mae. da La Nazione
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''Incontriamoci in Società'', così i contradaioli raccontano la loro ''seconda casa''

Messaggio  jabru il Lun Mag 16, 2016 7:48 pm

Grazie a ChiantiBanca nasce il primo progetto organico dedicato alla storia e alla vita delle 17 Società di Contrada
Mercoledì 18 maggio la presentazione del primo volume

incontriamociinsocieta-volume1_650vUn progetto editoriale, in tre volumi, interamente dedicato alla storia delle Società di Contrada: si intitola "Incontriamoci in Società. Storie e racconti sulla seconda casa dei contradaioli" (edito da Betti Editore) ed è realizzato dal Magistrato delle Contrade, grazie al contributo di ChiantiBanca.

Una pubblicazione unica nel suo genere poiché, nella vasta e ricca letteratura legata al Palio e alle Contrade, mancava finora un progetto organico che raccontasse in modo completo lo scenario delle diciassette Società: realtà fondamentali per la vita delle Consorelle, luoghi di aggregazione ludica, certo, ma soprattutto punti costanti di ritrovo, confronto, condivisione e mutualismo.

ChiantiBanca, sensibile alle migliori sollecitazioni dei territori in cui opera e da sempre fortemente legata alla città di Siena e alla sua comunità, ha voluto dunque colmare questa lacuna.

Il primo dei tre volumi sarà presentato mercoledì 18 maggio, alle 18, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico. E’ dedicato al Terzo di Camollia e racchiude scritti, memorie e scatti fotografici – tra cui una parte molto interessante di materiale d’archivio – delle Consorelle che di quel Terzo fanno parte, Bruco, Drago, Giraffa, Istrice, Lupa e Oca.

I testi – il cui coordinamento editoriale è stato affidato ad Antonella Leoncini – sono stati realizzati dalle Contrade stesse che hanno così messo a frutto le professionalità insite nei diversi popoli, regalando uno spaccato unico di memoria, tradizione, carattere e sentimento, identità collettiva.

Un viaggio, dunque, in un aspetto della Festa che spesso rimane in secondo piano ma che trova invece, stavolta, totale dignità; una ricostruzione, anche storica, delle spinte e dei mutamenti sociali, culturali e politici che hanno portato alla nascita delle Società e al loro così profondo radicamento nel tessuto cittadino.

"Le nuove Società di Contrada fiorite una dopo l’altra dopo il 1870 – si legge nella prefazione del volume, firmata da Saverio Luigi Battente, docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di scienze politiche e internazionali dell’Università di Siena – si ponevano come obiettivo primario quello di sostenere la Contrada stessa nelle sue attività ludiche e ricreative e nelle manifestazione di carattere pubblico cittadino, come appunto il Palio (…). Parimenti questo primo associazionismo contradaiolo
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Un gruppo di “saggi” per il Museo del Palio

Messaggio  jabru il Mer Mag 18, 2016 7:14 pm

Un gruppo di lavoro di sei esperti in campo storico, archivistico e antropologico per la redazione del progetto scientifico del Museo del Palio. La giunta ha individuato in Giuliano Catoni, Mauro Civai, Alessandro Leoncini, Pietro Meloni, Davide Orsini e Senio Sensi coloro che, affiancando i referenti comunali interni e nel quadro di un percorso partecipativo che si rivolgerà alle Contrade, alle altre istituzioni senesi ed alla cittadinanza, cureranno ed elaboreranno le fasi di impostazione, realizzazione e comunicazione del progetto, considerando anche quanto già elaborato anni fa su incarico dell’Amministrazione comunale.

Successivamente, sulla base del progetto scientifico che verrà sviluppato, la giunta approverà uno studio di fattibilità con l’obiettivo di verificarne l’armonizzazione funzionale dei contenuti con gli spazi individuati all’interno del Palazzo Pubblico, nell’ottica anche di valorizzare la rete delle realtà museali delle Contrade.

Lo studio di fattibilità servirà, inoltre, a prendere in esame e definire le caratteristiche dell’apparato didascalico e la predisposizione di moderni supporti tecnologici, oltre a contemplare tutto ciò che riguarda gli aspetti normativi sulla sicurezza.
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Palio, uno stagista realizzerà l'archivio delle punizioni

Messaggio  jabru il Gio Mag 19, 2016 7:10 pm

Siena, 19 maggio 2015 - Nasce l’archivio delle pene. Invocato per anni dalle Contrade, consentirà di avere una sorta di codice delle sanzioni per tema. Cambio di posto al canape e fronteggiamenti in Piazza, per citare due esempi. O canti non consentiti. E via dicendo. «Raccoglieremo i documenti relativi alla giustizia paliesca da quando è stato istituito l’assessore delegato – spiega Mauro Balani, che dovrà comminare le punizioni nel 2016 –. Un cambiamento organizzativo importante. Metteremo insieme il materiale che c’è nell’archivio comunale e nell’ufficio palio, poi si tratterà di razionalizzarlo realizzando una griglia per argomenti che aiuti la consultazione.

Processo non semplice ma una volta bisogna iniziare. Terminata la raccolta documentale vedremo come digitalizzare l’archivio che aiuta, certo, alla conservazione della memoria ma rappresenta al contempo uno strumento che da regolamento dobbiamo avere. Troveremo casi identici trattati in modo diverso ma se l’archivio è ordinato emergerà un indirizzo prevalente. Ciò servirà un po’ anche a togliere l’alone di discrezionalità che a volte si paventa». Balani annuncia sarà uno stagista, per sei mesi, a seguire l’archiviazione «in modo che per la stagione delle sanzioni questa sia già a buon punto»

di LAURA VALDESI da La Nazione
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ChiantiBanca: rinnovato l’accordo a sostegno dell’editoria di Contrada

Messaggio  jabru il Ven Mag 20, 2016 12:00 pm

ChiantiBanca conferma la propria attenzione e sostegno al territorio senese e alle esigenze della sua comunità; anche per l’anno 2016, infatti, è stato rinnovato l’accordo con il Magistrato delle Contrade a supporto dell’attività editoriale delle 17 Consorelle.

Grazie a questa intesa – sottoscritta nel solco di quanto avviene dal 2013 – ChiantiBanca si impegna con un plafond annuale di oltre 50mila euro destinati alle iniziative editoriali di ogni singola contrada e del Magistrato: fino a un massimo di 2500 euro (oltre Iva) saranno, dunque, rimborsati a ognuna delle Contrade che ne faranno richiesta per supportare pubblicazioni editoriali realizzate nel corso del 2016. Lo stesso accordo prevede particolari e agevolate condizioni, relative all’operatività e alla richiesta di finanziamenti e investimenti, a disposizione di tutte le Consorelle. Parallelamente, per l'anno 2016, è stato confermato anche un protettorato di 18mila euro, mille euro ciascuno per le 17 Consorelle e per il Magistrato, erogato attraverso la Fondazione ChiantiBanca.

Ancora una volta, dunque, ChiantiBanca riserva un occhio di riguardo alla Festa senese e alle sue protagoniste, le Contrade, rimarcando il proprio radicamento sul territorio cittadino e l’impegno quotidiano nel contribuire a migliorare la qualità della vita della sua comunità.

Il rinnovato accordo con il Magistrato delle Contrade è stato annunciato ieri, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico, dal Direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi, durante la presentazione del libro "Incontriamoci in Società. Storie e racconti sulla seconda casa dei contradaioli", edito da Betti Editore e realizzato proprio grazie alla volontà e al contributo della banca.

"Siamo molto orgogliosi e felici – ha affermato Andrea Bianchi – che ChiantiBanca a Siena cresca e si radichi sempre di più. Oltre al nostro impegno morale, siamo orgogliosi del riconoscimento che raccogliamo come partner della città. Il segno del nostro impegno è anche questo, continuare a sostenere le Contrade, il Magistrato e le loro pubblicazioni".

Quello presentato ieri è il primo dei tre volumi che comporranno un progetto editoriale unico nel suo genere, poiché per la prima volta l’attenzione è dedicata esclusivamente e in modo completo alla storia e alla vita delle 17 Società di Contrada, realtà pulsanti e protagoniste della Festa, finora lasciate in disparte dalla letteratura tematica. ChiantiBanca, sensibile alle migliori sollecitazioni dei territori in cui opera e da sempre fortemente legata alla città di Siena e alla sua comunità, ha voluto colmare questa lacuna, finanziando il progetto.

"Un progetto editoriale organico – ha sottolineato il Rettore del Magistrato delle Contrade, Nicoletta Fabio – che si snoda attraverso i Terzi della nostra città e mette in evidenza le sfaccettature singole e il sentire condiviso che nasce da comuni radici. Sfogliando il libro, al di là delle specificità, sono moltissime le analogie che si notano fra le varie Società, fra i popoli che le hanno fatte nascere ed evolvere: storie parallele, orgogliosamente autonome, indirizzate ai medesimi obiettivi, sociali e culturali".

Il primo volume è dedicato al Terzo di Camollia e racchiude scritti, memorie e scatti fotografici delle Consorelle che di quel Terzo fanno parte, Bruco, Drago, Giraffa, Istrice, Lupa e Oca, mentre è già in lavorazione il secondo volume che sarà dedicato al Terzo di Città e che sarà presentato entro la fine dell’anno.

"Regalare alla nostra città delle pubblicazioni in cui ci si racconta – ha aggiunto Claudio Corsi, vice presidente vicario di ChiantiBanca – ha un valore molto significativo, tanto più importante in momenti in cui ci sono disorientamenti nella coesione sociale. C’è una profonda sintonia trasversale fra la nostra banca e le Società di Contrada, una matrice comune fondata sulla solidarietà come valore di coesione sociale".

"Ogni Società – ha spiegato Antonella Leoncini, coordinatrice editoriale del volume – è una storia a sé stante nel tempo, nel luogo e nelle esperienze. Sono tutte storie da leggere, piccoli romanzi, ognuno con la propria trama e un filo conduttore".
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Palio: una pioggia di avvisi di garanzia per i fronteggiamenti

Messaggio  jabru il Sab Mag 21, 2016 7:57 pm

Preoccupazione nel mondo del Palio: consegnati avvisi di garanzia ai contradaioli
A distanza di nove mesi dal Palio di agosto 2015, ad un mese dal prossimo Palio, il mondo delle contrade deve fare i conti con la giustizia ordinaria. Sono stati consegnati ad alcuni contradaioli, e tanti altri sembra siano in arrivo, gli avvisi di garanzia per i fronteggiamenti dello scorso Palio di agosto.
Come già annunciato da Radio Siena Tv nel corso della trasmissione “Di Sabato”, nei giorni scorsi sarebbero stati recapitati avvisi di garanzia a contradaioli di Nicchio, Valdimontone, Onda e Torre per gli episodi avvenuti al termine della carriera di agosto.
Si parla di una cinquantina di avvisi per i fatti di Nicchio e Valdimontone e quasi altrettanti per Onda-Torre.
Solo nei prossimi giorni, con la riapertura degli uffici giudiziari, sarà possibile capire la portata dell’indagine e il numero esatto degli avvisati. Si presume che l’accusa sia di rissa. Molti dei contradaioli erano stati sentiti dagli inquirenti nelle settimane successive il Palio, poi sulla vicenda era caduto il silenzio. Si presumeva che gli episodi potessero essere considerati, come sempre è avvenuto, all’interno delle questioni paliesche, ma la magistratura sembra di tutt’altro avviso. E il fatto che siano stati inviati in prossimità della prossima stagione paliesca sembra un chiaro segnale di come non si voglia più tollerare una tradizione che da sempre ha fatto parte del Palio.
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Avvisi Palio, martedì saranno sentiti i primi contradaioli indagati

Messaggio  jabru il Lun Mag 23, 2016 7:15 pm

Una settantina i contradaioli iscritti nel registro degli indagati, ma potrebbero aumentare
Saranno sentiti domani, martedì 24 maggio, in questura i primi contradaioli chiamati a presentarsi in compagnia del proprio avvocato, quello d’ufficio o quello di fiducia. Sono tutti iscritti nel registro degli indagati e per il momento verranno ascoltati su quanto avvenuto in piazza del Campo la sera del 17 agosto quando si fronteggiarono Nicchio e Valdimontone da una parte e Onda e Torre dall’altra.
Impossibile stabilire quanti siano in totale i contradaioli indagati, ma fino ad oggi pare che siano arrivati circa una settantina di convocazione, ed altre potrebbero arrivare nei prossimi giorni.
Per tutti il reato indicato nell’avviso di garanzia, che non è comunque il 415 bis che arriva a conclusione delle indagini, è di rissa e in alcuni casi anche di rissa aggravata.
Pm dell’indagine, iniziata nei giorni immediatamente successivi con l’acquisizione di ogni tipo di filmato in circolazione, è il dottor Andrea Boni.
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Contradaioli indagati, pm Vitello: ''Stiamo facendo gli accertamenti necessari''

Messaggio  jabru il Mar Mag 24, 2016 8:20 pm

“Stiamo cercando di fare gli accertamenti necessari come per tutti gli altri procedimenti, né più né meno”. Così il procuratore capo di Siena Salvatore Filippo Vitello, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del Tribunale civile di Siena, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano informazioni sul fascicolo aperto con l’ipotesi di reato di rissa e rissa aggravata nei confronti di decine di contradaioli di Nicchio, Valdimontone, Onda e Torre.

I fatti oggetto d’indagine risalgono al 17 agosto 2015 quando, al termine del Palio, si verificarono in Piazza del Campo fronteggiamenti tra contradaioli. Gli interrogatori che erano in programma oggi sono intanto slittati ai prossimi giorni.
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Cazzotti, interviene la Piazza: ‘So i senesi a esse’ del Palio’

Messaggio  jabru il Mar Mag 24, 2016 11:27 pm

LE PAROLE DI CHI IL PALIO LO CONOSCE DA SEMPRE, E DA SEMPRE CONOSCE ANCHE I CONTRADAIOLI DEI QUALI RICORDA OGNI PICCO DI PASSIONE, OGNI LACRIMA E OGNI SORRISO.

Da che so’ nata, vi ho sempre guardati con una certa curiosità. Ho cantato con voi ed esultato ad ogni vittoria, mi ci so’ sentita quasi male dall’emozione e mi so’ fatta il bagno nelle vostre lacrime di gioia. So’ stata accarezzata dalla seta e il cuore mi va’ co’ tamburi che mi fanno vibrà le pietre! Un c’è mai stata una più bella dell’altra, per me so tutte meravigliose, un po’ come una mamma che guarda le su’ figliole e ve lo giuro, potessi, mi battezzerei in tutt’e diciassette. Io so’ una femmina vanitosa, mi garba esse bella e voi vi ci mettete proprio d’impegno con quella collana dorata che mi gira tutt’intorno, sembra che la mi’ fonte brilli ancor di più e tu sapessi che patimento, il giorno dopo, quando me la portan via, però siete sempre a cantà che ‘nella Piazza del Campo ci nasce la verbena’… Ma se un’ mi puliscano ci nasce pe’ davvero.

Quanto mi garba quando berciate, sembra di sta’ nel mezzo a un temporale, alla tempesta, ogni bercio è una parola diversa ma, in fondo, dite tutti la stessa cosa. Però, perdonatemi se fo’ un poinino la nostalgica, ultimamente mi ci fate rimane’ proprio male. Voglio confessarvi che nel cuor mi porto il ricordo di ognuno di voi e ne so’ passati tanti di qui. Io mi ricordo di tutti quelli che ora un’ ci so’ più, dell’omini da prima fila e delle donne che reggevano l’orologi, di quelli più piccini che stavano di dietro a pintare, perché se vai un metro all’indietro è finita!

Forse i più piccini un’ lo sanno, ma v’avrei voluto fa’ vedè che briscole volavano. Il cazzotto a spengilume, dovete sapere, ci s’ha solo a Siena… O meglio, bene come qui, un’ lo tiran da nessuna parte! Perchè? O che domande, perché il cazzotto del Palio fa’ male, ma è un male bellissimo. Perché un’è dolore, è orgoglio. E’ la passione che esplode, i conti che tornano, quel temporale che non è più bercio, è forza e sta nel braccio. E io vi ho visti sai, che dopo un cazzotto, una pinta e un golino, sembrate volevvi più bene e quanti di voi, con la rabbia ormai spenta, si so’ appoggiati a uno dei mi’ colonnini, il sorriso in bocca e il bicchiere in mano, insieme.

Io, che ci so’ sempre stata, mi ricordo dell’agosto 1966 e di quei contradaioli arrestati, mi ricordo il fervore di tutte le contrade che arrivaron da me con i colori mischiati, il tumulto delle loro voci che quel temporale vollero scatenarlo per difendere la loro identità di senesi, per riprendersi la loro libertà di fare il Palio come dev’esse fatto. Oggi, però, mi scende una lacrima fin giù al gavinone. Oggi, vi vorrei vedè arrivà di nuovo tutti da me e io v’abbraccerei uno per uno. Fatevelo di’ da una che c’ha i mattoni vecchi, il problema un so’ quelli di fori che si vogliano mette’ nel mezzo, perché ci so sempre stati, anche se qualcuno un’ se lo ricorda. Il problema so quelli di dentro, che si so dimenticati che il Palio un’è dei senesi… So i senesi a esse’ del Palio.

Con amore,

Piazza del Campo

(Arianna Falchi) da SienaNews
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Contradaioli indagati, intervento del Magistrato delle Contrade

Messaggio  jabru il Mer Mag 25, 2016 6:58 pm

Il Magistrato delle Contrade interviene con un documento in merito agli atti giudiziari notificati ad alcuni contradaioli per i fronteggiamenti successivi al Palio di Siena del 17 agosto 2015.

"Preso atto dei provvedimenti che la Magistratura sta assumendo nei confronti di molti contradaioli, il Magistrato delle Contrade non può esimersi da una riflessione che vada al di là della comprensibile apprensione del momento e attivi una comunicazione leale e collaborativa fra tutte le parti in gioco - Popoli, Dirigenti, Istituzioni, stampa - dimostrando consapevolezza non retorica del ruolo delle Contrade quale garanzia di coesione sociale, presidio del territorio, partecipazione attiva, capacità di autoregolamentazione.

Se fino ad oggi si è rimandata una risposta unanime, di fronte al rischio che qualcosa di autenticamente nostro come il Palio ci sfugga di mano e si snaturi finendo per assomigliare ad una manifestazione qualunque è indispensabile ravvalorare il senso di appartenenza cittadino, dimostrando una compattezza che non sia di facciata.

Insieme le Consorelle costituiscono una civitas che quotidianamente e concretamente testimonia valori etici e culturali, e il Palio ne è l'espressione piú schietta. Nel Palio si esaltano quella stessa passione, fierezza d'animo e spontaneità che fanno delle Contrade per tutto l'anno un'architettura sociale efficiente che non ha eguali proprio perché fondata su di una genuinità di sentimenti degna di rispetto.

Consapevoli che il confronto tra rivali, limitato rigorosamente ai giorni di palio, debba mantenersi entro una cornice di sostanziale correttezza e rispetto reciproco, e che la sensibilità dei tempi impone un costante adeguamento delle consuetudini, non possiamo dimenticare che la nostra è una Festa di popolo, dove la naturale animosità e l'impeto di emozioni contrastanti sono parte essenziale della solennità del rito.

Un giudizio che non tenga conto di queste componenti e che equipari indiscriminatamente i momentanei eccessi ad un'attitudine facinorosa, rischia, da un lato, di svilire l'impegno di quanti, ciascuno nel proprio ruolo, si prodigano a tutela della Festa e della tradizione e, dall'altro, di scoraggiare quella autoregolamentazione che, se praticata con coerenza rimane il più efficace antidoto contro le degenerazioni.

Dirigenti e contradaioli non possono non sentirsi a disagio di fronte ai reiterati tentativi di ingabbiare la Festa mortificandone l'autenticità e l'assoluta originalità. Se troppo spesso si imbrigliano gli slanci, si frenano le passioni, si irrigidiscono i comportamenti applicando dogmaticamente le doverose regole senza contestualizzarle alla sociologia del luogo e di un evento dove sono insiti momenti di casualità e imprevedibilità, la Festa rischia di diventare artificiosa.

Quando non ci si sente liberi di esprimersi, la disaffezione per il Palio (solo un aspetto, tuttavia non certo secondario, della vita delle Contrade) rischia di trasformarsi in disaffezione per la Contrada e per la città, rischia cioè di intiepidire l'interesse, la partecipazione, l'impegno, lo spirito di sacrificio che rendono possibile la realtà quotidiana delle Contrade.

La compattezza con cui oggi affrontiamo un problema che siamo coscienti non riguardi solo singole consorelle ma l'integrità della Festa è un richiamo forte ai valori comuni della nostra civiltà che ci sentiamo di rivolgere alla città e alle sue istituzioni".
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Re: Se ne parla a Siena

Messaggio  jabru il Mer Mag 25, 2016 7:08 pm

Nonostante la giornata infrasettimanale, tantissimi senesi hanno assistito alle sette corse a Monticiano nella pista del Tamburo.

Nella prima corsa vince Salute montato da Elias Mannucci, seguito da Porto Alabe con Alessio Giannetti e Solero con Sebastiano Murtas.

Nella seconda corsa l’infortunio di Alberto Ricceri, caduto da Re Bull nella prima curva. Prima posizione per Rodrigo Baio montato da Giuseppe Angioi, secondo Oceano Baio con Luigi Carrius e terzo Ser Bona con Sebastiano Murtas.

Terza corsa vinta da Sarbana con Antonio Siri, poi Orpen con Giosuè Carboni e Pestifero con Alessio Giannetti. Da segnalare la caduta al canape di Francesco Caria da Preziosa Penelope. Tremendo ha anticipato troppo la partenza nonostante i ripetuti avvertimenti del mossiere, ed è rotolato a terra a causa del canape rimasto nelle zampe del cavallo.

Nella quarta corsa vince Romanzo per Anna con Francesco Caria, secondo Laramy con Luca Paddeu e poi Sognadora con Giuseppe Angioi.

Quinta corsa vinta da Renalzos con Enrico Bruschelli, secondo Mali Boom Boom con Sebastiano Murtas e terza Morosita Prima con Alessio Giannetti.

Nella sesta corsa vince Osama Bin con Sebastiano Murtas, seguito da Mississippi con Alessio Giannetti e Fulmine Femmina con Giuseppe Deriu.

Infine la settima corsa vede la vittoria di Sunto con Alessio Giannetti, secondo Lauretta Mia con Andrea Coghe e terzo Quebeck Sauro con Federico Guglielmi.

Sarà operato domani mattina nel reparto di ortopedia del policlinico delle Scotte, Alberto Ricceri. Il fantino ha riportato la frattura scomposta di tibia e perone nella caduta durante la seconda corsa, avvenuta nella prima curva quando il cavallo Re Bull è andato giù con gli anteriori e ha trascinato a terra Salasso.
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Palio e cazzotti, il Magistrato delle contrade: "La Festa non va ingabbiata"

Messaggio  jabru il Gio Mag 26, 2016 7:15 pm



SIENA Palio e cazzotti, il Magistrato delle contrade: "La Festa non va ingabbiata"
26/Maggio/2016 - 07:31Cazzotti dopo il Palio: avvisi di garanzia ai contradaioli
Presa di posizione del Magistrato delle contrade dopo l'intervento della procura per i cazzotti del Palio di agosto 2015. "La nostra - si legge tra l'altro nel documento - è una Festa di popolo, dove la naturale animosità e l'impeto di emozioni contrastanti sono parte essenziale della solennità del rito". E ancora: "Dirigenti e contradaioli non possono non sentirsi a disagio di fronte ai reiterati tentativi di ingabbiare la Festa mortificandone l'autenticità e l'assoluta originalità".
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Quando il “sano cazzotto” diventa social

Messaggio  jabru il Gio Mag 26, 2016 7:22 pm

DAVID TADDEI INVITA A RIVEDERE LA CULTURA DEL “CAZZOTTO” AI TEMPI DELLA VISIBILITÀ DIFFUSA GRAZIE AGLI STRUMENTI SOCIAL.

Sono uno degli ultimi a poter parlare di Palio, non sono nato sulle lastre e, per ossequio al ruolo ricoperto al Comune di Siena per tanti anni, ho preferito sempre stare fuori dalle tentazioni contradaiole e non prendere i colori di nessuna. Negli anni però mi sono trovato, per professione, a confrontarmi direttamente con la festa senese, ininterrottamente dal 1987 al 2012, prima come cronista locale e poi come addetto stampa, portavoce e capo di gabinetto del comune. Probabilmente era nel mio destino, visto che sono nato il 2 luglio e mia cugina il 16 agosto!

Di cose ne ho viste e seguite molte. Ho vissuto il Palio più come possibile fonte di problemi che come una festa e per me vincere era che tutto filasse liscio, che il rito fosse salvo e si concludesse con un “e vissero tutti felici e contenti”. Da questo punto prospettico più distaccato, pur avendo conosciuto e subìto il fascino di molti grandi uomini di Palio, ho imparato a capire, un po’ per volta, la grandezza della Festa senese, questa specie di essere vivente che ha valicato i secoli e che ogni volta fa esplodere un senso di appartenenza unico, capace di pervadere anche coloro che in questa comunità arrivano dopo o ci passano da turisti.

Nessuna immagine o video sarà mai in grado di rappresentare il palpitare della Piazza e i suoi silenzi, quel respirare insieme che ti fa sentire parte di un individuo collettivo, di qualcosa che ti prende e ti costringe a vivere le sue emozioni, il suo ritmo della vita. Tutte cose che hanno anche un fondamento scientifico, come saprete se siete appassionati di sistemi complessi adattativi e di cose come l’autopoiesi (un sistema autopoietico è un sistema che ridefinisce continuamente se stesso, si sostiene e riproduce dal proprio interno). Ma, insomma, non è questo l’importante.

In tutti i miei anni in Comune, ho sempre cercato di rappresentare ai colleghi giornalisti delle testate nazionali ed internazionali questo valore unico del Palio e di far loro soprattutto capire una cosa: se la morte di un cavallo, pur considerata evento luttuoso, non mette mai in dubbio in un senese l’esistenza del Palio, mentre tutto il resto del mondo ragiona al contrario, un motivo ci sarà. Ed è troppo semplice risolvere il problema pensando che i senesi sono matti o trogloditi. È perché il Palio è vita e al tempo stesso metafora di vita, è un sistema complesso, capace di auto adattarsi alla contemporaneità, ancora portatore di significati e valori collettivi, qualcosa che va molto al di là della pur preziosa esistenza di un cavallo che sempre si cerca di preservare.

Ai tanti italiani, non solo animalisti, che ad ogni incidente alzavano il telefono per coprire di ingiurie i malcapitati addetti del Comune, chiedevo sempre se per caso fossero vegetariani. Perché se è vero che il cavallo non sceglie di correre il Palio, neanche il pollo chiede di esser messo arrosto per diventare cena. Era un modo un po’ brutale per cercare di far riflettere su quanto i modelli culturali influiscano nella formazione del proprio metro di giudizio. Possiamo tirate il collo a milioni di polli tutti i giorni ma guai se per eventi fortuiti si fa male un cavallo al Palio di Siena. Senza minimamente pensare che, a fronte dell’imponderabile incidente, il Palio permette ad una colonia diffusa di oltre 200 cavalli di vivere abbastanza agiatamente intorno a Siena. Per un senese sono considerazioni semplici, perfino banali. Per chi non è di Siena e segue il Palio distrattamente due volte all’anno, sono pensieri incomprensibili.

Ho vissuto tutta l’epopea degli attacchi al Palio dopo gli incidenti dei primi anni Novanta e tutta la capacità di reagire messa in campo dal Comune. Dal divieto ai purosangue, ai materassoni, i protocolli, i test elisa, Mociano e le corse di addestramento, le previsite e tutto il resto che conoscete bene.

Se vi guardate indietro vi accorgete che il Palio, in venti anni, si è rinnovato in una maniera pazzesca sul fronte della tutela del cavallo. Lo ha fatto non senza strappi e polemiche, anche con qualche passo falso, lo ha fatto perché costretto da un mutato modo di sentire dell’opinione pubblica italiana, ma è stato abbastanza intelligente da farlo. Quando sembrava che la sottosegretaria Martini, anche sotto la spinta della ministra Brambilla, stesse per avviare una legge che ci metteva fuori dalla legalità, sono andato, su mandato del sindaco ovviamente, a Roma per farle vedere cosa noi già facevamo sul fronte della tutela del cavallo e lei è rimasta sorpresa di quanto Siena fosse avanti. Il testo definitivo delle legge, infatti, in molti punti sembra copiato dai nostri protocolli. Ed è andata proprio così, anche se lei non poteva riconoscerlo pubblicamente, perché noi siamo divenuti l’avanguardia sul fronte della tutela per manifestazioni che prevedono l’uso di animali. Abbiamo fatto scuola, innovando le nostre tradizioni. Analogo salto quantico dovremmo essere in grado di produrre anche in altri settori palieschi.

Il riferimento è a tutta la querelle dell’inchiesta sui fronteggiamenti di agosto. Detto, per rispetto dell’intelligenza altrui e per una personale avversione alla retorica e al populismo, che la procura non avrebbe potuto fare altrimenti, di fronte a referti medici e a video visualizzati da oltre mezzo milione di persone, dico anche che la nostra sempre decantata capacità di autoregolamentare la Festa, su questo aspetto, è rimasta indietro di almeno qualche decennio. Tanto da non percepire quel mutato sentire dell’opinione pubblica italiana, così come invece accadde venti anni fa per gli incidenti dei cavalli. E ad essere sincero, anche allora non fu la pancia del Palio a capire che senza rapidi adeguamenti sarebbe arrivato qualcuno a mettere in dubbio perfino l’esistenza stessa della Festa. Fu la testa del sindaco, aiutato da qualche illuminato consigliere. Con qualche bercio, qualche spallata e buoni argomenti, alla fine, aprirono quella strada che oggi, da quel punto di vista, ci rende quasi inattaccabili, al di là del sempre possibile evento funesto che la sorte avversa può portare.

Oggi la situazione è simile e sul banco degli imputati c’è la violenza, il cazzotto che a Siena si definisce “sano” ma che nel resto d’Italia si riconduce al reato di percosse che, se commesso da tre o più persone, si chiama “rissa”, perseguibile d’ufficio, e diventa “aggravata” in presenza di lesioni personali. Hai voglia a dire che a Siena è un rito che epura la vera violenza, il rancore delle rivalità che potrebbe covare sotto la cenere invernale fino alla stagione nuova. Sono cose che fuori da Siena non può capire nessuno.

Fino ad oggi, questa spiccata diversità col resto d’Italia è stata preservata dal vecchio adagio non scritto che “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Quando ho iniziato a fare il cronista alla fine degli anni Ottanta, i fronteggiamenti con annessi sani cazzotti, venivano confinati fra le brevi della cronaca cittadina. Giusto cinque righe. Al pronto soccorso i referti erano tutti per “caduta dai palchi”. Di telecamere in piazza c’erano solo quelle della Rai e Canale 3. I telefonini non esistevano, così come Internet. Insomma era parecchio più facile applicare il vecchio motto: si fa come ci pare. Oggi non è più così, anzi è da molto che non è più così.
Io e il mio caro amico David Rossi, sostenevano già alla fine degli anni Novanta che non avremmo più potuto farci forza del nostro beato isolamento. Dicevamo che, nell’era del villaggio globale, non serve la censura, anzi è nociva perché scatena virulente morbosità, richiama curiosi. Dicevamo che serviva presidiare gli spazi della comunicazione con notizie positive, statistiche, approfondimenti che riuscissero a spiegare la vera essenza del Palio anche a coloro che vi si avvicinano solo sporadicamente, giusto due volte all’anno in concomitanza con la Carriera. Notizie pronte, disponibili i rete, che facessero da contraltare ogni qualvolta incidenti improvvisi e imprevedibili esplodessero minando la credibilità della nostra Festa. Arrivavamo anche a proporre l’istituzione di un’agenzia dedicata al Palio che lavorasse tutto l’anno in questo senso raccogliendo dati statistici, studi e approfondimenti sul senso e sul valore del Palio producendo informazione o “contro informazione” rispetto ai canovacci .superficiali degli accusatori.

Una struttura che mettesse a bando borse di studio e di ricerca sul valore sociale, storico e antropologico del Palio, che cercasse in giro per il mondo i tanti illustri e autorevoli appassionati pronti a difenderci alla bisogna, così come ad esempio molte volte ha fatto Adriano Sofri contro i Feltri o gli Zeffirelli di turno. Vi ricordate le polemiche per la sua presenza alle trifore del Comune? Eppure ci ha tolto da parecchie guazze. I soliti esperti di Palio e di senesità bollarono l’idea come una stravaganza interessata di due ragazzotti in cerca di fortuna. Preferendo, tutti, rifugiarsi nella censura e invocando di “togliere le telecamere dal tufo”, la celebre frase salvifica che ci avrebbe dovuto preservare da ogni male. Una miopia tipicamente senese, capace di vedere l’albero ma mai la foresta. Come svuotare il mare con un cucchiaino. Eppure a qualsiasi studioso di comunicazioni di massa era già evidente, allora, che saremmo arrivati a questo tipo di realtà. Anzi, forse ci ha messo perfino più del previsto per manifestarsi in tutta la sua complessità. Mettere la testa sotto la sabbia, fare gli struzzi, non ci è servito a niente perché oggi nessuno, nemmeno i più conservatori di allora, pensa più che si possa contenere l’onda dei social media. Può piacere o non piacere e a me molto non piace questa totale mancanza di privacy, ma il fatto è che il mondo è andato in questa direzione e tutto sarà sempre più visibile ed immediatamente fruibile, che lo si voglia o meno.

Allora, così come Siena fece a metà degli anni Novanta per la tutela dei cavalli, dobbiamo chiederci in che modo si possa innovare la Festa e proteggerla da questi nuovi, omologati ed invadenti costumi.La forza è sempre stata quella di trovare autonomamente delle regole in grado di farci essere di fatto inattaccabili e in linea, se non avanti, con le leggi dello Stato. Possiamo e dobbiamo farlo anche per quello che riguarda i fronteggiamenti e, aggiungo immaginando un nuovo fronte prossimo venturo, anche su quello della preparazione e della professionalità dei fantini. Il come non spetta certo a me dirlo, anche se non è così difficile avere delle idee al proposito. Intanto, restando su un territorio che mi è più familiare, non sarebbe male cominciare a riflettere su quella che allora fu spregiativamente definita “l’agenzietta”, potrebbe fare molto comodo oggi.

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Il Mangia 2016 all'architetto di giardini Luciano Giubbilei

Messaggio  jabru il Ven Mag 27, 2016 8:52 pm

Il concistoro di giovedì 26 maggio ha deciso. Mangia 2016 all'architetto di giardini Luciano Giubbilei, candidato dalla contrada dell'Oca. Medaglie per Riccardo Benucci, Fazio Fabbrini e Ghigo Giannelli.
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Blitz della forestale nelle scuderie, perquisite le case di 3 fantini e di un veterinario

Messaggio  jabru il Mar Mag 31, 2016 6:11 pm

Siena, 31 maggio 2016 - Blitz della Guardia delle Forestale all'alba all'ippodromo di Pian delle Fornaci a Siena, nelle abitazioni e nelle scuderie di 3 fantini del Palio di Siena e nella casa di un veterinario a Viterbo.

Il blitz, disposto dalla Procura di Siena, ancora in corso (alle ore 16 n.d.r), sarebbe collegato all'inchiesta aperta a luglio scorso a seguito della sostituzione del microchip identificativo di alcuni cavalli da corsa al fine di spacciarli per anglo arabi mezzo sangue e poterli iscrivere all'Albo del Comune di Siena che dà accesso al Palio. Per questo motivo gli uomini della forestale starebbero effettuando anche i prelievi ematici sui cavalli. Al momento sono stati sequestrati anche dei documenti. Falso ideologico e maltrattamento di animale i reati per i quali procederebbe la procura senese.
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Forestale a Pian delle Fornaci, tre fantini ed un veterinario indagati

Messaggio  jabru il Mar Mag 31, 2016 6:17 pm

Blitz della Forestale su mandato della Procura della Repubblica di Siena all'ippodromo di Pian delle Fornaci. Auto e fuoristrada con decine di agenti e veterinari sono giunti alle prime ore dell'alba nell'impianto alle porte di Siena. L'ippodromo è stato momentaneamente chiuso per effettuare operazioni di prelievo di sangue a tutti i cavalli presenti e per identificare le persone all'interno della struttura che ha poi riaperto intorno alle 10. Contemporaneamente altri agenti della Forestale si sono recati nelle scuderie di alcuni fantini per le medesime operazioni, tra cui la scuderia di Gigi Bruschelli a Valiano.

Ci sarebbero tre fantini ed un veterinario indagati per falso ideologico e maltrattamento di animale.

Non è da escludere che il blitz sia legato alla morte di un cavallo avvenuta circa un mese e mezzo fa e su cui sta indagando la magistratura senese, tutto collegato all'indagine dello scorso anno sulla rimozione del microchip da tre cavalli.
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Siena, blitz della Guardia Forestale a Pian delle Fornaci

Messaggio  jabru il Mar Mag 31, 2016 6:19 pm

Irruzione della Guardia Forestale all'alba di questa mattina all'ippodromo di Pian delle Fornaci (Siena). Sono stati identificati tutti i presenti all'ìnterno del galoppatoio e sono stati eseguiti prelievi di sangue a tutti i cavalli.

L'impianto è stato momentaneamente chiuso per poi essere riaperto successivamente, mentre risulterebbe che analoghe operazioni siano state effettuate presso le scuderie di alcuni fantini. Massimo riserbo al momento sulle ragioni dell'operazione. Le operazioni, effettuate su ordine della Procura della Repubblica di Siena, stanno impiegando una decina di uomini della Forestale ed un veterinario del servizio antidoping del Mipaf. Secondo indiscrezioni ci sarebbero tre fantini ed un veterinario indagati.
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Blitz della Forestale: riaperto Pian delle Fornaci

Messaggio  jabru il Mar Mag 31, 2016 6:22 pm

E’ stato riaperto l’impianto di Pian delle Fornaci dove, da stamattina all’alba, era in corso l’operazione della Forestale.
Gli uomini del comandante Spataro erano arrivati poco prima dell’inizio del programma di lavori di addestramento previsti.

Analoghe operazioni sono state effettuate in una scuderia e, a quanto sembra, anche in abitazioni di fantini che legano i propri nomi al Palio.

Le operazioni sono state effettuate su ordine della Procura: una decina gli uomini della Forestale presenti a Pian delle Fornaci, con loro veterinari del Ministero. Sono stati effettuati prelievi di sangue sui cavalli.

Ci sarebbero tre fantini e un veterinario indagati

Le indagini si inseriscono nel filone condotto dalla Procura sulla falsificazione dei microchip identificativi di alcuni cavalli. Secondo l’accusa in tre cavalli purosangue inglesi sarebbero stati sostituiti con microchip di animali anglo-arabi mezzosangue per poterli così iscrivere all’Albo cavalli del Comune di Siena e farli ammettere al Palio.
Gli escavatori in azione starebbero cercando anche, nell’area esterna alla scuderia, un cavallo morto e sepolto senza le necessarie accorgimenti medico-veterinarie previste dalla legge.
Le accuse, all’epoca dell’apertura del fascicolo lo scorso anno, sono di falso e maltrattamento di animali.
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Blitz della forestale: doping e sospetti, si allarga l' indagine sui cavalli

Messaggio  jabru il Mer Giu 01, 2016 7:56 pm

Siena, 1 giugno 2016 - L’inchiesta sui cavalli «taroccati» e dopati va avanti e chissà che presto non si allarghi. Al momento vede coinvolte quattro persone: Gigi Bruschelli, un veterinaio di Viterbo e altri due fantini del Palio; tutti indagati per vari reati. «Io sono tranquillo, l’inchiesta va avanti. Sono venuti, hanno fatto 25 buche nel terreno senza trovare niente», dice Trecciolino. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Aldo Natalini che ieri mattina ha disposto un doppio blitz: all’ippodromo di Pian delle Fornaci e a Valiano, nella scuderia di Trecciolino. In entrambi i casi gli uomini della Forestale hanno prelevato campioni ematici (in totale su 61 cavalli) e svolto altri accertamenti per verificare le ipotesi accusatorie. Vale a dire l’uso di farmaci dopanti sui cavalli per aumentarne le prestazione e la sostituzione dei microchip per alternarne le caratteristiche: da purosangue ad anglo-arabi mezzo sangue.

La novità di ieri – in attesa delle analisi che saranno svolte al laboratorio specializzato dell’Unire a Milano – è quella che forse ci sono stati almeno due cavalli morti in seguito a sperimentazioni farmacologiche. I loro resti sono stati cercati a lungo ieri nelle proprietà di Bruschelli, ma senza rinvenirne traccia.


L’inchiesta è stata avviata dalla procura nel luglio scorso, quando si iniziò a sospettare che il cavallo Romantico Baio fosse in realtà un purosangue iscritto al protocollo grazie a un microchip fasullo. Le indagini hanno avuto un nuovo impulso ad aprile, proprio a seguito della morte di questo cavallo. Che, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuta in un luogo diverso da quello indicato per la custodia giudiziale.

Gli investigatori hanno ascoltato decine di persone trovando conferma di quanto ipotizzato: il cavallo sarebbe morto durante un allenamento, quando invece sarebbe dovuto restare all’interno della stalla «sigillata» dalla procura.

I prelievi ematici, poi, avrebbero confermato la presenza nel sangue di sostanze proibite. Il che ha portato al blitz di ieri mattina, svolto all’indomani di un week-end ricco dal punto di vista delle corse paliesche: Ferrara e Legnano. La convinzione degli inquirenti, infatti, è che l’uso di dopanti sia più intenso durante i periodo in cui i cavalli sono impegnati nella competizioni.

Complesso il profilo delle accuse: si va da varie ipotesi di falso per tutti e quattro gli indagati, fino al maltrattamento di animali per Trecciolino e il veterinario, per chiudere con l’importazione di farmaci vietati (in particolare anabolizzanti dall’India). Non a caso, come spiega dalla Forestale, le perquisizioni di ieri erano mirate alla «ricerca di farmaci dopanti e sostanze vietate». A quanto pare sono stati rinvenuti alcuni medicinali sospetti e che adesso andranno analizzati.

di FRANCESCO MEUCCI da La Nazione
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Cavalli, pesanti accuse ai tre fantini e veterinario indagati

Messaggio  jabru il Mer Giu 01, 2016 8:01 pm

I fantini Gigi ed Enrico Bruschelli, Sebastiano Murtas ed il veterinario Mauro Benedetti sono stati indagati dalla Procura di Siena con l’ipotesi di reato, a vario titolo e in concorso, per falso in atto pubblico in danno della Commissione veterinaria del Palio di Siena (Palio 2014 e Palio 2015), falso ideologico per soppressione, violazione di sigilli e frode processuale, maltrattamento ed uccisione di animali, commercio ed impiego di farmaci non consentiti.

La Forestale su mandato della Procura della Repubblica di Siena ha eseguito perquisizioni all'ippodromo di Pian delle Fornaci di Siena, nella scuderia di Valiano e nelle abitazioni degli indagati. Auto e fuoristrada con 25 agenti e 2 veterinari sono giunti alle prime ore dell'alba nelle varie strutture dove hanno sequestrato farmaci sospetti e controllato 61 cavalli

Il blitz è legato alla morte di un cavallo avvenuta circa un mese e mezzo fa e su cui sta indagando la magistratura senese, tutto collegato all'indagine dello scorso anno sulla ipotesi di falsificazione di tre cavalli.

Ma c'è di più. Secondo fonti investigative, vi è anche l’ipotesi di almeno due cavalli morti per essere stati sottoposti a sperimentazioni farmacologiche, con uso di sostanze dopanti per aumentarne le prestazioni. Al Gigi Bruschellu e al veterinario si contesta anche il maltrattamento di un altro cavallo a cui sarebbe stato somministrato un medicinale con effetto tranquillante. A Trecciolino e a un altro indagato sarebbe stato anche contestato di aver importato dall’India un anabolizzante sempre a scopo veterinario.

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Re: Se ne parla a Siena

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