Palio 2017

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Palio, non si prevede il record di cavalli alla previsita

Messaggio  jabru il Mar Giu 13, 2017 10:25 am

CAVALLI: ora bisogna iniziare a parlarne. Per forza e per amore. Non solo perché fra poco più di una settimana ci saranno le previsite, quanto per l’interesse che il lotto riveste per i capitani. Passa infatti anche dal valore dei cavalli la possibilità di montare il big desiderato e ‘coltivato’ l’inverno e la primavera. E allora vediamo che scenari, prima numerici e di nomi, quindi strategici, si possono delineare. Le iscrizioni dei mezzosangue alle visite veterinarie si chiudono domani alle 12 in Comune. Tanti big sono già stati segnati ma si registrano anche le prime defezioni importanti, soprattutto in uno scenario di lotto basso.
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Ecco le nomine per il Palio del 2 luglio 2017

Messaggio  jabru il Mar Giu 13, 2017 1:30 pm

I Deputati della Festa saranno Andrea Viviani, Mario Corbelli e Vincenzo Mittica.

In vista del prossimo Palio del 2 luglio, la Giunta comunale ha deliberato la nomina di Mossiere, Deputati della Festa, Ispettori della pista, Giudici della vincita e Maestro di Campo.

E' stato confermato, nel ruolo di mossiere, Fabio Magni.

In adesione alla designazione espressa dal Magistrato delle Contrade, i Deputati della Festa saranno Andrea Viviani, Mario Corbelli, Vincenzo Mittica; gli Ispettori della pista Enzo Bernardi, Antonio Benocci, Duccio Amandolini.

Giudici della vincita Antonio De Luca, Massimo Parri, Luca Periccioli. Maestro di Campo Riccardo Frosini.



Fonte: www.radiosienatv.it
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i cittini delle Contrade estraggono le bandiere

Messaggio  jabru il Ven Giu 16, 2017 7:07 pm

- Sabato 17 giugno, alle 16, avrà luogo il primo "rito" inaugurale dei festeggiamenti in onore della Madonna di Provenzano, che culmineranno il giorno della sua festa, il 2 luglio, con la carriera del Palio.

E' tradizione infatti che nella Collegiata di S. Maria in Provenzano, come in Cattedrale, le bandiere delle Contrade vengano esposte tutte e diciassette nelle grandi feste. In occasione della festa del 2 luglio esse sono esposte secondo un ordine di estrazioneche assegna ad ogni bandiera un posto, a partire dalla destra dell'Immagine sacra della Madonna di Provenzano e ruota intorno alle pareti della chiesa in senso antiorario.

Ad estrarre l'ordine delle bandiere saranno i Gruppi Piccoli delle diciassette Contrade, che animeranno questo primo omaggio alla Madonna di Provenzano.
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Palio “a numero chiuso” per il 2 Luglio

Messaggio  jabru il Mar Giu 20, 2017 7:44 pm

Misure di sicurezza straordinarie, anche se Siena non è considerata bersaglio di terroristi


di Augusto Mattioli

SIENA. Pronti a divertirci in sicurezza. Questo potrebbe essere il senso della conferenza stampa di questa mattina del sindaco Bruno Valentini in tema di Palio. Nei giorni scorsi, ma soprattutto dopo i fatti di Torino, “mal organizzati e mal gestiti”, il tema della sicurezza nei giorni del palio è ancora di più all’ordine del giorno. Non che in passato non lo sia stato, soprattutto negli ultimi anni, con maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine, addirittura anche con la presenza di cani antiesplosivo in piazza. Però oggi il tema richiede ancora maggiore attenzione per il periodo che stiamo attraversando. E qualche cambiamento sarà ancora più visibile.

Intanto si punta ad una piazza meno affollata: solo quindicimila persone infatti potranno assistere il due luglio alla cariera. E’ il risultato dei numerosi incontri svoltisi nei giorni scorsi in maniera continua tra i responsabili della sicurezza, il Comune di Siena, il Magistrato delle Contrade su come poter organizzare la festa, tenendo presenti i problemi riguardanti l’afflusso di persone in città, negli anni scorsi molto elevato. Pesano in particolare nelle decisioni oltre agli aspetti legati al terrorismo, ha sottolineato Valentini, “anche ciò che è accaduto a Torino per la partita della Juventus. Mentre per quanto riguarda il terrorismo non c’è nessun segnale che faccia pensare che Siena sia un bersaglio”.

Nelle riunioni dei giorni scorsi, “un lavoro durissimo frutto di un lavoro collettivo”, ha precisato Valentini, è stata fatta una stima sul numero degli spettatori che potranno accedere all’interno della conchiglia, circa dodicimila, a cui vanno aggiunti i circa tremila nei palchi e chi assisterà dalle finestre degli edifici attorno alla piazza. Come si farà a stabilire il numero dei presenti non lo sappiamo, ma pare che ci sia un modo. In ogni caso tutti i presenti saranno sottoposti a controlli da parte degli uomini delle forze dell’ordine. In caso di problemi sono state studiate nella piazza sei vie di fuga per permettere il deflusso il più ordinato possibile degli spettatori. I palchi davanti ai vicoli non saranno comunque tolti, ma saranno potenziati i servizi di controllo sotto le sedute da parte delle forze dell’ordine non solo per il Palio, come già accadeva negli scorsi anni, ma - e questa è una novità - anche per le prove. Inoltre viene sconsigliato l’ingresso ai bambini sotto i dodici anni e l’uso di zainetti e sono consigliati vestiti leggeri.

Nel giorno della corsa verrà chiusa anzitempo via Duprè, più meno verso le sei e un quarto. Oltre alla piazza del Campo, i servizi di controllo di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza riguarderanno le strade del centro storico e anche quelle esterne alla cinta muraria, in modo da creare più filtri. Infine, si pensa anche all’installazione nella piazza di altoparlanti da utilizzare in caso di necessità. Il sindaco Valentini in merito ha precisato che “prima dell’installazione bisogna concertare le modalità operative con il Magistrato delle Contrade”.
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gli accessi in piazza restano il nodo da sciogliere

Messaggio  jabru il Mar Giu 20, 2017 7:51 pm

Sarà (egualmente) un bel Palio. Ma il delicato momento internazionale impone di ritoccare un canovaccio ormai rodato. Di tagliare sui numeri delle persone presenti in Piazza del Campo, di intensificare i controlli e attivare gli altoparlanti sui merli di palazzo pubblico già al centro delle polemiche un anno fa. Stavolta non c’è via di uscita: la circolare del capo della Polizia impone che si disponga di un sistema di amplificazione in grado di indirizzare la folla in caso di necessità.

Tutti ovviamente sperano che non ce ne sia bisogno, ma l’allarme terrorismo – e a quanto accaduto in piazza S. Carlo a Torino – esige che si proceda con misure concrete. E’ emerso chiaramente nel corso del Comitato per la sicurezza svoltosi ieri mattina in prefettura e coordinato da Armando Gradone a cui hanno partecipato, oltre alle forze dell’ordine, anche il rettore del Magistrato delle Contrade, il sindaco con i tecnici del Comune, il comandante della Polizia municipale e il responsabile dell’Ufficio Palio. Le novità verranno annunciate e spiegate del dettaglio alla città, forse già oggi, da palazzo pubblico.

Devono essere messi a punto ancora alcuni dettagli. La novità altoparlanti non sembra in discussione. Non saranno impiegati per indicare, preventivamente, uscite e fornire altre indicazioni utili (snaturerebbe oltremodo la Festa) ma solo in caso di necessità. Il materiale è già in Comune, la Soprintendenza aveva dato parere positivo all’idea che prevedeva una sorta di braccia retrattili in modo da nasconderli alla vista, dietro i merli. A gestire gli altoparlanti non sarà ovviamente il Comune.

L’altra questione importante è di cifre: sarà consentito l’ingresso ad un numero limitato di persone.
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lunedì 26 giugno la presentazione del Drappellone

Messaggio  jabru il Mar Giu 20, 2017 7:56 pm

Appuntamento alle ore 19 di lunedì 26 giugno, nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico (Il Campo, 1) per la presentazione del drappellone per il Palio del 2 luglio realizzato dall’artista Laura Brocchi.

Dopo che il sindaco Bruno Valentini avrà presentato l’opera, sarà Massimo Bianchi dell’Università di Siena a illustrare il lavoro dedicato al duecentesimo anniversario del Teatro dei Rozzi.

A seguire, da parte della storica e critica d’arte Anita Valentini, sarà presentato anche il Masgalano realizzato da Paolo Penko e offerto dal Lions Club Siena per il 60° anniversario della fondazione del club e il centenario del Lions International.
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200 ANNI DEI ROZZI, ASPETTANDO UN CENCIO...TEATRALE

Messaggio  jabru il Mar Giu 20, 2017 8:03 pm

Con la dedica del drappellone del 2 luglio 2017 ai duecento anni del Teatro dei Rozzi (a realizzare il Cencio sarà Laura Brocchi), Siena festeggia sostanzialmente per la prima volta (almeno nel cosiddetto Palio moderno) una ricorrenza che è a tutti gli effetti riferibile ad un edificio cittadino. Qualcosa di simile accadde nel luglio del 1982, allorché fu ricordato il centenario della morte di Giuseppe Garibaldi e, in maniera più o meno consequenziale, la statua che lo raffigura alla Lizza (in realtà cento anni prima il consiglio comunale aveva solo preso la decisione di ricordare l’Eroe dei Due Mondi con un monumento, il quale fu portato a compimento dallo scultore Raffaele Romanelli e posizionato nei ben quattordici anni dopo, nel 1896, peraltro subito oggetto di una carriera straordinaria, il 23 settembre), ma se l’oggetto è una struttura edificata, chiamatela semplicemente palazzo o in senso lato monumento, fa lo stesso, il fatto è nuovo e testimonia la non abituale vocazione ad associare la Festa alle bellezze architettoniche cittadine.

Non si può trattare del Teatro dei Rozzi senza prima fare accenno, breve ed incompleto data la vastità che richiederebbe l’argomento, all’istituzione che ne promosse e perseguì la costruzione. L’Accademia dei Rozzi, costituitasi come Congrega dei Rozzi nel 1531 per libera associazione di intelligenti artigiani amanti del teatro e delle lettere, ha come scopo gli studi relativi alle umane lettere, alle storiche discipline e alle arti, specialmente in quanto attengono al Teatro, perpetuando le sue antiche e fiorenti tradizioni (art. 3 dello Statuto): una mission, si direbbe oggi, che seppur molto allargatasi nei secoli, ne ha sempre caratterizzata l’attività, avviatasi in quel XVI secolo con le letture della Commedia di Dante Alighieri (da preferirsi in periodo di quaresima, si legge nei Capitoli del novembre 1531 redatti da Marco Antonio di Giovanni ligrittiere, detto l'Avviluppato, e da Anton Maria di Francesco cartaio, detto lo Stecchito, mentre in altri periodi dell’anno ci si poteva acculturare, e rallegrare, con i poemi del Petrarca o del Boccaccio), ben presto sostituite dalla contemporanea, allora, Arcadia del Sannazaro. Viaggia di pari passo la vocazione teatrale, che già nei primi anni di attività dette vita ad un genere popolaresco e satirico, meglio satiricheggiante, le cosiddette commedie rusticali, cioè caratterizzate da elementi mutuati da rappresentazioni tipiche del contado senese: lo snodo del 1690, allorché Cosimo III ed il governatore di Siena Francesco Maria dei Medici donano all’Accademia (è il 26 dicembre) il saloncino delle commedie posto sopra le stanze dell’Opera Metropolitana (struttura addossata al Facciatone oggi non più esistente, testimoniata però da alcune immagini di fine Ottocento), muta i connotati di quello che era un teatro sostanzialmente popolare e lo fa approdare su ben altri lidi. Le musiche barocche di Alessandro Scarlatti (l’opera che si mette in scena è L’onestà degli amori) inaugurano un anno più tardi il saloncino, composto di gradinate e (dal 1717) di sedici palchetti e adibito anche, nei periodi carnascialeschi, alla rappresentazione di testi dei rozzi accademici che talvolta incorrono nell’ostilità (La sorellina di Don Pilone, commedia-sberleffo di Girolamo Gigli, scatenò un vero e proprio putiferio…istituzionale, ma le cronache hanno definito memorabile quel carnevale del 1712) di una società che oggi definiremmo oltremodo bacchettona, retaggio della rigidissima morale cattolica imposta dal granduca e dalla stessa governatrice della città, la celebre Violante Beatrice di Baviera.

La volontà dell’Accademia di dotarsi di un teatro proprio (a Siena, per la cronaca, già esisteva il Teatro dei Rinnovati, che dal 1560 aveva preso forma nella grande sala del Palazzo Comunale per oltre due secoli sede del Consiglio Maggiore della Repubblica), è una sorta di lucida follia commissionata nel 1807 all’architetto Alessandro Doveri e portata a termine (stravolgendo il progetto iniziale di modificare le sale dell’Accademia e preferendogli una costruzione ex novo, dopo l’acquisto dei locali precedentemente occupati dall’Arte della Lana) nel 1817, inaugurata in aprile da una grandiosa festa da ballo riservata ai soci (un anno dopo, nel 1818, le danze vedranno invece all’opera il granduca Ferdinando III di Asburgo-Lorena, la figlia Maria Luisa, il principe ereditario Leopoldo e la di lui sposa Maria Anna di Sassonia, assieme a tutta la nobiltà cittadina, nell’immediato dopo Palio del 16 agosto) e dalla successiva rappresentazione de L'Agnese di Fitzhenry, opera di Ferdinando Paer, al termine della quale i settecento spettatori presenti tributarono un’autentica ovazione a Giuseppina Ronzi de Begnis, soprano milanese di fama internazionale richiestissima da Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti, ma pure al basso senese Antonio Matteucci. Fu una stagione lirica esaltante, narrano le testimonianze arrivate a noi dalla primavera del 1817: fra le altre, il Teatro dei Rozzi dischiuse le proprie porte a Il turco in Italia ed a L’inganno felice, entrambe opere musicate dal grande compositore pesarese.

Durante tutto l’Ottocento, passano da piazza Indipendenza (che almeno fino al periodo post unitario mantiene la denominazione piazza San Pellegrino, legata all’omonima chiesa, demolita nel 1812 proprio per creare un ingresso più grande, e consono, al teatro) le più grandi compagnie di giro nazionali, divenendo un vero e proprio tempio della lirica e della prosa italiane e, di pari passo, subendo modifiche strutturali (se ne occuparono lo stesso Doveri, ma anche Augusto Corbi e Giuseppe Partini) che lo portano a veste definitiva nell’anno 1873. E’ tra la fine del diciannovesimo e la prima metà del ventesimo secolo che il Teatro dei Rozzi conosce una ancor più intensa attività, vivendo con passione anche patriottica la stagione del melodramma e poi ospitando la grande prosa nazionale, oltre a rappresentare una ribalta che permette alla città di promuovere la propria cultura e arte: si accorre a teatro per apprezzare Cavallotti, Dumas, Benelli, Bataille, Pirandello, acclamando la musa dannunziana Eleonora Duse, l’eclettica Emma Gramatica e ancora Sarah Ferrati, un giovanissimo Vittorio De Sica, il principe Antonio De Curtis, Totò, inventore di un modo tutto nuovo di fare avanspettacolo, con le celebri macchiette mimiche del pazzo, del chirurgo, del manichino.

Non solo extra-moenia, dicevamo. Nel 1935 la ribalta tocca a L’Assetta, commedia rusticale scritta tre secoli prima da Bartolommeo Mariscalco, pseudonimo di Francesco Mariani, parroco di Marciano nonché Rozzo Appuntato: è uno dei capolavori partoriti dalla Congrega e il pubblico ne risulta entusiasta, premiando la regia del senese Valentino Bruchi e stropicciandosi gli occhi davanti alla scenografia futurista creata dall’architetto Virgilio Marchi, in quegli anni direttore dell’Istituto d’Arte. Nel 1940 e 1941 il Teatro dei Rozzi ospita due importanti rassegne nazionali di arte drammatica, nel cui cartellone spiccano il regista Anton Giulio Bragaglia e l’indimenticabile autore e sceneggiatore Luigi Bonelli. Le locandine dell’epoca ci riportano però anche ad altri eventi che erano soliti attrarre il pubblico delle grandi occasioni, su tutti l’operetta goliardica delle Feriae Matricolarum: memorabili i successi della Pia de’ Tolomei (1928) e de La torre del pulcino (1930), come del resto quello de Il trionfo dell’odore, esplosione di ritrovata allegria e volontà di dissacrazione scritta da Mario Verdone e andata in scena durante un pomeriggio (vigeva ancora il coprifuoco) della primavera 1945: fu la prima rappresentazione in città nel Dopoguerra, la osteggiarono il Comitato di Liberazione Nazionale e la curia senese perché ritenuta inopportuna in un momento nel quale le armi, altrove, si facevano ancora sentire, ma alla fine il via libera arrivò, grazie anche all’intercessione di qualche ufficiale dell’esercito britannico di stanza in città, tirato per la divisa dallo stesso Verdone.

E’ il canto del cigno, di lì a poco il teatro chiuderà i battenti a causa di problemi strutturali che portano a definirlo inagibile. Così rimarrà per mezzo secolo, stante la difficoltà da parte dell’Accademia e reperire i fondi necessari al restauro e le incomprensioni intercorse fra questa e l’amministrazione comunale. Un’impasse superata dalla stipula di una convenzione fra le parti, nel 1985 (primo cittadino era Vittorio Mazzoni della Stella), che consentì di accedere agli utili erogati dalla banca Monte dei Paschi ed investirli nella ristrutturazione e restauro dell’edificio: intervento lungo e complesso, inizialmente affidato ad Aldo Luchini e portato a termine, fra il 1996 ed il 1998, dall’architetto Massimo Bianchini, restituendo il teatro ai fasti del passato e soprattutto rendendolo fruibile alla cittadinanza, in tutto il suo splendore.

Matteo Tasso (da "Il Corriere di Siena")

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aumentano le misure di sicurezza

Messaggio  jabru il Mer Giu 21, 2017 7:25 pm

ono alcune delle misure di sicurezza che saranno adottate e decise nell'ambito degli incontri preliminari tra i responsabili della sicurezza, il Comune di Siena, le stesse Contrade sul come poter organizzare la festa senese tenendo appunto presenti i problemi riguardanti l'afflusso di persone in città, negli anni scorsi molto elevato.

Pesano in particolare nelle decisioni come ha detto il sindaco di Siena Bruno Valentini oltre agli aspetti legati al terrorismo, "anche ciò che è accaduto a Torino per la partita della Juventus. Mentre per quanto riguarda il terrorismo non c'è nessun segnale - ha sottolineato il primo cittadino - che faccia pensare che Siena sia un bersaglio".

Nelle riunioni dei giorni scorsi, "un lavoro durissimo frutto di un lavoro collettivo" ha precisato Valentini, si è fatta una stima sul numero degli spettatori che potranno accedere all'interno della piazza, circa dodicimila a cui vanno aggiunti i tremila sui palchi e chi assisterà dalle finestre degli edifici attorno alla piazza.

Saranno tutti sottoposti a controlli. In caso di problemi sono state studiate nella piazza sei vie di fuga per permettere il deflusso il più ordinato possibile degli spettatori. Saranno inoltre potenziati i servizi di controllo sotto i palchi da parte delle forze dell'ordine non solo per il Palio, come già accadeva negli scorsi anni ma, e questa è una novità, anche per le prove che inizieranno il 29 giugno con la tratta dei cavalli.

Inoltre viene sconsigliato/proibito l'ingresso ai bambini sotto i dodici anni e l'uso di zainetti ma consigliati vestiti leggeri. Nel giorno della corsa verrà chiusa anzitempo via Duprè da dove le persone possono entrare nella piazza anche durante il corteo storico. Oltre che alla Piazza del Campo i servizi di controllo di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza riguarderanno le strade del centro storico e anche quelle esterne alla cinta muraria in modo da creare dei filtri. Infine si pensa anche all'installazione nella piazza di altoparlanti da utilizzare in caso di necessità.

"Nemmeno la sicura città di Siena è un'isola; intorno a noi il mondo cambia in peggio e dobbiamo adeguarci". Così il sindaco Valentini ha spiegato all'Ansa i motivi dei provvedimenti di sicurezza che saranno adottati per la Carriera del 2 luglio. "Senza stravolgere la nostra festa intendiamo allinearci alle indicazioni del capo della Polizia relative all'organizzazione di eventi pubblici riducendo il numero delle persone che saranno ospitate in piazza del Campo nel giorno del Palio nonché migliorando ulteriormente standard già altissimi di sicurezza" prosegue Valentini.

"A contare le persone che accedono alla piazza saranno alcuni addetti del Comune incaricati solo a questo scopo" aggiunge il sindaco spiegando che il conteggio avverrà "dall'unico accesso di via Dupre' che sarà chiuso anticipatamente rispetto agli anni scorsi".

Al vaglio del Comune di Siena c'è anche un'ordinanza che potrebbe vietare il consumo di alcol nella conchiglia di piazza del Campo nel giorno del Palio mentre già da tempo è vietato l'accesso con bottiglie di vetro o lattine.

"Il Palio di Siena non può essere letto solo in termini di sicurezza anche se stiamo facendo tutto quello che è umanamente possibile per la sicurezza delle persone nonché dei cavalli", ha concluso Valentini.
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Siri prova a giocarsi la carta Tabacco e Sarbana

Messaggio  jabru il Sab Giu 24, 2017 7:08 pm

Sarbana e Tabacco sono 2 nomi molto chiacchierati per il prossimo Palio di luglio e potrebbero rappresentare una vera fortuna per il loro allenatore Antonio Siri detto Amsicora. La cavallina che ha corso il Palio del 2 luglio 2016 nella Giraffa ed il suo compagno di scuderia, che ha strappato delle ottime referenze per quanto mostrato in provincia, potrebbero rivelarsi preziose per Siri, che attende di tornare ad indossare un giubbetto dopo l’ultima apparizione in Piazza risalente al 2 luglio 2014 (nella Lupa con Querino)

Tabacco e Sarbana sono 2 soggetti molto chiacchierati e sembra che possano rientrare nel lotto. Potrebbero aprirti qualche monta?

«Me lo auguro di cuore perché in provincia ho dimostrato con entrambi di avere un grande feeling e di formare una bella accoppiata. Spero che un capitano mi dia la possibilità di tornare ad indossare un giubbetto. Non vedo l’ora».

A livello personale, come arrivi a questo Palio di luglio?

«Arrivo prontissimo, con tanta voglia di rientrare in gioco dopo qualche anno di assenza. Ho tantissime motivazioni e spero proprio che sia la volta buona per tornare nella mischia».

Si parla di diverse contrade aperte per te, Giraffa, Civetta ed anche Pantera. Pensi di avere delle opportunità di tornare in Piazza dopo 3 anni di assenza?

«Lo spero. Quelle che hai nominato sono delle possibilità, così come ce ne sono altre. Io non ho alcuna preclusione verso nessuna contrada. Per quanto mi riguarda sono aperte tutte e 10».
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Trecciolino 'legge' una Carriera aperta

Messaggio  jabru il Sab Giu 24, 2017 7:11 pm

E dice: "Delle 10 che corrono mi manca solo di indossare lo zucchino della Giraffa"
di LAURA VALDESI

Siena, 24 giugno 2017 - «FRA I TRE litiganti (Brio, Scompiglio e Tittia, ndr) il quarto gode? Guarda, se il quarto sono io allora va bene». Trecciolino ha la battuta pronta. E già entrato in clima Palio, quando la preparazione atletica è terminata e la mente diventa l’unico faro per il fantino. «Sto bene», ammette con tono di voce netto.

Sempre deciso a vincere per la 14esima volta?

«Tu che pensi? (Ride, ndr) Io direi di sì. Quando sarò nelle condizioni ideali per farlo».

Qualcuno invece dice ‘Gigi ormai si è accontentato’. Si sbaglia?

«Ho tanta paura di sì!»
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Programma della "festa della Visitazione"

Messaggio  jabru il Sab Giu 24, 2017 7:16 pm

L'1 e il 2 luglio si terrà a Siena la Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta, titolare della Collegiata di Santa Maria in Provenzano in cui si venera la Sacra Immagine di Maria Advocata Nostra in onore della quale si corre la carriera del Palio.

Sabato 1 luglio:
16.00: S. Rosario e canto delle Litanie.
16.30: S. Messa nella Vigilia della Festa.
17.30: Muove da Palazzo Pubblico il corteo col drappellone.
17.45: Omaggio della Città alla Madonna di Provenzano ed esposizione del drappellone in Collegiata.

Domenica 2 luglio:
7.45: Nel Campo, S. Messa “del fantino”.
10.30: S. Messa solenne presieduta da Mons. Arcivescovo e concelebrata dal Rev.mo Collegio dei Correttori delle Contrade.
Segue nel pomeriggio la carriera nel Campo e, in Collegiata, il giubilo della Contrada vincitrice.
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Previsite giorno 2: l’assenza eccellente

Messaggio  jabru il Sab Giu 24, 2017 7:25 pm

Non è stato presentato alle previsite Phatos
La seconda mattina di previsite va in archivio con una assenza eccellente, quella di Phatos. Jonatan Bartoletti ha infatti deciso di "risparmiare" Phatos e Quore de Sedini per poi presentarli per il Palio di agosto.
Assenti anche Uolcher, Mali Boom Boom, Questurino e Omodeus, mentre Ungaro di Bonorva e Certosa sono stati solo misurati. Raol è invece risultato privo di una certificazione obbligatoria.
Davanti ad un gruppo più nutrito di spettatori rispetto alla giornata precedente, sono regolarmente sfilati tutti gli altri.
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Gingillo: “Ho buoni rapporti con tutti, ma non sono il primo a scegliere”

Messaggio  jabru il Sab Giu 24, 2017 7:26 pm

“Sarà un lotto dove forse verranno tolte le punte, ma ci sarà qualche cavallo che ha già corso e quelli che hanno fatto vedere qualcosa in provincia. Livellato? Non lo so…” A parlare è Giuseppe Zedde detto Gingillo stamani con i suoi cavalli alla clinica del Ceppo per la prima giornata di previsite. Dove ti vedremo a luglio? “Sicuramente in Piazza per la Tratta, poi non lo so – ha scherzato -. Ho buoni rapporti con tutti, ma non sono il primo a scegliere. Io aspetto, d’altra parte è giusto che prima scelgano quelli che hanno vinto ultimamente, poi vediamo un po’. Spero che ci sia qualche capitano che vorrà darmi fiducia e non rimarrà deluso, se è una situazione favorevole. Non pretendo di montare i primi tre cavalli, ma uno giusto, che mi consenta di dare il meglio di me”.
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ipotesi sulle monte a 4 giorni dall'Assegnazione

Messaggio  jabru il Dom Giu 25, 2017 8:23 pm

Si avvicina a grandi falcate il 29 giugno e noi abbiamo raccolto tutti i rumors riguardanti le possibili monte delle 10 contrade che saranno ai canapi la sera del 2 luglio. A quattro giorni dall'assegnazione andiamo a presentare il nostro quadro.

Pantera PANTERA: Con il cavallo “giusto” potrebbe arrivare Scompiglio, ma molto dipenderà dalla situazione dell'Aquila. In caso contrario attenzione a Salasso, Amsicora o Bighino.

Onda ONDA: Buoni rapporti con diversi fantini di riferimento, Trecciolino e Tittia su tutti, ma verosimilmente potrebbe essere Brigante ad indossare il giubetto bianco e celeste.

Leocorno LEOCORNO: Tittia è il sogno, Carlo Sanna la prima alternativa di livello. Ma non è da escludere un possibile rilancio di Dino Pes.

Torre TORRE: Il fantino di riferimento è Andrea Mari, ma la concorrenza è ampia. Murtas e Migheli potrebbero essere 2 alternative, ma attenzione alla mossa a sorpresa: Jonatan Bartoletti.

Civetta CIVETTA: Vale quanto detto sopra: si parte da Brio. Le alternative sono Pusceddu, Murtas o Antonio Siri.

Selva SELVA: Ampia scelta per capitan Giorgi. Nella prima fascia c'è Tittia, a seguire Gingillo e tra gli esordienti Federico Guglielmi.

Aquila AQUILA: Tittia è il prescelto con un cavallo gradito al fantino sardo-tedesco. Le alternative sono molteplici e si va da Gingillo a Carlo Sanna fino a Elias Mannucci. La sorpresa? Trecciolino.

Tartuca TARTUCA: Andrea Mari è il primo nome nella lista di Cortecci, ma non vanno sottovalutate le opzioni Trecciolino e Bellocchio.

Giraffa GIRAFFA: Con buona probabilità si riparte da Sebastiano Murtas, apprezzato da capitan Tondi per il palio dello scorso anno. Mari e Bartoletti sono le punte in caso di situazione favorevole, altrimenti spazio ad Amsicora.

Bruco BRUCO: Tittia parte dal Bruco? Probabilmente si, ed il possibile lotto livellato avvalora questa tesi. Carlo Sanna e Elias Mannucci sono alternative valide.
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cavalli ammessi direttamente alla Tratta

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:17 pm

Scelti anche i cavalli ammessi alle prove regolamentate


SIENA. Sono 62 i cavalli ammessi alle prove regolamentate che si terranno mercoledì 28 giugno dalle 5,30 alle 7,30; 10 i soggetti ammessi direttamente alla Tratta che si svolgerà la mattina successiva

Si ricorda che i cavalli per le prove regolamentate dovranno arrivare in Piazza del Mercato alle ore 5, mentre la presentazione dei cavalli ammessi direttamente alla Tratta dovrà essere effettuata dalle 6,30 alle ore 7,30.




N.


CAVALLO


PROPRIETARIO

1 LADY SPINA
Stefano Trochei

2 LAURETTA MIA Camilla Marzi
3 ORGOLESE
Massimiliano Brilli

4 OSAMA BIN Mark Harris Getty
5 PARLEDI
Giuliano Sampieri

6 PORTOROSE
Paolo Carmignani

7 QUANTOVALI
Alessandro Chiti

8 QUE MASCA
Giampaolo Belardi

9 QUEBECK SAURO Alfio Barbagallo
10 QUEEN WINNER
Sandra Rossi

11 QUERIDA DE MARCHESANA
Giovanni Atzeni

12 QUERIDA MOURA
Samuele Sampieri

13 RADESKI
Maria Elena Frosinini

14 REMO SECONDO Giuseppe Zedde
15 REMOREX
Massimo Columbu

16 REO CONFESSO
Mattia Marchetti

17 REVERENDA MADRE
Michele Lainati

18 REXY
Nicola Sandroni

19 ROCCO RO
Mario Vannini

20 ROMBO DE SEDINI
Augusto Posta

21 ROTEGAGIU Roberto Meniconi
22 S’OTHIERESU Mark Harris Getty
23 SABURGHESA
Eugenio Catastini

24 SALUTE
Elias Mannucci

25 SARULESU ISTEDDAU
Francesco Vilia

26 SAUZER
Aurelio Trombetta

27 SAVAGE
Costanza Signorini

28 SCANDALOSO
Davide Giannini

29 SOGNADORA Giuliano Brandini
30 SOLU TUE DUE Chiara Falciani
31 SORIGHITTU
Simone Pistolesi

32 STALLINEK
William Stefanelli

33 SU RE Carlo Sanna
34 SUNTO
Mario Fracassi

35 SUPERBIA DE SEDINI Mark Harris Getty
36 TABACCO Antonio Siri
37 TABAR
Francesco Caria

38 TACITO DE OZIERI
Alberto Manenti

39 TERESINA MIA Gabriele Daga
40 TERREMOTO
Federica Luchetti

41 TERRIBILE DA CLODIA Mark Harris Getty
42 TIEPOLO
Alessandro Favilli

43 TIGHELZOENE Carlo Sanna
44 TONINA
Salvatore Cossellu

45 TORNADA
Bachisio Carta

46 TORNASOL Mark Harris Getty
47 TRATTU DE ZAMAGLIA
Fabio Romanelli

48 TREMENDO DA CLODIA
Gaia Tancredi

49 TRISTEZZA
Enzo Tansini

50 TUE GALANA
Luca Francesconi

51 UCALY
Federico Tarquini

52 UESESE
Giovanni Maria Pittalis

53 UGAR Marco Colibazzi
54 UN FUORICLASSE Sebastiano Cherchi
55 UN SOGNO
Roberto Moro

56 UNAMORE
Stefano Vanni

57 UNCINO
Bachisio Carta

58 UNGAROS
Giordano Dominici

59 UNICO OZIERESE
Pietro Salvatore Cossu

60 UNIDOS
Carmen Tiezzi Magi

61 URBINA BELLA
Simone Pioli

62 UTESSE
Egisto Giuseppe Galeazzi

CAVALLI AMMESSI DIRETTAMENTE ALLA TRATTA DEL 29 GIUGNO


N.


CAVALLO


PROPRIETARIO

1 MISSISSIPPI Massimo Milani
2 MOROSITA PRIMA Fabrizio Brogi
3 POLONSKI Mark Harris Getty
4 PORTO ALABE Fabrizio Brogi
5 PREZIOSA PENELOPE Sandra Rossi
6 QUASIMODO DI GALLURA Luigi Bruschelli
7 REMISTIRIO Mattia Marchetti
8 RENALZOS Marcello Roti
9 SARBANA Simone Giraldi
10 SMERALDO NULESE Mark Harris Getty
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tanti i segni che fanno sognare

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:21 pm

Siena, 27 giugno 2017 - Laura Brocchi dice che cabale non ne ha messe nel suo Palio degli affetti, così è stato ribattezzato per i numerosi richiami emotivi. «Ognuna ci vedrà i suoi», ha ammesso l’artista dopo la presentazione, brillando di felicità. Ne è ricco, in effetti, questo Drappellone.

Il colpo d’occhio dice Pantera: il manto della Madonna accostato al rosso del vestito della Vergine di Provenzano. Ma anche le quattro stelle che punteggiano la veste azzurra, appunto, rammentano il cielo del Drappellone vinto nel 1994. Come dimenticare però la Selva? E’ ben presente l’arancio (potrebbe però anche essere del Leocorno) nel gioiello sul petto della Vergine. Arancioni e verdi sono poi le decorazioni nel cielo che richiamano il Teatro dei Rozzi. Non solo. La madre di Laura Brocchi, Daniela, era una selvaiola. Suo il volto della Madonna. Ancora segni per la Selva: è la stessa Laura Brocchi a svelare che lo sguardo irradiante del cavallo è frutto della paura avuta da piccola vedendo il cavallo di Attardi. Quel Drappellone fu vinto da Vallepiatta.

Non finisce qui. Il giubilo – questo ha voluto rappresentare con i raggi che partono dal cavallo – si tinge di giallo. C’è anche tanta foglia d’oro nella seta che potrebbe evocare l’Aquila. E il filo rosso cremisi che sembra tenere unite le mattonelle di rame argentato? Poco visibile ma è quello che attraversa tutte e 10 le Consorelle, come fosse un ‘tema’. Torre, la Contrada della Brocchi.
Il cavallo bianco? Di recente, nel 2011, è stata la Giraffa a vincere con Fedora Saura, che aveva il manto di tale colore
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Il labaro del Magistrato portato dagli istriciaioli

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:22 pm

Una curiosità che ancora pochi conoscono. A portare il labaro del Magistrato delle Contrade nelle manifestazioni che scandiscono l'annata, spiegano dal Comune, non sono più addetti dell'amministrazione che, a tale scopo, ricevono un piccolo compenso. Ci pensano appunto le Consorelle che, a rotazione, forniscono i giovani per adempiere, ovviamente in modo volontario, a tale funzione. In occasione della presentazione del Palio di Laura Brocchi l'onore è toccato a tre giovani istriciaioli.
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acclamatissimo il drappellone di Laura Brocchi

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:25 pm

E' stato presentato alle 19 in punto del 26 luglio 2017 il drappellone per il Palio di Provenzano dipinto dall'artista Laura Brocchi. Il drappellone è stato lungamente applaudito dai presenti.
Nel drappellone per il prossimo Palio del 2 luglio il genius loci di Siena ha preso forma dalla cifra artistica di Laura Brocchi, capace di concretizzare la forza di una tradizione secolare e una parte importante della storia culturale della città in maniera originale e creativa.
Le contrade, rappresentate a sbalzo, su mattonelline di rame ricoperto di argento ripropongono sì l’araldica contradaiola, ma con una sapiente e calibrata dose di inventiva. Disposte lungo il lato sinistro delineano con vigorosa luminosità la parte dipinta dove, sulla destra in alto, emerge la Madonna di Provenzano in onore della quale si corre la Carriera di luglio dedicata, quest’anno, al duecentesimo anniversario del Teatro dei Rozzi
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gli orari delle prove regolamentate (prove di notte)

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:27 pm

Si tengono domani mattina, marcoledì 28 giugno, dalle ore 5.30 alle 7.30, le prove regolamentate (prove di notte) per il Palio di Siena del 2 luglio 2017. Partecipano 62 cavalli suddivisi in 8 batterie. I cavalli dovranno arrivare in piazza del Mercato alle 5.00.

PRIMA PROVA
1. OSAMA BIN (Sebastiano Murtas)
2. S’OTHIERESU (Salvo Vicino)
3. QUANTOVALI (Jacopo Pacini)
4. LAURETTA MIA (Andrea Coghe)
5. QUEEN WINNER (Francesco Caria)
6. SUNTO (Alessio Giannetti)
7. QUERIDA DE MARCHESANA (Alessandro Cersosimo)
8. ROCCO RO (Jonatan Bartoletti)

SECONDA PROVA
1. QUE MASCA (Andrea Chessa)
2. SALUTE (Elias Mannucci)
3. SAUZER (Michel Putzu)
4. TORNASOL (Enrico Bruschelli)
5. SU RE (Carlo Sanna)
6. QUEBECK SAURO (Jacopo Pacini)
7. REMOREX (Massimo Columbu)
8. SOLU TUE DUE (Francesco Caria)

TERZA PROVA
1. ROMBO DE SEDINI (Jacopo Pacini)
2. SORIGHITTU (Francesco Caria)
3. TUE GALANA (Rocco Betti)
4. TRATTU DE ZAMAGLIA (Alessandro Cersosimo)
5. TABACCO (Antonio Siri)
6. RADESKI (Andrea Coghe)
7. PARLEDI (Andrea Chessa)
8. ORGOLESE (Mattia Chiavassa)

QUARTA PROVA
1. TABAR (Valter Pusceddu)
2. TIGHELZOENE (Federico Giobbe)
3. TONINA (Luigi Carrus)
4. SAVAGE (Paolo Meraviglia)
5. TRISTEZZA (Enrico Bruschelli)
6. REVERENDA MADRE (Federico Guglielmi)
7. SABURGHESA (Mattia Chiavassa)
8. SARULESU ISTEDDAU (Alberto Ricceri)

QUINTA PROVA
1. REMO SECONDO (Giuseppe Zedde)
2. QUERIDA MOURA (Andrea Chessa)
3. TORNADA (Alessio Giannetti)
4. TIEPOLO (Michel Putzu)
5. SCANDALOSO (Alessandro Colombati)
6. SOGNADORA (Giuseppe Angioi)
7. SUPERBIA DE SEDINI (Enrico Bruschelli)
8. TERESINA MIA (Federico Arri)

SESTA PROVA
1. REO CONFESSO (Andrea Chessa)
2. STALLINEK (Giuseppe Zedde)
3. TERREMOTO (Massimo Columbu)
4. LADY SPINA (Giosuè Carboni)
5. TERRIBILE DA CLODIA (Enrico Bruschelli)
6. UTESSE (Jacopo Pacini)
7. UNIDOS (Bastiano Sini)
8. URBINA BELLA (Giuseppe Deriu)

SETTIMA PROVA
1. TREMENDO DA CLODIA (Giuseppe Deriu)
2. UESESE (Massimo Columbu)
3. UNGAROS (Sebastiano Murtas)
4. UNCINO (Rocco Betti)
5. UNAMORE (Alberto Ricceri)
6. UN SOGNO (Antonio Francesco Mula)
7. UN FUORICLASSE (Federico Guglielmi)
8. UGAR (Alessio Bincoletto)

OTTAVA PROVA
1. PORTOROSE (Federico Arri)
2. REXY (Jonatan Bartoletti)
3. ROTEGAGIU (Michel Putzu)
4. TACITO DE OZIERI (Alberto Ricceri)
5. UNICO OZIERESE (Ireneo Cabiddu)
6. UCALY (Federico Tarquini)
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DRAPPELLONE DI LAURA BROCCHI, IL GENIUS LOCI DI SIENA HA PRESO FORMA

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:30 pm

Nel drappellone per il prossimo Palio del 2 luglio il genius loci di Siena ha preso forma dalla cifra artistica di Laura Brocchi, capace di concretizzare la forza di una tradizione secolare e una parte importante della storia culturale della città in maniera originale e creativa.

Le contrade, rappresentate a sbalzo, su mattonelline di rame ricoperto di argento ripropongono sì l’araldica contradaiola, ma con una sapiente e calibrata dose di inventiva. Disposte lungo il lato sinistro delineano con vigorosa luminosità la parte dipinta dove, sulla destra in alto, emerge la Madonna di Provenzano in onore della quale si corre la Carriera di luglio dedicata, quest’anno, al duecentesimo anniversario del Teatro dei Rozzi.

Nel volto della Vergine è facile ritrovare i lineamenti dell’artista che per raffigurare la madre di Gesù, ha attinto dalla memoria del suo DNA, un omaggio alla mamma come appariva in uno dei giorni più belli della sua vita: il matrimonio.

Nell’immagine è forte e bellissimo il richiamo all’effige miracolosa conservata nella Chiesa di Provenzano grazie ad un inserto, sempre in metallo lavorato, che si integra perfettamente con le linee stese con il pennello.

Il velo azzurro prende la forma di un drappeggio. Come un sipario si apre sul primo attore della Carriera: il cavallo. Nella pupilla dell’animale il riflesso del giubilo. Una vera e propria miniatura dove racchiudere la gioia di un popolo.

Un’opera, nel suo complesso, che nasce dal movimento di tanti elementi: metalli, colori, ricami, per un messaggio poetico che Laura Brocchi ha saputo creare sul drappo di seta con la sapienza e l’abilità di mani guidate da un cuore senese e contradaiolo.

Abituata a battere e modellare il metallo, come prima di lei il nonno, il padre, lo zio e il fratello, si è ben cimentata con la tavolozza dei colori abbinando al cromatismo raffinato la brillantezza dell’argento con i suoi balenii vibranti di luce. E’ riuscita a organizzare, con giusto equilibrio due narrazioni, quella sul teatro, ben richiamata anche dal bassorilievo sempre realizzato a sbalzo, e quella sul Palio, che non si sviluppano soltanto attraverso la simbologia riportata, perché sarebbe una lettura superficiale e riduttiva. Ogni elemento inserito, ogni pigmento usato, ogni pennellata di oro, ogni forma delineata rappresenta un frammento di vita, di ricordi e di amore. La Madonna ha il volto di sua madre. Le maschere, che richiamano l’attività teatrale, sono inserti di stoffa cuciti dalle sue amiche. Gli stemmi, quelli del Comune e del Popolo sono stati realizzati con lo stile utilizzato da Cesare Olmastroni, una scelta dettata sempre dal cuore nei confronti del pittore recentemente scomparso.

Amore e passione sono i sentimenti di oggettivazione del drappellone che oggi dona alla sua città.

PRESENTAZIONE DEL DRAPPELLONE DEL SINDACO DI SIENA BRUNO VALENTINI

"Onorandi Priori, Capitani, Autorità, contradaioli carissimi, come sempre, in questo giorno in cui l'emozione è grande e l'attesa trepidante, la gioia abita in noi. Siamo qui riuniti, ogni volta come la prima volta, per dare inizio alla nostra Festa, così unica e così magica, che viviamo nel profondo dei nostri cuori, ciascuno nel suo io più intimo e tutti insieme allo stesso tempo. Concedetemi, anzitutto, un ricordo a cui tengo molto, che vorrei condividere con tutti voi. In questo giorno di Festa, un pensiero speciale va ad una persona che ha dato tanto e fatto tanto per il Palio, e che se potesse sarebbe senz’altro qui con noi oggi: il maestro Cesare Olmastroni. Questo è il primo Palio senza di lui, e vi chiedo di ricordarlo con un lungo e sentito applauso. Nelle settimane che precedono la Festa si fa largo in noi e cresce progressivamente quel sentimento indescrivibile di vibrante esaltazione e misurata eccitazione, così difficile da comprendere se non lo si è mai provato, che cresce e cresce e cresce sempre di più con l'avvicinarsi del Palio. Si respira nell'aria, si riconosce negli sguardi, si percepisce nella vita pulsante della nostra comunità che si prepara per il grande giorno, da secoli con la stessa colorata eleganza e la stessa calorosa passione. Robusto si tramanda di generazione in generazione il totale coinvolgimento collettivo che ci anima, motore insostituibile della nostra opera. La città si guarda allo specchio, indossa l'abito migliore che ha e affronta con immutata commozione la più attesa delle occasioni, la più importante delle sfide. I mattoni di questi muri raccontano gesta epiche, le lastre che calpestiamo parlano lingue antiche, il cielo lentamente scende su di noi per avvolgere questa cerimonia così solenne e mai uguale a sé stessa. Ci siamo, è giunto anche quest'anno il momento di conoscere da vicino il Drappellone per il prossimo Palio in onore della Madonna di Provenzano. L'autrice è l'artista Laura Brocchi ed è dedicato ai duecento anni del Teatro dei Rozzi. Laura Brocchi è una figlia di Siena, appassionata contradaiola ed artista raffinata dalle mani forti e dal cuore puro. Già autrice di cinque stupendi Masgalani, Laura si è dedicata fin dall'infanzia alla lavorazione dei metalli nell'antica bottega di famiglia, che da duecento anni porta avanti la sapiente tradizione della lavorazione del ferro battuto, tramandata geneticamente dal bisnonno calderaio Giuseppe, il nonno Gualtiero, gli zii Giovanni e Osvaldo e il babbo Mario. Ma non solo con il metallo si è misurata Laura, essendosi progressivamente affermata anche come disegnatrice e come pittrice su seta. Nelle sue opere emerge, con sorprendente forza, il suo amore per la città di Siena e le sue antiche tradizioni. Amore che ha brillantemente riversato sulla seta di questo splendido Cencio, coronando così il suo più grande sogno: dipingere il Palio. Il Palio è dedicato ai primi duecento anni del Teatro dei Rozzi, inaugurato ed aperto al pubblico nel 1817. La Congrega dei Rozzi fu fondata da un gruppo di artigiani nel 1531, si trasformò in Accademia nel 1690 e, col passare degli anni, divenne una delle istituzioni culturali più prestigiose della nostra città. “Chi qui soggiorna acquista quel che perde” è il suo motto, ovvero come diventare Rozzi perdendo la rozzezza, grazie allo studio. Una lezione di vita, di straordinaria forza di volontà, di desiderio concreto di emancipazione sociale sul quale invito tutti a soffermarsi più del solito, soprattutto in occasione di questo importante anniversario. Lo scopo finale della Congrega è indicato dai versi del suo più noto padre fondatore, il maniscalco Angelo Cenni, detto il Risoluto: “Trovandoci in fra noi come fratelli / da otto a dieci, tutti buon compagni, / sol per industriar nostri cervelli, / non per attribuir robba o guadagni, / e per mostrar ch’ancor ne’ povarelli / regni virtù”. Nei versi del Risoluto si ritrova tutta la consapevolezza della propria impresa, in un’epoca nella quale democrazia significava impegno per eguagliarsi ai maggiori, per intelletto, e non il voler abbassare gli altri alla propria condizione. Un insegnamento più attuale che mai. Quella del Teatro dei Rozzi è una storia unica, dove lo spirito e l'arte popolare hanno saputo elevarsi a raffinata espressione teatrale e poetica. Anche in questo Siena si distingue, dimostrando che con la determinazione dei giusti si possono cambiare le sorti della storia. Il suo simbolo è una pianta di sughero secca che getta un pollone fresco dalla radice: un nuovo inizio nel segno della cultura e della libertà. Il Teatro dei Rozzi ne ha viste tante in questi duecento anni, riportando anch'esso le terribili ferite della guerra, ma si è sempre rialzato, perché la città non l'ha mai abbandonato, ma preservato e sorretto nei momenti di difficoltà. Ne celebriamo quindi la longevità e la vivacità, sicuri che tra duecento anni sarà ancora lì a ricordare ai figli dei nostri figli l'importanza del suo insegnamento e del ruolo della cultura per la nostra città. Il Palio è un tutto coerente, dove trovano spazio le maggiori virtù dell'animo umano. L'arte, così importante per una città che ha fatto della bellezza un valore universale, vive sulla seta di questo Drappellone nella forma e nel contenuto, nell'abile mano di Laura e nella favolosa storia del Teatro dei Rozzi, sotto lo sguardo protettivo della Vergine. Il Masgalano, un vero e proprio gioiello, è realizzato da Paolo Penko, maestro d’arte orafa, scultore e designer di origini senesi. Un Masgalano all’insegna della tradizione nella forma ma genialmente originale nel contenuto, gentilmente offerto da Lions Club Siena, in occasione del 60° anniversario del club senese e dei 100 anni del Lions International. Non mi dilungo oltre, ma un’ultima cosa vorrei però ricordare a tutti, non solo a noi. Il Palio è la nostra Festa, la più bella di tutte, e nessuno potrà mai cancellarla, snaturarla o denigrarla. Noi non lo permetteremo, perché ne va della nostra identità, della nostra storia e della nostra felicità."

PRESENTAZIONE DI MASSIMO BIANCHI DEL DRAPPELLONE DEL PALIO DEL 2 LUGLIO 2017 REALIZZATO DA LAURA BROCCHI

"Signor Sindaco, Autorità, Onorando Rettore del Magistrato, Onorandi Priori e Capitani delle Contrade, Senesi e Contradaioli, non mi è facile nascondere l’emozione nel presentare l’opera attesa da una vita da parte di un’artista come Laura Brocchi che conosco e apprezzo da sempre e alla quale mi lega un sentimento di stima e di fraterna amicizia. Ancora di più da stasera per l’onore che mi ha fatto nel chiedermi di essere qui a condividere con lei questo momento di straordinaria intensità e che tutti e due ricorderemo molto a lungo. Laura è stata definita negli anni scorsi come la “donna dei Masgalani” (ben cinque infatti le occasioni in cui è stata chiamata a realizzarli), ogni volta regalando all’abbraccio della città un’opera ragionata in profondità, ma oggi Laura corona il sogno di ogni senese che sappia tenere in mano con maestria un pennello, usare i colori, forgiare ogni sorta di metallo ed entra a far parte di diritto e con merito del ristretto novero delle “signore del Palio”, di quel Palio che per Laura è espressione di pienezza di vita, di storia familiare e perfino ispirazione per la sua arte. Laura è infatti in primo luogo e soprattutto una senese innamorata della sua città e del Palio fin dentro al midollo, e credo che proprio questo sentimento l’abbia spinta oggi a presentare a Siena il frutto di tanta fatica, consapevole di essere di fronte a un giudizio popolare così unico, tremendo e spontaneo nella forma da far battere forte il cuore. Ho visto nascere questo drappellone fin dal suo primo momento, fino dal bozzetto che Laura mi presentò per poi venire subito dopo completamente rapita dalla realizzazione del disegno preparatorio, degli stemmi e delle parti in metallo. E se in questi lunghi mesi di preparazione ho capito qualcosa di questo Palio è che per comprenderlo pienamente bisogna partire da lontano e si può spiegare solo iniziando dalla committenza che è ogni volta un valore importante, ma che in questo caso assume un’importanza determinante perché il conferimento a Laura Brocchi dell’incarico di dipingere il drappellone del 2 luglio 2017 ha il sapore del riconoscimento del valore di una scuola, della tradizione antica della lavorazione artigiana del ferro battuto a Siena, di una bottega di famiglia che dal 1815 è sempre al solito posto, sotto la chiesa di San Martino a due passi da Piazza del Campo. Ed è dapprima la storia di una bottega di calderai dove si lavora soprattutto il rame e che poi introduce, migliorandosi e affinandosi, la lavorazione del ferro battuto. Mi piace pertanto considerare questa committenza - sicuro che anche Laura lo condivida - non come data a un singolo artista ma come il risultato faticosamente raggiunto da una scuola di artigianato di eccellenza, da una tradizione lunga duecento anni che è partita dal bisnonno Giuseppe Brocchi ed è passata attraverso le figure di Gualtiero, Osvaldo, per finire a Mario, scomparso troppo presto, a Daniela che molto si adoperò per preservare la bottega dopo la morte del marito, e infine ad Alessandro e ovviamente a Laura che assai bene incarna la sintesi di tutta questa lunga storia di artigianato del ferro battuto e del rame sbalzato. C’è molto di Laura infatti all’interno di questo drappellone; c’è tutta l’essenza e la sua anima di artista, c’è la sua arte di provenienza - non poteva essere altrimenti - , c’è tutta la sua crescita umana, intellettuale e artistica che, originata da una innata e naturale passione per le arti e il disegno in generale, anche attraverso studi di autodidatta - un merito, non un limite -, è poi sfociata nel primo sbalzo in rame sotto gli occhi attenti del babbo Mario, e ha infine affinato la sua tecnica modificando anche personalmente i processi di lavorazione adattandoli a ciò che voleva realizzare. Fino alla decisione di disegnare da sola le proprie opere: il passaggio tra artigianato e arte. E oggi le opere di Laura sono in quasi tutti i musei di Contrada e fanno mostra di sé nelle case di molti senesi. Il Palio di Laura Brocchi è innanzitutto un drappellone che si presta a una doppia lettura: quella dell’immediato, per la quale ognuno ha una propria personale interpretazione; e per una lettura fatta invece a posteriori, dove ciascuno di noi potrà vedere a mente ferma che è un drappellone immaginato, amato, pensato anche nei più piccoli e minimi dettagli, nei particolari, nei punti di luce, dove nulla sembra essere lasciato al caso. Ed è un drappellone che dialoga fortemente con la dedica che l’Amministrazione Comunale ha voluto indicare per questa carriera, per i 200 anni del Teatro dei Rozzi, una dedica fortemente ricercata e voluta dalla stessa Accademia senese, una delle più antiche d’Italia, che attraverso il proprio Comitato organizzatore delle celebrazioni aveva richiesto a partire dal 2015 una tale intitolazione. Peraltro l’importanza della celebrazione del bicentenario di uno dei maggiori teatri cittadini è oggi riconosciuta dalla Presidenza della Repubblica con una targa commemorativa collocata all’interno della struttura. Il Teatro dei Rozzi fu inaugurato infatti il 7 aprile 1817 con una festa da ballo per tutti i soci dell’Accademia e l’11 aprile ci fu il primo spettacolo con il libretto semiserio L’Agnese di Fitzeury di Ferdinando Paer, evento al quale presero parte circa settecento spettatori, molti di più rispetto alla reale capienza del Teatro perché all’epoca non erano previste le sedute in platea. Da allora il Teatro dei Rozzi ha avuto il privilegio di ospitare sul proprio palcoscenico le più grandi compagnie di giro nazionali, trasformando il Teatro in un vero e proprio tempio della prosa italiana. Il Teatro fu poi chiuso nel 1945 per i danni riportati durante il secondo conflitto mondale ed è stato riaperto nel 1998 grazie a una convenzione tra l’Accademia proprietaria dell’immobile e il Comune di Siena che ne ha garantito il restauro, la gestione, il ritorno all’antico splendore e a una nuova vita. Piace pensare che in quel 1817 la bottega dei Brocchi era già attiva da due anni in una felice e fortunata coincidenza e intreccio - non un caso - dei percorsi di vita e culturali di due “istituzioni” - mi sia consentito questo termine - che per mano di Laura oggi si incontrano. Era una dedica difficile da tradurre sulla seta, non facile da rappresentare ma Laura Brocchi è riuscita a farlo pienamente con la simbologia e con il tratto unico dello sbalzo - sono tante infatti le parti che ha realizzato nel suo laboratorio di via del Porrione - ma anche con il colore delle sue tinte sfruttando una sua lontana formazione per il disegno presso uno studio di grafica e ha reso possibile tutto questo con una pittura non scolastica, usando tonalità tenui a lei congeniali, diremo quasi in acquarello. Ed è una dedica diffusa in tutto il drappellone, non solamente confinata nella rappresentazione in alto dello stemma dell’Accademia e nella scritta, che si fonde magnificamente - ed è questa la novità che si può leggere in questa seta - con gli elementi tradizionali del Palio che Laura interpreta da senese quale è immaginando lo scenario di Piazza del Campo come un grande teatro dove vanno in scena i drammi, le vittorie, le sconfitte, le passioni della nostra vita e della nostra storia. E nel boccascena non poteva che esserci il cavallo, una figura possente che occupa la parte centrale del drappellone quasi a rivendicare il suo ruolo di eterno protagonista nelle vicende della corsa ma ancora di più nella secolare storia del Palio. Da sottolineare come il cavallo non è visto qui unicamente come l’attore principale, ma come l’elemento più genuino e autentico della rappresentazione. E proprio nel cavallo, con la sua criniera che si snoda verso l’alto somigliando a scoppiettanti lingue di fuoco grazie al sapiente utilizzo della antica ed efficace tecnica della foglia d’oro, si rivela il gusto e la ricerca del particolare. Laura infatti si è divertita a imprimere nell’occhio del barbero il riflesso del giubilo dove si intravede una campanina che suona a vittoria tra lo sventolare di una bandiera indistinta e la sagoma della Torre del Mangia, quasi a voler fissare sulla seta l’immagine che il destriero vede al termine della corsa vittoriosa. C’è un aneddoto particolare dietro alla pittura di questo occhio e che vale la pena segnalare: è stata Laura stessa a raccontarmelo in queste sere invernali e riguarda un episodio della sua infanzia, ovvero, di quando, bambina, era rimasta impressionata e perfino spaventata dall’occhio di fuoco del cavallo dipinto da Ugo Attardi nel Palio dell’agosto 1974 e che Laura si è ritrovata a riprodurre quasi inconsciamente nel proprio Palio. Il cavallo è poi anche un richiamo e un omaggio al luogo originario dove si tenevano le prime rappresentazioni teatrali dell’Accademia dei Rozzi - il cosiddetto Saloncino - sul cui sipario era dipinto un cavallo alato. E come ogni attore importante Laura colloca il suo barbero ideale all’interno del teatro, ma non di un teatro qualsiasi, bensì proprio all’interno del Teatro dei Rozzi che Laura riproduce fedelmente da innamorata quale è del disegno puro e dell’arte figurativa. Con una tecnica quasi iconica non disegna infatti un luogo astratto, o peggio ancora immaginario, ma il reale boccascena del Teatro dei Rozzi, con le sue preziose decorazioni e stucchi, che poi declina nello sfondo in un gioco di dissolvenze che ne attutiscono le linee lasciando scorgere volutamente il disegno preparatorio che Laura aveva fatto. E questo straordinario gioco di luci è un effetto voluto e ricercato in quanto dal bianco intenso al centro del drappellone prendono poi forma tutti i colori di cui il Palio è ricco. L’orologio centrale del teatro segna volutamente le 19,30, l’orario di uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà per il Palio di luglio, quasi a voler indicare l’inizio della carriera intesa come spettacolo ma ancora di più come metafora della vita; il momento in cui i dieci Popoli scendono nel Campo per darsi battaglia, in un confronto sempre uguale e sempre diverso, per affrontare l’ora della prova decisiva che li consacrerà alla gloria cittadina. Nel momento della battaglia anche le assi del pavimento del Teatro sembrano diventare così simili alla pavimentazione di Piazza, mentre nella parte alta del drappellone assiste a questa scena il volto materno della Vergine di Provenzano raffigurata in una iconografia corretta ma “liberamente” rivisitata, con una corona molto simile nello stile e nella forma a quella originale, dove Laura ha voluto enfatizzare la presenza delle stelle che sembrano quasi ruotare intorno alla figura della Madonna e che, a ben vedere, sono proprio le stelle rappresentate sul soffitto dei Rozzi, con una pittura attenta alla definizione dei particolari, come nel caso della Vergine che indossa una gorgiera in metallo simile al rivestimento in lamina d’argento della raffigurazione originale dell’immagine di Provenzano. Il velo azzurro della Madonna si allunga lungo tutto il drappellone fino a diventare il sipario blu notte del Teatro che sembra avvolgere in un abbraccio materno e protettivo la città intera, così come il sipario protegge e ripara alla vista gli attori prima di lasciarli andare incontro all’applauso caloroso del pubblico. Nel lato destro del Palio arricchiscono e completano il drappellone tutti gli elementi e i simboli che da regolamento e tradizione devono comparire sulla seta. Laura ha voluto racchiuderli all’interno di una semplice striscia di tessuto dal colore del tufo di Piazza dove sono collocati molti di questi elementi realizzati in rame argentato e saldamente applicati sulla seta. E per questa delicata operazione Laura Brocchi ha voluto che la sua opera fosse in un certo modo corale e per questo ha richiesto a due sue care amiche, Barbara Cambi e Francesca Casini, di eseguire per suo conto con precisione e scrupolo i lavori di ricamo. In alto trova spazio anche la dedica ufficiale incisa in una striscia orizzontale argentata; al di sotto la Sughera, simbolo dell’Accademia dei Rozzi con il singolare motto che da sempre contraddistingue l’antico sodalizio, i tre Terzi della città racchiusi in un tondo a simboleggiare l’unità nella diversità dei diciassette Stati, e dieci bellissimi bassorilievi con le allegorie delle Contrade, raffigurate con parte del loro animale totemico e con la grafica che maggiormente le identifica e le caratterizza nelle loro bandiere. Al di sotto dello stemma del Sindaco è fissato un piccolo nerbo, simbolo della guerra che le Contrade insceneranno nel Campo e della vittoria che arriderà a una sola di esse. E la logica sequenza data agli stemmi delle Contrade tenuti insieme da un sottile filo che li unisce e che termina nel nerbo e nello stemma del Sindaco non può non richiamare il fatto che dal 1659 il Palio viene corso dalle Contrade nel Campo sempre sotto l’attenta organizzazione e regia delle varie Magistrature del Comune di Siena con regole certe e ben consolidate: elementi questi che hanno permesso al Palio di giungere fino a oggi, senza che conflitti mondiali, crisi sociali, sconvolgimenti economici, rivoluzioni culturali e di costume nulla potessero modificare del suo assetto e spirito originario. E Laura, da perfetta aderente e conoscitrice della tradizione, ha voluto in questo maniera sottolinearlo. Nella parte finale della striscia di tessuto troviamo dipinte e applicate ad arte, con punto bandiera, le due maschere della commedia e della tragedia a rimandare di nuovo al tema del Teatro: una bianca e una nera, l’una che ride, l’altra che piange, come del resto si conclude ogni volta la straordinaria vicenda del Palio. Gli stemmi della Balzana, del Leone in campo rosso simbolo del Popolo e del motto in azzurro della Libertas sono dipinti a imitazione della pietra, materiale forte e duraturo come sono i valori su cui si basa l’antica repubblica senese. Laura ha voluto usare in questo caso il genere pittorico del trompe-l’oœil, una tecnica assai cara al compianto Maestro Cesare Olmastroni, in omaggio simbolico e colmo di affetto e gratitudine per un pittore che ha impersonificato un’intera epoca per l’iconografia paliesca. L’opera di Laura Brocchi si completa perfino nella lancia che corona l’asta del Palio, realizzata come sempre dal fratello Alessandro, che reca l’incisione delle due già citate maschere della commedia e della tragedia quasi a legare perennemente la seta che sarà conservata nel museo della Contrada con l’asta che sarà poi consegnata al Capitano vittorioso. Anche nella parte retrostante del Palio - pur non volendo in alcun modo considerarlo un drappellone a due facce - Laura ha poi aggiunto, proprio negli ultimi giorni, le due maschere, comica e tragica, in rame brunito e lucidato per far risaltare la loro diversità applicandole strettamente alla fodera e lo ha fatto pensando a quando il popolo vittorioso sarà solito portare il Palio a giro per la città, offrendo così un utilizzo nuovo del retro del drappellone con una immagine ideata proprio per essere vista e goduta solo dalla Contrada in festa. Ne scaturisce, in sintesi, un drappellone elegantemente potente con una Vergine forte e gentile. E’ un “Cencio” che all’apparenza non presenta quei segni che noi senesi siamo sempre pronti a ricercare a partire da questo momento, ma i segni verranno di sicuro, spontanei, all’indomani della Carriera corsa e sarà come sempre il destino del Palio a farli emergere chiari come un presagio scritto, futuro, ma che poteva essere letto solo a posteriori. Ed è un drappellone che vorrei definire, con un solo termine, “esperienziale” per due diversi ordini di motivi. In primo luogo perché contiene al suo interno tanti elementi propri dell’anima dell’artista: come non considerare infatti il volto della Madonna come emerso dall’album dei suoi ricordi vista la somiglianza con il viso della mamma Daniela in un giorno radioso come quello del matrimonio - una immagine che resta bene impressa nella mente di una figlia - e come non considerare tale la presenza nella tela di tre rose selvatiche - cosa inedita per Laura che non è solita dipingere fiori - richiamate anche nel dipinto che ha realizzato, con la stessa serietà con la quale si approccia a ogni tipo di lavoro, per il Palio dei cittini come anello di collegamento e congiunzione con la sua storia e la sua infanzia. Ed è esperienziale anche per una seconda serie di motivi: questo Palio può dirsi il risultato e la sommatoria di tanti approfondimenti che Laura ha fatto nella sua carriera artistica e professionale, dalla grafica, al disegno, allo sbalzo, dalla capacità di analizzare criticamente tutto ciò che sta dietro alle apparenze, per finire alla curiosità, dote necessaria a chi, come lei, ama ricercare significati e segni per dare a ogni opera solide basi culturali e motivazioni che promanano dal cuore, come nel caso della “firma” impressa nel drappellone dalla zampa dell’animale domestico a lei più caro - il gatto - che allieta anche le sue giornate. E Laura Brocchi ha fatto tutto questo riunendo in un unico Palio le tecniche conosciute e usate nel passato da chi l’ha preceduta: pittura, sbalzo e perfino ricamo. Mi piace concludere svelando uno dei tanti messaggi che ci siamo scambiati con Laura durante questi mesi in cui si diceva felice di poter lavorare e disegnare nel suo piccolo studio del vicolo della Fortuna con sotto le grida dei bambini che giocavano al palio dei barberi e il rullo dei giovani tamburini che passavano di continuo sotto le sue piccole finestre, rigorosamente con le persiane chiuse quasi a proteggere l’intimità e la sacralità del luogo dove questo Palio è nato: stanza appena rischiarata da una luce soffusa che era capace di rasserenare il mio animo ogni volta che passavo da lì, sapendo che Laura stava preparando con la dovuta cura l’oggetto del desiderio della Festa, ormai prossima, di tutta la città. E davvero Laura può dirsi fortunata: non c’è un dono più bello e più grande di questo. Per finire una considerazione: il drappellone di Laura Brocchi è il primo Palio che Cesare Olmastroni non ha potuto vedere concluso, avendone apprezzata solo l’impostazione iniziale, ma siamo certi che da lassù avrà guidato la sua mano nel donare alla città ancora una volta un’opera destinata a restare eterna, non solamente nella storia della Contrada che l’avrà per sempre, ma anche nella grande memoria collettiva e nel cuore del popolo senese."
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PRESENTATO IL MASGALANO REALIZZATO DA PAOLO PENKO PER I PALII DEL 2017

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:33 pm

Offerto da Lions Club Siena in occasione del 60° anniversario del club senese e dei 100 anni del Lions International.





E’ un vero e proprio gioiello il Masgalano per i Palii del 2017 realizzato da Paolo Penko e offerto da Lions Club Siena in occasione del 60° anniversario del club senese e dei 100 anni del Lions International.
Del resto non poteva essere altrimenti per un maestro d’arte orafa, ma anche scultore e designer quale Penko. Fiorentino di nascita ma senese di origini, l’artista è tornato alla tradizione per la scelta della forma del Masgalano, che con la sua geniale creatività ha reso unico e di grande valore.
Sulla parte inferiore del vassoio, in argento lucido, spicca in bronzo, lo skyline di Siena con i suoi palazzi, la cupola del Duomo e la Torre del Mangia. Uno spaccato perfetto del suo assetto urbanistico dove il pieno della lamina in metallo gioca con i vuoti di porte e finestre creando effetti di luce di grande fascinazione.
Al centro, in oro, il logo del Lions International dal quale si diramano una serie di cartigli, sempre in argento cesellato, che riportano le finalità dell’associazione umanitaria fondata un secolo fa con lo scopo di mettere l’attività dei soci al servizio della comunità, a partire da quella del proprio territorio fino a livello mondiale, per cause umanitarie e di promozione culturale e sociale.
Sotto ai cartigli, come una raggiera, il richiamo a Piazza del Campo. Nove spicchi in bronzo dove con grande manualità Penko ha riproposto la pavimentazione della conchiglia.
Intorno al bordo della parte superiore del prezioso premio 17 piccoli barberi in lapislazzulo. Il blu di una pietra preziosa che richiama il colore del Lions, così come è prezioso il metallo dove l’artista ha scritto i nomi delle 17 Contrade. Un duplice omaggio, attraverso la scelta di una gemma usata in gioielleria fin dall’antichità.
Sicuramente un Masgalano di grande pregio e valore dove ogni dettaglio, anche il più piccolo, come il canape in oro che sembra appena caduto sul tufo, è stato lavorato e incastonato nell’opera come fosse un gioiello, così come gli stemmi del Comitato Amici del Palio, del Magistrato delle Contrade e del Comune.
La grande capacità artistica di Paolo Penko è riuscita, infatti, a caricare di significazione ogni oggetto-simbolo della Festa senese.

PRESENTAZIONE DI ANITA VALENTINI DEL MASGALANO 2017 REALIZZATO DA PAOLO PENKO

"La realizzazione del Masgalano 2017, firmata Paolo Penko, è stata guidata dalla volontà di unire simbolicamente l’amore per la città di Siena, i valori palieschi e quelli sui quali si fonda il Lions Club International, nell’anno del centenario del sodalizio, che coincide con il sessantesimo anniversario del Lions Club Siena, committente dell’opera in metallo pregiato. La forma circolare rievoca quella tradizionale del Masgalano. Al centro del piatto in argento, lavorato a specchio, si staglia, in metallo dorato, il logo del Lions con i due leoni, modellato tridimensionalmente, in movimento - tramite un gioco di perni - e ornato, a contenere la lettera “L”, con un clipeo in lapislazzulo, pietra scelta per il suo colore blu-azzurro con venature in oro, chiaro rimando ai colori del Club. La criniera dei leoni si potenzia in virtù di sottili fili dorati che si diramano e al contempo richiamano i raggi del sole - simbolo del rigore morale e della forza - che annovera fra gli animali a lui prediletti proprio il re della foresta. Insieme ai raggi dorati, a impreziosire la criniera-raggiera, si librano al vento, variamente mossi, dodici cartigli in argento. Questi ultimi, finemente modellati a cesello e con i bordi sfrangiati, rappresentano, metaforicamente, le vie percorse dal Lions. Qui l’artista gioca con l’immagine che “diviene altro”: dalla criniera alle strade, che evocano un cammino, reale e simbolico, verso mete segnate dal Bene. Sui cartigli, che foggiano “percorsi di vita”, vi sono incise, a bulino, delle parole o delle frasi in riferimento al fondatore del Club e ai valori e agli scopi del sodalizio:

Melvin Jones

We serve

I cavalieri della vista

Leader nel servizio comunitario e umanitario

Promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza

L’organizzazione di club di servizio e assistenza più grande al mondo

Pronti per aiutare in tutto il mondo

Bene civico, culturale, sociale e morale della comunità

Promuovere uno spirito di comprensione tra i popoli del mondo

Essere solidali con il prossimo

Compassione ai sofferenti, aiuto ai deboli, sostegno ai bisognosi … invero non su tutti e dodici, poiché uno è stato lasciato emblematicamente senza alcuna scritta per dare spazio a futuri obiettivi … la via… la vita del Club deve proseguire!

A implementare la scenografica e potenziata raggiera, al di sotto del rilievo dei cartigli, si apre Piazza del Campo, caratterizzata dai suoi nove spicchi a ventaglio, interpretati in bronzo, e dal decoro dei mattoni a spina di pesce, che rappresenta, metaforicamente, il cuore di Siena e, dunque, il cuore dei suoi abitanti, a cui il Club desidera rendere omaggio. In questo “spazio sacro” della città la mano di Penko appare desiderosa di “assecondare” un luogo naturale e architettonico perfetto. Gli spicchi sono anch’essi, come altre parti del racconto illustrato, sollevati rispetto al piano del piatto: qui l’artista non lascia nulla al caso e, al modo degli artigiani di un tempo, cesella anche il verso dei singoli segmenti, offrendo un effetto "tufo", da ammirare attraverso un gioco di specchi che l’argenteo piano ci restituisce… abilità, incanto, gioco, vita… Ed ancora, storia e orgoglio propri della committenza caratterizzano i due cartigli che si presentano in sezioni importanti del prezioso piatto. Alla base del logo centrale un cartiglio in lega dorata dalla fattura classica recita le date 1917- 2017, a celebrare i cento anni del Lions Club International, mentre sulla sinistra, di colui che osserva l’immagine, si apre un altro cartiglio dedicato al Lions Club Siena, al ricordo del suo sessantesimo anniversario. Tale drappo in argento è reso a mo’ di pergamena legata in alto da un cordoncino dorato, da cui pende il numero ordinale “60°” come uno charm in lega dorata. Quest’ultima bandiera sembra srotolarsi “con baldanza” verso la città raffigurata più in basso. Al di sotto delle simbologie individuate, infatti, in una buona parte del disco del piatto, verso una porzione della tesa che viene anch’essa occupata, svetta l’inconfondibile profilo della città di Siena, raffigurata con un andamento concavo nel seguire la forma del piatto: l’immagine urbana in bronzo, a rilevo a stacco dal fondo e cesellata verso-recto, crea un episodio fortemente chiaroscurale, in cui le ombreggiature, date dalle caratteristiche costruzioni e dal moto che imprime nel metallo l’artista, si alternano agli “atomi” luminosi, costituiti da alcune segmenti architettonici dorati e soprattutto dalle finestre dei palazzi senesi, come l’architettura della città ci ha da secoli abituato. Penko traspone nella sua opera l’anima della città, facendo brillare l’argento vivace che spunta dagli “occhi” dei palazzi bronzei. La nota effigie cittadina pur riprodotta nel severo metallo, per merito del vibrante moto che Penko le offre, finisce per apparire fresca, dolce e brulicante di vita. “Quanto tumulto è la luce!” (Goethe, Faust II, atto I). Antico e contemporaneo insieme danno forza e sapore a questa opera dove, se le immagini sono classiche, la modernità è resa dalla “nervosa” cesellatura e dalla luce riflettente che scaturisce dal lucido argento, da cui prendono vita l’immagine di Siena e i tanti simboli che il desco offertorio sembra donare con la stessa “passione” che l’artista imprime al suo manufatto, da lui siglato a margine della tesa, nel lavorare il bordo in argento con la tecnica del penkato, la particolare cesellatura propria dell’artista, che crea un effetto mosso a catturare anch’esso la luce. Altri emblemi imprescindibili appaiono nel Masgalano. A partire dal centro e poi verso la destra del riguardante sono infatti riportati tre stemmi in lega dorata che rappresentano, in ordine, il Comitato Amici del Palio, il Consorzio per la Tutela del Palio e il Comune di Siena, i cui colori sono offerti tramite gli smalti, come l’oreficeria gotica senese, insieme a quella francese, ha insegnato al mondo. Le descrizioni sono minuziose, ma il lettore dell’opera, grazie all’abilità dell’artefice, viene incalzato a cercare nuove visioni, nuove immagini e, fra una e l’altre, pare perfino potersi riposare, prendere una pausa, per una nuova e sempre superba contemplazione. Ultimi nel nostro racconto breve, ma invero primi per importanza, troviamo elementi che mostrano le Contrade unite al Lions, allocati proprio a “fare cerchio”, ad abbracciare il Masgalano e tutto ciò che esso contiene. Lungo la parte a vista della tesa potenziata in bronzo del piatto troviamo i nomi delle diciassette Contrade, incisi in targhe d’argento. Le insegne vengono distanziate tra di loro da altrettante sfere di lapislazzuli: le sagome e i colori, a definire le pietre che si alternano alle scritte, richiamano le forme e i colori del logo centrale del Lions. Una “quadratura del cerchio” contemporanea dal sapore antico, in nome dell’Arte, offerta dal Lions Club Siena, in omaggio, nello specifico, a colui che l’ha ricevuta e, in senso lato, a Siena, alle Sue Contrade, al Palio!"

PRESENTAZIONE DI FRANCESCO COTTINI DEL MASGALANO OFFERTO DAL LIONS CLUB SIENA

"Il Lions International è la più grande associazione umanitaria di club di servizio al mondo, forte di quasi un milione e mezzo di soci sparsi in 210 paesi nel mondo. La Fondazione internazionale è arrivata ad erogare oltre un miliardo di dollari di sussidi nel mondo ed a questo si vanno ad aggiungere tutti i service che ognuno dei 46.000 club sparsi nel mondo eroga sul proprio territorio. Là dove c’è un bisogno c’è un Lion; l’ultimo ambizioso progetto è quello di vaccinare 60 milioni di bambini contro il morbillo, malattia sottovalutata ma che purtroppo anche oggi uccide 400 persone al giorno. Ed allora come celebrare al meglio una tale ricorrenza nella nostra meravigliosa Siena, se non offrendo alla città un simbolo che possa rimanere nella memoria come il Masgalano? Tre anni fa proponemmo al Comune la nostra idea che venne accolta molto favorevolmente dall’amministrazione comunale. Il lavoro è iniziato proponendo a vari artisti, senesi e non, di realizzare un’opera che potesse, rimanendo nei canoni classici, celebrare una simile ricorrenza, possibilmente mettendo in evidenza quelli che sono gli scopi del Lions e quello che è il legame del Club di Siena con la sua città. In sessanta anni i service svolti dal nostro Club sono stati numerosissimi e di grande valore artistico e sociale; inutile menzionarne alcuni, perché si rischierebbe di sminuirne altri, ma ciò che comunque sempre si evidenza sono i valori che stanno alla base di tutte le nostre azioni, tracciati cento anni fa ma attuali come non mai, e che sono a fondamento della nostra associazione, da sempre vicina ai più deboli e promotrice di attività finalizzate al bene civico, alla fratellanza e alla pace tra i popoli. Il lavoro presentato da Paolo Penko è stato quello che ci ha convinto di più, non solo da un punto di vista puramente artistico, ma anche per la capacità di saper coniugare, ed esaltare in uno scambio reciproco di armonie, una visione della città con la storia del nostro Club. Speriamo con questo di essere riusciti a lasciare un’opera che sarà apprezzata non solo da chi la vincerà, ma anche dalla cittadinanza tutta."
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CUORE, FORZA E PASSIONE: IL DRAPPELLONE DI BROCCHI CONVINCE ED EMOZIONA

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:35 pm

Aspettavo il drappellone di Laurina con un pizzico di ansia e trepidazione. Ho giocato nel Costone insieme a suo babbo Mario e Daniela, anche lei cestista tutta grinta, è stata una delle più accese e passionali tifose della Mens Sana al tempo della mia presidenza mensanina.
Avevo un inconfessato timore che Laura, bravissima nello sbalzo, nella incisione e nella lavorazione di metalli nobili, tanto d'aver ideato e cesellato ben cinque Masgalani, costruisse un drappellone scontato e/o peggio scolastico: inconvenienti che ho riscontrato a volte negli artisti Senesi-Contradaioli. I timori sono stati spazzati via appena i valletti comunali hanno svelato il “cencio”. Niente di scolastico e nemmeno gli sbalzi sono apparsi scontati.
Sono rimasto colpito dalla Madonna di Provenzano nel volto della quale ho ritrovato il sorriso e lo sguardo deciso di mamma Daniela. Un corsetto argenteo, una veste cremisi e bianca ed un piglio che sa di madonna guerriera.
Il cavallo che campeggia nel corpo centrale sprigiona una forza solare...risolta da raggi dorati che somigliano da vicino alla divisione in spicchi del Campo.
La dedica originale ad un Teatro, quello dei Rozzi, che compie 200 anni, viene esplicata con una scritta, con la Sughera in bronzo argentato e con due maschere teatrali che scampanano in alto.
Laura Brocchi si è lasciata prendere la mano di maestra dello sbalzo e della incisione, solo quando ha deciso di affidare le Contrade che si contenderanno questo drappellone a dieci piastrelle di bronzo e argento, sulle quali ha impresso, però, un bestiario moderno e per crti aspetti singolare.
E' un Palio che oltre a convincere ha emozionato i tanti Contradaioli presenti nel Cortile del Podestà che si sono sciolti in applausi scroscianti e che – per una volta – hanno seguito in relativo silenzio anche la lunga, seppur interessante, presentazione di Massimo Bianchi.
Il colore una volta tanto non la fa da padrone, semmai si limita a fare da cornice, con il celeste manto della Madonna, ad un cencio giocato su altri elementi. Il cielo non è sempre più blu, ma si scolora in un grigio perlato tempestato di stelle e pianeti.
Insomma siamo di fronte ad un'opera originale.
La Madonna non può mancare, lo impone la iconografia paliesca e campeggia il muso e la svolazzante criniera del barbero. Ma credetemi, il tutto non sa nemmeno un pochino di ruffianeria. C'è nel dipinto il cuore, la passione e la forza di una artista nata e formatasi sulle lastre e nell'antro dell'antica bottega artigiana del Porrione dove ha respirato ed appreso l'arte del nonno e del babbo.
Un artista che non ha bisogno accaparrarsi la benevolenza della gente di Siena, perchè sa interpretare alla perfezione il sentire comune di questa Gente.

Prezioso e bello anche il Masgalano di Paolo Penko, un orefice Fiorentino ma di origini Senesi, offerto quest'anno dai Lions, nella ricorrenza del sessantesimo dalla costituzione dei Lions Club Siena e del centenario dei Lions International. Un'opera che rientra nei canoni del piatto, ma che è arricchita da tanti diversi materiali, cesellati con incredibile maestria.
Va visto da vicino, perchè solo così si può apprezzare il profilo perfetto della città murata e il mattonato del Campo. Al centro lo stemma in oro dei Lions con i cartigli nei quali sono impressi i doveri istituzionali del Club. Fanno da corona diciassette barberi in lapislazzuli blu che dividono ed uniscono i nomi delle diciassette Contrade.
Mi è sembrato, francamente, uno dei Masgalani più belli degli ultimi anni.

Roberto Morrocchi da OKSiena
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VERSO UN LOTTO BASSO. LE POSSIBILI SCELTE DEI CAPITANI IN VISTA DELLA TRATTA

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:36 pm

A due giorni dalla tratta di Provenzano regna ancora sovrana l’incertezza circa il lotto di cavalli che i capitani andranno a comporre il 29 mattina. Se dovessero essere confermate le indiscrezioni circolate da tempo, i massimi dirigenti contradaioli potrebbero optare per un livellamento verso il basso, con la conseguente esclusione di tutti i bomboloni rimasti. Intanto ieri è stata resa nota la lista dei soggetti ritenuti idonei dopo la previsita. Tra i 62 cavalli ammessi alle prove regolamentate, 13 sono i 4 anni, mentre 17 cavalli, pur essendo in età da Palio, non poteranno arrivare alla tratta. Per ciò che concerne i big, stavolta la previsita non ha lasciato sorprese e tutti sono stati direttamente inviati alla tratta, ad esclusione del solo Osama Bin, obbligato a presentarsi domattina, e che evidentemente i veterinari vogliono rivedere all’opera sul tufo prima di ritenerlo idoneo. Per il forte barbero di Mark Getty questa non è una prima volta, in quanto già nell’agosto scorso Osama dovette passare dal giudizio della notte. Resterà invece a casa Raktou, 2 carriere corse nella Chiocciola e nel Montone, bocciato dalla commissione veterinaria. Tra i soggetti che vedremo direttamente giovedì mattina ci sono i tre sogni di tutti i contradaioli vale a dire Preziosa Penelope, Morosita Prima e Polonski, ma per loro, salvo clamorosi ed improvvisi ripensamenti da parte dei capitani, la strada in questo Palio appare piuttosto in salita. Così, i punti di riferimento in un ipotetico lotto in basso diverrebbero il “vecchio”Mississippi, la cui carriera di Piazza, dopo un inizio scoppiettante, è andata al di sotto delle aspettative, forse anche a causa di un po’ di sfortuna, il veterano Porto Alabe, ormai maturo per il successo, la positiva Sarbana e Smeraldo Nulese, atteso alla definitiva maturazione, dopo un ulteriore anno di esperienza. A loro potrebbero aggiungersi altri nomi noti del tufo quali citiamo ad esempio Remistirio, Quasimodo di Gallura o Renalzos. Per raggiungere il numero di dieci, necessario risulterebbe quindi l’inserimento di almeno 3 debuttanti. Tra i nomi più caldi possiamo ricordare Tabacco, Rocco Ro, Su Re, Parledi, Sunto, ma per loro come per tanti altri che aspirano ad essere al canape la sera del 2 luglio, decisive e determinanti saranno la notte e le batterie della tratta, dalle quali, come spesso succede, possono uscire delle sorprese inattese.

Davide Donnini da OKSiena

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LA MADONNA DEL DRAPPELLONE HA IL VOLTO DELLA MAMMA DI LAURA BROCCHI

Messaggio  jabru il Mar Giu 27, 2017 7:37 pm

Un lungo applauso ha accolto ieri nell'Entrone di Palazzo Pubblico, a Siena, il Drappellone dipinto dall'artista senese Laura Brocchi per il Palio di Provenzano del 2 luglio, dedicato quest'anno ai 200 anni del Teatro dei Rozzi. Sulla sinistra del 'cencio', che viene assegnato alla contrada vittoriosa sul tufo, le contrade sono rappresentate a sbalzo su mattonelline di rame ricoperto di argento; mentre sul lato destro è raffigurata la Madonna che ha il volto della mamma dell'artista. Il velo azzurro ha la forma di un drappeggio che come un sipario si apre sul primo attore della Carriera: il cavallo.
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le prove regolamentate del 28 giugno

Messaggio  jabru il Mer Giu 28, 2017 8:53 pm

. A causa delle improvvise precipitazioni di questo pomeriggio, per garantire i tempi necessari per la sistemazione della pista ai fini della sicurezza dei cavalli è stato posticipato alle ore 6,30 l’arrivo in Piazza del Mercato dei cavalli che prenderanno parte alle prove regolamentate di domani mattina, 28 giugno. Di conseguenza l'orario di inizio delle prove slitterà per il tempo necessario ad assicurare la sicurezza del tufo, iniziando non prima delle ore 7.

Le batterie saranno cinque e non otto come inizialmente previsto, perché per garantire la miglior tenuta del terreno verrà ridotto il numero delle corse escludendo i cavalli (4 anni, ecc.) che comunque non avrebbero potuto partecipare alla Tratta del 29 giugno. L'occupazione del suolo pubblico in Piazza del Campo da parte degli esercizi commerciali sarà possibile non appena ripristinata la piena fruibilità della pista.

Di seguito il programma delle cinque prove regolamentate che si terranno nella mattina di domani, mercoledì 28, in fascia oraria 5.30/7.30. I cavalli dovranno arrivare in Piazza del Mercato alle 5.

PRIMA PROVA SECONDA PROVA
1. OSAMA BIN (Sebastiano Murtas) 1. QUE MASCA (Andrea Chessa)
2. S’OTHIERESU (Salvo Vicino) 2. SALUTE (Elias Mannucci)
3. QUANTOVALI (Jacopo Pacini) 3. SAUZER (Michel Putzu)
4. LAURETTA MIA (Andrea Coghe) 4. TORNASOL (Enrico Bruschelli)
5. QUEEN WINNER (Francesco Caria) 5. SU RE (Carlo Sanna)
6. SUNTO (Alessio Giannetti) 6. QUEBECK SAURO (Jacopo Pacini)
7. QUERIDA DE MARCHESANA (Alessandro Cersosimo) 7. REMOREX (Massimo Columbu)
8. ROCCO RO (Jonatan Bartoletti) 8. SOLU TUE DUE (Francesco Caria)
TERZA PROVA QUARTA PROVA
1. ROMBO DE SEDINI (Jacopo Pacini) 1. TABAR (Valter Pusceddu)
2. SORIGHITTU (Francesco Caria) 2. TIGHELZOENE (Federico Giobbe)
3. TUE GALANA (Rocco Betti) 3. TONINA (Luigi Carrus)
4. TRATTU DE ZAMAGLIA (Alessandro Cersosimo) 4. SAVAGE (Paolo Meraviglia)
5. TABACCO (Antonio Siri) 5. TRISTEZZA (Enrico Bruschelli)
6. RADESKI (Andrea Coghe) 6. REVERENDA MADRE (Federico Guglielmi)
7. PARLEDI (Andrea Chessa) 7. SABURGHESA (Mattia Chiavassa)
8. ORGOLESE (Mattia Chiavassa) 8. SARULESU ISTEDDAU (Alberto Ricceri)
QUINTA PROVA SESTA PROVA
1. REMO SECONDO (Giuseppe Zedde) 1. REO CONFESSO (Andrea Chessa)
2. QUERIDA MOURA (Andrea Chessa) 2. STALLINEK (Giuseppe Zedde)
3. TORNADA (Alessio Giannetti) 3. TERREMOTO (Massimo Columbu)
4. TIEPOLO (Michel Putzu) 4. LADY SPINA (Giosuè Carboni)
5. SCANDALOSO (Alessandro Colombati) 5. TERRIBILE DA CLODIA (Enrico Bruschelli)
6. SOGNADORA (Giuseppe Angioi) 6. UTESSE (Jacopo Pacini)
7. SUPERBIA DE SEDINI (Enrico Bruschelli) 7. UNIDOS (Bastiano Sini)
8. TERESINA MIA (Federico Arri) 8. URBINA BELLA (Giuseppe Deriu)
SETTIMA PROVA OTTAVA PROVA
1. TREMENDO DA CLODIA (Giuseppe Deriu) 1. PORTOROSE (Federico Arri)
2. UESESE (Massimo Columbu) 2. REXY (Jonatan Bartoletti)
3. UNGAROS (Sebastiano Murtas) 3. ROTEGAGIU (Michel Putzu)
4. UNCINO (Rocco Betti) 4. TACITO DE OZIERI (Alberto Ricceri)
5. UNAMORE (Alberto Ricceri) 5. UNICO OZIERESE (Ireneo Cabiddu)
6. UN SOGNO (Antonio Francesco Mula) 6. UCALY (Federico Tarquini)
7. UN FUORICLASSE (Federico Guglielmi)
8. UGAR (Alessio Bincoletto)
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Re: Palio 2017

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